Biomasse, in Trentino energia dagli scarti delle mele

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A Pejo, nel Trentino, si ricava energia dagli scarti delle mele e dagli scarti di segheria per alimentare un centro di imbottigliamento

Biomasse: dagli scarti delle mele all’energia il passo è breve, almeno in Trentino. A Pejo un centro di imbottigliamento (San Pellegrino) è alimentato da una centrale a biomasse che trasforma in corrente elettrica gli scarti delle mele e delle segherie. In particolare ad esser sfruttato per produrre energia sono gli scarti dei meleti, che polverizzati, vengono uniti agli scarti di segheria e ai residui boschivi del Parco dello Stelvio.

Le biomasse, ovvero gli scarti delle mele e la segheria, vengono trasformati in energia grazie ad appositi macchinari chiamati scippatrici, in grado di trasformare il legname in biocombustibile. In questa centrale energetica si crea quindi energia pulita. E non solo, si crea anche un legame con l’ambiente circostante, perché gli scarti utilizzati provengono da un raggio massimo che va dai 40 agli 80 chilometri.

Dagli scarti dei meleti e dalle biomasse può arrivare qualcosa in più. L’impianto ha una potenza termica di circa 5 megawatt, e presto sarà realizzato un sistema per sfruttare questa energia attraverso una rete di teleriscaldamento. Al momento usufruiscono di questa energia edifici pubblici, come amministrazioni, biblioteche, palazzi comunali e scuole. Ma tra un anno potranno sfruttare l’energia pulita delle biomasse anche le case dei centri abitati.

(GC)

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