Pensare a un mondo totalmente rinnovabile è possibile?

Comuni, città, paesi interi puntano al soddisfacimento del 100% del proprio fabbisogno energetico con l'energia verde e, in alcuni casi, ci sono già riusciti

 

Sembra un obiettivo impossibile da raggiungere: un'utopia, quasi. Eppure è sempre crescente il numero di piccole e grandi realtà che stanno mettendo mano al loro modo di produrre energia, a favore di una sostenibilità totale, grazie all'appoggio di politiche favorevoli -che sono un tassello indispensabile per il successo. Si parte sempre dall'indipendenza sul piano dell'energia elettrica per, poi spostarsi nel campo del riscaldamento e della climatizzazione e in seguito in quello dei trasporti, e utilizzare vento, sole, geotermia, mare, moti ondosi, risorse idriche e biomasse per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, affrontare e rispettare il cambiamento climatico e stimolare la creazione di posti di lavoro locali.

Il Renewables 100 Policy Institute sostiene che non è questione di «se» farlo, ma solo questione di «quando» e «come», visti i tempi in cui si esauriranno le fonti energetiche convenzionali, e le prime risposte sono arrivate da 8 paesi, 60 regioni, 55 città in tutto il mondo che hanno deciso di affrancarsi completamente dalle energie convenzionali in favore di obiettivi rinnovabili al 100% in uno o più settori.

Oltre allo stato delle Hawaii o alla prefettura di Fukushima, che hanno fissato obiettivi di indipendenza elettrica dai combustibili fossili entro 25 o 30 anni, o isole come la caraibica Aruba che promettono di riuscirci entro 5 anni, ci sono esempi come l'isola di Eigg, in Scozia, già indipendente al 100% dall'elettricità e al 90% in tutti gli altri campi. La Danimarca è il primo paese europeo che, grazie a uno studio dell'Agenzia per l'Energia, si pone come obiettivo di soddisfare con le rinnovabili il 100% di elettricità e riscaldamento entro il 2035 e tutti gli altri consumi entro il 2050 e l'Università di Stanford ha addirittura studiato un piano per far raggiungere questa indipendenza agli Stati Uniti (http://thesolutionsproject.org/) entro il 2050.

È davvero un obiettivo impossibile? Un'utopia? Pare di no.

In Italia, Legambiente sta mappando le buone pratiche e Greenpeace ha pubblicato un report su come potrebbero rendersi energeticamente indipendenti alcune delle nostre isole -sulla base degli esempi di isole sostenibili che ci sono in tutto il mondo, compresa quella scozzese di Eigg, ma siamo ancora lontani da un piano politico nazionale di risorse e incentivi che punti a un obiettivo alto.

Come dice il Renewables 100 Policy Institute, aspettiamo che arrivi anche il nostro momento.

Ma quando?

E.C.

 

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