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Rinnovabili, gli italiani conoscono solare ed eolico ma meno biomasse e geotermia. Il sondaggio

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Il sondaggio di CE&Co per Ecoseven.net sulle rinnovabili. Molta strada devono fare le fonti rinnovabili meno conosciute come geotermia, biomasse e derivate dalle maree

Per l’opinione pubblica alle fonti di energia rinnovabile sono immediatamente associati il solare e l’eolico, con percentuali di risposta che vanno dal 70 all’80%. Molto meno citate l’energia geotermica, le biomasse, lo sfruttamento delle maree e delle correnti marine, con citazioni spontanee che sono comunque consistenti, intorno al 10% ciascuna. E’ sorprendente che siano così poche (6%) le citazioni, fra le rinnovabili, dell’energia idroelettrica, che è diffusa in Italia da un secolo ed è sotto gli occhi di tutti, anche per manufatti imponenti come i bacini artificiali e le dighe che li hanno creati e li sostengono. E’ evidente che l’opzione ‘rinnovabili’ possiede un connotato di modernità che viene riconosciuto solo al solare e all’eolico. 

Ed è particolarmente al solare e all’eolico che la gente pensa quando si dichiara a favore delle rinnovabili, totalmente a favore, senza condizioni, così dice oltre il 70%. Ma che il consenso sia del tutto incondizionato non è proprio vero. Se infatti si chiede al consumatore se è a favore delle fonti di energia rinnovabile nonostante queste richiedano investimenti dei produttori e dello Stato (quindi di tutti noi) e abbiamo (inizialmente) un costo dell’energia più alto, allora la risposta data cambia e l’adesione incondizionata scende dal 71 al 55%. Incerti e contrari, sommati, sono meno del 10%. E non ci sono differenze fra uomini e donne, né fra giovani e anziani. 

I motivi per cui si è favorevoli alla produzione di energia da centrali eoliche sono principalmente tre. In tanti puntano all’eolico per la sicurezza degli approvvigionamenti: l’eolico è sempre disponibile e l’eolico ci libera dalla dipendenza dai produttori di petrolio sono le risposte di chi è a favore della risorsa vento. Tali risposte denunciano una forte preoccupazione per il rischio di restare senza energia elettrica: non aiutano le inquietudini legate alla supposta instabilità politica dei regimi medio orientali e alla percezione di una certa impenetrabilità delle loro decisioni. Da notare come questa preoccupazione, che ha poco a che fare con l’ecologia e con la sostenibilità ambientale, venga al primo posto. 

C’è poi chi è a favore dell’eolico per ‘La mancanza di rischi per le persone e per l’ambiente’, risposta che contiene un implicito confronto con il nucleare, e con l’inquinamento derivante dai combustibili fossili (i disastri di Fukushima e del Mar dei Caraibi sono ancora ben vivi nell’opinione pubblica).

Il 44%, invece, è a favore dell’eolico poichè ‘E’ inesauribile’. Questa motivazione può dirsi per metà ecologista e per metà consumista. La metà ecologista riguarda una genuina preoccupazione volta a preservare le risorse naturali; la metà consumista fa capire quanto siano ansiogene le ricorrenti notizie sull’esaurimento delle riserve naturali di petrolio e la prospettiva di restare senza petrolio ancor prima che siano pienamente operanti le fonti alternative. Questo spiega l’intensità della domanda di intervento e l’urgenza di vedere presto i risultati. 

Uno dei problema per l’eolico, al momento, è il costo dell’energia. Ma è un problema per il quale la soluzione sembra vicina. Sia perché si spera negli sviluppi della tecnologia, sia perché il prezzo del petrolio potrà solo aumentare, quindi il prezzo dell’energia di produzione eolica diventerà comunque più competitivo. 

Ma il costo non è il solo problema. Ad alcuni le centrali eoliche non piacciono poiché occupano porzioni importanti del territorio e la loro diffusione modificherà il paesaggio, che sarà molto diverso da quello che conosciamo. Le nuove torri di acciaio luccicante non hanno la grazia dei mulini a vento che rendevano così caratteristico il paesaggio olandese. C’è anche preoccupazione per le superfici estese delle centrali eoliche sottratte all’agricoltura e ad altri usi. Alcuni sostengono che sono un rumorose e costituiscono anche un problema per gli animali e gli uccelli. Linee ferroviarie, autostrade, elettrodotti, sono stati inseriti nel paesaggio, solo dopo decenni e ancora con molti problemi (vedi Tav in Val di Susa). La centrale eolica è un “oggetto” nuovo il cui impatto sul paesaggio non è stato ancora valutato. Di ciò occorrerà tenere conto nella progettazione di nuovi siti. 

Una discussione su questi temi servirebbe a creare una “cultura” dei nuovi paesaggi in cui ci troveremo nel 21esimo secolo. Paesaggi che non sono propriamente urbani, né agricoli, non del tutto artificiali, ma non più naturali. Abbiamo qualche difficoltà a capire e ad integrare le novità da cui saremo circondati. Anche per questo si ritiene che la scuola e i media dovrebbero fare di più. Oltre 80% degli intervistati ritiene che il tema delle rinnovabili sia assai poco trattato dai media. Ancor di più (85%) sono quelli che ritengono che la scuola non faccia abbastanza per sensibilizzare i giovani sui problemi e sulle prospettive delle energie rinnovabili. (carlo erminero)

Leggi il sondaggio sulle fonti di energia rinnovabile. 

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