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	<title>abusivismo &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Stop all’abusivismo: al via le demolizioni in Calabria</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2015 10:38:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Prendono il via in Calabria alcune demolizioni delle costruzioni fuorilegge   La Calabria si impegna a dire addio all’abusivismo. E lo fa grazie a delle demolizioni programmate: grazie all’intervento della Procura di Reggio Calabria, è iniziato l’abbattimento delle costruzioni fuorilegge. Ad esser buttati giù saranno 686 abusi edilizi, commessi tra gli anni &#8217;80 e &#8217;90. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-30169" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/12/images_igallery_resized_ambientetest_abusivismo2-17362-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Prendono il via in Calabria alcune demolizioni delle costruzioni fuorilegge</p>
<p>  <span id="more-30170"></span>  </p>
<p> </p>
<p>La Calabria si impegna a dire addio all’<a href="https://www.ecoseven.net//?p=22476" target="_blank" rel="noopener noreferrer">abusivismo</a>. E lo fa grazie a delle demolizioni programmate: grazie all’intervento della Procura di Reggio Calabria, è iniziato l’abbattimento delle costruzioni fuorilegge. Ad esser buttati giù saranno 686 abusi edilizi, commessi tra gli anni &#8217;80 e &#8217;90.</p>
<p>‘La demolizione delle opere abusive che sta avvenendo in queste ore nell’hinterland del comune di Reggio Calabria, oltre ad essere una bella notizia e una vittoria per l’ambiente, rappresenta un importante passo di cambiamento che restituisce bellezza e legalità ad una regione, dove il cemento illegale ha prosperato per anni. L’abbattimento delle costruzioni fuorilegge è la migliore cura preventiva contro il vecchio e nuovo abusivismo, una cura resa possibile anche grazie alla preziosa e fondamentale azione delle Procure della Repubblica che, spesso da sole, si occupano delle demolizioni degli immobili fuorilegge. Dopo la legge sugli ecoreati, è dunque fondamentale che il Parlamento approvi al più presto una legge contro l’abusivismo edilizio che semplifichi e renda più efficace e tempestivo l’iter delle demolizioni prevedendo tra l’altro pene più severe’ ha dichiarato Rossella  Muroni, presidente nazionale di Legambiente.</p>
<p> </p>
<p>‘In questo territorio per anni le ruspe non sono mai arrivate e l&#8217;abusivismo ha prosperato indisturbato, tanto che nei dossier della campagna di Legambiente &#8220;Abbatti l&#8217;abuso&#8221;, su quasi duemila ordinanze di demolizione emesse tra il 2000 e il 2011 a Reggio Calabria, città sciolta per mafia nel 2012, non ne è stata effettuata nemmeno una. Oggi c&#8217;è finalmente un inversione di tendenza: la determinazione di un magistrato, il procuratore De Raho, dimostra che lo Stato c&#8217;è, che non si gira dall&#8217;altra parte. Un pezzo importante del nostro Stato che non fa finta di non vedere e non sapere come purtroppo molto spesso accade nella nostra terra. Grazie procuratore, ha tutto il sostegno della nostra associazione’, ha aggiunto Francesco Falcone, presidente di Legambiente Calabria.</p>
<p>gc </p>
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		<title>L&#8217;abusivismo che non c&#8217;e&#8217; piu&#8217;</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Oct 2014 08:39:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nel rapporto di Legambiente, storie di battaglie vinte contro gli ecomostri che deturpano le coste italiane Ci sono gli ecomostri che deturpano le coste italiane, ma ci sono anche tanti esempi di battaglie vinte nel rapporto di Legambiente Mare Monstrum 2014. Un capitolo del dossier è infatti dedicato all&#8217;abusivismo che non c&#8217;è più, ovvero a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-20935" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/10/images_igallery_resized_ambiente_ecomostri_abusivismo-12742-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Nel rapporto di Legambiente, storie di battaglie vinte contro gli ecomostri che deturpano le coste italiane</p>
<p>  <span id="more-20936"></span>  </p>
<p>Ci sono gli ecomostri che deturpano le coste italiane, ma ci sono anche tanti esempi di battaglie vinte nel rapporto di Legambiente Mare Monstrum 2014. Un capitolo del dossier è infatti dedicato all&#8217;abusivismo che non c&#8217;è più, ovvero a quelle costruzioni abusive che sono state demolite nel rispetto della legge, grazie alle battaglie combattute con vigore da cittadini, sindaci, magistrati.</p>
<p>Una &#8216;white list&#8217; che comprende per esempio l&#8217;Oasi del Simeto, in provincia di Catania, dove Comune e Procura della Repubblica hanno provveduto alla demolizione di 5 villette sulla <a href="https://www.ecoseven.net//?p=16982" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>spiaggia</strong></a> situate entro i 150 metri di inedificabilità assoluta, o il caso di Ostuni, dove è stato abbattuto dopo anni lo scheletro di un albergo a tre piani realizzato a ridosso della scogliera senza titolo edilizio e in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico. C&#8217;è poi la bella storia della lottizzazione abusiva realizzata all’interno del Parco nazionale del Circeo dove, dal 2012 si procede all&#8217;abbattimento dei tanti scheletri della lottizzazione realizzata negli anni &#8217;70. E ancora, la Valle dei Templi di Agrigento finalmente liberata da alcuni villini sorti chissà come nella zona A, a vincolo di inedificabilità assoluta e in pieno <a href="https://www.ecoseven.net//?p=19590" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Parco</strong></a> archeologico. Una lista che si allunga e che fa tornare il sorriso a dimostrazione che spesso, quando onestà e volontà si uniscono e nasce una forte alleanza fra cittadini e istituzioni la battaglia contro l&#8217;abusivismo è lunga ma può essere vinta.</p>
<p>AS</p>
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		<title>Il decreto sulla casa e’ legge. Le nuove norme</title>
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		<pubDate>Wed, 21 May 2014 07:45:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Niente luce e gas agli abusivi, bonus mobili fino a 10mila euro, cedolare secca al 10% per i canoni concordati: alcune misure del Dl Casa   È arrivato ieri dall&#8217;Aula della Camera il via definitivo  ha dato il via libera definitivo al decreto Casa, con 277 voti favorevoli e 92 voti contrari. Il provvedimento contiene [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-17446" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/05/images_igallery_resized_ambientetest_k14761873-10955-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Niente luce e gas agli abusivi, bonus mobili fino a 10mila euro, cedolare secca al 10% per i canoni concordati: alcune misure del Dl Casa</p>
<p>  <span id="more-17447"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">È arrivato ieri dall&#8217;Aula della Camera il via definitivo  ha dato il via libera definitivo al decreto Casa, con 277 voti favorevoli e 92 voti contrari. Il provvedimento contiene le misure urgenti per l&#8217;emergenza abitativa, per il mercato delle costruzioni e per l&#8217;Expo 2015’. Vediamo le principali norme:</p>
<p class="MsoNormal"><strong>LOTTA AGLI ABUSIVI</strong> &#8211; Chiunque occuperà una casa, anche se vuota, non potrà vedersi allacciati né acqua, né gas, né luce. In più, per almeno 5 anni non potrà venir iscritto nella lista per poter avere una casa popolare.</p>
<p class="MsoNormal"><strong>FONDI A EXPO DA PRECARI P.A.</strong> &#8211; In arrivo 25 milioni per il comune di Milano che deve organizzare Expo2015. I soldi arrivano da un corrispettivo taglio ai fondi per la stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione.</p>
<p class="MsoNormal"><strong>EXPO, DEROGHE CODICE APPALTI</strong> &#8211; Via libera alla deroga per la società Expo2015 del Codice degli appalti per i contratti di sponsorizzazione e le concessioni di servizi.</p>
<p class="MsoNormal"><strong>SEMPRE EXPO, PROROGA A MILANO PER CURARE STRADE E VERDE</strong> &#8211; Proroga al 2015 per il Comune di Milano della possibilità di utilizzate i proventi di concessioni edilizie e sanzioni per pagare le spese correnti e quelle per la manutenzione del verde e delle strade. La norma viene collegata sempre a Expo.</p>
<p class="MsoNormal"><strong>BONUS &#8220;MOBILI&#8221; SVINCOLATO DA SPESE RISTRUTTURAZIONE</strong> -Si svincola il bonus di 10mila euro per l&#8217;acquisto di mobili ed elettrodomestici dalla cifra che si spende per ristrutturare l&#8217;abitazione.</p>
<p class="MsoNormal"><strong>AFFITTI E MOROSITA&#8217;</strong> &#8211; Oltre 325 milioni di euro in più al Fondo nazionale per il sostegno all&#8217;accesso alle abitazioni in locazione ed al Fondo destinato agli inquilini morosi incolpevoli.</p>
<p class="MsoNormal"><strong>PROROGATI BENEFICI PER INQUILINI CHE DENUNCIANO NERO</strong> -Gli inquilini che hanno denunciato di pagare in nero l&#8217;affitto potranno dormire sonni tranquilli fino al 31 dicembre 2015. Nonostante la sentenza della Consulta che vanificava gli effetti della legge che li aveva spinti alla denuncia, con il decreto Casa vengono fatti salvi i diritti acquisiti (di pagare meno e restare nell&#8217;abitazione) fino alla fine del 2015.</p>
<p class="MsoNormal"><strong>CEDOLARE SECCA AL 10% PER CANONI CONCORDATI</strong> &#8211; La misura vale per i contratti a canone concordato stipulati nei maggiori comuni italiani (e nei comuni confinanti), negli altri capoluoghi di provincia o nei comuni molto popolosi. Non solo. Vale anche per le abitazioni affittate a cooperative edilizie o a enti senza scopo di lucro, purché sublocate a studenti universitari e date a disposizione dei comuni.</p>
<p class="MsoNormal"><strong>VENDITA APPARTAMENTI IACP SOLO A INQUILINI</strong> &#8211; Si potranno vendere appartamenti Iacp solo agli inquilini. Le risorse dovranno essere destinate solo ad aumentare il patrimonio abitativo.</p>
<p class="MsoNormal"><strong>NO IMU PER CASE SFITTE DI PENSIONATI RESIDENTI ALL&#8217;ESTERO</strong> &#8211; Chi risiede all&#8217;estero e ha in Italia, una o più case sfitte, per una di queste non dovrà pagare l&#8217;Imu perché gli verrà considerata come prima casa.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal"><strong>VIA LIBERA A CHIOSCHI IN SPIAGGIA</strong> &#8211; Roulotte, camper, prefabbricati non vengono considerati interventi di nuova costruzione purché siano installati, &#8220;con temporaneo ancoraggio al suolo&#8221;, all&#8217;interno di &#8220;strutture ricettive all&#8217;aperto per i turisti&#8221;.</p>
<p class="MsoNormal">gc</p>
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		<title>Case: nel 2013 una nuova casa su 10 e’ fuorilegge</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Feb 2014 08:24:18 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[abusivismo edilizio]]></category>
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					<description><![CDATA[Tra le nuove case costruite nel 2013, una su 10 e’ fuorilegge: abusivismo ancora una piaga nazionale      L’abusivismo edilizio rappresenta un’autentica piaga nazionale; prospera indisturbato da decenni e non conosce crisi, nutrendosi di alibi e giustificazioni. Abbiamo occupato le coste, i letti dei fiumi, i pendii delle montagne, senza pensare, non solo al [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-15843" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/02/images_igallery_resized_ambientetest_download__2_-10118-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Tra le nuove case costruite nel 2013, una su 10 e’ fuorilegge: abusivismo ancora una piaga nazionale </p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: 'Calibri','sans-serif';"> </span></p>
<p>  <span id="more-15844"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">L’<strong>abusivismo edilizio</strong> rappresenta un’autentica piaga nazionale; prospera indisturbato da decenni e non conosce crisi, nutrendosi di alibi e giustificazioni. Abbiamo occupato le coste, i letti dei fiumi, i pendii delle montagne, senza pensare, non solo al danno paesaggistico, ma nemmeno al pericolo di realizzare case, terrazze, alberghi, scuole, uffici in aree dove non si dovrebbe nemmeno piantare una tenda da campeggio. E se il 2013 è stato un anno ricco di demolizioni &#8211; anche molto importanti come gli scheletri di Lido Rossello e di  Scala dei turchi sulla costa agrigentina ad esempio, rimossi dopo vent’anni di battaglie legali &#8211; è stato anche un anno denso di tentativi per approvare in Parlamento un nuovo condono mascherato sotto le forme più diverse. Tra emendamenti e disegni di legge, Legambiente ne ha contati cinque. Ben 22 dal gennaio del 2010, tutti rispediti al mittente, anche grazie all’attiva opposizione dell’associazione. Ma l’ultimo, il ddl Falanga è passato un mese fa al Senato con 189 sì, 61 no e 7 astenuti.</p>
<p class="MsoNormal">Di condoni, norme “blocca ruspe”, vecchio e nuovo cemento illegale si è parlato oggi a Roma all’incontro organizzato da Legambiente Abusivismo edilizio: l’Italia frana, il Parlamento condona. Un dibattito tra gli attori in campo per sfatare gli alibi del no alle ruspe e stimolare nuove azioni per il ripristino della legalità, con la partecipazione, tra gli altri, del ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, di Ermete Realacci presidente della Commissione Ambiente della Camera, Ciro Falanga senatore FI, Loredana De Petris senatrice Sel, Aldo De Chiara avvocato dello Stato presso la Procura generale di Salerno, Domenico Fiordalisi procuratore capo di Tempio Pausania, Enrico Fontana direttore di Libera, Luca Di Fiori sindaco di Ardea, Daniela Ciancimino avvocato del centro di azione giuridica di Legambiente Sicilia, Vittorio Cogliati Dezza e Rossella Muroni presidente e direttore generale di Legambiente.</p>
<p class="MsoNormal">“I tentativi di fermare le ruspe delle Procure &#8211; ha dichiarato Rossella Muroni, direttore generale di <strong>Legambiente</strong> &#8211; affermano l’esigenza di salvare le case fuorilegge in nome di un presunto abusivismo di necessità. Ma questo ‘abusivismo della povera gente’ oggi esiste davvero? Se sì, dove e quante famiglie riguarda e perché non vengono aiutate con l’inserimento nelle graduatorie delle case popolari? Se la loro situazione è seria, e ancor più aggravata dal fatto di vivere in un edificio che deve essere demolito, i Comuni hanno l’obbligo di provvedere all’assegnazione in via prioritaria di un alloggio sociale. A meno che non si ammetta che dietro questo alibi si celano anche le ville di notai, farmacisti, avvocati, imprenditori, assessori comunali. Ed è difficile immaginare che costoro possano adattarsi alle case popolari”.</p>
<p class="MsoNormal">Come racconta il dossier presentato oggi, affrontare il problema, serissimo, del bisogno abitativo è secondo <strong>Legambiente</strong> una priorità. Senza dimenticare la necessità, non più eludibile, di delocalizzare gli insediamenti sorti nelle aree a rischio dissesto, considerando anche l’opportunità  di demolire e ricostruire. Una pratica pressoché sconosciuta in Italia, dato che tra i 1.354 comuni interpellati dalla ricerca Ecosistema Rischio 2013, condotta da Legambiente e Dipartimento di protezione civile, solo 55 hanno dichiarato di aver avviato nell’ultimo biennio procedure di delocalizzazione. Lo stivale si sgretola sotto le frane e le ondate di piena dei fiumi, ma nonostante tutto nell’ultimo decennio sono state edificate aree esposte a pericolo frane e alluvioni in ben 186 Comuni.</p>
<p class="MsoNormal">Il miglior deterrente al nuovo abusivismo è il ripristino della legalità, quindi l’abbattimento degli immobili fuorilegge. Viceversa, ogni ipotesi di sanatoria alimenta nuovo cemento, come è successo con i tre condoni edilizi, quelli del 1985, del 1994 e del 2003. Ed è bene ricordarlo: abbattere un immobile abusivo non è una facoltà, ma un preciso obbligo delle amministrazioni comunali, previsto dal Dpr 380/2001, il Testo unico sull’edilizia, una buona legge, purtroppo sostanzialmente disattesa.</p>
<p class="MsoNormal">In questi anni abbiamo assistito a <a href="https://www.ecoseven.net//?p=15695"><strong>frane, alluvioni, esondazioni</strong> </a>che hanno spazzato via pezzi di territorio, case, beni culturali, molto spesso anche vite umane. Ma, come se nulla fosse, si continua a costruire illegalmente e a cercare di salvare le case abusive dalle demolizioni. Nel 2013, secondo la stima del Cresme, in barba alla crisi economica che ha colpito duramente il settore edile, sarebbero stati costruiti 26mila immobili illegali, tra ampliamenti e nuove costruzioni: oltre il 13% del totale delle nuove costruzioni. Significa che grosso modo una nuova casa su dieci di quelle sorte nell’ultimo anno è fuorilegge.</p>
<p class="MsoNormal">L’<strong>abusivismo edilizio</strong>, oltre a sfregiare il paesaggio, alimenta una vera e propria filiera del cemento illegale (dalle cave, agli impianti di calcestruzzo, fino alle imprese edili), quindi a prezzo ridotto per il committente. Tutto è pagato in nero &#8211; i materiali, la manodopera, zero spese alla voce sicurezza del cantiere – e arricchisce in molti territori le casse dei clan. Nel settore è molto forte anche la connivenza delle pubbliche amministrazioni con la criminalità organizzata. L’analisi dei decreti di scioglimento delle amministrazioni locali condizionate dalla mafia restituisce un dato inequivocabile: l’81% dei Comuni sciolti in Campania dal 1991 a oggi, vede tra le motivazioni un diffuso abusivismo edilizio, casi ripetuti di speculazione immobiliare, pratiche di demolizione inevase.</p>
<p class="MsoNormal">Proprio la Campania, con i suoi 175mila immobili abusivi, è la regione che vanta il primato nazionale per  numero di reati legati al ciclo del cemento illegale nel 2012, con 875 infrazioni accertate dalle Forze dell’ordine nel 2012, il 13,9% del totale nazionale. Napoli è la prima provincia d’Italia, con 305 infrazioni accertate (il 4,8% del totale nazionale), seguita da Salerno, con 267 (il 4,2%). Una delle zone più colpite è il litorale Domitio-Flegreo. Il fenomeno è così vasto che non ha risparmiato nemmeno l’area archeologica di Pompei, dove nel gennaio del 2013 i carabinieri hanno scoperto 3 villette tirate su senza autorizzazione proprio a ridosso degli scavi. E poi c’è Ischia che, con oltre 600 immobili colpiti da ordine di demolizione determinato da sentenza definitiva, è il simbolo indiscusso del cemento selvaggio. E’ la Sicilia, invece, a guidare la classifica 2013 dell’abusivismo edilizio nelle aree demaniali costiere, con 476 illeciti, 725 persone denunciate e 286 sequestri. Nella regione, ci sono sempre state enormi difficoltà ad applicare la legge che prevede l&#8217;acquisizione e la successiva demolizione degli immobili: sono ancora in piedi le circa 5mila case costruite sulla spiagge di Castelvetrano-Selinunte e di Campobello di Mazara (solo una piccola parte delle circa 50mila stimate su tutte le coste siciliane), le 560 case nella zona di massima tutela della Valle dei Templi, le oltre 400 della Riserva della Foce del Simeto a Catania, i circa 360 immobili di Pizzo Sella, la famigerata &#8220;collina del disonore&#8221; a Palermo , di cui 300 sono scheletri.</p>
<p class="MsoNormal">Accanto alle promesse di sanatoria, il nuovo cemento illegale può contare su un altro “incentivo” micidiale: la quasi matematica certezza che l’immobile abusivo non verrà abbattuto. Il rapporto tra ordinanze ed esecuzioni è bassissimo: le demolizioni superano di poco il 10%. La città con il maggior numero di ordinanze di demolizione emesse è Napoli, con 16.837 provvedimenti, che però riesce a portarne a termine solo 710, pari al 4%.</p>
<p class="MsoNormal">Altra situazione anomala, che concorre a rafforzare l’idea che avere costruito una casa illegale in fondo non è così rilevante, riguarda i condoni dimenticati, ossia tutte quelle pratiche di condono edilizio giacenti negli uffici tecnici dei Comuni italiani in attesa di essere esaminate. Sommando i tre condoni (1983, 1994 e 2003) nei capoluoghi di provincia italiani sono state depositate 2.040.544 domande di sanatoria. Di queste, il 41,3% risulta ancora oggi inevaso. In questo modo sono proposte sul mercato immobiliare, per essere affittate o, addirittura, vendute case che potrebbero, invece, essere destinate all’abbattimento.</p>
<p class="MsoNormal">“Sarebbe un importante indice di responsabilità &#8211; ha commentato Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente &#8211; approvare la proposta di legge Realacci sulle demolizioni, già presentata allo scadere della XVI legislatura al Senato da Ferrante e Della Seta e alla Camera da Realacci e Granata, che giace in attesa di essere calendarizzata alla Camera dal marzo dello scorso anno. Il Parlamento italiano darebbe un segno concreto di vicinanza a quanti, sindaci, magistrati, prefetti fanno ogni giorno con onore il proprio mestiere, spesso isolati, osteggiati, minacciati”.</p>
<p class="MsoNormal">Il provvedimento ha come obiettivo quello di integrare e potenziare le previsioni in materia di <strong>abusivismo</strong> e <strong>demolizioni</strong> della L.380/2001, accentuando le responsabilità degli enti locali e inasprendo le sanzioni, anche per i Comuni che non evadono le pratiche di condono edilizio giacenti nei loro uffici tecnici. Un’altra novità è rappresentata dalla destinazione, da parte dei Comuni, delle sanzioni amministrative per interventi di riqualificazione urbana.</p>
<p class="MsoNormal">“La prima ondata di provvedimenti si concentrava esplicitamente sulla volontà di ottenere per la Campania la riapertura dei termini dell’ultimo condono edilizio, quello del 2003. I più recenti hanno invece puntato la mira sulle Procure, provando a ostacolarne, se non addirittura a paralizzarne, l’attività in materia di antiabusivismo. Ai membri della Camera dei deputati  oggi rilanciamo il nostro appello, perché non siano complici dei paladini degli abusivi” ha aggiunto il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza.</p>
<p class="MsoNormal">Nel 2013 gli interventi di demolizione edilizia censiti da Legambiente sono 12. Nella quasi totalità dei casi, si tratta di abitazioni private, di ville costruite in riva al mare, ma anche in alcuni casi significativi nelle zone interne, ad esempio nei parchi e nelle aree protette. Molto spesso i sindaci che non demoliscono si trincerano dietro l’alibi economico: la mancanza di denaro per fare fronte alle spese di abbattimento viene posta come prima motivazione per giustificare l’inerzia della pubblica amministrazione. Ma, a dispetto dei proclami, abbattere non ha costi eccessivi. Soprattutto, bisogna ricordare che la legge parla chiaro: la demolizione deve avvenire a opera del proprietario dell’immobile.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">Per restituire al Paese i luoghi violati, eliminando manufatti che molto spesso sono rimasti delle incompiute, desolanti scheletri in<a href="https://www.ecoseven.net//?p=15365"><strong> cemento</strong></a> che da decenni sfregiano il paesaggio agricolo, alberghi e villaggi turistici illegali a picco sul mare, decine di migliaia di villette che hanno cancellato le spiagge più belle, Legambiente ha dato vita alla campagna Abbatti l’abuso  (<a href="http://www.Legambiente.it/abbattilabuso" target="_blank" rel="noopener">www.Legambiente.it/abbattilabuso</a>) a cui hanno aderito Il Consiglio nazionale dei Geologi, il Consiglio nazionale degli Architetti, Libera e Avviso Pubblico.</p>
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		<title>Condono edilizio: cosa e&#8217; successo dal 1985 ad oggi</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 13:47:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La proposta di inserire il condono edilizio nel decreto Sviluppo, che dovrebbe rilanciare l’economia italiana e salvarci così dal baratro del default, sta muovendo forti critiche, sia all’interno dell’opposizione che della maggioranza. Ma di cosa si tratta? E cosa è successo in passato? Condono fiscale e condono edilizio: queste le intenzioni del premier Silvio Berlusconi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-3239" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/10/images_igallery_resized_ambiente_condono-edilizio-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>La proposta di inserire il condono edilizio nel decreto Sviluppo, che dovrebbe rilanciare l’economia italiana e salvarci così dal baratro del default, sta muovendo forti critiche, sia all’interno dell’opposizione che della maggioranza. Ma di cosa si tratta? E cosa è successo in passato?</p>
<p> <span id="more-3240"></span> </p>
<p>Condono fiscale e condono edilizio: queste le intenzioni del premier Silvio Berlusconi che in questi giorni stanno dividendo la maggioranza di governo. L&rsquo;ipotesi ha infatti suscitato forti critiche, non soltanto tra le file dell&rsquo;opposizione ma anche all&rsquo;interno dell&rsquo;esecutivo. Tra i contrari, anche il Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, che lo ritiene un premio all&rsquo; &ldquo;abusivismo, al malaffare e alla criminalit&agrave;&rdquo;.</p>
<p> Ma che cos&rsquo;&egrave; il condono? Si tratta di un provvedimento, tramite il quale i cittadini che vi aderiscono possono ottenere l&rsquo;annullamento, totale o parziale, di una pena o di una sanzione. Solitamente, il procedimento si assolve tramite il pagamento di una certa somma di denaro, che pu&ograve; variare a seconda dei casi, in relazione alla tipologia e all&rsquo;entit&agrave; di ci&ograve; che si intende condonare. In particolare, con il condono edilizio si possono sanare, previa autodenuncia, fenomeni di abusivismo nell&rsquo;ambito delle regole di costruzione, di ampliamento o di modifica di natura edile.</p>
<p> Il condono edilizio 2011, secondo l&rsquo;onorevole Domenico Scilipoti, &egrave; una decisione dovuta alla &ldquo;straordinaria situazione economica europea e mondiale&rdquo;, ha affermato, che riguarder&agrave; gli abusi edilizi di piccola entit&agrave; (25% sulla volumetria originaria e comunque non superiore a 400 metri cubi), compiuti entro il 31 dicembre 2010.</p>
<p> In Italia non &egrave; la prima volta. Il primo condono edilizio fu approvato con la legge 28/2/1985 n&deg; 47, durante il primo governo Craxi, in carica dal 4 agosto 1983 all&rsquo;1 agosto 1986. Si poneva prima di tutto come una provvisoria legge-quadro in materia urbanistico/edilizia, ma la sua maggiore conseguenza &egrave; stata quella di ammettere al condono edilizio tutti gli abusi realizzati fino all&rsquo;1 ottobre 1983. Secondo dati CRESME (Centro ricerche economiche e sociali di mercato per l&rsquo;edilizia), questo primo condono avrebbe provocato l&rsquo;insorgere &#8211; nel solo biennio 1983/1984 &#8211; di 230.000 manufatti abusivi, mentre quelli realizzati fra il 1982 e tutto il 1997 sarebbero 970.000.</p>
<p> Nel 1994, durante il primo governo Berlusconi, con la legge n&deg;724 del 23 dicembre, fu approvato un secondo condono: art. 39 (Definizione agevolata delle violazioni edilizie). I termini furono gli stessi della 47/1985, estendendoli agli abusi realizzati fino al 31 dicembre 1993. Tuttavia, furono introdotte alcune limitazioni: che le opere non comportassero un ampliamento superiore al 30% della volumetria originaria, e che lo stesso limite volumetrico fosse applicato alle nuove costruzioni, &ldquo;per singola richiesta di concessione edilizia in sanatoria&rdquo; (il che consentiva di condonare anche le lottizzazioni abusive). Sempre secondo dati del CRESME, dal 31 dicembre 1993 sono stati realizzati altri 220.000 abusi, tra nuove costruzioni e ampliamento delle esistenti.</p>
<p> Nel 2003, infine, veniva approvata la legge 212: &ldquo;Disposizioni urgenti in tema di versamento e riscossione di tributi&rdquo;. L&rsquo;art. 5/bis (Alienazione di aree appartenenti al patrimonio e al demanio dello Stato) stabiliva che &ldquo;le porzioni di aree appartenenti al patrimonio e al demanio dello Stato, escluso il demanio marittimo, che alla data di entrata in vigore del presente decreto risultino interessate dallo sconfinamento di opere eseguite entro il 31 dicembre 2002 su fondi attigui di propriet&agrave; altrui [&hellip;], sono alienate a cura della filiale dell&rsquo;Agenzia del demanio territorialmente competente mediante vendita diretta in favore del soggetto legittimato che ne faccia richiesta&rdquo;. Rimaneva il divieto di applicare la norma nelle zone vincolate dal T.U. dei Beni CC.AA.</p>
<p> (Fla. Do.)<br /> &nbsp;</p>
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