piccole e medie imprese

AGIRE SUBITO, PER SALVAGUARDARE LA SPINA DORSALE DEL NOSTRO PAESE

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Le soluzioni ci sono: ossigeno alle micro, piccole e medie imprese.

Si sta tanto discutendo in questi giorni dell’emergenza per le piccole e medie imprese e di quanto siano importanti: ricordiamo che rappresentano il 99,4% del numero complessivo di aziende italiane (4,3 milioni di aziende), producono un fatturato di 1.370 miliardi di euro con un valore aggiunto di oltre 370 miliardi, pari al 21% del PIL italiano; che erogano con regolarità stipendi e contributi per 11 milioni di occupati, e sono quindi la spina dorsale del nostro sistema produttivo.

Immaginate soltanto per un istante se questi dati di colpo si dimezzassero… cosa potrebbe accadere all’economia del nostro per il Paese?

L’unica soluzione, come ribadito da alcuni commentatori e, in maniera autorevole, anche da Mario Draghi, è di garantire immediato accesso al credito alle aziende. Le parole di Draghi sono forti, soprattutto quando parla di intervenire immediatamente evocando il rischio dell’irreversibilità, ma riaffermano la necessità di immediato intervento. 

Sui giornali in questi giorni si sta discutendo di come mettere in pratica quella che ormai sembra l’unica ricetta possibile per contrastare la crisi: garantire a tutte le imprese, anche alle micro, piccole e medie, accesso al credito, per reperire liquidità indispensabile per evitare il fallimento.

Tuttavia le ipotesi attualmente in discussione non sembrano andare nella giusta direzione.

Si parla del ruolo della Cassa Depositi e Prestiti che però può solo operare a favore di aziende che godono già dell’affidabilità bancaria secondo i parametri di Basilea 1,2 e 3. Si parla di non meglio precisate forme di riassicurazione del credito per innescare presunti effetti leva per moltiplicare le risorse disponibili, senza stabilire chi si farebbe carico del rischio di riassicurazione; sicuramente tale rischio non potrebbe essere sostenuto da compagnie di assicurazione private.

Si parla anche di una forma di copertura di questa non meglio precisata garanzia che non coprirebbe l’intero finanziamento, ma solo una parte (es. 90%); si dimentica l’implicazione per le banche che così sarebbero costrette ad accantonare riserve nei propri bilanci e non sarebbero in condizione di erogare credito ad aziende non patrimonializzate e, presumibilmente, le micro, piccole e medie imprese sarebbero letteralmente escluse da tale misura.

Come ci ha detto Draghi, dobbiamo dare subito liquidità alle aziende.

L’unica forma è, come già detto da diversi analisti, fornire una garanzia pubblica alle aziende di credito a copertura degli affidamenti delle imprese finalizzata all’erogazione di finanziamenti a basso costo e a lungo termine. Non abbiamo tempo per perderci in ragionamenti troppo complessi e articolati. Le aziende hanno bisogno di ossigeno subito per tornare a respirare e creare lavoro e occupazione.

Nell’ambito di una sana economia di mercato e in uno stato di emergenza – mondiale, europea e soprattutto italiana – qual è quello in cui ci troviamo oggi, bisogna senza dubbio riuscire a salvaguardare le banche e le grandi imprese, non dimenticando mai, però, la micro, piccola e media impresa. Una realtà numerosa variegata che ha le spalle dritte, orgogliosa e consapevole di non richiedere sussidi ne beneficienza, ma solo ed esclusivamente ossigeno per ripartire. Ossigeno che sarà, come sempre, puntualmente restituito a lungo termine.

Concretamente quali sono, allora, le soluzioni?

Concedere mutui trentennali, pari a un terzo del fatturato dell’ultimo bilancio presentato, ad interessi calmierati massimo dell’1-1,5%. I mutui dovrebbero essere garantiti al 100% per le aziende che fatturano da 0 a 2 milioni di euro, garantiti all’80% per le aziende che fatturano da oltre 2 milioni a 5 milioni di euro, garantiti al 70% per quelle aziende che fatturano da oltre 5 milioni di euro in su.

Agire subito!!!

Natale Accetta

 

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coronavirus, economia, Italia, misure economiche, Piccole e medie imprese

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