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	<title>accoglienza sicura &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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		<title>Covid19: voglia di vacanze sì, ma in sicurezza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2020 11:00:36 +0000</pubDate>
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<h3>Come si sono organizzati gli albergatori per curare l’accoglienza ai tempi del Covid19?</h3>
<p><span id="more-58408"></span></p>
<p>Le conseguenze della pandemia che ha colpito l’Italia e il resto del mondo, si sono abbattute rovinosamente su tutti i settori dell’economia. Ma sicuramente a pagare il prezzo più alto dell’infuriare del coronavirus è stato proprio il <strong>Turismo,</strong> il comparto che rappresenta il <strong>13 del PIL del nostro Paese </strong>e che ha subito una battuta d’arresto di proporzioni inaudite, provocando una crisi degna di uno scenario di guerra.</p>
<p>Dopo il periodo più drammatico in cui il bilancio delle vittime morte con il covid19 hanno reso necessarie delle restrizioni severe, poi racchiuse nella scelta del lock-down, si sta gradualmente passando alla cosiddetta fase2, quella cioè in cui si riaprirà, con le dovute cautele, alle attività commerciali ed anche al movimento turistico.</p>
<p>In questi mesi di oscurità totale, sulle strutture alberghiere si è abbattuto un autentico tsunami che ha costretto molti imprenditori dell’ospitalità ad optare per la chiusura. <strong>Va ricordato infatti che non vi è stato alcun dpcm che abbia imposto la chiusura degli hotel in Italia, piuttosto è stata chiesta dal governo la disponibilità degli albergatori a mettere a disposizione le proprie strutture per l’emergenza.</strong></p>
<p>Chi ha chiuso, sostanzialmente, lo ha fatto per necessità, non avendo la liquidità per poter sostenere dipendenti e spese generali mancando a causa del lock down la materia prima, ovvero la clientela nazionale ed internazionale.</p>
<p><strong>Con la fase2</strong>, gli italiani potranno ricominciare a <strong>sognare quanto meno di poter viaggiare nel proprio paese e</strong><strong> gli albergatori</strong> cercheranno di tenere testa alla crisi con tutti gli sforzi possibili, dal momento che le condizioni non sono ancora sufficienti per una reale ripresa. Posto che si dovrà rinunciare inevitabilmente a turismo straniero, che peraltro rappresenta il 50% circa degli introiti legati al settore, è chiaro che si dovrà puntare mai come ora sul turismo italiano, con gli incentivi adeguati e con una particolare attenzione alla sicurezza.</p>
<p><strong>Come si sono organizzati gli albergatori per curare l’accoglienza in tempi di covid19?</strong> Innanzitutto si farà riferimento alle norme vigenti, dettate principalmente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.</p>
<p>Inoltre ogni regione ha in qualche modo legiferato in materia, proponendo dei protocolli relativi al proprio territorio. In primis ciò che viene evidenziato è <strong>l’obbligo di rispettare regole rigidissime in merito alla sanificazione degli ambienti ed alla tutela dei clienti e dei dipendenti delle strutture</strong>. Vi è inoltre anche un <strong>tema di responsabilità</strong>, dal momento che in caso di contagio verificatosi all’interno di un hotel, <strong>sarà l’albergatore in prima persona a risponderne in termini legali.</strong></p>
<p>Detto ciò, è nota la forza d’animo degli imprenditori della ricettività, che sono in gran parte pronti a partire con la fase 2.</p>
<p><strong>A questo proposito sarà un vantaggio per chi viaggia e per gli operatori del settore sapere che Federalberghi</strong>, ovvero la Federazione degli albergatori di maggior peso in Italia che consta di 27 mila associati, ha realizzato <strong>il marchio &#8216;Accoglienza Sicura&#8217;</strong>, <strong>che include un set di strumenti di comunicazione</strong> che le imprese associate possono utilizzare per sottolineare l’attenzione dedicata alla tutela della salute degli ospiti e dei collaboratori e per rammentare a tutti le precauzioni da adottare al fine di svolgere in sicurezza le normali attività quotidiane. <strong>Questi gli strumenti a disposizione</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>Bollo</strong>, per comunicare e valorizzare l’attenzione che l’azienda dedica alla tutela della salute;</li>
<li><strong>Depliant</strong>, per fornire informazioni sulle modalità di utilizzo dei dispositivi di protezione individuale;</li>
<li><strong>Cartelli</strong>, per rammentare sinteticamente i comportamenti da tenere e le precauzioni da adottare;</li>
<li><strong>Firma/Web</strong>, da apporre in calce a tutte le email e da pubblicare sul sito internet della struttura.</li>
</ul>
<p>Si tratta di un servizio che può agevolare senz’altro gli operatori del settore. Ed è utile sapere che il marchio ‘Accoglienza Sicura’ e gli strumenti per l’informazione di ospiti e collaboratori sono disponibili nelle associazioni territoriali aderenti a Federalberghi.</p>
<p><em>Barbara Bonura</em></p>
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