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	<title>acidità &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Quanto sta diventando acido l&#8217;oceano?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Feb 2020 14:30:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[a rischio]]></category>
		<category><![CDATA[acidità]]></category>
		<category><![CDATA[anidride carbonica]]></category>
		<category><![CDATA[fauna]]></category>
		<category><![CDATA[Oceano]]></category>
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					<description><![CDATA[Dicono gli scienziati che le acque sono così acide da sciogliere il guscio dei granchi Gli oceani del mondo assorbono circa il 30% dell&#8217;anidride carbonica rilasciata nell&#8217;atmosfera. Questo significa che con l&#8217;aumentare dei livelli di CO2 nell&#8217;atmosfera, anche i livelli di questo ossido acido nell&#8217;acqua del mare aumentano, facendo crescere anche l&#8217;acidità. Gli scienziati hanno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-39100" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2020/02/images_dicembre_2019_gennaio_2020_waves-1867285_1280.jpg" alt="" width="799" height="488" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/02/images_dicembre_2019_gennaio_2020_waves-1867285_1280.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/02/images_dicembre_2019_gennaio_2020_waves-1867285_1280-300x183.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/02/images_dicembre_2019_gennaio_2020_waves-1867285_1280-768x469.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<h2>Dicono gli scienziati che le acque sono così acide da sciogliere il guscio dei granchi</h2>
<p>  <span id="more-39101"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Gli oceani del mondo assorbono circa il 30% dell&#8217;anidride carbonica rilasciata nell&#8217;atmosfera. Questo significa che <strong>con l&#8217;aumentare dei livelli di CO2 nell&#8217;atmosfera, anche i livelli di questo ossido acido nell&#8217;acqua del mare aumentano, facendo crescere anche l&#8217;acidità</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli scienziati hanno scoperto che l&#8217;effetto è diventato così pronunciato che l&#8217;acqua sempre più acida dell&#8217;Oceano Pacifico sta dissolvendo i gusci dei <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Dungeness_crab" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Dungeness crab</a>, granchi anche noti come granciporri del Pacifico.</p>
<p style="text-align: justify;">Per lo <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0048969720301200" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a>, che è stato finanziato dalla National Oceanic and Atmospher Association (<a href="https://www.noaa.gov/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">NOAA</a>) e pubblicato sulla rivista Science of the Total Environment, un team internazionale di ricercatori ha utilizzato un microscopio elettronico a scansione per analizzare campioni di questa specie di granchi, raccolti durante una crociera di ricerca di NOAA del 2016.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa analisi ha portato alla scoperta di Dungeness crab larvali con danni ai loro gusci superiori. Alcuni dei granchi avevano perso le strutture sensoriali simili a peli che in genere usano per navigare nei loro ambienti, e molti dei granchi danneggiati erano più piccoli di altre larve.</p>
<p style="text-align: justify;">La scoperta non ha solo un impatto sull&#8217;ecosistema del Pacifico, ma potrebbe anche influenzare le economie delle città del nord-ovest del Pacifico che catturano e vendono i crostacei.</p>
<p style="text-align: justify;">«Se questi granchi larvali devono impiegare energia per riparare i loro esoscheletri e, di conseguenza, sono più piccoli, la percentuale che li porta all&#8217;età adulta sarà nella migliore delle ipotesi variabile e probabilmente scenderà nel lungo termine», ha dichiarato in un <a href="https://research.noaa.gov/article/ArtMID/587/ArticleID/2581/Dungeness-crab-showing-impact-of-coastal-acidification" target="_blank" rel="noopener noreferrer">comunicato stampa</a>&nbsp;la ricercatrice Nina Bednarsek.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono comunque necessarie ulteriori ricerche per determinare quanto la dissoluzione esterna del guscio nella fase dell&#8217;infanzia incida nelle fasi successive della vita e nella riproduzione, per capire quali potrebbero essere le conseguenze potenziali per le dinamiche della popolazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Gli oceani mangiano la pelle degli squali</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/animali/gli-oceani-mangiano-la-pelle-degli-squali/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Dec 2019 13:24:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[acidità]]></category>
		<category><![CDATA[Oceano]]></category>
		<category><![CDATA[squali]]></category>
		<category><![CDATA[squame danneggiate]]></category>
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					<description><![CDATA[Man mano che gli oceani diventano sempre più acidi, stanno mietendo un&#8217;altra vittima: gli squali Una nuova ricerca&#160;pubblicata su Scientific Reports mostra che l&#8217;acqua acida degli oceani, che è un sottoprodotto dei cambiamenti climatici indotti dall&#8217;uomo, sta danneggiando e distruggendo le piccole squame sulla pelle degli squali. Di conseguenza, gli squali non possono nuotare o [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-38894" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_hai-3347787_1280.jpg" alt="" width="797" height="461" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_hai-3347787_1280.jpg 797w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_hai-3347787_1280-300x174.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_hai-3347787_1280-768x444.jpg 768w" sizes="(max-width: 797px) 100vw, 797px" /></p>
<h2>Man mano che gli oceani diventano sempre più acidi, stanno mietendo un&#8217;altra vittima: gli squali</h2>
<p>  <span id="more-38895"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Una <a href="https://www.nature.com/articles/s41598-019-54795-7" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nuova ricerca</a>&nbsp;pubblicata su Scientific Reports mostra che <strong>l&#8217;acqua acida degli oceani</strong>, che è un sottoprodotto dei cambiamenti climatici indotti dall&#8217;uomo,<strong> sta danneggiando e distruggendo le piccole squame sulla pelle degli squali</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Di conseguenza, gli squali non possono nuotare o cacciare, e ciò potrebbe potenzialmente provocare il caos negli ecosistemi marini già fragili in cui vivono.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che il team di scienziati tedeschi e sudafricani ha scoperto facendo questa ricerca è che, dopo appena nove settimane di esposizione all&#8217;acqua acida, oltre il nove percento dei denticoli dermici degli squali – le squame minuscole, appunte – vengono irrimediabilmente danneggiate.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche se l&#8217;esperimento non è eccezionalmente solido – sono stati solo tre gli squali nella coorte che hanno avuto il trattamento acido dell&#8217;acqua – i risultati mostrano un segno preoccupante per il futuro della vita marina.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante questo, però, lo studio ha rivelato anche alcune buone notizie. I ricercatori, infatti, hanno scoperto che gli squali erano comunque in grado di moderare la chimica dei loro corpi per adattarsi all&#8217;acqua sempre più acida e quindi, a parte le squame danneggiate e distrutte, sembravano essere incolumi a questo cambiamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Luntz Auerswald, un ricercatore ambientale dell&#8217;Università Stellenbosch del Sudafrica, ha detto a <a href="https://www.newsweek.com/acid-oceans-are-stripping-sharks-their-scales-1478255" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Newsweek</a> che la regolazione dell&#8217;equilibrio acido-base a breve termine come risposta a un pH abbassato era una cosa che il team si aspettava. «La corrosione dei denticoli, invece, è stata una sorpresa».</p>
<p style="text-align: justify;">Decisamente una brutta sorpresa.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>No all’abuso di farmaci contro il bruciore di stomaco, lo spiegano i gastroenterologi</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/no-all-abuso-di-farmaci-contro-il-bruciore-di-stomaco-lo-spiegano-i-gastroenterologi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Nov 2018 13:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[acidità]]></category>
		<category><![CDATA[Bruciore]]></category>
		<category><![CDATA[bruciore di stomaco]]></category>
		<category><![CDATA[Gastrite]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[In Italia un paziente su due assume farmaci per il bruciore di stomaco senza averne bisogno Ormai i farmaci contro il bruciore di stomaco vengono utilizzati in maniera inappropriata dal 50% dei pazienti. Lo spiega da tempo l’Associazione Italiana Gastroenterologi ed endoscopisti Ospedalieri (AIGO) che ora rilancia anche un nuovo studio scientifico canadese. Le nuove [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-33872" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/11/images_tablets-1001224_640.jpg" alt="" width="640" height="384" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/11/images_tablets-1001224_640.jpg 640w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/11/images_tablets-1001224_640-300x180.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">In Italia un paziente su due assume farmaci per il bruciore di stomaco senza averne bisogno</span></p>
<p>  <span id="more-33873"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Ormai i farmaci contro il bruciore di stomaco vengono utilizzati in maniera inappropriata dal 50% dei pazienti. Lo spiega da tempo l’Associazione Italiana Gastroenterologi ed endoscopisti Ospedalieri (AIGO) che ora rilancia anche un<a href="http://www.cfp.ca/content/cfp/63/5/354.full.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> nuovo studio scientifico canadese</a>.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Le nuove linee guida canadesi, pubblicate sul numero di maggio 2017 della rivista scientifica Canadian family physician, indicano che la prescrizione di questi farmaci va destinata a precise situazioni cliniche e partono dal bilancio tra rischi e benefici derivanti da un uso eccessivo dei PPI.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Nello studio, infatti, si sottolineano i possibili effetti avversi di questi farmaci, come un aumento del rischio di malattie renali, di infezione da clostridium difficile, di fratture dell&#8217;anca e il pericolo di malassorbimento della vitamina B12.</span><br /><span style="font-size: 12pt;">Inoltre, le nuove linee guida sottolineano che, quando i PPI sono prescritti in modo inappropriato o utilizzati troppo a lungo, possono aumentare il rischio di reazioni avverse, scambio tra farmaci, interazioni farmacologiche, visite in reparti di emergenza e ricoveri.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Secondo l’Associazione Italiana Gastroenterologi ed endoscopisti Ospedalieri oltre 1.289.000 persone, pari al 46,5% dei pazienti, utilizzano i PPI in maniera non appropriata, cioè senza che per loro siano la terapia più efficace.</span><br /><span style="font-size: 12pt;">Per far fronte a questa situazione tre società scientifiche hanno preparato un position paper che fissa alcuni principi e norme che supportino i medici nel prescrivere questi farmaci in caso di effettivo bisogno e in cui possano essere realmente efficaci, che possono essere riassunte in alcuni punti:</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><strong>Per i pazienti: le raccomandazioni degli specialisti</strong></span><br /><span style="font-size: 12pt;">&#8211; In caso di reflusso gastroesofageo è importante tenere sotto controllo il proprio peso per attenuare i sintomi</span><br /><span style="font-size: 12pt;">&#8211; Far passare due o tre ore dai pasti prima di coricarsi e dormire con la testa sollevata</span><br /><span style="font-size: 12pt;">&#8211; Non è necessario eliminare in maniera definitiva cibi che favoriscono il reflusso (come cioccolato, alcol, cibi piccanti o acidi) ma solo consumarli in maniera attenta e sospenderli in caso di riacutizzazione del problema.</span><br /><span style="font-size: 12pt;">&#8211; E’ importante masticare il cibo con cura e lentamente dedicando al pasto il giusto tempo</span><br /><span style="font-size: 12pt;">&#8211; Mangiare con regolarità, evitando sia pasti abbondanti e troppo distanziati tra loro sia quelli troppo frequenti.</span><br /><span style="font-size: 12pt;">&#8211; Utilizzare tecniche di cottura leggere, come il forno, la griglia, il vapore, il microonde, la lessatura, il cartoccio, che permettono la cottura dell&#8217;alimento con un minimo utilizzo di grassi per il condimento.</span><br /><span style="font-size: 12pt;">&#8211; Evitare le bevande gasate o troppo calde, il fumo, il caffè, il tè e i superalcoolici.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><strong>Per gli specialisti: le indicazioni del position paper</strong></span><br /><span style="font-size: 12pt;">&#8211; Nei pazienti che hanno difficoltà di digestione si suggerisce di usare i farmaci PPI solo dopo aver verificato che i pazienti non siano affetti da Helicobacter pylori. In questo caso i sintomi possono essere risolti curando questa infezione.</span><br /><span style="font-size: 12pt;">&#8211; Nei casi in cui si sospetta un reflusso gastroesofageo un trattamento con questi farmaci può essere un utile trattamento di prima linea.</span><br /><span style="font-size: 12pt;">&#8211; Una terapia standard con PPI per prevenire il sanguinamento gastrico in pazienti in trattamento con anti-aggreganti piastrinici o farmaci anti-infiammatori è indicata solo nei soggetti a rischio (età maggiore di 65 anni, uso concomitante di steroidi o anticoagulanti, pregressa ulcera).</span><br /><span style="font-size: 12pt;">&#8211; Non è necessario utilizzare i PPI per la prevenzione delle emorragie gastriche nei pazienti che assumono cortisone perché è dimostrato che questo farmaco non espone a tale rischio.</span><br /><span style="font-size: 12pt;">&#8211; La somministrazione in via cautelativa di PPI in pazienti che assumono farmaci diversi dagli anti-infammatori (per es: anti-ipertesivi, statine, diuretici, ecc) non è consigliabile poiché questa terapia non solo è necessaria, ma può ridurre o alterare l’assorbimento di alcune terapie.</span><br /><span style="font-size: 12pt;">&#8211; Non è dimostrato che i PPI prevengono il sanguinamento da varici esofagee nei pazienti con cirrosi.</span><br /><span style="font-size: 12pt;">&#8211; Sebbene i PPI siano farmaci efficaci e generalmente molto ben tollerati e quindi il vantaggio derivato dal loro uso è superiore al rischio di effetti indesiderati, sono possibili effetti collaterali nelle terapie a lungo termine.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Ansia, stress, cattiva alimentazione potrebbero causare un fastidioso bruciore di stomaci. <a href="https://www.ecoseven.net//?p=12660" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ecco i rimedi naturali contro il bruciore di stomaco.</a></span></p>
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		<title>Rischi connessi con i farmaci anti-acido</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/news-alimentazione/rischi-connessi-con-i-farmaci-anti-acido/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Mar 2016 12:48:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[acidità]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci]]></category>
		<category><![CDATA[rischi]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[Un nuovo studio annuncia che i farmaci per curare il bruciore di stomaco potrebbero causare l&#8217;aumento del rischio di demenza Il bruciore di stomaco è una malattia piuttosto comune, sono molto alte le stime che riguardano le persone che soffrono di questa patologia, così come sono molto alte le stime delle persone che decidono di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-30886" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/03/images_igallery_resized_ambientetest_Anti_acidita___di_stomaco-17733-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Un nuovo studio annuncia che i farmaci per curare il bruciore di stomaco potrebbero causare l&#8217;aumento del rischio di demenza<br /></span></p>
<p>  <span id="more-30887"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Il bruciore di stomaco è una malattia piuttosto comune, sono molto alte le stime che riguardano le persone che soffrono di questa patologia, così come sono molto alte le stime delle persone che decidono di affrontarlaaffidandosi ai farmaci antiacido, inibitori della pompa protonica (IPP). </span></p>
<p>Un recente studio condotto dal <a href="http://www.dzne.de/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Centro tedesco per le malattie neurodegenerative</a> di Bonn ha rivelato che, i consumatori regolari di questi farmaci hanno il 44 per cento di possibilità in più di incappare in malattie collegate alla demenza rispetto a quelli che non fanno uso degli IPP. </p>
<p>Nel corso di sette anni di studio, i ricercatori hanno esaminato, a intervalli, 73.679 persone con un&#8217;età che andava dai 75 anni in su, che non avevano avuto problemi di demenza. Nel primo lasso di tempo, nel 2004, per un intervallo di un anno, poi per alcuni intervalli di 18 mesi, e alla fine per un intervallo finale, nel 2011, di un altro anno. Il team si è concentrato sugli utenti che facevano un uso regolare di IPP, che vuol dire che avevano almeno una prescrizione per trimestre, in questi intervalli di tempo, di omeprazolo, pantoprazolo, lansoprazolo, esomeprazolo, o rabeprazolo.</p>
<p>Nel corso dello studio, a 29.510 soggetti è stata diagnosticata la demenza, e più della metà di queste persone (il 59 per cento), tra uomini e donne, hanno avuto una diagnosi di almeno due diversi tipi di demenza. Di queste persone affette da demenza, 2.950 erano consumatori regolari di PPI, con un aumento del rischio di almeno il 44 per cento rispetto ai non utilizzatori. Anche se i ricercatori non sono sicuri su cosa faccia aumentare il rischio di demenza, altre ricerche – condotte sui topi – suggeriscono che gli inibitori di pompa protonica provochino una crescita nei livelli di beta-amiloide, una proteina dannosa che si accumula nel cervello dei pazienti affetti da demenza.</p>
<p>Il problema sta nel fatto che questi farmaci, bloccando la produzione di acido dello stomaco, ci rendono vulnerabili a carenze nutrizionali: l&#8217;acido, oltre ad aiutare nella digestione del cibo, protegge contro diversi patogeni che ingeriamo. </p>
<p>Ovviamente, molto spesso, questi farmaci non possono essere evitati, ma in altri casi, ci si potrebbe sbarazzare del bruciore di stomaco apportando modifiche al proprio stile di vita, come perdere peso, diminuire gli alcolici, la caffeina, i cibi piccanti e i grassi.</p>
<p> </p>
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