Plastica, le aziende del settore chiedono piu’ riciclo all’Ue

Condividi questo articolo:

Le aziende produttrici di plastica stanno facendo pressioni perché entro il 2020 sia vietato lo smaltimento in discarica delle bottiglie e degli imballaggi di plastica

 

Aumentare il riciclo della plastica e incentivare la raccolta differenziata: è questo quello che chiedono le industrie produttrici europee di materie plastiche, che stanno esercitando un’azione di lobbying sulle istituzioni europee affinché vengano introdotti vincoli più severi allo smaltimento di questo materiale in discarica.

In particolare le aziende produttrici di plastica stanno facendo pressioni sulla Commissione perché entro il 2020 sia vietato lo smaltimento in discarica delle bottiglie e degli imballaggi di plastica: a 5 anni di distanza dalla direttiva quadro sui rifiuti del 2008, che prevedeva di avviare al riciclaggio, entro il 2020, almeno la metà dei rifiuti di plastica, i tassi di riciclaggio non sono ancora riusciti a superare la soglia del 30%, con casi limite che si fermano al 15%. Bulgaria, Cipro, Finlandia, Francia, Grecia e Malta, tutti riciclano meno del 20% di materie plastiche, mentre la Repubblica ceca, Estonia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi e Svezia riciclano tra il 30% e il 40%. In Italia la raccolta differenziata degli imballaggi in plastica nel 2012 ha raggiunto le 693.314 tonnellate (+5,5% sul 2011, pari a 11,6 kg pro-capite).

 

Al momento sono diverse le ipotesi al vaglio per incentivare il riciclo della plastica, da una tassa sul rifiuto plastico ad un metodo di incentivazione, già applicato in Germania ed in alcuni altri Paesi dove i tassi di riciclaggio sono mediamente più alti.

(gc)

Questo articolo è stato letto 3 volte.

plastica, riciclo, riciclo plastica

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ecoseven è un prodotto di Ecomedianet S.r.l. Direzione e redazione: Lungotevere dei Mellini n. 44 - 00193 Roma
Registrazione presso il Tribunale di Roma n° 482/2010 del 31/12/2010.redazione@ecoseven.net