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	<title>Itinerari &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>RICOMINCIO DA TE, ITALIA: ITINERARIO DI VIAGGIO, L’UMBRIA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Nov 2020 07:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
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					<description><![CDATA[L’ Umbria come non l’avete mai vista. Nel cuore verde dell’Italia tra arte e spiritualità Un desiderio di rinascita. La voglia di ripartire dalle piccole abitudini quotidiane, ma anche di realizzare scelte più ragionate ed impegnative. Tra queste l’organizzazione di un viaggio, di una vacanza o di un semplice weekend per staccare la spina. Quest’anno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70818" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/basilica-5182751_1280.jpg" alt="umbria" width="1280" height="698" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/basilica-5182751_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/basilica-5182751_1280-300x164.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/basilica-5182751_1280-1024x558.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/basilica-5182751_1280-768x419.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></h3>
<h3>L’ Umbria come non l’avete mai vista. Nel cuore verde dell’Italia tra arte e spiritualità</h3>
<p><span id="more-70807"></span></p>
<p><strong>Un desiderio di rinascita</strong>. La voglia di ripartire dalle piccole abitudini quotidiane, ma anche di realizzare scelte più ragionate ed impegnative. Tra queste l’organizzazione di un viaggio, di una vacanza o di un semplice weekend per staccare la spina.</p>
<p>Quest’anno l’approccio al turismo sarà diverso, ma non per questo meno coinvolgente e stimolante.</p>
<p>Da situazioni difficili, a volte, possono nascere occasioni inaspettate. Ancora di più se si vive in Italia che, con la sua immensa varietà, offre degli scenari incantevoli.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>UMBRIA</strong></p>
<p>Il viaggio all’interno dell’Umbria inizia nella zona nord della regione con <strong>Città di Castello</strong>. Una graziosa località avvolta da mura cinquecentesche e da eleganti tratti di architetture rinascimentali. La centrale <strong>Piazza Gabriotti</strong> può rappresentare idealmente il punto di partenza per scoprire Città di Castello.</p>
<p>Su questa si presentano la <strong>cattedrale dei Santi Florido e Amanzio</strong>, rimasta con una facciata incompiuta, il <strong>museo del Duomo</strong>, dove si trovano opere di Pinturicchio e Rosso Fiorentino, il trecentesco <strong>Palazzo Comunale e, di fronte a questo, la Torre Civica del XIV secolo. </strong></p>
<h4>Città di Castello è la patria di <strong>Alberto Burri,</strong> uno dei più importanti artisti contemporanei, che qui lasciò la parte più considerevole delle sue opere.</h4>
<p>Oggi è possibile ritrovare le sue testimonianze in due sedi museali. La prima è <strong>Palazzo Albizzini</strong>, dove sono conservati oltre cento esemplari tra sculture, grafica e bozzetti per scenografie, suddivisi in venti sale e presentate secondo un ordine cronologico.</p>
<p>La seconda si trova negli <strong>ex Seccatoi del Tabacco</strong>, riutilizzo di un&#8217;architettura industriale, in cui sono esposte altrettante opere di grande formato suddivise per cicli. L’importanza delle attività manifatturiere legate al territorio, invece, trova la sua massima espressione in musei come il <strong>Centro di documentazione delle Arti grafiche &#8220;Grifani-Donati</strong>&#8221; o la <strong>Collezione tessile di &#8220;Tela Umbra</strong>”.</p>
<h4>L’accogliente paesaggio a pochi chilometri da Città di Castello custodisce uno splendido complesso come le <strong>Terme di Fontecchio</strong>.</h4>
<p>Località ideale sia per piacevoli momenti di relax che per il benessere e la cura del proprio corpo. Un luogo già noto agli antichi Romani che presenta un’antica fonte termale raggiungibile a piedi attraverso un semplice sentiero fra gli alberi, a cui si aggiunge una seconda fonte situata lungo un ruscello all’interno di un antico colonnato rinascimentale.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70809" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/06019_Umbertide_Province_of_Perugia_Italy_-_panoramio-scaled-e1604311669867.jpg" alt="" width="800" height="477" /></p>
<p>Si procede gradualmente verso sud dove si incontra <strong>Umbertide, </strong>cittadina dal caratteristico centro storico ancora circondato dalle mura medioevali. Qui spicca la<strong> Rocca</strong>, imponente fortezza da sempre simbolo della città che attualmente ospita il <strong>Centro per l&#8217;Arte Contemporanea</strong>.</p>
<p>Un altro importante edificio è la <strong>Collegiata di S. Maria della Reggia</strong> che presenta una forma particolare, ottagonale fuori e circolare dentro. All’interno, dal pavimento in cotto policromo del XVII secolo si ergono 16 altissime colonne, mentre tele ed affreschi di grandi artisti decorano le pareti. La <strong>Chiesa museo di Santa Croce</strong>, invece, è attualmente sede del Museo civico e conserva la tavola della Deposizione della Croce di Luca Signorelli e la Madonna col Bambino in gloria del Pomarancio.</p>
<p>Una particolarità di Umbertide sono le “<strong>Feste di settembre di fine Ottocento</strong>”, una rievocazione storica in cui cultura, giochi popolari, poesia e cucina del tempo sono riproposti con estrema fedeltà. Tra le specialità è sicuramente da provare <strong>l’Ambrecciata di Umbertide</strong>. Una minestra di legumi e cereali misti tipica della zona a cui, durante la stagione autunnale, vengono unite anche le castagne arrosto. Servita ben calda con l&#8217;aggiunta dei crostini di pane appena fritti e un cucchiaio di olio.</p>
<p>Meritano una visita anche i dintorni della cittadina con interessanti escursioni nel verde incontaminato delle colline circostanti, ricche di castelli come <strong>Civitella Ranieri, Montalto e  Romeggi</strong>o, splendidi borghi tra cui <strong>Monte Migiano e Preggio</strong>, ed incantevoli luoghi sacri come <strong>l&#8217;abbazia di San Salvatore</strong> e <strong>l&#8217;eremo di Monte Corona</strong>, a 700 metri di altezza in un bosco di faggi e castagni che sovrasta la sottostante abbazia camaldolese fondata nel 1008.</p>
<h4>Poco distante ecco <strong>Gubbio</strong>, tra le più antiche città dell&#8217;Umbria, meravigliosamente conservata nel tempo e grande capolavoro architettonico della civiltà medievale.</h4>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70810" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/umbria-3738182_1280-e1604311768883.jpg" alt="" width="800" height="533" /></p>
<p>Una testimonianza delle sue antiche origini viene rappresentata dal <strong>Teatro Romano</strong>, appena fuori le mura e attualmente palcoscenico di rappresentazioni teatrali all’aperto durante il periodo estivo.</p>
<p>La monumentale <strong>Basilica di Sant&#8217;Ubaldo</strong>, che conserva le spoglie del santo patrono, regna dall’alto su tutta la cittadina. Ma qui sono anche custoditi <strong>i 3 ceri</strong>, simbolo della città, su cui vengono montate le statue di Sant’Ubaldo, San Giorgio e Sant’Antonio. Durante la festa del patrono, il 15 maggio i ceri vengono portati di corsa dal Palazzo dei Consoli fino alla Basilica, passando per le strade della città.</p>
<p>Il <strong>Palazzo dei Consoli</strong> è un complesso architettonico che risale al 1300 e fu costruito per essere un centro politico e storico della città. In seguito destinato ad ospitare i principali istituti del Comune di Gubbio, oggi le sue sale ospitano le collezioni del <strong>Museo Civico</strong>. Di fronte si trova <strong>Palazzo Pretorio</strong>, che si presenta come un’incompiuta architettura gotica, ed è attualmente sede del Municipio ospitando la Biblioteca e l’Archivio cittadino.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70811" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/umbria-3714903_1280-e1604311803683.jpg" alt="" width="800" height="561" /></p>
<h4>Una visita quasi obbligatoria a <strong>Palazzo del Bargello</strong> con la famosa <strong>fontana detta &#8220;dei Matti</strong>.</h4>
<p>Secondo la tradizione, chi compie tre giri correndo intorno ad essa può ottenere il titolo di “matto”. La stessa <strong>Patente da Matto</strong>, infatti, è un particolare gadget molto popolare tra i negozi della città, e sicuramente un originale ricordo di Gubbio.</p>
<p>Nei dintorni della città la <strong>Gola del Bottaccione</strong> rappresenta un luogo di grande interesse naturalistico. Si tratta di una profonda incisione del terreno con pareti verticali tra il monte Ingino e il monte Foce. Diverse forme di fossili che si trovano nelle rocce hanno permesso lo studio delle condizioni ambientali in cui le rocce stesse si sono formate, definendo questo sito &#8220;archivio della Terra&#8221;. Ma presso la Gola del Bottaccione si ritrovano anche testimonianze storico­artistiche come l&#8217;antico acquedotto medievale e <strong>l&#8217;Eremo di Sant&#8217;Ambrogio</strong> di fondazione trecentesca.</p>
<h4>Si prosegue per <strong>Gualdo Tadino</strong> pittoresca cittadina ai piedi dell&#8217;Appennino Centrale.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70814" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Gualdo_tadino_rocca_flea_02-scaled-e1604313114274.jpg" alt="" width="800" height="552" /></p>
<p>Affascinante la <strong>Rocca Flea</strong> che si erge sulla sommità del colle e rappresenta un importante esempio di architettura militare. Ricostruita da Federico II a metà del Duecento, oggi è sede della <strong>Pinacoteca comunale e del Museo della Ceramica.</strong></p>
<p>E proprio le ceramiche artistiche sono protagoniste in questa cittadina. Un’antica tradizione tramandata nel tempo che si può ammirare ancora oggi visitando le botteghe di ceramica artigianale specializzate nella pittura a lustro oro e rubino e sparse nel centro storico.</p>
<p>Importanti tracce del periodo medievale si trovano in <strong>Piazza Martiri della Libertà</strong>, cuore del centro storico, dove è presenta anche la <strong>Torre Civica</strong> duecentesca ed il <strong>Palazzo del Podestà</strong>, riedificato nel Settecento.</p>
<p>Al suo interno il <strong>Museo Regionale dell&#8217;Emigrazione &#8220;Pietro Conti</strong>&#8220;, nato al fine di recuperare la memoria dell&#8217;esperienza migratoria del popolo italiano dalla fine dell’Ottocento fino agli anni Sessanta del Novecento.</p>
<p>Poco fuori dal centro un luogo di pace e silenzio come <strong>il Santuario Madonna del Divino Amore</strong>, retto dai Frati Minori Cappuccini, che costruirono la chiesa e il Convento nel luogo dove precedentemente sorgeva la chiesa di San Michele Arcangelo. Il piccolo <strong>eremo di Santo Marzio</strong>, invece, si trova in una deliziosa località incastonata nella vegetazione dove avviene un incontro tra misticismo e natura.</p>
<h4>Gli amanti della natura trovano il loro luogo ideale nella <strong>Valsorda</strong>.</h4>
<p>A circa mille metri sul <strong>Monte Serra Santa</strong>, la Valsorda consente di ammirare un suggestivo panorama arricchito da due piccoli laghetti carsici. Meta obbligata per escursionisti e appassionati della montagna.</p>
<p>Dalla splendida vallata è possibile raggiungere le vette circostanti attraverso antichi sentieri e tratturi, percorribili anche in mountain bike e a cavallo. In inverno, inoltre, è possibile praticare sci di fondo, sci escursionismo e passeggiate con le ciaspole.</p>
<p>Alle pendici del Monte Serra Santa, invece, si presenta il <strong>Parco della sorgente Rocchetta</strong>, un’altra area verde a cui i cittadini di Gualdo Tadino sono legati, composto da un verde giardino, una vasca contenente pesci d’acqua dolce e alberi dalla folta chioma.</p>
<h4>Evento della tradizione folkloristica di Gualdo Tadino è il <strong>Palio chiamato Giochi de le Porte.</strong></h4>
<p>L’ultimo weekend di settembre la cittadina si immerge totalmente in un&#8217;atmosfera medievale, facendo rivivere l&#8217;antico palio di San Michele Arcangelo, patrono della città, con giornate di cortei storici, gare e taverne.</p>
<h4>Ed ecco<strong> Perugia, </strong>città d’arte tra le più dinamiche d’Italia.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70815" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/perugia-2143132_1280-e1604313386511.jpg" alt="" width="800" height="551" /></p>
<p>Un luogo dove la bellezza di un autorevole passato incontra un vivace presente. Perugia si gira a piedi partendo da <strong>Piazza Italia</strong>, dove si trovano la <strong>Rocca Paolina</strong> e <strong>Porta Marzia</strong>. Quest’ultima, realizzata dagli Etruschi, è uno degli accessi alla città, mentre la Rocca Paolina è un’antica fortificazione del Cinquecento, simbolo del vecchio potere dei pontefici in terra umbra.</p>
<p>Da piazza Italia si può attraversare la linea delle mura etrusche, entrando così nella parte più antica di Perugia. Qui si passeggia per <strong>Corso Vannucci</strong>, via principale del centro storico, intitolata a Pietro Vannucci, detto “<strong>il Perugino”,</strong> l’artista che fu maestro di Raffaello.</p>
<p>Percorrendo Corso Vannucci si arriva in <strong>Piazza IV Novembre</strong>, cuore del centro cittadino e luogo simbolo di Perugia. Se si ha la fortuna di visitare Perugia nel mese di luglio, si può assistere agli spettacoli di <strong>Umbria Jazz,</strong> uno dei più importanti festival musicali italiani.</p>
<p>La protagonista di piazza IV Novembre è <strong>la Fontana Maggiore,</strong> con i suoi bassorilievi scolpiti dove ammirare le allegorie dei mesi dell’anno, scene della Bibbia e della vita agraria medievale. Poi <strong>Palazzo dei Priori</strong>, realizzato tra il Duecento e il Quattrocento, uno dei più antichi e importanti esempi in Italia di palazzo pubblico.</p>
<p>Tra le sue sale, riccamente decorate, <strong>quella dei Notari</strong> è tra le più importanti, completamente affrescata con leggende e storie bibliche, a cu si aggiunge la bellissima <strong>Sala delle Udienze del Collegio del Cambio</strong>. Qui, il potere dei banchieri perugini di un tempo è testimoniato dalle splendide volte affrescate proprio dal Perugino e da Raffaello.</p>
<p>Palazzo dei Priori, infine, ospita, in un intero piano appositamente dedicato, le collezioni della <strong>Galleria Nazionale dell’Umbria</strong> con capolavori artistici dal tredicesimo al diciannovesimo secolo.</p>
<h4>Sia Piazza IV Novembre che la vicina Piazza Danti accolgono il <strong>Duomo di Perugia</strong>, dedicato a San Lorenzo.</h4>
<p>Una cattedrale maestosa che custodisce una preziosa reliquia. Si tratta del <strong>Sacro Anello Nuziale della Vergine Maria,</strong> una pietra verde che viene esposta ai fedeli solo due volte all’anno, a settembre e a luglio.</p>
<p>A <strong>Piazza Danti</strong>, si ha inoltre la possibilità di scoprire un’antica testimonianza dell’epoca etrusca, una cisterna profonda 36 metri che veniva usata più di duemila anni fa per raccogliere l’acqua necessaria alla città. Accanto al <strong>Pozzo Etrusco</strong>, la casa museo di <strong>Palazzo Sorbello</strong> è un ricco palazzo nobiliare che raccoglie al suo interno quadri, porcellane, manoscritti e una collezione di tessuti ricamati del XVII secolo.</p>
<p>A pochi passi da piazza IV Novembre si può raggiungere anche <strong>Piazza Matteotti</strong>, dove si trova il <strong>Palazzo del Capitano del Popolo</strong>. Un pregevole edificio medievale che dal Quattrocento ospita le autorità della giustizia ed ancora oggi è sede della Procura e della Corte d’Appello</p>
<p>Dal lato di via dei Priori il centro cittadino si apre su <strong>Porta Trasimena</strong>, antica via di accesso che collegava il centro etrusco alla strada per il Lago Trasimeno. Da qui si raggiungono <strong>l’Oratorio di San Bernardino</strong> e la <strong>Chiesa di San Francesco al Prato</strong>, che fu per secoli il luogo eletto dai nobili perugini per la sepoltura dei loro personaggi più influenti.</p>
<h4>Le mura etrusche si aprono anche su un’altra importate porta, bellissima testimonianza del passato della città. Si tratta dell’<strong>Arco di Augusto</strong>, o <strong>Porta Etrusca</strong>.</h4>
<p>Non lontano da questa <strong>Palazzo Gallenga Stuart</strong> è sicuramente un altro posto da visitare a Perugia. L’edificio barocco oggi è la sede dell’<strong>Università Italiana per gli Stranieri</strong>.</p>
<p>Se dal centro si raggiunge <strong>Corso Cavour</strong> si può accedere al Rione San Pietro, detto anche <strong>Borgo Bello,</strong> un altro quartiere storico di Perugia. Qui, il luogo più maestoso è <strong>l’Abbazia di San Domenico</strong>, la più grande di tutta l’Umbria.</p>
<p>Alla chiesa di San Domenico si affianca anche l’antico convento, sede del <strong>Museo di Archeologia Nazionale Umbro</strong>, in cui si possono ammirare antichi reperti dall’epoca preistorica alla conquista romana, passando per il fascino della raffinata civiltà etrusca.</p>
<h4>Anche fuori dalle mura del centro storico si possono visitare alcuni notevoli luoghi di interesse.</h4>
<p>Chi desidera ammirare i resti archeologici di un’antica tomba può recarsi all’I<strong>pogeo dei Volumni</strong>, dove antiche urne decorate che contenevano i defunti sono ancora perfettamente conservate e testimoniano la ricchezza e il gusto dell’aristocrazia etrusca.</p>
<p>A Perugia arte e cultura vengono accompagnate dal gusto. Il cioccolato qui regna sovrano e se cioccolaterie storiche e i negozi del centro non sono sufficienti, è possibile anche visitare la <strong>Casa del Cioccolato Perugina</strong>. Qui, il famoso marchio italiano del cioccolato ha allestito un percorso dedicato alla storia e alla lavorazione di questa prelibatezza.</p>
<p>Ma sono da provare altre specialità come il <strong>Torcolo di San Costanzo</strong>, dolce a forma di ciambella che viene preparato per il giorno della festa di San Costanzo, uno dei patroni della città, il 29 gennaio. Un altro dolce è la <strong>Ciaramicol</strong>a, sempre a forma di ciambella, di colore rosso con glassa bianca e confettini colorati di copertura, nato come inno alla città, rappresentando i cinque rioni di Perugia.</p>
<p>Poi la <strong>Torta al formaggio e la Torta al testo,</strong> che si possono accompagnare anche a ottimi vini bianchi e rossi. Perugia, infatti, è parte della <strong>Strada dei Vini del Cantico</strong> e della <strong>Strada del Vino Colli del Trasimeno.</strong></p>
<h4>Lasciata Perugia si raggiunge <strong>Assisi</strong>, un altro simbolo dell’Umbria<strong>.</strong></h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70817" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/italy-4598732_1280-e1604313739737.jpg" alt="" width="800" height="532" /></p>
<p>La <strong>città di San Francesco</strong> dalla storia millenaria e dalle importanti testimonianze romane, medievali e rinascimentali. Qui si respira un’atmosfera di profonda spiritualità dei luoghi che la storia e la fede dei suoi Santi rendono unici nel mondo. Assisi si è imposta all&#8217;attenzione mondiale come centro universale del messaggio francescano di pace e fratellanza.</p>
<p>La visita a questa magnifica cittadina inizia dal suo edificio principale, la <strong>Basilica di San Francesco</strong>, costruita nell&#8217;XIII secolo e composta da due parti, la <strong>Chiesa Inferiore</strong> e la <strong>Chiesa Superiore.</strong> All’interno, oltre a visitare la cripta nella quale riposa la salma del Santo, si ammirano alcuni dei capolavori di Giotto e Cimabue.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70818" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/basilica-5182751_1280.jpg" alt="" width="1280" height="698" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/basilica-5182751_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/basilica-5182751_1280-300x164.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/basilica-5182751_1280-1024x558.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/basilica-5182751_1280-768x419.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Proseguendo per <strong>Via San Francesco</strong> si raggiunge la medievale <strong>Piazza del Comune</strong> attorno a cui spicca <strong>il Tempio di Minerva</strong>, vero gioiello d&#8217;arte antica. Continuando a percorrere le orme del Santo, una volta usciti dalla piazza, ci si trova davanti alla <strong>Chiesa Nuova</strong>, realizzata nel ‘600 sulla casa natale di San Francesco.</p>
<p>Assisi, però, è anche la <strong>città di Santa Chiara</strong>. Una volta attraversato <strong>Corso Mazzini</strong> ci si ritrova in <strong>Piazza Santa Chiara</strong>, dominata dall&#8217;omonima Basilica, all&#8217;interno della quale si possono ammirare i resti della Santa. Un ‘altra importante tappa è la <strong>Cattedrale di San Rufino</strong>, al cui interno sono custodite una cisterna romana, la fonte battesimale dove furono battezzati Francesco e Chiara, e la meravigliosa cripta della Basilica Ugoniana.</p>
<p>Il giro delle mura medievali ed il varco delle relative sette porte è un’idea alternativa per la visita di Assisi, a cui aggiungere anche una visita alla <strong>Rocca Maggiore</strong> dalla quale godere di un meraviglioso panorama su tutta la città. E poi continuare a scoprire i luoghi più umili legati a San Francesco come <strong>l&#8217;Eremo delle Carceri</strong>, un luogo immerso nella natura a pochi chilometri dal centro storico di Assisi, dove San Francesco e i suoi seguaci si ritrovavano proprio per pregare e meditare.</p>
<p>Prima di lasciare Assisi è necessario assaggiare qualche sua specialità come il pecorino, il <strong>ciauscolo,</strong> salame spalmabile costituito da un impasto di carne di maiale, gli <strong>Umbricell</strong>i, grossi spaghetti fatti a mano, da gustare al tartufo o alla norcina e la <strong>Rocciata</strong>, dolce di origine medievale tipico di Assisi, ripieno di mele, nocciole, noci e uvetta</p>
<h4>Si arriva a<strong> Nocera Umbra</strong>.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70819" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Panorama_di_Nocera_Umbra_al_tramonto_1-scaled.jpg" alt="" width="2000" height="1155" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Panorama_di_Nocera_Umbra_al_tramonto_1-scaled.jpg 2000w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Panorama_di_Nocera_Umbra_al_tramonto_1-300x173.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Panorama_di_Nocera_Umbra_al_tramonto_1-1024x591.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Panorama_di_Nocera_Umbra_al_tramonto_1-768x443.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Panorama_di_Nocera_Umbra_al_tramonto_1-1536x887.jpg 1536w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Panorama_di_Nocera_Umbra_al_tramonto_1-2048x1182.jpg 2048w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<p>Una città che con il suo centro storico dalla particolare forma arroccata mostra evidenti segni del suo passato di struttura difensiva, a partire dalle possenti mura castellane di epoca medievale.</p>
<p>Una volta attraversata <strong>Porta Vecchia</strong> si incontra la trecentesca <strong>Chiesa di San Francesco</strong>, sede della <strong>Pinacoteca e del Museo Civico</strong>, che conserva affreschi di Matteo da Gualdo ed opere di scuola umbra. Tra gli edifici di maggior pregio artistico spicca il <strong>Duomo</strong>, antico edificio romanico del XII secolo, completamente ricostruito a metà 1400. Accanto si trova la <strong>Torre Civica</strong>, imponente torrione dell&#8217;XI secolo, unico resto dell&#8217;antica rocca.</p>
<p>Nel centro storico meritano una visita anche la <strong>Chiesa di San Filippo</strong>, di stile neogotico, realizzata dall&#8217;architetto Luigi Poletti verso la fine del 1800 e il <strong>Teatro Comunale</strong>, splendido esempio di architettura liberty. Altre attrazioni sono la <strong>Biblioteca Piervissani</strong>, con i suoi 35.000 volumi antichi la chiesa di San Giovanni Battista in stile gotico.</p>
<h4>Nei dintorni importanti centri culturali e artistici sono la <strong>Rocca di Postignano, Col Pertana e Salmaregia.</strong></h4>
<p>La misticità dei luoghi è testimoniata dalla strada francescana dove ogni anno, a settembre, durante la <strong>Cavalcata di Satriano</strong>, cavalieri in costume d&#8217;epoca ripercorrono l&#8217;ultimo viaggio di San Francesco del 1226 da Nocera Umbra ad Assisi. Nocera Umbra, inoltre, ha un&#8217;antica tradizione di stazione termale che si trova a <strong>Bagni di Nocera</strong>, in cui sgorgano le acque della sorgente Angelica.</p>
<h4>Poi <strong>Spello, </strong>un grazioso borgo che unisce al suo carattere medievale, con vicoli tortuosi e antiche case in pietra, numerose testimonianze di epoca romana.</h4>
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<p>Tra queste si distinguono le antiche mura ben conservate, nelle quali si aprono tre porte. Sulla Via Roma, la <strong>Porta Urbica</strong> e, sulla Piazza del Mercato, la grandiosa <strong>Porta Consolare</strong>. La terza porta, chiamata <strong>Porta Venere</strong>, presenta le caratteristiche <strong>Torri di Properzio</strong>.</p>
<h4>Merita una visita la <strong>Casa Romana</strong>, riportata alla luce a fine 1800 grazie agli scavi eseguiti sotto il Municipio.</h4>
<p>L’iscrizione presente sulle mura dell’edificio riconduce alla proprietà di Vespasia Polla, madre di Vespasiano. Sono ancora ben visibili l&#8217;atrio con la pavimentazione originaria a mosaico a tessere bianche e nere, le quattro stanze laterali all&#8217;atrio e il grande ambiente in cui si svolgevano le riunioni familiari.</p>
<p>La visita di Spello continua con la <strong>Chiesa di Santa Maria Maggiore</strong>, al cui interno si presentano la famosa <strong>Cappella Baglioni</strong> e gli affreschi del Pinturicchio, considerati la sua migliore produzione ed il suo autoritratto. Per gli amanti dell’arte un altri luoghi significativi sono il <strong>Museo Civico e la Pinacoteca</strong>, allestiti nel Palazzo dei Canonici, mentre un altro edificio di notevole importanza è Villa Costanzi, meglio conosciuta come <strong>Villa Fidelia</strong>.</p>
<p>Creata sulle rovine di un santuario romano, presenta una struttura a terrazzamenti e, oltre ad ospitare ogni anno eventi culturali e concerti, racchiude al suo interno uno splendido parco con alberi secolari e un palazzo settecentesco in cui è allestita una mostra dedicata ad artisti contemporanei.</p>
<h4>Un appuntamento da non perdere è <strong>l’Infiorata del Corpus Domini</strong>, l’evento più rappresentativo di Spello.</h4>
<p>Ogni anno, tra maggio e giugno, le strade del borgo medioevale si trasformano in uno spettacolare e immenso tappeto di fiori.</p>
<p>Un’altra esperienza da vivere è “<strong>la notte dei Fiori”</strong> di Spello, la nottata precedente alla domenica del Corpus Domini, quando si può assistere al lavoro incantevole ed impegnativo degli infioratori, oltre a partecipare ai numerosi spettacoli di musica e visitare le mostre mercato.</p>
<h4>Ecco <strong>Foligno</strong>, situata in una zona pianeggiante, piccolo particolare che la differenzia dalle altre città umbre e che rende la città molto piacevole da visitare in bici o a piedi.</h4>
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<p>Il cuore di Foligno è rappresentato da <strong>Piazza della Repubblica</strong>, dove si può ammirare uno straordinario insieme architettonico composto dal Duomo, dal Palazzo Comunale e da Palazzo Trinci.</p>
<p>Il <strong>Duomo di Foligno</strong> è dedicato a San Feliciano, patrono della città, e costituisce uno splendido esempio di edificio in stile neoclassico- barocco. Al suo interno si trovano il <strong>Museo Capitolare Diocesano e la Cripta di San Feliciano. </strong></p>
<p>Accanto al Duomo si affaccia <strong>Palazzo Trinci</strong>, sede della Pinacoteca, presenta una facciata neoclassica e una magnifica scala gotica, mentre poco distante ecco <strong>Palazzo Orfini</strong>, antica dimora di Emiliano Orfini, il tipografo che stampò la prima edizione in lingua italiana della Divina Commedia.</p>
<p>Una visita al <strong>Centro Italiano Arte Contemporanea</strong>, nato sulle rovine dell’edificio che fu prima Centrale del latte, una struttura che si propone come contenitore e promotore delle attività artistiche focalizzate sulla creatività.  Dopo aver passeggiato in lungo e in largo per la città, si può fare una meritata sosta al <strong>Parco dei Canapè</strong>, apprezzato luogo di svago e di relax racchiuso da una parte dell’antica cinta muraria tra Porta Romana e Porta Todi.</p>
<p>Una breve gita fuori porta, a pochi chilometri dal centro, conduce alla scoperta <strong>dell’Abbazia di Sassovivo</strong>, affascinante complesso benedettino fondato intorno al 1070.</p>
<h4>Solo il vento e i canti gregoriani interrompono il silenzio che domina questo luogo suggestivo immerso tra gli uliveti</h4>
<p>L’evento simbolo di Foligno è la <strong>Giostra della Quintana</strong>. La gara, uno dei Tornei più antichi d&#8217;Italia, vanta ben due edizioni ogni anno, una a giugno e una a settembre, in cui cavalli e cavalieri si sfidano in una singolare corsa all&#8217;anello. Un’ occasione in cui gustare piatti tipici del’600 nelle taverne e nelle trattorie locali.</p>
<p>Nelle campagne vicine si possono assaggiare ed acquistare i prodotti tipici del territorio direttamente nelle aziende agricole locali. Un primo piatto da provare sono gli <strong>spaghetti col rancetto,</strong> piatto a base di pancetta, pomodori e maggiorana che conferisce agli spaghetti un profumo e un sapore singolari, mentre tra i dolci <strong>la miaccia</strong>, una specie di sanguinaccio imbevuto nel Sagrantino e decorato con i canditi.</p>
<h4>Un’altra affascinante città dell’Umbria è <strong>Spoleto.</strong></h4>
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<p>La <strong>Rocca Albornoziana</strong> domina dall’alto la città ed è un’eminente testimonianza della presenza dei papi e dei governatori a Spoleto. La Rocca è il simbolo della città e si divide in due aree distinte, il <strong>Cortile d’onore</strong>, con il <strong>Museo nazionale del Ducato </strong>e uno spazio polivalente per mostre, concerti e convegni, e il <strong>Cortile delle armi</strong>, con un teatro all’aperto.</p>
<p>Il <strong>Giro della Rocca</strong> è una suggestiva passeggiata panoramica attorno alla fortezza da cui si ammira la splendida valle spoletina. Il <strong>Ponte delle Torri</strong> unisce la Rocca e il Monteluco. Adatto a chi non soffre di vertigini, si può visitare questa imponente struttura lunga 230 metri e alta 82 metri.</p>
<p>Dopo il Giro della Rocca, perché non fermarsi in un caratteristico ristorantino per assaggiare le specialità locali. Da non perdere il <strong>tartufo nero</strong>, vero protagonista della tavola spoletina. A fine pasto si addolcisce il palato con <strong>la crescionda</strong>, un tipico dolce a base di uova, farina, cioccolato, amaretti e mistral.</p>
<p>Prima di entrare nel centro storico ci si può immergere nelle atmosfere dell’antica Roma visitando il <strong>Teatro Romano</strong>, che viene ancora utilizzato per spettacoli e rappresentazioni varie. All’incrocio con Via Monterone si trovano, sui rispettivi lati, <strong>Palazzo Mauri</strong>, sede della Biblioteca comunale, la <strong>chiesa di Sant’Ansano e la Cripta di Sant’Isacco</strong>, e anche <strong>l’Arco di Druso e Germanico</strong>.</p>
<h4>Si arriva alla fine in una delle zone più importanti di Spoleto, <strong>Piazza del Duomo</strong>.</h4>
<p>Qui si affaccia tra la meravigliosa <strong>Cattedrale di Santa Maria Assunta</strong>, raro esempio di sintesi dell’architettura romanica, che ospita affreschi del Pinturicchio e di Filippo Lippi.</p>
<h4>L’itinerario umbro prosegue con una tappa a <strong>Norcia.</strong></h4>
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<p>Città natale di San Benedetto, patria del tartufo nero e dell’arte norcina. Una località che accoglie con i suoi sapori e i suoi profumi. Qui, infatti, nasce l’arte del norcino, una vera specializzazione nella lavorazione delle carni di maiale. Nelle numerose norcinerie si possono assaggiare e acquistare <strong>il prosciutto di Norcia IGP</strong> e i saporiti salumi.</p>
<p>Altri prodotti tipici e genuini da provare sono i prelibati piatti cucinati con pregiato <strong>Tartufo Nero</strong> e, a seguire, formaggi di pecora, farro, zafferano, <strong>lenticchie di Castelluccio</strong> e funghi, in particolare i porcini. Nei boschi è inoltre possibile raccogliere una grande quantità di frutti di bosco.</p>
<p>A causa del terremoto del 2016, il centro storico di Norcia risulta in parte inagibile, ma ha da sempre conservato un interessante patrimonio artistico e culturale. Sulla piazza principale si presenta <strong>la Chiesa di San Benedetto</strong>, sorta sopra la casa natale del santo. Una facciata a capanna ed un grande rosone centrale con i simboli dei quattro evangelisti caratterizzano il portale abbellito da fasci di colonne.</p>
<h4>Sempre sulla stessa piazza il <strong>Palazzo Comunale</strong> del XIII secolo con Loggia, Scalinata e Torre Campanaria.</h4>
<p>All’interno sono da visitare la <strong>Sala del Consiglio Maggiore, la Sala Sertoriana e la Cappella dei Priori,</strong> di struttura settecentesca, dove si conserva il prezioso reliquario di San Benedetto, uno degli ultimi in stile gotico. Uno stile seguito anche per il <strong>Complesso Monumentale di San Francesco,</strong> attuale sede dell’auditorium, della biblioteca comunale e dell’archivio storico</p>
<p>Dopo aver scoperto questa cittadina ci si può dedicare ad una rilassante passeggiata nella natura in direzione di <strong>Castelluccio di Norcia.</strong>  Un piccolo borgo sorto su una collina nel cuore dei Monti Sibillini.</p>
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<p>Molte le offerte a sportivi e amanti dell’attività all’aria aperta, tra cui trekking, equitazione, escursionismo, rafting, canoa, mountain bike. La zona montana di <strong>Forca Canapine</strong>, inoltre, ad un’altezza di 1542 metri, è luogo ideale per lo sci alpino e sede della migliore scuola di volo libero d&#8217;Europa.</p>
<h4>Un viaggio nella spiritualità conduce a<strong> Cascia. </strong></h4>
<p>Centro religioso carico di misticismo e legato alla devozione di Santa Rita. La <strong>Basilica Santuario e il Monastero di Santa Rita</strong>, infatti, sono veri e propri centri religiosi di fama mondiale. In questo luogo vivono ancora le consorelle di Rita, le monache agostiniane di clausura.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70825" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/umbria-3711827_1280.jpg" alt="" width="1280" height="842" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/umbria-3711827_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/umbria-3711827_1280-300x197.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/umbria-3711827_1280-1024x674.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/umbria-3711827_1280-768x505.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Nella cappella al suo interno si trova il sarcofago dove le monache depositarono il corpo della santa subito dopo la sua morte. Gli appassionati alla storia di Santa Rita e al suo santuario si possono dirigere verso il borgo montano di <strong>Roccaporena,</strong> paese natale della santa, che custodisce i ricordi della sua vita.</p>
<p>Altre opere architettoniche di rilievo appartengono al periodo medievale, come la <strong>chiesa gotica di San Francesco</strong>, che colpisce per la bellezza del rosone, e <strong>quella di Sant’Agostino</strong>, al cui interno si trovano stupendi esempi di affreschi. Costruita in epoca longobarda, <strong>la collegiata di Santa Maria</strong> è probabilmente l’edificio più antico della città, anche se, a causa dei danni riportati nei terremoti, è stato notevolmente modificato.</p>
<p>Gli amanti della cucina rustica possono trovare sulla tavola di Cascia dei prodotti che soddisfano le aspettative. Sono da provare i piatti a base di cicerchia, oppure con la <strong>roveja di Civita di Cascia</strong>, caratteristico legume simile ai piselli, che può essere gustata fresca oppure essiccata, come ingrediente principe per minestre o zuppe.</p>
<p>Macinata a pietra può anche essere utilizzata come farina dal lieve retrogusto amarognolo per fare <strong>la farecchiata o pesata</strong>, una polenta che viene tradizionalmente condita con un battuto di acciughe, aglio e olio extravergine di oliva, buona anche il giorno successivo, affettata e abbrustolita in padella.</p>
<h4>Si arriva a <strong>Terni, </strong>definita la <strong>Manchester italiana</strong> o la Città dell’Acciaio, grazie all’importante polo industriale siderurgico che qui si è sviluppato negli anni.</h4>
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<p>Alla storia e alla laboriosità di Terni è dedicata la <strong>Grande Pressa</strong>, posta di fronte alla stazione ferroviaria, un imponente monumento di 12.000 tonnellate.</p>
<p>A questo si aggiunge <strong>l’Obelisco Lancia di Luce</strong>. Situato alla fine di <strong>Corso del Popolo</strong>, l&#8217;opera, alta 32 metri, si presenta come un gigante di oltre cento tonnellate di acciaio divisa in quattro sezioni che rappresentano la lavorazione del ferro, dalla materia grezza fino al prodotto finito.</p>
<p>Ma Terni è anche la città di <strong>San Valentino</strong>, protettore degli innamorati di tutto il mondo. La sua basilica, che ne custodisce le spoglie, è meta di pellegrinaggi, mentre ogni anno l&#8217;intera città dedica importanti eventi al Santo Patrono, che culminano nella festa del 14 febbraio.</p>
<p>Nei dintorni della città, una tappa sicuramente obbligata riguarda la <strong>Cascata delle Marmore</strong>, una delle più famose d’Italia e tra le più alte in Europa. Inserita all’interno del <strong>Parco Regionale Fluviale del Nera</strong>, si possono ammirare i salti della Cascata entrando da due diversi punti, il <strong>Belvedere Inferiore e il Belvedere Superiore</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70827" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/19449543591_e98ce009fb_b.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/19449543591_e98ce009fb_b.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/19449543591_e98ce009fb_b-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/19449543591_e98ce009fb_b-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>All’interno del Parco è possibile percorrere sei affascinanti sentieri ben tracciati e segnalati, che permettono di ammirare i salti d’acqua da più prospettive e godere appieno di panorami di suggestiva bellezza. A ridosso della cascata poi si presentano resti di archeologia industriale e opere idrauliche conservati nel <strong>Parco archeologico industriale di Campacci di Marmore</strong>.</p>
<p>La Cascata delle Marmore è anche la cornice ideale per gli amanti dello sport all’aperto, soprattutto di quello avventuriero. Qui, infatti, si ha la possibilità di praticare rafting, torrentismo e  kayak. Chi ama una natura più nascosta e sotterranea può visitare alcune grotte e forme carsiche scavate nei millenni dalle acque.</p>
<h4>Le cavità principali sono racchiuse in tre distinti complessi.</h4>
<p>Il primo è costituito dalla <strong>Grotta della Morta e dalla Grotta delle Diaclasi</strong>, il secondo dalla <strong>Grotta delle Colonne</strong>, mentre il terzo dalla <strong>Grotta della Condotta</strong>, che prende il nome dall’antica condotta che in passato alimentava il sistema di centrali idroelettriche</p>
<p>Tra le specialità culinarie risaltano i primi piatti di pasta fatto a mano come le <strong>Ciriole alla ternana</strong>.  Un impasto di acqua e farina tagliato a forma di spaghetti e conditi con un sughetto di pomodoro, aglio, olio e peperoncino ed una spolverata di prezzemolo fresco.</p>
<p>Carne alla brace, cinghiale e cacciagione completano il menu tipico locale. Durante il periodo natalizio, il dolce tipico da non perdere è il <strong>Pampepato</strong>, un equilibrato impasto di tanti ingredienti tra i quali noci, mandorle, pinoli, cioccolato, mosto cotto, caffè, canditi, e dall’inconfondibile connubio tra dolce, amaro e piccante.</p>
<h4>Poco distante <strong>Narni, </strong>una cittadina in cui si respira ancora l’atmosfera medievale<strong>.</strong></h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70828" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/narni-805772_1280-e1604314885284.jpg" alt="" width="800" height="529" /></p>
<p>Ad evidenziarlo, prima fra tutte, la <strong>Rocca Albornoz</strong>, possente e antica fortezza con mura e torri che cingono un cortile interno al quale si accede attraverso due eleganti portali.</p>
<p>Al primo piano, accessibile mediante una bella scalinata, la residenza signorile. All’interno del cortile è stato allestito il primo <strong>Parco tematico medievale</strong> dell’Umbria, dove è stato ricostruito un villaggio trecentesco e, in occasione di eventi di rievocazione storica, si tengono spettacoli a tema, come concerti di musica medievale, danze storiche e gare di tiro con l’arco. Oltre ad essere sede di numerosi convegni, attualmente la rocca ospita la “Scuola del gusto” e una mostra d&#8217;arte.</p>
<p>Un edificio religioso da visitare è il <strong>Duomo di San Giovenale</strong>, patrono della città. Costruito sui resti di un’antica necropoli medievale, l&#8217;ingresso principale della Cattedrale è quello in Piazza Cavour. Ricostruito nel Trecento, <strong>Palazzo dei Priori</strong> è impreziosito dalla bella torre civica e dalla Loggia del Gattapone.</p>
<p>Attuale sede del Municipio, <strong>Palazzo del Podestà</strong> risale al XIII secolo e conserva diversi materiali archeologici, tra cui una mummia egizia. La <strong>chiesa di San Domenico</strong> è un complesso religioso edificato nel XII secolo ed oggi adibito ad uffici comunali, mentre la <strong>chiesa di Sant’Agostino</strong> è situata in prossimità delle mura e ricostruita nel XV secolo.</p>
<h4>Oltre che in superficie, la città riserva sorprese emozionanti anche nel sottosuolo con il suggestivo percorso della <strong>Narni sotterranea</strong>, che si estende dagli ambienti ipogei del convento di San Domenico.</h4>
<p>Acquedotti, cisterne, cunicoli, cripte e perfino la sala delle torture del Tribunale dell&#8217;Inquisizione, con una cella che ancora mostra i graffiti incisi dai prigionieri in attesa di essere condannati.</p>
<p>Il sottosuolo di Narni nasconde un mondo scavato nella roccia fin dall&#8217;epoca degli etruschi. Un paesaggio misterioso e affascinante racchiuso nel cuore della città dove fare un viaggio  indietro nel tempo alla scoperta di una millenaria città sotterranea.</p>
<p>Le influenze dell’atmosfera medievale di Narni si ritrovano anche sulla tavola.  Tra queste specialità<strong> la Bandiera</strong>, una sorta di peperonata tipica della cucina umbra.  Un contorno di zucchine, patate e peperoni tagliati a listarelle o cubetti, fatti stufare in padella rigorosamente con olio extravergine d’oliva, pomodoro e cipolla.</p>
<p>Poi<strong> la Brosega</strong>, altro semplice piatto a base di pomodori saltati in padella con un soffritto di cipolla a cui si uniscono solo in ultimo le uova da strapazzare. <strong>Il Brustengolo</strong>, invece, è un dolce povero, preparato un tempo con farina di granturco, uvetta, pinoli, noci, nocciole, sottili fette di mele. Posto su stampi rettangolari, viene cotto nel forno e si consuma freddo.</p>
<p>E ancora zuppe di legumi e cereali, il piccione arrosto o le ben note grigliate di carne mista, la cacciagione, i formaggi, gli insaccati, tutto accompagnato dalle numerose etichette degli ottimi vini locali come il <strong>ciliegiolo, il verdetto, il bianco Carsulae.</strong></p>
<h4>Procedendo gradualmente verso nord si incontra <strong>Orvieto</strong>.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70830" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/36604291911_8a6afd7912_b.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/36604291911_8a6afd7912_b.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/36604291911_8a6afd7912_b-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/36604291911_8a6afd7912_b-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una città che presenta un patrimonio artistico e culturale tra i più ricchi dell&#8217;Umbria. Il <strong>Duomo</strong> è tra le più maestose realizzazioni dell&#8217;architettura italiana. Dall’ imponente facciata gotica, con mosaici e bassorilievi, domina l&#8217;intero borgo. L&#8217;interno del Duomo è ornato di importanti opere, tra le quali i celebri affreschi di Luca Signorelli e il <strong>Reliquiario del Corporale</strong>.</p>
<p>Una particolarità di Orvieto è la visita alla <strong>città sotterranea</strong>. Interamente creata dalle cavità scavate dagli abitanti nel corso dei secoli, viene così svelato un altro mondo da scoprire che consente di effettuare visite guidate in un complesso sotterraneo. Proprio qui, pozzi, cave, laboratori e frantoi per le olive hanno garantito la sopravvivenza degli abitanti in superficie per millenni.</p>
<p>Il <strong>Pozzo di San Patrizio</strong> è tra i più famosi, situato accanto ai giardini comunali che si trovano all&#8217;interno della Fortezza dell&#8217;Albornoz. Una straordinaria opera di ingegneria civile del Cinquecento, fu realizzato per motivi di sopravvivenza in caso di assedio o calamità naturali.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70831" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Orvieto_Pozzo_San_Patrizio_1.jpg" alt="" width="1600" height="1200" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Orvieto_Pozzo_San_Patrizio_1.jpg 1600w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Orvieto_Pozzo_San_Patrizio_1-300x225.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Orvieto_Pozzo_San_Patrizio_1-1024x768.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Orvieto_Pozzo_San_Patrizio_1-768x576.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Orvieto_Pozzo_San_Patrizio_1-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Profondo 62 metri, ha un diametro di 13,5 metri ed intorno si snodano due scale a chiocciola elicoidali che non si incontrano mai. Le due scalinate, composte da 248 gradini ognuna, ricevono luce da 72 finestre creando un&#8217;atmosfera surreale.</p>
<p>Orvieto è ricca di tradizioni. Oltre alle funzioni religiose, esiste un corteo storico rievocativo che coinvolge 400 figuranti, e la <strong>Festa della Palombella</strong>, risalente al Trecento. In quest&#8217;occasione viene fatta «volare» una colomba, legata a una raggiera scoppiettante di mortaretti su un cavo d&#8217;acciaio dalla chiesa di San Francesco al Duomo; la colomba viene poi donata alla prima coppia di sposi di quel giorno.</p>
<p>Una specialità gastronomica unica è la <strong>Pera di Monteleone d&#8217; Orvieto</strong>, detta anche “bistecca del villano” per la consistenza e per le sue incredibili proprietà nutritive. Il piccione, la &#8220;<strong>palomba alla leccarda&#8221;</strong> ed il &#8220;pollo alla cacciatora&#8221; sono tra i piatti più antichi e tipici della città, mentre come dessert sono da provare i <strong>ciambelloni con l&#8217;anice</strong>. Ma Orvieto è famosa soprattutto per il vino, il famoso <strong>Grechetto,</strong> ma anche <strong>Trebbiano e Sangiovese</strong> che vengono prodotti in enormi quantità, ed alcune eccellenze come la <strong>Muffa Nobile</strong>, vino bianco doc.</p>
<h4>Il meraviglioso percorso in Umbria si conclude a <strong>Todi</strong>, un piccolo gioiello al centro della regione.</h4>
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<p>Una cittadina medievale di una bellezza ed eleganza unica, che sorge in cima ad una collina ed è circondata tra tre cerchia di mura  che racchiudono innumerevoli tesori.</p>
<p>Il cuore pulsante della cittadina è <strong>Piazza del Popolo</strong>, su cui si affacciano alcuni degli edifici più importanti del centro storico. Qui si possono ammirare il <strong>complesso del Palazzo Comunale</strong>, nato dall’unione del <strong>Palazzo del Popolo</strong>, in cui sono ospitati il <strong>Museo lapidario</strong>, la <strong>Pinacoteca Civica</strong>, il <strong>Museo Etrusco Romano, </strong>ed <strong>il Palazzo dei Priori</strong>.</p>
<p>Il <strong>Duomo</strong>, eretto nel XII secolo sui resti di un tempio dedicato al dio Apollo, è caratterizzato da una lunga scalinata d’accesso e da una bella facciata romanica. Poco distante si trova la Chiesa di San Fortunato dedicata al santo patrono della città, che conserva nella cripta la tomba del poeta umanista <strong>Jacopone da Todi</strong>.</p>
<p>Assolutamente da vedere il celebre <strong>Tempio della Consolazione</strong>, eseguito nel XVI secolo su disegno del Bramante. Il particolare edificio presenta una struttura a pianta centrale con una bellissima cupola e, nell&#8217;altare al suo interno, ospita un’antica immagine della Madonna.</p>
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<p>A Todi si fa un tuffo nel Medioevo attraversando i tre borghi di <strong>Ulpiano, Nuovo e di Porta Fratta</strong> e la zona della Valle inferiore detta dei Pontigli. All&#8217;interno dei caratteristici vicoletti si aprono frequentemente le porte a tutto sesto delle antiche botteghe artigiane che, in epoca medioevale, facevano capo alle corporazioni di arti e mestieri che dominavano l&#8217;intera vita economica cittadina.</p>
<h4>La cucina locale rimane fedele alle più longeve tradizioni umbre.</h4>
<p>Sulle tavole di Todi si trova sicuramente il <strong>pan caciato o nociato</strong>, un piccolo pane di forma rotonda con un impasto a base di noci, formaggio e uvetta, mentre in inverno la vera prelibatezza è <strong>la palomba alla ghiotta</strong>, piccioni cotti allo spiedo che, in genere, vengono accompagnati da un buon bicchiere di <strong>Grechetto di Todi DOC</strong>, un bianco dal tipico colore giallo paglierino intenso, ricco di delicate note floreali e fruttate.</p>
<p><em><strong>Alessandro Campa</strong></em></p>
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		<title>RICOMINCIO DA TE, ITALIA: ITINERARIO DI VIAGGIO, LE MARCHE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2020 07:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
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					<description><![CDATA[Le Marche come non le avete mai viste. Storie e antiche tradizioni racchiuse in un territorio da scoprire a passo lento Un desiderio di rinascita. La voglia di ripartire dalle piccole abitudini quotidiane, ma anche di realizzare scelte più ragionate ed impegnative. Tra queste l’organizzazione di un viaggio, di una vacanza o di un semplice [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70321" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/beach-508657_1280-e1603816457658.jpg" alt="marche" width="800" height="600" /></h3>
<h3>Le Marche come non le avete mai viste. Storie e antiche tradizioni racchiuse in un territorio da scoprire a passo lento</h3>
<p><span id="more-70313"></span></p>
<p><strong>Un desiderio di rinascita</strong>. La voglia di ripartire dalle piccole abitudini quotidiane, ma anche di realizzare scelte più ragionate ed impegnative. Tra queste l’organizzazione di un viaggio, di una vacanza o di un semplice weekend per staccare la spina.</p>
<p>Quest’anno l’approccio al turismo sarà diverso, ma non per questo meno coinvolgente e stimolante.</p>
<p>Da situazioni difficili, a volte, possono nascere occasioni inaspettate. Ancora di più se si vive in Italia che, con la sua immensa varietà, offre degli scenari incantevoli.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>MARCHE</strong></p>
<p>Il viaggio nelle Marche inizia nella zona meridionale della regione con la città di <strong>Ascoli Piceno.</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70314" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/ascoli-piceno-229926_1280-e1603815745271.jpg" alt="" width="800" height="531" /></p>
<p>Un centro storico ammaliante, costruito quasi interamente in travertino, dove il suo cuore pulsa nella rinascimentale <strong>Piazza del Popolo</strong>.</p>
<p>Su questa si trovano importanti edifici come il <strong>Palazzo dei Capitani del Popolo,</strong> di origine duecentesca e oggi sede del Comune e la <strong>Chiesa di San Francesco</strong>, al quale è accostata la <strong>Loggia dei Mercanti</strong>, elegante costruzione del 1500.</p>
<p>Un altro raffinato spazio urbano è <strong>Piazza Arringo</strong>, la più antica di Ascoli, dove sorgono il medioevale <strong>Battistero di San Giovanni, la Cattedrale di Sant&#8217;Emidio</strong>, che racchiude al suo interno la cripta dedicata anch&#8217;essa al santo patrono e il <strong>Palazzo dell&#8217;Arengo</strong>, sede della Pinacoteca Civica e di alcuni uffici comunali.</p>
<p>Altri monumenti cittadini testimoniano i segni della dominazione romana come <strong>il ponte di Porta Solestà, </strong>ancora perfettamente conservato, <strong>le rovine del teatro romano e </strong>la ciclopica costruzione delle<strong> grotte dell&#8217;Annunziata.</strong></p>
<p>A questi si aggiungono edifici più recenti come il<strong> Palazzetto Longobardo </strong>con la<strong> Torre degli Ercolani, </strong>una delle torri superstiti tra le circa duecento che compaiono nelle cronache medioevali e l’ottocentesco <strong>Teatro Ventidio Basso.</strong></p>
<p>Il simbolo della gastronomia di Ascoli è rappresentato dalla cele4bre <strong>oliva ascolana, </strong>dalla polpa tenera e dolce, che viene denocciolata, riempita con un morbido composto a base di carne mista e poi impanata e fritta.</p>
<p>E tra le specialità rientra anche <strong>il fritto all&#8217;ascolana</strong> con costolette di agnello, carciofi e olive ascolane. La zona è conosciuta per la produzione del <strong>Rosso Piceno Superiore</strong> e del <strong>Falerio,</strong> mentre la bevanda alcolica tipica è <strong>l&#8217;anisetta,</strong> un liquore a base di anice verde</p>
<p>Uno degli eventi più emblematici di Ascoli è il <strong>Torneo Cavalleresco della Quintana</strong>. Ogni prima domenica di agosto, in occasione delle celebrazioni del santo patrono, Ascoli Piceno organizza questo emozionante torneo in cui rulli di tamburi risuonano per i vicoli, le strade e la valle, mentre migliaia di persone nei loro abiti medievali popolano vivacemente la città.</p>
<h4>Si prosegue per<strong> Offida</strong>, piccolo borgo su uno sperone roccioso e racchiuso dalle mura castellane del XV secolo.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70315" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Offida05-e1603815853449.jpg" alt="" width="800" height="600" /></p>
<p>Offida è conosciuto per la paziente arte del <strong>merletto al tombolo</strong>, antica tradizione diffusa ancora oggi. Passeggiando nel centro storico, infatti, è possibile ritrovare signore intente al lavoro con i piccoli fuselli di legno negli atri delle loro case.</p>
<p>Il piazzale panoramico all’ingresso del borgo antico accoglie i resti della quattrocentesca <strong>Rocca,</strong> ai cui piedi si trova il <strong>Monumento alle Merlettaie</strong>.  Il <strong>museo del merletto a tombolo</strong>, invece, si trova all’interno dell’ottocentesco <strong>palazzo De Castellotti – Pagnanelli</strong> che ospita anche il <strong>museo archeologico Tradizioni Popolari</strong> e la <strong>Pinacoteca comunale</strong>, creando così un vero e proprio polo culturale.</p>
<p>Il centro del borgo è <strong>Piazza del Popolo</strong>, a forma triangolare, su cui si affaccia il <strong>Palazzo Comunale</strong>, con una elegante loggetta di tredici colonne in travertino ed un portico del XV secolo Dal porticato del municipio si accede allo splendido <strong>Teatro del Serpente Aureo</strong>, costruito nell’800, ricco di stucchi e intagli dorati. Sempre nel centro storico, l’<strong>ex-monastero di San Francesco</strong> ospita <strong>l’enoteca regionale</strong>, che offre una panoramica completa della produzione enologica del Piceno e delle Marche.</p>
<p>E proprio tra i vini locali rientrano <strong>Terre di Offida DOC</strong> e <strong>Offida DOCG</strong> che si accompagnano ad altre specialità quali <strong>il chichì ripieno</strong>, una focaccia con tonno, alici, capperi e peperoni, e i <strong>“funghetti</strong>”, dolcetti a base di anice. Uno degli eventi più significativi è sicuramente la <strong>Mangialonga Picena</strong>, un percorso tra prodotti tipici e buon vino nelle colline e nei vigneti di Offida.</p>
<h4>Poco distante<strong> Acquaviva Picena, </strong>piccolo centro da cui godere uno stupendo panorama sulle colline marchigiane fino ai monti dell’Appennino.</h4>
<p>La <strong>Rocca</strong> è il vero capolavoro di architettura militare rinascimentale che regna sul paese con il suo mastio cilindrico alto circa 22 metri.</p>
<p>Ai piedi della rocca si apre la <strong>Piazza del Forte </strong>che, con le basse case disposte a semicerchio, incornicia una suggestiva platea scenografica. Nucleo centrale del borgo antico è <strong>Piazza San Nicolò</strong>, disposta in forma allungata fra due opposti colli, su cui si affacciano la chiesa omonima e <strong>la Torre Civica </strong></p>
<p>L’attività tradizionale del borgo è la <strong>produzione di cesti di paglia</strong>, che viene eseguita secondo un metodo tramandato da generazioni. Molto caratteristico è il <strong>Museo della “Pajarola</strong>”, in cui sono custoditi una raccolta di cesti, utensili da cucina, bamboline realizzate con intreccio di paglia, vimini e materiali naturali.</p>
<p><strong>Sponsalia </strong>è l&#8217;evento più importante che ha luogo ad Acquaviva Picena. Una rievocazione storica del matrimonio tra Forasteria d&#8217;Acquaviva e Rainaldo di Brunforte, avvenuto nel 1234. Ogni anno, il primo venerdì di agosto, viene celebrato assieme a giochi, spettacoli e banchetto nuziale dentro le mura della maestosa fortezza medievale.</p>
<p>Da qui si procede verso la costa marchigiana. Affacciata sul mare Adriatico ecco la Riviera delle Palme, così chiamata per la presenza di migliaia di esemplari di questa pianta. La sua località principale è <strong>San Benedetto del Tronto</strong>, il comune litoraneo più meridionale delle Marche.</p>
<p>Sabbia fine, fondali bassi e giardini tematici caratterizzano San Benedetto del Tronto dal punto di vista paesaggistico e naturale. Da sempre legata al mare, questa cittadina gli ha dedicato un intero Polo Museale che comprende il <strong>Museo della civiltà marinara delle Marche</strong>, la <strong>Pinacoteca del mare</strong>, <strong>il Museo delle Anfore e il Museo Ittico</strong>.</p>
<p>A questi si aggiunge l’interessante <strong>Museo permanente d&#8217;Arte sul Mare</strong>, che si sviluppa lungo tutto il molo sud di San Benedetto del Tronto ed ospita ben 145 opere d&#8217;arte, delle quali 135 sono sculture e 10 sono grandi murali.</p>
<h4>Al mare sono dedicati anche due eventi caratteristici.</h4>
<p>Uno è <strong>Anghiò</strong>, il festival Internazionale del Pesce Azzurro, mentre l’altro è la <strong>Festa della Madonna della Marina</strong>, che si svolge l&#8217;ultima domenica di luglio e consiste in una processione in mare con i pescherecci</p>
<h4>Proseguendo sempre sulla costa si incontra<strong> Grottammare</strong>.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70319" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Grottamare_panoramica-e1603815942954.jpg" alt="" width="800" height="515" /></p>
<p>Una località della Riviera delle Palme con una splendida spiaggia che si estende per cinque chilometri, costeggiata da un lungomare ricco di palme, aranci ed oleandri in un’esaltazione di colori e profumi.</p>
<p>Momenti di quiete e riposo si possono trovare in piazza Kursaal, nella parte nord della città, che si affaccia direttamente sulla spiaggia per confluire nel Viale Marino, dove le palme e la pavimentazione in marmo di Carrara incorniciano le ville liberty costruite agli inizi del Novecento.</p>
<p>Tra i vicoli lastricati e le antiche mura del borgo medievale, invece, si presentano raffinati monumenti come la Chiesa di Sant’ Agostino e la Chiesa di S. Lucia, quest’ultima costruita sulla casa che diede i natali al papa Sisto V. In Piazza Peretti, cuore segreto del borgo, è possibile ammirare, inoltre, il Teatro dell’Arancio e la Chiesa di San Giovanni Battista, sede del Museo Sistino.</p>
<p>Grottammare è animata in ogni momento dell’anno da un’intensa vita culturale. In particolare nei mesi estivi, va in scena il <strong>Festival Liszt</strong>, il cui scopo del è quello di divulgare e far conoscere meglio la vasta produzione del musicista ungherese, anche attraverso il confronto con altri artisti che hanno subìto la sua influenza.</p>
<h4><strong>Juttenizie</strong>, invece, rappresenta una cena itinerante all’interno del borgo di Grottammare.</h4>
<p>Differenti tappe in cui a ciascuna portata è associato un vino del territorio. Un modo originale per far scoprire le eccellenze enogastronomiche locali.</p>
<h4>Nel basso litorale marchigiano segue <strong>Cupra Marittima</strong>.</h4>
<p>Orgoglio della cittadina è il <strong>Museo Malacologico Piceno</strong>, uno dei più importanti musei di conchiglie al mondo, grazie agli oltre 900.000 esemplari esposti e alle interessanti testimonianze di arte primitiva.</p>
<p>Nel <strong>Parco Archeologico di Cupra Marittima</strong>, a nord dell’abitato, si riconosce l’impianto urbano della città romana, mentre nella vicina località San Michele sono visibili i resti di una Villa Magna dotata di ninfeo.</p>
<p>Il sito archeologico di Cupra Marittima è una delle sedi della rassegna <strong>TAU, Teatri Antichi Uniti</strong>, che mette in scena opere della letteratura teatrale antica, greca e romana. A sud della cittadina, sulla collina Sant&#8217;Andrea, si scorgono i ruderi dell&#8217;antico <strong>Castello di Sant&#8217;Andrea</strong>.</p>
<p>Da qui si può esplorare il <strong>borgo medievale di Marano</strong>, incontrando la cinquecentesca <strong>Villa Grisostomi,</strong> la medievale <strong>Chiesa Santa Maria in Castello</strong> e la <strong>Chiesa dell&#8217;Annunziata</strong>, che ospita il suggestivo presepe permanente di arte spagnola, composto dalle scene più salienti della vita di Gesù.</p>
<p>Dirigendosi verso la parte nord della costa si arriva a <strong>Porto Sant’Elpidio, </strong>uno storico borgo marinaro che ebbe origine come scalo marittimo, oggi diventato un’attrezzata stazione balneare.</p>
<p>Una spiaggia di sabbia e ghiaia si estende per oltre sette chilometri tra l’abitato e il mare. Lungo il litorale, poi, si trovano campeggi attrezzati in vaste aree immerse nel verde, ambiente perfetto per gli amanti delle vacanze all’aria aperta. Dal punto di vista naturalistico è di grande interesse il bacino del Tenna, denominato “<strong>Paludi di San Marco</strong>”, ideale per praticare birwatching nel tardo autunno e all’inizio di primavera.</p>
<h4>Nella piazza del centro storico svetta la cinquecentesca <strong>Torre dell&#8217;Orologio</strong>, usata un tempo per gli avvistamenti di mare e di terra.</h4>
<p>Altri luoghi di interesse sono <strong>Villa Murri</strong>, dimora storica, edificata nei primi anni del XIX secolo e <strong>Villa Barruchello</strong>, dotata di uno splendido parco con rare essenze arboree. Nobili residenze che vengono utilizzate per convegni e manifestazioni di carattere culturale. L’estate è il periodo in cui a Porto Sant&#8217;Elpidio si svolgono due particolari eventi di grande importanza, il <strong>Sant&#8217;Elpidio Jazz Festival</strong> ed <strong>il Festival Internazionale di Teatro per ragazzi</strong>.</p>
<p>Si lascia per un momento la costa e si fa tappa nel vicino entroterra, in un breve percorso tra arte e cultura.</p>
<h4>Si parte da<strong> Recanati, </strong>la città di Giacomo Leopardi<strong>.</strong></h4>
<p>Qui tutto riconduce al giovane e favoloso poeta, simbolo dell’Ottocento letterario italiano. Tra i luoghi principali ecco la <strong>piazzetta &#8220;Sabato del villaggio</strong>&#8220;, su cui si affaccia il <strong>settecentesco Palazzo Leopardi</strong>, casa natale del poeta, che custodisce la preziosa Biblioteca contenente oltre 20.000 volumi.</p>
<p>Poi il <strong>“Colle dell’Infinito</strong>”, la sommità del Monte Tabor che ispirò l&#8217;omonima poesia. Il <strong>Centro Nazionale Studi Leopardiani</strong>, punto di riferimento per tutte le iniziative leopardiane, sia in Italia che nel mondo e la “<strong>Torre del Passero Solitario</strong>”, che si trova nel cortile del chiostro di Sant&#8217;Agostino.</p>
<p>Gli eventi da non perdere a Recanati hanno luogo principalmente nel mese di luglio. <strong>Lunaria</strong> è una rassegna di concerti che si svolgono in piazza Leopardi.  <strong>Amantica</strong>, invece, propone un programma incentrato sulla musica tradizionale e sullo strumento dell&#8217;organetto.</p>
<p>Una delle specialità culinarie della zona sono i <strong>&#8220;piccicasanti</strong>&#8220;, una specie di minestra molto densa, mentre i secondi piatti sono prodotti derivati dalla lavorazione del maiale, tutto accompagnato da vini come il <strong>Rosso Piceno DOC e i Colli Maceratesi DOC</strong>, bianco e rosso.</p>
<h4><strong>Loreto</strong> deve la sua fama al Santuario che è ancora oggi uno dei luoghi di pellegrinaggio tra i più importanti del mondo cattolico.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70320" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/the-basilica-of-loreto-2884628_1280-e1603816332835.jpg" alt="" width="800" height="533" /></p>
<p>Il <strong>Santuario di Loreto</strong> è un bellissimo esempio di basilica fortezza, caratterizzata da camminamenti di ronda e torrioni.</p>
<p>La città stessa, circondata da una cinta muraria eretta a partire già dal XIV secolo, si è sviluppata intorno alla nota Basilica che ospita la celebre <strong>reliquia della Santa Casa di Nazaret</strong> dove, secondo la tradizione, la Vergine Maria nacque e visse e dove ricevette l&#8217;annuncio della nascita miracolosa di Gesù. Il lato nord est di <strong>Piazza della Madonna</strong> è chiuso dal grandioso <strong>Palazzo Apostolico</strong>, che ospita il <strong>Museo dell’Antico Tesoro del Santuario</strong>.</p>
<p>La notte del 9 dicembre, in occasione della <strong>&#8220;Festa della Venuta&#8221;,</strong> che ricorda il trasporto a Loreto della casa della Madonna, le campagne intorno a Loreto si accendono di fuochi e tutte le campane suonano a festa. Il giorno successivo la festa religiosa culmina con la celebrazione in Basilica del Solenne Pontificale.</p>
<h4>Poi <strong>Castelfidardo</strong>, uno dei principali centri mondiali della fabbricazione della fisarmonica.</h4>
<p>Un’antica tradizione a cui è dedicato il <strong>Museo Internazionale della Fisarmonica</strong> che, situato nel piano seminterrato del Palazzo Comunale, rappresenta un mezzo didattico utile a seguire le fasi evolutive dello strumento musicale e tutti i personaggi che tramandano il mestiere artigianale.</p>
<p>A questo particolare strumento è dedicato il <strong>Premio Internazionale della Fisarmonica</strong>, uno degli eventi musicali più importanti della cittadina che si svolge nel mese di settembre, mentre a giugno è la <strong>Festa Europea della Musica</strong> la protagonista del folclore di Castelfidardo.</p>
<h4>A poca distanza<strong> Osimo, </strong>un piccolo borgo arroccato a 265 metri di altitudine.</h4>
<p>Il suo centro storico sorge su due colline affiancate e sulla più alta di queste si trova il  <strong>Duomo di San Leopardo</strong>. Altri edifici di culto di grande rilevanza sono la <strong>chiesa di San Nicolò</strong>, con un raffinato portale gotico e affreschi trecenteschi e il <strong>Santuario di San Giuseppe da Copertino</strong>, che conserva al suo interno le spoglie del santo, patrono di Osimo, al quale viene dedicata una fiera nel mese di settembre.</p>
<p>Un particolare interessante sono le grotte. Il sottosuolo di Osimo è percorso da una fitta rete di gallerie, cunicoli ed ambienti sotterranei scavati a più livelli, spesso collegati tra loro verticalmente mediante pozzi o camini percorribili.</p>
<p>All’interno delle grotte si ritrovano molteplici e differenti rappresentazioni, dai bassorilievi di carattere religioso custoditi all&#8217;interno delle <strong>Grotte del Cantinone</strong>, fino ai simboli legati alla presenza dei cavalieri Templari e del Sovrano Militare Ordine di Malta, come la &#8220;triplice cinta&#8221; e la croce a otto punte, visibili all&#8217;interno delle <strong>Grotte Simonetti</strong>.</p>
<p>Ritornando sulla costa si scopre la <strong>Riviera del Conero, </strong>dall’omonimo promontorio a picco sul mare, ricco di insenature e piccole spiagge rocciose o sassose.</p>
<h4><strong>Numana </strong>è la località più a sud, dalla quale si inizia a conoscere questo notevole tratto di costa.</h4>
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<p>Il centro storico si trova nella parte chiamata <strong>Numana Alta,</strong> posta alla sommità di una falesia a picco sul mare, mentre <strong>Numana Bassa</strong> include la sottostante zona del porto turistico. La spiaggia di Numana Alta comprende <strong>la Spiaggiola e la Spiaggia dei Frati</strong>, due piccole baie che si sono formate a ridosso della falesia. Qui, gli amanti dello sport hanno la possibilità di praticare diverse attività, tra cui trekking, mountain bike, windsurf e immersioni subacquee.</p>
<p>I principali punti da visitare in questa piccola località sono <strong>l’Arco di Torre</strong>, sulla cima del promontorio che domina il porto, resto del campanile di una chiesa scomparsa o di una torre di avvistamento, e <strong>l’Antiquarium statale</strong>, che raccoglie i corredi delle tombe picene, di cui è considerevole il corredo della tomba della cosiddetta &#8220;regina picena&#8221;. Molto particolare è invece, <strong>la costarella</strong>, una delle vie più tipiche di Numana, un tempo abitata da pescatori che percorrevano questa scalinata per recarsi al porto.</p>
<p>L&#8217;evento più importante di Numana è la <strong>Festa della Madonna Assunta</strong> il 14 agosto. La festa ha inizio con la celebrazione al porto della Santa Messa. Dopo la funzione, i pescatori rendono omaggio alla Santa protettrice facendola riemergere dalle acque aiutati da sommozzatori che prelevano la statua dal fondale, mentre la festa si conclude in tarda serata con i fuochi pirotecnici sul mare.</p>
<h4>Si prosegue sulla Riviera del Conero con <strong>Sirolo</strong>.</h4>
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<p>La <strong>spiaggia Urbani</strong>, costituita principalmente da roccia, si trova inserita nella falesia ai piedi della zona abitata di Sirolo. Da lì inizia la ghiaiosa <strong>spiaggia di San Michele</strong>, mentre a poca distanza si raggiunge la <strong>spiaggia dei Sassi Neri</strong>, caratterizzata dalla presenza sulla battigia di blocchi di roccia  neri di origine sedimentaria.</p>
<p>La più caratteristica è la <strong>spiaggia delle Due Sorelle</strong>, così chiamata per i due scogli gemelli che emergono dal mare. Si può raggiungere grazie ad imbarcazioni che, durante il periodo estivo, partono giornalmente dal porto di Numana. A questa si aggiungono altre due piccole baie sabbiose di straordinaria bellezza come la <strong>spiaggia dei Forni e la spiaggia dei Gabbiani</strong>.</p>
<p>Oltre al mare e alle belle spiagge, Sirolo offre alcune architetture di notevole interesse come la <strong>chiesa di San Nicola, la chiesa della Madonna del Rosario e il Teatro Cortesi</strong>, di stile ottocentesco, inserito nel sistema murario di fortificazione dell&#8217;antico centro abitato. A pochi passi dal borgo, sorge il <strong>Teatro alle Cave</strong>, una cava naturale che anima con grandi appuntamenti le notti estive della Riviera del Conero.</p>
<h4>Sirolo è anche compreso nel<strong> Parco regionale del Monte Conero. </strong></h4>
<p>Un grande spazio naturale caratterizzato da alte falesie che precipitano in mare e viste panoramiche di grande suggestione. Le alte pareti strapiombanti del <strong>Monte Conero</strong>, l’emergenza geologica e naturalistica più importante del medio Adriatico, creano insenature e spiagge di rara bellezza, raggiungibili a piedi o via mare. Il Parco rappresenta un vero e proprio paradiso per gli amanti del birdwatching, soprattutto nel periodo delle migrazioni dei rapaci.</p>
<p>Da non perdere poi le numerose testimonianze storiche e artistiche, tra cui le incisioni rupestri, le grotte romane, le abbazie e i monasteri benedettini e francescani come il <strong>Monastero di San Pietro</strong> al Conero, i ruderi <strong>dell’eremo di San Benedetto</strong>, la stupenda <strong>chiesa romanica di Santa Maria di Portonovo, </strong></p>
<p>I numerosi sentieri soddisfano le esigenze di tutti coloro che vogliano praticare attività all’aperto, dai percorsi di mountain bike, al trekking e all’equitazione. Le pareti rocciose si prestano per l&#8217;arrampicata libera e il free climbing, mentre le acque limpidissime sono ideali per gli amanti di immersioni, pesca sportiva e sci nautico. In più le pendici del Conero rappresentano un ottimo punto di partenza per voli in deltaplano e parapendio.</p>
<h4>Ed ecco<strong> Ancona, </strong>capoluogo di regione che sorge su un promontorio formato dalle pendici settentrionali del Monte Conero.</h4>
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<p>In città sono presenti varie spiagge. La più centrale è la <strong>spiaggia del Passetto,</strong> con grandi scogli bianchi, tra i quali <strong>la Seggiola del Papa e lo scoglio del Quadrato</strong>, mentre spiagge rocciose si susseguono verso Sud, tra cui spicca la <strong>spiaggia di Mezzavalle</strong>.</p>
<p>Il monumento più rappresentativo di Ancona è sicuramente <strong>la Cattedrale di San Ciriaco</strong>, splendida basilica romanico-gotica con elementi bizantini. A questo seguono la <strong>Chiesa di Santa Maria della Piazza,</strong> capolavoro di arte romanica, caratteristica per la facciata ad archetti e per le figure simboliche scolpite intorno al portale e <strong>la Mole Vanvitelliana</strong>, splendida isola artificiale a pianta pentagonale all&#8217;interno del porto, costruito su progetto dell&#8217;architetto papale Luigi Vanvitelli.</p>
<p>Da non perdere sono la <strong>Pinacoteca Comunale</strong>, che conserva opere del Tiziano, di Lorenzo Lotto e del Guercino e il <strong>Museo Archeologico Nazionale delle Marche</strong>, che documenta la preistoria del territorio marchigiano. Una menzione a parte merita il <strong>Museo tattile Omero</strong>, uno dei pochi al mondo che permette anche ai non vedenti di avvicinarsi all&#8217;arte facendo toccare calchi in gesso a grandezza naturale di famose opere scultoree, modellini architettonici di celebri monumenti, ma anche reperti archeologici e sculture originali di artisti contemporanei.</p>
<h4>Il mare si rispecchia anche nei piatti tipici di Ancona.</h4>
<p>Tra i più apprezzati lo <strong>stoccafisso all’anconetana </strong>e il <strong>brodetto</strong>, una zuppa di pesce. La tradizione richiede 13 diverse qualità di pesce della zona, quantità che alcuni associano ai commensali dell’Ultima Cena, altri fanno derivare dal numero di bocche della <strong>Fontana del Calamo</strong>, detta anche delle “13 cannelle”, tanto cara agli abitanti di Ancona.</p>
<h4>Si prosegue per<strong> Senigallia, </strong>in un territorio per la maggior parte pianeggiante, ma circondato da colline che si distendono verso il mare.</h4>
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<p>La cittadina mostra un suo piccolo gioiello come la <strong>spiaggia detta &#8220;di velluto&#8221;,</strong> con i suoi 13 chilometri di sabbia finissima, interrotti solo dai lunghi moli del porto. Sul lungomare, inoltre, è attiva da qualche anno la <strong>Bibliomobile</strong>, la biblioteca comunale che porta libri in spiaggia per il prestito.</p>
<p>Il monumento simbolo della città è la <strong>Rocca Roveresca</strong>, splendido esempio di architettura militare quattrocentesca, fatta costruire da Giovanni della Rovere, nominato signore di Senigallia da Papa Sisto IV. Da visitare poi il <strong>Palazzo del Duca</strong>, arricchito al suo interno dallo splendido soffitto a cassettoni dipinto da Taddeo Zuccari, i <strong>Portici Ercolani</strong>, che costeggiano la riva destra del fiume Misa con una particolare sequenza di oltre cento arcate in pietra d’Istria, e il <strong>Foro Annonario</strong>, struttura neoclassica in laterizio, sede del mercato cittadino e caratteristico scenario di spettacoli e concerti in estate.</p>
<h4>Eventi e manifestazioni che vengono organizzate per tutta l’estate.</h4>
<p>Dagli spettacoli pirotecnici sul mare alla folkloristica <strong>Fiera di Sant’ Agostino</strong> che anima il centro storico di Senigallia negli ultimi giorni di agosto, portando in città più di 500 espositori.</p>
<p>Assolutamente imperdibile l’appuntamento con il <strong>Summer Jamboree</strong>, il festival internazionale dedicato alla musica e alla cultura dell’America degli anni ’40 e ’50 con una settimana di concerti delle band più note del genere, a cui si aggiungono un meraviglioso mercatino vintage e sfilate di moto ed auto dell’epoca.</p>
<h4>Segue<strong> Fano</strong>, una località balneare nel nord delle Marche famosa per il suo Carnevale, il più antico d&#8217;Italia. <strong> </strong></h4>
<p>Elementi caratteristici del <strong>Carnevale di Fano</strong> sono<strong> il getto, </strong>il lancio di quintali di dolciumi dai carri allegorici, <strong>la Musica Arabita</strong>, un gruppo di musicisti che oltre ai normali strumenti utilizza oggetti di vario genere per produrre la musica, ed infine gli splendidi <strong>carri allegorici</strong>, imponenti costruzioni di cartapesta e gommapiuma alte oltre dieci metri.</p>
<p>Oltre a questo singolare evento, il mese di luglio è il periodo migliore per partecipare ad altri importanti appuntamenti. A partire da <strong>Fano dei Cesari</strong>, rievocazione storica della Fano Romana, <strong>Fano Jazz by the sea</strong>  e il <strong>Festival Internazionale del Brodetto e delle Zuppe di Pesce</strong>. Proprio il <strong>brodetto alla fanese</strong>, infatti, è il piatto tipico locale, con pesci cucinati in un tegame con olio, cipolla, concentrato di pomodoro e aceto, tutto accompagnato da pane raffermo.</p>
<p>Nel centro storico l’attrazione di maggiore interesse è il monumentale <strong>Arco di Augusto</strong>, da sempre simbolo della città di Fano. Un altro sito da non perdere è la <strong>Rocca Malatestiana</strong>, delimitata da cortine e scarpate con robusti torrioni angolari e con il Mastio, la <strong>Corte Malatestiana</strong>, sede del Museo Civico e della Pinacoteca, e le <strong>Tombe dei Malatesta</strong>, un vero e proprio capolavoro di arte neogotica, ospitate nel sottoportico della Chiesa di San Francesco.</p>
<p>Nelle Marche c’è un altro tratto di costa da scoprire, la <strong>Riviera delle Colline</strong>, un litorale lungo oltre cinquanta chilometri tra promontori, insenature, calette, e lunghe spiagge.</p>
<h4>Località principale di questa zona è <strong>Pesaro, </strong>cittadina affacciata sul mare e situata tra due colline costiere, il <strong>Monte Ardizio e il Monte San Bartolo.</strong></h4>
<p>Pesaro e il mare hanno da sempre uno stretto legame, unito da un’antica tradizione di ospitalità balneare che rivolge un’attenzione particolare alle famiglie e ai bambini. Pesaro, infatti, dedica ai più piccoli la “<strong>Mezzanotte bianca dei bambini</strong>”, l&#8217;evento di punta della programmazione turistica.</p>
<p>Ma la città presenta un’altra importante relazione, quella con il compositore Gioacchino Rossini, nato proprio a Pesaro. A testimoniarlo è <strong>Casa Rossini</strong>, che conserva materiale documentario, tra cui stampe e cimeli legati alla vita e all&#8217;opera del grande grande artista. Segue il <strong>Museo Nazionale Rossini</strong>, in cui conoscere la vita, la grandezza, ma anche l’attualità dell’opera del compositore.</p>
<p>A Rossini è dedicato anche il Teatro, dove ogni anno si svolge il <strong>Rof, Rossini Opera Festival</strong>, un evento musicale lirico che si tiene annualmente ad agosto, ma è anche il nome della Fondazione costituita per appoggiare la Fondazione Rossini nell&#8217;attività di recupero teatrale, musicologico ed editoriale della produzione rossiniana.</p>
<p>Anche a tavola si celebra il compositore con i <strong>cannelloni &#8220;alla Rossini</strong>&#8220;, per poi passare ai piatti tipici della tradizione come i <strong>cappelletti alla pesarese</strong>, preparati in brodo, il &#8220;<strong>bostrengo</strong>&#8220;, riso lessato mescolato con fichi secchi, uvetta, miele, alchermes, farina di mais, cacao, mele, pere. E tra i secondi piatti le famose <strong>triglie al prosciutto</strong>, i &#8220;<strong>Garagoli&#8221;</strong>, crostacei saltati nell&#8217;olio con varie spezie e le <strong>olivette di vitello</strong>, fagottini di carne ripieni impanati e fritti.</p>
<h4>Una breve sosta a<strong> Gradara</strong> per conoscere la sua bella <strong>Rocca</strong> e la sua celebre storia.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70326" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/gradara-3007074_1280-e1603817049309.jpg" alt="" width="800" height="533" /></p>
<p>La narrazione cittadina è strettamente legata agli episodi del suo castello, soggetto nei secoli al dominio delle famiglie Malatesta, Sforza e Della Rovere e alla storia d&#8217;amore di <strong>Paolo Malatesta e Francesca da Rimini</strong>, resa romanticamente eterna dai versi del V Canto dell&#8217;Inferno di Dante.</p>
<p>Si accede al borgo solo attraverso la <strong>Porta dell’Orologio</strong>, da cui, percorrendo via Umberto I, sulla quale si affacciano basse palazzine e botteghe, si arriva alla cinta muraria intermedia che separa il borgo dalla Rocca. Attorno al castello si può percorrere il <strong>Sentiero degli innamorati</strong>, che avvolge la collina da cui si può ammirare il paesaggio dove si mescolano campi coltivati e macchie boschive.</p>
<p>Nel favoloso contesto della Rocca medievale sorge anche <strong>Il Parco Ornitologico – Centro di Falconeria “Il Teatro dell’Aria</strong>&#8220;, un parco di educazione ambientale interamente dedicato all&#8217;arte della falconeria</p>
<p>A due passi dall’imponente Rocca, all’interno di <strong>Palazzo Rubini Vesin</strong>, si può anche visitare il <strong>Teatrino Comunale</strong>, con i suoi appena 70 posti.  Realizzato da maestranze locali nella seconda metà dell’Ottocento è composto da un soppalco con proscenio, poltroncine e atrio d’ingresso. Oggi è un attivo e vivace luogo di espressione di vari generi artistici, dal teatro, alla musica, a conferenze letterarie.</p>
<h4>Poi<strong> Urbino, </strong>uno dei centri più importanti del Rinascimento italiano, di cui ancora oggi conserva appieno l&#8217;eredità architettonica.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70327" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/6149674521_f0b5974127_b.jpg" alt="" width="1024" height="680" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/6149674521_f0b5974127_b.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/6149674521_f0b5974127_b-300x199.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/6149674521_f0b5974127_b-768x510.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Una viva testimonianza è <strong>Palazzo Ducale</strong>, caratteristico per le sue piccole torri. Sede della <strong>Galleria Nazionale delle Marche</strong>, questa splendida cornice architettonica ospita una delle più belle ed importanti collezioni d&#8217;arte del Rinascimento italiano. Sono presenti pitture di artisti quali Raffaello, Piero della Francesca di cui spicca la famosa Flagellazione di Cristo, Paolo Uccello, Tiziano.</p>
<p>Tra gli edifici di architettura civile e religiosa si presentano la <strong>Casa Museo di Raffaello Sanzio</strong>, dove visse il celebre pittore, <strong>il Duomo</strong> realizzato in stile neoclassico, che contiene alcune tele di Federico Barocci, e l&#8217;annesso <strong>Museo Diocesano Albani,</strong> oltre che le sedi dell’Università, una tra le più antiche d’Europa.</p>
<p>Una specialità locale rinomata è la “<strong>Casciotta d&#8217;Urbino</strong>”, formaggio da tavola a pasta semicruda realizzato sin dall&#8217;antichità. Ancora più gustosa è la <strong>crescia urbinate</strong>, una specie di focaccia che si mangia calda con salsiccia, erbe di campo, prosciutto, lonza o formaggio.</p>
<h4>Lasciata Urbino si procede direttamente verso un sito di grande interesse naturalistico come le <strong>Grotte di Frasassi</strong>.</h4>
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<p>Si tratta di cavità carsiche sotterranee che si trovano all’interno del <strong>Parco naturale regionale della Gola della Rossa e di Frasassi</strong>, nel comune di Genga,</p>
<p>All’interno di queste grotte carsiche si possono ammirare delle sculture naturali formatesi ad opera di stratificazioni calcaree nel corso di 190 milioni di anni grazie all’opera dell’acqua e della roccia. Si tratta di stalagmiti e stalattiti da forme e dimensioni che hanno stimolato la fantasia degli speleologi, i quali dopo averle scoperte le hanno “battezzate”, denominandole in maniera creativa.</p>
<p>Tra le stalattiti e le stalagmiti più famose si ricordano <strong>il “Cammello” e il “Dromedario”, l’Orsa” la “Spada di Damocle”</strong> (stalattite di 7,40 m di altezza e 150 cm di diametro), <strong>la “Fetta di pancetta” e la “Fetta di lardo”, l’ ”Obelisco” , le “Canne d’Organo</strong>”, che se colpite risuonano e  il <strong>“Castello delle Streghe</strong>”.</p>
<p>All’interno delle grotte sono presenti anche dei laghetti, cavità cilindriche profonde fino a 25 metri che possono raccogliere l’acqua o convogliarla verso piani carsici inferiori. Poco lontano dalle grotte, sorge <strong>l&#8217;abbazia romanica di San Vittore delle Chiuse</strong>, risalente all&#8217;XI secolo, una delle più importanti testimonianze dell&#8217;architettura romanica nelle Marche.</p>
<h4>Poco distante<strong> Fabriano</strong>, cittadina famosa per la produzione della carta e per la filigranatura dei fogli, invenzione introdotta dai mastri cartai nella seconda metà del XIII secolo.</h4>
<p>Il <strong>Museo della Carta e della filigrana</strong> è ospitato nel <strong>complesso conventuale di San Domenico</strong>, al cui interno si possono ammirare i due pregevoli chiostri quattrocenteschi e la decorazione della sala capitolare. Degni di nota sono anche <strong>l’Oratorio del Gonfalone</strong>, con uno straordinario soffitto intagliato e decorato in oro zecchino e <strong>l’Oratorio della Carità</strong>, con un prezioso ciclo di affreschi del pittore manierista Filippo Bellini.</p>
<p>Nella centrale e scenografica <strong>Piazza del Comune</strong> sorge il <strong>Palazzo del Podestà</strong>, uno degli edifici di architettura tipicamente medievale, mentre altri interessanti edifici civili sono il <strong>Palazzo del Comune</strong> e <strong>l’ex ospedale di Santa Maria del Buon Gesù</strong>, raffinato esempio di architettura tardogotica che ospita la pinacoteca Bruno Molajoli e che vanta preziosi dipinti su tavola e affreschi.</p>
<p>A Fabriano, nel mese di giugno, ha luogo il <strong>Palio di San Giovanni Battista</strong>, che si chiude con la <strong>Sfida del Maglio</strong> dove quattro fabbri, uno per ogni quartiere denominato da una delle quattro Porte cittadine, si sfidano nel forgiare una chiave. Oltre a questa, si presentano altre rievocazioni storiche nel corso della manifestazione, come il <strong>Corteo Storico e i Giochi Popolari</strong> che comprendono gare di tiro alla fune, la corsa con i trampoli e la corsa con le brocche</p>
<h4>Nelle vicinanze merita una visita <strong>Camerino, </strong>che conserva ancora un centro antico inalterato nel suo impianto medievale.</h4>
<p><strong>Piazza Cavour</strong>, al centro della quale si trova la statua di Sisto V, è circondata da vari edifici tra cui il <strong>Palazzo Ducale</strong>, che ospita la celebre e antica Università. Al suo interno si possono visitare il cortile a portico, la <strong>Sala degli Sposi</strong>, con affreschi quattrocenteschi e la <strong>Biblioteca Valentiniana</strong>, con un prestigioso patrimonio librario.</p>
<p>Altri luoghi di interesse sono la <strong>Chiesa barocca di San Filippo</strong>, che conserva un capolavoro del Tiepolo come l’Apparizione della Madonna col Bambino a San Filippo Neri, e la <strong>Rocca del Borgia</strong>, fatta edificare da Cesare Borgia, il famoso duca del Valentino celebrato da Macchiavelli.</p>
<p>Camerino è conosciuta per specialità gastronomiche come le <strong>pizze pasquali</strong>, il <strong>ciauscolo IGP</strong>, tipico insaccato locale e <strong>il pan nociato</strong>, dolce con uvetta e noci.  Tra gli eventi di maggiori rilievo, a maggio ha luogo la <strong>Corsa alla Spada e Palio</strong>, rievocazione storica della fine del XV secolo che si svolge in occasione delle feste del santo patrono San Venanzio martire. In agosto, invece, spazio al <strong>Camerino Festival e la Rassegna Internazionale di Musica e Teatro da Camera</strong>.</p>
<h4>Segue poco distante<strong> Tolentino, </strong>il cui centro storico è ancora oggi delimitato per lunghi tratti dalle mura duecentesche.</h4>
<p>Una particolarità si trova in <strong>Piazza della Libertà</strong> con la <strong>torre campanaria della Chiesa di San Francesco.</strong> Questa è divenuta il simbolo della città grazie all’orologio a quattro quadranti che rappresentano le fasi lunari, le ore italiche, l’ora astronomica e i giorni della settimana e del mese.</p>
<p>Un altro luogo da visitare è il <strong>chiostro agostiniano</strong> che risale alla prima metà del XIV secolo e rappresenta il più antico esempio di chiostro degli ordini mendicanti in Italia. Il luogo di maggior interesse artistico del complesso è costituito dal &#8220;<strong>Cappellone di San Nicola</strong>&#8220;. La sala è rinomata soprattutto per la sua decorazione pittorica, una delle più vaste e meglio conservate dei primi anni del Trecento.</p>
<p>L’evento più importante che ha luogo a Tolentino nel corso dell’anno è <strong>la Biennale dell&#8217;Umorismo nell&#8217;Arte,</strong>  una manifestazione internazionale a cui partecipano artisti e vignettisti satirici da tutto il mondo. Ogni anno a luglio viene organizzato in città <strong>il Festival di musica corale</strong> &#8220;Città di Tolentino&#8221; al quale partecipano i migliori cori italiani e stranieri.</p>
<p>Da qui si raggiunge l’<strong>Abbazia Santa Maria di Chiaravalle di Fiastra</strong> che costituisce uno dei monumenti più pregevoli e meglio conservati in Italia dell&#8217;architettura cistercense e illustra la più alta testimonianza della presenza dei Cistercensi nelle Marche.</p>
<p>Oltre a costruire la chiesa, i monaci si dedicarono alla bonifica di tutta la zona, caratterizzata soprattutto da boschi ed estese paludi. A lato dell’edificio sorge il monastero che racchiude il grande chiostro in laterizio con archi ribassati e copertura a capriate. Dell’antico monastero si conservano la <strong>Sala del Capitolo</strong>, il refettorio e il dormitorio dei conversi.</p>
<p>L&#8217;abbazia, per più di trecento anni, fu economicamente florida, con un territorio, suddiviso in sei aziende agricole, che favorì lo sviluppo non solo economico, ma anche sociale e religioso, arrivando a controllare trentatré chiese e monasteri.</p>
<p>Nei locali delle cantine dell&#8217;Abbazia, con accesso dal chiostro, è stato allestito <strong>il Museo del vino</strong> che espone strumenti ed oggetti usati nel passato per la lavorazione delle uve. Assieme a questo è anche presente <strong>il Museo della civiltà contadina</strong>, che raccoglie oggetti e strumenti di uso domestico-rurale. Oggi l’abbazia è inclusa nella Riserva naturale omonima, che copre un territorio di 1.800 ettari, tra i comuni di Urbisaglia e Tolentino.</p>
<h4>L’itinerario marchigiano si conclude a <strong>Macerata.</strong></h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70330" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Panorama_di_macerata_da_Viale_Puccinotti-scaled-e1603817644726.jpg" alt="" width="800" height="535" /></p>
<p>Uno dei monumenti più rappresentativi della città è <strong>l’Arena Sferisterio </strong>di Ireneo Aleandri, meraviglioso esempio di architettura neoclassica che ospita ogni estate una prestigiosa stagione lirica, il <strong>Macerata Opera Festival</strong>.</p>
<p>Nel cuore della città sorge il settecentesco <strong>Palazzo Buonaccorsi</strong>, al cui interno si può ammirare la <strong>Sala dell&#8217;Eneide</strong>, fastosa, galleria e luogo di rappresentanza del palazzo, che oggi è sede delle raccolte di arte antica e moderna e del museo della carrozza.</p>
<p>Nel centro storico si trovano altri edifici di notevole valore come il <strong>Palazzo Comunale</strong>, dalla facciata in stile neoclassico, la <strong>Loggia dei Mercanti</strong>, piccolo gioiello rinascimentale fatto realizzare dal Cardinale Alessandro Farnese e <strong>il Palazzo della Prefettura</strong>, solenne edificio in cotto, antica residenza dei legati pontifici,</p>
<p>La <strong>Torre Civica</strong>, alta 64 metri, ha uno splendido quadrante policromo che, oltre a indicare le ore, mostra i moti apparenti della volta celeste, del Sole e della Luna e i circuiti dei cinque pianeti conosciuti al tempo in cui fu costruita. Una macchina complessa regola le differenti funzioni dell’orologio, dall’ azionamento del carillon, ai colpi che scandiscono le ore fino alla giostra con l’angelo e i Re Magi. A Macerata sono anche da visitare il <strong>Duomo</strong>, realizzato sul sito di una precedente chiesa e la vicina <strong>Basilica della Misericordia</strong>, ricca di stucchi e marmi pregiati.</p>
<h4>Il viaggio non può terminare senza aver assaggiato i <strong>vincisgrassi</strong>, piatto tipico maceratese.</h4>
<p>Una variante delle lasagne al forno con prosciutto crudo, tartufo, parmigiano e besciamella, con i quali si condiscono gli strati di pasta all&#8217;uovo.</p>
<p><em><strong>Alessandro Campa</strong></em></p>
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		<title>RICOMINCIO DA TE, ITALIA: ITINERARI DI VIAGGIO TRA LE REGIONI DELLA PENISOLA. IL LAZIO</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2020 06:00:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il Lazio come non l’avete mai visto. Nel cuore dell’Italia sulle tracce di un passato vivo e magnifico che si rispecchia ancora nel presente Un desiderio di rinascita. La voglia di ripartire dalle piccole abitudini quotidiane, ma anche di realizzare scelte più ragionate ed impegnative. Tra queste l’organizzazione di un viaggio, di una vacanza o [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69617" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/rome-1066035_1280.jpg" alt="" width="1280" height="833" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/rome-1066035_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/rome-1066035_1280-300x195.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/rome-1066035_1280-1024x666.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/rome-1066035_1280-768x500.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></h3>
<h3>Il Lazio come non l’avete mai visto. Nel cuore dell’Italia sulle tracce di un passato vivo e magnifico che si rispecchia ancora nel presente</h3>
<p><span id="more-69616"></span></p>
<p><strong>Un desiderio di rinascita</strong>. La voglia di ripartire dalle piccole abitudini quotidiane, ma anche di realizzare scelte più ragionate ed impegnative. Tra queste l’organizzazione di un viaggio, di una vacanza o di un semplice weekend per staccare la spina.</p>
<p>Quest’anno l’approccio al turismo sarà diverso, ma non per questo meno coinvolgente e stimolante.</p>
<p>Da situazioni difficili, a volte, possono nascere occasioni inaspettate. Ancora di più se si vive in Italia che, con la sua immensa varietà, offre degli scenari incantevoli.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>LAZIO</strong></p>
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<h4>Antico e moderno si incontrano  in un territorio che racconta la sua grande bellezza.</h4>
<p>Il viaggio all’interno del Lazio parte dal nord della regione e precisamente dalla <strong>Tuscia, </strong>un territorio anticamente abitato dagli Etruschi che corrisponde oggi alla zona dell’Alto Lazio e delle aree di confine tra Toscana e Umbria.</p>
<h4>Una delle prime tappe di questo particolare territorio è<strong> Acquapendente.</strong></h4>
<p>A ridosso del confine con la Toscana, si trova racchiusa tra i resti di una cinta muraria ad impianto medievale, che custodiva al suo interno edifici religiosi e monumenti di particolare bellezza.</p>
<p>Acquapendente viene considerata <strong>la Gerusalemme d’Europa</strong>. Proprio in questo borgo si trova  la prima riproduzione del sepolcro di Cristo fuori dalla Terra Santa. Acquapendente ha la sua meravigliosa <strong>Basilica del Santo Sepolcro</strong> in cui,  secondo la tradizione, sono conservate le pietre con il sangue di Cristo.</p>
<p>La <strong>Torre Julia de Jacopo</strong> e la <strong>Torre dell’Orologio</strong> sono i due emblemi cittadini. La prima costituiva l’antico ingresso della città, mentre la seconda era parte del castello imperiale di Federico Barbarossa. Continuando ad esplorare questo borgo dal fascino arcaico, si viene catturati dall’elegante <strong>Chiesa di San Francesco</strong>, che si distingue per l’imponente campanile rinascimentale e il portale risalente al XI secolo.</p>
<p>Ad Acquapendente, nella terza domenica di maggio, si rievoca il miracolo della Madonna del Fiore con la <strong>Festa dei Pugnaloni</strong>. Mosaici di fiori e foglie coloratissimi su grandi pannelli coinvolgono tutto il borgo in una manifestazione molto sentita dalla popolazione.</p>
<h4>Vicino questa località è presente un singolare frazione come <strong>Torre Alfina</strong>.</h4>
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<p>&nbsp;</p>
<p>Un incantevole borgo la cui storia è legata  a quella del suo castello, che nasce nell’alto medioevo come semplice struttura difensiva. Solo più avanti prende la forma elegante in stile rinascimentale che è visibile ancora oggi, con l&#8217;inconfondibile merlatura e il palazzo signorile accanto.</p>
<p>Oggi una parte del Castello viene usata per matrimoni e altri eventi, mentre un’altra parte permette di visitare l’ arredo rinascimentale, gli affreschi, i quadri  e le statue che  sono visibili all&#8217;interno.Dal centro storico del borgo si arriva, passeggiando, al Bosco di Sasseto, dove i massi lavici si fanno spazio tra la natura verde smeraldo assumendo seducenti forme contorte. Infine, da queste parti sorge anche un mausoleo progettato alla fine dell’800 che, grazie alla foresta circostante, esprime una forza antica ed enigmatica.</p>
<p>Si procede per <strong>Grotte di Castro</strong> un borgo situato nella parte settentrionale di un antico cono vulcanico della catena dei Monti Volsini e nel cuore della <strong>Riserva Naturale Selva del Lamone</strong>. Grotte di Castro presenta ancora molte testimonianze delle sue origini antichissime,  soprattutto nella necropoli di <strong>Pianezze</strong> ed in quella di <strong>Cento Camere</strong>, entrambe importanti reperti dell’antico passato etrusco.</p>
<p>In questo piccolo borgo arroccato sulla roccia si può ammirare la <strong>Basilica Santuario di Maria SS. del Suffragio</strong>, costruita in stile barocco dal 1625 su una precedente Pieve del VIII secolo dedicata a S. Giovanni Battista. Si conservano al suo intero preziosi intarsi lignei d’epoca barocca e una statua di legno policromo che raffigura <strong>la Madonna del Suffragio</strong>, festeggiata solennemente ogni dieci anni.</p>
<p>In pieno centro storico, nel Palazzo che un tempo ospitava il Podestà, a poca distanza dall’edificio comunale, è attivo il <strong>Museo Archeologico e delle Tradizioni Popolari</strong> che custodisce più di 160 reperti etruschi.</p>
<h4>Una tappa a <strong>Bolsena</strong>, piccolo borgo costruito sulle rive del lago omonimo, il più grande bacino vulcanico d’Europa.</h4>
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<p>Un piccolo paese di origine etrusca che ruota attorno al <strong>Castello Monaldesch</strong>i, splendidamente conservato e sede oggi del <strong>Museo Territoriale del lago di Bolsena</strong>.</p>
<p>Quest’angolo del Lazio ha moltissimo da offrire. A cominciare da una Festa Medievale unica nel suo genere. In programma ogni anno ad agosto, la <strong>Festa Medievale di Bolsena</strong> è un susseguirsi di rievocazioni storiche, spettacoli folcloristici e cene con menù a tema per le vie del borgo. La festa rievoca l’assedio della città ad opera di Ludovico IV, detto “Il Bavaro, a cui i cittadini resistettero con tenacia e coraggio.</p>
<p>Il principale monumento di Bolsena è la <strong>Collegiata di Santa Cristina</strong>, che ingloba quattro chiese d’epoca diversa.</p>
<h4>Nella sua parte più antica, nel 1263, avvenne il <strong>miracolo del Corpus Domini</strong>, ancora oggi celebrato, ogni anno, con una processione.</h4>
<p>Ma, soprattutto, si presenta la possibilità di esplorare il territorio circostante con splendide passeggiate ed escursioni in bicicletta, e di vivere un lago spettacolare. In mezzo questo due belle isole, <strong>la Bisentina e la Martana</strong>, ricche di vestigia antiche e di una folta  vegetazione. Entrambe le isole sono private e non è quindi possibile visitarle senza uno speciale permesso dei proprietari. Tuttavia, è concesso ammirarle in tutto il loro incredibile splendore grazie a delle gite in battello.</p>
<p>Su una sponda del lago ecco l’incantevole  <strong>Civita di Bangoregio  </strong>“La città che muore” è uno dei soprannomi dati a Civita,  piccola frazione del Comune di Bagnoregio nell’alto Lazio, all’interno della meravigliosa <strong>Valle dei Calanchi</strong>. Nonostante questi nomi poco invitanti, Civita di Bagnoregio ogni anno viene visitato da centinaia di migliaia di persone che arrivano da tutto il mondo per ammirare il suo aspetto fuori dal tempo e la sua atmosfera magica</p>
<h4>L’aspetto attuale del borgo risale alla fine del Medioevo e da allora è rimasto quasi intatto.</h4>
<p>Per arrivare a Civita è necessario prima passare dal Comune di Bagnoregio per poi arrivare in via Bonaventura Tecchi dove si può lasciare l’auto e proseguire per il lungo ponte che conduce fino al centro del “Paese che Muore”.</p>
<p>Mentre si attraversa il ponte si può ammirare lo spettacolare paesaggio di questa zona. Un panorama fatto di valli e calanchi scavati da millenni di erosione dell’acqua, per poi arrivare fino alla Porta Santa Maria, unico accesso al borgo. Per accedere al centro di Civita i visitatori devono pagare una piccola tassa di entrata che permette all’amministrazione comunale di compiere i lavori di restauro e stabilizzazione e mantenere visitabile il borgo.</p>
<p>Appena entrati nel paese si rimane incantati dal suo aspetto, dalle sue strutture medievali abbracciate agli stretti vicoli che salgono sul colle come un labirinto. L’intero centro urbano è orientato in funzione della piazza principale di Civita, la <strong>piazza San Donato</strong>, dove si trova la chiesa principale del centro abitato, costruita sul sito di un antichissimo tempio etrusco</p>
<p>Una parte significativa di questa località è rappresentata dai palazzi nobiliari dei <strong>Colesanti, dei Bocca e degli Alemanni,</strong> costruiti dalle importanti famiglie del viterbese nel corso del Rinascimento. In particolare, all’interno di Palazzo degli Alemanni si può visitare il <strong>Museo geologico e delle frane</strong>, una interessante istituzione museale che, riunendo una vasta gamma di discipline, dalla geologia alla sismologia fino all’archeologia, illustra il particolare rapporto tra Civita e il suo territorio, con una grande attenzione al tema del dissesto idrogeologico.</p>
<h4>Uno dei punti più spettacolari del centro di Civita è il <strong>Belvedere.</strong></h4>
<p>Una piazzetta affacciata direttamente sullo strapiombo dei calanchi a Nord del paese, da dove si può ammirare una meravigliosa vista su tutta la Valle dei Calanchi. Gli appuntamenti principali sono il <strong>Palio della Tonna,</strong> la prima domenica di giugno e la seconda domenica di settembre,  Civit’Arte ad agosto, e il Presepe Vivente  durante il periodo natalizio.</p>
<p>Sull’altra sponda del lago di Bolsena si trova <strong>Ischia di Castro</strong>, intrigante meta che si trova su una rupe di tufo alla confluenza di due torrenti. Il centro storico, al quale si accede dalla <strong>Torre dell’Orologio</strong>, conserva la fisionomia tipica di un borgo medievale, con solide porte, mura parzialmente conservate, abitazioni addossate le une alle altre e la <strong>Rocca Farnese</strong>, una delle residenza più antiche della famiglia.</p>
<p>Una visita al <strong>Museo Civico</strong> permette di ammirare una ricca esposizione di vari reperti archeologici della vicina necropoli, fra cui alcuni vasi preistorici, preziose e raffinate sculture. La vicina necropoli etrusca ospita molte tombe del VI sec. a.C., alcune delle quali di notevole importanza come “<strong>la tomba a semidado” e “la tomba della biga</strong>”, così chiamata per la biga rinvenuta nel suo interno.</p>
<p>E poi gli Eremi medievali di Poggio Conte e Chiusa del Vescovo. <strong>L’Eremo di Poggio Conte</strong> è particolarmente ricco di forme artistiche, incisioni, colonne e capitelli scolpiti nel tufo e pitture che dimostrano quanto fosse importante e diffuso il monachesimo nel XIII secolo. All’interno, strutturato come una vera chiesa, vi erano dipinte le figure degli apostoli e nel centro quella di Cristo.</p>
<p>Tra gli eventi più suggestivi figurano la <strong>Rappresentazione della Passione di Cristo nel Venerdì Santo,</strong> la <strong>Festa Patronale Sant’Ermete con la Giostra del Gallinaccio</strong>, il 28 agosto, e la <strong>Festa Patronale Madonna del Giglio</strong> l’8 settembre.</p>
<h4>Poi <strong>Tuscania.</strong></h4>
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<p>Uno dei centri più pittoreschi della Tuscia, caratterizzato dalle antiche tracce della civiltà etrusca e dalle architetture medievali che lo rendono un borgo senza tempo. Le costruzioni del centro storico di Tuscania sono caratterizzate da un colore marroncino-rossastro che indica i loro materiali composti dalla roccia di tufo.</p>
<p>La via principale che percorre il borgo è <strong>Via Libertà</strong> che conduce fino al <strong>Parco Torre di Lavello</strong>, un parco pubblico vicino alle antiche mura di cinta che racchiude al suo interno una meridiana e un piccolo anfiteatro.</p>
<p>Continuando su via dei Priori è possibile contemplare gli artigiani all’opera secondo le antiche tecniche di lavorazione di terracotta per la produzione di ceramiche, un’arte antica e tipica qui a Tuscania.</p>
<p>Numerose le architetture religiose da visitare a Tuscania, a partire dalla celebre <strong>Chiesa di San Pietro</strong> che svetta da quello che un tempo era la sede dell’acropoli etrusca. Una maestosa chiesa in stile romanico che custodisce ancora molteplici mosaici e ornamenti.. La principale chiesa di Tuscania è il suo <strong>duomo dedicato a San Giacomo Maggiore</strong>, con uno stile architettonico rinascimentale nella facciata e barocco nell’interno.</p>
<h4>Si prosegue verso il Mar Tirreno dove si incontra <strong>Tarquinia, </strong>una cittadina medievale che ospita la più grande testimonianza d&#8217;arte etrusca al mondo.</h4>
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<p>La storia della città è strettamente legata alla storia degli Etruschi essendo stata una delle più antiche città abitate da questo popolo.</p>
<p>Il punto migliore da cui iniziare una visita è sicuramente la <strong>Necropoli dei Monterozzi</strong> che, con le sue oltre duecento tombe dipinte, è il più importante nucleo pittorico esistente dell’arte di quel periodo  In città, all’interno di <strong>Palazzo Vitelleschi</strong>,  ha sede il <strong>Museo Nazionale Etrusco di Tarquinia</strong>. Al suo interno conserva la più vasta raccolta d’arte etrusca esistente..</p>
<p>Ma Tarquinia è anche  una splendida cittadina medievale con un centro storico disegnato da una serie di chiese e di palazzi d’antico fascino. Basti pensare al <strong>Duomo di Santa Margherita</strong>, o alla <strong>chiesa di Santa Maria in Castello</strong>, o al <strong>Torrione di Matilde di Canossa. </strong></p>
<p>Tra i principali edifici civili della Tarquinia medievale il <strong>Palazzo Comunale</strong> è situato nel cuore del centro storico. Realizzato lungo il tracciato della vecchia cinta muraria, ha uno stile romanico ma con dettagli gotici e al suo interno  ospita cerimonie e matrimoni nella bella Sala degli Affreschi.</p>
<h4>Oltre alla città con le sue architettura, Tarquinia riserva imperdibili scorci anche verso il mare.</h4>
<p><strong>La Riserva Naturale Saline di Tarquinia</strong> è l’unica salina del Lazio, nonché una tra le poche sopravvissute lungo la costa italiana.</p>
<p>E poi il mare, con il <strong>Lido di Tarquinia</strong>, perfettamente attrezzato, che si raggiunge in 10 minuti dal centro. La spiaggia libera più bella è invece <strong>Pian di Spille</strong>, conosciuta anche come Grande Ciambella e che vede alternarsi sabbia e pinete davanti ad un mare particolarmente limpido.</p>
<h4>Ecco <strong>Viterbo, </strong>città d’arte e di cultura che offre numerose opportunità, dalle chiese medioevali ai palazzi rinascimentali, dalle aree archeologiche alle terme.</h4>
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<p>La visita può iniziare dal <strong>Palazzo dei Papi,</strong> simbolo di Viterbo. All&#8217;interno dell&#8217;<strong>Aula del Conclave </strong>si tenne il primo e più lungo conclave della storia della Chiesa di Roma.</p>
<p>Visitare il centro storico di Viterbo è come entrare in un mondo fiabesco ammirando i quartieri medievali, tra cui <strong>San Pellegrino</strong> è quello più importante, e rimanendo affascinati dalla bellezza del <strong>Palazzo degli Alessandri</strong>, dell&#8217;antica torre e di <strong>Casa Poscia</strong>. Merita una visita anche la <strong>Chiesa di Santa Maria Nuova</strong>, una delle più antiche di Viterbo che fu realizzata sui resti di tempio dedicato a Giove.</p>
<h4>Viterbo è anche la città delle Terme.</h4>
<p>Le più antiche sono le <strong>Terme dei Papi</strong> e devono il loro nome a Papa Niccolò V che fece realizzare un palazzo per godere dei benefici termali. Oltre alle strutture a pagamento, nei dintorni della città si possono raggiungere le terme libere e gratuite come le <strong>Terme del Bullicame</strong> e <strong>Piscine Carletti</strong>.</p>
<p>Viterbo ha una forte devozione per Santa Rosa, patrona della città che viene celebrata con la <strong>Macchina di Santa Rosa</strong>, un evento che accoglie ogni anno migliaia di spettatori. Il 3 settembre un baldacchino trionfale realizzato dai viterbesi, una sorta di torre illuminata da fiaccole e luci elettriche, viene trasportata a spalla da cento “facchini” su un’impalcatura pesantissima che, attraverso le tortuose vie cittadine, raggiungono il Santuario delle Monache clarisse.</p>
<h4>Poi<strong> Sutri, </strong>affascinante borgo della Tuscia arroccato lungo uno sperone roccioso.</h4>
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<p>Grande interesse archeologico riveste il suggestivo <strong>Anfiteatro Romano di Sutri</strong>. Un meraviglioso monumento di forma ellittica e strutturato con tre ordini di gradinate che poteva contenere oltre 9000 persone. Tra i siti archeologici di pregio si annovera anche  il <strong>Parco dell’Antichissima Città di Sutri</strong>, una vasta necropoli etrusca, rinvenuta sul colle di fronte al centro abitato,</p>
<p>Interessanti e di un certo valore artistico sono gli edifici religiosi che si possono ammirare nel centro storico. Tra questi spicca la <strong>Chiesa di Santa Maria Assunta</strong> risalente al XII secolo, a cui segue la <strong>Chiesa di San Francesco</strong>, fondata proprio dal santo di Assisi nel 1222 e quella di San Silvestro in stile romanico.</p>
<p>La <strong>Chiesa della Madonna del Parto</strong>, invece, è un edificio risalente al Medioevo ma ricopre un mitreo di età romana, completamente scavato nel tufo e dedicato al dio Mitra, solo successivamente adibito a chiesa;</p>
<p>A Sutri il prodotto tipico locale per eccellenza è il <strong>fagiolo</strong> che, secondo la leggenda popolare, riuscì ad alleviare i dolori di un attacco di gotta a Carlo Magno. A Sutri, durante la sagra ad esso dedicata, viene servito in caratteristiche ciotole di terracotta.</p>
<h4>Procedendo per un breve tratto a nord si arriva a <strong>Nepi, </strong>città delle acque, circondata da due gole percorse da torrenti e da un affascinante paesaggio.</h4>
<p>Le meraviglie architettoniche di Nepi si ampliano con la <strong>Rocca dei Borgia</strong> circondata da possenti mura, mentre tra le strutture difensive vi erano anche i cosiddetti <strong>Bastioni Farnesiani</strong>. Ad oggi sono rimaste solo le cosiddette “case Torri” tutte a pianta quadrata e costruite con possenti blocchi di tufo.</p>
<p>Da visitare la <strong>Chiesa di San Pietro Apostolo</strong>, di origini trecentesche, ma molte altre chiese sorgono nel centro storico del paese come la <strong>Chiesa di Santa Croce, la Chiesa e Convento di San Bernardo e la Chiesa dei Santi Vito e Modesto.</strong></p>
<p>Tra le vie di Nepi si scoprono anche  splendidi palazzi rinascimentali, ad iniziare dal <strong>Palazzo Celsi</strong>, Di grande fascino, al suo interno, è il salone principale, dove raffigurazioni degli dei dell’Olimpo e l’enorme camino, riconducono alla vita di quell’epoca..</p>
<p>Poco distante <strong>Palazzo Sansoni</strong>, residenza del Cinquecento con il loggiato con arcate in mattoni di cotto come elemento di spicco, a cui si aggiunge un cortile e una torre medievale a sovrastare la parte terminale del palazzo. A fianco a questo si erge <strong>Palazzo Pisani</strong> realizzato alla metà del XVI secolo e da non dimenticare il <strong>Palazzo Comunale</strong>, splendido esempio di architettura rinascimentale.</p>
<h4>Parte conclusiva della scoperta di Nepi riguarda l’<strong>Acquedotto</strong>, opera idraulica che costituisce uno dei luoghi più pittoreschi dell’intera città.</h4>
<p>I dintorni di Nepi offrono località decisamente interessanti. Tra i borghi più belli da vedere è . immancabile una visita a <strong>Calcata, </strong>un piccolo e suggestivo paesino medievale immerso nel magnifico <strong>Parco della Valle del Treja</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69630" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/14841677498_147f7a7c3c_b.jpg" alt="" width="1024" height="634" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/14841677498_147f7a7c3c_b.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/14841677498_147f7a7c3c_b-300x186.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/14841677498_147f7a7c3c_b-768x476.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Un borgo fantasma che cominciò pian piano ad essere ripopolato da artisti, artigiani ed intellettuali che, a partire dagli anni ’60, vennero da ogni parte del mondo in cerca di una dimensione di vita genuina. Calcata, dall’esterno, conserva un aspetto marcatamente medievale, ma appena varcata la porta d’accesso al borgo ci si trova immersi in un’atmosfera indefinita, difficilmente riconducibile ad un’epoca o ad uno stile preciso, e che riporta alla mente quella di un villaggio in stile “fantasy”,</p>
<p>Da qui si aprono una serie  di strette viuzze che,  attraversando buie arcate, conducono tutte al ciglio del profondo precipizio che circonda quasi per intero l’abitato. Una peculiarità, questa, che rende Calcata uno dei migliori esempi in Italia di paese fortificato “naturalmente”. Le case si presentano come modeste abitazioni, dove si possono osservare antichi portali a cui si alternano buie cantine e silenziose grotte, adibite a deliziose botteghe o anche a laboratori artigianali ed artistici.</p>
<h4>Calcata non è un paese come tutti gli altri.</h4>
<p>I suoi tratti singolari ne fanno oggi un vero e proprio centro di sperimentazione urbana, sociale e culturale, esemplare unico nell’ambito dei piccoli centri italiani, oltre che uno scrigno di arte, natura e  pace.</p>
<p>Ma nel cuore del Parco regionale Valle del Treja si trova un altro piccolo gioiello come le <strong>Cascate di Monte Gelato</strong>. Un breve e facile percorso permette di inoltrarsi nella natura rigogliosa della riserva arrivando allo scenografico paesaggio delle cascate. Tante piccole cascatelle formano un piccolo “lago” dalle acque quasi calme.</p>
<h4>Da qui il percorso continua alla scoperta di un’altra suggestiva zona del Lazio, la <strong>Sabina.</strong></h4>
<p>Come suggerisce il suo nome, si tratta di quella parte d’Italia anticamente abitata dal popolo dei Sabini, racchiusa tra il Tevere e l’Appennino Marchigiano.</p>
<p>Si conosce quest’area partendo da <strong>Magliano Sabina, </strong>da sempre considerata punto di collegamento tra il mondo romano e quella che fu l’antica terra dei Sabini<strong>. </strong>Tra le splendide strutture che si possono ammirare, la centralissima <strong>Piazza Garibaldi</strong> rappresenta un ideale punto di partenza.</p>
<p>Qui si viene accolti dal <strong>Palazzo Vannicelli</strong>, oggi sede comunale e dalla <strong>Torre Civica</strong> annessa al Palazzo Vescovile. Proseguendo su via Sabina si arriva facilmente  al <strong>Museo Civico Archeologico</strong>, ospitato all’interno di <strong>Palazzo Gori</strong>, luogo perfetto per  conoscere le testimonianze della civiltà sabina.</p>
<p>Tra gli edifici religiosi, invece, sono di notevole importanza la quattrocentesca <strong>Cattedrale di San Liberatore,</strong> nota anche come Cattedrale dei Sabini, dai numerosi affreschi settecenteschi, la romanica <strong>Chiesa di San Pietro</strong> del XII secolo e il <strong>Santuario di Santa Maria delle Grazie</strong>, in cui visitare la cripta protoromanica, una meraviglia risalente al XI secolo.</p>
<p>Magliano Sabina richiama numerosi visitatori grazie all’interesse storico-architettonico dell’abitato e alle peculiarità delle manifestazioni che ospita durante l’anno. Tra queste <strong>l’Infiorata del Corpus Domini,</strong> con la processione che procede sui profumati e coloratissimi disegni raffiguranti scene sacre, la “<strong>Giostra del gonfalone</strong>” a giugno, a cui partecipano le quattro contrade dell’abitato e la <strong>Festa dell’Uva</strong> ad agosto, durante la quale si assiste a sfilate di carri allegorici, alla corsa all’anello e si  degustano vini e cibi tipici del luogo.</p>
<h4>Una struttura a bulbo di cipolla presenta<strong> Casperia.</strong></h4>
<p>Strade a cerchi concentrici che gradualmente si restringono aggrappandosi sui versanti del colle e terminano nella <strong>Piazza San Giovanni Battista</strong>, dove si trova l’omonima chiesa assieme alla più nota <strong>Chiesa di Santa Maria in Legarano</strong>, che custodisce interessanti opere d’arte. E poi la seicentesca <strong>Santissima Annunziata, Palazzo Forani</strong>, e tanti vicoletti da esplorare in un luogo dove il  tempo sembra essersi fermato.</p>
<p>Le vecchie mura di cinta con <strong>Porta Santa Maria e Porta Romana</strong> insieme all’<strong>Arco di Mezzo </strong>sono il punto ideale da cui iniziare il proprio percorso tra le strette vie della cittadina. L’ingresso da Porta Romana conduce all’interno del borgo, dove si resta incantati dalla salita a ciottoli perfettamente restaurata da cui raggiungere <strong>Piazza Umberto I</strong> e la bellissima <strong>Fontana del Belvedere.</strong></p>
<p>Poi torrioni, camminamenti e feritoie sono i testimoni della storia e delle origini medievali dell’antica Casperia, uno dei pochi paesi in Europa ad avere un centro storico completamente chiuso alle macchine.</p>
<h4>Quasi impossibile non conoscere<strong> Greccio.</strong></h4>
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<p>La sua notorietà ha raggiunto gli angoli più remoti di tutto il pianeta. In questo piccolo borgo, nel 1223, San Francesco fece il <strong>primo presepe vivente al mondo.</strong> Ogni anno, nel periodo di Natale, questo piccolo e suggestivo “ miracolo” si ripete teatralmente sotto la rocca del paese.</p>
<p>Il borgo medioevale è circondato da mura e torri in cui sono notevoli i resti del Castello dell’ XI secolo, che conserva in parte l’originaria pavimentazione e tre delle sei torri delle mura medievali.  In cima al borgo regna la <strong>Chiesa Collegiata di San Michele Arcangelo</strong>, con tele e affreschi del Cinquecento e la curiosa torre campanaria staccata dalla chiesa, riedificata sui resti della maggiore delle torri di cinta.</p>
<p>A Greccio si viene rapiti dalla natura incontaminata e dagli affascinanti sentieri che si arrampicano tra fitti boschi di querce. Proprio attraverso un sentiero si raggiunge la “<strong>Cappelletta”</strong>, a 1200 metri d’altezza, primo rifugio di san Francesco all’arrivo a Greccio. Da non perdere è anche  la <strong>Fonte Lupetta, </strong>sorgente d’ acqua minerale dalle ottime proprietà terapeutiche.</p>
<h4>E poi <strong>Labro, </strong>il borgo di pietra inserito tra i <strong>Monti Reatini</strong> e il <strong>Lago di Piediluco</strong>, ingresso della <strong>Valle Santa</strong>, quella di san Francesco d’Assisi e dei tanti monasteri francescani reatini.</h4>
<p>A Labro si entra a piedi, da <strong>Porta Reatina</strong>, e salendo tra palazzetti e viuzze si raggiunge <strong>Palazzo Nobili Vitelleschi</strong>, visitabile, con un arredo ben curato e l’archivio completo della famiglia.</p>
<p>Ancora scale e stradine lastricate e da una piazzetta si entra nella cinquecentesca <strong>Chiesa di Santa Maria Maggiore,</strong> attraverso il portale che fu l’originario ingresso del castello e rappresenta il culmine del borgo con un panorama che spazia dai monti al lago.</p>
<p>Oltre al tartufo, il piatto forte della gastronomia locale è  il ‘<strong>fagiolo gentile di Labro’</strong>, bianco avorio e dal sapore particolarmente delicato. Nel brevissimo tempo di cottura la sottile buccia quasi scompare, e la pasta del legume risulta cremosa.  Una vera prelibatezza che si trova solo qui e in tutte le stagioni.</p>
<h4>Immerso nella <strong>Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile</strong> si trova <strong>Rivodutri.</strong></h4>
<p>Un pittoresco paese dalla deliziosa posizione geografica. Nel borgo di Rivodutri risalta un monumento sorprendente ed enigmatico, che conferma come in ogni epoca la bellezza e la solitudine di questi luoghi abbiano spinto alcune persone,  particolarmente sensibili e sapienti, ad interrogarsi sul destino e sulla natura profonda degli uomini.</p>
<p>Si tratta della <strong>Porta Alchemica</strong>, un arco solitario con splendidi bassorilievi, scolpito in pietra calcarea, caratterizzato da fregi, simboli e iscrizioni di natura alchemica, mitologica e sacrale. Fra le altre  curiosità di Rivodutri si presenta la maschera di carnevale tipica, detta <strong>lo Zanno</strong>, tra le prime maschere carnevalesche del reatino, con cui si metteva in scena <strong>la Moresca</strong>, antica rappresentazione della lotta tra il bene e il male.</p>
<p>Gli <strong>stringozzi al sugo di carne</strong> sono il piatto tipico del borgo insieme alla pizza fritta accompagnata al pecorino locale, mentre tra i dolci spicca il serpentone di Natale, con nocciole, noci, mandorle e fichi secchi.  A febbraio si svolge la festa del locale olio extra vergine d’oliva e ad agosto si organizza la <strong>sagra della trota biologica e del gambero</strong> con una serie di piatti a base di pesce come la carpa al sesamo.</p>
<h4>Continuando verso nord si scopre<strong> Leonessa </strong>un borgo antico a 1000 metri d’altezza in cui  trascorrere una piacevole giornata camminando tra le tipiche viuzze medievali.</h4>
<p>La storia di questo periodo viene testimoniata da due antiche porte d’accesso, <strong>la Porta Aquilana</strong> risalente al XIII secolo, e <strong>la Porta Spoletina</strong> del XIV secolo che, assieme insieme alla <strong>Torre Angioina</strong> e ad alcuni ruderi delle mura di cinta,  è ciò che resta dell’originale sistema difensivo del paese.</p>
<p>Di antiche origini è anche la <strong>Fonte della Ripa</strong> del XII secolo, caratterizzata da una forma compatta ad arco a tutto sesto, che costituiva la fonte del Castello di Ripa e, in origine, era l’unica risorsa idrica di Leonessa. Ma il centro storico di Leonessa offre anche la possibilità di ammirare alcuni palazzi d’epoca, tra cui i più importanti sono <strong>Palazzo Ettore</strong>, il più grande di Leonessa, <strong>Palazzo Viscardi e Palazzo Vanni</strong></p>
<p>Leonessa è una città di montagna. Durante l’inverno si scia, mentre dalla primavera all’autunno i pendii dolci o ripidi consentono sia escursioni impegnative che  passeggiate più facili. Sono due i singolari appuntamento che hanno luogo in questa graziosa località. Alla fine di giugno il <strong>Palio del Velluto</strong> prevede una  rievocazione storica con 600 personaggi in raffinati costumi rinascimentali, accompagnata da tornei e giochi.</p>
<p>A metà di ottobre, invece, si celebra la <strong>Sagra della patata di Leonessa</strong>, di particolare pregio e tipica della zona. Nel territorio se ne coltivano tre varietà, <strong>Désirée </strong>a buccia rossa e pasta gialla, <strong>Agria</strong> a buccia bianca e pasta gialla e <strong>Marfona</strong> a buccia liscia bianca e pasta gialla, considerata tra le più pregiate d’Italia.</p>
<h4>Ed ecco <strong>Amatrice, </strong>sfortunatamente colpita da un rovinoso terremoto nell’agosto 2016.</h4>
<p>Nonostante questa tragica sventura vale sicuramente la pena visitarla. Una terra da  osservare e gustare, contraddistinta dall’ospitalità semplice e genuina.</p>
<p>Un territorio da scoprire a passo lento, un paradiso per il trekking e la vacanza attiva. Tanti i percorsi e vari livelli di difficoltà, da quelli adatti a tutti  a quelli da affrontare con equipaggiamento adatto e solo con un certo grado di esperienza.</p>
<p>Amatrice e le sue frazioni si trovano in pieno territorio del bellissimo <strong>Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga</strong>. I boschi e le montagne di queste località si specchiano, nel cosiddetto “<strong>Fiordo di Campotosto</strong>”. Si tratta, in realtà, di un lago artificiale, creato grazie all’azione di ben tre dighe, ma la sua forma sinuosa che si inserisce tra le colline lo fa sembrare quasi un fiordo norvegese.</p>
<p>Terminate le attività è ora di mettersi a tavola. E ad Amatrice si mangia bene. Piatto simbolo è sicuramente <strong>la pasta all’amatriciana</strong>, la cui salsa veniva anticamente preparata solo con guanciale e pecorino, mentre l’aggiunta del pomodoro risale al 1700. Da provare anche la <strong>minestra di farro, gli gnocchi ricci al formaggio</strong>,  ma anche la cacciagione dei boschi circostanti.</p>
<h4>Si procede a sud verso <strong>Antrodoco</strong>, cittadina ad un’altitudine di circa 500 metri rinomata per le caratteristiche <strong>Gole di Antrodoco e Gole del Velino</strong>.</h4>
<p>Queste sono indubbiamente una delle attrazioni più belle nelle vicinanze del borgo. Si tratta di una stretta e imponente vallata percorsa dalla via Salaria, dove ripide pareti boscose creano un paesaggio unico e spettacolare.</p>
<p>Un reticolo di vie lastricate porta a <strong>Piazza del Popolo</strong>, impreziosita da <strong>Palazzo Pallini</strong>, dimora, distilleria e bottega ornata da scritte e fregi in puro stile  liberty del <strong>mistrà</strong>, superalcolico secco dal sapore di anice e finocchio. Nicola Pallini, infatti, scelse proprio Antrodoco per fondare l’azienda di liquori che porta il suo nome.</p>
<p>Una visita al fiore al fiore all’occhiello della città, il  <strong>Museo storico militare</strong>, che espone oltre 300 cimeli delle Guerre Mondiali e coloniali tra cui armi, divise, resti di bombe e  perfino un tipico campo base perfettamente allestito. I più curiosi possono passeggiare tra le tante botteghe per conoscere la produzione di artigianato artistico e farsi sedurre dall’oggettistica in ferro e dai ricami dall’antica fattura.</p>
<p>Non si deve lasciare Antrodoco senza aver assaggiato una delle bontà locali, gli <strong>stracci antrodocani, </strong>crespelle di uova acqua e farina sottilissime ed elastiche, ripiene di ragù di carni, mozzarella e parmigiano.</p>
<h4>Si arriva a<strong> Rieti, </strong>principale centro della Sabina caratterizzato da un antico passato.</h4>
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<p>Rieti è la protagonista del famoso <strong>Ratto delle Sabine</strong>, un episodio tra storia e leggenda in cui Romolo e i suoi soldati rapirono le donne della Sabina per sposarle, concluso poi con un duro scontro tra Roma e i Sabini.</p>
<p>La Rieti medievale, invece, vive nei suoi vicoli, nelle sue strette stradine e nelle  piazze della città. Tra queste la più importante è <strong>Piazza San Francesco</strong> con la <strong>chiesa gotico-romanica di San Francesco.</strong> Da qui si sale verso il <strong>Monastero di Santa Chiara</strong> che fu costruito sui resti della casa di un compagno di San Francesco.</p>
<p>Punto più alto e zona più antica della città è <strong>Piazza Vittorio Emanuele II</strong>, mentre in <strong>Piazza Cesare Battisti</strong> si trova il <strong>Palazzo del Governo</strong>. Un bellissimo edificio in architettura tardo-rinascimentale, da cui affacciarsi dalla loggia per ammirare il panorama sulle colline verdi del reatino. Merita assolutamente una visita il <strong>Teatro Comunale Tito Flavio Vespasiano</strong>, per i decori e gli affreschi della cupola e per la perfetta acustica che ne fa un vero gioiello dell&#8217;architettura teatrale.  .</p>
<p>Ma anche i dintorni di Rieti sono ricchi di storia e cultura. Nella valle si presentano i <strong>Santuari Francescani</strong>, raggiungibili anche a piedi nelle stagioni calde. Molto importante il <strong>Convento di Fonte Colombo</strong>, detto “<strong>il Monte Sinai francescano</strong>” perché nel 1223, dopo un digiuno di 40 giorni, San Francesco vi dettò la Regola dell’Ordine.</p>
<p>Non si può fare a meno di assaggiare i piatti tipici reatini dai sapori forti e che raccontano una terra genuina ed energica. Da <strong>provare stracciatelle in brodo, spaghetti alla carrettiera e il famosissimo abbacchio in guazzetto,</strong> senza dimenticare le <strong>fregnacce alla sabinese</strong>, la pasta con ragù di olive, funghi e carciofi.</p>
<h4>Procedendo verso sud la località di<strong> Fara in Sabina</strong> apre le porte a quella parte del Lazio definita Sabina romana.</h4>
<p>Situata su una collina a oltre 400 metri di altezza è un borgo circondato da verdi colline d’uliveti. Il centro storico della cittadina ha conservato il suo fascino medievale con le vie tortuose e strette che si aprono in piccoli cortili.</p>
<p>In questa cornice si inserisce una meraviglia come l’ <strong>Abbazia di Farfa</strong>, che nelle sue antiche pietre racchiude secoli di civiltà e tanti  misteri. Qui si può ammirare sia il chiostrino detto “Longobardo” che il chiostro grande del XVII secolo, la cripta di forma semi-anulare, il museo e la splendida biblioteca.</p>
<p>Una visita a <strong>Piazza del Duomo</strong>, dove si trova il <strong>Palazzo Brancaleoni</strong>, sede del <strong>Museo Civico</strong> che conserva reperti della preistoria, nonché quelli provenienti dalle campagne di scavo dell’antica Cures, la città romana che qui aveva sede. Una serie di palazzi storici costruiti nel XV secolo si alternano nel centro cittadino. Tra questi  <strong>Palazzo Orsini</strong><strong>, </strong><strong>Palazzo Farnese e Palazzo Foschi</strong>, mentre il <strong>Monastero delle Clarisse Eremite</strong>, tuttora convento di clausura,  fu edificato più tardi sulle rovine del castello.</p>
<h4>Da qui ci si muove direttamente verso <strong>Tivoli, </strong>situata lungo il fiume Aniene e sulle pendici dei Monti Tiburtini.</h4>
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<p>La ricchezza delle acque ha favorito la costruzione  di grandi complessi architettonici come  le straordinarie ed eleganti ville che rendono Tivoli così splendida.</p>
<p>La prima di queste è <strong>Villa Adriana</strong>, che occupa circa 40 ettari e fu costruita dall’imperatore Adriano per essere la più imponente residenza dell&#8217;epoca. Sfrutta l’acqua portata da almeno quattro acquedotti, tra cui quello dell’Acqua Marcia e dell’Acqua Claudia che alimenta vasche, piscine e due impianti termali.</p>
<p>Poi <strong>Villa d&#8217;Este</strong>, costruita nel 1550 quando fu nominato governatore di Tivoli il cardinale Ippolito II d&#8217;Este. La villa è famosa per le sue monumentali fontane,  ognuna delle quali ha un significato allegorico. Le fontane rappresentano i tre affluenti del Tevere, Aniene, Abuneo, Ercolaneo, mentre il fiume che attraversa Roma è rappresentato dalla <strong>Fontana della Rometta</strong>. E infine <strong>Villa Gregoriana,</strong> a cui si accede dal ponte “gregoriano” che fu costruito nel 1826, ma le bombe della II guerra mondiale lo danneggiarono pesantemente e venne ricostruito.</p>
<h4>Arrivati a Tivoli si resta incantati anche per un altro tipo di suggestione.</h4>
<p>Si tratta della meraviglia della grande cascata che scorre maestosa davanti al centro storico con il magnifico <strong>Tempio di Vesta</strong> alle spalle. Quest’ultimo, particolarmente ben conservato, è un tempio corinzio di forma tondeggiante ed ospitava il fuoco sacro delle vestali. Poco lontano si trova il <strong>tempio dedicato alla Sibilla</strong>, entrambi affacciati su un vero e proprio burrone nel cuore della città vecchia.</p>
<p>Ma Tivoli rappresenta solo una piccola anticipazione a qualcosa di ancora più spettacolare, la città di <strong>Roma</strong>. Un fascino eterno ed una bellezza indescrivibile. Oltre ai luoghi  già noti della Capitale è interessante scoprire qualcosa di differente, partendo proprio dal centro cittadino. <strong> </strong></p>
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<h4>A <strong>Piazza Vittorio</strong>, all&#8217;Esquilino, c&#8217;è un curioso assemblaggio di statue e simboli esoterici.</h4>
<p>La Porta magica, conosciuta anche come <strong>Porta Alchemica</strong>, rappresenta uno dei resti più significativi di Villa Palombara, una villa maestosa che si trovava sul Colle Esquilino prima dell&#8217;urbanizzazione della zona. Secondo la leggenda la porta era collegata alla pietra filosofale e agli studi eccentrici del  proprietario della villa, un celebre alchimista.</p>
<p>Tra il <strong>Pincio e il Quirinale</strong>, invece, si trovano gli <strong>Horti Sallustiani</strong>, che erano dei grandi giardini con portici e passeggiate, voluti da Sallustio per godere di un ambiente bucolico senza dovere uscire dalla città. La zona all&#8217;epoca della costruzione era un&#8217;area suburbana non lontana dal centro. Una parte della villa che faceva parte del complesso con giardini e maneggio è ancora in piedi.</p>
<h4>Spostandosi verso il quartiere di Testaccio si può fare visita alla <strong>Centrale Montemartini</strong>.</h4>
<p>Su via Ostiense, proprio di fronte agli ex Mercati Generali, si trova questa vecchia centrale termoelettrica dismessa dagli anni ‘60 e riconvertita dalla fine degli anni’90 in un polo dei Musei Capitolini.</p>
<p>Gli ambienti della Centrale, come la Sala Macchine, in puro stile Liberty, conservano inalterati turbine, motori e la caldaia a vapore. In questo contesto così affascinante e suggestivo, i marmi antichi sono immersi in uno scenario insolito e suggestivo che ne esalta la bellezza.</p>
<p>Restando nella zona di Ostiense si possono ammirare le numerose opere di street art realizzate sui muri di alcuni palazzi ed edifici, tra cui una delle più famose si trova su <strong>via del Porto Fluviale</strong> e porta la firma del celebre artista Blu.</p>
<p>E proprio la street art è stata artefice di un importante progetto di riqualificazione nella zona di <strong>Tor Marancia</strong>, vicino al quartiere Garbatella e stretta tra l’Appia Antica e l’Eur. <strong>Big City Life</strong> il nome del progetto di arte urbana che ha dato nuovo colore ai muri della città. Venti artisti, provenienti da diversi paesi, hanno  incontrato gli abitanti delle case popolari del quartiere ed hanno realizzato venti murales sulle facciate delle undici palazzine del comprensorio di via di Tor Marancia 63.</p>
<h4>Le particolarità non si esauriscono qui. Un altro luogo caratteristico da visitare è la <strong>Casina delle Civette. </strong></h4>
<p>Nascosta  dietro una collina nel parco di <strong>Villa Torlonia</strong>, su via Nomentana, era il rifugio di Giovanni Torlonia, ultimo discendente di una famiglia nobile romana.</p>
<p>Il suo proprietario decise di ritirarsi in questa zona appartata e qui realizzò la casa dei suoi sogni,  in una combinazione visionaria tra temi medioevali e stile Art Nouveau. Aggiunse loggette e torri con decorazioni a maiolica e porticati. Una menzione a parte meritano le vetrate colorate della Casina delle Civette, che dopo il restauro è stata convertita nel <strong>Museo della Vetrata Liberty, </strong>dove si può vedere l&#8217;evoluzione della tecnica delle vetrate nel periodo compreso fra il 1910 e il 1925.</p>
<p>Non molto lontano, e precisamente tra la Salaria e la Nomentana, si trova il <strong>quartiere Coppedè</strong>, un complesso di palazzine e villini realizzato tra il 1913 e il 1926 da Gino Coppedè. Più che un quartiere, è un grande esperimento artistico che fonde Liberty, Art Decò, Gotico e stile medievale. Da un grande arco che congiunge due palazzi si accede a questo particolare  angolo di Roma.</p>
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<p>L&#8217;arco, che sotto la volta interna ha un grande lampadario in ferro battuto, congiunge i <strong>Palazzi degli Ambasciatori. </strong>Una volta varcata la soglia si viene trasportati in un luogo surreale, silenzioso e magico fatto di palazzi decorati dalle forme e le dimensioni più strane.</p>
<p>Il suggerimento è quello di vagare alla scoperta delle meraviglie che si possono trovare passeggiando per <strong>via Obrona, via Brenta e via Olona</strong>. Ogni palazzo, qui, è ricco di particolari, decorazioni che raccontano una storia, come quelle dei <strong>Villini delle Fate</strong>, dove trovare numerosi dipinti di donne alle pareti, oppure un enorme aracnide su un portone che  indica il nome di <strong>Palazzo del Ragno. </strong></p>
<p>Conclusa la scoperta di alcune peculiarità di Roma è possibile dirigersi verso due tipi di percorsi. Uno riguarda i <strong>Castelli Romani,</strong> a sud di Roma, mentre l’altro conduce verso il mare della Capitale.</p>
<h4>Per ciò che interessa il primo, <strong>Frascati</strong> merita senza dubbio una visita.</h4>
<p>La città delle ville, una delle attrattive più particolari. E tra queste <strong>Villa Aldobrandini o Belvedere</strong>, così chiamata per la sua posizione elevata. Un edificio imponente che corrisponde ai canoni delle ville rustiche ed è circondato da un meraviglioso giardino all’italiana.</p>
<p><strong>Villa Tuscolana o Rufinella</strong> in posizione un po’ più elevata rispetto alle altre  e poi <strong>Villa Lancelotti</strong> che in passato fu affidata a San Filippo Neri come ricovero per i  malati. Di grande fascino anche la <strong>Cattedrale di San Pietro Apostolo</strong> dalla facciata in stile barocco e la <strong>Chiesa di Santa Maria del Vivaro.</strong></p>
<p>Una piccola curiosità su Frascati. La cittadina fu la prima dei Castelli Romani ad avere la ferrovia nel 1856, conosciuta come “<strong>il treno della sbornia</strong>”, perché la domenica sera riportava a Roma i visitatori delle fraschette.</p>
<p>Proprio le <strong>fraschette </strong>sono mete ideali per gite fuori porta in cui gustare i prodotti tradizionali della cucina romana, dalle coppiette di cavallo alla corallina romana fino alla porchetta, accompagnate naturalmente da un <strong>vino Frascati DOC</strong>.</p>
<p>Tanti gli eventi che si organizzano qui. In primavera si rende omaggio alla bella stagione con castelli in Fiore, trionfo di colori e profumi che si spandono nell’aria. A giugno la Sagra della Lumaca è un appuntamento che si ripete da oltre trent’anni</p>
<h4>Poi<strong>  Marino,</strong>  grazioso paese che conserva ancora oggi i resti delle fortificazioni medievali che difesero il centro abitato.</h4>
<p>Passeggiare per il centro storico di Marino è un piacere. Per un attimo si torna indietro nel tempo e si ammirano i numerosi monumenti e luoghi di culto. Sicuramente merita una visita il <strong>Museo Civico in Piazza Matteotti</strong>,  all’interno dell’ex chiesa medievale di Santa Lucia, conosciuta localmente come <strong>Tempio Gotico o Chiesone</strong>.</p>
<p>A questo seguono <strong>Palazzo Colonna</strong>, sede del municipio, e <strong>Villa Desideri</strong>, che fa parte del parco omonimo e accoglie oggi la biblioteca comunale. Marino è caratterizzato da un insieme di particolari vicoli che vale la pena esplorare come <strong>Vicolo dei due forni, Vicolo Baciadonne e  Vicolo del Giglio.</strong></p>
<p>Molto famosa a settembre è la <strong>Sagra dell’Uva</strong>, un evento unico e tanto atteso, durante la quale sfila un corteo storico in costume assieme a carri allegorici e una processione religiosa, oltre al miracolo delle fontane da cui sgorga il vino. Un altro importante appuntamento è la <strong>Sagra delle Ciambelle al Mosto </strong>che si svolge ogni anno la terza domenica di ottobre.</p>
<p>Disteso sul versante occidentale del Lago Albano<strong>, Castel Gandolfo </strong>è uno dei borghi dei Castelli Romani che meglio rappresentano la storia e il paesaggio tipico della zona. Conosciuto principalmente come residenza estiva dei papi presenta  raffinate tracce artistiche.</p>
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<p>Nel territorio di Castel Gandolfo si trovano appunto  le note <strong>Ville Pontificie,</strong> di proprietà della Santa Sede. Un complesso di strutture composto dai <strong>Giardini Pontifici</strong>, cuore originario della Villa Pontificia, da <strong>Villa Cybo</strong> annessa in un secondo momento, e infine da un terzo blocco  costituito da <strong>Villa Barberini.</strong></p>
<p>Una tappa quasi obbligatoria è <strong>Piazza della Libertà</strong>, su cui regna <strong>Palazzo Apostolico</strong>. Dal cortile del Palazzo, durante le domeniche estive e per più di 400 anni, il Papa ha dato la benedizione apostolica al termine dell’Angelus, alle centinaia di fedeli riuniti nella piazza</p>
<p>Un’altra interessante prova del dominio di Roma su questo territorio sono i resti della <strong>Villa albana di Domiziano</strong>  conservati all’interno di Villa Barberini. Da visitare, inoltre, <strong>l’Emissario del Lago Albano</strong>, un condotto artificiale di deflusso delle acque lungo 1800 metri. L’Emissario si origina dalla costa occidentale del Lago Albano e sfocia poi in località Mole di Castel Gandolfo.</p>
<p>Gli appassionati di natura ed escursioni possono esplorare il lago, attrezzato con percorsi adatti a tutti, lasciarsi cullare dall’acqua e dallo splendido paesaggio, o addirittura volarci sopra col parapendio.</p>
<h4>Segue<strong> Albano Laziale,</strong> cittadina dalle misteriose origini.</h4>
<p>Secondo la leggenda, il nome di Albano deriverebbe da quello di Albalonga, la mitica città fondata da Ascanio, figlio di Enea, e narrata nell’Eneide di Virgilio.</p>
<p>Qui si trovano due particolari monumenti. Il primo è la <strong>chiesa seicentesca di Santa Maria della Stella</strong>, mentre il secondo la celebre <strong>Tomba degli Orazi e dei Curiazi</strong>. Entrambi i monumenti sono posti uno di fronte all’altro sotto Via Appia Nuova, l’asse stradale che attraversa tutta la parte bassa del centro storico.</p>
<p>Le origini della chiesa di Santa Maria della Stella vanno ricondotte a metà 1500, quando i Savelli fecero dono ai Carmelitani della piccola cappella, la chiesetta di San Salvatore, che allora sorgeva al di sopra delle catacombe</p>
<p>La  Tomba degli Orazi e Curiazi, invece, caratteristica costruzione sormontata da due torrette a forma di coni tronchi, è legata alle leggende sulle origini di Albano. La tradizione vuole che sia la sepoltura dei protagonisti della celebre lotta avvenuta sotto il Re Tullio Ostilio, che contrapponeva i guerrieri più forti di Roma, gli Orazi, a quelli più forti di Albalonga, i Curiazi, al fine di evitare lo scontro tra due eserciti interi.</p>
<p>Ma oltre a queste due importanti opere di valore, meritano grande attenzione  la <strong>Cattedrale di San Pancrazio,</strong> principale luogo di culto della cittadina, e i <strong>giardini di Villa Doria</strong> al centro di Albano Laziale, in cui è consigliato fare una visita soprattutto in primavera.</p>
<h4><strong>Ariccia </strong>accoglie con un profumo inebriante, quello di un delizioso prodotto come la <strong>porchetta</strong>, famosa e conosciuta dappertutto e tratto distintivo della piccola località dei Castelli Romani.</h4>
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<p>A questa si possono anche accompagnare bruschette con pane casereccio, coppiette e salsicce di cinghiale e buon vino,  un antipasto delle tipiche fraschette di Ariccia.</p>
<p>Una volta appagato il gusto e l’olfatto è il momento della vista. Il <strong>Ponte Monumentale</strong> rappresenta  sicuramente una delle attrattive maggiori di Ariccia. Eretto verso la metà del 1800 si presenta come opera ingegneristica davvero grandiosa. Circa  59 metri di altezza, sviluppati in tre ordini di archi sovrapposti e, con i suoi oltre 300 metri di lunghezza,  collega lo sperone  dove è situata Ariccia alla vicina Albano Laziale</p>
<p>Uno dei monumenti più prestigiosi di Ariccia è <strong>Palazzo Chigi</strong>, situato ai margini della maestosa Piazza di Corte, progettata interamente da Gian Lorenzo Bernini. Sulla stessa piazza si trova l’elegante Collegiata Maria SS. in Cielo, un’altra importante opera del Bernini, per la realizzazione della quale lo scultore si ispirò al Pantheon.</p>
<p>All’interno di Palazzo Chigi sono conservati un gran numero di dipinti e sculture, oltre che bellissimi affreschi del periodo neoclassico e seicentesco. Il <strong>Parco Chigi</strong>, invece, è un’area verde di circa 28 ettari situato a ridosso del palazzo che accoglie  antichissimi esemplari di quercia.</p>
<h4>La piccola gita nei Castelli Romani trova in<strong> Nemi </strong>la sua tappa conclusiva.</h4>
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<p>Affacciata sulle sponde del suo omonimo ed incantevole lago, circondato da canneti e da serre di fragole. E proprio questo gustoso frutto, e in particolare le fragoline di bosco di cui Nemi è uno dei maggiori produttori della zona, è il protagonista della <strong>Sagra delle Fragole</strong>.</p>
<p>Un evento che si svolge nel mese di giugno di ogni anno e oltre alle varie degustazioni si possono ammirare gli abiti tradizionali indossati dalle donne del borgo. Ma oltre a questo la tradizione culinaria di Nemi offre la possibilità di apprezzare un gran numero di prelibatezze, dalle fettuccine ai funghi porcini o con sugo di cacciagione, al baccalà in guazzetto fino alla coratella dell’abbacchio con fave.</p>
<p>Nascosto tra i boschi, il borgo medioevale di Nemi si trova a più di 500 metri di altezza e sembra un luogo incantato con le sue torri, le sue piazzette e un belvedere affacciato sul lago, da cui intravedere il <strong>Castello Ruspoli</strong>, il più antico della zona.</p>
<p>Nei caratteristici vicoli del borgo le botteghe artigiane mantengono vive le tradizioni, come il tombolo, antica arte che le sarte di Nemi continuano ad insegnare, mentre quasi perduto nella vegetazione, è possibile scorgere il <strong>Promitorio di San Michele</strong>, antica testimonianza di vita e arte cristiana.</p>
<h4>La scoperta del mare di Roma parte da <strong>Ostia e </strong>dal suo lungomare, una delle grandi attrattive della città.</h4>
<p>Luogo ideale per le passeggiate, ma anche per andare in bici o in skateboard e poi proseguire per il Pontile uno dei simboli più noti di Ostia Lido.</p>
<p>Poco lontano dal centro cittadino ecco il <strong>borghetto dei pescatori</strong>, un luogo pittoresco e singolare tutto da esplorare ed in cui fermarsi a gustare sia i piatti di pesce che della cucina tipica romana. Dopo aver soddisfatto il palato e lo stomaco,  si può fare una sosta nella <strong>pineta</strong> per godere della sua  tranquillità, oppure per  passeggiare tra pini marittimi e ginepri.</p>
<p>Non si può lasciare questa località senza visitare gli <strong>scavi di Ostia Antica</strong>, tra le domus, il foro, il tempio e il teatro, ancora oggi importante ed utilizzato per numerosi spettacoli nelle stagioni di primavera e estate. Statue, colonne, capitelli abbelliscono il resto e corrispondono a diversi stili in base alle differenti età a cui appartenevano nell’antica Roma</p>
<p>Procedendo in direzione nord del litorale romano si arriva a <strong>Fiumicino</strong>, noto soprattutto per essere la sede  dell’aeroporto intercontinentale Leonardo da Vinci. Sullo sfondo di un frenetico movimento di passeggeri si trova un territorio pieno di spiagge, porti antichi e memorie archeologiche.</p>
<p>Fiumicino rappresenta l’anima economica del litorale, ma <strong>Fregene</strong> è una meta per molti romani che desiderano trascorrere una giornata di mare, aperitivi al tramonto nei localetti sulla spiaggia o cene nei vari ristorantini. La cucina di mare qui raggiunge livelli eccellenti, ma anche la terra offre le sue delizie sia con la gustosa e tenera <strong>carota di Fiumicino</strong>, che con le ottime carni degli allevamenti di bovini della <strong>piana di Maccarese</strong>.</p>
<h4>A Fiumicino i luoghi dal fascino storico sono presentati dagli antichi <strong>porti di Claudio e Traiano</strong>.</h4>
<p>Il primo iniziato nel 42 d.C. con l’intenzione di espandere i traffici fluviali di Roma verso il mare e ampliato da Traiano nel 106 d.C con lo scavo di un grande bacino esagonale, interno rispetto al porto di Claudio.</p>
<p>Merita anche una visita la <strong>Necropoli dell’Isola Sacra</strong> ,perfettamente conservata fino a i giorni nostri, assieme al <strong>Museo delle Navi Romane</strong> che custodisce le chiglie di quattro navi mercantili del III e del IV secolo.</p>
<h4>Non molto distante da Roma ecco <strong>Ladispoli</strong> una cittadina balneare nata verso la fine del 1800.</h4>
<p>Le bellezze di questa località si trovano tutte sul litorale. Percorrendo la spiaggia che da Palo conduce a Ladispoli si possono ammirare diverse strutture di origine romana ed altre di origine etrusca. A <strong>Marina di Palo</strong> è presente la villa romana e la grottaccia, mentre spostandosi a <strong>Marina di San Nicola </strong>si scoprono i resti della magnifica <strong>villa di Pompeo</strong>, una dimora che in passato occupava ben cinque ettari di terreno.</p>
<p>Due luoghi simbolo di Ladispoli sono il <strong>Castello Odescalchi e Torre Flavia</strong> a cui si aggiunge un altro luogo incantevole come la <strong>Posta vecchia</strong>, edificio che racchiude in sé oltre due secoli di storia. Un evento sicuramente da  non perdere è la <strong>Sagra del Carciofo</strong>, una manifestazione dalla lunga tradizione che ancora oggi rappresenta uno degli appuntamenti più importanti in tutta la regione.</p>
<h4>Fino ad arrivare a <strong>Santa Marinella</strong>, che si estende su un tratto di costa rocciosa riparata a nord dai monti della Tolfa.</h4>
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<p>Il litorale è caratterizzato dalla presenza di numerose insenature e la particolare morfologia dei fondali rende possibile, in alcuni tratti, lo sviluppo di onde tali da poter praticare il surf per tutto l’anno.</p>
<p>L’incantevole centro balneare di santa Marinella presenta residenze estive in stile liberty e, nell’antico insediamento etrusco di Pyrgi, <strong>il Castello di Santa Severa</strong>, celebre fortezza medievale, dove visitare il ricchissimo Museo del Mare, partecipare ai corsi di artigianato ed  assistere a concerti e spettacoli stagionali.</p>
<h4>Da Ostia si procede direttamente alla graduale scoperta del litorale pontino, iniziando a visitare <strong>Sabaudia</strong>.</h4>
<p>Una città di fondazione, così definita perché appartiene al progetto unitario del periodo fascista attuato in seguito alla bonifica dell’Agro Pontino. La stesso programma che ha interessato anche le città di Latina, Pontinia, Pomezia e Aprilia. Le influenze architettoniche del Ventennio si possono ancora oggi notare nella sua struttura urbanistica, tanto da essere indicata anche come Città del Razionalismo.</p>
<p>I monumenti più in vista della città sono la <strong>Chiesa della Santissima Annunziata</strong>, dove al suo interno si trova la <strong>“Cappella Reale</strong>” donata dalla Regina Margherita di Savoia alla città negli anni ’30, il <strong>Palazzo Comunale e la Torre Civica </strong>di 46 metri. Molto suggestivo e curioso è il Palazzo delle Poste, dalla tonalità blu intensa, in riferimento al colore della casa Savoia, e costituito da migliaia di tessere di mosaico che ricoprono quasi interamente l’edificio.</p>
<h4>Poco fuori dal centro abitato si viene accolti dalle acque rilassanti del <strong>Lago di Paola</strong>, che con la sua vegetazione  ospita aironi e garzette.</h4>
<p>Questo luogo affascinante era già noto ai patrizi romani che lo trasformarono in una località di villeggiatura, dove l’Imperatore Domiziano costruì una grandiosa Villa con teatro, palestra, una piscina e un impianto termale. Allo stesso periodo appartiene anche la <strong>Fonte di Lucullo,</strong> una grotta artificiale creata come cisterna per l’acqua potabile e l’alimentazione delle terme imperiali.</p>
<h4>Un’importante tappa del litorale pontino è<strong> San Felice Circeo.</strong></h4>
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<p>Probabile luogo di soggiorno di Ulisse attirato dalla Maga Circe, quest’area fu abitata già in epoche molto lontane. A testimoniarlo sono i numerosi reperti raccolti nella <strong>Mostra Homo Sapiens et Habitat</strong> e le molteplici grotte marine e terrestri, tra le quali <strong>Grotta Guattari</strong>, in cui furono ritrovati il cranio di un uomo, ossa di animali, utensili ed attrezzi.</p>
<p>Le grotte <strong>Azzurra, del Presepio, delle Capre, della Maga Circe</strong> sono solo alcune delle numerose cavità marine presenti in questa località e sono accompagnate da altrettanti luoghi particolari come la Batteria,  la cava d’alabastro, il Precipizio e le torri <strong>Fico, Cervia e Paola</strong>.</p>
<p>Il piccolo e caratteristico centro storico di San Felice Circeo è racchiuso attorno alla duecentesca Torre dei Templari e al Palazzo Baronale, affacciati sulla Piazzetta Lanzuisi che in estate si popola di gente che anima la vita notturna tra bar, botteghe e locali tipici.</p>
<p>Ma nel centro storico sono conservate anche alcune chiese come quella <strong>parrocchiale di San Felice Martire</strong>, patrono del Circeo e di Santa Maria degli Angeli, mentre poco distante dal centro abitato si trovano alcune delle ricchezze  storiche e archeologiche, in particolare in <strong>località “Crocette”</strong>, dove sono visibili le antiche mura ciclopiche di Circeii risalenti al V secolo a.C.</p>
<p>Si prosegue per<strong> Terracina, </strong>una meta che soddisfa chiunque voglia unire rilassanti giornate al mare a visite culturali,  grazie al suo patrimonio architettonico e alle sue aree protette.</p>
<h4>Il mare di Terracina é quello della Maga Circe, che chiude il golfo a nord con il profilo del Monte Circeo disegnato sull’orizzonte.</h4>
<p>La struttura urbana di Terracina si presenta a due livelli, una parte bassa , il cui sviluppo ha avuto inizio in epoca romana ed è proseguita fino al XXI secolo, e una parte alta dove si ritrovano testimonianze più antiche che risalgono al tempo della dominazione romana fino al periodo medievale.</p>
<p>Visitando Terracina Alta si trovano gli elementi artistici e architettonici più belli, tra cui  il <strong>Foro Emiliano</strong>, centro dell’antico nucleo urbano dove ancora oggi si può osservare l’antica pavimentazione presente su <strong>Piazza del Municipio</strong>.</p>
<p>Una menzione a parte merita la <strong>Chiesa del Purgatorio</strong>, una curiosa costruzione di gusto barocco-spagnolesco che sorge in cima ad una scalinata ed è caratterizzata, sia nella facciata sia nell’interno, da immagini funeree e grottesche. La <strong>Cattedrale di San Cesareo</strong>, conosciuta come Duomo di Terracina, è di origine antichissima e nel corso dei secoli ha subito varie modifiche e ampliamenti.</p>
<p>Sempre nella zona di Terracina Alta si scoprono i resti di quello che era il possente <strong>Castello di Frangipane</strong>, posto  a guardia della città per il controllo delle coste. Proseguendo la passeggiata tra le vie del borgo antico si possono ammirare <strong>il Palazzo Vescovile</strong> di epoca carolingia, il trecentesco <strong>Palazzo Venditti e la Torre Frumentaria.</strong></p>
<p>Sopra e sotto questo magnifico centro storico fatto di torri, sottopassi, leoni di pietra che proteggono le strade, ecco il <strong>tempio di Giove Anxur</strong>, in alto sulla collina verde di Monte Sant’Angelo, un corridoio di archi aperti a precipizio sul mare.</p>
<h4>L’aria di mare e le colline dell’entroterra, appunto, sono gli elementi che rendono speciali le <strong>fragole Favette di Terracina</strong>.</h4>
<p>Un frutto tondo, dal colore rosso intenso e dal sapore dolce e acidulo allo stesso tempo, consigliato per alcuni accostamenti culinari, ma perfetto con gamberi e tonno rosso.  Da provare insieme al <strong>Moscato DOC di Terracina</strong> e ai gelati artigianali con lo zafferano, coltivato nella piccolissima enclave di Campo Soriano.</p>
<p>Di fronte a Terracina si scopre l<strong>’Arcipelago delle Isole Pontine, </strong>che annovera <strong> Ponza </strong>tra le sue isole principali. I fondali limpidi, caratterizzati da varietà e pregevole bellezza, sono il luogo perfetto per gli amanti delle immersioni e della fotografia subacquea.</p>
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<p>Un particolare effetto viene donato dal porto semicircolare di Ponza, costruito sull’originario impianto romano e circondato da case rosate e bianche. Un giro dell’isola permette di apprezzare lo splendido alternarsi di cavità, grotte, calette e baie dai colori unici. La struttura urbanistica dell’isola risale al periodo della colonizzazione borbonica, come testimonia anche l’antica torre fortificata.</p>
<p>Due piccole perle di Ponza sono <strong>Zannone</strong> e <strong>Palmarola,</strong> due isolette disabitate e raggiungibili in barca. L’approdo a Zannone si trova a <strong>Punta del Varo</strong>, mentre per arrivare a Palmarola è necessario recarsi a <strong>Cala di San Silverio</strong></p>
<p>Quasi al centro del Mar Tirreno si presenta<strong> Ventotene, </strong>la seconda delle Isole Pontine<strong>, </strong>dalle piccole dimensioni, ma incantevole nel suo aspetto. Sull’isola sono presenti due spiagge, <strong>Cala Rossano</strong> nel bacino del porto nuovo e <strong>Cala Nave</strong>, di fronte alla quale emergono due grandi blocchi di roccia chiamati Nave di Terra e Nave di Fuori e il cosiddetto <strong>Scoglietello</strong>.</p>
<p>Il centro urbano di Ventotenesi concentra intorno alla <strong>Piazza del Comune</strong>, alla <strong>Chiesa di Santa Candida e a Piazza De Gasperi</strong>, con le due uniche strade che percorrono l’intera isola. Anche qui si trovano testimonianze dell’antica Roma, come il Porto e la Peschiera romana ed i resti <strong>Villa Giulia,</strong> che occupava tutto il lato nord dell’isola fino a Punta Eolo.</p>
<p>Ventotene è anche nota perché qui venne redatto il primo documento dell’europeismo italiano, conosciuto come <strong>“Il Manifesto di Ventotene</strong>, scritto tra il 1941 e il 1942 da Spinelli, Rossi e Colorni durante il loro confino politico.</p>
<h4>Ritornando sulla costa pontina ecco<strong> Sperlonga,</strong> borgo marinaro che nasce su un costone di roccia del Colle S.Magno che si distende verso il mare.</h4>
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<p>Un litorale magnifico con spiagge dorate, rocce modellate dal vento, grotte marine e folte colline con orti e uliveti che incorniciano un mare limpido.</p>
<p>Un borgo tipicamente mediterraneo che ha conservato intatta la sua struttura originaria con incantevoli costruzioni bianche e vicoli stretti pieni di botteghe artigiane. Data la sua posizione, nel territorio di Sperlonga  furono costruite varie torri di avvistamento, tra cui la <strong>Torre Centrale</strong>, <strong>la Torre del Nibbio</strong> e la <strong>Torre Truglia</strong>,  che costituivano un sistema più ampio di strutture difensive realizzato nel corso del XVI secolo.</p>
<p>Ma Sperlonga è anche famosa per un sito archeologico come la villa dell’imperatore romano  Tiberio, che comprende una grotta-ninfeo che si apre sul mare, un vivaio ittico e un impianto termale, immancabile nelle abitazioni dei personaggi importanti dell’epoca. Sul luogo è nato il <strong>Museo Archeologico Nazionale e Villa di Tiberio</strong> che illustra le ricostruzioni di grandi gruppi statuari collocati in origine nelle grotte naturali che fungevano da veri e propri spazi espositivi.</p>
<h4>Si prosegue per<strong> Gaeta, </strong>nell’estremità meridionale della Riviera d’Ulisse.</h4>
<p>Una costa caratterizzata da bellissime spiagge delimitate da speroni rocciosi, su cui svettano torri costiere, baie e calette.</p>
<p>Una cittadina dalla storia tormentata in cui si mescolano grandi strutture come il <strong>Castello Angioino-Aragonese, </strong>che regna sul Golfo di Gaeta, assieme a semplici abitazioni antiche e moderne costruite lungo strette vie, mentre monumentali chiese rinascimentali e medievali convivono con templi cristiani più modesti.</p>
<p>Tra le architetture religiose, appunto, sono da menzionare la <strong>Cattedrale di Sant’Erasmo</strong> e la <strong>chiesa della Santissima Annunziata</strong>. Poi un luogo da non perdere è il <strong>Santuario della Santissima Trinità sul Monte Orland</strong>o, area protetta nel Parco Regionale della Riviera di Ulisse.</p>
<p>In quest’area si trova la <strong>Grotta del Turco</strong>, enorme cavità naturale a cui si accede attraverso una vertiginosa scalinata nei pressi dell’ingresso del Santuario della Montagna Spaccata. Un nome caratteristico che riconduce ai pirati Saraceni che, nel IX secolo, durante le incursioni ai danni del Ducato di Gaeta, si riparavano nelle spaccature del promontorio.</p>
<p>Non si può lasciare Gaeta senza aver provato le sue specialità e aver soddisfatto il palato in modo quasi unico. Ci pensano due particolari prodotti come <strong>le olive</strong>, considerate un patrimonio della gastronomia di Gaeta, e <strong>la tiella</strong>, celebre piatto tipico marinaro, una pizza rustica dalla forma circolare e ripiena di pesce (alici, polpo, calamari) e verdure, ricotta, pomodoro e cipolla.</p>
<h4>Poi <strong>Formia, </strong>parte finale del litorale pontino.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69646" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Formia-vista_golfo.jpg" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Formia-vista_golfo.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Formia-vista_golfo-300x225.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Formia-vista_golfo-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Una delle città più antiche della zona che presenta numerosi resti romani tra cui la <strong>tomba di Cicerone</strong>. Un mausoleo che si trova nelle vicinanze di quella che viene considerata l’antica e sfarzosa villa dove abitò l’oratore e che qui fu assassinato.</p>
<p>Formia è sicuramente una meta molto apprezzata durante il periodo estivo, grazie alle sue spiagge, ma passeggiare lungo le vie del suo centro storico permette di fare altre interessanti incontri con l’arte e l’architettura.  Molto interessanti, infatti, sono i resti del <strong>Castello Angioino</strong> con la sua  torre cilindrica alta 27 metri, “<strong>Il Castellone</strong>” medievale che mantiene ancora oggi inalterato il suo fascino antico e il <strong>Torrione dei Caetani</strong>, sulla sommità dell’antica rocca romana.</p>
<p>Continuando la scoperta del borgo antico si incontra il <strong>Duomo di Sant’Erasmo</strong>, chiesa a tre navate in stile rinascimentale, mentre la <strong>Chiesetta di Sant’Anna</strong> risale al X secolo, ma è stata ristrutturata in stile moderno. Il patrimonio artistico di Formia si arricchisce di altri edifici religiosi come la <strong>Chiesetta di San Remigio, la Chiesa di Santa Maria del Castagneto</strong>,  la più antica di Formia e la <strong>Chiesa e il convento di Santa Teresa D’Avila</strong>.</p>
<h4>Una particolarità da ammirare è l’imponente <strong>Cisternone.</strong></h4>
<p>Una grandiosa opera idraulica realizzata durante l’età imperiale romana con una struttura così robusta da poter sorreggere persino le case e i vicoli soprastanti..</p>
<p>Si lascia il mare per scoprire un entroterra particolare come quello della<strong> Ciociaria. </strong>Un nome, di uso popolare, che deriva da quello delle <strong>ciocie</strong>, caratteristiche calzature portate un tempo da contadini e pastori</p>
<p>In questa zona <strong>Cassino</strong> è sicuramente un’importante località, nota soprattutto per <strong>l’Abbazia di Montecassino</strong>, uno dei luoghi di culto più importanti d’Italia. Fondata da San Benedetto nel 529,  ospita le sue spoglie mortali e quelle di Santa Scolastica. Posizionata su una collina a più di 500 metri di altezza continua a regnare sulla città di Cassino e su gran parte del territorio circostante, nonostante le devastazioni subite nel corso dei secoli.</p>
<h4>Ma oltre a questo monumentale edificio, Cassino presenta altre strutture degne di nota.</h4>
<p>Poco distanti dal centro di Cassino si trovano due aree di particolare interesse. Una riguarda le affascinanti <strong>Terme Varroniane</strong>, costruite sulle rovine della grande villa di Marco Terenzio Varrone e al cui interno sgorga la più grande sorgente di acqua d’Italia, mentre l’altra è il sito di <strong>Casinum</strong>, trasformato in parco archeologico che  include resti di vari monumenti di epoca romana dell’antica città.</p>
<p>Il legame della città con San Benedetto è testimoniato da un particolare  corteo storico denominato “<strong>Terra Sancti Benedicti”.</strong> Ambientato nel  XIII secolo, ogni anno commemora il giuramento della “milizia abbaziale” ed il tributo a San Benedetto.</p>
<p>Da Cassino si procede direttamente in direzione di<strong> Frosinone</strong>, anima della Ciociaria racchiusa tra i Monti Ernici e i Monti Lepini. L’edificio più importante della città è senza dubbio la <strong>Cattedrale di Santa Maria Assunta </strong>seguita dalla<strong> Chiesa di San Benedetto. </strong></p>
<p>A queste si aggiunge il <strong>Palazzo della Provincia</strong>, in stile neoclassico,  che custodisce al suo interno la celebre Danzatrice, un&#8217;opera in bronzo del primo Novecento di Amleto Cataldi. Nelle sale dei piani superiori, come in una pinacoteca contemporanea, si trovano le opere d&#8217;arte di Umberto Mastroianni, di Renato Guttuso e Giovanni Colacicchi.</p>
<p>Il museo archeologico comunale racconta la storia della città, conservando alcune testimonianze sia della Frosinone romana che di quella medievale, mentre ai piedi della città vecchia si trovano i resti dell&#8217;anfiteatro romano, delle terme e delle abitazioni.</p>
<p>Evento simbolo della città di Frosinone è la <strong>Festa della Ràdeca. </strong>Un carnevale storico che rappresenta l’evento più atteso dell’anno e racconta e conserva in modo particolare tutto il folclore degli abitanti.</p>
<h4>Poco distante si trova <strong>Alatri, </strong>definita anche Città dei Ciclopi per il meraviglioso stato di conservazione dell’<strong>Acropoli </strong>, vero simbolo delle “città megalitiche” laziali.</h4>
<p>Posizionata nella parte più alta del borgo, al centro dell’Acropoli si presenta la <strong>Cattedrale di San Paolo</strong> costruita nel periodo alto medievale.</p>
<p>Un centro storico dall’aspetto medievale, ma perfettamente racchiuso nel circuito delle mura megalitiche, leggermente aperte da alcune porte originarie, come <strong>Porta Portati</strong> e <strong>Porta San Benedetto</strong>. Un contesto ambientale che ospita il <strong>Palazzo del Cardinale Gottifredo</strong>, costruzione romanica oggi sede del Museo Civico Archeologico e la  <strong>Chiesa di Santa Maria Maggiore</strong>, gioiello d’arte romanico-gotica, elemento artistico più importante di Alatri.</p>
<p>Una leggenda narra che la città di Alatri fu costruita basandosi sul percorso del primo raggio di sole nel giorno del solstizio d’estate. Ogni anno, il 21 giugno, le persone legate alla leggenda <strong>del natale di Alatri</strong>, si recano sull’Acropoli per assistere al primo raggio di sole che tocca il muro orientale di questa</p>
<p>Le coltivazioni di legumi e ortaggi si ritrovano nella cucina tipica di Alatri. Da gustare la minestra di broccoli di rapa, <strong>i mazzacrocchi</strong>,  specialità locale di pasta e fagioli, e <strong>i tartalicchi</strong>, frittelle tipiche con impasto a base di patate lessate.</p>
<h4>Segue <strong>Anagni, </strong>detta anche Città dei Papi, avendo dato i natali a quattro pontefici.</h4>
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<p>L’elegante <strong>Palazzo dei Papi</strong> è un simbolo rappresentativo della città. Qui, nel 1303, avvenne lo storico episodio dello <strong>schiaffo di Anagni</strong> ai danni  di papa Bonifacio VII. Un oltraggio morale e uno degli atti conclusivi del forte contrasto nato tra il Papa ed il re di Francia Filippo IV per definire la supremazia del potere spirituale su quello temporale.</p>
<p>Simbolo artistico di Anagni è, invece, la <strong>Cattedrale di Santa Maria</strong>, al cui interno si trova la Cripta di San Magno che, con i suoi pregevoli affreschi, è stata definita la  Cappella Sistina del Duecento”. In più, la Cattedrale si affaccia sulla  suggestiva <strong>Piazza Innocenzo III</strong>, uno splendido salotto medievale che in estate fa da palcoscenico ad un evento artistico di grande successo come il  <strong>“Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale”.</strong></p>
<p>Al papa Bonifacio VIII è dedicato anche il piatto più popolare di Anagni. Un <strong>timballo </strong>composto da fettuccine e condito da un ricco ragù a base di polpette, racchiuso da strati di prosciutto crudo. Ad accompagnarlo un vino della zona come il <strong>Rosso Cesanese</strong>, che si abbina perfettamente anche ad altri piatti della Ciociaria quali gnocchi di patate, polenta con salsicce o spuntature di maiale e pecora in umido.</p>
<h4>Il sensazionale viaggio nel Lazio si chiude a<strong> Fiuggi, </strong>uno dei centri termali più celebri d’Italia, grazie alle sue acque dalle notevoli proprietà terapeutiche.</h4>
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<p>Una cittadina divisa in due parti, il borgo antico, o <strong>Fiuggi Vecchia</strong>, posta su un colle a circa 750 metri, e  <strong>Fiuggi Terme</strong>,  più in basso a circa 550 metri, dove si estendono la gran parte delle strutture ricettive e delle attività commerciali.</p>
<p>Una stazione termale che rappresenta un luogo ideale per le cure, ma anche per trascorrere un periodo di villeggiatura rilassante e pieno di stimoli culturali. Nella zona più vecchia della città, infatti, si trovano alcune architetture religiose da visitare come la <strong>Collegiata di San Pietro Apostolo</strong>, <strong>la chiesa di Santo Stefano</strong> e la <strong>Chiesa di Santa Maria del Colle.</strong></p>
<p>Nella parte bassa, invece, si presentano la <strong>Chiesa Regina Pacis</strong> e la <strong>Chiesa di Santa Teresa del Bambino Gesù.</strong> Altri edifici più moderni sono stati realizzati in stile  liberty nei primi anni del ‘900. Uno di questi è il <strong>Grand-Hotel Teatro Casinò di Piazza dell’Olmo</strong>, che oggi ospita il Teatro, un salone delle esposizioni e una scuola alberghiera.</p>
<h4>Il 2 febbraio di ogni anno Fiuggi celebra un evento particolare.</h4>
<p>Si tratta della <strong>festa delle “stuzze”</strong>, in cui vengono accesi dei grandi falò in ricordo del rogo di San Biagio che salvò il borgo dagli assalitori. Ma a Fiuggi si rispetta anche la tradizione culinaria della Ciociaria, soprattutto con le  <strong>Pappafuocchie,</strong>  pasta e fagioli cannellini tipica della zona. Spazio anche a piatti di pesce come trota, gamberi di fiume e anguille. Da provare le marzoline e tutti i formaggi ovini e caprini stagionati, accompagnati dal famoso <strong>Cesanese del Piglio</strong>, un vino DOCG che si produce nel territorio.</p>
<p><em><strong>Alessandro Campa</strong></em></p>
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		<title>RICOMINCIO DA TE, ITALIA: ITINERARI DI VIAGGIO TRA LE REGIONI DELLA PENISOLA. LA TOSCANA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2020 06:00:47 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
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					<description><![CDATA[La Toscana come non l’avete mai vista. Una culla di geni dell’arte, vini pregiati e paesaggi straordinari Un desiderio di rinascita. La voglia di ripartire dalle piccole abitudini quotidiane, ma anche di realizzare scelte più ragionate ed impegnative. Tra queste l’organizzazione di un viaggio, di una vacanza o di un semplice weekend per staccare la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69195" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/sunset-961119_1280.jpg" alt="toscana firenze" width="1280" height="937" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/sunset-961119_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/sunset-961119_1280-300x220.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/sunset-961119_1280-1024x750.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/sunset-961119_1280-768x562.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></h3>
<h3>La Toscana come non l’avete mai vista. Una culla di geni dell’arte, vini pregiati e paesaggi straordinari</h3>
<p><span id="more-69170"></span></p>
<p><strong>Un desiderio di rinascita</strong>. La voglia di ripartire dalle piccole abitudini quotidiane, ma anche di realizzare scelte più ragionate ed impegnative. Tra queste l’organizzazione di un viaggio, di una vacanza o di un semplice weekend per staccare la spina.</p>
<p>Quest’anno l’approccio al turismo sarà diverso, ma non per questo meno coinvolgente e stimolante.</p>
<p>Da situazioni difficili, a volte, possono nascere occasioni inaspettate. Ancora di più se si vive in Italia che, con la sua immensa varietà, offre degli scenari incantevoli.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>TOSCANA</strong></p>
<p>Mare, montagna, collina. La natura soddisfa tutte le esigenze e rende questa regione così unicamente affascinante.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69173" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/409201542_e93b43a91b_b.jpg" alt="" width="1024" height="685" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/409201542_e93b43a91b_b.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/409201542_e93b43a91b_b-300x201.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/409201542_e93b43a91b_b-768x514.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<h4>Una zona rappresentativa della Toscana è la <strong>Maremma.</strong></h4>
<p>Proprio da qui inizia il viaggio alla scoperta di una regione sensazionale. La Maremma, appunto, terra incontaminata a sud della Toscana, dai tratti distinti in cui la costa è accompagnata da un entroterra fatto di paesi singolari e con un passato ricchissimo.</p>
<p>A partire da <strong>Capalbio, </strong>borgo che ha mantenuto in buona sostanza intatto il suo antico impianto medievale. Dall’antico cammino di ronda che segue le mura si può ammirare uno splendido panorama su tutta la campagna circostante, mentre la <strong>Porta Senese, </strong>varco d’accesso delle antiche mura<strong>, </strong>presenta  ancora delle ante originali del Quattrocento in legno massiccio.</p>
<p>Un’atmosfera seducente si anima per le stradine del borgo e viene impreziosita dai dintorni di Capalbio con una passeggiata nella riserva naturale che circonda le sponde del <strong>Lago di Burano</strong>, dove praticare birdwatching in diversi periodi dell’anno. Nella località di <strong>Garavicchio,</strong> invece, si trova l’affascinante opera del <strong>Giardino dei Tarocchi</strong>, realizzata dall’artista francese Niki de Saint Phalle e ispirata al Parco Güell di Gaudi a Barcellona.</p>
<p>L’arte si manifesta anche grazie al <strong>Festival del cortometraggio Capalbio Cinema</strong>, che si svolge nelle prime due settimane del mese di luglio, e che richiama nella località importanti personalità nazionali e internazionali.</p>
<p>Sulle tavole di Capalbio si possono trovare alcune specialità particolari come <strong>l’acquacotta, </strong>una sorta di zuppa con verdure, pane e uova dalle origine contadine e <strong>il buglione</strong>, una zuppa di agnello preparata con verdure, vino, aceto, aromi e accompagnata da pane tostato.</p>
<p>Si continua ad esplorare la Maremma con <strong>Orbetello</strong> e la sua zona lagunare che è delimitata verso il mare da due strisce di sabbia lunghe circa sei chilometri dette “tomboli”, il <strong>Tombolo della Feniglia</strong> ed il <strong>Tombolo della Giannella</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69174" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/4422643532_91b375642c_b.jpg" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/4422643532_91b375642c_b.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/4422643532_91b375642c_b-300x225.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/4422643532_91b375642c_b-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Nel centro storico di Orbetello si possono ammirare antichi monumenti come la cinta muraria che circonda la città dai bastioni di origine etrusca, ma rinforzati nel XVI secolo dagli spagnoli. Altro notevole punto di interesse è la <strong>Cattedrale di Santa Maria Assunta</strong>, il cui rosone sembra richiamare quello del Duomo di Orvieto.</p>
<h4>Nel mese di maggio si svolge una tradizione antichissima che richiama un evento tipico del luogo.</h4>
<p>Si tratta della <strong>Corsa dei Barchini</strong>, una regata della laguna che si disputa tra i cinque Rioni di Orbetello. A febbraio, invece, si celebra <strong>il Carnevaletto da tre soldi</strong>, una sfilata di carri allegorici e gruppi mascherati,</p>
<p>Le acque lagunari di Orbetello offrono un’ottima qualità del pesce e deliziose ricette culinarie. Da provare <strong>l’anguilla sfumata</strong>, un piatto tipico della zona che da secoli i pescatori preparano secondo un&#8217;antica ricetta. Si tratta di un’anguilla affumicata, marinata e poi condita con una salsa tradizionale a base di peperone.</p>
<p>Orbetello, paese dalla particolarissima forma a mandorla, è collegato al cuore del Monte Argentario da una diga artificiale costruita nel 1841. Il <strong>Monte Argentario</strong>, splendido promontorio circondato dal mare con un paesaggio unico e dall’incantevole ambiente marino.</p>
<h4>I suoi due principali centri sono <strong>Porto Ercole e Porto Santo Stefano.</strong></h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69175" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/1669867033_5622428e4c_b.jpg" alt="" width="1023" height="658" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/1669867033_5622428e4c_b.jpg 1023w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/1669867033_5622428e4c_b-300x193.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/1669867033_5622428e4c_b-768x494.jpg 768w" sizes="(max-width: 1023px) 100vw, 1023px" /></p>
<p>Il primo si trova a sud del monte Argentario e lungo stretti vicoli si raggiunge la parte più antica del paese, dove poter scorgere la <strong>Chiesa di Sant’Erasmo</strong>, al cui interno sono custodite le tombe dei governanti spagnoli. <strong>Forte Filippo, la Rocca e Forte Stella</strong> sono tre fortificazioni che rendono Porto ercole ancora più affascinante. Queste costruzioni, perfettamente conservate e da cui si possono ammirare meravigliosi panorami sul mare, risalgono al periodo dello Stato dei Presidi, protettorato creato dal re di Spagna nel XVI secolo</p>
<p>Ma è il mare il vero punto di forza di questa località, dalla splendida spiaggia della Feniglia alle tante calette che partendo da qui è possibile raggiungere lungo la costa di tutto il promontorio.</p>
<h4>E il mare ha il ruolo principale anche a tavola.</h4>
<p>La zuppa di pesce, infatti, è il piatto tipico del luogo, originariamente preparata dai pescatori a bordo dei pescherecci con il pescato di giornata.</p>
<p>Porto Santo Stefano si presenta sul lato nord della penisola ed è una caratteristica località balneare in cui spicca la <strong>Fortezza Spagnola</strong> come suo monumento rappresentativo. Qui sono ospitate le mostre permanenti <strong>Memorie Sommerse</strong>, con reperti archeologici rinvenuti nei suoi fondali e <strong>Maestri d’Ascia</strong>, dedicata ai vecchi costruttori di navi e barche per pescatori.</p>
<p>E nel rispetto delle tradizioni <strong>il Palio Marinaro</strong> è una manifestazione folcloristica degna di nota. A Ferragosto di ogni anno si svolge una regata in cui i quattro rioni del paese si sfidano in una gara con barche a remi nelle acque del porto. Grande partecipazione popolare e senso della competizione lo rendono un evento molto atteso e apprezzato.</p>
<h4>Da Porto Santo Stefano si può partire per esplorare la vicina <strong>Isola del Giglio</strong>, un vero e proprio paradiso naturalistico.</h4>
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<p>Le acque limpide dell’isola e i fondali ricchi e pescosi permettono ai turisti e agli appassionati di diving di vivere un mare incontaminato circondato da spiagge meravigliose come quella dell’<strong>Arenella</strong>, delle <strong>Cannelle</strong> e delle <strong>Caldane</strong>.</p>
<h4><strong>Giglio Porto, Giglio Castello e Campese</strong> sono i tre centri principali dell’isola.</h4>
<p>Giglio Porto è un caratteristico porticciolo disteso su un insenatura racchiusa da due moli. Da Giglio Porto è possibile imbarcarsi per una escursione verso <strong>l’isola di Giannutri</strong>, A Cala Maestra si trova l’unica spiaggetta dell’isola, che rappresenta un vero paradiso per gli amanti dello snorkelling e delle immersioni, ma anche un luogo di importanza archeologica, data la presenza di splendidi resti di una antica villa romana.</p>
<p>Da qui una strada stretta e tortuosa sale a <strong>Giglio Castello</strong>, sede del comune. L’antico paese ha conservato il suo aspetto di borgo fortificato con alte mura medievali munite di torri, ed è costituito da una serie di vicoli, ripide scalinate scavate nella roccia e vecchie case addossate le une alle altre, dominate dalla Rocca.</p>
<p>L’isola del Giglio rappresenta anche una gioia per il palato. La macchia mediterranea qui presente si alterna agli antichi terrazzamenti costruiti per rendere possibile la coltivazioni di oliveti e vigneti, da cui si ricava il pregiato <strong>vino bianco Ansonica</strong>.</p>
<p>Una prelibatezza da assaggiare è il <strong>coniglio alla cacciatora</strong>, cucinato con pomodoro, peperoncino e le olive sotto pesto, condite con olio d’oliva, aglio, sale, semi di finocchietto e buccia d’arancia. Poi il piatto tipico, ovvero il <strong>panficato,</strong> pagnotta dolce, abbastanza morbida e dal caratteristico colore bruno a base di fichi e di noci ma anche di miele, vino e uva secca.</p>
<h4>Lasciando per un momento il mare si fa una breve tappa nell’entroterra con una visita <strong>Saturnia.</strong></h4>
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<p>Una leggenda racconta che fu Saturno, scagliando un fulmine sulla terra, a creare un vortice di acqua sulfurea e tiepida proprio in questa zona<strong>. </strong> Saturnia, infatti, si presenta come un caratteristico borgo situato in cima ad una collina e famoso per le sue sorgenti termali, dove l’acqua sgorga a una velocità di 800 litri al secondo e ad una temperatura di 37 gradi. <strong>Le Cascate del Mulino</strong> sono uno dei luoghi più affascinanti, dove la sorgente termale ha scavato nella roccia una serie di piscine naturali accessibili gratuitamente.</p>
<h4>Si prosegue per <strong>Scansano</strong>, un borgo dell’entroterra collinare maremmano, celebre per la produzione di un particolare tipo di vino rosso, <strong>il Morellino di Scansano. </strong></h4>
<p>Un vino che nasce in collina, dal sapore intenso e reso particolare dai profumi del mare. Alla vite e al vino è anche dedicato un museo all’interno del paese.</p>
<p>Una passeggiata nel centro storico di Scansano permette di ammirare vari edifici medievali e splendidi panorami sulla campagna circostante. Una visita merita la <strong>chiesa di San Giovanni Battista</strong>, di origine medioevale e trasformata in collegiata nel 1630, mentre uno di punti più caratteristici è il <strong>Convento del Petreto</strong>, un complesso religioso inserito tra boschi di querce, cipressi e pini.</p>
<p>Il <strong>Santuario di San Giorgio a Montorgiali</strong>, invece, rappresenta la meta finale di una particolare cavalcata che si svolge nel giorno del festeggiamento del santo. Ad inizio autunno poi si svolge la manifestazione <strong>Settembre a Scansano Morellino e sapori Doc</strong>, momento ideale per degustare i prodotti tipici che offre il territorio.</p>
<h4>Fino ad arrivare a <strong>Grosseto</strong>, capoluogo della Maremma, e luogo ideale per esplorare le colline circostanti e i vicini tratti di mare.</h4>
<p>Una cerchia muraria medievale ancora intatta custodisce il centro storico di Grosseto. Qui si presenta <strong>Piazza del Duomo</strong>, su cui ammirare la notevole facciata in marmi bianchi e rosa della <strong>Cattedrale di San Lorenzo</strong>, il monumento più importante della città, costruita nel XII secolo.</p>
<p>Nel centro storico di Grosseto ha sede anche il <strong>Polo culturale Le Clarisse</strong>, che ospita al suo interno sia il nuovo <strong>Museo collezione Gianfranco Luzzetti</strong>, con dipinti e sculture di periodi compresi tra il XIV e il XIX secolo, che lo spazio espositivo <strong>Clarisse Arte</strong>, riservato a mostre contemporanee e sede di un centro di documentazione. In più una visita al Museo archeologico e d’arte della Maremma può rappresentare una buona occasione per conoscere in maniera approfondita i segreti di una città poco conosciuta.</p>
<h4>Ogni anno Grosseto ospita il <strong>Game Fair,</strong> unico esempio di festival country in Italia.</h4>
<p>Evento dedicato alle attività all’aperto, in cui trascorrere tre giorni immersi nella natura tra gare di tiro sportivo, equitazione e cinofilia. Durante <strong>la notte di San Lorenzo</strong>, ad agosto, nel centro storico della città sfila la tradizionale processione aperta da un carro trainato da buoi maremmani attraverso il tipico giogo e seguito dai butteri a cavallo, i tradizionali pastori della zona.</p>
<p>Nella vicina frazione di Montepescali, chiamata anche <strong>“Balcone della Maremma”</strong> per la vista panoramica che si gode dall’alto del borgo, ha luogo ogni anno la <strong>Sagra del cinghiale e del tortello</strong>, dove poter gustare i piatti della tradizionale cucina maremmana nella piazzetta del paese. I <strong>tortelli maremmani</strong>, in realtà, sono dei ravioli di pasta ripieni di spinaci o bietole, primo piatto tipico e molto apprezzato in tutta la Maremma.</p>
<h4>Poco distante e sulla costa ecco <strong>Castiglione delle Pescaia</strong>.</h4>
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<p>Antico borgo di pescatori racchiuso tra il mare e le colline. Una località famosa per belle spiagge e grandi pinete che proseguono fino a Marina di Grosseto, dove si concludono con la magnifica <strong>Pineta del Tombolo. </strong></p>
<p>Un interessante giro nel centro storico porta alla scoperta della <strong>Rocca</strong> risalente al XV secolo e della <strong>Chiesa di San Giovanni Battista</strong> con il suo caratteristico campanile, all’interno di un edificio che un tempo serviva come deposito di munizioni.</p>
<p>Sul lato orientale del paese era presente il <strong>lago Prile</strong> che, prosciugandosi, oggi ha lasciato spazio alla riserva naturale della <strong>Diaccia Botrona</strong>, una delle più significative aree umide d’Italia. I dintorni del borgo sono ricchi di località affascinanti come <strong>Vetulonia,</strong> una delle più importanti città etrusche, in cui visitare la necropoli e il Museo archeologico, e <strong>Punta Ala</strong>, lussuosa località turistica con un porto dotato di attrezzature fra le più innovative di tutto il Mediterraneo.</p>
<p>Dal punto di vista enogastronomico, a Castiglione della Pescaia il cinghiale regna sulla tavola, ma sono da provare anche piatti a base di pesce, come<strong> il risotto alla Femminelle</strong> e il <strong>baccalà alla maremmana.</strong></p>
<h4>Sempre sulla costa tirrenica toscana si incontra <strong>Follonica</strong>.</h4>
<p>Acque limpide e spiagge dalla sabbia chiara la rendono un’importante destinazione balneare della Toscana, dove poter praticare sport acquatici e immergersi nella natura con numerosi itinerari all’interno della macchia mediterranea.</p>
<p>Qui si trova una delle spiagge più belle d’Italia, quella di <strong>Cala Violina</strong>, mentre la s<strong>piaggia di Torre Mozza</strong>, dominata da una torre saracena da cui prende il nome, è abbracciata da un mare cristallino.  Questo splendido scenario si completa con la vista dalla spiaggia dell’Isola d’Elba e dell’Isola di Montecristo</p>
<p>Lungo il litorale del golfo di Follonica, e in particolare nei pressi dell’area delle <strong>Colline Metallifere</strong>, si possono riconoscere ancora oggi i resti degli antichi forni e delle miniere. L’attività estrattiva e metallurgica ha svolto un ruolo significativo in questo territorio e viene testimoniato e documentato sia dal <strong>MAGMA</strong> di Follonica, museo delle arti in ghisa della Maremma, che dal <strong>Parco Nazionale delle Colline Metallifere Grossetane</strong>.</p>
<h4>Questa zona è punto di partenza ideale per raggiungere facilmente le isole dell’<strong>Arcipelago Toscano.</strong></h4>
<p>Il mare trasparente, le pinete affacciate su scogliere a strapiombo, le calette nascoste e le grandi spiagge di sabbia morbida sono gli elementi che lo descrivono in modo appropriato.</p>
<p>Secondo la leggenda le isole che compongono l’Arcipelago Toscano erano le gemme della collana di Venere cadute nel Tirreno. Oggi sono ancora un tesoro che viene preservato e tutelato dal<strong> Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano</strong>, che comprende un tratto di mare di oltre 600 chilometri quadrati tra Livorno e il promontorio dell’Argentario.</p>
<h4>La più grande delle isole toscane è l’<strong>Elba.</strong></h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69180" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Elba_Enfola.jpg" alt="" width="1600" height="1200" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Elba_Enfola.jpg 1600w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Elba_Enfola-300x225.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Elba_Enfola-1024x768.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Elba_Enfola-768x576.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Elba_Enfola-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Nei suoi oltre duecento chilometri quadrati contiene cultura millenaria, arte e natura e crea un’atmosfera unica dagli scenari straordinari. La sua costa offre spiagge sempre diverse, dalla sabbia dorata ai sassi, fino alla spiaggia nera, il cui colore è dovuto alla presenza di ferro.</p>
<p>L’Elba è ricca di minerali e sin dall’antichità ha rappresentato un importante centro di attività estrattive, prima con gli Etruschi ed in seguito con  i Romani. Proprio le testimonianze di questi ultimi si possono ammirare nei golfi più caratteristici dell’isola, dove sorsero le grandiose ville patrizie <strong>della Linguella, delle Grotte e di Capo Castello</strong>.</p>
<p>A metà del 1500 i Medici realizzarono la città fortificata di <strong>Portoferraio</strong>, un esempio armonioso tra architettura e mare, mentre subito dopo gli Spagnoli si insediarono a <strong>Porto Azzurro</strong> e costruirono il maestoso <strong>Forte San Giacomo</strong>. Napoleone, invece, sotto la sua amministrazione, costruì strade, riorganizzò l’economia mineraria e da un’antica chiesa sconsacrata ricavò un elegante teatro che, in seguito a lavori di restauro, oggi è sede di importanti rassegne culturali.</p>
<h4>Avere la possibilità di visitare l’<strong>isola di Montecristo</strong> rappresenta un’autentica fortuna.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69181" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Montecristo_islet-scaled.jpg" alt="" width="2000" height="1333" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Montecristo_islet-scaled.jpg 2000w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Montecristo_islet-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Montecristo_islet-1024x683.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Montecristo_islet-768x512.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Montecristo_islet-1536x1024.jpg 1536w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Montecristo_islet-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<p>Dalla fine degli anni’80 lo spazio attorno all’isola è diventato una zona di tutela biologica integrale ed è accessibile solo ad un numero limitato di visitatori all’anno, guidati dal personale del Corpo Forestale dello Stato di Follonica.</p>
<p>Da lontano l’isola si presenta come un imponente scoglio percorso da una catena montuosa che conta tre vette principali, <strong>il Monte della Fortezza, la Cima del Colle Fondo e la Coma dei Lecci</strong>. Le alture scendono sul mare lungo tutta la costa e l’unico approdo possibile è da <strong>Cala Maestra</strong>, al termine di una stretta vallata alberata dove si trova <strong>l’ex Villa Reale</strong>, unica costruzione dell’isola.</p>
<p>I sentieri percorribili sono tutti piuttosto impegnativi e consentono di arrivare ai resti del <strong>Convento di San Mamiliano,</strong> a circa un’ora e dieci di cammino da Cala Maestra, per proseguire fino alla <strong>Grotta del Santo</strong>, situata a circa 40 minuti dal Monastero, un luogo ideale e caratteristico dove il silenzio regna ovunque.</p>
<p>Nonostante la particolare bellezza dell’isola, qui sono vietate la balneazione, la pesca entro le tre miglia e la navigazione entro mille metri dalla linea di costa. Chiunque voglia visitare l’isola di Montecristo deve contattare l’Info Park che organizza escursioni e visite speciali con guide autorizzate.</p>
<h4>In un territorio totalmente pianeggiante si trova <strong>l’isola di Pianosa</strong>, la più vicina all’Elba.</h4>
<p>Una località che per un arco di tempo è stata sede di un penitenziario, istituito nel 1856 dal Granducato di Toscana e rimasto attivo fino al 1998.  Questa condizione ha curiosamente salvaguardato l’isola, creando un ambiente naturale unico, dalle acque limpide e da fondali incantevoli, ideali per gli amanti delle immersioni.</p>
<p>La costa di Pianosa alterna tratti rocciosi a splendide baie di arena, la più nota delle quali è <strong>Cala San Giovanni</strong>, particolare spiaggia di sabbia bianca. Ma a Pianosa è possibile scoprire anche le numerose tracce che hanno lasciato gli insediamenti presenti già dalla preistoria. Tra questi una necropoli dell’età del rame, una villa Romana e le catacombe paleocristiane. La <strong>Casa del Parco</strong> a Villa Literno è il punto centrale in cui ricevere informazioni sul patrimonio naturale e storico dell’isola.</p>
<h4>Un angolo di paradiso è rappresentato dall’<strong>isola di Capraia</strong>.</h4>
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<p>Meta perfetta per gli amanti del mare che qui hanno l’occasione di fare gite in barca e scoprire splendide calette o spiagge incantevoli.  All’interno dell’isola si viene ammaliati dai colorati frutti del corbezzolo e avvolti dall’odore del mirto.</p>
<p>L’isola mostra ancora oggi le opere di fortificazione costruite al tempo del dominio genovese, come il <strong>forte San Giorgio</strong> e <strong>la torretta del Bagno</strong>, mentre nella piazza principale del paese è possibile ammirare la <strong>chiesa di San Nicola</strong>, al cui interno si trova una statua lignea dedicata al Santo, che è stata recuperata dal mare.</p>
<p>Lasciandosi alle spalle il porticciolo di Marina di Capraia si possono esplorare campi e terreni coltivati dalle aziende agricole locali che producono marmellate, conserve, grappe, formaggi, miele Per approfondire la storia mineraria dell’isola, invece, è consigliata la visita a bordo di una jeep nel <strong>Parco di Rio Marina</strong>, caratterizzato da crateri argentei e vecchi impianti di lavorazione di quarzo e marmi.</p>
<h4>La <strong>Sagra del Totano</strong> è sicuramente l’evento più importante dell’isola e ha luogo ogni anno a novembre.</h4>
<p>La manifestazione si divide in due momenti principali, la gara di pesca del totano e la sagra vera e propria, con stand enogastronomici. Nelle stagioni primaverili e autunnali arriva il <strong>Walking Festival</strong>, con appuntamenti ed escursioni che consentono di scoprire le bellezze dell’isola a piedi, in compagnia di guide specializzate.</p>
<p>Lasciate le isole si continua a scoprire il versante tirrenico toscano con una peculiarità come la <strong>Costa degli Etruschi</strong>. Un nome che presenta il territorio costiero preferito dagli Etruschi, che qui hanno lasciato in ogni angolo tracce di zone affascinanti e misteriose.</p>
<h4>Una delle principali località di questa costa è <strong>Piombino</strong> che si distende su un promontorio di fronte alle isole dell’Arcipelago Toscano.</h4>
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<p>Piombino presenta un centro storico protetto in parte da una bella cinta muraria, che conserva monumenti come le <strong>Fonti di Marina</strong>, dove si approvvigionavano le navi, la trecentesca e bella <strong>Casa delle Bifore</strong>, e poi le chiese, tra cui sono da ricordare la <strong>Concattedrale di Sant’Antimo e  la Cappella della Cittadella.</strong></p>
<p>Le stradine lastricate conducono al maestoso Castello, sede del <strong>Museo del Castello e delle ceramiche medievali di Piombino</strong>, splendida costruzione il cui nucleo originario risale al 1200. Da <strong>Piazza Bovio</strong>, la più grande piazza sul mare d’Europa su cui si affaccia <strong>Palazzo Appiani</strong>, lo sguardo spazia sulla costa e sulle isole dell’Arcipelago.</p>
<h4>Piombino è il punto di partenza ideale per scoprire la Costa degli Etruschi.</h4>
<p>Da qui si arriva in poco tempo al <strong>Parco Archeologico di Baratti e Populonia</strong>, un vero e proprio museo della civiltà etrusca a cielo aperto affacciato sul Tirreno. Qui si trovano i resti dell’antica Populonia, l’unica città etrusca costruita sul mare. Nella parte bassa del parco archeologico è possibile visitare le due Necropoli etrusche, <strong>San Cerbone e delle Grotte</strong>. Nella parte alta, costituita dall’Acropoli di Populonia, si ammirano i templi, gli edifici, i mosaici e le strade dell’epoca romana.</p>
<p>La necropoli monumentale di San Cerbone, l’unica tra quelle etrusche a essere stata costruita in riva al mare, conserva i resti degli edifici adibiti alla lavorazione dei metalli. Sulle colline le aree di cava si alternano alla suggestiva necropoli delle Grotte, costituita da tombe a camera scavate nella roccia</p>
<p><strong>Populonia</strong>, infatti, è un’importantissima città etrusca, uno dei dodici centri chiamate Dodecapoli, le città-stato che facevano parte dell’Etruria.</p>
<p>In cima ad una collina circondata dal mare cristallino, l’antico abitato si trova su uno dei promontori che formano il Golfo di Baratti, dove andare alla scoperta di varie calette nascoste.</p>
<h4>Si prosegue a nord per <strong>Cecina,</strong> una cittadina della Costa degli Etruschi di origini antichissime.</h4>
<p>Una visita al <strong>Museo Civico Archeologico Guerrazzi</strong>, allestito nella settecentesca <strong>Villa La Cinquantina</strong>, permette di scoprire suggestivi reperti arcaici ed etrusco-romani, tra cui monili, oggetti in bronzo, ceramiche e suppellettili.  Gli amanti dell’arte classica possono visitare la <strong>Villa romana di San Vincenzino</strong>, un complesso residenziale che risale al periodo tra il I secolo a.C. e il V secolo d.C, di cui sono visibili i mosaici, i pavimenti e l&#8217;intatta cisterna sotterranea.</p>
<p>Cecina è da sempre caratterizzata dal suo stretto rapporto con la costa e la sua <strong>Marina</strong>. Quest’ultima si presenta come località balneare circondata da vaste pinete marittime secolari che si affacciano sull’arenile lungo quindici chilometri e costituiscono la <strong>Riserva Naturale Biogenetica dei Tomboli di Cecina</strong>, lunghi cordoni di dune ricoperti da una fitta vegetazione che dalla spiaggia si spingono verso l’interno.</p>
<h4>Cecina è un luogo consigliato per assaggiare piatti a base di pesce e di carne da allevamenti locali.</h4>
<p>Il territorio è anche attraversato dalla prestigiosa <strong>Strada del Vino della Costa degli Etruschi</strong>, ed è al centro di produzioni vinicole di qualità, come i vini <strong>Bolgheri DOC, Suvereto DOCG e  Rosso della Val di Cornia DOCG.</strong></p>
<p>Prima di arrivare a Livorno merita una visita <strong>Castiglioncello</strong>, antico villaggio etrusco dalle rosse scogliere a picco sul mare e dalle spiagge e calette bagnate dall’acqua trasparente. Il mare che circonda la costa rocciosa tra Chioma a Castiglioncello e le lunghe distese di spiaggia tra Rosignano e Vada, sono noti per la ricchezza dei fondali. Uno dei luoghi preferiti da pescatori e appassionati di snorkeling assieme agli amanti della vela e del windsurf.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69184" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Castiglioncello-scaled.jpg" alt="" width="2000" height="1334" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Castiglioncello-scaled.jpg 2000w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Castiglioncello-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Castiglioncello-1024x683.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Castiglioncello-768x512.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Castiglioncello-1536x1024.jpg 1536w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Castiglioncello-2048x1366.jpg 2048w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<p>Castiglioncello è divenuta nel tempo un centro culturalmente molto vivace e lo continua a testimoniare il <strong>Castello Pasquini</strong>, in cui ogni anno si svolgono manifestazioni culturali, rassegne di danza, premi letterari e filosofici. In tema di eventi, il <strong>Foodies Festival</strong> si svolge a Castiglioncello e nelle frazioni limitrofe nel periodo primaverile. Si tratta di un appuntamento dedicato al gusto e alle ricette della tradizione, mentre gli amanti della cucina marinara vengono allietati a giugno con la storica <strong>Festa del Pesce</strong>.</p>
<h4>Un grande rapporto tra mare e cultura viene presentato da <strong>Livorno</strong>.</h4>
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<p>Una città di porto che, attraverso i secoli, ha visto nello scambio di culture una risorsa da valorizzare continuamente. Lo racconta la sua storia, divenendo nel 1600 una città di accoglienza per tutti i perseguitati religiosi, politici o razziali, e arricchendosi dell’intraprendenza e delle usanze di svariate nazioni straniere. Testimonianze ancora vive negli edifici di culto, negli archivi e nella gastronomia della città.</p>
<p>Nel cuore della città si può visitare la <strong>Cattedrale di San Francesco</strong>, Duomo di Livorno, mentre passeggiando per i vicoli storici si incontra <strong>Piazza Grande e Piazza delle Repubblica</strong>, detta il Voltone. Una scoperta particolare della città avviene seguendo un itinerario chiamato <strong>la Piccola Venezia</strong>, fatto di canali da percorrere in battello che conduce fino ai luoghi rinascimentali del centro città.</p>
<h4>Uno dei simboli di Livorno è il <strong>monumento dei quattro Mori</strong>, vicino al porto.</h4>
<p>A guardia di quest’ultimo, c’è la <strong>Fortezza Vecchia</strong>, in cui spicca il maestoso <strong>Mastio di Matilde</strong>, unito per vie d’acqua alla Fortezza Nuova, cuore del centro cittadino. Ma un’altra bellezza che si trova in città è sicuramente la <strong>Terrazza Mascagni</strong> con il suo particolarissimo pavimento a scacchiera bianco e nero, mentre il <strong>Museo Mascagnano</strong>, dedicato alla musica è ospitato nello storico Teatro Goldoni.</p>
<p>La scoperta della città si potrebbe concludere con una passeggiata tra i villini liberty del <strong>quartiere Ardenza,</strong> alle spalle del lungomare.  Non può mancare una visita dell&#8217;imponente tempio del gusto di Livorno, il <strong>grande Mercato delle Vettovaglie</strong>, considerato uno dei più grandi mercati storici d’Europa.</p>
<p>Il piatto principe della cucina livornese è il <strong>Cacciucco</strong> che non è solo una semplice zuppa di pesce, ma un insieme di diversi pesci, come se rappresentasse un miscuglio di genti, un piatto della fratellanza.</p>
<h4>Tra il tipico street-food locale, invece, si trova <strong>il 5 e 5</strong>, una torta salata di ceci fra due fette di pane francese.</h4>
<p>Ogni anno, a metà giugno, si svolge il <strong>Cacciucco Pride</strong>, tre giorni di festa per celebrare il famoso piatto tipico della cucina povera livornese. A fine luglio, invece, si celebra la festa più partecipata dell’estate livornese<strong>, Effetto Venezia</strong>, che per cinque serate anima il cuore antico della città, il quartiere La Venezia, caratterizzato da ponti e canali navigabili.</p>
<p>Nel mare di fronte a Livorno si affaccia <strong>l’isola di Gorgona</strong>, la più piccola dell’Arcipelago Toscano, quasi interamente montuosa e riccamente coperta dalla tipica macchia mediterranea. Una parte dell’isola è attualmente sede di un penitenziario, realizzato come succursale di quella di Pianosa e ospitato a <strong>Villa Margherita</strong>, costruita sui resti di antichissimi insediamenti etrusco-romani.  L’accesso all’isola è consentito a tutti, ma severamente regolato nel numero di un centinaio di persone al giorno. Le escursioni all’isola si possono effettuare solo tramite una guida e non è possibile muoversi individualmente.</p>
<p>L’isola di Gorgona si trova nel cuore del cosiddetto <strong>Santuario Internazionale dei Cetacei,</strong> dove è facile ammirare delfini e balene e per questo motivo le sue acque sono oggetto di continui studi. Lungo la costa si incontrano meravigliose insenature e baie come <strong>Costa dei Gabbiani</strong> e <strong>Cala Scirocco</strong>, dove si apre la <strong>Grotta del Bue Marino</strong>, mentre il centro principale dell’isola è costituito da un antico borgo di pescatori in cui risiedono una settantina di persone.</p>
<h4>Da Livorno si prosegue in direzione di un’altra tappa fondamentale come <strong>Pisa.</strong></h4>
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<p>Una città dagli incredibili profili storici che raggiunse il culmine all’epoca delle Repubbliche Marinare. Un periodo, questo, che permise di rendere il centro della città un cuore di tesori artistici, in cui risaltano chiese romaniche e gotiche.</p>
<p>A partire dal <strong>Battistero </strong>fino al <strong>Camposanto Monumentale</strong>, che si affaccia su <strong>Piazza dei Miracoli</strong> articolando i suoi 130 metri in 43 arcate cieche. La <strong>Cattedrale,</strong> fondata nel 1063, è il capolavoro assoluto dell&#8217;architettura romanico-pisana, mentre alle sue spalle non smette mai di stupire la famosa <strong>Torre </strong>pendente.</p>
<p>Muovendosi tra vicoli e lungarni si scoprono altri gioielli architettonici come <strong>Santa Maria della Spina</strong>, la sede della Scuola Normale in <strong>Piazza dei Cavalieri</strong> e le esposizioni di <strong>Palazzo Blu</strong>. Da non perdere la passeggiata ad alta quota lungo il <strong>camminamento delle Mura</strong>, che con i suoi undici metri di altezza, offre la possibilità di osservare la città da un’inedita prospettiva.</p>
<h4>Ma non solo centro storico.</h4>
<p>La natura che circonda la città è una piacevole scoperta con il <strong>Parco Naturale di Migliarino, San Rossore e Massaciuccol</strong>i. La Tenuta di San Rossore, il cuore del parco, è la più grande pineta d’Europa e si estende fino al mare, tra boschi di lecci, pini marittimi e dune da scoprire a piedi o in bicicletta.</p>
<p>Percorrendo il viale D’Annunzio da Pisa verso il mare si arriva a <strong>Marina di Pisa</strong>, presentata da uno scenario singolare, da un lato la lunga curva dell’arenile della Tenuta di San Rossore, alle spalle il profilo delle Alpi Apuane e di fronte la linea dell’orizzonte che si perde verso il mare.</p>
<p>Il mese di giugno è ricco di eventi storici a Pisa, come la <strong>Luminara, il Palio di San Ranieri, il Gioco del Ponte</strong> e la singolare <strong>Regata delle Antiche Repubbliche Marinare</strong>. Un’antica tradizione della Repubblica Pisana che rivive dal 1956 in una competizione in cui, ogni quattro anni, si affrontano sull’Arno le imbarcazioni delle antiche repubbliche.</p>
<p>Il percorso sulla costa tirrenica toscana continua in <strong>Versilia, </strong>un lembo di costa che si estende per una ventina di chilometri, tra colline coltivate a ulivo e vite, lidi sabbiosi e ricca vegetazione mediterranea. La presenza di siti archeologici, borghi medievali e fortezze sono segni di un passato che ha delineato le principali città.</p>
<h4>Tra queste <strong>Viareggio, </strong>situata fra il mare e le vette delle Alpi Apuane, è sicuramente la città più importante della Versilia.</h4>
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<p><strong>Villa Argentina</strong> e il <strong>Caffè Margherita</strong> si annoverano tra gli elementi più notevoli da menzionare. Nel centro di Viareggio si trova il <strong>Museo delle Marineria</strong>, un percorso affascinante per scoprire la vita e il lavoro dei marinai. A questo si aggiungono i <strong>Musei Civici di Villa Paolina</strong> e le raffinate decorazioni art-deco che caratterizzano le ville sparse in tutta la città.</p>
<p>Viareggio ha un rapporto quasi simbiotico con il <strong>Carnevale.</strong> Una tradizione che rivive ogni anno attraverso la sfilata dei carri allegorici di cartapesta, con spettacoli che attraggono turisti da tutto il mondo. Dopo la sfilata il divertimento continua con i <strong>rioni</strong>, ovvero le feste che in ogni weekend del Carnevale coinvolgono a turno i quattro quartieri della città con maschere, musica e danze.</p>
<p>La città inoltre ha dedicato alla sua storica manifestazione la <strong>Cittadella del Carnevale</strong>, un grande parco urbano dove lavorano i maestri della cartapesta, gli artigiani viareggini che costruiscono a mano i giganteschi carri allegorici.</p>
<h4>Una delle zone più rappresentative è il <strong>Mercato di Viareggio</strong>.</h4>
<p>Un centro rionale dove tuffarsi nei sapori e nei profumi della cucina locale, tra le ricette che vengono dal mare, come l’immancabile caciucco oppure gli spaghetti alla marinara e allo scoglio.</p>
<p>Si procede verso nord arrivando a<strong> Pietrasanta</strong>, affascinante città di origine medievale dalla vocazione artistica che ha radici antichissime ed è strettamente connessa alla lavorazione del marmo. A ricordarlo bastano la presenza di vecchi laboratori e le raffinate decorazioni delle tante chiese che arricchiscono le strade e le piazze del centro.</p>
<p>Proprio tra le chiese spicca il notevole <strong>Duomo di San Martino</strong> che, affacciato sulla bellissima Piazza Duomo, conserva al suo interno pregevoli opere. Sulla stessa piazza si trova il <strong>Teatro Comunale e la Chiesa di Sant’Agostino</strong>, che oggi ospita il <strong>Museo dei Bozzetti Pierluigi Gherardi</strong>, che conserva una raccolta di 700 bozzetti in gesso di sculture di artisti italiani e stranieri.</p>
<p><strong>Valdicastello</strong>, piccolo borgo nel comune di Pietrasanta, <strong>permette di visitare la casa natale di Giosuè Carducci</strong>, dedicata alla memoria del poeta, dove sono presenti arredi, ricordi e pannelli illustrativi relativi alla sua vita.</p>
<p>L’estate è il periodo migliore per recarsi a Pietrasanta, quando in città si moltiplicano mostre e rassegne d’arte, così come gli spettacoli nella <strong>Parco della Villa Versiliana</strong> a Marina di Pietrasanta. A novembre si festeggia il patrono con la <strong>fiera di San Martino</strong> e nella splendida cornice del centro storico ha luogo la mostra mercato con espositori e produttori del settore alimentare provenienti da tutta Italia.</p>
<p>Continuando a risalire la costa si incontra la <strong>Riviera Apuana, </strong>caratterizzata da spiagge finissime di sabbia e da maestose montagne di marmo. Una litorale in cui alternare rilassanti giornate di mare ad escursioni sulle meraviglie della montagna.</p>
<h4>In una conca naturale incastonata tra le Alpi Apuane si inserisce<strong> Massa.</strong></h4>
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<p>Una graziosa cittadina, il cui centro è caratterizzato dall’imponente presenza del <strong>Palazzo Ducale</strong> di Piazza degli Aranci e dal <strong>Museo Diocesano</strong>, dove si possono ammirare opere che rappresentano la storia artistica e religiosa della città, tra cui il trittico di Bernardino del Castelletto, il tesoro della Cattedrale, e altre espressioni di devozione popolare.</p>
<p>Dal <strong>Castello Malaspina</strong> si gode uno dei più bei panorami sulla città, sulle Apuane e sulla riviera, mentre gli amanti dell’architettura moderna e contemporanea possono ammirare la chiesa di <strong>San Sebastiano </strong>e continuare la visita con il <strong>Teatro Guglielmi</strong> e l’antica <strong>Chiesa della Misericordia</strong>,</p>
<p>Uno degli eventi più sentiti della città ha luogo il 4 ottobre con la <strong>Festa di San Francesco d’Assisi</strong>, patrono di Massa. Oltre alla tradizionale celebrazione liturgica, le strade si riempiono di bancarelle e visitatori. Tra le specialità culinarie del luogo la celebre <strong>Torta di riso</strong>, simbolo della cucina locale e preparata nel periodo pasquale, ma da assaggiare anche la <strong>torta d’erbi, di castagnaccio e di pecorino </strong>accompagnate da un buon calice di <strong>vino Candia dei Colli Apuani</strong>.</p>
<h4>Nella Riviera Apuana si presenta un altro piccolo gioiello come<strong> Carrara</strong>, da sempre conosciuta come la città del marmo.</h4>
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<p>L’identità di questo antico centro si lega a questa pietra limpida che si estrae dalle cave presenti in questa zona sin dall’epoca romana.</p>
<p>Cuore della città è Piazza Duomo, dove si trova la <strong>Collegiata di Sant’Andrea</strong>, divenuta in seguito splendida Cattedrale con una facciata interamente rivestita di marmo bianco  alternato a delle fasce di marmo nero di Colonnata. Il <strong>Castello dei Malaspina</strong> è un importante emblema di Carrara, rocca difensiva trasformata nel tempo in una stupenda residenza signorile, sede dell’<strong>Accademia di Belle Arti.</strong></p>
<h4>Il <strong>Museo Civico del Marmo</strong> consente di approfondire meglio storia e vocazione della città.</h4>
<p>Il suo spazio espositivo si divide in sei sezioni interne e un’area esterna che offrono un’immagine affascinante del patrimonio locale, spaziando dall’archeologia romana e storia del territorio fino ad illustrare le tecniche più innovative di scultura moderna in marmo e altri materiali</p>
<p>Nella spettacolare cornice delle cave di marmo, ad agosto, si può assistere ad un evento particolare. Si tratta della <strong>Rievocazione Storica della Lizzatura</strong>, antico metodo con il quale i cavatori trasportavano i blocchi di marmo, che facevano scivolare sopra legni insaponati e in seguito trasportati a valle con l’aiuto dei carri trainati da buoi.</p>
<h4>Ed è sempre legata al marmo la produzione di uno dei prodotti della gastronomia locale più conosciuti al mondo, <strong>il lardo di Colonnata IGP</strong>.</h4>
<p>Il prodotto viene ricavato dalla parte grassa del dorso del maiale, lavorato con erbe aromatiche e lasciato stagionare all’interno di apposite conche di marmo. Un’autentica prelibatezza che ha assunto la denominazione del luogo dov’è portato a stagionare, ovvero Colonnata, un minuscolo borgo di cavatori delle Alpi Apuane, circondato da singolari cave di marmo.</p>
<p>La visita di Carrara si può concludere con una gita nel <strong>Parco delle Alpi Apuane</strong>, le cui vette circondano la città. Questa catena montuosa, unica per le sue caratteristiche, si sviluppa per 60 chilometri ed è conosciuta sia per la bellezza dei propri marmi, che per le profondità che si aprono tra le montagne e gli splendidi panorami che si estendono dalle cime candide fino alla costa tirrenica</p>
<h4>Tra le Alpi Apuane e l&#8217;Appennino Tosco-Emiliano si trova un territorio incantevole tutto da scoprire,<strong> la Garfagnana.</strong></h4>
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<p>Qui la natura domina incontrastata, con foreste che sono ancora incontaminate e vette che superano i 2000 metri. La punta più alta della Toscana svetta proprio in Garfagnana ed è il <strong>Monte Prado</strong>, che nei pressi di <strong>Sillan</strong>o tocca i 2054 metri di altezza. Protetti dalle montagne, tanti piccoli e grandi centri, uniti nel regalare panorami splendidi e curiosità uniche.</p>
<p>E tra questi ecco <strong>Castelnuovo di Garfagnana</strong>, capoluogo e cuore verde della Garfagnana. La <strong>Rocca Ariostesca</strong> è il simbolo della cittadina e regna sula piazza principale del centro storico con la sua mole a trapezio. Attualmente ospita gli uffici comunali, l&#8217;archivio storico e il <strong>Museo Archeologico del Territorio della Garfagnana. </strong></p>
<p>Di notevole interesse è anche il <strong>Duomo</strong>, intitolato ai Santi Pietro e Paolo e costruito nel 1500 sulle rovine di una chiesa romanica dell’XI secolo. All’interno si trovano la Pala di San Giuseppe e un Crocifisso Ligneo del XV secolo noto come Cristo Nero. Nelle vicinanze del paese è da vedere anche la <strong>Fortezza di Mont’Alfonso</strong>, costruita alla fine del Cinquecento come ultimo presidio del Ducato di Ferrara.</p>
<p>Tra le principali manifestazioni organizzate nel mese di agosto si annoverano la <strong>Settimana del Commercio</strong>, che offre una serie di eventi, spettacoli e mostre per dieci giorni nel periodo di Ferragosto e il <strong>Festival della Magia e dell’Illusionismo</strong>. Ma l’evento centrale dell’anno culturale del paese è il <strong>Festival dell’International Academy of Music of New York</strong>, che porta in Garfagnana a giugno e luglio alcuni tra i migliori interpreti di musica da camera della scena internazionale.</p>
<p>I piatti caratteristici da assaggiare sono la zuppa, le torte o le insalate preparate con il farro della Garfagnana IGP, un cereale antichissimo alla base dell&#8217;alimentazione delle popolazioni Romane. Altra eccellenza locale e ingrediente di molti piatti è la <strong>Farina di neccio DOP</strong>.</p>
<h4>Tra le ricette tipiche i <strong>manafregoli</strong>, farina di neccio cotta con il latte, il castagnaccio e il pane di patate della Garfagnana.</h4>
<p>Segue<strong> Borgo a Mozzano</strong>, famoso per la presenza del Ponte della Maddalena, magnifica e un po’ visionaria struttura medievale. Fatto costruire da Matilde di Canossa, è conosciuto da tutti come il <strong>Ponte del Diavolo</strong>. La marcata asimmetria delle sue arcate è spiegata da una leggenda sulle sue origini.</p>
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<p>Si narra che questa grande struttura fosse stata costruita con l’aiuto del demonio che, in cambio della costruzione del ponte, avrebbe preteso l’anima di chi per primo l’avesse attraversato. I paesani, per aggirare l’accordo, avrebbero fatto fare la passerella inaugurale sul ponte a una capra e il Diavolo, per rivalsa, avrebbe modificato così l’ampiezza delle arcate.</p>
<p>Nel centro, il nucleo antico del paese si snoda attorno a tre vie principali, su cui si affacciano palazzi medievali circondati da orti e giardini. Come in tutta la Garfagnana, il paese e le sue frazioni sono caratterizzati dalla presenza di belle e antiche chiese medievali, tra cui la <strong>Chiesa di San Jacopo</strong>, riconoscibile grazie alla sua imponente torre campanaria.</p>
<h4>Degno di nota anche il <strong>Convento di San Francesco</strong>, con la chiesa barocca e l’elegante chiostro cinquecentesco.</h4>
<p>Periodicamente Borgo a Mozzano è palcoscenico di una serie di interessanti manifestazioni. Per gli amanti dei fiori ecco la <strong>Biennale dell’Azalea</strong>, una mostra mercato che si svolge in aprile. Molto sorprendente è anche la <strong>Sagra del Baccalà</strong>, organizzata ogni primo maggio nella frazione di Anchiano in collaborazione con la città norvegese di Aalesund.</p>
<p>La secolare tradizione norcina della Garfagnana si rispecchia nel <strong>Biroldo</strong>, l&#8217;unico salume a livello regionale ottenuto utilizzando in maniera esclusiva la testa del maiale, conferendogli grande morbidezza e delicatezza.</p>
<h4>Da qui si procede verso sud arrivando a <strong>Lucca.</strong></h4>
<p>Soprannominata la <strong>Città dalle 100 chiese</strong>, per la sua incredibile collezione di luoghi di culto, le vicissitudini storiche hanno reso Lucca una splendida isola fortificata, che conserva all’interno delle sue mura un vero e proprio patrimonio artistico e architettonico.</p>
<p>Ed è proprio la splendida ed intatta cinta muraria che accoglie i visitatori, con i suoi oltre quattro chilometri e dieci baluardi che rappresentano ancora oggi un meraviglioso ed unico  punto di vista sulla città. Uno dei tesori di Lucca è sicuramente il Duomo di San Martino, con la sua facciata romanica che colpisce per la sua asimmetria</p>
<h4>Lucca è diventata un vero e proprio scenario fantasy.</h4>
<p>Ogni anno ad ottobre, tra le strade della città, va in scena il <strong>Lucca Comics &amp; Games</strong>, la più importante fiera italiana dedicata al fumetto, all’animazione e ai giochi di ruolo. Una manifestazione che fa delle antica mura e delle strette strade un coloratissimo carnevale fuori stagione. Negli ultimi anni, d’estate, la città è diventata un importante punto di riferimento per quanto riguarda la musica, grazie al <strong>Lucca Summer Festival</strong> che vede esibirsi in città alcuni tra i più quotati artisti del panorama internazionale.</p>
<p>Spostandosi nella zona della <strong>Valdinievole</strong> si incontra una località affascinante come <strong>Montecatini Terme</strong>, che deve la sua notorietà alla proprietà terapeutiche delle sue acque, alla raffinatezza degli edifici e al patrimonio architettonico costruito intorno alle sorgenti.</p>
<p>Qui la salute e il benessere regnano sovrani. Le <strong>Terme di Montecatini</strong> devono la loro fama alle acque che fluiscono dalle profondità del suolo e che dopo un lungo tragitto attraverso depositi di calcare e argilla sgorgano in stabilimenti termali immersi in parchi meravigliosi.</p>
<p>Alcuni degli appuntamenti più importanti della vita artistica e culturale di Montecatini Terme si svolgono tra giugno e settembre, tra cui <strong>Estate Regina</strong>, rassegna di concerti premi ed eventi legati al mondo della musica classica, molti dei quali si svolgono all’interno del <strong>Teatro Verdi.</strong></p>
<p>A pochi passi da Montecatini si trova <strong>Monsummano Terme</strong>, contraddistinta dalla presenza della <strong>grotta Giusti</strong>, una galleria sotterranea custodita in un parco secolare e tanto meravigliosa da essere stata definita dal maestro Giuseppe Verdi come l’ottava meraviglia del mondo.</p>
<p>In questo territorio sono assolutamente da provare le <strong>cialde di Montecatini</strong>, un delizioso biscotto a cerchio, realizzato da due sfoglie con al centro una farcitura di mandorle, perfetto per accompagnare del té o dei vini dolci.</p>
<h4>Dopo aver rilassato il corpo e la mente si fa un piccolo viaggio nella cultura con<strong> Pistoia.</strong></h4>
<p>Seducente città offre un percorso ricco di chiese, chiostri, palazzi, musei e monumenti che ruotano intorno a una piazza del Duomo tra le più affascinanti d’Italia.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69193" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/italy-3603919_1280.jpg" alt="" width="1280" height="933" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/italy-3603919_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/italy-3603919_1280-300x219.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/italy-3603919_1280-1024x746.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/italy-3603919_1280-768x560.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Proprio quest’ultima è ancora oggi circondata dai principali edifici che nei secoli hanno caratterizzato la vita politica e religiosa della città, come il <strong>Palazzo Comunale</strong>, <strong>la Cattedrale di San Zeno, e il Palazzo dei Vescovi. </strong>La caratteristica <strong>Piazza della Sala</strong> appartiene al nucleo più antico, che include diversi edifici sacri a testimonianza della centralità della religione nella storia di Pistoia.</p>
<p>Tra le strade di Pistoia si scoprono altre opere inaspettate e preziose come l’Ospedale del Ceppo, la <strong>pieve di Sant’Andrea</strong>, o ancora la <strong>Chiesa del Tau</strong>, completamente decorata di bellissimi affreschi medievali. Un altro particolare edificio religioso è la <strong>chiesa di San Giovanni Fuorcivitas</strong>, decorata all’esterno da marmi bianchi e neri, mentre poco oltre si può raggiungere il complesso della <strong>chiesa di San Filippo Neri e della Biblioteca Fabroniana.</strong></p>
<p>Ma per conoscere ancora meglio Pistoia è necessario uscire dal centro della città e scoprire i colli che la circondano, da esplorare perdendosi tra i sentieri dell’<strong>Ecomuseo della Montagna Pistoiese. </strong></p>
<h4>Le famose stazioni sciistiche, tra cui <strong>Abetone e Doganaccia</strong>, sono frequentate ogni anno da appassionati di sci e snowboard.</h4>
<p>Queste vette, però, sono ideali anche per il trekking e tra i percorsi più interessanti ci sono quelli del <strong>Monte Gomito, del Monte Cimone e del Libro Aperto</strong>, nonché i percorsi che portano ad ammirare i suggestivi laghi Nero e Scaffaiolo.</p>
<p>Gli amanti della musica possono visitare Pistoia nel mese di luglio, in occasione del <strong>Festival Pistoia Blues</strong> in piazza del Duomo, mentre chi preferisce il folklore può fermarsi a seguire la <strong>Giostra dell’orso</strong>, che ripropone le imprese gloriose di un torneo medievale in costume.</p>
<p>Una specialità da gustare a Pistoia è la <strong>zuppa del carcerato</strong>, a base di pane raffermo e brodo di carne, una delle ricette più caratteristiche dell’area. Il nome deriva da un fatto storico, poiché un tempo il piatto veniva cucinato per i prigionieri del carcere cittadino. Si conclude il pasto con gli originali <strong>confetti «a riccio»</strong> di Pistoia, ottenuti seguendo antichi sistemi di lavorazione.</p>
<h4>Si prosegue per<strong> Prato</strong>, una città in cui avviene l’incontro tra il fascino antico del centro storico e le strutture moderne.</h4>
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<p>Una forte combinazione che ha fatto diventare Prato una moderna cittadina multiculturale. E come ogni città in fermento la conoscenza passa anche attraverso quella delle sue comunità. Quella cinese qui è importante e ben radicata nel territorio.</p>
<p>Una delle prime cose che attirano l’attenzione all’interno della cerchia muraria è il <strong>Castello dell&#8217;Imperatore,</strong> unica testimonianza storica di architettura sveva nell&#8217;Italia centro-settentrionale. A poca distanza <strong>Piazza Duomo</strong> ospita la <strong>Cattedrale di Santo Stefano</strong>, sulla cui estremità destra della facciata spicca il singolarissimo disco del pulpito esterno di Donatello e Michelozzo.</p>
<p>Una passeggiata nel centro storico permette di visitare il <strong>Palazzo Pretorio</strong>, le <strong>chiese di San Francesco, di San Domenico, di Sant’Agostino e dello Spirito Santo</strong>, concludendosi al <strong>Museo dell&#8217;Opera del Duomo, </strong>dove sono custodite opere di grandi artisti come Filippo Lippi, Donatello, Michelozzo. Vale la pena soffermarsi anche alla <strong>Fontana del Bacchino</strong>, monumento simbolo della città. L’originale è conservato all’interno del cortile del Municipio, mentre quella che si può osservare nella piazza del Comune è una copia del Novecento.</p>
<p>Per completare la visita nel centro è consigliabile il <strong>Museo del Tessuto</strong>, singolare e istruttiva espressione della storia tessile della città. All’interno del Museo sono conservati campioni che vanno dal V secolo fino ai nostri giorni. L’edificio che ospita il museo è un monumento di archeologia industriale, trattandosi dell&#8217;unico grande complesso produttivo ottocentesco ancora esistente all&#8217;interno delle mura medievali.</p>
<p>A Prato la pasticceria è un’arte e i pasticceri dei veri artisti premiati a livello mondiale con i prodotti come la <strong>torta sette veli</strong>, dolce formato da un fondo di morbido savoiardo al cioccolato e gianduia ai cereali, una mousse al cioccolato fondente , bavarese di nocciole pralinate e sfoglie di cioccolato,   e i celebri <strong>Cantuccini di Prato</strong> con la mandorla.</p>
<h4>Su queste note dolci si arriva in una culla artistica come<strong> Firenze</strong>.</h4>
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<p>Meta imprescindibile in un viaggio in Toscana ed eccezionale patrimonio di tesori artistici. Tra una passeggiata lungo gli incantevoli lungarni oppure tra i vicoli dell’Oltrarno e nelle stradine di San Niccolò si viene proiettati come per incanto in un’altra epoca. Proseguendo la passeggiata verso il fiume Arno, ci si ritrova ad attraversare in tutto il suo splendore <strong>Ponte Vecchio</strong>, uno dei più antichi di Firenze, che ospita sui suoi lati botteghe di orafi e artigiani di pietre preziose. Sono i percorsi attraversati da Dante, Leonardo, Michelangelo, Donatello che hanno fatto di questa città il cuore di una cultura da tenere sempre viva.</p>
<h4>Un centro storico dove è impossibile non rimanere estasiati dalla bellezza che lo caratterizza.</h4>
<p>L’incantevole e maestosa <strong>Cattedrale di Santa Maria del Fiore</strong> ed il <strong>Battistero di San Giovanni,</strong> dedicato al patrono della città, sono solo alcuni esempi. Altro simbolo della città è senza dubbio <strong>Palazzo Vecchio o Palazzo della Signoria</strong>, oggi sede dell’amministrazione comunale. Le sale affrescate, i cortili e gli stemmi conducono in un tempo lontano dal fascino indescrivibile.</p>
<p>Le piazze, le chiese e perfino le strade di Firenze sono contrassegnate delle opere dei grandi artisti del passato. Il centro cittadino, inoltre, ospita musei unici al mondo. La straordinaria collezione della <strong>Galleria degli Uffizi</strong> offre la possibilità di ammirare da vicino alcuni dei capolavori più amati di sempre, come la Nascita di Venere e la Primavera di Botticelli, il Tondo Doni di Michelangelo o lo Scudo con testa di Medusa di Caravaggio. La <strong>Galleria Palatina, a Palazzo</strong> Pitti, raccoglie le pitture dei &#8220;secoli d&#8217;oro&#8221;, merita una visita anche per le cornici e gli esuberanti arredi.</p>
<h4>Da non perdere è <strong>il Bargello</strong>, con le sculture di Donatello, del Verrocchio, di Michelangelo, per la maggior parte provenienti dalla raccolta mediceo-granducale.</h4>
<p>Tra gli eventi da non perdere a Firenze rientrano sicuramente i Fuochi di San Giovanni. Ogni anno il 24 giugno, in occasione della festa patronale, il cielo prende vita grazie a un vivace spettacolo pirotecnico visibile dai lungarni. Nell’arco della giornata, le vie del centro ospitano sbandieratori e cortei storici. La festività locale coincide anche con la finale del <strong>Calcio storico fiorentino</strong>, una vivace versione medievale del calcio che si svolge in Piazza Santa Croce. In estate la musica è protagonista con grandi festival come il <strong>Firenze Rocks e il Musart</strong>, che portano in città i concerti dei grandi artisti internazionali.</p>
<h4>Firenze è la patria della bistecca, rigorosamente servita al sangue.</h4>
<p>Ma qui si possono gustare altre specialità, tra cui il <strong>lampredotto,</strong> un taglio di carne “povero” da mangiare come street food e accompagnato dalla tipica salsa verde a base di prezzemolo, uovo sodo, capperi e acciughe. Forni, laboratori e pasticcerie, in base alla stagione, mostrano in vetrina la <strong>schiacciata alla fiorentina</strong>, con o senza farcitura alla crema, la <strong>schiacciata con l’uva</strong> e lo <strong>zuccotto</strong>, un semifreddo farcito con ricotta, granelli di cacao e scorza di agrumi.</p>
<h4>Proseguendo verso sud ci si immerge tra le colline del<strong> Chianti.</strong></h4>
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<p>Una dolce catena ondulata indissolubilmente legata ai vini prodotti in queste zone. I vitigni di Sangiovese, alla base del Chianti Classico, si distribuiscono sulle colline di questo territorio, lasciando spazio a paesi e a borghi arroccati le cui vie emanano i profumi delle cantine.</p>
<p>Un vino che si sposa perfettamente con prodotti gustosi come gli affettati e con piatti locali che recuperano alimenti che tradizionalmente sfamavano i poveri, come ribollita, collo ripieno, fegatini di poll, oggi nobilitati al punto da diventare prelibati ingredienti delle più raffinate cucine internazionali. Un sistema ideale per non perdersi neanche una tappa in questa zona, è attraversarla percorrendo la <strong>Chiantigiana,</strong> la strada che da Firenze giunge a Siena tanto amata dai motociclisti.</p>
<p>Non solo vino, questa una terra che ha visto passare antiche popolazioni, illustri artisti e architetti e che vede oggi numerose collezioni di arte sacra e di opere interessanti.</p>
<p>Spettacolare è il <strong>Chianti Sculpture Park,</strong> che unisce le bellezze paesaggistiche di quest’area con creazioni e installazioni di artisti di ogni parte del mondo.</p>
<h4>Prima di arrivare a Siena è necessario fare visita a due altre perle della Toscana.</h4>
<p>La prima è <strong>San Gimignano</strong>, uno splendido borgo medievale dominato da un’incredibile quantità di torri, tanto da fregiarsi dell’appellativo di <strong>&#8220;Manhattan del Medioevo&#8221;.</strong>  Da ammirare anche il Duomo considerato uno dei più prestigiosi della Toscana, con al suo interno opere del Ghirlandaio e di Jacopo della Quercia.</p>
<p>Interessante anche il <strong>Palazzo Comunale</strong>, che accoglie il <strong>Museo civico e la Pinacoteca</strong>, in cui si possono ammirare opere di artisti come <strong>Pinturicchio, Benozzo, Gozzoli</strong>, Sempre all&#8217;interno di questo è possibile visitare la <strong>sala di Dante con la Maestà</strong> di Lippo Memmi e accedere <strong>alla Torre del Podestà, </strong>che coi suoi 54 metri è la più alta di San Gimignano sin dal 1311, anno della sua erezione.</p>
<p>Obbligatoria una sosta presso il <strong>Centro di documentazione e degustazione del vino e dei prodotti locali Vernaccia di San Gimignano</strong>, con il suo banco dell’assaggio e il percorso multimediale per scoprire la storia del vino attraverso immagini, luci, suoni, video e visori con filmati a 360 gradi. La Vernaccia è un pregiato vino bianco prodotto solo su questi colli e anche il primo vino bianco toscano a fregiarsi della Denominazione di origine controllata.</p>
<h4>La seconda è <strong>Volterra.</strong></h4>
<p>Una città dall’aspetto medievale, dove è ancora possibile gustare l’atmosfera di un borgo antico, conosciuto da secoli per la lavorazione dell’alabastro i cui manufatti costituiscono oggi uno dei più importanti prodotti dell’artigianato italiano.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69197" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/italy-4348883_1280.jpg" alt="" width="1280" height="704" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/italy-4348883_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/italy-4348883_1280-300x165.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/italy-4348883_1280-1024x563.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/italy-4348883_1280-768x422.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Volterra è ricchissima di testimonianze artistiche, da ammirare passeggiando per le vie del centro storico e visitando i musei cittadini, come quello <strong>Etrusco, la Pinacoteca e il Museo d’Arte Sacra</strong>. La camminata prosegue verso <strong>Piazza San Giovanni con la Cattedrale di Santa Maria Assunta</strong> ed il <strong>Battistero di San Giovanni</strong>, importanti esempi dell’architettura medievale e cuore artistico e religioso della città.</p>
<p>Vicino alla cattedrale, si innalza il <strong>Palazzo dei Priori</strong> nella piazza omonima.</p>
<p>L’edificio, iniziato nel 1208, è il palazzo comunale più antico della Toscana. Nei dintorni di Volterra meritano una visita borghi come <strong>Montemiccioli</strong>, un piccolo castello costruito sulla linea di confine fra il territorio di Volterra e quello di San Gimignano, oppure <strong>Saline di Volterra</strong> che deve il suo nome ai depositi di salgemma racchiusi nel suo sottosuolo.</p>
<p>A marzo Volterra diventa il palcoscenico della <strong>Mostra Mercato del Tartufo Marzuolo</strong> e dei prodotti tipici della zona, mentre a ottobre torna ogni anno <strong>Volterragusto</strong> con i suoi numerosi appuntamenti, dedicati al tartufo e non solo. Tra questi, quello forse più amato è il <strong>Palio dei Caci</strong>, una divertente sfida che vede le Contrade di Volterra impegnate nel far ruzzolare una forma di formaggio nel minor tempo possibile nel percorso allestito lungo la ripida Via Franceschini.</p>
<h4>Si arriva a<strong> Siena </strong>accolti da un armonioso equilibrio medievale.</h4>
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<p>Rimasta intatta per secoli, Siena si mostra oggi in buona parte come appariva nel 1300. La conservazione di un patrimonio architettonico medievale unico e coerente è una delle ragioni principali per visitare una città splendida come questa.</p>
<p>Proprio il Medioevo fu l’epoca di massimo splendore in cui la città iniziò a disegnare la sua forma attuale. In poco tempo venne eretto lo splendido <strong>Palazzo Comunale</strong> con l’altissima <strong>Torre del Mangia</strong>, considerata una delle torri più antiche e alte d&#8217;Italia; venne lastricata la bellissima <strong>Piazza del Campo</strong> con le nervature di travertino a disegnarne la caratteristica forma a conchiglia.</p>
<p>La piazza è ben nota in tutto il mondo per accogliere due volte all&#8217;anno <strong>il Palio delle Contrade</strong>, frutto di misteriose e spettacolari usanze tramandate nei secoli Una corsa a cavallo disputata in Piazza del Campo, pieno centro storico, dalle contrade della città. A dicembre la stessa piazza ospita il <strong>Mercato del Campo</strong>, mentre il complesso del <strong>Santa Maria della Scala</strong>, uno dei primi ospedali d’Europa, organizza mostre ed esibizioni capaci di incuriosire turisti italiani e stranieri.</p>
<p>Nei dintorni di Siena si trovano alcune delle località più belle della Toscana come il territorio di <strong>Asciano</strong>, caratterizzato da calanchi che formano il tipico paesaggio “lunare” delle Crete Senesi.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69201" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/13505577225_a1b6c42bf3_b.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/13505577225_a1b6c42bf3_b.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/13505577225_a1b6c42bf3_b-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/13505577225_a1b6c42bf3_b-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Il colore di questa area può variare dal blu al grigio, grazie alla presenza di creta mista a salgemma e gesso. Tra le ondulate colline di questa zona nasce il pregiato tartufo bianco, protagonista di un museo e di una sagra annuale. Immancabile poi una visita al <strong>castello di Monteriggioni</strong>, descritto anche da Dante Alighieri nella Divina Commedia.</p>
<p>Tra le tante tradizioni di questa antichissima città non si può dimenticare la cucina, in particolare Siena vanta la più vasta e gustosa tradizione dolciaria di tutta la Toscana. Dai <strong>ricciarelli,</strong> dolce tipico a base di mandorle, zucchero, albume d&#8217;uovo, al <strong>panforte,</strong> dolce natalizio a base di mandorle e frutta candita, fino ai <strong>budini di riso</strong>.</p>
<h4>L’itinerario toscano si conclude con un’altra bellezza come la città di <strong>Arezzo.</strong></h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69202" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/1424053340_50486d2a8c_b.jpg" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/1424053340_50486d2a8c_b.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/1424053340_50486d2a8c_b-300x225.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/1424053340_50486d2a8c_b-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Situata in un territorio in grado di offrire un patrimonio naturalistico e artistico molto vasto in un’area straordinariamente concentrata. Una volta arrivati nel cuore del centro storico si resta completamente ammaliati dalla sua chiesa più famosa, la <strong>Basilica di San Francesco</strong>. Il suo interno conserva il ciclo di affreschi della Leggenda della Vera Croce di <strong>Piero della Francesca</strong>, un capolavoro rinascimentale di incredibile valore.</p>
<p>Poi seguono una serie di magnifici elementi che contraddistinguono la città. Un altro gioiello di arte e architettura è  <strong>il Palazzo dei Priori</strong>, oggi divenuto sede del Comune. All’interno del <strong>Duomo di San Donato</strong> spiccano per bellezza le vetrate colorate di Guillame de Marcillat e la Maddalena di Piero della Francesca, mentre accanto alle torri medievali si erge l&#8217;imponente <strong>Loggiato Vasariano</strong>, che circonda <strong>Piazza Grande</strong>.</p>
<h4>Nella <strong>Basilica di San Domenico</strong>, inoltre, è conservato un crocifisso in legno di Cimabue.</h4>
<p>Da non perdere il <strong>Mudas</strong>, Museo Diocesano d&#8217;Arte Sacra di Arezzo, allestito all&#8217;interno del Palazzo Vescovile, che custodisce opere pittoriche dal XV fino al XIX secolo.</p>
<p>Arezzo è una città in cui esistono ancora antiche tradizioni e un modo per viverle può essere durante il penultimo sabato di giugno o la prima domenica di settembre, quando Piazza Grande diventa lo scenario della <strong>Giostra del Saracino</strong>, un torneo cavalleresco di origini medievali. Più frequente è l’appuntamento mensile che vede accendersi la stessa piazza, ogni primo week end del mese grazie alla <strong>Fiera antiquaria</strong>. E tra le tradizioni culinarie assolutamente da non perdere sono le <strong>pappardelle all&#8217;aretina</strong>, un piatto con sugo di anatra, irrinunciabile nel periodo invernale, soprattutto durante le festività natalizie.</p>
<p><em><strong>Alessandro Campa</strong></em></p>
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		<title>RICOMINCIO DA TE, ITALIA: ITINERARI DI VIAGGIO TRA LE REGIONI DELLA PENISOLA. L’ EMILIA ROMAGNA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2020 06:00:54 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-68609" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/bologna-2630373_1280-e1601983185209.jpg" alt="" width="800" height="450" /></h3>
<h3>L’Emilia Romagna come non l’avete mai vista. Un rombo di motori e un’ esplosione di sapori  descrivono una regione dalle meravigliose caratteristiche</h3>
<p><span id="more-68598"></span></p>
<p><strong>Un desiderio di rinascita</strong>. La voglia di ripartire dalle piccole abitudini quotidiane, ma anche di realizzare scelte più ragionate ed impegnative. Tra queste l’organizzazione di un viaggio, di una vacanza o di un semplice weekend per staccare la spina.</p>
<p>Quest’anno l’approccio al turismo sarà diverso, ma non per questo meno coinvolgente e stimolante.</p>
<p>Da situazioni difficili, a volte, possono nascere occasioni inaspettate. Ancora di più se si vive in Italia che, con la sua immensa varietà, offre degli scenari incantevoli.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>EMILIA- ROMAGNA</strong></p>
<p>Tradizioni, gusto e accoglienza. Una combinazione perfetta in un territorio dove trovare qualità di vita e comunità di valori.</p>
<p>L’itinerario in Emilia Romagna inizia dalla celebre <strong>Riviera Romagnola</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-68602" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/mariana-sandulovych-a62GSkn9yC4-unsplash-scaled-e1601982345963.jpg" alt="" width="800" height="600" /></p>
<p>Da queste parti il mare rappresenta uno stile di vita. Divertimento e cordialità sono gli elementi che hanno reso la zona una punta di diamante della regione. <strong>Piadina e vino Sangiovese</strong> i simboli che la contraddistinguono a tavola.</p>
<p>La piadina, appunto, il pane dei romagnoli con le sue varianti più gustose. In Romagna viene spesso farcite con erbe cotte o crude, come il crescione o la rucola, e accompagnata a salumi e formaggi freschi, come prosciutto, salame, squacquerone e stracchino.</p>
<p>La Riviera Romagnola, un’ importante porzione di territorio affacciata sul mare Adriatico che da anni, specialmente durante la stagione estiva, è una delle mete preferite per vacanze adatte ad ogni esigenza, dallo svago giovanile alle famiglie. Qui le giornate sono scandite tra attività e sport in riva al mare e movida serale tra i numerosi locali.</p>
<h4><strong>Riccione </strong>è un autorevole esempio di questa tendenza.</h4>
<p>La <strong>Perla Verde dell’Adriatico</strong>, così definita per i suoi parchi e viali alberati, mostra il suo aspetto migliore a partire dalla stagione primaverile per poi esplodere meravigliosamente in estate. Tante le occasioni di divertimento al ritmo della musica più varia sia nelle famose discoteche sulle colline che nei vari locali notturni sulla spiaggia nella zona del Marano. A rendere Riccione così unica è proprio l’intensità della sua vita notturna.</p>
<p>La città, però, soddisfa anche l’interesse culturale. Ad esempio con <strong>Villa Franceschi</strong>, elegante residenza balneare sorta nei primi del Novecento, ospita la <strong>Galleria di arte moderna e contemporanea. </strong>La visita al <strong>Museo del Territorio</strong>, invece, regala un intrigante viaggio nel tempo geologico<strong>. </strong>Qui vengono illustrate le più importanti testimonianze relative all’evoluzione umana e territoriale di Riccione e i suoi dintorni che vanno dalla preistoria all&#8217;età romana.</p>
<p>A pochi chilometri di distanza, gli appassionati di motori possono trovare in <strong>Misano Adriatico</strong> un importante punto di riferimento. Il <strong>Misano World Circuit Marco Simoncelli</strong>, infatti, ospita ogni anno spettacolari ed entusiasmanti competizioni sportive a due e quattro ruote, come la <strong>Superbike</strong> a giugno e la <strong>MotoGP </strong>a settembre, mentre a maggio gare singolari come le sfide tra camion <strong>nell’European Truck Racing Championship.</strong></p>
<h4>La Romagna rivela pian piano i suo tesori artistici e culturali.</h4>
<p>E lo fa nei dintorni di Riccione con una località situata in mezzo a verdi colline. Si tratta del borgo di <strong>Montefiore Conca, </strong>uno degli esempi più affascinanti di quella che un tempo era la <strong>Signoria dei Malatesta</strong>. Un luogo in cui storia e natura hanno trovato una perfetta sinfonia.</p>
<p>Un’atmosfera tutta particolare creata in primo luogo dall’imponente <strong>Rocca Malatestiana</strong>, fortificazione difensiva e dimora estiva della famiglia. Dal  terrazzo più alto si riescono a intravedere  i monti dell’Appennino marchigiano e la Repubblica di San Marino appare sempre più vicina.</p>
<p>Il centro storico è cinto dalle mura e circondato da boschi e campagne in cui trovare castagneti secolari, il cui frutto viene celebrato con sagre dedicate nelle domeniche di ottobre. A queste si aggiungono una serie di manifestazioni a partire dai celebri eventi religiosi come il <strong>Natale</strong> <strong>con il suo presepe vivente</strong>. Un ambiente tutto particolare in cui le antiche mura, i personaggi in costume e la luce delle torce fanno da sfondo ad una suggestiva rievocazione della nascita di Gesù.</p>
<h4>Poi la <strong>Pasqua con la Processione del Venerdì Santo</strong>.</h4>
<p>Antica e tradizionale cerimonia religiosa dove sfilano in processione le varie figure della passione di Cristo accompagnate dalle Confraternite con le loro vesti e cappucci e dalla banda cittadina.</p>
<p>In estate si svolge <strong>Rocca di Luna</strong>, due lunghe notti durante il plenilunio di luglio che danno vita a numerosi spettacoli, mostre, mercatini e degustazioni nell’affascinante cornice della Rocca e delle vie del borgo piene di ombre e luci soffuse.</p>
<h4>Continuando il percorso lungo la costa adriatica romagnola si incontra <strong>Rimini</strong>.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-68603" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/rimini-3744291_1280-e1601982482752.jpg" alt="" width="800" height="449" /></p>
<p>Situato nella parte meridionale della Romagna compresa fra il mare Adriatico e le colline dell&#8217;Appennino, il territorio di Rimini si presenta con le sue distese di spiagge, i variopinti stabilimenti balneari e le sue bellezze artistiche testimoni di una storia lontana.</p>
<p>A partire dall’età romana con il maestoso <strong>Arco di Augusto</strong>, il più antico tra gli archi trionfali, seguito dal <strong>Ponte di Tiberio</strong>. Anche qui la Signoria dei Malatesta ha lasciato i suoi tratti distintivi con <strong>Castel Sismondo</strong>, fortezza nel centro di Rimini utilizzata per spettacoli e mostre, e il <strong>Tempio Malatestiano</strong>, duomo della città e meraviglioso esempio di architettura rinascimentale.</p>
<p>Un giro nel centro storico porta alla scoperta di <strong>Piazza Tre Martiri</strong>, uno dei luoghi di ritrovo più importanti, ma anche del <strong>Museo della Città</strong>, che illustra la storia di Rimini tramite oltre 1500 opere, e il sito archeologico della ‘<strong>Domus del Chirurgo’</strong> con lo straordinario patrimonio chirurgico-farmaceutico, rimasto ancora intatto dall&#8217;età romana.</p>
<p>Una parte tradizionale e autentica di Rimini si può conoscere a <strong>Borgo San Giuliano</strong>, vecchio quartiere di pescatori con casette colorate e murales in cui si alternano cantinette e ristorantini tipici. Lo stesso si può dire per la <strong>Vecchia Pescheria</strong> che si affaccia su <strong>Piazza Cavour</strong>, centro della vita cittadina  e custode di <strong>Palazzo Garampi</strong>, sede del comune, e di <strong>Palazzo dell’Arengo</strong>, imponente edificio in stile romanico- gotico merlato. Anche nelle piazzette e nei vicoli intorno alla Vecchia Pescheria si trovano enoteche e ristoranti in cui gustare le specialità della cucina romagnola, mentre  durante il periodo natalizio l’antico mercato del pesce si trasforma nella location perfetta per i tipici mercatini.</p>
<p>La serie di eventi che si svolgono durante tutto l’anno all’insegna del divertimento, della cultura, dello sport, della musica, della tradizione e dell&#8217;enogastronomia, fanno di Rimini una città in continuo fermento e costante sperimentazione che  riesce a soddisfare tutte le aspettative.</p>
<h4>Poco distante <strong>Santarcangelo di Romagna</strong>, un borgo adagiato su colle di Giove con il tipico impianto medievale fortificato, rimasto praticamente invariato nel tempo.</h4>
<p>Il <strong>colle Giove</strong> è attraversato da particolari <strong>grotte tufacee</strong> che, secondo alcuni studi, potevano avere sia la funzione di cantine dove conservare il Sangiovese, che rappresentare luoghi di culto. Alcune di queste grotte sono oggi visitabili per scoprire il suggestivo fascino che le caratterizza.</p>
<p>Uno dei simboli di Santarcangelo si trova in <strong>Piazza Ganganelli</strong> ed è un grande <strong>Arco trionfale</strong> eretto in onore di Papa Clemente XIV, nato proprio in questa graziosa località. Altro emblema cittadino si trova in <strong>Piazza delle Monach</strong>e e si tratta della <strong>Torre del Campanone</strong>, alta 25 metri. La <strong>Pieve di San Michele Arcangelo</strong>, invece, è l’edificio di culto più antico e più importante della cittadina.</p>
<p>Anche i musei presenti a Santarcangelo rappresentano grande motivo di interesse. Notevoli opere sono conservate al <strong>Museo Storico Archeologico MUSAS</strong>, un grande patrimonio di arte e cultura, testimonianza unica della storia del territorio. Allo stesso modo ha la sua importanza anche il <strong>MET &#8211; Museo Etnografico degli Usi e Costumi della Gente di Romagna</strong>, dedicato alle tradizioni popolari e all’identità culturale del luogo.</p>
<p>Tre eventi rendono Santarcangelo una località viva, oltre che graziosa. A luglio si svolge il   prestigioso <strong>Festival Internazionale del Teatro in Piazza</strong> con un ricco calendario di eventi all’aperto e ospiti internazionali. A fine settembre la <strong>Fiera di San Michele</strong>, dedicata all’ambiente, agli animali e alla gastronomia, mentre l’11 novembre, la <strong>Fiera di San Martino</strong> si anima con il mercato dei prodotti autunnali e l’originale &#8220;<strong>Palio della piadina</strong>&#8220;.</p>
<h4>Si prosegue nel cuore della Romagna, facendo visita a  <strong>Cesena, </strong>una delle più importanti mete d’arte della zona.</h4>
<p>La scoperta della città inizia dalle animate strade del centro storico e da <strong>Piazza del Popolo</strong>, caratterizzata dalla <strong>Fontana Masini</strong>, da <strong>Palazzo del Ridotto</strong>, in cui domina una statua bronzea di papa Pio VI,  e dalla <strong>Cattedrale di S. Giovanni Battista</strong>, con la Cappella della Madonna del Popolo e il <strong>Museo della Cattedrale.</strong></p>
<p>A Cesena si trova anche la <strong>Biblioteca Malatestiana</strong>, prima Biblioteca Civica d’Italia. Rimasta inalterata dall’inaugurazione del 1454, la struttura architettonica e i codici in essa conservati la rendono un caso unico al mondo. Sempre la Signoria dei Malatesta ha lasciato in eredità la sua imponente <strong>Rocca,</strong> con la &#8220;corte&#8221; e due torrioni centrali, il &#8220;maschio&#8221; e la &#8220;femmina&#8221;. Molto particolare la visita al percorso lungo i camminamenti interni alla cinta muraria, alle antiche prigioni e all&#8217;esposizione delle armi da giostra.</p>
<p>A pochi chilometri dal centro storico, in località Lizzano, si trova la settecentesca <strong>Villa Silvia-Carducci</strong> che ospita <strong>&#8220;Musicalia</strong>&#8220;, museo unico in Italia dedicato alla musica meccanica. La Villa era dimora  del poeta  Giosuè Carducci, in cui rimane ancora intatta e visitabile la sua camera personale.</p>
<p>La tipica cucina cesenate offre l’onnipresente e gustosa piadina, primi piatti come  i cappelletti in brodo, soprattutto nei  giorni di festa, e minestre e carni che ben si accompagnano sia al popolare vino rosso Sangiovese che ai bianchi <strong>Albana e Trebbiano</strong>. In tema di sapori un appuntamento a cui non poter mancare è <strong>Cesena a Tavola</strong>, rassegna gastronomica ed enologica che presenta un travolgente viaggio tra i profumi della Romagna.</p>
<h4>A questo si aggiunge il <strong>Festival Internazionale del Cibo di Strada</strong> nel primo fine settimana di ottobre e la <strong>Fiera di San Giovanni</strong> il 24 giugno.</h4>
<p>Visitare Cesena significa anche scoprire un intero territorio dove, assieme alle consolidate offerte balneari, sono di grande valore anche borghi storici o piccole città come <strong>Bertinoro. </strong>Un tipico esempio di cittadella medievale ricca di mura, torri e case antiche, dalla cui centrale Piazza della Libertà si gode uno splendido panorama che si estende fino al mare, definendola così &#8220;<strong>Balcone di Romagna”.</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-68606" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Balcone_di_Romagna_-_Bertinoro_10-scaled-e1601982698405.jpg" alt="" width="800" height="600" /></p>
<h4>La <strong>Rocca </strong>millenaria regna sulla cittadella dalla cima del <strong>Monte Cesubeo</strong>.</h4>
<p>Un edificio precedente al X secolo che divenne in seguito sede vescovile. La sua struttura difensiva mantiene ancora inalterato  il suo aspetto medievale e al suo interno si trovano gli uffici e gli appartamenti dell&#8217;antica residenza vescovile, un ampio terrazzo rivolto verso il borgo e la grande sala seicentesca decorata con affreschi barocchi.</p>
<p>L’incantevole borgo medievale vanta un&#8217;altra caratteristica. Bertinoro, infatti, viene considerata <strong>‘Città dell’ospitalità’</strong> per eccellenza grazie alla tradizione della <strong>Colonna dai dodici anelli</strong>, ognuno corrispondente a una delle dodici famiglie un tempo incaricate ad ospitare il forestiero che, arrivando, vi legava il cavallo.</p>
<p>Una tradizione che viene rievocata ancora oggi con la <strong>Festa dell&#8217;Ospitalità</strong> la prima settimana di settembre e per l&#8217;occasione numerosi  eventi culturali e gastronomici animano il centro storico, Bertinoro è anche celebre per i suoi vini e la sua gastronomia. Oltre all&#8217;enoteca regionale <strong>&#8216;Cà de Bé</strong>, sono tante le altre cantine che aderiscono alla <strong>Strada dei Vini e dei Sapori di Forlì-Cesena</strong> dove lasciarsi andare a piacevoli degustazioni.</p>
<h4>Segue <strong>Forlimpopoli, </strong>la <strong>Città Artusiana</strong>, così chiamata per aver dato i natali al famoso letterato e gastronomo Pellegrino Artusi.</h4>
<p>A fine giugno il paese gli rende omaggio con la grande &#8220;<strong>Festa Artusiana&#8221;</strong>. Una manifestazione che anima per un&#8217;intera settimana il centro storico, presentando  rassegne, degustazioni e incontri. <strong>Casa Artusi</strong>, invece, è il primo centro di cultura gastronomica dedicato alla cucina domestica italiana. Qui si può degustare la cucina tradizionale e, grazie ai corsi della celebre <strong>Scuola di Cucina</strong>, perfezionare le proprie tecniche culinarie.</p>
<p>Ma Forlimpopoli presenta anche un passato ricco di storia con la <strong>Rocca Albornoziana</strong>, a pianta quadrata che regna sulla piazza principale. La Rocca tutt&#8217;ora ospita il municipio, ma sono i suoi sotterranei a mostrare la storia della cittadina ospitando le sale del <strong>Museo Archeologico</strong> con manufatti e reperti paleolitici, romani e  medioevali  ritrovati nel territorio circostante.</p>
<p>A ridosso della piazza principale sorge anche la <strong>Chiesa dei Servi</strong>, edificio caratterizzato da una serie di costruzioni alla cui sommità spicca il torrione settecentesco, che supera in altezza anche il campanile. La <strong>Collegiata di San Ruffillo</strong>, invece, è un esempio di architettura del VI secolo e al suo interno conserva le reliquie del Santo, primo vescovo di Forlimpopoli.</p>
<h4>Si arriva a<strong> Forlì, </strong>situata a pochi chilometri dalle località balneari della riviera adriatica e ai piedi delle verdi colline dell’Appennino Tosco-Romagnolo.</h4>
<p>Il centro storico è suddiviso nei quattro assi principali, ovvero Corso della Repubblica, Mazzini, Garibaldi e Diaz, che si incontrano nella centrale <strong>Piazza Saffi.</strong></p>
<p>Qui si affacciano alcuni importanti edifici che testimoniano le varie epoche cittadine. Prima fra tutti la <strong>Basilica romanica di San Mercuriale</strong> con l&#8217;imponente campanile originale del XII secolo. Poi il <strong>Palazzo Comunale,</strong> sede del Municipio, risalente al XIV assieme alla Torre Civica e i quattrocenteschi <strong>Palazzo del Podestà e Palazzo Albertini</strong>, sedi  di interessanti eventi e rassegne.</p>
<p>Poco distante da Piazza Saffi si presenta il <strong>Parco Urbano Franco</strong> Agosto, zona di grande vivacità e polmone verde cittadino. Un’area che ricopre una superficie di 26 ettari delimitata dal fiume Montone e luogo ideale per praticare sport, dedicarsi al relax in compagnia o fare aperitivi durante la primavera.</p>
<p>Nel cuore del centro storico, merita sicuramente una visita il <strong>Complesso museale di San Domenico</strong>, che ospita la celebre Ebe di Canova ed è sede della sezione più antica della <strong>Pinacoteca,</strong> luogo di importanti mostre che negli anni hanno accolto numerosi visitatori.</p>
<h4>A breve distanza dai Musei San Domenico ecco <strong>Palazzo Romagnoli </strong>che conserva le <strong>Collezioni civiche del Novecento</strong>.</h4>
<p>Al piano terra si può trovare l&#8217;esposizione permanente dell’autorevole <strong>Collezione Verzocchi</strong>, mentre al primo piano sono disposte una selezione di opere di importanti artisti.</p>
<p>Lasciata Forlì si procede in direzione di <strong>Ravenna,</strong> un’altra perla della regione che dalle colline si distende fino al mare. Ravenna è la città del mosaico, piena di arte e cultura. La <strong>Basilica di Sant’Apollinare Nuovo</strong> rappresenta in modo singolare la sua principale caratteristica.</p>
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<p>Al suo interno, infatti, è presente il più grande ciclo di mosaici al mondo con rappresentazioni sulla vita di Cristo ed episodi delle vite di santi e profeti. Poco distante dal centro di Ravenna si trova invece la Basilica di <strong>Sant’Apollinare in classe</strong>, uno dei più grandi esempi di basilica paleocristiana.</p>
<p>Restando in tema di edifici religiosi la <strong>Basilica di San Vitale</strong> è un capolavoro di arte bizantina dall’aspetto sobrio, ma con interni decorati da  affreschi barocchi e mosaici colorati. A questa segue la <strong>Basilica di San Francesco</strong> che al suo interno nasconde una meravigliosa cripta che in realtà è una particolare piscina dove nuotano pesci colorati.</p>
<h4>A fianco alla Basilica si trova la <strong>Tomba di Dante</strong> e vicino a questa il giardino con il <strong>Quadrarco di Braccioforte,</strong> antico oratorio.</h4>
<p>La Tomba di Dante, il giardino, il Quadrarco e i chiostri francescani costituiscono la <strong>Zona del Silenzio</strong>, area di sepoltura e rispetto dedicata al Sommo Poeta Dante Alighieri. Durante il mese di settembre la città di Ravenna celebra il padre della lingua italiana con appuntamenti culturali e letture internazionali della Divina Commedia.</p>
<p>Particolare interesse suscita anche il <strong>MAR &#8211; Museo d’Arte della città</strong> che presenta esposizioni periodiche di alto profilo e ospita diverse collezioni permanenti, tra cui la <strong>Collezione dei Mosaici Contemporane</strong>i. Il <strong>Museo Tamo</strong>, nel Complesso di San Nicolò, con <strong>Tutta L&#8217;Avventura del Mosaico</strong> propone una mostra permanente, interattiva e multimediale, dedicata all’arte del mosaico in tutte le sue forme espressive, mentre il <strong>Parco della Pace</strong> è una galleria a cielo aperto di opere musive realizzate da artisti di fama internazionale.</p>
<h4>In estate è tempo di <strong>Ravenna Festival</strong>, un evento che vede esibirsi i migliori artisti e direttori d’orchestra a livello internazionale.</h4>
<p>Tra luglio e agosto, invece, si svolge <strong>Mosaico di Notte</strong>, che propone l’apertura dei monumenti fino alle 23.00 e altre rassegne parallele.</p>
<p>Il secondo fine settimana di ottobre Ravenna si illumina con la <strong>Notte d&#8217;Oro</strong>, ovvero la notte bianca della città con spettacoli all&#8217;insegna della cultura e del divertimento, mentre a cadenza biennale, da ottobre a novembre, ha luogo <strong>Ravenna Mosaico</strong>, il primo Festival Internazionale dedicato al mosaico contemporaneo.</p>
<h4>Si raggiunge <strong>Imola, </strong>sulle rive del fiume Santerno, all’incrocio tra l’Appennino Tosco-Romagnolo e la Pianura Padana.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-68608" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/fortress-431247_1280.jpg" alt="" width="1280" height="809" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/fortress-431247_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/fortress-431247_1280-300x190.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/fortress-431247_1280-1024x647.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/fortress-431247_1280-768x485.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>La città è sicuramente famosa per l <strong>Autodromo Enzo e Dino Ferrari</strong>. Costruito nei primi anni ’50, ospita ancora oggi eventi sportivi di importanza internazionale ed è una tappa quasi obbligata per tutti gli amanti dei motori.</p>
<p>Imola presenta anche altri elementi preziosi nel suo centro storico. Tra i numerosi palazzi nobiliari <strong>Palazzo Tozzoni</strong> si distingue per gli splendidi arredi e il perfetto stato di conservazione. Molto particolari sono le cantine della dimora in cui è custodita una ricca collezione di strumenti e attrezzi della civiltà contadina locale. Immerso nei suoi giardini si trova il <strong>Museo di San Domenico</strong> che ospita la <strong>Pinacoteca Civica</strong> e il <strong>Museo “Giuseppe Scarabelli”-Sezione Archeologica</strong></p>
<p>La struttura che spicca maggiormente nel panorama cittadino è la <strong>Rocca Sforzesca</strong> di origine duecentesca. Un complesso visitabile dove poter ammirare una rara collezione di armi antiche ed un importante allestimento di ceramiche medievali. Dai particolari camminamenti della Rocca, inoltre, è possibile avere uno sguardo a tutto tondo sul territorio imolese, che si espande  dalla pianura all’Appennino.</p>
<h4>Un altro edificio di particolare interesse è la <strong>Farmacia dell’Ospedale</strong>.</h4>
<p>Inaugurata a fine 1700 e rimasta in gran parte inalterata, restituisce l’immagine affascinante di una farmacia settecentesca, impreziosita negli arredi e nelle decorazioni dall’ampio soffitto a volta affrescato e dall’esposizione di oltre 400 vasi d’epoca in maiolica.</p>
<p>A settembre, la città conferma la sua attitudine come Terra dei Motori con il <strong>CRAME</strong>, la mostra scambio di auto, moto e bici d’epoca, e la <strong>Superbike</strong>, il campionato mondiale per moto derivate di serie, che si svolgono entrambe all’autodromo Enzo e Dino Ferrari. A novembre, <strong>il Baccanale</strong> propone invece mostre, spettacoli teatrali, mercati e degustazioni in tutta la città, mentre <strong>Imola in Musica</strong> ha luogo a giugno in giugno con eventi culturali ed esibizioni di artisti lungo le strade del centro storico.</p>
<p>Poco distante da Imola, a <strong>Borgo Tossignano</strong>, si trova il <strong>Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola</strong>, che ospita una spettacolare muraglia naturale ricca di grotte, cunicoli e singolari camminamenti. Questa particolare catena di gesso lunga una quindicina di chilometri regna sulla Vallata del Santerno regalando paesaggi incantevoli. Gli amanti del cicloturismo possono trovare nella <strong>Vallata del Santerno, del Sillaro e della Val Sellustra</strong> scorci paesaggistici di notevole bellezza.</p>
<h4>Sempre vicino Imola si trova <strong>Dozza.</strong></h4>
<p>Borgo medievale in cui l’arte si fa paesaggio urbano e colora  i muri delle case, delle strade e delle piazze, riempiendo di luce e stili diversi ogni angolo della cittadina.  Un vero e proprio museo a cielo aperto, in cui ammirare oltre un centinaio di opere realizzate da nomi celebri dell’arte contemporanea.</p>
<p>Nella terza settimana di settembre la <strong>Biennale d’Arte Contemporanea del &#8220;Muro Dipinto</strong> è un evento da non perdere. Nata nel 1960 dalla tradizione italiana del muro dipinto e da esempi di rassegne di pittura estemporanea, in questa manifestazione gli artisti dipingono a diretto contatto con il pubblico e in relazione con il contesto urbano.</p>
<p>Il centro storico di Dozza conserva ancora intatta l’originale struttura cittadina di stampo medievale. L’imponente <strong>Rocca Sforzesca</strong>, situata sulla sommità del paese, si trova in perfetto equilibrio con il resto dell’abitato, che segue il percorso delle antiche mura. Nella Rocca si possono visitare gli  appartamenti del piano nobile, il salone, le camere da letto, le prigioni e  i camminamenti sulle torri. Al secondo piano, invece, si trovano il <strong>Centro Studi e Documentazione del Muro Dipinto</strong> e la <strong>Collezione Mascellani,</strong> mentre i sotterranei accolgono <strong>l&#8217;Enoteca Regionale dell&#8217; Emilia Romagna</strong>.</p>
<p>Qui si trovano esposte e in vendita oltre 800 etichette selezionate. Il percorso è organizzato utilizzando il criterio degli abbinamenti con i cibi e la presenza di un wine bar propone degustazioni guidate da sommeliers professionisti.</p>
<h4>Da Dozza si arriva alla <strong>“Dotta”,</strong> ovvero la città di <strong> Bologna, </strong>così chiamata perché sede <strong>dell’Alma Mater Studiorum</strong>, la più antica Università d’Occidente.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-68609" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/bologna-2630373_1280-e1601983185209.jpg" alt="" width="800" height="450" /></p>
<p>Proprio gli studenti animano la città nelle serate e nei locali tra <strong>Piazza Verdi</strong> e <strong>via del Pratello</strong>. Ma Bologna è piena di attività ed eventi durante tutto l’anno. Una programmazione culturale ricca di mostre, rassegne di musica jazz e contemporanea e manifestazioni di ogni tipo. Tra questi il <strong>Bologna Festival</strong> e i vari festival di cinema,  <strong>BilBolBul Festival del Fumetto, la Fiera del Libro per Ragazzi, ArteFiera e Arte Libro</strong>.<strong> </strong></p>
<p>Una delle città più vive e spettacolari d’Italia, unica e incantevole nel suo genere. La sua particolarità viene rappresentata dai quasi 40 km di <strong>portici</strong>, i più lunghi del mondo. Ma anche dalle celebri porte, che separano le antiche mura dal resto della città. Da <strong>Porta San Donato a Porta Mascarella o da Porta San Felice a Porta Saragozza,</strong> le differenti anime ed identità di Bologna si racchiudono oltrepassando questi singolari varchi.</p>
<h4>Bologna è anche patria di grandi artisti.</h4>
<p>Guido Reni, i Carracci, Guercino, ma anche dei più moderni Francesco Guccini e Lucio Dalla che, a volte, si ritrovavano nelle tipiche osterie bolognesi per comporre alcune tra le loro canzoni più famose. Le osterie di Bologna, appunto, luogo conviviale dove gustare le deliziose specialità locali come <strong>le tagliatelle col ragù, le lasagne, i tortellini</strong>, nati dalla pasta fresca stesa rigorosamente a mano dalle abili <strong>sfogline</strong>,  i cui corsi di cucina sono frequentati da visitatori di ogni parte del mondo.</p>
<p>L’aspetto culturale di Bologna parte da un primo sguardo alla città con la bella <strong>Piazza Maggiore</strong> dove palazzi medievali, testimoni di un fiorente passato, incontrano la modernità pur conservando il loro antico fascino. Un esempio è sicuramente <strong>Palazzo D&#8217;Accursio</strong>, sede del Comune, all’interno del quale si trova la moderna <strong>Biblioteca multimediale Salaborsa</strong> in stile liberty e gli scavi archeologici romani visibili da un moderno pavimento in vetro.</p>
<p>Ecco poi i simboli di Bologna, le <strong>due Torri</strong>, quella degli <strong>Asinelli</strong> di 98 metri e la sua “gemella” <strong>Garisenda</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-68618" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/bologna-498233_1280-e1601984921727.jpg" alt="" width="800" height="600" /></p>
<p>Si trovano all’incrocio tra via Zamboni, fulcro della vita universitaria e Strada Maggiore, in cui si viene catapultati nel Medioevo e in luoghi dal fascino singolare. Un  altro simbolo della città è la <strong>Fontana del Nettuno</strong>, a due passi da Piazza Maggiore e dalla <strong>Basilica di San Petronio.</strong></p>
<p>Proprio quest’ultimo è uno degli edifici religiosi più importanti di Bologna, dedicato al santo patrono, si mostra con una facciata particolare e conserva al suo interno delle splendide cappelle.  A questo si aggiunge <strong>Piazza Santo Stefano</strong>, in cui si presenta il complesso più singolare di Bologna, vero santuario cittadino e culla della fede, noto soprattutto come “<strong>sette chiese”</strong> perché composto dall’unione di più edifici sorti in epoche diverse.</p>
<h4>I colli bolognesi rappresentano una splendida area verde a pochi minuti dal centro storico da cui ammirare la città.</h4>
<p>Anche qui si possono scoprire gioielli architettonici monumentali come ville, chiese e monasteri. Tra questi, a poco più di un chilometro dal centro storico, risalta il <strong>Santuario della Beata Vergine di San Luca,</strong> sul Colle della Guardia. Il Santuario, luogo caro e venerato dai bolognesi si può raggiungere sia con una navetta che a piedi, percorrendo il più lungo portico della città di circa quattro chilometri.</p>
<h4>Un po’ a malincuore si lascia Bologna, ma per fortuna si viene subito consolati da un’altra città d’arte come <strong>Ferrara</strong>.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-68619" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/ferrara-1684751_1280-e1601985000187.jpg" alt="" width="800" height="450" /></p>
<p>Una piacevole scoperta da fare passeggiando in bicicletta per le sue strade ed esplorando ogni angolo le magiche atmosfere del passato. Qui sono stati gli <strong>Estensi</strong> a lasciare meravigliosi segni che uniscono Medioevo e Rinascimento e conservano ancora oggi l’eredità della famiglia che la governò per tre secoli.</p>
<p>Le mura cittadine sono il luogo preferito dai ferraresi per correre o fare attività sportiva. Nove chilometri quasi ininterrotti da percorrere sul terrapieno, tra il verde di tigli e platani e il rosso dei mattoni della cortina. Chi preferisce la bicicletta, invece, può seguire il circuito alla base delle mura, che può essere prolungato fino alla ciclabile “Destra Po” con un percorso attraverso il parco urbano a nord della città.</p>
<h4>La visita inizia dal <strong>Castello Estense</strong>, simbolo di Ferrara, fortezza al centro della città e una delle più importanti testimonianze del potere della famiglia d&#8217;Este nel Rinascimento.</h4>
<p>Nelle vicinanze ecco il <strong>Palazzo del Teatro Comunale</strong>, uno degli edifici storici più importanti della città realizzato verso la fine del &#8216;700. Poi un&#8217;altra bellezza cittadina, <strong>Palazzo dei Diamanti</strong>, un capolavoro rinascimentale che deve il suo nome agli oltre 8000 blocchi di marmo bianco e rosa sulla facciata. Il Palazzo è anche sede della <strong>Pinacoteca Nazionale di Ferrara</strong> ed ospita numerose mostre ed eventi.</p>
<p>Un altro edificio costruito per lo svago della nobiltà è <strong>Palazzo Schifanoia</strong>, al cui interno si può ammirare il <strong>salone dei Mesi</strong>, il più grande ciclo rinascimentale di affreschi pagani. Procedendo nella zona medievale si scoprono gioielli di arte religiosa, come il <strong>Monastero di Sant’Antonio in Polesine </strong>con i suoi affreschi di scuola giottesca, o la <strong>Chiesa di Santa Maria in Vado</strong>, meta di pellegrinaggi in seguito al miracolo eucaristico che qui ebbe luogo nel XII secolo. Una delle testimonianze medievali più vive è <strong>via delle Volte</strong>, una strada con le arcate sospese ed un tempo antica via del commercio di Ferrara.</p>
<p>Le stradine medievali sono i luoghi perfetti in cui potersi accomodare nei locali e gustare le specialità tipiche. Molto famosa la “<strong>coppia</strong>”, il saporito pane ferrarese dalla forma elaborata, che ha ottenuto il marchio IGP. I celebri  <strong>“cappellacci</strong>”, tortelli ripieni di zucca e parmigiano e il <strong>“pasticcio di maccheroni</strong>”. E come tocco finale il “<strong>pampepato</strong>”, un pan di spezie rivestito da una crosta di cioccolato fuso</p>
<h4>A Ferrara il mese di maggio è periodo di festeggiamenti, legati in particolar modo al <strong>Palio di San Giorgio,</strong> il più antico del mondo.</h4>
<p>L’ultima domenica di maggio, infatti, più  di mille figuranti sfilano in costume rinascimentale per raggiungere la Piazza Ariostea, dove si disputano le gare tra le otto contrade. Durante l’ultima settimana di agosto ha invece luogo il <strong>Ferrara Buskers Festival</strong> rassegna di artisti di strada che riempiono le vie di musica e colori, mentre a fine settembre al <strong>Ferrara Balloons Festival</strong> va in scena il più grande festival turistico in Europa dedicato alle mongolfiere</p>
<p>I dintorni di Ferrara racchiudono particolari realtà. E lo può confermare <strong>Comacchio, </strong>località a tre chilometri dal mare, sulla costa nord dell’Emilia-Romagna. Definita “la “piccola Venezia”, è una città lagunare che incanta. Un tesoro di particolari bellezze naturalistiche e testimonianze storiche che nasce e vive tra terra e acqua.</p>
<p>Un panorama incantevole si ammira dal <strong>Ponte degli Sbirri</strong>, da una parte <strong>l’Antico Ospedale degli Inferm</strong>i, dall’altra l’ottocentesco <strong>Palazzo Bellini</strong> e il celebre <strong>Trepponti</strong>, simbolo di Comacchio. Dal <strong>Porticato dei Cappuccini</strong>, che conduce al Santuario di Santa Maria in Aula Regia, si arriva all&#8217;antica <strong>Manifattura dei Marinati</strong>,  dove è possibile visitare la “<strong>Sala dei fuochi</strong>”, con 12 camini per la cottura allo spiedo delle anguille prima della marinatura.</p>
<p>Testimonianza dell’attività marinara è <strong>l’Antica Pescheria</strong>, un bellissimo edificio del XVII secolo, oggi sede del mercato giornaliero del pesce. Edifici storici di rilievo sono poi l&#8217;antica <strong>Cattedrale di San Cassiano, la Loggia del Grano e la Torre dell’Orologio</strong></p>
<p>Specialità della tavola è proprio l’<strong>anguilla </strong>cucinata in svariati modi. Antipasti gustosi a base di <strong>capesante, canocchie, vongole</strong>, mentre tra i primi piatti, i risotti di mare e gli spaghetti ai crostacei. Poi le deliziose grigliate con anguilla accompagnata dalla polenta, insieme a sogliole, cefali,  orate e seppie ripiene, assieme agli ottimi <strong>vini D.O.C del Bosco Elice</strong>o. La sagra dell’anguilla, invece, si svolge i primi due weekend di ottobre  con degustazioni e spettacoli di strada.</p>
<h4>I <strong>sette Lidi di Comacchio</strong> sono meta ideale per una vacanza.</h4>
<p>Da <strong>Porto Garibaldi</strong>, il più antico degli insediamenti balneari, al <strong>lido degli Estensi</strong>, passando per i <strong>lido di Spina o il lido delle Nazioni</strong>. Tutti hanno le loro caratteristiche e soddisfano qualsiasi tipo di esigenza. Le <strong>Valli di Comacchio </strong>si possono scoprire in bicicletta, ma anche un percorso storico in motonave permette di conoscere in modo approfondito questi luoghi attraverso i casoni e le tabarre, gli attrezzi per la cattura del pesce, e una vegetazione incredibile.</p>
<p>Comacchio è circondata dal <strong>Parco del Delta del Po</strong> una delle oasi più suggestive d&#8217;Italia e la seconda zona umida più vasta d’Europa. Un paradiso naturale in un variabile paesaggio di terre e acque. Boschi e verdi pinete, valli d’acqua dolce e salmastra e fiumi che confluiscono  nell’Adriatico compongono la natura del Parco.</p>
<p>Qui ritrovano i relitti della primitiva macchia mediterranea, delle lagune litoranee e delle zone umide di acqua dolce che vanno a confondersi con le antiche vestigia di insediamenti etruschi e romani, con i mosaici bizantini e le particolarità dell’architettura benedettina ed estense.</p>
<p>La sorpresa maggiore che regala il parco del Delta del Po riguarda le <strong>oltre 300 specie di uccelli</strong> hanno eletto questo territorio come loro area di sosta e riproduzione. Un ecosistema unico in cui ogni anno tornano a nidificare cormorani, gabbiani corallini e sterne, che hanno trasformato l’area in una zona a forte richiamo per tutti gli appassionati di birdwatching con itinerari specifici, aree attrezzate e siti di osservazione. A piedi, in barca, in bicicletta o a cavallo, in base alle diverse stagioni sono tanti i modi per vivere questo particolare ecosistema naturale Le numerose specie di uccelli</p>
<p>Visitare il Parco del Delta significa avere la possibilità di confrontarsi e instaurare un contatto diretto con la cultura, le tradizioni locali e le specialità gastronomiche. Eventi come il <strong>Primavera Slow,</strong> che si ripetono ogni anno da marzo a giugno, aiutano gli amanti della vita all’aria aperta a confrontarsi con il territorio del Delta all’insegna di un turismo lento e sostenibile..</p>
<h4>Poco distante da Ferrara si incontra<strong> Pieve di Cento</strong>, in passato denominata anche “<strong>piccola Bologna”</strong> per i suoi lunghi portici.</h4>
<p>Il <strong>Palazzo Comunale</strong> ospita l&#8217;antico <strong>Archivio Notarile e il Teatro Zeppilli</strong>, che include un piccolo <strong>Museo della Musica</strong> con testimonianze della vita del soprano Alice Zeppilli. La lunga tradizione musicale di Pieve di Cento vive  ancora oggi tra le aule della <strong>Scuola di Artigianato Artistico del Centopievese</strong>, dove l’arte della Liuteria è tramandata da maestri liutai.</p>
<p>La <strong>Chiesa della Collegiata</strong>, e, soprattutto, <strong>l&#8217;Oratorio della Santissima Trinità</strong> sono annoverati tra i capolavori d&#8217;arte della regione. Al suo interno sono conservati capolavori di Guercino, Guido Reni, Scarsellino e il famoso Crocifisso del &#8216;300 venerato come miracoloso. Il <strong>Museo d&#8217;Arte MAGI &#8216;900</strong> espone una raccolta di arte italiana del Novecento, con sale dedicate ai maestri  come Modigliani e  de Chirico e alle successive generazioni. Numerose mostre temporanee e sale tematiche approfondiscono l’opera di artisti contemporanei italiani e stranieri.</p>
<p>Le ricette tipiche pievesi, pur rientrando nella tradizione gastronomica bolognese ed emiliana, sono per lo più piatti semplici, tra cui spiccano i <strong>maccheroni al pettine</strong>, pasta fresca preparata a mano dalla caratteristica striatura, a cui viene dedicata una sagra a fine giugno. Poi la <strong>bagia</strong>, piatto a base di fagioli e  polenta, i <strong>sassi di Pieve,</strong> dolcetti a base di farina, uova e mandorle, e i <strong>sabadon</strong>i , dolci con castagne e mostarda.</p>
<p>Ogni anno è imperdibile il <strong>Carnevale di Pieve di Cento</strong> , chiamato “Carnevel a La Piv”, che prevede tre domeniche di festa per bambini e famiglie con sfilate di colorati carri allegorici guidate dalla maschera locale, il divertente Berba-Spein.</p>
<h4>Si arriva nel centro dell’Emilia Romagna e più precisamente a<strong> Modena.</strong></h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-68620" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/modena-2324333_1280-e1601985196597.jpg" alt="" width="800" height="599" /></p>
<p>Piacevole in ogni stagione, la città offre  straordinarie bellezze, tutte concentrate nel suo grazioso centro storico. <strong>Piazza Grande</strong> è il cuore della vita modenese e il luogo in cui sono riuniti i monumenti più significativi. Il <strong>Duomo</strong>, opera del grande architetto Lanfranco e del maestro scultore Wiligelmo, uno dei massimi capolavori del Romanico europeo. Il <strong>Palazzo Comunale</strong>, la cui costruzione ha conosciuto diverse fasi a partire dal Medioevo.</p>
<p>Risalendo lungo <strong>via Emilia,</strong> la grande arteria romana che attraversa la città, si arriva in <strong>Piazza Sant&#8217;Agostino</strong>, sulla quale si affacciano l&#8217;omonima Chiesa e il <strong>Palazzo dei Musei</strong>, sede di numerosi istituti culturali tra cui il <strong>Museo Civico d&#8217;Arte e quello Archeologico – Etnologico</strong>.</p>
<h4>Ad impreziosire la città si presenta il bellissimo <strong>MEF-Museo Enzo Ferrari</strong>.</h4>
<p>Inaugurato nel marzo 2012, d il complesso museale dedicato a Enzo Ferrari e all&#8217;automobilismo sportivo ospita la <strong>Casa Natale </strong>e la galleria espositiva con mostre temporanee che  rappresentano le vicende, gli attori e le competizioni dell’automobilismo modenese. Nella prestigiosa sede del <strong>Palazzo Santa Margherita</strong>, è ospitato inoltre il Museo della Figurina, nato dall’ appassionata opera collezionistica di Giuseppe Panini.</p>
<p>A tavola si conosce uno dei famosi prodotti tipici di Modena, ovvero <strong>l&#8217;aceto balsamico</strong>. Delizioso condimento ottenuto dal mosto d’uva cotto, invecchiato a lungo in botti di legno. Un’occasione imperdibile per scoprire alcuni segreti della sua produzione è quella di visitare una delle tante aziende agricole che aprono le loro acetaie su appuntamento.</p>
<p>Poi le specialità della cucina modenese. <strong>Tigelle e gnocco fritto</strong> sono prelibatezze tutte da gustare.  I <strong>tortellini</strong> regnano tra i primi, mentre i secondi vedono protagonista lo <strong>zampone</strong>, un impasto di carni di suino macinate e insaccate nella pelle della zampa del maiale. Ad accompagnare il pranzo, un buon bicchiere di <strong>Lambrusco</strong>, vino rosso frizzante. E come frutta, le prelibate <strong>ciliegie di Vignola.</strong></p>
<p>I dintorni di Modena sono anche noti come zona delle grandi case automobilistiche. Anche a <strong>Maranello,</strong> poco distante da Modena, è presente il <strong>Museo Ferrari</strong>, il museo aziendale della famosa casa automobilistica fondata nel 1947. Oltre ad una esposizione di Ferrari granturismo, da F1 e da competizione sportiva, si possono ammirare trofei, modellini, immagini e video legati alla storia della fabbrica Ferrari. Ma a questa se ne aggiungono altre di grande valore come <strong>Maserati</strong> e <strong>Lamborghini</strong> che regalano un tour in una preziosa valle dei motori per gli appassionati di emozioni forti.</p>
<h4>Non molto lontano da Modena merita una visita <strong>Carpi, </strong>piccola località che custodisce un notevole patrimonio artistico.</h4>
<p><strong>Piazzale Re Astolfo</strong> è tuttora il cuore della città medievale, con <strong>La Sagra</strong>, inserita nel circuito europeo degli edifici romanici. Ma sono le testimonianze di età rinascimentale a dare importanza alla città come il <strong>Palazzo dei Pio</strong>, al cui interno si presentano il <strong>Museo del Palazzo</strong> e il <strong>Museo della Città</strong>.</p>
<p>Il primo è dedicato all’arte e alla storia del Palazzo dei Pio e della corte rinascimentale, dove sono collocati i nuclei più importanti della collezione museale come  dipinti, legni antichi e ceramiche decorate. Il secondo racconta la storia del territorio di Carpi, della nascita e dello sviluppo della città, dai primi insediamenti dell’età del Bronzo fino al Novecento, tracciandone lo sviluppo ambientale, economico e culturale.</p>
<p>Il <strong>Duomo di Carpi</strong>, dedicato a Santa Maria Assunta, rappresenta il simbolo della città. Un’ imponente cattedrale, in stile rinascimentale, che regna su <strong>Piazza dei Martiri</strong>, una delle piazze più vaste e belle d&#8217;Italia. Poi il <strong>Castello di piazza Martiri e Palazzo Foresti</strong> sono altrettanti simboli  culturali. Il palazzo, situato al fianco della centralissima <strong>chiesa di San Francesco</strong>, ospita il celebre <strong>Salotto Liberty</strong>, uno dei pochi salotti d’epoca che ancora presenta tutte le caratteristiche originali, e la <strong>raccolta Marri</strong> dedicata alla pittura dell’Ottocento e primo Novecento italiano.</p>
<p>Un importante evento culturale si svolge a Carpi un fine settimana di settembre di ogni anno. Si tratta del <strong>Festival della Filosofia</strong>, durante il quale si alternano lezioni che vengono tenute nelle piazze pubbliche, nei teatri e nelle chiese di tutta la città. A queste seguono mostre, film, concerti e cene di impronta filosofica.</p>
<h4>Ed ecco<strong> Reggio Emilia, la Città del Tricolore, </strong>dato che qui nel 1797, fu adottato lo stendardo che divenne poi bandiera nazionale.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-68631" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Reggio_Emilia_profilo_panorama-scaled-e1601985284537.jpg" alt="" width="800" height="411" /></p>
<p>La scoperta del centro inizia dalla <strong>Sala del Tricolore</strong> e dal suo Museo, che ripercorre i fatti storici con cimeli napoleonici e risorgimentali, per continuare nell’ antistante <strong>Piazza Prampolini</strong>, più nota come Piazza Grande, su cui si affacciano la <strong>Cattedrale </strong>e il <strong>Palazzo Municipale.</strong></p>
<p>Proseguendo lungo i portici del Broletto si raggiunge la piccola <strong>Piazza San Prospero</strong>, sede del tradizionale mercato, per proseguire fino a <strong>Piazza Fontanesi</strong>, un vero e proprio salotto all’aperto circondato da alberi. Da vedere, poi, la <strong>Basilica della Madonna della Ghiara</strong>, testimonianza del barocco emiliano, che custodisce preziose opere d’arte, come la Crocifissione del Guercino, oltre ad un ciclo di affreschi sulle figure femminili dell’antico testamento</p>
<h4><strong>Palazzo Magnani</strong>, principale sede espositiva cittadina, ospita mostre durante tutto l’anno con particolare interesse per la fotografia e l’arte moderna.</h4>
<p>I bellissimi <strong>Chiostri di San Pietro</strong>, insieme ad altre sedi sparse per la città, sono la location che ospita ogni anno il <strong>festival della Fotografia Europea</strong> che porta migliaia di appassionati di fotografia, mentre da fine settembre a novembre <strong>&#8220;Aperto Festival</strong>&#8221; è una rassegna dedicata alla danza e alla contemporaneità. A metà maggio, invece, favole e storie animate trasformano la città in <strong>ReggioNarra,</strong> un evento tutto dedicato all’infanzia.</p>
<p>Da non perdere le specialità della cucina reggiana. Nei forni si possono trovare l’<strong>erbazzone</strong>,  torta salata ripiena con un impasto di bietole lesse e insaporite da uovo, scalogno, cipolla, aglio e tanto Parmigiano-Reggiano, e le <strong>chizze,</strong> fatte con la pasta dello gnocco fritto, ripiegata a tortello, vengono farcite con scaglie di Parmigiano Reggiano e la cottura avviene in abbondante strutto oppure olio bollente.</p>
<p>Nelle pasticcerie, invece, si può assaggiare la <strong>spongata</strong>, una torta con una base di pasta brisée, farcita con marmellata di mele e pere, frutta candita, pinoli e mandorle, e ricoperta da un secondo strato di sfoglia, oppure il <strong>biscione,</strong> dolce composto da  mandorle, zucchero, uova, canditi. Cotto al forno, viene prodotto in forma di serpente ne può essere anche molto lungo, arrotolato su più piani di una tortiera. La superficie è ricoperta di meringa che deve mantenere il colore bianco e una consistenza friabile</p>
<p>Un itinerario frizzante come il vino Lambrusco indica la “<strong>Strada dei Vini e Sapori dei Colli di Scandiano e Canossa” e la “Strada dei Vini e Sapori delle Corti Reggiane”</strong> come le giuste direzioni da seguire.</p>
<h4>Segue <strong>Parma </strong>con il suo centro ricco di capolavori artistici e piccoli e grandi tesori di epoche diverse, che  accoglie in un&#8217;atmosfera raffinata.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-68632" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/parma-1866383_1280-e1601985368215.jpg" alt="" width="800" height="533" /></p>
<p>Il centro storico di Parma è caratterizzato da tre grandi poli. <strong>Piazza Garibaldi</strong>, centro della vita comunale dove sorge il <strong>Palazzo del Governatore</strong>, con la sua torre barocca, che conserva la campana dell&#8217;altissima torre civica crollata nel 1606.</p>
<p><strong>Piazza Duomo</strong>, dove si presentano le massime espressioni artistico-religiose della città con la <strong>Cattedrale dedicata all&#8217;Assunta</strong>, tra gli edifici romanico-padani più rappresentativi del periodo, <strong>il Battistero,</strong> edificio simbolo del passaggio dal tardo romanico al gotico, rivestito di marmo rosa di Verona, ed <strong>il Vescovado</strong>, risalente al XI-XII secolo, ma più volte rimaneggiato con l&#8217;attuale versione che risale all&#8217;inizio del Novecento.</p>
<p>E alla fine <strong>Piazzale della Pace</strong>, simbolo del potere ducale con il <strong>Palazzo della Pilotta</strong>, antico palazzo di servizio della famiglia Farnese. Al suo interno si trova il <strong>Museo Archeologico</strong>, la bellissima <strong>biblioteca Palatina</strong> ed il <strong>Teatro Farnese</strong>, il cui cortile esterno ogni estate è luogo di spettacoli e concerti.</p>
<h4>La violetta è il fiore simbolo della città, oggi divenuto un profumo celebre e anche una deliziosa caramellina glassata.</h4>
<p>Ideato e lanciato nel 1870 da Lodovico Borsari che ha dato il nome ad una famosa ditta di profumi, <strong>la violetta di Parma</strong>, nel tempo è diventata parte integrante della moda e dell’immagine della città.</p>
<p>Il maiale, invece, è il grande protagonista della gastronomia parmigiana, dal  quale si ricava tra tutti il delizioso <strong>Prosciutto di Parma</strong>. Un grande ruolo svolge anche il <strong>Parmigiano Reggiano</strong> assieme a  primi piatti come i <strong>cappelletti o anolini</strong>, pasta fresca ripiena di stracotto e cotti in brodo di carne, serviti specialmente durante le festività natalizie.</p>
<p>Un’ esperienza da vivere è sicuramente una serata al <strong>Teatro Regio</strong> nella stagione d’opera invernale o in occasione del <strong>Festival Verdi</strong>, che si tiene in ottobre. A settembre invece sono le delizie del maiale con il <strong>Festival del Prosciutto</strong> a soddisfare  il palato dei buongustai.</p>
<p>Un soggiorno nel territorio vicino alla città di Parma offre la possibilità di scoprire i gioielli sparsi nei dintorni, tra cui la <strong>Rocca Sanvitale</strong> di Fontanellato,  il <strong>Castello di Torrechiara</strong> e la <strong>Reggia di Colorno</strong>, raggiungibili anche con i mezzi pubblici. Per assaporare ancora di più questa terra è quasi obbligatoria una sosta ad uno o <strong>più Musei del cibo</strong>, come <strong>quello del formaggio</strong> a Soragna, <strong>del prosciutto</strong> a Langhirano oppure del <strong>salame </strong>a Felino.</p>
<h4>Il percorso prosegue con <strong>Fidenza, </strong>l’antico Borgo San Donnino, città d&#8217;arte e cultura e centro maggiore della provincia dopo Parma.</h4>
<p>La <strong>Granfiera di Borgo San Donnino</strong>, che si svolge in autunno, è la principale fiera del borgo, che propone appuntamenti e iniziative per adulti e bambini.</p>
<p>La <strong>Cattedrale,</strong> dedicata a San Donnino, le cui ossa sono custodite nella cripta sottostante l’altare maggiore, è un prezioso esempio di architettura romanico-padana. La parte di maggior valore è la facciata, dove si possono ammirare interessanti statue e bassorilievi.</p>
<p>Fidenza fu per parecchi secoli una città fortificata e la sua antica origine si può osservare la <strong>Porta di San Donnino,</strong> composta da una torre merlata e la vicina <strong>Casa Cremonini</strong>, sede del museo Antiquarium. Il <strong>Palazzo delle Orsoline</strong> non ha più la sua funzione religiosa da fine Novecento, divenuto così <strong>Palazzo della Cultura e delle Arti di Fidenza</strong>, dotato di una biblioteca, di una pinacoteca e del <strong>Museo Civico del Risorgimento</strong>. Un altro importante polo culturale della cittadina è il <strong>Teatro Magagni</strong>, esemplare architettonico neoclassico finemente decorato.</p>
<h4>Non molto lontano si raggiunge <strong>Castell’Arquato, </strong>borgo medievale di rara bellezza e di grande impatto scenografico.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-68633" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/26876509516_b4079f6b46_b-e1601985894319.jpg" alt="" width="800" height="459" /></p>
<p>Il suo fascino conquista tanto chi lo osserva da lontano dominare la vallata, quanto chi lo esplora da vicino aggirandosi fra le sue viuzze e le sue case medioevali in sasso, splendidamente conservate.</p>
<p>Un centro storico monumentale rappresentato dalla piazza municipale situata nella parte alta del paese,  dove si affacciano la <strong>Rocca Viscontea</strong>, imponente opera a difesa del borgo, la <strong>Collegiata di Santa Maria Assunta</strong>, splendida struttura romanica con parti gotiche e rinascimentali, e il duecentesco <strong>Palazzo del Podestà</strong>, che ospita nelle sue sale <strong>l’Enoteca Comunale</strong>, dove poter gustare prodotti tipici in un ambiente curato e accogliente o acquistare i vini piacentini ottenuti dai vigneti delle colline circostanti.</p>
<p>Oltre alle prelibatezze della tradizione, nella zona di Castell’Arquato, posta sulla <strong>Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli Piacentini</strong>, si gusta il tradizionale piatto degli anolini, interpretato però in maniera diversa. Il ripieno non prevede lo stracotto, rendendo così gli anolini più leggeri.</p>
<h4>Una grande nota culturale è rappresentata dal <strong>Museo Illica.</strong></h4>
<p>Dedicato al celebre drammaturgo e librettista che scrisse per Puccini opere come La Bohème, Tosca e Madama Butterfly e per  Mascagni, Isabeau, Iris, Le Maschere. Il museo conserva spartiti, libretti in antiche edizioni, costumi di scena, fotografie che ritraggono Illica insieme ai grandi compositori con cui collaborò nella sua intensa e avventurosa vita.</p>
<p>La conclusione del viaggio in Emilia Romagna segna un’importante tappa nella città di <strong>Piacenza, </strong>punto terminale della grandiosa via Emilia che attraversa tutta la regione e terra di mezzo tra due territori, quello emiliano e quello lombardo.</p>
<p>Una tranquilla città di provincia adornata da piccoli tesori. A partire dalla <strong>Cattedrale di Santa Maria Assunta e Santa Giustina,</strong> il Duomo di Piacenza, principale luogo religioso della città in stile romanico alla cui facciata si accede con una scalinata in marmo rosa e arenaria. Altri edifici religiosi da ammirare sono la romanica <strong>Basilica di Sant’Antonino</strong>, tappa dei pellegrini sulla Via Francigena, con la Porta del Paradiso, e la <strong>Basilica di San Savino</strong> con i mosaici del XII secolo raffiguranti il ciclo dei mesi.</p>
<p><strong>Piazza Cavalli</strong> deve il suo nome all’esistenza dell’inconfondibile monumento costituito da due sculture equestri di Alessandro e Ranuccio Farnese, realizzate da Francesco Mochi in stile barocco. La piazza  rappresenta ancora oggi un grande punto di riferimento,  in cui si svolge il mercato e per  la presenza di alcuni edifici storici, come il <strong>Palazzo Comunale</strong>, detto Il Gotico,e il <strong>Palazzo del Governatore</strong>.</p>
<h4>Una menzione particolare meritano i <strong>Musei Civici di Palazzo Farnese</strong>.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-68634" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/24220552214_148c340ae3_b-e1601986063814.jpg" alt="" width="800" height="385" /></p>
<p>Raggruppati e divisi per tema, offrono ad ognuno la possibilità di visitarli in base alla propria predisposizione Tra questi il <strong>Museo Archeologico</strong>, con ritrovamenti anche preistorici e il <strong>Fegato Etrusco</strong>, un modello in bronzo che riproduce il fegato di una pecora. Il <strong>Museo delle Carrozze</strong>, con numerosi pezzi esposti, tra cui carrozzine dei bambini ma anche esemplari da viaggio o da eventi di gala. L’<strong>Armeria</strong> con 400 pezzi di armi assortite, risalenti a vari periodi storici. Ed infine la <strong>Pinacoteca</strong> con una raccolta di dipinti dal XIV secolo al XIX secolo, che comprendono la collezione Rizzi-Vaccari e il Tondo della Madonna con Bambino eseguito da Botticelli.</p>
<p>Un’altra visita assolutamente da fare riguarda la <strong>Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi</strong>, che vanta 400 opere e alcune sale monografiche. Contiene dipinti di Hayez, Fattori, Pellizza da Volpedo, Boccioni, Carrà. Una tappa artistica per conoscere e scoprire i dipinti delle eccellenze italiane del Romanticismo e dell’arte moderna.</p>
<h4>Anche a Piacenza, però, il palato vuole la sua parte.</h4>
<p>Ed ecco sfilare sulla tavola prodotti tipici come <strong>la coppa, il salame e la pancetta</strong>. Da non perdere <strong>la bomba di riso</strong>, pasticcio di riso e carne di piccione con funghi, animelle o tartufi, era il piatto tradizionalmente preparato a Ferragosto nella provincia piacentina, e la <strong>pìcula &#8216;d cavall</strong>, ricetta a base di carne di cavallo tritata finemente che può essere accompagnata alla polenta e a vini rigorosamente piacentini tra cui spicca il rosso Gutturnio.</p>
<p>Una volta soddisfatte le papille gustative e lo stomaco, partendo da Piacenza si può vivere un’esperienza altrettanto unica, raggiungendo facilmente e visitando tutta la magnifica <strong>rete dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza</strong> presenti sul territorio.</p>
<p><em><strong>Alessandro Campa</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Nel Salento le eccellenze della Terra dell’Arneo, ospitale, generosa e dai ritmi lenti</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2020 06:00:27 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-67865" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/castle-puglia-salento-gallipoli-sea-water.jpg" alt="terra d'arneo" width="910" height="607" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/castle-puglia-salento-gallipoli-sea-water.jpg 910w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/castle-puglia-salento-gallipoli-sea-water-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/castle-puglia-salento-gallipoli-sea-water-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 910px) 100vw, 910px" /></h3>
<h3>Sospeso fra terra e mare il “giardino dello Ionio” riparte dalle eccellenze con itinerari unici e indimenticabili</h3>
<p><span id="more-67864"></span></p>
<p>Dodici comuni, con un profilo unico, ricco di storia e di bellezze naturali, compongono la Terra d’Arneo.</p>
<p>Una realtà sempre più apprezzata dai turisti, attratti dalla sua forte vocazione rurale e <strong>dai ritmi lenti </strong>che ne scandiscono le stagioni, che <strong>oggi riparte dalle eccellenze grazie al GAL</strong> (Gruppo di Azione Locale) Terra d’Arneo, un’agenzia che da oltre vent’anni lavora per la promozione e la valorizzazione dell’economia di questo territorio e lo fa attraverso attività e produzioni connesse con l’identità locale.</p>
<p>I dodici comuni che ne fanno parte sono tessere importanti di un mosaico altrettanto importante per il quale il GAL sta lavorando da tempo in sinergia con gli enti pubblici e con le aziende, per creare un sistema integrato che faccia, dell’Arneo, una destinazione turistica ed enogastronomica d’eccellenza.</p>
<h4><strong>L’asse su cui si muove lo sviluppo dell’accoglienza si basa su alcuni cardini fondamentali: ricettività, enogastronomia, ambiente e cultura</strong>.</h4>
<ul>
<li>La rete <strong>turistico-ricettiva </strong>è costituita da residenze in masserie, case coloniche e ville liberty, con un’ospitalità che si articola tra l’aperta campagna, i centri storici, i borghi rurali e quelli marinari per una dotazione complessiva di circa 750 posti letto dei quali poco meno di 400 in strutture agrituristiche, tutti finanziati nella sola programmazione comunitaria 2007/2014.</li>
<li>La rete <strong>delle tipicità locali </strong>è costituita da un insieme di attività enogastronomiche, artigianali, commerciali che, dai pregiati vini agli oli di qualità, dai prodotti da forno, alle paste fresche, dalla ristorazione ai prodotti del mare, dalla lavorazione del legno, della pietra e del vetro rende il tessuto economico dell’Arneo vivace e fortemente competitivo, ed esprime una forte attrattività turistica. Il GAL, negli anni, ha sostenuto più di 100 realtà locali tipiche.</li>
<li><strong>La rete culturale e ambientale</strong>, punto di forza della destagionalizzazione turistica, animata da un paesaggio frastagliato da ulivi e viti, colture di qualità, floricultura e da porzioni di territorio incontaminato come le aree protette e i parchi naturali, e dove non manca un articolato sistema museale tra cui si distinguono i musei del vino e del mare.</li>
</ul>
<h4><strong>Questi itinerari, pur nella loro diversità, sono integrati l’uno con l’altro</strong>.</h4>
<p>Il risultato di tale fusione è la connessione fra le zone costiere e l’entroterra, fra il paesaggio e il ricco ventaglio di offerte enogastronomiche. Percorsi virtuosi per un’offerta turistica sempre più appetibile.</p>
<blockquote><p><em>«</em><em>L</em><em>avorare in sinergia e creare una rete virtuosa fra tutti gli attori di questo territorio</em> – spiega il presidente del GAL Terra d’Arneo, Cosimo Durante – <em>è fondamentale per il rilancio dello stesso, ancora di più in questo periodo di ripartenza dopo i mesi difficili che abbiamo vissuto. Nel nuovo ruolo di FLAG, stiamo lavorando per integrare ancora di più le risorse della terra e del mare, supportando la Terra d’Arneo affinché diventi realmente competitiva. Si riparte da questa che è da sempre la “terra del riscatto” e dei grandi valori, lo facciamo con nuove consapevolezze e con l’impegno di sempre. Possiamo ripartire valorizzando la bellezza che ci circonda, dall’agricoltura e dalla pesca, settori trainanti per la nostra economia, e rilanciare il turismo che ha svelato il nostro territorio a tanti visitatori. Le potenzialità non mancano, dobbiamo solo metterle a frutto come abbiamo sempre fatto</em><em>»</em><em>. </em></p></blockquote>
<p><strong>Per saperne di più </strong><a href="http://www.terradarneo.it"><strong>www.terradarneo.it</strong></a></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>RICOMINCIO DA TE, ITALIA: ITINERARI DI VIAGGIO TRA LE REGIONI DELLA PENISOLA. LA LOMBARDIA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2020 06:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro campa]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[ricomincio da te]]></category>
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					<description><![CDATA[La Lombardia come non l’avete mai vista. Un mosaico di territori splendidi, sapori gourmet e angoli di natura da scoprire Un desiderio di rinascita. La voglia di ripartire dalle piccole abitudini quotidiane, ma anche di realizzare scelte più ragionate ed impegnative. Tra queste l’organizzazione di un viaggio, di una vacanza o di un semplice weekend [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-67984" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/italy-3523720_1280.jpg" alt="" width="1280" height="853" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/italy-3523720_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/italy-3523720_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/italy-3523720_1280-1024x682.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/italy-3523720_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></h3>
<h3>La Lombardia come non l’avete mai vista. Un mosaico di territori splendidi, sapori gourmet e angoli di natura da scoprire</h3>
<p><span id="more-67981"></span></p>
<p><strong>Un desiderio di rinascita</strong>. La voglia di ripartire dalle piccole abitudini quotidiane, ma anche di realizzare scelte più ragionate ed impegnative. Tra queste l’organizzazione di un viaggio, di una vacanza o di un semplice weekend per staccare la spina.</p>
<p>Quest’anno l’approccio al turismo sarà diverso, ma non per questo meno coinvolgente e stimolante.</p>
<p>Da situazioni difficili, a volte, possono nascere occasioni inaspettate. Ancora di più se si vive in Italia che, con la sua immensa varietà, offre degli scenari incantevoli.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>LOMBARDIA</strong></p>
<h4>Lombardia, una composizione unica di zone differenti, tutte da vivere e assaporare.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-67982" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/mantova-1647427_1280.jpg" alt="" width="1280" height="853" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/mantova-1647427_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/mantova-1647427_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/mantova-1647427_1280-1024x682.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/mantova-1647427_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h4>Il viaggio in Lombardia inizia dalla zona sud della regione con una meraviglia come <strong>Mantova</strong>.</h4>
<p>Una città dall’illustre passato, che si presenta con attrazioni uniche nel loro genere. Prima fra tutte il suggestivo <strong>Palazzo Te, </strong>poco fuori Mantova, un capolavoro nato nel 1500 dall’incontro tra il marchese Federico II Gonzaga e il grande architetto Giulio Romano.</p>
<p>Una villa dedicata al tempo libero e allo svago. Così bella da accogliere anche gli importanti ospiti della famiglia Gonzaga, che ha disegnato nel tempo le linee di una città che si presenta ancora oggi incantevole. La visita di Palazzo Te si articola in diverse stanze, ma le più importanti sono la <strong>Camera di Amore e Psiche</strong>, con un ciclo pittorico illustra 22 passi del racconto di Amore e Psiche tratto dalle Metamorfosi di Apuleio e la <strong>Camera dei Giganti</strong>, in cui è dipinta sulla volta la scena della Caduta dei Giganti, raccontata dalle Metamorfosi di Ovidio.</p>
<p>La visita in città conduce a <strong>Piazza Sordello</strong>, centro della Mantova antica e moderna. Una piazza\ dove si mostrano importanti monumenti come il <strong>Duomo</strong>, dedicato a San Pietro Apostolo e il <strong>Palazzo Ducale</strong>, reggia dei Gonzaga che si presenta come uno degli esempi architettonici più ricchi di tutta l’Italia delle signorie.</p>
<h4>Una tappa a <strong>Piazza Erbe</strong> che, oltre ad ospitare il mercato cittadino, è sede del <strong>Palazzo della Ragione</strong> e della <strong>Torre dell’Orologio</strong>, al cui interno è presente il <strong>Museo del Tempo</strong>.</h4>
<p>La visita è assolutamente consigliata sia per ammirare i meccanismi della macchina dell’orologio, ma anche per il panorama mozzafiato che si apre all’ultimo piano della torre dove si coglie una delle viste più belle della città spaziando con lo sguardo ai laghi che circondano Mantova.</p>
<p>Due importanti monumenti religiosi della città portano la firma di Leon Battista Alberti. Si tratta del <strong>Tempio di San Sebastiano</strong> e della <strong>Basilica di Sant’Andrea</strong>. Quest’ultima è la chiesa più grande di Mantova e si presenta con una facciata ispirata ad un modello di tempio etrusco-italico, mentre la facciata di San Sebastiano richiama una rielaborazione degli elementi di un tempio classico.</p>
<h4>Raffinatezza e semplicità contraddistinguono la cucina mantovana.</h4>
<p>Qui la regina è sicuramente la <strong>zucca</strong>, utilizzata come base per molti piatti sia salati che dolci. Sono celebri, infatti, i tortelli ripieni di zucca accompagnata da amaretti e mostarda di pere. A questi vanno aggiunti i <strong>capunsei</strong>, gnocchetti di pane dalla forma cilindrica conditi con burro, salvia e formaggio, tipico piatto della tradizione contadina.  Poi ampio spazio anche ai salumi con la <strong>Coppa DOP, il Cotechino Vaniglia e la Salamella Mantovana</strong>. E per concludere le note dolci vengono regalate dalla <strong>sbrisolona,</strong> una torta a base di mandorle, e dal <strong>sugolo,</strong> un budino all’uva.</p>
<h4>Lasciata Mantova si procede per <strong>Sabbioneta, </strong>una meravigliosa città ideale creata dal nulla nella seconda metà del Cinquecento da Vespasiano Gonzaga.</h4>
<p>Un ritaglio di terra sabbiosa, da cui proviene il nome del borgo, bagnato dal Po e dall’Oglio. Il sogno di un principe- mecenate diventato realtà e che tenne conto della visione moderna e funzionale cinquecentesca, dove le forme, le proporzioni, le misure rimandano a una bellezza segretamente alchemica.</p>
<p>A Sabbioneta tutto è incredibilmente bello, la galleria coperta, con l’eternità impressa in ogni pietra, il delizioso <strong>Teatro all’Antica</strong>, le meravigliose stanze del <strong>Palazzo Ducale</strong> con i soffitti lignei in elaborato stile manierista, il <strong>palazzo Giardino</strong> o il suo mausoleo. La struttura urbana a forma di stella a sei punte non ha subito grandi alterazioni, consegnando una città nata e morta con il suo artefice, pietrificata nella sua evoluzione e bloccata alla fine del Cinquecento.</p>
<h4>Si arriva a <strong>Cremona</strong>, piccola e graziosa capitale delle musica.</h4>
<p>La storia di Cremona si lega a quella delle <strong>botteghe dei liutai</strong> che la popolano, in cui più di 500 anni fa è nato il violino. La liuteria rappresenta l’elemento più caratteristico della città, quello per cui è conosciuta come esemplare unico nel panorama mondiale.</p>
<p>Sparse nelle vie, oltre 150 botteghe artigiane dove riecheggia il suono dei violini creati da mani sapienti e da un mestiere unico. Per tenere viva la memoria è nato un avveniristico <strong>Museo del Violino </strong>che conserva gli Amati, i Guarneri, gli Stradivari, mentre si può anche prenotare una visita nelle botteghe di liuteria dove un maestro liutaio illustra la lavorazione degli strumenti ad arco, in laboratori dove il tempo sembra essersi fermato.</p>
<p>A Cremona si viene accolti da un affascinante atrio dove si mostrano i capolavori che circondano la Piazza del Comune. Il ruolo principale spetta alla <strong>Cattedrale di Santa Maria Assunta</strong>, con la sua suggestiva facciata, dove su base romanica sono stati innestati nei secoli elementi gotici, rinascimentali e barocchi. Accanto alla Cattedrale, merita una sosta anche il <strong>Battistero</strong> a pianta ottagonale, interessante esempio di architettura di età comunale.</p>
<h4>Vero simbolo della città è però il <strong>Torrazzo</strong> che con i suoi 112 metri d’altezza è la torre in muratura più alta d’Europa.</h4>
<p>I più audaci possono scalare i 502 gradini di cui è composto. Una volta raggiunta la cima la vista sulla città è qualcosa dalla bellezza indescrivibile.</p>
<p>Ma Cremona ha un altro simbolo, ovvero il <strong>torrone.</strong> La leggenda narra che questo dolce a base di albume, miele e mandorle fu servito per la prima volta durante il banchetto nuziale di Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza, nel 1441. Per questa speciale occasione i pasticcieri gli avevano dato la forma del Torrazzo, il campanile della cattedrale. Un dolce che adesso viene celebrato a novembre con giorni di festa in centro città.</p>
<p>Altre specialità arricchiscono le tavole cremonesi come grandi varietà di insaccati, tra cui salame all’aglio, cotechino alla vaniglia, salame da pentola. A questi si aggiungono i <strong>marubini,</strong> tradizionale pasta ripiena, che vengono serviti durante le festività natalizie o in altre occasioni speciali. Il ripieno è composto da un insieme di carni, formaggio e spezie, mentre il brodo si ottiene mettendo in acqua fredda pollo,  manzo e carne di maiale.</p>
<p>Il secondo piatto per eccellenza è, invece, il <strong>gran bollito cremonese</strong>. Gallina, manzo, cotechino, lingua di vitello, testina, il gran bollito è un’armonia di gusto da accompagnare con la mostarda cremonese, rigorosamente di frutta intera, e con diverse salsine a base di verdure.</p>
<h4>Segue <strong>Crema,</strong> caratteristico centro padano dalle antiche origini ed una lunga storia di splendore, ricchezza ed arte.</h4>
<p>Il centro storico è delimitato dalla cerchia muraria di cui restano significative testimonianze e si sviluppa intorno alla Piazza Duomo, vero cuore della città. In epoca medievale, in questa si incontravano i mercanti, si assisteva alle cerimonie religiose o ci si divertiva con giostre e spettacoli pirotecnici. Oggi, a distanza di molti secoli, le abitudini dei cremaschi non sono cambiate e questo luogo conserva nelle pareti degli edifici la memoria dei suoi eventi.</p>
<p>Tra gli edifici che si affacciano sulla piazza ecco il <strong>Duomo</strong>, dedicato all&#8217;Assunta, una cattedrale in stile gotico cistercense con un bellissimo rosone a 16 petali realizzato in marmo. Di fronte ad esso il <strong>Palazzo Comunale</strong> composto dal <strong>Torrazzo</strong>. Non proprio una torre, ma una porta monumentale che divide piazza Duomo da via XX Settembre e che presenta i caratteri stilistici propri dell’architettura rinascimentale lombarda del primo Cinquecento. In alto è posizionato l’orologio realizzato nel 1555 e nella lanterna è ancora conservata la campana che annunciava le sedute del Consiglio comunale</p>
<p>Uno degli edifici più caratteristici del centro storico di Crema è il <strong>convento rinascimentale di Sant&#8217;Agostino</strong>. Al suo interno si trova la sede del <strong>Museo Civico di Crema e del Cremasco</strong>. Le sezioni del museo illustrano la storia del Cremasco dalla preistoria ai giorni nostri, attraverso reperti archeologici e documenti storici.</p>
<p>Uno spazio importante è occupato dalla storia più recente di Crema, attraverso la ricostruzione della vita quotidiana nelle campagne di fine Ottocento e della storia industriale della città. La pinacoteca espone le opere più significative della produzione pittorica cremasca dal XVII secolo ad oggi.</p>
<h4>Dal Cremonese ci si sposta verso il <strong>Lodigiano</strong>, identificato in quella parte di Pianura Padana lombarda che si distende tra i fiumi Lambro, Adda e Po.</h4>
<p>Proprio i corsi d’acqua descrivono gli elementi tipici del paesaggio lodigiano. Un territorio sostanzialmente pianeggiante, luogo ideale per chi desidera pedalare con facilità, grazie alla presenza di una rete ciclabile che supera i 500 chilometri di estensione.</p>
<p>Al centro di un viaggio tra le distese agricole della pianura e i boschi che inseguono le rive dell’Adda si presenta la graziosa <strong>Lodi</strong>. Da subito si scopre <strong>Piazza della Vittoria</strong>, il fulcro della città. Una caratteristica pianta romboidale quadrata segna il suo tratto distintivo. La piazza, infatti, rappresenta l&#8217;unico esempio al mondo di piazza porticata su tutti i quattro lati.</p>
<p>Su di essa compaiono il <strong>Duomo </strong>ed il <strong>Palazzo Municipale</strong>, seguiti da eleganti palazzi come <strong>Palazzo Vistarini</strong>, dimora castellata del XIV secolo, che nel lato verso corso Vittorio Emanuele si trasforma nel settecentesco <strong>Palazzo Barni</strong>.</p>
<h4>Un autentico simbolo della città è il <strong>Tempio Civico di Santa Maria Incoronata</strong>.</h4>
<p>Voluto nel 1487 dai cittadini di Lodi per celebrare un miracolo, custodisce al suo interno uno scrigno rinascimentale che raccoglie opere dal Quattrocento all’Ottocento, tra dorature e affreschi, tavole dipinte e marmi.</p>
<p>Ma Lodi nasconde anche un’anima dallo stile liberty. Una piacevole pedalata tra le vie della città aiuta a scoprire dei raffinati gioielli come <strong>Casa Biancardi</strong>, un edificio rosso su cui spiccano i bassorilievi di colore bianco-grigio, nella parte superiore delle finestre. Le principali decorazioni Liberty sono il balcone dai motivi floreali e le colonnine portanti.</p>
<p>Poco distante <strong>Casa degli Angeli</strong>, costruita attorno a un cortile rettangolare porticato e sul suo lato frontale si contano quattro piani, l&#8217;ultimo dei quali è un loggiato aperto. Poi <strong>Casa Arosio</strong>, una delle palazzine più eleganti di Lodi, nata come sede del Cinema Mignon, presenta una facciata con decorazioni pittoriche e scultoree floreali e vetrate colorate di giallo, verde e blu.</p>
<h4>Una visita merita anche il <strong>Museo della Stampa d&#8217;Arte</strong>, presso i locali della ex tipografia “Lodigraf”, attiva fino all&#8217;inizio degli anni Ottanta del secolo scorso.</h4>
<p>Lo spazio espositivo ha mantenuto le caratteristiche architettoniche di una vecchia tipografia ristrutturata e qui ci si può immergere e respirare il profumo della storia della stampa.</p>
<p>Centinaia di reperti, allineati in ampie sale, compongono una delle più pregevoli raccolte di macchine e attrezzature per la stampa presenti in Europa. Un museo vivo che ripercorre le tappe dell’arte della stampa attraverso i secoli e che può trasformarsi in officina creativa, laboratorio didattico sperimentale a disposizione delle scuole, luogo per convegni, mostre temporanee e spazio libero per ogni altra progettualità.</p>
<p>Lodi è anche luogo di eventi come il “<strong>Festival della Fotografia Etica”</strong> che a ottobre si impossessa della città seguito dalla “<strong>Rassegna Gastronomica del Lodigiano</strong>”, per gustare zucche e castagne in grandi quantità. Proprio la gastronomia del territorio si presenta con tre ingredienti principali che da sempre caratterizzano la zona come il burro, il formaggio e gli insaccati di maiale.</p>
<p>Una cucina che rispecchia la vocazione agricola del Lodigiano, e i suoi piatti sono frutto della sapiente elaborazione dei prodotti della cascina. Per ogni portata un vino giusto da abbinare e da scoprire percorrendo la <strong>Strada del Vino San Colombano e dei Sapori Lodigiani</strong>.</p>
<h4>Un dolce assolutamente da non perdere è la <strong>Tortionata,</strong> che più caratterizza il territorio lodigiano.</h4>
<p>Una torta friabile a base di mandorle e burro, figlia di un’antica ricetta tramandata da generazioni e ancora oggi molto apprezzata dai lodigiani che non dimenticano di portarla sulla propria tavola o di recarla in dono nelle loro trasferte. La degustazione della Tortionata, imbiancata con una spruzzata di zucchero a velo, può essere accompagnata dal moscato o dal malvasia dolce, ma anche da spumante o passito.</p>
<p>Poco distante<strong> Sant’Angelo Lodigiano. </strong>Qui è obbligatoria la visita al Castello Bolognini. Una fortezza a pianta quadrilatera con tre torrioni angolari e un’imponente torre maestra, leggermente alta 36 metri. Il castello ospita tre musei, il <strong>Morando Bolognini, il Museo di Storia dell’Agricoltura e il Museo del Pane. </strong></p>
<p>Il primo dei tre musei del Castello di Sant’Angelo Lodigiano ospita 24 saloni tutti da scoprire. Qui si respira un’atmosfera d’altri tempi, ammirando antichi mobili, quadri e numerosi lavori artigianali in ferro battuto. All’interno della Biblioteca si presentano circa 2000 volumi di argomento scientifico, mentre nell’Armeria si trovano 500 pezzi di varie epoche e provenienze. La visita prosegue al piano superiore dove si accede al Museo del Pane, oppure si può scendere nei sotterranei per scoprire il Museo lombardo di storia dell&#8217;agricoltura.</p>
<h4>La scoperta della regione prosegue con<strong> Pavia</strong>.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-67983" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/certosa-di-pavia-4053066_1280.jpg" alt="" width="1280" height="721" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/certosa-di-pavia-4053066_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/certosa-di-pavia-4053066_1280-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/certosa-di-pavia-4053066_1280-1024x577.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/certosa-di-pavia-4053066_1280-768x433.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Alle porte della città ci si imbatte in una perla di rara bellezza, <strong>la Certosa di Pavia</strong>, uno dei massimi capolavori italiani del Rinascimento. La facciata della Certosa è decorata con una serie di medaglioni che ritraggono personaggi dell’antichità, sia storici che leggendari.  Più in alto si trovano rappresentate le scene della vita di Cristo e dell’Antico Testamento e figure di Santi e Profeti, mentre all’interno della chiesa si può notare l’originaria struttura gotica, ispirata al Duomo di Milano. Il monastero fu fatto costruire da Gian Galeazzo Visconti come cappella di famiglia, collegato al castello tramite il Parco Visconteo.</p>
<h4>Proprio il <strong>Castello Visconteo</strong> è un altro luogo peculiare di Pavia.</h4>
<p>Più che una struttura inespugnabile, il castello era sede di una corte colta e raffinata, come testimoniato dal meraviglioso loggiato interno e dalle sale affrescate. Il castello è anche sede dei Musei Civici che comprendono diverse collezioni, tra le quali il <strong>Museo Archeologico e Sala Longobarda, la Sezione Romanica e Rinascimentale, la Pinacoteca Malaspina e la Pinacoteca del Seicento e del Settecento.</strong> Una volta visitati gli interni non resta che rilassarsi nel parco circostante. In poco tempo si passa dai giardini alla Strada Nuova, pedonale, e passeggiare senza traffico tra viuzze e negozi.</p>
<p>Lungo il corso incontrerete l<strong>&#8216;Università</strong>, una tra le più antiche d&#8217;Europa che ha avuto tra i suoi docenti personaggi illustri come Alessandro Volta e Ugo Foscolo. Proprio a Volta è dedicata la statua presente nella sede dell’ateneo centrale. Secondo una superstizione meglio non salirci sopra, il rischio che si corre è quello di non riuscire mai a laurearsi.</p>
<p>A Pavia è quasi impossibile non imbattersi nel <strong>Ponte Coperto</strong>, sbucando da una delle molte stradine acciottolate che caratterizzano il centro storico. Il Ponte Coperto, uno dei simboli della città, fu ricostruito nel dopoguerra sul disegno del ponte trecentesco gravemente danneggiato dai bombardamenti. Una struttura dal fascino unico, lunga oltre 200 metri, in cui emozionarsi e passeggiare al tramonto ammirando il profilo della città.</p>
<h4>Una particolare sensazione prende forma visitando l’<strong>Oltrepò pavese</strong>.</h4>
<p>Una terra a grande vocazione enogastronomica e seconda area al mondo, dopo la Borgogna, per produzione di vini Pinot nero. La cucina tradizionale è legata ai prodotti del territorio, in particolare ai funghi e alla carne di maiale. Ma lungo questa rotta si incontrano le strade dei sapori dell’Oltrepò per andare a scovare le più rinomate cantine. Ai i prodotti locali si accompagna un’ottima offerta di vini dalla Bonarda, dal Barbera al Riesling o  dal Cabernet  e dal Pinot Nero. Lungo la Strada del Vino e dei Sapori dell&#8217;Oltrepò Pavese ci si imbatte in importanti località vinicole tra cui Broni, Stradella e Voghera.</p>
<h4>Da Pavia si procede direttamente verso<strong> Milano, </strong>presentata con una differente narrazione.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-67984" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/italy-3523720_1280.jpg" alt="" width="1280" height="853" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/italy-3523720_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/italy-3523720_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/italy-3523720_1280-1024x682.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/italy-3523720_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Una città introversa che nel tempo si è trasformata nel punto centrale dell’innovazione, della creatività e della sperimentazione. Una metropoli pronta ad essere condivisa da tutti e che offre lo spazio ad idee e progetti che aspettano solo di essere sviluppati.</p>
<p>Un viaggio a bordo dei tram storici di Milano, anche senza una destinazione in particolare, rappresenta l’occasione migliore per apprezzare ancora di più la città, la sua storia e cultura. Seduti su comode poltroncine di legno dei modelli più antichi si osserva un racconto della città offerto dai suoi monumenti storici, dalle piazze, dai viali e dai numerosi scorci che offre.</p>
<p>Proprio tra questi una menzione obbligatoria la merita <strong>il Duomo</strong>, simbolo della città ed unico edificio in cui lo stile gotico del Nord Europa si fonde con gli elementi lombardi. Sulla guglia maggiore, a 108 metri di altezza, svetta la statua dorata della Madonnina. Dalla Terrazza si possono ammirare i principali edifici del centro storico di Milano, dalla Loggia dei Mercanti al Palazzo della Ragione, da Galleria Vittorio Emanuele ai nuovi grattacieli che hanno ridisegnato la struttura urbana di Milano.</p>
<p>Un’altra pregevole menzione spetta al <strong>Castello Sforzesco</strong>, a lungo simbolo del potere di signori e padroni stranieri, oggi diventato luogo della cultura. Al piano terreno della Corte Ducale c&#8217;è il <strong>Museo d&#8217;Arte Antica</strong>, al primo piano la Pinacoteca, e poi ci sono il Museo degli Strumenti Musicali, il Museo della Preistoria e Protostoria.</p>
<h4>A questi due tesori ne segue un altro, la <strong>Pinacoteca di Brera.</strong></h4>
<p>Ufficialmente istituita nel 1809,il palazzo che oggi la ospita divenne nel 1700 un centro culturale in cui furono esposte opere d&#8217;arte a scopo didattico e culturale. Con il tempo la collezione acquistò sempre più peso fino agli anni &#8217;70 del secolo scorso, arricchita da collezioni di sorprendente bellezza di artisti tra i più importanti del primo Novecento, come Modigliani, Morandi, Carrà.</p>
<p>Un altro simbolo della città sono sicuramente i <strong>Navigli</strong>, che permettevano la navigazione da Milano al lago di Como e hanno un sistema di chiuse progettato nel &#8216;400 da Leonardo da Vinci, tuttora visibile. <strong>La Martesana</strong> è uno dei navigli disegnati da Leonardo, conosciuto anche come il naviglio piccolo e va da Porta Nuova al lago di Como.</p>
<h4>Oggi lungo la Martesana corre anche una pista ciclabile che permette di pedalare da Milano a Lecco.</h4>
<p>In passato i Navigli erano zona di mercatini e botteghe artigianali, mentre oggi raccolgono locali esclusivi e ristoranti. Ma i navigli continuano a rappresentare le arterie vitali della città e del territorio, animate anche dalle attività qui realizzate in ogni periodo dell’anno.</p>
<p>Ma Milano presenta anche piccoli lati nascosti e inaspettati. Uno di questi è il <strong>Quadrilatero del Silenzio</strong>. Una zona racchiusa da quattro strade, dove andare alla scoperta della massima espressione liberty milanese. Il maestoso arco del Palazzo della Società Buonarroti-Carpaccio–Giotto rappresenta la porta d’ingresso in questo luogo surreale. Circondato da eleganti palazzine liberty, incredibili roseti bianchi che illuminano un luogo che sembra vi non appartenere a Milano. Palazzo Berri Meregalli merita una sosta per ammirare i dettagli e le meraviglie di questo piccolo gioiello a metà tra il neogotico e il liberty.</p>
<h4>Un’altra zona particolare di Milano è il <strong>Quartiere della Maggiolina</strong>.</h4>
<p>Anche qui si presentano stradine silenziose in cui si susseguono villette liberty, ma anche qui sembra di non essere a Milano per la presenza di costruzioni molto stravaganti.  Da vedere assolutamente Villa Mirabello, esempio di cascina del Quattrocento, anche se la parte più originale del quartiere si trova in Via Lepanto, nei pressi della ferrovia, dove l&#8217;architetto Mario Cavallè riuscì a costruire casette a forma di fungo e di igloo, di cui oggi sono presenti solo pochi esemplari.</p>
<p>Molto suggestivo il<strong> Palazzo della Ragione, </strong>conosciuto anche come il Telefono di Milano. Il palazzo ha un portico testimone di un fenomeno particolare. Mettendosi all&#8217;interno del colonnato col viso rivolto verso la colonna che fa da angolo esterno del palazzo, in direzione Duomo è possibile parlare con un&#8217;altra persona che si trova sulla diagonale del primo quadrilatero di colonne. In aggiunta il palazzo è anche sede di interessanti mostre fotografiche.</p>
<p>Da Milano si possono intraprendere due diversi percorsi. Il primo verso Bergamo e Brescia, mentre il secondo in direzione di Monza e la Brianza e delle altre province vicine.</p>
<h4><strong>Bergamo</strong>, una città divisa in due parti, ma ugualmente splendide tra loro.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-67988" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Sunrise_at_Bergamo_old_town_Lombardy_Italy.jpg" alt="" width="1024" height="576" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Sunrise_at_Bergamo_old_town_Lombardy_Italy.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Sunrise_at_Bergamo_old_town_Lombardy_Italy-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Sunrise_at_Bergamo_old_town_Lombardy_Italy-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Il nucleo antico di <strong>Bergamo Bassa </strong>è costituito dai suoi borghi come San Leonardo, Pignolo e Santa Caterina. Una passeggiata attraverso queste vie, permette ancora di ammirare botteghe e laboratori dal sapore artigianale e trovare oggetti e capi d&#8217;abbigliamento unici e originali.</p>
<p><strong>Borgo Santa Caterina</strong> è un piccolo scrigno di grandi meraviglie. Passeggiando per le sue viuzze, ci si immerge in un’atmosfera unica.  Il borgo bergamasco prende il nome proprio dalla Via Santa Caterina, intorno alla quale nasce e si sviluppa l’abitato. Ciò avviene in particolare dal 1390 in poi, quando vennero costruite le cosiddette Muraine, cinta muraria nella Città Bassa</p>
<p>Il quartiere è raggiungibile da più punti di accesso e tante sono inoltre le attrazioni da visitare, a partire dall’<strong>Accademia Carrara</strong>, riaperta dopo anni di restauri, che possiede ben 1.800 opere che abbracciano un largo arco temporale, dal Rinascimento al Barocco, fino all’Ottocento. Istituita nel 1794 per volontà del Conte Giacomo Carrara, la sede è un maestoso edificio neoclassico che ha ospitato non solo il museo, ma anche la scuola di pittura che nel 1988 è diventata Accademia di Belle Arti legalmente riconosciuta.</p>
<p>Al suo interno opere che portano la firma di artisti del calibro di Botticelli, Bellini, Raffaello, Tiepolo e Canaletto. La Pinacoteca offre durante tutto l’anno una ricca agenda di appuntamenti tra proiezioni, presentazioni di libri, spettacoli teatrali.</p>
<h4>Bergamo Bassa ha il suo cuore nel <strong>centro Piacentiniano</strong>, così chiamato perché progettato agli inizi del Novecento dall&#8217;architetto Piacentini.</h4>
<p>Passeggiando lungo la via principale, conosciuta come <strong>il sentierone,</strong> si possono ammirare gli edifici che vi si affacciano,  dal Teatro Donizetti alla chiesa di San Bartolomeo, da piazza Dante alla Torre dei Caduti fino a raggiungere Porta Nuova, punto privilegiato da cui ammirare Città Alta. Si prosegue lungo via XX Settembre fino a raggiungere la chiesa di Sant&#8217;Alessandro in Colonna che sorge nel luogo in cui fu martirizzato Sant&#8217;Alessandro, patrono della città.</p>
<p>Per raggiungere <strong>Bergamo Alta</strong> si può utilizzare la funicolare che passa tra le antiche Mura Veneziane. Posta su un colle e racchiusa da una cinta muraria con quattro porte, la Città Alta accoglie con un intrico di cortili nascosti, botteghe artigiane, portici, laboratori dei maestri vetrai e  <strong>la bütiga de frér</strong> dove si creano capolavori in ferro battuto.</p>
<p><strong>La Corsarola</strong> è la passeggiata che attraversa il cuore antico di Bergamo Alta, da piazza Mercato delle Scarpe a Piazza Vecchia, atrio rinascimentale di Città Alta in cui ogni angolo riesce a esaltare tutti gli edifici che la circondano. <strong>Piazza Vecchia</strong> è anche sede di un appuntamento internazionale di grande richiamo, “I <strong>Maestri del Paesaggio</strong>”,che accoglie paesaggisti da tutto il mondo, impegnati a progettare per due settimane una piazza verde nel cuore di Città Alta.</p>
<h4>Al centro della piazza, la <strong>Fontana del Contarini</strong> emana ancora la sua bellezza settecentesca, dal colore candido e neutro.</h4>
<p>Poco più in là, eleganti palazzi dall&#8217;aspetto solenne e imponente, dalla facciata austera del <strong>Palazzo della Ragione</strong> al bianco smagliante di <strong>Palazzo Nuovo</strong>.  Da non perdere, la Torre Civica, detta <strong>il Campanone</strong>, che con i suoi 52 metri di altezza, svetta su tutta la città.</p>
<p>Maestosa e imponente, la <strong>Basilica di Santa Maria Maggiore</strong> domina Piazza del Duomo, nel cuore di Bergamo Alta. La Basilica di Santa Maria Maggiore fu voluta dai bergamaschi come voto perché la Madonna ponesse fine a un lungo periodo di epidemie L&#8217;esterno della Basilica presenta uno stile Romanico, mentre all’interno, le decorazioni sono un trionfo barocco.</p>
<p>Dopo aver visitato entrambe le parti della città non resta che assaggiare i suoi prodotti tipici. La cucina bergamasca è sostanziosa e saporita con ingredienti semplici e grande attenzione alle materie prime. <strong>I casoncelli</strong> dischi di pasta con un cuore di carne tritata di manzo e maiale serviti con burro fuso insaporito con salvia e pancetta, sono il piatto principe. A seguire <strong>lepre in salmì o formaggio d’alpe</strong> e i deliziosi salumi, come il salame della bergamasca, la salsiccia e il cotechino.</p>
<h4>Sono poi da scoprire le <strong>Alpi Orobie</strong>, le splendide montagne bergamasche.</h4>
<p>Lo si può fare percorrendo itinerari alpinistici ideali in piena sicurezza, dove non sono richieste competenze tecniche, ma un&#8217;adeguata preparazione fisica per superare dislivelli di 1000 metri. Diversi sono i percorsi da scoprire, come ad esempio l’aspro <strong>Pizzo del Diavolo</strong> oppure il dolomitico <strong>Pizzo della Presolana</strong>, anche detta la &#8220;regina&#8221; delle Orobie e titolare di un world guinness record per la cordata più lunga del mondo.</p>
<p>Racchiusa dalle Alpi Orobie, la <strong>Val Brembana</strong> si estende nel cuore dell&#8217;alta Lombardia e offre l&#8217;opportunità di praticare molteplici sport in tutte le stagioni dell&#8217;anno grazie ad impianti di sci alpino, opportunità per praticare alpinismo e arrampicata, tragitti per mountain bike piste per lo sci nordico e ancora canoa e trekking. La regina dello sci bergamasco è certamente Foppolo con le sue 14 piste lunghe più di 40 chilometri e servite da 7 impianti di risalita. Foppolo, insieme a Carona, San Simone, Piazzatorre fanno della Val Brembana un comprensorio sciistico molto importante.</p>
<p>L&#8217;altopiano di <strong>Piazzatorre Torcole</strong> si estende nel cuore delle Alpi Orobie, in alta Valle Brembana ed collegato al comprensorio sciistico di Torcole Ski, a 2000 metri di quota. Gli appassionati di sci avranno a loro disposizione numerosi tracciati di varia lunghezza e difficoltà, tra cui la celebre pista del Bosco, tra le più belle e impegnative di tutta la bergamasca con i suoi quattro chilometri di lunghezza e 700 metri di dislivello. Piazzatorre, lontano dalle località più affollate, è la destinazione ideale per tutti coloro che sono alla ricerca della pace che solo la montagna può regalare, da vivere anche attraverso percorsi di scialpinismo oppure passeggiando nei boschi con le ciaspole ai piedi.</p>
<h4>Un altro ambiente pregiato vicino Bergamo è il <strong>Lago di Iseo</strong>, Qui natura e arte si fondono in maniera armonica.</h4>
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<p>Uno dei grandi laghi prealpini da scoprire con una gita in battello, per poter godere di una piacevolissima esperienza, esplorandolo da diversi punti di vista e facendo tappa nelle località che più incuriosiscono.</p>
<p>La perla del lago è <strong>Montisola</strong>, una montagna su un&#8217;isola, che divide in due il Lago d’Iseo, la sponda bresciana da quella bergamasca. Uno dei modi più belli di percorrere l&#8217;isola è in bicicletta, noleggiabile una volta sbarcati dal traghetto. L’’isola lacustre più grande d’Europa, raggiungibile in battello da tutte le principali località del lago d’Iseo. Nel 2016, per tre settimane, ci si è andati anche a piedi, camminando sui <strong>Floating Piers</strong> di Christo</p>
<h4>A Montisola, si circola solo a piedi, in bicicletta e in autobus.</h4>
<p>Qui merita una visita la chiesa di San Michele del XVII secolo. Sono ancora in attività alcuni dei retifici per i quali Monte Isola è famosa nel mondo, così come cantieri dove esperti carpentieri e maestri d’ascia costruiscono a mano le imbarcazioni di legno.</p>
<p>Il Lago d&#8217;Iseo, oltre ad essere un&#8217;oasi di relax e una meta ideale per chi vuol praticare sport Moltissime sono le opportunità per gli amanti del trekking e della vita all&#8217;aria aperta, che possono scegliere tra i molti sentieri che dai borghi in riva al lago salgono fino alle montagne.</p>
<p>Escursionisti esperti possono affrontare percorsi un po&#8217; più impervi, come quelli che portano al <strong>Monte Guglielmo</strong>, a 1957 metri di altitudine, o percorrere <strong>l’Antica Strada Valeriana</strong> che dalla frazione di Iseo arriva a Pisogne.</p>
<p>Il lago d’Iseo è anche un&#8217;ottima tappa enogastronomica per cui vale la pena fermarsi più di un giorno. Tra pesce e buon vino, c&#8217;è molto da scoprire ma soprattutto da mangiare e bere, conoscendo più a fondo il territorio e deliziando il proprio palato.  Ad esempio sardine essiccate, condite con olio, prezzemolo e aglio e accompagnate da polenta sono tra i piatti più tradizionali del lago.</p>
<h4>Ecco<strong> Brescia, </strong>città soprannominata Leonessa d&#8217;Italia per aver resistito agli austriaci durante il 1849.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-67990" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/40846200543_8b39ae3729_b.jpg" alt="" width="1024" height="576" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/40846200543_8b39ae3729_b.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/40846200543_8b39ae3729_b-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/40846200543_8b39ae3729_b-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Questo evento storico viene ricordato nel suo castello, che ospita il <strong>Museo del Risorgimento</strong>, con uno straordinario patrimonio iconografico e una sezione dedicata proprio alle Dieci Giornate, e quello delle Armi, con una ricca raccolta di armature<strong>.</strong></p>
<p>Il <strong>Castello di Brescia</strong> si trova sul colle Cidneo e costituisce uno dei più affascinanti complessi fortificati d’Italia, in cui si leggono ancora i segni delle diverse dominazioni. Oggi si offre alle passeggiate dei visitatori, che dal cuore della città vecchia possono accedere alla sommità del colle attraverso il percorso di Contrada Sant’Urbano.</p>
<p>Al suo interno il Castello sorprende con stradine ricche di mistero, ambienti nascosti e un panorama fra i più coinvolgenti, che abbraccia l’intero centro abitato. Sono molto suggestivi <strong>il giro delle torri</strong> e <strong>la Strada del soccorso</strong>, una via di fuga viscontea che ha segnato gli assedi che si sono verificati nella storia della città.</p>
<h4>Alle pendici del colle Cidneo è possibile ammirare i resti di alcuni dei principali monumenti della <strong>Brixia</strong> di età romana.</h4>
<p>Nel centro cittadino si scopre il <strong>Parco Archeologico</strong>, un percorso unico di oltre quattromila metri quadrati, testimone dell’importanza di Brescia che in età romana era una delle città più significative dell’Italia settentrionale, situata lungo la cosiddetta via Gallica.</p>
<p>Una grande ricchezza cittadina è rappresentata dal <strong>Museo di Santa Giulia</strong>. Unico in Italia e in Europa per concezione espositiva e per sede, il Museo è allestito all&#8217;interno del monastero di Santa Giulia, inserito nel più antico <strong>monastero benedettino femminile di San Salvatore</strong>. Qui si compie un vero e proprio viaggio attraverso la storia, l’arte e la spiritualità di Brescia dall’età preistorica fino al Settecento.</p>
<p>Ma a Brescia si può anche vivere una città teatro. Questo avviene a settembre durante la “<strong>Festa dell’Opera”</strong> che porta il melodramma nelle strade della città, in teatro e nei luoghi più antichi, nei ristoranti e nei cortili, ma anche nei musei e nelle fabbriche. Una festa colta e popolare per la regia del Teatro Grande, tempio italiano della lirica</p>
<h4>E non si può dimenticare un altro evento fondamentale nella seconda metà di maggio.</h4>
<p>Una delle gare più belle del mondo, la <strong>“Mille Miglia</strong>”, ovvero Brescia-Roma, andata e ritorno. Un appuntamento fisso dal 1927 con 450 vetture d’epoca da quarantuno Paesi, tra motori ed elegante mondanità. Chi non può assistervi ha comunque la possibilità di visitare il <strong>Museo Mille Miglia</strong> a Santa Eufemia della Fonte.</p>
<p>La maggior parte dei tesori sono raccolti nell’area vicina alla città di Brescia, tra valli dalle identità uniche, colline in cui regnano le bollicine e laghi dal fascino incantevole. Proprio la <strong>Val Camonica</strong>, una tra le valli più rinomate d’Italia, presenta un territorio caratterizzato dalla varietà di paesaggi con grandi boschi, sentieri e rifugi che attraggono gli sportivi e tutti coloro che cercano nella vacanza anche bellezza e relax.</p>
<h4>In Val Camonica si trovano alcune tra le più rinomate stazioni sciistiche come <strong>Ponte di Legno, Corteno-Aprica e Borno</strong>.</h4>
<p>ùIn inverno qui si praticano la maggior parte delle attività sulla neve, sleddog, ciaspole, pattinaggio sul ghiaccio, ma anche trekking e arrampicata. Inoltre, è possibile praticare sci primaverile, solitamente fino ai primi di giugno, salendo sul <strong>ghiacciaio del Presena</strong>.</p>
<p>La Val Camonica presenta anche un ricco patrimonio storico artistico che comprende le famose <strong>pitture rupestri, che narrano l’affascinante storia dei Camuni</strong>, popolo che si insediò in questa valle intorno all’8.000 a.C. La Val Camonica è un luogo di grande spiritualità e sincera devozione. Percorsa per tutta la sua lunghezza da una fitta presenza di chiese, eremi e santuari reca i segni della fede anche nelle vite dei Santi e dei Beati che hanno intrecciato i loro destini con quello di questo territorio.</p>
<h4>Nei dintorni di Brescia si sviluppa anche un’altra zona di grande importanza, ovvero la <strong>Franciacorta</strong>.</h4>
<p>Una terra di mezzo tra pianura e Prealpi, dove le bollicine sono protagoniste. In Franciacorta, infatti, si produce il primo <strong>Metodo Classico italiano</strong> ad aver avuto la classificazione DOCG, con l’uva delle viti di Pinot Nero, Pinot bianco e Chardonnay.</p>
<p>Le dolci colline della Franciacorta sono perfettamente organizzate per accogliere i turisti amanti del buon cibo e che vogliono scoprirla tramite vie secondarie o piste ciclabili, incrociando trattori e contadini e godendo della semplice grazia dei vigneti perfettamente curati.</p>
<p>Il <strong>vino Franciacorta</strong> e la sua regione sono storicamente ispirati allo Champagne, dal metodo di produzione all&#8217;eliminazione della parola spumante dell&#8217;etichetta, inserendo invece, il nome della zona di produzione. Oggi, però, questo nettare delizioso è un prodotto peculiare ed unico nel suo genere.</p>
<h4>L’area bresciana disegna anche la sponda lombarda del <strong>Lago di Garda, </strong>stretto tra pianura e montagna.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-67991" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/italy-2441070_1280.jpg" alt="" width="1280" height="750" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/italy-2441070_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/italy-2441070_1280-300x176.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/italy-2441070_1280-1024x600.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/italy-2441070_1280-768x450.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Qui le limonaie colorano il paesaggio e lo inebriano con i loro profumi, mentre la coltivazione dell’ulivo raggiunge la sua latitudine più settentrionale. Il viaggio nel gusto del Lago di Garda prosegue nella soleggiata riviera.</p>
<p>Circondato da montagne a nord ed abbracciato a sud dalle colline moreniche, il lago rappresenta un ideale punto d&#8217;incontro tra le Alpi e il Mediterraneo. Pesce, olio d’oliva, vino e agrumi sono elementi che fanno riscoprirei sapori del Mediterraneo, mentre nei salumi, nei formaggi e nella selvaggina si ritrova il gusto definito delle Alpi.</p>
<h4>In questa zona il lago è percorso dalla <strong>Gardesana occidentale</strong>, strada costiera che tocca le mete più note.</h4>
<p>Tra queste <strong>Desenzano</strong>, da visitare partendo dal Castello che domina il borgo. Originariamente eretto per difendersi dalle invasioni barbariche, ora è una terrazza con vista sul lago e le colline circostanti.</p>
<p>Passeggiando per le vie del centro ci si lascia incantare da <strong>Piazza Malavezzi</strong> e si visita <strong>il Duomo</strong>, una tra le più importanti opere rinascimentali della provincia di Brescia. All&#8217;interno è conservata &#8220;L’ultima cena&#8221;, celebre opera del Tiepolo. Altro luogo da non perdere è <strong>il Porto Vecchio,</strong> costruito nel 1200 come area di mercato del grano all’epoca della Repubblica Veneta.</p>
<h4><strong>Sirmione</strong> è un’altra località incantevole sul Lago di Garda.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-67992" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/sirmione-4318476_1280.jpg" alt="" width="1280" height="867" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/sirmione-4318476_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/sirmione-4318476_1280-300x203.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/sirmione-4318476_1280-1024x694.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/sirmione-4318476_1280-768x520.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>L’ingresso al centro storico di Sirmione è rappresentato dalla <strong>Rocca Scaligera</strong>, uno dei castelli italiani meglio conservati dotato di una darsena che costituisce un raro esempio di fortificazione destinata a uso portuale. Una passeggiata sui camminamenti di ronda delle mura è&#8217; consigliata, così come salire in cima al mastio, la torre più alta della fortezza.</p>
<p>Nella parte occidentale di Sirmione si trova il celebre centro termale, conosciuto per le proprietà curative e terapeutiche delle sue acque e da cui si gode di una vista spettacolare. Proseguendo la visita, in un’eccezionale posizione panoramica, si trovano i resti di una sontuosa villa romana, le <strong>Grotte di Catullo</strong>.</p>
<p>Lo stato di conservazione degli antichi ruderi li fanno assomigliare a un sito di cavità naturali dedicate al poeta latino che celebrò la bellezza di Sirmione. Le Grotte di Catullo si raggiungono a piedi con una camminata di circa un chilometro attraverso il centro storico e l’ultimo tratto della penisola.</p>
<h4>Il secondo percorso che ha come punto di partenza Milano conduce alla scoperta di <strong>Monza</strong> <strong>e della Brianza.  </strong></h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-67993" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/park-5076980_1280.jpg" alt="" width="1280" height="853" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/park-5076980_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/park-5076980_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/park-5076980_1280-1024x682.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/park-5076980_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Un territorio ricco di cultura, tra ville di delizia, palazzi nobiliari, antiche chiese e monasteri dalla millenaria tradizione. Attorno al percorso del fiume Adda e del fiume Lambro si sono sviluppate grandi aree naturali che rappresentano veri e propri “polmoni verdi”.</p>
<p>Si può iniziare la scoperta di questa zona partendo con una passeggiata nel <strong>Parco di Monza</strong>, uno dei parchi recintati più grandi d’Europa e il gioiello verde della città con la sua estensione di quasi 700 ettari. Palestra ideale per gli amanti dello sport all’aperto con percorsi che si sviluppano lungo viali alberati.</p>
<p>All&#8217;interno dell&#8217;area si trovano numerosi edifici di notevole interesse, tra cui <strong>Villa Mirabello e Villa Mirabellino,</strong> residenze della famiglia Durini tra Seicento e Settecento. Da vedere anche il <strong>Padiglione Cavriga</strong>, un edificio in stile neoclassico a forma di tempio. Tante le cascine sparse per il Parco, come la <strong>Cascina Frutteto</strong>, oggi sede della Scuola di Agraria, e la <strong>Cascina San Fedele</strong> con la sua bellissima facciata neogotica.</p>
<p>Proprio all’interno del Parco si trova il celebre <strong>Autodromo Nazionale Monza</strong>, uno dei circuiti permanenti più antichi al mondo e durante tutto l’anno il suo tracciato è solcato da auto d’epoca e da corsa. Il più importante evento è indubbiamente il Formula 1 Gran Premio d’Italia, che qui si corre dal 1922.</p>
<h4>Un’altra meraviglia sia paesaggistica che architettonica è la <strong>Villa Reale di Monza</strong>.</h4>
<p>Una reggia nel verde, un elegante edificio a ferro di cavallo in stile neoclassico con settecento stanze, voluta nel Settecento da Ferdinando d’Asburgo come residenza di campagna, è un autentico capolavoro realizzato da Giuseppe Piermarini, l’architetto di Palazzo Belgioioso e del Teatro alla Scala di Milano.</p>
<p>La visita alla Villa parte dal <strong>Primo Piano Nobile</strong> dove si trovano le <strong>Sale di Rappresentanza</strong>, tra queste la meravigliosa Sala da ballo dalle eleganti specchiature a finto marmo. Sempre al Primo Piano Nobile, si aprono i raffinati ambienti dell’appartamento reale.</p>
<p>Al <strong>Secondo Piano Nobile</strong> si trovano, invece, gli appartamenti privati degli ospiti. A queste sale si accede dallo scalone d’onore. La visita si conclude al Belvedere dell’ultimo piano, con vista emozionante sul parco.</p>
<h4>Come la villa, anche <strong>i Giardini della Reggia di Monza</strong>, in stile inglese, meritano una visita.</h4>
<p>Con una superficie di circa 40 ettari, ospitano una grande varietà di alberi ultrasecolari chiamati <strong>Giganti Verdi</strong>. Un altro punto di interesse all’interno dei Giardini è il <strong>Roseto Niso Fumagalli</strong>, adagiato su un terreno ondulato, con uno stupendo laghetto.</p>
<p>Custode di arte e storia è invece il <strong>Duomo</strong>, voluto dalla regina longobarda Teodolinda. Tra i suoi tesori unici, la <strong>Corona Ferrea</strong> simbolo del potere regale, custodita nella preziosa <strong>Cappella</strong> <strong>della Regina,</strong> a fianco all&#8217;altare maggiore del Duomo, e si dice che al suo interno conservi uno dei chiodi della croce di Cristo.</p>
<p>All&#8217;interno del Duomo, oggi si trova un museo che custodisce un tesoro di inestimabile valore e che comprende quattordici secoli d’arte e di storia tra capolavori unici al mondo. Cuore della collezione è il <strong>Tesoro longobardo</strong>, straordinario patrimonio di reliquie e oreficerie che sovrani e arcivescovi donarono alla basilica di Monza tra il VII e l’XI secolo.</p>
<p>A breve distanza la nuova sede dei <strong>Musei Civici di Monza</strong> con 140 opere che raccontano la storia della città, ospitati nel complesso architettonico medievale, che fu Casa degli Umiliati. Il percorso espositivo del museo si sviluppa su due piani in circa 900 metri quadri di spazi e consente di ammirare opere sorprendenti che illustrano le vicende della città, dall&#8217;antichità ai giorni nostri, tra reperti archeologici, vestigia medievali, dipinti e sculture.</p>
<h4>Nel centro della città sorge il magnifico <strong>Arengario</strong>, un altro edificio simbolo di Monza.</h4>
<p>Eretto alla fine del XIII secolo rappresenta la contrapposizione tra i poteri religioso e civile. L’Arengario, infatti, è l’antico Palazzo comunale che con i suoi portici un tempo accoglieva una parte del mercato coperto. Molto caratteristico il balconcino sul lato sud del palazzo, chiamato in dialetto monzese <strong>“Parléra</strong>”, dal quale venivano letti al popolo i decreti del Comune</p>
<p>Oggi si può godere appieno del suo fascino e immergersi nella sua atmosfera medievale semplicemente passeggiando per la città oppure partecipando ai numerosi eventi, mostre o esposizioni ospitati all’interno durante tutto l’anno</p>
<p>La cucina brianzola nonostante sia definita povera, annovera un ricco repertorio di salumi come la <strong>murtadèla brianzola</strong> (mortadella di fegato), <strong>i nervitt</strong> (nervetti ricavati dai piedini di vitello poi bolliti, disossati e affettati finemente), <strong>la busecca, la cassoeula, gli ossibuchi</strong>, i formaggi caprini, e la <strong>Torta paesana della Brianza</strong>, dolce tipico delle feste patronali dei paesi brianzoli.</p>
<h4>Fuori porta, basta seguire il corso del fiume Lambro, ideale in bicicletta, per incontrare piccoli centri della Brianza come <strong>Cesano Maderno</strong>.</h4>
<p>Le fortune di questa località sono legate a quelle della famiglia Arese, a cui si deve la costruzione, del bellissimo <strong>Palazzo Arese Borromeo,</strong> circondato da un grande parco. Si trova nel cuore del centro storico ed è una maestosa residenza signorile, tra le più belle della Lombardia, costruito a metà Seicento per volere del conte Bartolomeo Arese. Dietro alla sobria facciata, nelle sale interne si presentano bellissimi affreschi, mentre alle spalle del palazzo si apre un incantevole parco all’italiana, con viali prospettici, statue e fontane.</p>
<p>Un’altra elegante dimora è Palazzo Arese Jacini, oggi sede del municipio. La facciata, su cui si trovano due torrette ottagonali, si caratterizza per i bei balconi in ferro battuto e le finestre contornate in pietra che si affacciano sulla piazza antistante. All’interno del palazzo, i locali hanno pregiati soffitti di legno e sicuramente da non perdere la collezione di opere d’arte risalenti al XVII e XVIII secolo.</p>
<p>Collegato a Palazzo Arese Jacini da un portale ad arco ecco l’Oratorio della Beata Vergine del Transito, uno degli edifici religiosi più importanti di Cesano Maderno. La piccola chiesa, dalla pianta longitudinale a navata unica, sorge al centro di Piazza Arese.</p>
<h4>Seguono due testimonianze uniche del piccolo comune brianzolo.</h4>
<p>La prima è la <strong>Palazzina</strong>, la casa più antica di Cesano Maderno, considerata un vero e proprio simbolo della città. Risale al Quattrocento, costruita in mattoni e pietre miste e si trova esattamente davanti all’ingresso sud dei Giardini di Palazzo Arese Borromeo.</p>
<p>La seconda è il <strong>Torrazzo</strong>, unica prova rimasta del complesso difensivo di torri e mura che in epoca medievale correvano parallele al fiume Seveso nel cuore della città. Alta poco più di 15 metri, la massiccia torre ha la forma di un parallelepipedo con una base quadrata di circa sei metri di lato.</p>
<p>Il territorio di Cesano Maderno fa parte del grande <strong>Parco delle Groane</strong> un corridoio verde che da Milano attraversa tutta la Brianza monzese fino a toccare Como. Su una superficie di circa 100 ettari tra boschi, brughiere e zone umide si estende <strong>l’Oasi di Cesano Maderno</strong>, tra le più importanti aree naturali attraversata da più di quattro chilometri di sentieri da percorrere a piedi o in bici.</p>
<h4>Da qui si procede per <strong>Varese, </strong>introdotta dai parchi che circondano le ville della città.</h4>
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<p>Prima fra tutte il <strong>Palazzo Estense</strong>, definito la “<strong>piccola Versailles di Milano</strong>” da Giacomo Leopardi che rimase incantato dalla sua bellezza. Uno spettacolare viaggio nel Settecento conduce nelle sale interne del palazzo in cui sono da ammirarne le decorazioni con stucchi realizzati ad arte, ma soprattutto il bellissimo <strong>Salone d’onore.</strong></p>
<p>Il giardino, che si unisce a quello di Villa Mirabello, è caratterizzato da viali, aiuole e da una grande vasca circolare. Ogni estate viene illuminato in occasione dello spettacolo &#8220;<strong>Suoni e luci</strong>&#8220;, mentre oggi è sede del Comune e della Biblioteca Civica.</p>
<p>La <strong>Basilica di San Vittore</strong> costituisce con la torre campanaria ed il <strong>Battistero di San Giovanni</strong> il cuore religioso di Varese. L&#8217;attuale edificio è il risultato di interventi diversi avvenuti in tre momenti successivi che hanno portato all’attuale facciata neoclassica.</p>
<p>Una scala di 80 gradini, sale dalla costa, mentre un’altra di 268 gradini scende dal piazzale sovrastante. Si presenta così uno dei luoghi più affascinanti del Lago Maggiore, ovvero il <strong>Monastero o Eremo di Santa Caterina del Sasso</strong>.</p>
<h4>L’edificio è composto da tre zone, <strong>il convento meridionale, il conventino e la chiesa</strong>.</h4>
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<p>Arrivando all’eremo si viene accolti da un lungo corridoio delimitato da archi a tutto sesto, con colonne in granito, che costeggiano il convento meridionale.</p>
<p>Proseguendo, il conventino è situato di fronte al cortile del torchio, ed è arricchito da un porticato ad archi acuti. Al piano terra si trova il refettorio e al primo piano sono situate le celle dei frati, mentre il cortile più interno si apre sulla piccola chiesa affiancata dal campanile trecentesco. Grazie alla particolare posizione, ai luoghi suggestivi e alla vista unica sul Lago Maggiore, il Monastero di Santa Caterina del Sasso sembra davvero creato per ritrovare la propria pace interiore e far respirare la tranquillità.</p>
<p>Restando in tema di spiritualità si visita il <strong>Santuario del</strong> <strong>Sacro Monte di Varese</strong>, che con il suo percorso seicentesco e il borgo di Santa Maria del Monte, è orgoglio della città e della Lombardia. Si può raggiungere sia a piedi che con i mezzi ammirando le quattordici le cappelle che accompagnano la salita. Sono tutte dedicate ai misteri del Rosario e sono delle opere artistiche eccezionali.</p>
<p>Ognuna ha una propria architettura che conserva all’interno sculture e dipinti. Superata l’ultima cappella ci si ritrova davanti alla salita che porta al Santuario e al borgo di Santa Maria del Monte. Qui si viene accolti da un’enorme statua di Mosè e salendo la scalinata si arriva nel Santuario, dopo aver fatto tappa alla terrazza panoramica.</p>
<p>Il Sacro Monte, infatti, è inserito in uno spettacolare scenario naturalistico. Collocato su una collina alle spalle di Varese, nelle belle giornate è possibile ammirare da qui buona parte della Pianura Padana e le montagne lombarde fino a quelle della Valtellina.</p>
<h4>Altro importante edificio di Varese è il <strong>Castello Masnago</strong>.</h4>
<p>Un complesso architettonico di epoche diverse, dal Medioevo al Settecento. La torre e gli splendidi interni affrescati hanno reso la fortezza medievale più simile ad una residenza signorile che a un edificio difensivo. Conosciuto principalmente per i cicli di affreschi della <strong>Sala degli Svaghi</strong> e della <strong>Sala dei Vizi e delle Virtù</strong>, oggi è sede di alcune delle collezioni storico-artistiche permanenti, dove sono raccolte opere dei più importanti pittori lombardi moderni, tra cui Hayez, Bertini e Pellizza da Volpedo.</p>
<p>Un giro per il <strong>lago di Varese</strong> è un’esperienza da compiere sia a piedi che in bicicletta. Un percorso vario e suggestivo che alterna prati e boschi, acqua e montagne. Si scopre così il <strong>parco regionale Campo dei Fiori</strong>, un paradiso per gli amanti della natura, con il suo reticolo di sentieri, tra cui il <strong>sentiero del Giubileo</strong> che ripercorre gli antichi itinerari dei pellegrini che dal nord Europa andavano verso Roma, oppure la <strong>via Verde Varesina</strong>, un itinerario di trekking che permette di visitare in più giorni i laghi e le Prealpi.</p>
<h4>Arrivando a<strong> Como </strong>si percepisce da subito il grande legame della città con il fisico inventore della pila Alessandro Volta.</h4>
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<p>Questo è testimoniato in primo luogo dal <strong>Tempio Voltiano</strong>. Un piccolo pantheon sulle sponde del lago di Como dedicato a Volta. All’interno del tempio è allestito un piccolo museo dove sono esposti vari cimeli e busti del fisico italiano Alessandro Volta, ma anche lettere, documenti, ritratti e apparecchiature scientifiche.</p>
<p>A rendere ancora più evidente la relazione della città con la luce è l’installazione <strong>The Life Electric</strong>, di Daniel Libeskind. Anche questo è un monumento in onore di Alessandro Volta e sorge al centro del primo bacino del lago di Como. Alto oltre 16 metri, ha la forma di due sinusoidi che si contrappongono e si ispira alla tensione elettrica tra due poli di una batteria, il grande dono di Volta all’umanità.</p>
<p>Dentro le mura, Como svela i portici e le case rinascimentali con le travi a vista di <strong>Piazza San Fedele, e il bel Duomo</strong>, con la facciata tardo-gotica e la cupola di Filippo Juvarra. Ogni sabato proprio Piazza San Fedele si anima con gli attesi mercatini d&#8217;antiquariato e dell&#8217;artigianato. Nel cuore del centro storico di Como, tra case cinquecentesche con struttura a graticcio, la bellissima Basilica di San Fedele, porticati ad archi e negozi all’ultima moda, gli appassionati di antiquariato, i collezionisti e tutti coloro che apprezzano i prodotti artigianali, possono curiosare tra le bancarelle degli espositori alla ricerca di rarità e novità.</p>
<p>Il caratteristico percorso del <strong>Chilometro della Conoscenza</strong> è un tratto della sponda occidentale del Lago di Como che da <strong>Villa Olmo</strong>, uno dei simboli della città, imponente edificio neoclassico settecentesco, arriva fino a <strong>Villa del Grumello e a Villa Sucota</strong>.</p>
<p>Un percorso naturalistico che riunisce 17 ettari di parchi secolari di rara bellezza e pregio paesaggistico ma anche un raro esempio culturale e storico-artistico, basato sulla creatività e sulla condivisione di iniziative imprenditoriali, di alta formazione e di ricerca scientifica.</p>
<h4>Non resta quindi che prendere il battello per <strong>Cernobbio</strong> e ammirare Como dal suo lago.</h4>
<p>Una località ricca di splendide ville, tra cui la più conosciuta è <strong>Villa d’Este</strong>, costruita a fine Cinquecento per un eminente cardinale comasco.</p>
<p><strong>Villa Bernasconi</strong>, invece, è un gioiello Liberty ora visitabile con un nuovo approccio museale. La villa stessa si racconta e conduce i visitatori lungo un itinerario alla scoperta della sua storia e delle persone che vi hanno abitato dal 1906 ad oggi. Non si tratta di un museo nel senso tradizionale del termine, ma di un’esperienza fatta di suggestioni e connessioni guidate.</p>
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<p>Altra villa celebre e raffinata è <strong>Villa Erba</strong>, oggi centro congressi. Oltre ad arte e cultura, il borgo di Cernobbio offre un panorama suggestivo e un ambiente rilassante, a misura d’uomo, ideale per chi voglia passare delle giornate serene e piacevoli.</p>
<h4>L’area nei dintorni di Como viene anche definita <strong>“Regione dei laghi</strong>”, una delle aree con più bacini naturali d’acqua dolce in tutta Europa.</h4>
<p>Le zone che circondano il Lago Maggiore, quello di Varese e il Lago di Como sono un continuo saliscendi in mezzo alla natura e cime innevate a fare da contorno.</p>
<p>Gli appassionati delle passeggiate possono apprezzare itinerari come la <strong>Strada Regia</strong> tra Como e Bellagio, il <strong>Sentiero del Viandante</strong> lungo la sponda orientale del Lago di Como e la <strong>Via dei Monti Lariani</strong>, percorso escursionistico che da Cernobbio collega località lungo le montagne della sponda occidentale</p>
<p>Dal lago alla tavola. Pesci d’acqua dolce come l’agone che, essiccato e salato secondo una tradizione secolare, diventa <strong>il missoltino</strong> che si serve accompagnato da polenta e vino rosso per onorare il suo sapore deciso, da un <strong>Domasino </strong>ottenuto da uve Sangiovese oppure il <strong>Rosseio</strong>, vitigno autoctono dalla bassa produzione</p>
<p>Ma spazio anche ad altri piatti tipici come la <strong>cassoeula</strong>, specialità a base di verza e delle parti meno nobili del maiale, incluse orecchie, piedini e muso. Altro piatto da assaggiare è il <strong>brüscitt</strong>, trito di carne di manzo tagliato al coltello e rosolato in padella con burro, lardo, aglio e finocchietto selvatico e sfumato con vino rosso, da servire con la polenta.</p>
<h4>La città di<strong> Lecco, </strong>invece, si presenta con un forte legame letterario<strong>, </strong>quello con Alessandro Manzoni e i Promessi Sposi.</h4>
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<p>Il luogo dove storia e letteratura si incontrano è <strong>Villa Manzoni</strong>, la dimora neoclassica di famiglia del grande scrittore, tesoro di manoscritti, dipinti, arredi. Qui si viene ricondotti anche ad atmosfere uniche grazie alla vista, bordo lago, delle Lucie, le barche in legno di castagno, a remi, a fondo piatto, ribattezzate nel nome della promessa sposa dell’affresco manzoniano.</p>
<p>Ma Villa Manzoni è anche il punto di partenza del celebre <strong>Itinerario Manzoniano</strong> sulle tracce dei Promessi Sposi.  A questa segue una visita al <strong>borgo di Pescarenico</strong>, con le sue viuzze e le case addossate le une alle altre, dove meritano una visita anche la chiesa e l’ex convento dei Cappuccini. A questi si aggiungono i rioni di <strong>Olate,</strong> ritenuto il paesello natale di Lucia, e di <strong>Acquate,</strong> luogo di provenienza di Renzo. Il percorso si conclude con una visita alla fortezza arroccata sopra Somasca, che potrebbe corrispondere alla <strong>Rocca dell’Innominato</strong>, dalla quale ancora oggi si gode di una vista mozzafiato sul Lago di Garlate.</p>
<h4>Lecco, però, presenta altre particolari bellezze.</h4>
<p>Una di queste è il <strong>Campanile della Basilica di San Nicolò</strong>, un gigantesco &#8220;matitone&#8221; che svetta dalla riva del Lago verso il cielo. Un punto di riferimento speciale per chi passeggia tra le vie della città, ma anche uno dei punti panoramici più belli della zona. Dalla sua cima si osserva in un unico sguardo la città, il lago e le montagne.</p>
<p>A questo segue <strong>Palazzo Belgiojoso</strong>, una splendida residenza del Settecento che ospita quattro musei, il <strong>Museo di Storia Naturale, il Museo Archeologico, il Planetario Civico e il Museo di Storia. </strong>Questo complesso museale articolato permette così ai visitatori di scoprire diversi aspetti della Storia di Lecco che si svolge attraverso le epoche.</p>
<p>A <strong>Palazzo delle Paure</strong>, nell’Osservatorio Alpinistico Lecchese, una palestra di arrampicata, plastici e schermi interattivi raccontano il profondo legame della cittadina con le sue montagne, il <strong>Monte San Martino</strong>, nel gruppo delle Grigne delle Alpi Orobie, e il <strong>Resegone,</strong> l’emblema roccioso della città di Lecco, che con i suoi 1875 metri di altezza resta impresso nella mente per la sua caratteristica forma a sega dentata.</p>
<p>Il Resegone, montagna simbolo delle Prealpi lecchesi, offre la possibilità di vivere qualche giorno di vacanza sia alle famiglie e agli escursionisti meno esperti che agli amanti dell’alpinismo, grazie a una serie di sentieri facili da percorrere e a tracciati più impegnativi. Una funivia, situata alle spalle di Lecco, porta in soli 5 minuti ai <strong>Piani d&#8217;Erna</strong> a 1300 metri, balcone naturale posto ai piedi del Resegone.</p>
<h4>All&#8217;interno dell&#8217;area vengono offerte molteplici possibilità di trekking, un panorama mozzafiato, rifugi e punti di ristoro.</h4>
<p>I Piani d&#8217;Erna rappresentano un punto di arrivo per gite adatte anche alle famiglie e sono un punto di partenza per varie escursioni, tra cui quelle lungo il <strong>Sentiero Natura,</strong> al <strong>rifugio Stoppani</strong> e al <strong>rifugio Alpinisti Monzesi</strong> sono alla portata di tutti, mentre più impegnativo è il <strong>sentiero delle Creste</strong>. Ai Piani d&#8217;Erna merita una visita il <strong>Percorso Polisensoriale</strong>, è utile per conoscere la natura attraverso i cinque sensi. Qui, infatti si possono toccare con mani e piedi gli elementi della natura e si possono osservare gli animali che la popolano.</p>
<h4>Due gli appuntamenti da non perdere.</h4>
<p>Nel mese di giugno, i ben allenati possono salire a passo svelto dal lago alla vetta durante <strong>la Resegup</strong>, celebre skyrace lecchese. A luglio, si può dare <strong>l’Assalto al Resegone</strong> per raggiungere il Rifugio Azzoni a 1875 metri con un panorama mozzafiato che spazia su tutto l’Arco Alpino, fino agli Appennini.</p>
<p>Il territorio lecchese presenta un’offerta culinaria ben caratterizzata a seconda dell&#8217;area geografica. La cucina di lago ha il pesce come suo naturale protagonista. Il <strong>risotto con i filetti di pesce persico</strong> figura tra i più comuni, ma altrettanto numerosi sono i piatti a base di pesce nella cucina locale.</p>
<p>Nelle valli e in montagna si degusta una cucina basata sulla polenta che accompagna piatti di selvaggina o rustiche tagliate di formaggio. La Valsassina eccelle nella produzione casearia grazie ai pascoli e alle grotte che in ogni stagione mantengono temperatura e grado d&#8217;umidità costanti, adatte per la stagionatura del formaggio. Rinomata è anche la produzione di miele, sia quello di castagno, forte e penetrante, che quello di acacia, molto più leggero.</p>
<p>Sulla sponda orientale del lago di Como ecco <strong>Varenna.</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-67999" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/varenna-3695785_1280.jpg" alt="" width="1280" height="509" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/varenna-3695785_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/varenna-3695785_1280-300x119.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/varenna-3695785_1280-1024x407.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/varenna-3695785_1280-768x305.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Caratteristico borgo di pescatori, da scoprire lentamente, passeggiando sul lungolago per ammirare i riflessi dell&#8217;acqua e le facciate delle case variopinte.</p>
<p>Il borgo si presenta come un groviglio di vie e vicoli che scendono ripidi verso il Lago di Como. Edificio religioso importante è <strong>la parrocchiale di San Giorgio</strong>, la cui facciata è arricchita da un grande affresco raffigurante San Cristoforo.</p>
<p>Dalla chiesa di San Giorgio, proseguendo lungo via IV Novembre, si incontra <strong>Villa Isimbrandi o dei Cipressi,</strong> oggi una struttura ricettiva, con il suo giardino e le terrazze dove vivono piante di rara bellezza. Poco oltre si trova <strong>Villa Monastero</strong>, un tempo luogo di ritiro spirituale delle suore cistercensi di Santa Maria Maddalena, che conserva sculture importanti tra le quali spicca la Clemenza di Tito, ultima opera incompiuta di Giovan Battista Comolli in un giardino botanico tra i più belli del Lago di Como.</p>
<p>Dal borgo di Varenna si più raggiungere la vicina frazione di <strong>Fiumelatte</strong> che prende il nome da un breve torrente che presenta, oltre al color latte dovuto alla foga dell’acqua, un’altra curiosa caratteristica. Il torrente sgorga a primavera, nella seconda metà di marzo, e scompare quasi improvvisamente dopo sei mesi. A dominare il borgo le rovine del <strong>Castello di Vezio</strong>, uno dei principali punti di segnalazione del lago con una torre quadrata difesa da una cerchia murata.</p>
<h4>Si arriva in Valtellina e <strong>Sondrio</strong> rende questo luogo ancora più prezioso.</h4>
<p>Tra le vie si può tornare indietro nel tempo e scoprire nei palazzi del centro storico uno spaccato dell’antica vita cittadina, attraverso le antiche <strong>stüe</strong> in legno di cembro, cuore delle case alpine. A queste si interfaccia <strong>Castel Masegra</strong>, poderosa struttura di origini medievale che al suo interno custodisce i vivaci affreschi allegorici della <strong>Camera Picta </strong>e della<strong> Torre Colombaia</strong>, dove ci si ritrova proiettati fra gli eroi cristiani e i condottieri saraceni raccontati nell’Orlando Furioso, poema cinquecentesco dell’Ariosto.</p>
<p>A Sondrio <strong>Piazza Garibaldi</strong> deve il suo nome alla statua dell’eroe dell’Unità d’Italia, eretta nella piazza nel 1909, in sostituzione del monumento intitolato all’imperatore Francesco I d’Austria. La statua dell&#8217;eroe, alta 3,60 metri, si erge sul suo basamento di pietra, dominando così l’intera piazza</p>
<p>L’area di Piazza Garibaldi iniziò ad essere urbanizzata verso la fine dell’’Ottocento con l’inaugurazione del <strong>Teatro Sociale Pedretti</strong> in occasione del carnevale, primo edificio importante ad affacciarsi sulla piazza. Sul lato nord si chiude, infine, con il <strong>giardino di Palazzo Martinengo</strong>, decorato da mosaici che raffigurano personaggi della storia e dell’arte valtellinese.</p>
<h4>A due passi da Sondrio, <strong>Palazzo Vertemate Franchi</strong> è una delle più affascinanti dimore lombarde del XVI secolo.</h4>
<p>Nata ad opera di due fratelli commercianti, nonostante fosse una residenza periferica, fu progettata e realizzata con grande sfarzo. Una visita del palazzo restituisce un’immagine della magnificenza e della bellezza che i due fratelli intesero perseguire, come testimoniano le <strong>sale di Giove e Mercurio</strong>, la <strong>statua di Giunone, la sala di Perseo</strong>, in un autentico insieme di volte affrescate e soffitti in legno riccamente decorati.</p>
<h4>Dalla graziosa cittadina di Sondrio ci si sposta in <strong>Valtellina</strong>.</h4>
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<p>Meta perfetta per chi ama la natura e la buona cucina, famosa per le sue montagne, la Valtellina ha proposte per tutte le stagioni.  In inverno le grandi aree sciistiche rendono felici tutti gli amanti dello sport sulla neve con sci alpino, nordico, snowpark e ciaspolate.</p>
<p>In estate si possono scegliere tra percorsi per il trekking di diversi livelli di difficoltà o tracciati per mountain bike, senza dimenticare le grandi salite che hanno fatto la storia del ciclismo su strada. I più audaci, inoltre, si possono cimentare in escursioni in canoa, rafting o hydrospeed.</p>
<p>Una peculiarità di questa terra è rappresentata dai suoi prodotti. A predominare è il colore rosso. Quello un po’ granata dello <strong>Sforzato</strong>, principe dei vini di Valtellina, e quello della più dolce delle carni salate, <strong>la bresaola</strong>. A spezzare questi colori accesi ci pensano <strong>i pizzoccheri</strong>, le “tagliatelle” di grano saraceno. A questi si aggiunge <strong>il Bitto</strong>, il formaggio più celebre della valle, i cui segreti sono la lavorazione a caldo e la composizione del latte, che oltre a quello vaccino, presenta anche il latte della capra orobica.</p>
<p>Poi <strong>il Casera</strong>, formaggio che prende il nome dalla cantina in cui vengono conservate le forme per la stagionatura, perfetto per condire i pizzoccheri e per farcire gli <strong>Sciatt</strong>, piccole e gustose frittelle di grano saraceno. A fine pasto è da assaggiate una grappa alla frutta o da provare il <strong>bràulio</strong>, liquore dal gusto gradevolmente amaro che prende il profumo da piante, frutti, radici ed erbe spontanee, raccolti sui monti nell&#8217;ambiente incontaminato del Parco Nazionale dello Stelvio.</p>
<h4>Proprio in questa provincia si trova uno dei più grandi parchi storici italiani.</h4>
<p>Il paesaggio del <strong>Parco Nazionale dello Stelvio </strong>è formato da maestose creste, verdeggianti praterie d&#8217;alta montagna attraversate da torrenti che sgorgano dai ghiacciai perenni. La varietà morfologica del territorio, determinata da importanti dislivelli di altitudine, consente l’esistenza di ampi ecosistemi con numerose specie rare di animali e piante.</p>
<p>Villaggi e masi, sparsi nei fondi valle e sui versanti delle montagne, completano lo scenario e costituiscono affascinanti testimonianze di architettura rurale e sacra. Il Parco dello Stelvio, infatti, può essere vissuto anche come un’eccezionale avventura, con la visita ai centri storici dei suoi paesi, a torri e castelli, a chiese e abbazie.</p>
<p>La Valtellina è stata considerata luogo di benessere fin dai tempi dei Romani che qui trovarono anche l’amata acqua sulfurea per le Terme che, ancora oggi, a <strong>Bormio</strong> sono una meta da non perdere. La località di Bormio, a 1225 metri di altitudine non è solo celebre per le sorgenti di acque termali che regalano momenti di puro relax.</p>
<h4>La sua vicinanza ai <strong>Passi alpini dello Stelvio, del Gavia e del Mortirolo</strong> rende questa zona perfetta per gli amanti degli sport invernali.</h4>
<p>Oltre 50 chilometri di piste perfettamente innevate e la possibilità di praticare lo sci estivo nella suggestiva cornice del Passo dello Stelvio sono delle occasioni ideali. Ma Bormio è anche un vero paradiso per gli amanti delle due ruote, dove sono state scritte importanti pagine del ciclismo.</p>
<p>Anche il centro storico della cittadina merita una visita. Passeggiando tra i vicoli e le viuzze del centro storico si scopre un gioiellino dove resti medievali si mischiano a quelli del XVI secolo, in cui poter incontrare numerosi edifici civili, religiosi e il <strong>Kuerc,</strong> particolare tettoia ad anfiteatro simbolo del paese.</p>
<h4>L’itinerario in Lombardia si conclude a <strong>Livigno</strong>, perla dell’Alta Valtellina situata tra lo Stelvio e l’Engadina, quasi al confine con la Svizzera.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-68001" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/livigno-4504654_1280.jpg" alt="" width="1280" height="856" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/livigno-4504654_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/livigno-4504654_1280-300x201.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/livigno-4504654_1280-1024x685.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/livigno-4504654_1280-768x514.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Tra le più rinomate stazioni invernali d&#8217;Europa, offre attività sportive e shopping all’aria aperta e circondato da montagne, tra boutique esclusive e botteghe legate alla tradizione. Gli appassionati dello sci alpino possono scendere su piste che si estendono per oltre cento chilometri, con vari livelli di difficoltà, dai 1800 ai 2900 metri di quota.</p>
<p>In valle, invece, trenta chilometri di piste soleggiate attendono gli appassionati dello sci di fondo, con percorsi semplici o più impegnativi. Livigno è una meta ambita anche dagli snowboarder e dai freestyler, compresi quelli che desiderano avvicinarsi a questo sport ed è inoltre, il palcoscenico della <strong>Maratona Internazionale di Gran Fondo</strong>, la “Sgambeda”,</p>
<p>Chiunque sia alla ricerca del contatto con la natura incontaminata può scegliere di fare passeggiate con le ciaspole, qui chiamate <strong>“drezola</strong>”, oppure scegliere la disciplina dello Scialpinismo, del Nordic Walking o dell’arrampicata sulle cascate di ghiaccio.</p>
<h4>Chi vuole scoprire le antiche tradizioni di questa località può invece visitare <strong>il MUS</strong>.</h4>
<p>Un museo che si pone l’obiettivo di aiutare a comprendere il passato di Livigno e le dinamiche che l&#8217;hanno portato all&#8217;attuale presente. L’edificio che ospita il museo risale alla fine del ‘700 e presenta alcuni elementi tipici delle case tradizionali di Livigno, come la <strong>sc’tua</strong>, la cucina con <strong>il cendré</strong> (focolare) e il locale per la lavorazione del latte, ma anche caratteristiche particolari, come l’uso massiccio della pietra rispetto al tradizionale legno.</p>
<p>Nel museo sono esposti utensili e attrezzi da lavoro che raccontano le radici contadine di questa valle. Le ricostruzioni fedeli degli ambienti originali permettono di respirare la vita quotidiana di un tempo quali l&#8217;arte del riciclaggio, la lavorazione del latte e delle erbe, la devozione religiosa e le credenze popolari. Al primo piano il contrasto fra tradizione e modernità si fa più evidente. Si raccontano gli aspetti della vita del passato, come i sapori decisi della cucina e la lavorazione della lana, e le dinamiche che hanno portato al presente come il boom turistico e la zona extradoganale.</p>
<p><em><strong>Alessandro Campa</strong></em></p>
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		<title>RICOMINCIO DA TE, ITALIA: ITINERARI DI VIAGGIO TRA LE REGIONI DELLA PENISOLA. IL PIEMONTE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2020 06:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro campa]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[itinerari di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[ricomincio da te]]></category>
		<category><![CDATA[viaggiare covid19]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio in italia]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Piemonte come non l’avete mai visto. Eleganza e gusto sublime in un territorio che ha tanto da raccontare Un desiderio di rinascita. La voglia di ripartire dalle piccole abitudini quotidiane, ma anche di realizzare scelte più ragionate ed impegnative. Tra queste l’organizzazione di un viaggio, di una vacanza o di un semplice weekend per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-67322" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/torino-3294227_1280.jpg" alt="" width="1280" height="830" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/torino-3294227_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/torino-3294227_1280-300x195.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/torino-3294227_1280-1024x664.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/torino-3294227_1280-768x498.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></h3>
<h3>Il Piemonte come non l’avete mai visto. Eleganza e gusto sublime in un territorio che ha tanto da raccontare</h3>
<p><span id="more-67311"></span></p>
<p><strong>Un desiderio di rinascita</strong>. La voglia di ripartire dalle piccole abitudini quotidiane, ma anche di realizzare scelte più ragionate ed impegnative. Tra queste l’organizzazione di un viaggio, di una vacanza o di un semplice weekend per staccare la spina.</p>
<p>Quest’anno l’approccio al turismo sarà diverso, ma non per questo meno coinvolgente e stimolante.</p>
<p>Da situazioni difficili, a volte, possono nascere occasioni inaspettate. Ancora di più se si vive in Italia che, con la sua immensa varietà, offre degli scenari incantevoli.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>PIEMONTE</strong></p>
<h4>Piemonte, tra luoghi patrimonio dell’umanità e residenze regali. Un’avventura da sogno deliziati da prodotti unici.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-67316" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/pareto-4693013_1280.jpg" alt="monferrato piemonte" width="1280" height="960" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/pareto-4693013_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/pareto-4693013_1280-300x225.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/pareto-4693013_1280-1024x768.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/pareto-4693013_1280-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-67316" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/pareto-4693013_1280.jpg" alt="monferrato piemonte" width="1280" height="960" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/pareto-4693013_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/pareto-4693013_1280-300x225.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/pareto-4693013_1280-1024x768.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/pareto-4693013_1280-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>L’itinerario in Piemonte inizia scoprendo il <strong>Monferrato,</strong> un territorio storico della regione disegnato da colline e borghi ed una delle aree vinicole più importanti d’Italia. Compreso tra le province di Asti ed Alessandria, il Monferrato a sua volte è costituito da diverse zone, il <strong>Basso Monferrato o Casalese, il Monferrato Astigiano e l’Alto Monferrato</strong>.</p>
<p>Quest’ultimo comprende la zona più a sud del Piemonte, a ridosso delle Alpi Liguri, la particolarità del suo nome è dovuta all’altitudine del territorio. Proprio da qui comincia il viaggio in Piemonte, visitando <strong>Acqui Terme</strong>, una delle principali località dell’area.</p>
<h4><strong>Borgo Pisterna</strong>, il più antico, insieme a <strong>Borgo Nuovo</strong> e  <strong>Borgo San Pietro</strong> rappresentano il nucleo  da cui si è sviluppato il paese.</h4>
<p>Mentre dalla parte del fiume Bormida è nata la zona dei bagni termali da cui prende il nome la località. Ed è nel quartiere <strong>Bagni</strong> che ci si ritrova in un grande stabilimento termale, con acque sulfuree e contenenti iodio e bromuro, che oltre a regalare momenti di benessere sono anche ideali per la cura di artrosi e tendiniti</p>
<p>Ma non solo terme, perché Acqui presenta un centro storico in cui si apre magnifica <strong>Piazza della Bollente,</strong> al cui centro si trova un tempietto in marmo da cui sgorga una sorgente d’acqua dalle proprietà benefiche ad una temperatura di 75 gradi. A due passi dalla piazza la <strong>chiesa di San Francesco</strong>, un tempo annessa ad un convento francescano di cui oggi restano due chiostri del Quattrocento. Accanto alla chiesa il <strong>Palazzo Comunale</strong> e <strong>Casa Robellini,</strong> costruita nel Cinquecento ed impreziosita da decori settecenteschi, che ospita nei sotterranei l’importante <strong>Enoteca Regionale.</strong></p>
<h4>Dopo un giro per il centro storico ed appaganti momenti alle terme, non resta che scoprire alcune tipicità del territorio.</h4>
<p>Una manifestazione di rilievo è la <strong>Biennale Internazionale per l’incisione</strong>, evento fondamentale per appassionati di arte incisoria di tutto il mondo, a cui seguono la <strong>Fiera di San Guido </strong>a luglio e la <strong>Fiera di Santa Caterina</strong> a novembre.</p>
<p>Sono occasioni in cui assaggiare specialità come la <strong>formagetta</strong>, un tipico formaggio di latte di capra, <strong>il filetto baciato</strong>, particolare tipo di salume servito come antipasto<strong>, la farinata,</strong> sottile torta di ceci che arriva dalla tradizione ligure e gli <strong>amaretti</strong>, preparati con mandorle dolci o amare, zucchero e albume d’uovo, tutto accompagnato da un bicchiere di <strong>brachetto o Dolcetto d&#8217;Acqui.</strong></p>
<h4>Poco distante <strong>Novi Ligure</strong>.</h4>
<p>Un legame con le famiglie genovesi di un tempo che si rispecchia ancora oggi visitando il centro storico. Una testimonianza illustrata dall’arte delle facciate dipinte ricche di colori e disegni assieme a splendidi marmi affrescati</p>
<p>E <strong>Piazza Dellepiane</strong> ne è un esempio. La facciata di <strong>Palazzo Costa</strong> è tra le più ricche di decorazioni pittoriche, con basamenti, colonne, finte finestre e al centro due meridiane ad indicare una l’ora francese l’altra l’ora italiana. Via Girardengo, strada principale di Novi Ligure, presenta due notevoli luoghi di interesse.</p>
<p>Uno è la <strong>Galleria Perelli</strong>, dove il legame tra Novi e Genova è ancora visibile e tangibile . L’altro è la <strong>Chiesa della Maddalena</strong>, gioiello della città  che al suo interno presenta un Monte Calvario che sovrasta l’altare principale, con 21 statue a grandezza naturale. Un capolavoro del ‘600, realizzato in legno di ulivo, dipinto ad opera di una bottega di scultori fiamminghi.</p>
<p>Anche qui la farinata ha un ruolo importante tra le specialità gastronomiche, ma viene accompagnata dalla <strong>focaccia novese</strong>, e dai particolari <strong>corzetti,</strong> un tipo di pasta dalla forma tonda e sottile da assaggiare al pesto o con sugo di funghi e salsiccia. Prodotti da abbinare vini come il  <strong>Gavi DOCG</strong> e <strong>l’Ovada DOCG</strong>.</p>
<h4>Si arriva ad <strong>Alessandria</strong>, città dei grandi monumenti e delle dimore nobiliari, ma dalla struttura militare ancora ben visibile.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-67318" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/La_Cittadella_di_Alessandria_01-scaled-e1600778195878.jpg" alt="" width="800" height="600" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E la <strong>Cittadella </strong>di Alessandria è assolutamente da visitare. Una delle più importanti fortezze d’Europa ancora intatta. Costruita dai Savoia sulla riva del fiume Tanaro si presenta come una stella circondata solo da campagna e pianura.</p>
<p>Le residenze più eleganti, invece, si trovano in Piazza della Libertà, dove si possono ammirare il <strong>Palazzo Municipale</strong>, il <strong>Palazzo delle Poste</strong> ed il <strong>Palazzo della Prefettura</strong>, una specie di piccola reggia con stucchi, specchiere e camini settecenteschi. La <strong>Cattedrale</strong>, dedicata a S. Pietro, ha forme neoclassiche e al suo interno importanti opere di arte sacra.</p>
<p>Una menzione a parte merita l’edificio dove aveva sede la famosa <strong>fabbrica di cappelli Borsalino</strong> che produceva cappelli di qualità in feltro. Divenne celebre a livello mondiale soprattutto nelle pellicole cinematografiche di Hollywood, in cui la maggior parte degli attori indossavano un Borsalino. L’antica sede, oggi,  è stata trasformata in un museo del cappello che racconta la storia della mitica fabbrica e della produzione dei cappelli</p>
<h4>Dirigendosi verso nord si entra nel <strong>Basso Monferrato</strong>, dove il paesaggio si fa più dolce e le colline più basse fino a raggiungere la pianura.</h4>
<p>Anche il Basso Monferrato, come il resto dell&#8217;area è votato alla produzione di vini ed il cuore e punto di partenza per la visita di questa zona è <strong>Casale Monferrato</strong>.</p>
<p>Una tappa quasi obbligata da queste parti. Una cittadina che poggia sulle colline circondate da vigneti e borghi splendidi. La città rivela le sue identità civili, religiose e militari attraverso una serie di attrazioni architettoniche.</p>
<p>Prima fra tutte la <strong>Torre Civica, </strong>vero simbolo di Casale che svetta a 60 metri d’altezza. A questa seguono un insieme di eleganti e raffinate residenze come <strong>Palazzo di Anna d’Alençon</strong>, ma anche <strong>Palazzo Treville</strong>, esempio settecentesco del barocco piemontese, mentre <strong>Palazzo Langosco</strong> presenta un meraviglioso scalone d’onore formato da  due rampe.</p>
<p>Per ciò che riguarda le strutture militari si annovera il <strong>Castello dei Paleologi</strong>, un tesoro culturale della città che abbraccia differenti stili ed è  impreziosito da camminamenti spettacolari e sotterranei visitabili.</p>
<p>Da <strong>Piazza Mazzini</strong>, luogo centrale della cittadina, ci si muove per le varie zone in cui si presentano le bellezze dei luoghi di culto di Casale. Il <strong>Duomo di Sant’Evasio</strong> è sicuramente il più importante. Una cattedrale dalla particolare facciata a capanna, i cui campanili laterali sembrano incorniciarla. Ma oltre a questa vanno menzionate la <strong>Chiesa di San Paolo</strong> e la <strong>Chiesa di Santa Caterina</strong>. Di costruzione più recente invece il <strong>Santuario del Sacro Cuore di Gesù</strong>.</p>
<h4>Un aspetto che caratterizza Casale Monferrato riguarda le sue specialità enogastronomiche.</h4>
<p>Una terra dai vini pregiati come il <strong>Barbera di Monferrato</strong>, il <strong>Grignolino </strong>e la <strong>Bonarda,</strong> ma anche delizie dolciarie come <strong>i biscotti krumiri</strong> e prelibatezze come gli <strong>Agnolotti di Casale</strong>, particolare tipo di pasta fresca ripiena.</p>
<p>Il centro storico di Casale Monferrato viene reso ancora più vivace da eventi quali la <strong>Fiera di San Giuseppe </strong>a metà marzo che precede la rassegna di cultura e gusto <strong>Golosaria </strong>ad inizio aprile. Nei quattro weekend di maggio è nota la manifestazione primaverile <strong>Riso&amp;Rose</strong>, mentre la <strong>Festa del Vino e del Monferrato </strong>si svolge a settembre e  l’ itinerante <strong>Sagra del Tartufo</strong> a novembre.</p>
<p>Nei dintorni merita una visita il <strong>Santuario del Sacro Monte di Crea</strong>, nei pressi del piccolo comune di Serralunga. Il santuario mariano si erge su una delle colline più alte del Monferrato e la sommità del <strong>Sacro Monte</strong> si raggiunge attraversando a piedi un percorso costituito da 22 cappelle votive, che ripercorrono i misteri del Rosario. La <strong>Cappella</strong> finale, che rappresenta l’ascesa al Paradiso, è la più spaziosa e scenografica</p>
<h4>Il viaggio prosegue nel Monferrato Astigiano, visitando una piccola la perla come <strong>Asti. </strong></h4>
<p>Una delle regine dell’enogastronomia piemontese e patria dello <strong>Spumante</strong> e del <strong>Barbera.</strong> Il suo centro storico dal gusto medievale è rappresentato da un insieme di bellezze come <strong>Piazza Campo del Palio</strong>, una delle più grandi d’Italia.</p>
<p>Proprio qui, a settembre, si svolge da otto secoli un palio che entusiasma la popolazione locale e che consiste in un’appassionante corsa di cavalieri e fantini accompagnata da un corteo storico con oltre mille personaggi in costume d&#8217;epoca.</p>
<p>Si prosegue per <strong>Piazza Vittorio Alfieri</strong>, da cui si può raggiungere anche <strong>Palazzo Alfieri</strong>, casa in cui è nato e cresciuto il celebre poeta e dove, tra giardini, porticato e stanze della villa, si articola un percorso lungo la vita e le opere  del drammaturgo. Su <strong>Corso Alfieri</strong>, invece, bisogna fare visita alla <strong>Cripta di Sant&#8217;Anastasio</strong>, dove, oltre alla cripta del martire, sono visibili i resti della pavimentazione romana e degli insediamenti tardo-antichi con le tombe dell&#8217;VIII secolo.</p>
<h4>Asti è anche la città in cui sono presenti una moltitudine di torri.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-67319" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/canelli-1181006_1280.jpg" alt="" width="1280" height="960" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/canelli-1181006_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/canelli-1181006_1280-300x225.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/canelli-1181006_1280-1024x768.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/canelli-1181006_1280-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Tra queste infatti spiccano la <strong>Torre Troyana</strong>, la più antica della città e la meglio conservata del Piemonte, con una merlatura a coda di rondine ed un pinnacolo. A questa seguono la <strong>Torre del Comentini</strong>, la <strong>Torre de Regibus</strong> e <strong>Rossa di San Secondo</strong>, ma la più alta è quella del campanile della Cattedrale di Santa Maria Assunta.</p>
<p>La cucina astigiana è profumata di tartufi pregiati e bagnata di vini eccellenti. <strong>Bagna cauda</strong>, <strong>agnolotti, risotti con la salsiccia e tartufi bianchi</strong> sono alcuni dei piatti e degli ingredienti principali che presentano le delizie culinarie della zona.</p>
<p>A queste si aggiungono i dolci tra baci di dama, cremini,  <strong>Alfierini</strong>, piccole praline con l’effigie di Vittorio Alfieri,  <strong>Finocchini</strong>, biscotti tostati all’uovo dal colore burro dorato che devono il nome ai semi di finocchio essiccato aggiunti nell’impasto e la <strong>Torta del Palio</strong>, morbida pasta margherita aromatizzata al liquore Amaretto e ricoperta di cioccolato, che celebra la popolare manifestazione</p>
<p>Dal Monferrato ci si sposta nelle Langhe, un territorio del basso Piemonte, situato tra le province di Cuneo e Asti e caratterizzato da un esteso sistema collinare che viene delimitato dal corso dei fiumi Tànaro e Belbo</p>
<h4>In questa zona si trova <strong>Alba, </strong>un altro piccolo tesoro del Piemonte conosciuto come città del tartufo e protagonista dell’omonima Fiera che ogni anno si tiene nel periodo autunnale.</h4>
<p>Per restare in tema gastronomico è obbligatoria una sosta mei ristoranti e caffè letterari,per assaggiare <strong>tajarin al burro e tartufo, raviolini o agnolotti al plin, carne cruda all’albese,  fritto misto piemontese e flan di verdure. </strong></p>
<p>Per poi concludere con <strong>bonet</strong>, tipico dolce al cucchiaio, un preparato a base di amaretti, cacao, uova, latte e ricoperto di caramello, e la <strong>torta di nocciole</strong>. Tutto accompagnato da vini della zona, come il <strong>Dolcetto d’Alba,</strong> che proviene da uno dei vitigni più tipici e diffusi del Piemonte.</p>
<p>Al gusto si affianca la cultura. In Piazza Risorgimento si presentano la <strong>Cattedrale di San Lorenzo</strong>, uno degli edifici più importanti di Alba, e il <strong>Palazzo Comunale</strong>, all’interno del quale si trovano affreschi antichi che un tempo appartenevano alla Chiesa di San Domenico. Anche qui una grande presenza di torri, dato che Alba in passato fu vittima di attacchi. Le più importanti si scorgono da Piazza Duomo e sono <strong>Torre Bonino, Torre Astesiano e Torre Sineo</strong>, che risalgono tutte al XII secolo.</p>
<h4>Un tour suggestivo è quello di <strong>Alba Sotterranea</strong>.</h4>
<p>Un viaggio nella storia di Alba accompagnati da un archeologo nei sotterranei della città per scoprirne le radici più antiche in una maniera originale, dall’antico tempio al teatro, fino alle torri medievali ormai scomparse.</p>
<p>Poco distante<strong> Grinzane Cavour</strong> un piccolo borgo-castello il cui nome è stato cambiato solamente nel 1916, per rendere omaggio allo statista Camillo Benso Conte di Cavour, che fu sindaco di Grinzane per 17 anni. Cavour fu anche responsabile della costruzione della chiesa parrocchiale, dedicata alla Madonna del Carmine.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-67320" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Castello_di_Grinzane_Cavour-scaled-e1600778909674.jpg" alt="" width="800" height="533" /></p>
<p>Ma fu anche il primo a sperimentare nelle cantine la produzione del famoso vino Barolo. Grinzane Cavour ha una posizione strategica e bellissima, posto su un colle circondato da vigneti. Un incantevole panorama che volge lo sguardo verso il castello medievale.</p>
<p>Il Castello di Grinzane Cavour è imponente e al suo interno si trovano caratteristici saloni che ospitano un museo permanente della civiltà contadina. Di grande interesse artistico è il “Salone delle Maschere”, il cui soffitto è ornato da tavolette dipinte di ispirazione rinascimentale.</p>
<p>Le maschere sono costituite dai ritratti inseriti nelle decorazioni, insieme a stemmi, allegorie, animali e   cherubini. Il castello ospita da oltre cinquant’anni anche l’Enoteca Regionale Piemontese “Cavour”, in cui è consigliata la degustazione del vino.</p>
<h4>E seguendo la scia del vino si arriva a <strong>Barolo.</strong></h4>
<p>Adagiato su di un piccolo altopiano a forma di sperone e cullato da dolci colline che lo circondano. Un borgo dal rapporto simbiotico col vino. Un luogo sacro per gli appassionati di questo delizioso nettare.</p>
<p>E nel weekend del 26 e 27 ottobre ecco <strong>Terre di Vite</strong>, manifestazione dove il vino e la cultura tornano protagonisti al <strong>castello di Levizzano Rangone</strong>.  Vini, storie e parole di decine di produttori provenienti da tutta Italia. Nelle sale del castello la cultura trova ampio spazio con esposizioni, degustazioni guidate, iniziative letterarie e musica.</p>
<p>Un altro castello merita sicuramente una visita, ovvero il <strong>Castello dei Marchesi Falletti</strong>, sede del <strong>WiMu</strong>, il Museo Etnografico ed enologico del Barolo. La <strong>Cappella del Barolo </strong>di Sol LeWitt e David Tremlett, invece, è uno dei primi e più riconoscibili progetti di recupero e valorizzazione del contesto ambientale delle Langhe con interventi di arte contemporanea internazionale.</p>
<h4>Per continuare a soddisfare il palato bisogna provare il <strong>Brasato al Barolo</strong> o <strong>La Cisrà, </strong>una zuppa di trippa e ceci tipica delle Langhe.</h4>
<p>Anticamente veniva preparata con ceci scuri di origine mediorientale, mentre oggi si preferiscono i ceci nostrani. Un piatto povero dalle origini molto antiche che durante le feste dedicate ai santi veniva distribuito ai fedeli.</p>
<p>Gradualmente si entra nella zona del <strong>Roero,</strong> altro patrimonio paesaggistico del Piemonte. Proprio il fiume Tanaro costituisce il confine tra Roero e Langhe e questa zona prende il nome dalla famiglia omonima, la casata dei Roero, che a partire dal periodo medioevale e per vari secoli ha dominato su questo territorio. Una zona principalmente collinare coltivata a frutteto e a vigneto, da cui deriva la produzione di eccellenti vini tra cui il <strong>Roero Arneis</strong> e il <strong>Roero Superiore</strong></p>
<h4>Qui si viene accolti dalla splendida cittadina di <strong>Bra, </strong>situata sulla riva sinistra del Tanaro.</h4>
<p>A <strong>Monteguglielmo</strong>, sulla sommità del colle più alto di Bra, spunta <strong>la Zizzola</strong>, simbolo della città. Un curioso edificio a due piani dalla mole imponente. La leggenda narra che fu voluta da un ricco nobile per la sua amante, che si sarebbe potuta esibire al centro del salone, con le stanze intorno a farle da palcoscenico. Dal parco della Zizzola si può arrivare sul <strong>Grande Sentiero del Roero</strong>, un itinerario di 34 chilometri fra Bra e Cisterna d’Asti.</p>
<p>Il centro storico di Bra è rappresentato da <strong>Corso Garibaldi</strong> e dai suoi portici, noti come l’Ala, sede del mercato del venerdì. Alla fine del corso spunta il <strong>Palazzo Comunale del Vittone</strong>, di origini medievali. Di fronte a questo sorge <strong>Palazzo Mathis,</strong> un edificio che si ispira al gusto barocco. Al suo interno sono esposte opere d’arte, affreschi e dipinti a olio del XVIII secolo.</p>
<p>A Bra il buon cibo rappresenta un’istituzione. L’evento più famoso di Bra, infatti, è <strong>Cheese! Le forme del latte,</strong> manifestazione enogastronomica internazionale a cadenza biennale, solo negli anni dispari. Degustazioni, dibattiti, spettacoli e mercati in cui poter assaggiare i migliori formaggi del mondo, rari e meno rari. Altre specialità importanti sono anche le <strong>salsicce di Bra</strong>, con carni magre di bovino e grasso suino</p>
<h4>Un altro edificio da non perdere è <strong>Palazzo Traversa</strong>, sede del <strong>Museo Storico e Archeologico</strong>.</h4>
<p>Qui si trovano reperti archeologici e opere d’arte d’interesse locale. La sezione di archeologia è dedicata alla città romana di Pollentia, odierna frazione di Pollenzo, e a vari cimeli dell’età tardo-antica e medievale.</p>
<p><strong>Pollenzo </strong>è una località da non perdere. Vicinissima a Bra, nell’Ottocento è stata sede di villeggiatura preferita dal re di Sardegna Carlo Alberto. Proprio al sovrano di Casa Savoia si la fondazione della piazza a portici e del piccoloborgo, mentre più antico, risale alla fine del Quattrocento, è il castello, di proprietà privata  e non visitabile.</p>
<p>La <strong>tenuta reale di Pollenzo</strong> è stata anche un centro di sperimentazioni agricole e vitivinicole. Oggi, le sue cantine ospitano <strong>la Banca del Vino</strong>, memoria storica dei vini italiani, con 100 mila bottiglie di 300 grandi etichette nazionali, in cui si possono organizzare visite guidate, percorsi di degustazione e laboratori tematici.</p>
<p>Si prosegue in direzione sud per<strong> Mondovì, </strong>un comune che sorge su un territorio in perfetto equilibrio tra montagna, collina e pianura. La sua struttura urbana riflette una precisa divisione in varie zone che corrispondono a diversi livelli cittadini</p>
<p>Il <strong>Rione Piazza</strong>, incentrato sulla centrale <strong>Piazza Maggiore</strong>, presenta dei gioielli come la settecentesca <strong>Cattedrale di San Donato</strong> e la seicentesca <strong>chiesa di San Francesco Saverio.</strong> Altri luoghi di culto sono accostati a monumenti architettonici come la <strong>Torre Civica del Belvedere</strong> e <strong>Palazzo del Governatore.</strong></p>
<p><strong>Rione Breo</strong> ha come centro urbano la sua <strong>Piazza San Pietro</strong> su cui si affaccia la <strong>chiesa dei Santi Pietro e Paolo </strong>e le <strong>cappelle di San Rocco e della Madonna delle Grazie</strong>. A questi si aggiunge la <strong>Torre di Piazza Gherbiana</strong>, in cui secondo una leggenda vi sarebbe nascosta una principessa di enorme bellezza.</p>
<p><strong>Rione Carassone</strong>, invece, conserva tuttora residui medievali e soprattutto la <strong>parrocchiale dei Santi Giovanni ed Evasio </strong>oltre alla trecentesca <strong>Cappella di Santa Maria delle Vigne</strong>, ritenuta monumento nazionale.</p>
<h4>Durante il corso dell’anno Mondovì presenta tantissimi eventi.</h4>
<p>Dalla <strong>Fiera di Primavera</strong> alla <strong>Mostra d’Artigianato</strong> ad agosto. Sempre nel mese di agosto ha luogo il <strong>Model Air Show</strong>, manifestazione a carattere internazionale i cui protagonisti sono particolari aeromodelli. Poi il singolare <strong>Carlevè ‘d Mondvì</strong>, il Carnevale cittadino e per concludere il <strong>Raduno Internazionale Aerostatico </strong>dell’Epifania, in cui si riuniscono centinaia di colorate mongolfiere.</p>
<p>Si arriva così su una terrazza naturale a forma di cuneo costituita dal torrente Gesso e la Stura di Demonte.</p>
<h4>Così ha avuto origine la città di <strong>Cuneo,</strong> in un affascinante palcoscenico con le Alpi Marittime che le fanno da sfondo.</h4>
<p>Una località dove <strong>via Roma</strong>, la strada principale della città, testimonia gli avvicendamenti storici e in cui si passeggia all’ombra dei  portici e si viene avvolti in un viaggio nel tempo.</p>
<p>Gli amanti della storia e delle vicende passate della città trovano il loro luogo ideale nel Museo Civico, allestito nell’antica chiesa di San Francesco, la più importante costruzione medievale della città. Tra le sezioni più originali del museo c’è quella di bambole “Lenci” che indossano i tipici costumi delle valli alpine</p>
<p>Da non perdere la Cattedrale dedicata alla Nostra Signora del Bosco, con una bella facciata neoclassica. Altra chiesa interessante è quella di San Sebastiano e poi la chiesa di Santa Croce. Palazzo della Torre è uno dei monumenti civili più interessanti di Cuneo, e si trova di fronte al Palazzo Municipale, con l’antica torre comunale che domina il cuore del centro storico.</p>
<p>Una volta conosciuta la storia e l’arte di cuneo si fa spazio alle tradizioni locali e agli eventi. Uno degli appuntamenti più importanti è Scrittorincittà”, con spettacoli, conferenze, mostre ed incontri tra lettori e scrittori, mentre un evento molto atteso è la Grande Fiera d’Estate a giugno.</p>
<p>La cucina di Cuneo offre specialità come gli “<strong>gnocchi alla bava</strong>”, serviti con formaggio fresco, tartufo e panna oppure la <strong>polenta condita con salsiccia e lumache cotte nel vino</strong>. Merita sicuramente un assaggio il <strong>lonzardo,</strong> prosciutto affumicato molto saporito ed i <strong>cuneesi al rum</strong>, cioccolatini di pasta morbida inzuppati nell’aromatico liquore.</p>
<h4>Da queste parti è possibile fare un piccolo salto indietro nella storia, visitando quella che un tempo era la zona del <strong>Marchesato di Saluzzo. </strong></h4>
<p>Ma prima di arrivare nel borgo di Saluzzo è necessario fermarsi a visitare il <strong>Castello della Manta</strong>. Uno splendido edificio di epoca medievale circondato dalla corona delle Alpi Cozie, dominata dal profilo aguzzo del Monviso, che rende il castello ancora più affascinante.</p>
<p>Il Castello della Manta fu costruito nel XIII secolo come avamposto militare, per poi diventare una sfarzosa dimora dei signori feudali della Manta intorno al Quattrocento. Proprio in quel periodo fu portata a termine quella che attualmente risulta essere la stanza più affascinante dell’intero castello, la <strong>Sala Baronale</strong>, ricca di dipinti che formano un vero e proprio ciclo pittorico, con raffigurazioni di eroi ed eroine del tempo. Una delle testimonianze più importanti in tutto il settentrione di pittura tardogotica, con figure della cultura cavalleresca che tanto appassionavano gli aristocratici del tempo.</p>
<h4>Oltre all’imponente Castello è visitabile l’annessa <strong>Chiesetta dedicata alla Vergine</strong> e al cui interno sono custoditi affreschi del XV e XVI secolo.</h4>
<p>Per godere dello spettacolo offerto dallo scenario del Castello della Manta, l’ingresso viene proposto con visite guidate alla scoperta di itinerari con percorsi inediti. Le guide, oltre a illustrare le pitture e gli stucchi propri di ogni sala, portano alla scoperta delle meraviglie dell’ampio parco che circonda il Castello.</p>
<p>Arrivati a <strong>Saluzzo</strong> ci si ritrova in una cittadina di grande valore storico artistico, immersa tra le colline nella provincia di Cuneo e dominata dal Massiccio del Monviso. Un borgo di collina tipicamente trecentesco con un centro storico popolato da viuzze acciottolate, chiese e eleganti palazzi nobiliari con i loro giardini.</p>
<h4>A dominare il centro storico c’è la <strong>Castiglia</strong>.</h4>
<p>Un maniero fortificato, costruito nella seconda metà del Duecento ed ex residenza dei Marchesi di Saluzzo in seguito trasformata in prigione. Oggi, ospita il <strong>Museo della Civiltà Cavalleresca</strong>, dedicato alla storia del marchesato e del suo territorio, e anche il <strong>Museo della Cultura Carceraria</strong>, che racconta l’evoluzione del contesto penitenziario in Italia.</p>
<p>Tra gli altri monumenti degni di nota ci sono il <strong>Palazzo Comunale</strong>, sulla strada che conduce alla Castiglia, e <strong>la Pinacoteca</strong> dedicata al pittore paesaggista Matteo Olivero. Subito dopo, una stretta scalinata conduce per 130 gradini ad una loggetta cinquecentesca, da cui si gode di uno splendido panorama.</p>
<p>A Saluzzo si possono trovare numerosi percorsi per chi ama camminare e andare in bicicletta. Tra questi gli itinerari di Véloviso uniscono il Piemonte con le Hautes Alpes francesi, mentre “Saluzzese in bici” raccoglie dieci itinerari tra la pianura e la collina. La Passeggiata del Marchese è invece l&#8217;ideale per gli appassionati di escursionismo.</p>
<p>Tra luglio e agosto Occit’Amo, Festival delle Terre del Monviso e delle Valli Occitane, ha l’obiettivo di ricreare la magica atmosfera del legame tra la musica popolare, etnica e tradizionale e il fascino di tesori d’arte disseminati in chiese e cappelle, palcoscenici inusuali sulle montagne nella Saluzzo ex capitale del Marchesato.</p>
<p>Non si può lasciare Saluzzo senza aver provato i “Saluzzesi al Rhum”, molto simili ai cuneesi, tipo di cioccolatini formato da due cialde di meringa che racchiudono una crema pasticcera al cioccolato fondente e rum, il tutto rivestito da uno strato di cioccolato fondente. Oppure le “Castellane”, dolci a base di cioccolato e le dolcezze alla nocciola, accompagnati da vini come il Pelaverga, e il Quagliano</p>
<h4>E poi si prosegue visitando l’<strong>Abbazia di Staffarda. </strong></h4>
<p>Un imponente complesso abbaziale fondato nel XII secolo in stile romanico che comprende la chiesa, gli edifici monastici e nove cascine. Fondata introno al 1100 sul territorio dell’antico Marchesato di Saluzzo, l’Abbazia benedettina cistercense raggiunse in pochi decenni una notevole importanza economica quale luogo di raccolta, trasformazione e scambio dei prodotti delle campagne circostanti.</p>
<p>Un’abbazia in cui ammirare la Chiesa, con il <strong>Polittico di Pascale Oddone</strong> e il gruppo ligneo cinquecentesco della Crocifissione, il <strong>Refettorio</strong>, con tracce di dipinto raffigurante “L’ultima cena”, il Chiostro e la Foresteria. Gli altri edifici costituiscono il cosiddetto <strong>“concentrico” di Staffarda</strong>, ovvero il borgo, che conserva ancora le storiche strutture architettoniche funzionali all’attività agricola, come il mercato coperto sulla piazza antistante l’Abbazia e le cascine.</p>
<p>Da qui si procede direttamente a nord verso <strong>Pinerolo, </strong>una straordinaria bomboniera che contiene gioielli come il <strong>Duomo dedicato a San Donato d’Arezzo</strong>, edificio neogotico che affascina per la sua stupenda facciata. E proprio dal Duomo parte la scoperta della cittadina, iniziando da via Trento e i suoi portici che si immettono in via Principi d’Acaia, in salita verso Colle San Maurizio, anello di congiunzione tra l’antico borgo e la collina che nel Medioevo corrispondeva all’arteria principale piena di botteghe artigiane ed edifici significativi come la <strong>Casa del Vicario</strong> e la <strong>Casa del Senato.</strong></p>
<p>Ci si sposta nell’area occupata dalla <strong>biblioteca Alliaudi</strong>, dietro la quale spunta magnifica la <strong>Cavallerizza Caprilli</strong>, simbolo di Pinerolo e della prestigiosa vecchia Scuola di Equitazione. Poi il monumentale e signorile <strong>Palazzo degli Acaia</strong>, un edificio imponente su cinque piani accorpato a due giardini e ad una corte interna.</p>
<p>In viale Giolitti si trova il <strong>Museo Civico di Archeologia e Antropologia</strong> con un percorso permanente mirato alla conoscenza dei luoghi e i personaggi del Risorgimento a Pinerolo. L’esposizione museale si completa con la <strong>Collezione Civica d’Arte</strong> a Palazzo Vittone  e il Museo <strong>Etnografico del Pinerolese</strong>.</p>
<h4>La cultura si manifesta anche in eventi che coinvolgono direttamente la cittadinanza.</h4>
<p>Una festa molto partecipata è quella dedicata <strong>San Donato</strong>, patrono della città, che si svolge il lunedì successivo all’ultima domenica di agosto. L’ultimo lunedì di aprile, invece, ha luogo la <strong>Fiera primaverile</strong> che si aggiunge alla serie di mostre mercato che qui si alternano, da quelle relative alle macchine agricole e ai prodotti per l’agricoltura a quelle riguardanti l’artigianato pinerolese o l’antiquariato e il collezionismo.</p>
<p>Poco distante <strong>Sestriere, </strong>la Montagna di Torino. Posto a oltre 2000 metri Sestriere si trova sulla sella che divide la Val Chisone con la Valle di Susa.  Una località finalizzata ad un tipo di turismo montano con una serie di attività da svolgere principalmente durante la stagione invernale.</p>
<h4>Sci e snowboard sono le principali, soprattutto sulla <strong>Via Lattea</strong>, un insieme di percorsi con oltre 400 km di piste.</h4>
<p>A Sestriere tra le piste più celebri si segnala la mitica <strong>Kandahar Giovanni Alberto Agnelli</strong>, sulla quale è possibile sciare anche di notte, magnificamente illuminata per poter garantire esperienze uniche.</p>
<p>Gli appassionati delle evoluzioni più acrobatiche possono dare libero sfogo nello snowpark situato nel centro di Sestriere assieme ad dalle escursioni in motoslitta e da una pista di pattinaggio. Non manca la possibilità di praticare sci di fondo lungo un anello di circa otto chilometri.</p>
<p>Non solo attività sciistiche. Sestriere accontenta tutti. Un laghetto naturale idoneo alla pesca sportiva ed una serie di sentieri di montagna da percorrere da soli o accompagnati da guide specializzate, sono altre attività che rendono sicuramente piacevole un soggiorno estivo da queste parti.</p>
<p>E per restare in tema di divertimento sportivo si arriva a <strong>Bardonecchia,</strong> il comune più a ovest d’Italia, quasi al confine con la Francia. Situato ad oltre 1300 metri in Alta Val di Susa è uno dei comprensori sciistici più antichi d’Italia. Ad oggi sono due le aree destinate allo sci accessibili direttamente dal paese. La prima, <strong>la Colomion- Les Arnaud- Melezet</strong> è situata sul versante destro della Dora e comprende quindici impianti di risalita raggiungendo gli oltre 2000 metri di altitudine con la sciovia del <strong>Vallon Cros</strong>.</p>
<p>Dalla parte opposta, invece, si estende <strong>Jafferau</strong>, comprensorio di dimensioni inferiori, ma decisamente più alto dato che la <strong>seggiovia della Testa del</strong> Ban conduce a quasi 3000 metri d’altitudine. A Bardonecchia si trova l’unico <strong>Half Pipe Olimpico</strong> d’Europa, un moderno snowpark con 17 km di tracciati da fondo e 10 km di sentieri segnalati per ciaspolate nel bosco. Anche n estate lo sport è sempre protagonista con la possibilità di praticare percorsi di trekking, mountain bike ed equitazione.</p>
<h4>Si scopre la <strong>Val di Susa, </strong>una delle più belle valli del Piemonte.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-67321" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Sauze_e_lalta_val_di_Susa_-_panoramio-scaled-e1600779283335.jpg" alt="" width="800" height="560" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una zona dalla storia ricca ed antica che racchiude tantissimi tesori da vedere. Prima fra tutte La Sacra di San Michele. Situata nei pressi del Monte Pirchiriano, nel comune di Sant’Ambrogio di Torino, è uno dei complessi religiosi più grandi del Piemonte la cui storia antica si intreccia con le leggende della magia bianca, trovandosi proprio qui uno dei punti magici più potenti d’Europa.</p>
<p>Seguono i Laghi ed il centro storico di Avigliana, proprio al centro della valle, ai piedi del Monte Pirchiriano. Qui si può ammirare uno splendido parco naturale con tanti sentieri, percorsi e antichissimi laghi.</p>
<p>Il Lago nero,raggiungibile dai comuni di Busson e Claviere, un lago alpino situato a 2.070 metri di altezza, il cui nome è dato dal colore della sua acqua, molto scura, a causa della grande profondità del lago stesso. Un bellissimo posto immerso nella natura da cui poter ammirare panorami incredibili. Il percorso per raggiungere il lago, da fare preferibilmente con auto alte adatte ai sentieri di montagna, è costellato da altri piccoli laghi alpini.</p>
<p>Sulle Gorge di San Gervasio e più precisamente tra i comuni di Cesana Torinese e di Claviere si trova il Ponte Tibetano più lungo del mondo. Luogo ideale per gli amanti delle emozioni forti, ma fatte in sicurezza. Un percorso di 468 metri a 35/40 metri di altezza in cui godere di una natura incontaminata, bellissima e ricca e di tanti panorami da ammirare.</p>
<p>Per gli amanti delle lunghe passeggiate in montagna, invece, è suggerito il Sentiero Balcone che si snoda nell’Alta Valle di Susa. Un sentiero naturale imperdibile che percorre per la maggior parte vie, mulattiere, strade già esistenti, sia pedonali che ciclabili, escluse però ai veicoli. Un tuffo nella natura per ammirare tantissime tipologie di ambienti e una flora alpina ricchissima.</p>
<p>Tutto questo movimento provoca un certo appetito. E la Val di Susa soddisfa anche questo. In primo luogo con la Toma del lait brusc, detto anche bianca alpina, un formaggio vaccino crudo tipico della Val di Susa.Una pietanza è spesso accompagnata da polenta e salumi e gustato con vini rossi corposi per il suo sapore forte e deciso. E poi la Fujasa, una focaccia dolce di pasta lievitata originaria della Val di Susa arricchita con uva passa e profumata con un goccio di grappa.</p>
<h4>Nei dintorni della Val di Susa si trova anche la località di <strong>Exiles. </strong></h4>
<p>Un paesaggio composto da vette aguzze, spaccature nelle rocce e profonde gole presenta questo piccolo borgo piemontese incastonato a 870 metri d’altitudine. In questo scrigno roccioso si nasconde Exiles e la sua posizione strategica ha favorito la costruzione della struttura fortificata che la compone.</p>
<p>Il <strong>Forte di Exiles</strong>, infatti, è il vero punto di attrazione della località. Una costruzione estremamente suggestiva e di grande impatto scenografico. Un pregevole esempio di architettura fortificata francese e sabauda. Lo si può visitare attraversando una lunga galleria ricavata nella roccia che consente l’accesso ai vari livelli della struttura, spaziando nelle sale centrali tra sculture, immagini e suoni che rievocano le atmosfere di un tempo.</p>
<p>Il Forte è sicuramente il gioiello di Exiles, ma vale la pena anche fare una passeggiata per le tipiche stradine del borgo. Gli edifici di culto che si incontrano lungo il cammino sono la <strong>cappella di San Rocco e la chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo</strong>. Questo è anche il patrono del borgo e viene celebrato alla fine di giugno con vivaci festeggiamenti per un intero weekend tra spettacoli ed intrattenimenti di ogni tipo</p>
<p>Un’altra manifestazione che coinvolge però tutta la provincia torinese, valorizzando al massimo le sue tradizioni locali è l’iniziativa <strong>“Viaggio nel Tempo”,</strong> che da aprile ad ottobre presenta  le borgate più interessanti della zona e rievoca tradizioni e vicende del passato con un realismo storico impressionante.</p>
<h4>Segue <strong>Fenestrelle, </strong>un piccolo centro urbano che si sviluppa ad un’altitudine massima di oltre 1100 metri.</h4>
<p>Una lunga storia di conflitti e crescita ha accompagnato questa bella località dove oggi restano ancora vive le botteghe artigiane specializzate nella lavorazione e trattamento del legno, ma anche del ferro battuto, entrambi finalizzati alla produzione di mobili.</p>
<p>Ma la vera attrazione di Fenestrelle è la <strong>Fortezza di San Carlo</strong>. Un imponente complesso fortificato con edifici collegati fra loro da strade e piccole vi nonché da una scala di 3996 gradini, probabilmente la più lunga al mondo nel suo genere. Proprio questo è stata più volte definita come la <strong>Grande Muraglia Piemontese</strong>.</p>
<p>Ma oltre alla fortezza a Fenestrelle bisogna visitare il <strong>vecchio quartiere Donjon</strong> in pietra ripida e i resti della Porta di Francia e la Stele al Battaglione Fenestrelle. Passeggiando per i vicoli si notano alcune case ancora fregiate di meridiane poste sulle pareti, segno di come in passato si calcolava il tempo scandendo le ore in base alla luce solare.</p>
<p>A Fenestrelle il 25 agosto è tempo di festa patronale, celebrando <strong>San Luigi.</strong> A questa si aggiunge la <strong>Rassegna del bestiame bovino</strong> il terzo sabato di ottobre e i caratteristici mercatini di Natale a dicembre. Nelle manifestazioni popolari le donne del luogo amano indossare i costumi tradizionali, colorati e dal grande animo folcloristico e quale migliore occasione per gustare <strong>i goffri</strong>, squisite frittelle locali da mangiare calde.</p>
<h4>Ecco poi l’incantevole <strong>Torino,</strong> città regale e dal fascino senza tempo, da vivere in tutti i suoi luoghi per imparare a conoscerla e lentamente innamorarsene. A partire dal suo cuore, <strong>Piazza Castello.</strong></h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-67322" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/torino-3294227_1280.jpg" alt="" width="1280" height="830" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/torino-3294227_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/torino-3294227_1280-300x195.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/torino-3294227_1280-1024x664.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/torino-3294227_1280-768x498.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Da qui si raggiungono Palazzo Reale e tutti i musei del Polo Reale o in alternativa si può restare nella piazza, dove ogni giorno si possono trovare artisti di strada e musicisti provenienti da tutto il mondo.</p>
<p>Torino è stata la residenza dei Savoia, i sovrani d’Italia, per secoli e <strong>Palazzo Reale</strong> è l’edificio che più rappresenta la loro permanenza. La bella facciata bianca dell’edificio, elegante e sobria, nasconde al suo interno ricchi saloni settecenteschi, dipinti e mobili antichissimi realizzati dai più grandi maestri artigiani piemontesi.</p>
<p>Poco distante da Palazzo Reale ecco il <strong>Duomo</strong>, il principale luogo di culto della città. Una grande emozione per chi ama l’arte e l’architettura, con la cupola del Guarini e l’alta torre campanaria. Il Duomo ospita inoltre le periodiche ostensioni della Sacra Sindone e una mostra permanente dedicata alla reliquia forse più affascinante della storia del cristianesimo.</p>
<p>Una tappa imperdibile è rappresentata dal <strong>Museo Egizio</strong>. Per quantità e valore dei reperti che custodisce è secondo solo a quello del Cairo ed il suo allestimento prevede un percorso affascinante tra mummie, statue, oggetti di uso quotidiano e ricostruzioni. Un viaggio emozionante ed un arricchimento culturale sull’antico Egitto.</p>
<h4>Poco distante <strong>Palazzo Carignano</strong> e <strong>il Museo del Risorgimento</strong>.</h4>
<p>Qui si possono ripercorrere le vicende che hanno caratterizzato le Guerre d’Indipendenza e la nascita del regno italiano. L’antico edificio fu, infatti, sede del primo Parlamento dell’Italia unita e ospita al suo interno un interessante percorso museale dedicato al Risorgimento.</p>
<p>Restando sempre nel centro storico bisogna assolutamente visitare <strong>il santuario della Consolata</strong>, uno dei più importanti luoghi di culto della città. La facciata, bianca, elegante e armoniosa, varcato l’ingresso lascia il posto a un vero capolavoro del barocco piemontese, progettato e realizzato da architetti come Guarino Guarini e Filippo Juvarra. Proprio a fianco del santuario della Consolata, in un piccolo locale ottocentesco che si chiama, appunto <strong>Al Bicerin</strong>, nacque una delle più della più tradizionali bevande torinesi, con caffè, cioccolato, latte e sciroppo. Al Bicierin nulla è cambiato da allora e il piccolo caffè è ancora al suo posto, con i suoi antichi tavolini di marmo e il sapore inconfondibile della sua calda bevanda.</p>
<h4>Una parte della movida torinese, invece, si trova nel <strong>Quadrilatero</strong>.</h4>
<p>Lo spazio anticamente delimitato dalle mura romane della città è oggi il luogo più vivace dove trovare locali alla moda e aperitivi sfiziosi. Via Garibaldi, che unisce piazza Castello a piazza Statuto, è inoltre un vero e proprio centro commerciale naturale, da non perdere per gli amanti dello shopping.</p>
<p>Una particolarità di Torino sono anche i mercati. Visitare la città è anche un’occasione per apprezzare i numerosi mercatini che si svolgono regolarmente nel centro storico. Il secondo sabato di ogni mese, dietro la chiesa della Gran Madre, si possono trovare bancarelle di vestiti e oggetti vintage, mentre i portici di piazza Vittorio ospitano l’antiquariato ogni quarto sabato e domenica di marzo, giugno, settembre e novembre. Ma il mercato più importante è quello di <strong>Porta Palazzo</strong>, dove respirare non solo la quotidianità di una grande città, ma anche l’accoglienza e l’aspetto multietnico di Torino.</p>
<h4>Da visitare sicuramente <strong>la chiesa della Gran Madre di Dio</strong>.</h4>
<p>Una chiesa circolare che ricorda gli antichi pantheon romani. Le statue che accolgono chiunque la visiti, che sono la Religione, che regge una croce, e la fede, una donna con in mano un calice, donano alla Gran Madre un fascino irresistibile ed esoterico. Da qui si sale verso <strong>il Monte dei Cappuccini</strong>. Un luogo singolare che con la su balconata osserva la città e regala un bellissimo panorama sul centro storico e sul simbolo di Torino<strong>, la Mole Antonelliana</strong>.</p>
<p>Questa rappresenta il tratto più caratteristico della città, la Mole Antonelliana. Un edificio dalla grande cupola e dalla guglia sovrastante, realizzate da Alessandro Antonelli, che raggiungono l’altezza di 167 metri. Concepito nell’Ottocento per diventare un tempio ebraico, la maestosa struttura ospita oggi <strong>il Museo del Cinema</strong>. Attraverso un ascensore sospeso e senza guide, che risale dall’interno al centro della volta, è possibile inoltre raggiungere la sommità della mola e godere di un panorama splendido.</p>
<h4>Chi ama passeggiare, correre o semplicemente rilassarsi all’aria aperta può recarsi al <strong>Parco del Valentino.</strong></h4>
<p>Un’ immensa area verde che si può raggiungere in pochi minuti costeggiando il Po da piazza Vittorio, e che si estende per parecchi chilometri lungo il fiume. <strong>Il castello del Valentino</strong>, antica residenza sabauda, domina il parco ed è una delle dimore storiche torinesi più affascinanti. Avventurandosi nel parco del Valentino ci si imbatte nel <strong>Borgo Medievale</strong>, un caratteristico villaggio con mura, ponte levatoio dominato da una rocca imponente. Nonostante non sia un vero castello medievale, riproduce alla perfezione alcuni particolari dei tipici castelli del Piemonte e della Valle d’Aosta.</p>
<h4>Prima di andare via da Torino è quasi d’obbligo visitare la <strong>Reggia di Venaria</strong>, la residenza più famosa dei Savoia.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-67323" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Reggia_di_Venaria_Reale_Italy-scaled.jpg" alt="" width="2000" height="1334" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Reggia_di_Venaria_Reale_Italy-scaled.jpg 2000w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Reggia_di_Venaria_Reale_Italy-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Reggia_di_Venaria_Reale_Italy-1024x683.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Reggia_di_Venaria_Reale_Italy-768x512.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Reggia_di_Venaria_Reale_Italy-1536x1024.jpg 1536w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Reggia_di_Venaria_Reale_Italy-2048x1366.jpg 2048w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<p>Purtroppo in epoca napoleonica fu trasformata in una caserma, spogliata dei suoi arredi fastosi, ma oggi, grazie ad un accurato restauro e a nuovi allestimenti e installazioni rivive il suo antico e magnifico splendore. Poco lontano dalla Reggia di Venaria si può raggiungere <strong>il Parco della Mandria</strong>, un’area verde grandissima da percorrere in bici o a piedi. I sentieri sono tantissimi e si possono osservare cervi, volpi, gufi, civette e uccelli di ogni tipo.</p>
<p>Proseguendo in direzione nord si arriva ad <strong>Ivrea, </strong>ospitata in un vasto anfiteatro morenico. In questa cittadina si visita la <strong>Casa della Credenza</strong>, un’interessante costruzione del XVI secolo in cui si radunavano un tempo i consiglieri comunali. Il <strong>Duomo</strong>, l’opera architettonica di stampo medievale di maggior rilievo nella parte alta di Ivrea. Da visitare anche la <strong>biblioteca civica “C. Nigra</strong>” con oltre trentamila volumi e numerose opere storiche sul Canavese. Il <strong>Museo civico “P. A. Garda</strong>”, comprende una sezione di arte orientale con oltre 2500 pezzi  tra dipinti, armi, bronzi, sculture, ceramiche cinesi e giapponesi ed una sezione archeologica con altri reperti scavati nel centro storico.</p>
<h4>Ad Ivrea, tra le manifestazioni più importanti va assolutamente menzionato il <strong>famoso Carnevale</strong>.</h4>
<p>Un evento che ricorda una vicenda avvenuta secoli fa, nel Medioevo, quando Violetta, figlia di un mugnaio decapitò Guglielmo, marchese di Monferrato che voleva esercitare lo <strong>ius primae noctis</strong> su di lei. Evento conclusivo è la <strong>battaglia delle arance</strong>, combattimento violento in cui migliaia di arance vengono scagliate tra il pubblico ed il carro dove si trovano le “guardie del tiranno”.</p>
<p>Da queste parti i prodotti tipici sono i vini del Canavese come <strong>l’Erbaluce, il Passito di Caluso, la grappa di Chiaverano </strong>distillata con metodi artigianali che accompagnano altre specialità come i formaggi <strong>“tomini”</strong> e gli <strong>Eporediesi al cacao e i Canavesani al rum</strong>, dolci tipici della zona.</p>
<h4>Poi <strong>Biella, </strong>conosciuta sin dall’antichità come importante polo della lana e della lavorazione dei tessuti.</h4>
<p>Ma Biella è anche una città incantevole e molto interessante da visitare. Sorge ai piedi delle Alpi biellesi nella zona nord occidentale del Piemonte, a due passi dal Val d&#8217;Aosta. Una città piccolina, che si gira facilmente a piedi, divisa in due parti, la città alta e la città bassa, collegate attraverso una funicolare.</p>
<p>Il <strong>quartiere Piazzo</strong> è il cuore del centro storico di Biella. Un antico borgo medievale che corrisponde alla parte alta della città. Al centro del quartiere la <strong>piazza Cisterna</strong>, una volta sede del Comune e del mercato e su cui si affaccia il <strong>Palazzo dei Dal Pozzo</strong>, i portici medievali e <strong>Casa dei Teccio</strong>. Il Palazzo Gromo di Ternengo, un altro edificio da visitare assolutamente, si trova poco distante.</p>
<p>A seguire il <strong>Duomo</strong> di Biella dedicato a Santa Maria Maggiore e a Santo Stefano, una chiesa a tre navate in stile gotico. Il <strong>Battistero </strong>è un perfetto esempio di arte romanico-lombarda e, insieme al Campanile a otto piani e al Duomo è il simbolo di Biella.</p>
<p>A Biella si possono trovare anche esempi di <strong>archeologia industriale</strong> nell’ <strong>ex lanificio Trombetta</strong> e <strong>l’ex lanificio Sella</strong>, entrambi dell’800, che si trovano sulle sponde del torrente Cervo. L&#8217;ex lanificio Trombetta oggi ospita la <strong>Cittadellarte Fondazione Pistoletto</strong> che organizza eventi e mostre di arte contemporanea.</p>
<h4>Nei dintorni di Biella un luogo suggestivo da visitare è la <strong>Riserva naturale speciale della Bessa</strong>, a Cerrione, un posto unico nel suo genere.</h4>
<p>Si tratta di un terreno ricoperto di pietre che occupa un&#8217;area enorme e che è il risultato dell&#8217;estrazione dell&#8217;oro sin dall&#8217;epoca romana. La pietraia è il risultato dell’accumulo delle pietre di scarto, che hanno dato luogo ad una raccolta di ciottoli, alti fino a 20 metri alternate a stretti e lunghi valloni ricoperti di vegetazione.</p>
<p>Si procede verso est visitando <strong>Borgosesia, </strong>piccolo e delizioso borgo di montagna della Valsesia, splendida località ricca di fascino, grazie ai suoi boschi e al passaggio del fiume Sesia.</p>
<h4>Famoso centro di produzione della lana, Borgosesia rappresenta una meta ideale per gli amanti della tranquillità, ma anche della riscoperta delle antiche tradizioni che qui vengono custodite.</h4>
<p>Oltre alla meraviglia naturale rappresentata dalla Valsesia e dal Parco Naturale del Monte Fenera, che ospita piccoli tesori naturalistici come le <strong>Grotte del Fenera</strong>, Borgosesia offre numerosi punti di interesse artistico culturale.</p>
<p>Moltissime chiese presenti sul territorio tra cui le più importanti sono il <strong>Santuario di Sant’Anna di Montrigone</strong>, costruito sui resti del vecchio castello nel XVI secolo, la <strong>cappella di San Rocco</strong>, eretta a seguito dell’epidemia di peste che colpì la valle nel 1600 e la <strong>Chiesa della Madonna della Neve </strong>che all’interno ospita numerose opere di artisti piemontesi.</p>
<p>Per ciò che riguarda edifici non religiosi merita sicuramente una visita il <strong>Museo Etnografico e del Folclore Valsesiano</strong>, che insieme al gruppo folkloristico “Città di Borgosesia”, mantiene vive le splendide tradizioni della valle come il famoso “ <strong>Mercù Scùrot”,</strong> carnevale di Borgosesia.</p>
<p>Una bella manifestazione che nasce a metà del 1800 quando alcuni cittadini decisero di organizzare uno scherzoso funerale il mercoledì delle ceneri a cui seguì la nascita del “<strong>Peru Magunella</strong>” e di “<strong>Gin Fiammàa</strong>”, tipiche maschere locali.</p>
<h4>Da allora questa tradizione resta viva e sentita dalla popolazione di Borgosesia.</h4>
<p>Ogni mercoledì delle ceneri si ritrova vestita in modo elegante per assistere al corteo funebre che termina la sera con la cremazione del fantoccio di Peru Magunella. Questo viene accompagnato da una grande festa a base di musica, balli e spettacoli pirotecnici e tante prelibatezze locali preparate in piazza, dalla polenta alla cacciagione ai prodotti del bosco come funghi e castagne accuratamente cucinati seguendo le ricette tradizionali.</p>
<p>Sempre in Valsesia, e più precisamente nel comune di Varallo, si trova il <strong>Sacro Monte di Varallo</strong>, il più antico e rappresentativo tra i Sacri Monti che si trovano nei territori del Piemonte e della Lombardia.</p>
<p>I Sacri Monti, riproduzioni di alcuni luoghi della Terra Santa, iniziarono a diffondersi in Occidente verso la metà del ‘400, quando, a causa dei Turchi, il pellegrinaggio in quelle zone iniziò a diventare sempre più pericoloso. Tra queste riproduzioni c’è proprio il Sacro Monte di Varallo che fu costruito per iniziativa di <strong>Beato Bernardino Caimi</strong>, il quale, tornando dalla Terra Santa verso la fine del XV secolo, decise di ricreare in piccolo i luoghi della Palestina.</p>
<p>Settant’anni dopo, <strong>San Carlo Borromeo</strong> si interessò a questo luogo e, visitandolo diverse volte, accrebbe notevolmente la notorietà della “Nuova Gerusalemme”, come Borromeo stesso l’aveva soprannominata. Il Sacro Monte di Varallo, che sorge nella piemontese <strong>Riserva speciale del Sacro Monte di Varallo</strong>, è costituito da <strong>44 cappelle affrescate</strong> e una basilica. Questi edifici, dislocati in un percorso di vie e piazzette, sono affrescati con oltre 4.000 figure e arricchite da circa 400 statue raffiguranti tutte scene della vita di Gesù Cristo e della Madonna.</p>
<h4>Si arriva poi sul <strong>Lago d’Orta, </strong>con i suoi 15 chilometri di lunghezza e due di ampiezza, si estende dalle campagne di Novara fino ai piedi del Mottarone, il monte che lo separa dal Lago Maggiore.</h4>
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<p>Un lago dalle dimensioni ridotte, ma ricco di cose da vedere, offrendo uno spettacolare scenario naturale, borghi romantici e balconi panoramici indimenticabili.</p>
<p>E proprio sulle sponde del lago sorge <strong>Orta San Giulio </strong>piccolo borgo che possiede un patrimonio storico, artistico e naturale che lo rende una delle mete turistiche per eccellenza. Il centro storico si caratterizza per le stradine di pietra che arrivano a toccare l’acqua</p>
<p>Orta San Giulio ha poi una zona sopraelevata, che domina completamente il lago. Si tratta della <strong>frazione di Legro</strong>. Questo, chiamato anche il “paese dipinto”, è un luogo dai mille colori. Sulle pareti di molti edifici, infatti, artisti provenienti da ogni parte d’Italia e d’Europa hanno disegnato affreschi che ritraggono la storia di questa piccola ed esclusiva località.</p>
<p>Il centro storico di Orta è destinato completamente ai pedoni. Cuore del paese è <strong>Piazza Motta</strong>, che si affaccia direttamente sulle acque lacustri. Qui sorge il <strong>broletto</strong>, una piccola costruzione rinascimentale costituito da un portico utilizzato principalmente per il mercato, e da un piano superiore chiuso in cui nei secoli scorsi si tenevano le riunioni dei potenti dell’epoca.</p>
<p>Sempre su Piazza Motta è presente il porticciolo che da Orta conduce all’<strong>isola di San Giulio</strong>, facente parte del territorio comunale. Con pochi minuti di navigazione, l’isola dista appena 400 metri dalla riva, si raggiunge un piccolo gioiello come il <strong>monastero Mater Ecclesiae</strong>, abbazia benedettina femminile di clausura che oggi accoglie turisti tutto l’anno.</p>
<h4>Spostandosi sul versante opposto si arriva nella zona del<strong> Lago Maggiore. </strong>Qui non si può fare a meno di visitare<strong> Stresa.</strong></h4>
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<p>La bellissima cittadina si trova sul versante occidentale del lago Maggiore. Un incantevole borgo lacustre inserito in un contesto paesaggistico in cui si ha una visuale meravigliosa delle Alpi e tutto il territorio del comune si affaccia sulle acque del lago Maggiore.</p>
<p>Il centro urbano del piccolo comune si presenta con una serie di magnifiche dimore, ville nobiliari e curatissimi giardini circondati dalle acque del lago Maggiore. Tra le più belle ville di questa zona l’incantevole <strong>Villa Pallavicino</strong>, costruita nel diciannovesimo secolo e caratterizzata dalla presenza di uno sconfinato giardino all’inglese, il quale ospita al suo interno anche un interessantissimo parco zoologico.</p>
<h4>Stresa include anche <strong>l’Isola Bella</strong> e <strong>l’Isola Madre</strong>, facenti parte delle bellissime <strong>Isole Borromee.</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’isola Bella ospita l’incantevole <strong>palazzo della famiglia Borromeo</strong>, una splendida dimora nobiliare perfettamente conservata che custodisce numerosi oggetti d’arte pregiati, come quadri, arazzi e un mobilio antico e di pregio. L’isola Bella, inoltre, attrae molti visitatori per i suoi bellissimi <strong>giardini Borromei</strong>, realizzati nel diciassettesimo secolo in puro gusto barocco e che ospitano una incredibile varietà di specie arboree e floreali</p>
<p>L’isola Madre, la più grande delle isole Borromee, è invece caratterizzata da un’atmosfera quieta e sospesa. L’incantevole isola ospita un interessante palazzo del sedicesimo secolo, dove è possibile ammirare vaste collezioni di oggetti d’epoca, oltre a una interessante esposizione di marionette dei secoli passati.</p>
<p>Stresa comprende anche un’area montana che include la celebre <strong>località sciistica del Mottarone</strong> a 1491 metri, raggiungibile dal centro abitato con la funivia. Sulla vetta del Mottarone si trova un’attrezzatissima stazione sciistica, presso la quale è possibile praticare tutti gli sport invernali. Da qui è inoltre possibile ammirare l’incantevole vista del lago Maggiore, dello splendido giardino botanico Alpinia, di una buona porzione della pianura Padana e delle vette dell’imponente monte Rosa.</p>
<h4>Costeggiando il lago si scende verso<strong> Arona,</strong> un borgo dalla storia antica, immersa nel fantastico scenario naturale del Lago Maggiore.</h4>
<p>Reperti rinvenuti nella <strong>frazione di Lagone</strong>, infatti, raccontano l’esistenza di un primordiale villaggio su palafitte, la prima civiltà d’Italia ad essersi così sviluppata.</p>
<p>Il suo feudo fu a lungo nelle mani della famiglia dei Borromeo e San Carlo Borromeo nacque qui, nel castello, nel 1538. A lui è dedicato il monumento più rappresentativo della città, una statua imponente posta su una base di undici metri e alta venti metri.</p>
<p><strong>Piazza del Popolo</strong> è il cuore medievale della cittadina e da non perdere una visita alla <strong>Rocca di Arona</strong>, fortificazione eretta dai Longobardi intorno all’anno Mille, e una passeggiata nel <strong>Parco Naturale dei Lagoni di Mercurago</strong>, ricca di pascoli, di stagni e di paludi.</p>
<p>Nel centro storico si aggiungono altre bellezze da visitare. Come ad esempio la <strong>chiesa dei SS. Martiri </strong>che custodisce le spoglie dei patroni del borgo e conserva, sopra l’altare maggiore, un capolavoro quattrocentesco di scuola leonardesca. Poi la <strong>Collegiata della Natività di Maria Vergine</strong> è la chiesa parrocchiale in stile gotico-bizantino</p>
<p>E per concludere la breve scoperta di Arona merita una visita il <strong>Civico Museo Archeologico</strong> che ricostruisce il passato del Basso Verbano e ospita il calco della celebre ruota dei Lagoni di Mercurago.</p>
<h4>Si arriva a<strong> Novara, </strong>meta fuori dalle rotte turistiche più frequentate del Piemonte.</h4>
<p>Un centro storico che si scopre lentamente passeggiando lungo <strong>via San Gaudenzio.</strong> <strong>Palazzo Bellini</strong> non solo è una delle residenze storiche più belle della città, ma anche tra le più importanti dal punto di vista degli eventi storici del Risorgimento. Proprio qui, infatti, re Carlo Alberto, dopo la sconfitta di Novara, abdicò in favore del figlio Vittorio Emanuele, mentre una decina d&#8217;anni dopo Napoleone III e Vittorio Emanuele II si prepararono alla battaglia di Magenta</p>
<p>I luoghi di culto più significativi sono rappresentati dal <strong>Duomo</strong> e dalla <strong>Basilica di San Gaudenzio</strong>. Il primo, dedicato a Santa Maria Assunta, è un grande progetto incompiuto di Antonelli, l&#8217;architetto della Mole Antonelliana. Doveva essere una enorme chiesa a croce latina, ma solo uno dei bracci è stato portato a termine. La Basilica è un altro enorme progetto incompiuto. La sua cupola doveva essere interamente affrescata, ma il progetto non è mai stato portato a termine. Nonostante questo, la cupola della Basilica è alta 121 metri e dalla sua cima si può ammirare un panorama magnifico che spazia su tutta la città di Novara fino al Massiccio del Monte Rosa.</p>
<p>A Novare c’è un piccolo angolo fermo al Medioevo. Si tratta del <strong>Broletto,</strong> una corte su cui si affacciano edifici medioevali con loggiati e affreschi quattrocenteschi che racconta storie di poemi cavallereschi in un&#8217;atmosfera del tutto particolare. Qui si trova anche la sede del <strong>Circolo dei Lettori</strong> di Novara e della <strong>Galleria d&#8217;Arte Moderna</strong>, che un tempo erano il Palazzo del Podestà e il Palazzo dei Paratici.</p>
<h4>Gli amanti della natura possono scoprire un luogo sorprendente nei dintorni di Novara.</h4>
<p>La <strong>Riserva delle Baragge</strong>, infatti, è uno dei posti più straordinari della Provincia. Viene chiamata la savana piemontese per la presenza di prati enormi e pascoli, corsi d&#8217;acqua ed animali selvaggi, ma ci sono anche colline e boschi di betulla, risaie e sentieri.</p>
<p>Dopo le esperienze alla scoperta della città e della natura circostante arriva il momento di sedersi a tavola E a Novara non mancano le sorprese culinarie. Il gorgonzola è il protagonista tra i formaggi novaresi, sia fresco che stagionato. Da assaggiare <strong>la paniscia</strong>: un risotto con verza e fagioli borlotti mantecato con cotica di maiale, lardo e salam d’la duja, un insaccato tipico. Poi il <strong>tapulon</strong>, uno spezzatino finissimo fatto con carne d&#8217;asino cotta a lungo nel vino ed accompagnato con la polenta</p>
<h4>La tappa conclusiva del viaggio in Piemonte presenta <strong>Vercelli. </strong></h4>
<p>Una piccola cittadina che si inizia a scoprire dalla <strong>Basilica di Sant’Andrea</strong>, in mattoni rossi, in uno stile che fonde il romanico longobardo al gotico. Altro edificio importante è il <strong>Duomo di Vercelli</strong>, dedicato a Sant&#8217;Eusebio e accanto a questo ci sono la <strong>Biblioteca Capitolare, la Pinacoteca e il Museo dell’Opera del Duomo</strong>. Quest’ultimo espone reliquiari, calici, urne e due stanze ancora intatte degli antichi appartamenti Savoia.</p>
<p>Poco distante il<strong> Castello Visconteo, </strong>una struttura che non può essere visitata all’interno, ma si possono ammirare le mura imponenti e le torri difensive in mattoni rossi dall&#8217;esterno. Un’altra visita la meritano la Biblioteca Capitolare, che conserva codici e manoscritti rari, tra cui il <strong>Vercelli Book,</strong> un manoscritto su pergamena del X secolo in lingua anglosassone antica. E poi il <strong>Museo Borgogna</strong>, la seconda Pinacoteca del Piemonte dopo la Galleria Sabauda di Torino, che raccoglie opere di artisti italiani ed internazionali dal Rinascimento ad oggi.</p>
<h4>A Vercelli <strong>il riso</strong>, nella qualità Baraggia DOP, domina la maggior parte delle ricette con cui si cucinano deliziosi primi piatti conditi nei modi più diversi.</h4>
<p>Una nota dolce, invece, viene offerta dai <strong>bicciolani</strong>, biscotti fatti secondo una ricetta tradizionale di origine rinascimentale che alla pasta frolla mescola spezie varie e cannella e dalla <strong>tartufata</strong>, una combinazione di morbido pan di Spagna e crema chantilly coperta da cioccolato.</p>
<p><strong><em>Alessandro Campa</em></strong></p>
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		<title>RICOMINCIO DA TE, ITALIA: ITINERARI DI VIAGGIO TRA LE REGIONI DELLA PENISOLA. LA LIGURIA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2020 06:00:40 +0000</pubDate>
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<h3>La Liguria come non l’avete mai vista. Una mezzaluna che si specchia nel mare con un passato edificante ed un presente affascinante</h3>
<p><span id="more-66851"></span></p>
<p><strong>Un desiderio di rinascita</strong>. La voglia di ripartire dalle piccole abitudini quotidiane, ma anche di realizzare scelte più ragionate ed impegnative. Tra queste l’organizzazione di un viaggio, di una vacanza o di un semplice weekend per staccare la spina.</p>
<p>Quest’anno l’approccio al turismo sarà diverso, ma non per questo meno coinvolgente e stimolante.</p>
<p>Da situazioni difficili, a volte, possono nascere occasioni inaspettate. Ancora di più se si vive in Italia che, con la sua immensa varietà, offre degli scenari incantevoli.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>LIGURIA</strong></p>
<h4>Liguria, una lingua di terra dalle caratteristiche uniche e dai luoghi indimenticabili.</h4>
<p>Il viaggio in Liguria, per comodità e praticità, si suddivide in due parti. Fulcro centrale resta Genova, capoluogo di regione. Da qui partono due percorsi che conducono alla scoperta più approfondita delle Riviere liguri, quella di <strong>Levante </strong>e quella di <strong>Ponente.</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-66852" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/genoa-4141143_1280-e1600172336557.jpg" alt="" width="800" height="533" /></p>
<h4> <strong>Genova, </strong>città dal fascino unico e dai tanti simboli.</h4>
<p>Primi fra tutti <strong>i carrugi</strong>, labirinto di vicoli tipici del territorio che disegnano il centro storico. L’anima di Genova risiede proprio qui, tra le note delle canzoni di Fabrizio De André, gli odori, i sapori e le culture diverse che si fondono insieme.</p>
<p>Un altro simbolo è sicuramente la <strong>Lanterna</strong>, immagine autentica della città che con i suoi 77 metri è il faro più alto del Mediterraneo. Si innalza su una roccia alta 40 metri e i 172 scalini che portano in cima al faro offrono un panorama vertiginoso sulla città vecchia e sull’antico porto.</p>
<p>Anche quest’ultimo è un luogo degno di visita, diventato il punto dell’intrattenimento e del tempo libero, sia per i genovesi che per i turisti. <strong>L&#8217;Arena del Mare e la Piazza delle Feste</strong>, che d’inverno si trasforma in pista per il pattinaggio su ghiaccio, ospitano concerti di importanti artisti italiani ed internazionali, festival dedicati a tutte le espressioni della cultura e dell’arte e spettacoli di ogni genere</p>
<p>E come non ammirare un emblema della città rappresentato dai i <strong>palazzi dei Rolli</strong>, dimore molto lussuose usate in passato come modello abitativo per la nobiltà di tutta Europa. I palazzi dei Rolli, in alcuni casi, appartengono ancora oggi a privati, mentre molti sono diventati sedi di banche o uffici, mentre altri sono diventati Musei.</p>
<h4>Ogni anno Genova celebra i suoi Palazzi dei Rolli, con l’evento <strong>Rolli Days</strong>, weekend durante i quali i palazzi aprono le porte e mostrano al pubblico i loro tesori.</h4>
<p>Una parte dell’anima di Genova sono anche alcuni suoi quartieri. A partire da <strong>Boccadasse,</strong> il più famoso tra gli antichi borghi di pescatori ancora visibili a Genova, tra Corso Italia e Capo Santa Chiara. Le sue casette, i gozzi e le reti dei pescatori sulla piccola spiaggia, le scale di pietra.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-66853" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/genoa-2361025_1280.jpg" alt="" width="1280" height="853" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/genoa-2361025_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/genoa-2361025_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/genoa-2361025_1280-1024x682.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/genoa-2361025_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>A breve distanza da Boccadasse si trova <strong>Vernazzola</strong>, piccolo borgo marinaro raccolto intorno alla foce del rio Vernazza. La passeggiata che conduce da Boccadasse è caratterizzata dalle <strong>creuze,</strong> tradizionali salite pedonali mattonate sui cui si affacciano case alte e strette dai colori vivaci e che raggiungono il punto panoramico di Capo Santa Chiara.</p>
<h4>Nella parte più orientale della città si trova il quartiere di<strong> Nervi</strong>.</h4>
<p>Una zona suggestiva che presenta un atrio verde ed elegante di Genova, che si affaccia su una scogliera lungo la quale si distende una romantica passeggiata intitolata ad Anita Garibaldi.</p>
<p>Il polo museale di Nervi permette di apprezzare le ricche collezioni di arte moderna e contemporanea della città di Genova.  Sculture, dipinti, arredi e arti decorative che si possono ammirare a <strong>Villa Saluzzo Serra</strong>, che ospita la Galleria d&#8217;arte moderna con importanti collezioni dal XIX al XXI secolo relative alla produzione artistica in Liguria. A <strong>Villa Grimaldi Fassio</strong>, invece, sono conservate le Raccolte Frugone, collezioni d&#8217;arte italiana e straniera legate alla Belle Époque.</p>
<p>Una cucina semplice quella genovese da che fa dell’olio di oliva, delle verdure ed erbe aromatiche i suoi ingredienti principali. Tra le specialità più note rientra il <strong>pesto,</strong> seguito dalla sfiziosa <strong>focaccia.</strong></p>
<h4>A queste si aggiungono la <strong>farinata di ceci</strong> e la <strong>panissa,</strong> bocconcini di polenta fritta.</h4>
<p>Da sempre Genova ha un legame stretto con il mare. E si rispecchia anche a tavola. Dal <strong>ciuppin,</strong> famosa zuppa di pesce ligure, allo <strong>stoccafisso accomodato</strong>. I frittini misti di pesce si possono assaggiare anche nella versione street food, venduti in cartocci di carta, mentre tra le specialità più elaborate emerge il <strong>cappon magro</strong>, scenografica insalata fredda di pesce a più strati.</p>
<p>Un tocco di dolcezza viene offerto dai <strong>gobeletti,</strong> frutti e fiori canditi da gustare con lo <strong>Sciacchetrà,</strong> vino passito delle Cinque Terre, oppure dal <strong>pandolce genovese</strong> o dal <strong>castagnaccio.</strong></p>
<h4>Lasciata Genova, il viaggio sulla Riviera di Levante procede con <strong>Recco</strong>.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-66854" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/recco-4169424_1280.jpg" alt="" width="1280" height="853" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/recco-4169424_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/recco-4169424_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/recco-4169424_1280-1024x682.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/recco-4169424_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Antico borgo di marinai affacciato sulle acque limpide del <strong>Golfo Paradiso</strong>, una baia incantevole. Nel cuore di Recco si scopre il santuario mariano dedicato alla <strong>Madonna del Suffragio</strong>, il cui campanile si fa ammirare sin da lontano e segnala la presenza dell’edificio. Poi la <strong>Chiesa di Nostra Signora delle Grazie</strong>, situata poco fuori Recco nella frazione di Megli, custode al suo interno di una spina della corona di Gesù.</p>
<p>Proprio in questa frazione, nel weekend successivo a Pasqua, si svolge la <strong>sagra delle focaccette</strong>, mentre l’ultima domenica di maggio si replica a Recco con <strong>la sagra della Focaccia</strong>, prelibatezza che viene distribuita sia semplice, che con la cipolla o al formaggio. Il 7 e 8 Settembre si festeggia la <strong>Sagra del Fuoco</strong>, in onore della Madonna del Suffragio e per l’occasione i quartieri preparano particolari spettacoli pirotecnici e svariati stand gastronomici.</p>
<h4>A seguire<strong> Camogli, </strong>che si affaccia sul mare con le sue casette dai colori vivaci che si specchiano nell’acqua del golfo.</h4>
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<p>&nbsp;</p>
<p>I primi pescatori della città le hanno dipinte con toni così accesi. In questo modo potevano riconoscerle da lontano quando si trovavano al largo con le loro imbarcazioni. L’aspetto pittoresco di Camogli, però, aumenta ancor di più salendo sulla punta spettacolare dove si erge <strong>Castel Dragone.</strong></p>
<p>Gli edifici di culto rappresentano un’attrazione particolare. La <strong>Chiesa di San Nicolò di Capodimonte</strong>, realizzata in ardesia, la pietra locale dalla tipica colorazione nera, ha un fascino solenne ed elegante allo stesso tempo. Ma il vero gioiello è <strong>l’Abbazia di San Fruttuoso</strong>, un monastero incastonato tra gli scogli situato a Capodimonte, in un’insenatura della frastagliata costa ligure. Raggiungibile solo via mare, oppure attraverso alcuni pittoreschi sentieri da percorrere a piedi. Si possono visitare il chiostro, il museo e si può anche soggiornare nella foresteria, un luogo romantico immerso nella natura</p>
<p>Tra gli eventi più importanti che si svolgono a Camogli la <strong>Festa di San Fortunato</strong> ha luogo il secondo sabato di maggio con una processione notturna che termina con fuochi d’artificio e falò sulla spiaggia, mentre la prima domenica di agosto si celebra la <strong>Stella Maris</strong>, dedicata alla Madonna protettrice dei Marinai. In questa occasione centinaia di cerini accesi vengono fatti galleggiare in mare, creando un’atmosfera unica nella baia.</p>
<h4>L’elegante<strong> Portofino </strong>accoglie con una bellezza disarmante.</h4>
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<p>Uno tra i più caratteristici borghi marinari del mondo, situato nella zona occidentale del <strong>Golfo del Tigullio</strong>. Quello che rende Portofino un luogo imperdibile da visitare è la sua posizione incantevole. Inserito in una baia naturale e boscosa che si affaccia sul mare e decorato dalle sue case colorate.  Tutto il comune è racchiuso nel <strong>Parco Naturale Regionale di Portofino</strong> e nella sua area naturale marina protetta.</p>
<p>Ma il piccolo centro di Portofino regala anche piccoli tesori d’arte come la <strong>Chiesa di San Martino</strong> e la <strong>Chiesa di San Giorgio</strong>, del XII secolo, situata fuori dal centro storico in una posizione più alta rispetto al borgo e ricostruita dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale.</p>
<p>E se non dovesse essere sufficiente, si può partecipare agli eventi organizzati in questa magica cittadina come la <strong>Festa patronale di San Giorgio</strong> che si svolge il 23 Aprile, oppure il <strong>Trail di Portofino</strong>, una gara sportiva con percorso di 23 km di salite e discese e un dislivello di 1250 metri.</p>
<h4>Si procede in direzione nord verso<strong> Santa Margherita Ligure, </strong>località consigliata agli appassionati di architettura religiosa e agli amanti dei luoghi sacri.</h4>
<p>Lo testimoniano le diverse chiese, tra cui la <strong>Basilica parrocchiale di Santa Margherita d’Antiochia</strong>, <strong>la Chiesa di San Siro</strong>, <strong>l’Oratorio di Nostra Signora dell’Addolorata</strong>, <strong>la Chiesa di San Lorenzo e la Cappella delle Gave</strong>, raggiungibile percorrendo un bel sentiero che conduce fino all’Abbazia di Cervara.</p>
<p>Ma oltre alla sacralità c’è spazio anche per una meraviglia architettonica come <strong>Villa Durazzo</strong>. Splendido complesso costituito da due ville immerse in un meraviglioso parco seicentesco. La rigogliosa vegetazione ed il grazioso giardino all’italiana rappresentano gli elementi aggiuntivi che   completano la visita all’interno della villa.</p>
<p>Santa Margherita Ligure offre divertimento anche ai bambini. Il <strong>Parco del Flauto Magico</strong>, infatti, rappresenta una luogo pieno di disegni, percorsi ed oggetti ispirati all’opera di Mozart, risultato della riprogettazione di un parco pubblico che ha voluto seguire questo tema.</p>
<h4>In una conca stretta tra mare e collina si inserisce <strong>Rapallo.</strong></h4>
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<p>Adagiato in una campagna collinare il paese di Rapallo è separato dal mare da un litorale affascinante. Il <strong>Castello sul Mare</strong> è il simbolo della città, che dal <strong>lungomare Vittorio Veneto </strong>gode di una posizione favorevole a picco sulle acque del Golfo del Tigullio. All’interno della fortezza è presente la piccola cappella dedicata a San Gaetano, che lascia intravedere dall’esterno soltanto la graziosa cupoletta con campana.</p>
<p>La <strong>Basilica dei Santi Gervasio e Protasio</strong> segna il cuore del centro storico ed è affiancata da un particolare campanile pendente. Particolare attenzione merita anche il <strong>Santuario di Nostra Signora di Montallegro,</strong> costruito sulla sommità di un colle a 612 metri di altezza, da cui lo sguardo si perde sull’incantevole panorama del litorale ligure. Uno dei più importanti santuari mariani della zona, meta di pellegrinaggi specialmente il 2 luglio, in occasione della festa patronale.</p>
<p>Per apprezzare l’arte locale e conoscere meglio la storia di Rapallo si può visitare il <strong>Museo del Merletto</strong>, allestito nelle eleganti sale di <strong>Villa Tigullio. </strong>Oltre mille manufatti in pizzo realizzati tra il XVI e la fine del XX secolo, a cui si aggiungono altrettanti disegni che illustrano l’arte della lavorazione del pizzo, seguiti da capi d’abbigliamento e pezzi d’arredamento</p>
<h4>Si prosegue facendo tappa a <strong>Sestri Levante</strong>, “la città dei due mari” così come fu descritta dallo scrittore Hans Christian Andersen.</h4>
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<p>Il centro storico del borgo, infatti, si affaccia su due baie, quella <strong>“delle Favole</strong>” e quella <strong>“del Silenzio</strong>”, divise da un istmo che unisce la parte più antica del borgo alla terraferma, mentre la zona più moderna di Sestri si estende su un terreno interamente pianeggiante.</p>
<p>Un borgo ricco di storia e cultura raccontato sia dalle architetture religiose che da quelle civili. Poco distante dalla Baia del Silenzio sorge la <strong>Chiesa dell’Immacolata Concezione</strong>, dal tipico stile medievale con una facciata decorata a strisce bianche e nere. Poi la <strong>Chiesa di San Nicolò dell’Isola</strong>, l’edificio più antico della città. Il <strong>Palazzo Durazzo &#8211; Pallavicini</strong> è situato nel borgo antico e conserva al suo interno un dipinto del pittore Francesco Bassano che raffigura l’Adorazione dei Magi. Nel centro storico è anche possibile visitare il <strong>Palazzo Fascie Rossi</strong> sede della biblioteca civica e del Museo Archeologico della città.</p>
<h4>L’estate è il periodo in cui Sestri Levante si anima di eventi.</h4>
<p>Un momento fondamentale per degustare i sapori tradizionali è la <strong>sagra del Bagnun</strong>, zuppa a base di acciughe, organizzata il terzo week end di luglio a Riva Trigoso. Il primo week end di giugno si svolge la premiazione dell’<strong>Andersen Festival</strong>, concorso letterario dedicato alla fiaba inedita. In occasione della premiazione, compagnie teatrali e importanti personaggi nazionali ed internazionali si esibiscono per le vie del borgo, dando vita proprio all’Andersen Festival, fondato sulla narrazione orale ed il teatro di strada.</p>
<p>La musica, invece, è protagonista nel <strong>Premio Bach – Festival estivo musica da camera</strong> che, da maggio ad agosto, vede, ogni venerdì, un concerto di musica da camera nella splendida cornice dell’ex convento dell’Annunziata. I giovedì dei mesi di luglio e agosto sono invece dedicati al <strong>Sestri Live Festival</strong>, evento di musica live che anima gli angoli più suggestivi del borgo.</p>
<h4>Segue <strong>Moneglia, </strong>delineata da ampie e sabbiose spiagge e poco lontano da una serie di calette di roccia più selvagge coccolate dal mar Ligure.</h4>
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<p>Una passeggiata nel cuore di Moneglia porta alla scoperta di notevoli pezzi di storia e cultura. A partire dalla <strong>Chiesa di San Giorgio</strong>, edificata a fine 1300 dai monaci benedettini, all’interno della quale si possono ammirare il gruppo scultoreo ligneo di San Giorgio col drago ed un’Adorazione dei Magi ad opera di Luca Cambiaso, artista originario di Moneglia. Accanto alla chiesa il chiostro quattrocentesco, realizzato dai francescani</p>
<h4>La <strong>Torre di Villafranca e la Fortezza di Monleone</strong> sono strutture militari degne di nota.</h4>
<p>La Torre si erge ad est di Moneglia, mentre il Castello domina l’abitato dalla cima di un colle e ospita il più piccolo maniero in stile liberty, detto <strong>“Castello dei Fornari</strong>” realizzato a inizio Novecento</p>
<p>Moneglia è una località vivace, grazie alla presenza di turisti durante l’anno. Ad aggiungere vitalità alle vie del borgo ci pensano eventi popolari rappresentativi come il <strong>Carnevale della Zucca</strong>, a febbraio, con coloratissimi carri allegorici e la <strong>Festa dell’Olio d’Oliva</strong> che si celebra a Pasquetta.</p>
<h4>Da qui si procede direttamente verso la porta d’ingresso delle Cinque Terre, ovvero <strong>Levanto.</strong></h4>
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<p>Il centro cittadino si apre al termine di una valle molto pittoresca ed è dominato dalla bella <strong>chiesa parrocchiale di S. Andrea,</strong> eccezionale esempio di gotico ligure, con un grande rosone al centro della facciata. Altro monumento importante si trova in <strong>Piazza della Loggia</strong>, così chiamata per la presenza di un loggiato medievale. La Loggia Comunale si contraddistingue per le sue eleganti arcate che poggiano su capitelli romanici.</p>
<p>La spiaggia principale di Levanto si estende su poco meno di un chilometro, interrotta da un paio di protezioni di scogli e dal molo che protegge la marina dalle onde del mar Ligure. Un arenile caratterizzato da sabbie e ghiaie di colore grigio scuro. Più ad ovest si apre una piccola spiaggia, detta <strong>Vallesanta</strong>, la prima di una serie di particolari calette che si avvicendano fino alla limitrofa Bonassola.</p>
<h4>La tradizionale <strong>Festa del Mare</strong> è uno degli eventi più attesi a Levanto.</h4>
<p>Si svolge nelle giornate del 24 e 25 luglio, mentre il 30 novembre hanno luogo le celebrazioni per la <strong>festa del patrono cittadino S. Andrea</strong>. Nel periodo di Natale sono particolarmente affascinanti i <strong>Presepi nel Presepe</strong>. Una tradizione radicata nella popolazione con rappresentazioni della Natività a sfondo rurale, da ammirare nello scenario dei borghi della vallata che vengono illuminati come i villaggi di un presepe a grandezza naturale.</p>
<h4>Ed ecco il <strong>Parco delle Cinque Terre</strong>, che con i suoi 3.868 ettari è il Parco Nazionale tra i più piccoli d&#8217;Italia e allo stesso tempo il più densamente popolato, con circa 4.000 abitanti suddivisi in cinque borghi, le Cinque Terre appunto.</h4>
<figure id="attachment_66868" aria-describedby="caption-attachment-66868" style="width: 2000px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-66868" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Slice-of-heaven-2048-scaled.jpg" alt="" width="2000" height="1324" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Slice-of-heaven-2048-scaled.jpg 2000w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Slice-of-heaven-2048-300x199.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Slice-of-heaven-2048-1024x678.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Slice-of-heaven-2048-768x509.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Slice-of-heaven-2048-1536x1017.jpg 1536w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /><figcaption id="caption-attachment-66868" class="wp-caption-text">Vernazza &#8211; Parco Nazionale delle Cinque Terre, Italia</figcaption></figure>
<p>In ordine Monterosso al Mare, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore. Qui l&#8217;uomo in più di mille anni ha modellato l&#8217;ambiente naturale sezionando gli scoscesi pendii delle colline per ricavarne strisce di terra coltivabili, i così detti <strong>ciàn</strong>, puntellate da chilometri di muretti a secco. Un paesaggio atipico e caratterizzato dal forte intervento umano contrassegna il vero tratto identitario delle Cinque Terre.</p>
<h4>E le Cinque Terre si mostrano in tutta la loro bellezza. Si parte da <strong>Monterosso al Mare</strong>, località amata da Montale come luogo di vacanza e di ispirazione.</h4>
<p>Antico borgo e perla preziosa della Riviera di Levante, arenata tra le scogliere e circondata da villaggi di pescatori. Qui si trovano alcune spiagge più ampie e meno selvagge delle strette insenature che caratterizzano la zona.</p>
<p>La natura circostante presenta la bellezza di Monterosso, soprattutto recandosi a <strong>Punta Mesco</strong>, la vetta che chiude il golfo di fronte all’abitato, attraverso un bel percorso panoramico. Poco dopo si raggiunge il così detto “semaforo”, vecchio faro segnaletico da tempo abbandonato, da cui godere di una vista spettacolare a picco sulle onde.</p>
<p>Una particolarità da vedere è la famosa <strong>Statua del Gigante</strong>, scultura che raffigura Nettuno, realizzata dall’architetto Francesco Levacher, alta 14 metri e dal peso di 170 tonnellate. L’opera si posa su uno sperone roccioso che sovrasta la villa in cui Eugenio Montale trascorse buona parte della sua vita e delle sue vacanze.</p>
<p>Gli eventi tradizionali rendono Monterosso ancora più particolare. La <strong>sagra del limone</strong>, il terzo sabato di Maggio, tinge di giallo tutto il borgo e profuma le strade di agrumi. Nel pomeriggio si può partecipare alla passeggiata a tema <strong>“8000 passi al profumo di limone</strong>” che accompagna i visitatori lungo le strade di Monterosso. A conclusione della festa ci si riunisce in piazza tra la musica e le degustazioni per premiare la vetrina più bella realizzata sul tema di questo fresco frutto.</p>
<h4>Segue <strong>Vernazza</strong>, una schiera di case colorate che sfocia direttamente in mare.</h4>
<p>Una piccola e accogliente baia che si rivela in modo straordinario a chi arriva in barca per godere delle sue atmosfere dal sapore antico.</p>
<p>Il centro di Vernazza si deve scoprire lentamente tra le sue viuzze e stradine che offrono scorci di rara bellezza. Sul porto regna il profilo del <strong>Castello Doria</strong> e spicca la torre cilindrica, mentre i resti della cinta muraria quasi si confondono con il contorno frastagliato delle rocce. Più in basso si trova l’inconfondibile struttura del <strong>Belforte</strong>, bastione di forma quadrangolare aggrappato sugli ultimi scogli del promontorio.</p>
<p>In posizione opposta a questo, all’estremità più occidentale della città, si erge la bella <strong>chiesa parrocchiale di Santa Margherita d’Antiochia</strong>, monumento con una particolare conformazione su due piani. La dedica a Santa Margherita è legata alla leggenda del ritrovamento sulla spiaggia di una cassa con una reliquia della santa.</p>
<h4><strong>Corniglia </strong>si trova nel cuore delle Cinque Terre.</h4>
<p>Da qui si esplora il territorio attraverso la magnifica rete di sentieri, percorsi tra rocce strapiombanti e dalle forme bizzarre chiusi dal limpido mare di Liguria e avvolti nel profumo della macchia mediterranea.</p>
<p>Ma Corniglia è anche il balcone delle Cinque Terre, con la sua posizione sopraelevata che lo rende diverso dagli altri borghi, meta ideale per chi cerca un contatto con la natura e con il fascino del paesaggio costiero.</p>
<p>Il borgo appare sospeso con le sue case colorate a pastello, tra i colori della vegetazione e lo sfondo del cielo. Il paese è collegato da due scalinate principali che scendono fino al mare. Ad est si presenta la <strong>“Lardarina</strong>” una scala in mattoni che conduce fino alla stazione ferroviaria, mentre un secondo percorso scende dalla parte ovest di Corniglia ed è la <strong>“Via alla Marina</strong>”, tra terrazzi e muretti a secco.</p>
<p>La passeggiata lungo la strada principale di Corniglia attraversa il centro e si estende tra le case, collegando la terrazza panoramica del belvedere di Santa Maria con la chiesa parrocchiale di San Pietro.  Proprio la <strong>terrazza di Santa Maria</strong> è il più famoso punto panoramico della città, posta a circa 90 metri di altitudine. Qui la vista spazia su tutte le cinque terre e nelle giornate più limpide si possono scorgere le montagne della Corsica. All’opposto della terrazza, all’estremità nord-orientale della via si trova il monumento più importante della città, la <strong>chiesa di San Pietro</strong>, un ottimo esempio di arte gotica-ligure.</p>
<p>E San Pietro, qui, viene festeggiato il 29 giugno. Le celebrazioni prevedono una processione che attraversa tutto il centro ed è anche l’occasione per assaggiare le specialità gastronomiche delle Cinque Terre, tra pesce, panissa e coniglio alla ligure.</p>
<h4>Poi <strong>Manarola, </strong>un villaggio aggrappato alle rocce a strapiombo sul mare.</h4>
<p>Manarola è luogo privilegiato per gli amanti del trekking. Chi ama camminare trova nel <strong>Sentiero Azzurro</strong> il luogo perfetto. Proprio questo, nel tratto Riomaggiore- Manarola, prende il nome di <strong>Via dell’Amore</strong>, una strada pedonale molto suggestiva e romantica incisa e scavata nella roccia, a picco sul mare In una giornata di sole è possibile ammirare le rocce spettacolari a strapiombo con i colori del mare e della macchia mediterranea che fanno da cornice.</p>
<p>La <strong>Via di Mezzo</strong> è quella che conduce direttamente al mare, mentre un’altra strada da percorrere è la spettacolare <strong>Via Belvedere</strong>, che si conclude presso una piccola piazza da cui si gode uno splendido panorama. Una passeggiata da non perdere è quella che conduce alla <strong>Punta Bonfiglio</strong>, luogo perfetto per ammirare la cittadina in tutto il suo splendore.</p>
<h4>La visita alle Cinque Terre si conclude con<strong> Riomaggiore</strong>.</h4>
<p>Un centro storico composto da diverse case- torri colorate, sviluppate in altezza su tre o quattro piani. Riomaggiore si presenta più come un borgo di cultura essenzialmente contadina. Questa sua caratteristica si nota direttamente nelle sue specialità culinarie. Il piatto tipico per eccellenza è la <strong>torta di riso salata</strong>, preparata secondo la tradizione in occasione della festa patronale di San Giovanni Battista.</p>
<p>Un altro piatto fondamentale, preparato soprattutto d&#8217;inverno, è la <strong>minestra di campo</strong>, condita con olio di oliva e fatta con patate ed erbe selvatiche, tra le quali scrépuu (radicchio di campo), gìde (bietole), purasèu (aglio delle vigne), bavaàta (valeriana rossa).</p>
<p>Altri piatti tipici sono i ravioli, preparati in occasione delle feste e in particolare consumati secondo la tradizione per tre giorni di seguito durante il carnevale, l’immancabile pesto e il castagnaccio, tipica  torta di farina di castagne,</p>
<h4>Alle cinque bellezze citate se ne aggiunge un’altra, quella di <strong>Porto Venere.</strong></h4>
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<p>Distesa sull&#8217;estremità del <strong>Golfo dei Poeti</strong>, così chiamato perché nel corso dei secoli tanti poeti, scrittori ed artisti hanno trascorso alcuni periodi nei borghi di questa splendida insenatura.</p>
<p>Porto Venere si presenta come un borgo di pescatori che incanta per i suoi colori, la sua posizione e la sua architettura.  Una volta entrati nel cuore urbano ci si ritrova immersi in un clima di altri tempi, perdendosi tra stradine e vicoletti che conducono all’imponente <strong>Castello Doria</strong>. La fortezza è situata su una roccia che domina il borgo e rappresenta una delle più maestose architetture militari della Repubblica di Genova.</p>
<h4>Da Porto Venere è possibile imbarcarsi per il <strong>Giro delle tre Isole del golfo</strong>, Palmaria, Tino e Tinetto.</h4>
<p>L&#8217;escursione porta alla scoperta dell&#8217;arcipelago con le tre isolette e le due grotte, quella Azzurra e quella di Byron, chiamata così perché questo era un posto molto caro a Lord Byron e si recava qui per meditare e trovare ispirazione. La <strong>grotta di Byron</strong> si trova in una caletta nella zona ovest di Porto Venere, posizionata proprio sotto la chiesa di San Pietro.</p>
<p>Ma oltre ad ammirare le bellezze di Porto Venere, qui si ha anche la possibilità di deliziare il palato con pesce fresco appena pescato con piatti a base di polpo, oppure orate e branzini che qui vengono allevate. Famosi i mitili si Portovenere, molluschi tipici di questa zona che si possono assaggiare fritti, al sugo, gratinati o con riso.</p>
<h4>Si arriva quindi a <strong>La Spezia</strong>, abbracciata dal Golfo dei Poeti e accarezzata da una catena di colline dominata dall’alta cima del Monte Parodi.</h4>
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<p>&nbsp;</p>
<p>Proprio l’abbraccio protettivo del golfo, che nei secoli ha difeso La Spezia dalle mareggiate e dagli attacchi nemici, ha fatto si che vi venisse costruito uno dei porti mercantili più importanti del Mediterraneo.</p>
<p>La Spezia è una località interessante da esplorare, perché ad un territorio dall’asprezza affascinante e dai colori particolari si affiancano una serie di gioielli storici e artistici. Uno di questi è il <strong>Castello di San Giorgio</strong>, un grande maniero che si erge alla sommità del Colle del Poggio e domina il centro abitato. A questo si aggiungono una serie di musei che aiutano a comprendere la storia e le tradizioni di La Spezia. Molto interessante il <strong>Museo Tecnico Navale</strong>, dedicato ai mezzi d’assalto utilizzati durante la prima guerra mondiale e il <strong>Museo Civico Etnografico</strong> che racconta la storia del territorio dall’Ottocento al Novecento.</p>
<p>Altra testimonianza preziosa riguardo le usanze e i costumi di La Spezia sono gli appuntamenti pubblici come la <strong>Fiera di San Giuseppe</strong>, che si tiene il 19 marzo ed è dedicata al santo patrono cittadino. Per tre giorni venditori ambulanti invadono Piazza Europa, i giardini pubblici e il lungomare, mostrando merci di tutti i tipi e facendo assaggiare le specialità gastronomiche tipiche della regione come i brigidini e le mele candite.</p>
<h4>La <strong>Festa del Mare</strong>, invece, si svolge la prima domenica di agosto e prevede la disputa del <strong>Palio del Golfo</strong> in cui le borgate che si affacciano sul Golfo di La Spezia si sfidano in una regata con barche a remi.</h4>
<p>Il sabato, una sfilata in maschera per le strade del centro introduce nel clima della festa, che si conclude la domenica con un magnifico spettacolo pirotecnico sulle acque della baia.</p>
<p>Poco distante ecco <strong>Lerici</strong> con il suo <strong>Castello Monumentale</strong> che regna dall’alto promontorio fin dal 1200 assieme ad una torre pentagonale che spicca con i quattro bastioni e la <strong>Cappella di Santa Anastasia</strong>, racchiusa all’interno delle possenti mura. L’intera struttura del castello è stata restaurata introducendo il Museo geopaleontologico, luogo di rilevante importanza nella cultura espositiva europea. Nel corso degli anni Lerici è riuscita ad unire il gusto dell’arte alla valorizzazione graduale dei suoi monumenti. Diverse mostre artistiche possono sfruttare spazi interessanti come <strong>l’Oratorio di Santa Maria in Selàa</strong> presso Tellaro, e il medievale <strong>Castello di San Terenzo</strong>, in origine torre merlata costruita a difesa della costa.</p>
<h4>Ma Lerici ha alimentato la sua fama anche ospitando una serie di eleganti residenze.</h4>
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<p>Ad esempio <strong>Villa Pernigotti</strong> a Venere Azzurra, in origine albergo prestigioso, poi divenuto Scuola Alberghiera e alla fine location per eventi di musica jazz. Nel cuore di Lerici spunta <strong>Ca’ Doria</strong>, palazzo estremamente raffinato con portali e camini in ardesia. Poi <strong>Villa Magni</strong>, una splendida terrazza sul mare ammirata ed apprezzata da un gran numero di artisti a livello mondiale.</p>
<p>A Lerici regna un’abbondanza di spiagge. Prima fra tutte <strong>Venere Azzurra</strong>, libera e bellissima, a cui segue <strong>Baia Blu</strong>, insenatura caratteristica, mentre altre spiagge si possono trovare a <strong>Fiascherino, San Terenzo</strong> e nelle immediate vicinanze del castello di Lerici.</p>
<h4><strong>Tellaro,</strong> frazione del comune di Lerici, è un borgo marinaro affascinante.</h4>
<p>Si lascia quasi adulare perché difficile da raggiungere tra i numerosi ostacoli rocciosi e le scoscese pareti a picco sul mare. Parte del vecchio <strong>borgo di Barbazzano</strong>, la struttura evoca il periodo medievale la cui eredità è ben visibile nelle mura fortificate a ridosso delle case. Tra i monumenti di Tellaro da visitare la <strong>Chiesa di San Giorgio</strong>, dedicata al santo patrono che viene festeggiato il 23 aprile e che dal Cinquecento mostra solenne la bella veste di rosa pastello.</p>
<p>A questo luogo sacro è legata la leggenda del grosso polpo che una notte si avvicinò alla torre campanaria tirando la fune con i suoi lunghi tentacoli. Svegliò così tutti gli abitanti che però poterono salvarsi dall’imminente attacco dei Saraceni provenienti dal mare.</p>
<p>Le spiagge di Tellaro sono caratterizzate da un alone selvaggio, compreso il porticciolo vicino al quale si può nuotare fra le rocce e l’ombra della chiesa rosa. A questo si affiancano le spiagge libere de <strong>La Vittoria e Trigliano,</strong> interamente circondate da scogli. I più avventurosi possono provare a raggiungere gli <strong>Spiaggioni di Tellaro</strong>, lingue di sabbia incontaminate, proprio perché risulta difficile raggiungerle considerate le difficoltà che bisogna affrontare.</p>
<h4>Oltre alla festa del santo patrono, a Tellaro si celebra il <strong>Natale Subacqueo</strong>.</h4>
<p>Ogni anno un gruppo di sub fa emergere dalle acque la statua del Bambin Gesù che viene poi adagiata nella mangiatoia e irradiata da 8000 lumini, mentre fuori i fuochi d’artificio si riflettono sul mare notturno creando un’atmosfera particolarmente suggestiva.</p>
<p>Il viaggio nella Riviera di Levante si conclude con<strong> Sarzana </strong>ai confini con la Toscana. <strong> </strong>Una cittadina che nasconde molte sorprese che si possono scoprire passeggiando per il suo centro, dagli edifici religiosi alle architetture civili.</p>
<p>Tra le costruzioni più belle risalta la <strong>Cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta</strong>, in stile romano- gotico si presenta con un’elegante facciata in marmo bianco, dominata da un ampio portale con un rosone tipicamente gotico. Poi il <strong>Duomo </strong>che, oltre ad una serie di opere scultoree e tele di grande pregio, contiene <strong>la più antica croce dipinta italiana</strong>, considerata un’opera fondamentale dell’arte romanica e preziosa testimonianza dell’iconografia del tempo. Altra caratteristica che ha reso nota la cattedrale è la reliquia del sangue di Cristo, raccolto durante la sua crocefissione oggi conservato nella cappella “del preziosissimo sangue”.</p>
<p>Il cuore della città è rappresentato dall’antica <strong>Piazza della Calcandola</strong>, oggi Piazza Matteotti, famosa per essere stata uno dei pochi luoghi in cui transitò Dante durante il suo esilio.  Lungo le mura di Sarzana si trovano i bastioni della <strong>Fortezza Firmafede</strong> eretta verso la metà del XII secolo e dove ogni anno si svolge la mostra Nazionale dell’Antiquariato. Poi a vegliare sulla città ci pensa il <strong>Castello di Sarzanello</strong>, più antico del precedente, che si erge sull’omonima collina.</p>
<p>Le manifestazioni che si svolgono a Sarzana sono care agli abitanti del luogo per mantenere vive le tradizioni. In particolare si ricorda la suggestiva <strong>Soffitta nella Strada</strong>, esposizione tradizionale di oggetti curiosi e prodotti artigianali di ogni genere. A questa seguono la <strong>Fiera della Nocciola</strong> ad inizio aprile e la <strong>Fiera di San Martino di Sarzanello</strong> a novembre.</p>
<h4>Una volta concluso il percorso lungo la Riviera di Levante, è necessario proseguire la visita delle Liguria con la <strong>Riviera di Ponente, </strong>luogo di altrettante emozioni. <strong> </strong></h4>
<p>Genova resta sempre il punto centrale da cui partire. Poco distante, la prima località che si visita è<strong> Arenzano. </strong>Da un lato la distesa infinita del mar Ligure che si perde all’orizzonte e si confonde col cielo. Dall’altro la mole imponente delle montagne che con i tratti di scogliera rocciosa proietta in un ambiente completamente diverso. Arenzano, infatti, è compresa in un territorio vasto e variegato che dalla spiaggia si arrampica sula dorsale del Beigua fino a superare i 100 metri di quota. Uno scenario naturale in cui si alternano tratti selvaggi, vedute incontaminate e agglomerati di casette graziose.</p>
<h4>Ma la natura viene accompagnata dalle bellezze artistiche che compongono Arenzano.</h4>
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<p>Nel suo centro, infatti, non mancano edifici storici di grande pregio tra cui il santuario del <strong>Bambino Gesù di Praga,</strong> meta di numerosi pellegrinaggi ed eretto ad inizio 1900 per volere degli stessi abitanti, devoti alla statua miracolosa custodita nella capitale della Repubblica Ceca.</p>
<p>Spazio anche ad edifici civili nel centro di Arenzano, come <strong>Villa Negrotto Cambiaso</strong>, oggi sede del municipio, ma originariamente dimora nobiliare genovese in cui si può visitare una bella serra in stile liberty in ferro e vetro. Altra residenza interessante è la settecentesca <strong>Villa Figoli</strong>, anch’essa in stile liberty e circondata da un grande giardino all’italiana.</p>
<h4>Il bel lungomare di Arenzano, dedicato a Fabrizio De Andrè, rappresenta il luogo ideale per rilassanti passeggiate respirando l’aria di mare.</h4>
<p>Gli amanti delle immersioni possono trovare nei fondali vicini ad Arenzano posidonie oceaniche e specie ittiche variopinte e di grande interesse scientifico.</p>
<p>Tra il paesaggio marino e le passeggiate nel centro cittadino non si deve perdere l’occasione di partecipare a qualche manifestazione organizzata in paese. Dei vari appuntamenti che hanno luogo durante l’anno, il più atteso è sicuramente la <strong>Marcia Internazionale Mare&amp;Monti</strong>, che attira marciatori da ogni parte del mondo. Parate, incontri culturali e feste di piazza vengono organizzati per l’occasione, anche se la fase conclusiva dell’evento è la marcia che si articola in vari percorsi lungo le strade cittadine e i sentieri montani.</p>
<h4>Ecco poi <strong>Savona, </strong>incorniciata da un entroterra verdeggiante e da un agglomerato di spiaggette suggestive.</h4>
<p>Punto strategico per chi desidera esplorare la <strong>Riviera delle Palme</strong> o spingersi verso il confine francese. Si presenta così la città di Savona che oltre alle numerose spiagge circondate dall’acqua limpida e accarezzate dal vento, offre un centro storico ricco di gioielli artistici e architettonici.</p>
<p><strong>Il Duomo</strong>, costruito nel cinquecento, ma rimaneggiato a fine ‘800 il cui risultato è l’imponente facciata in stile barocco, mentre all’interno si trovano alcune sculture rinascimentali e una serie di piccole cappelle. Usciti dalla chiesa ci si dirige verso <strong>via Paleocapa</strong>, principale via del centro protetta dai portici e molto frequentata durante l’anno. Lungo il percorso si incontra <strong>Palazzo dei Pavoni, </strong>in stile liberty, e poco dopo <strong>Palazzo della Rovere</strong>, sede del tribunale.</p>
<p>Proprio da queste parti si possono scorgere le numerose torri medievali, tra cui spicca la <strong>Torre del Brandale</strong>, mentre continuando sulla via si arriva al <strong>Piazzale Eroe dei Due Mondi</strong>, dove si apre il giardino pubblico della città con uno spettacolare scorcio panoramico sul resto di Savona e del litorale ligure.</p>
<p>Alla sommità di un’altura poco lontana si riesce ad intravedere ciò che resta dell’antica <strong>Fortezza del Priamar, </strong>realizzata nel 1500 sulle rovine di un vecchio quartiere della Repubblica di Genova. Oggi all’interno del castello sono allestiti il museo archeologico ed il museo di arte contemporanea.</p>
<h4>Per conoscere appieno il vero spirito della città è necessario essere presenti alle feste popolari che nel corso dell’anno si tengono a Savona.</h4>
<p>Molto sentita dalla popolazione locale è la <strong>Processione del Venerdì Santo</strong>, che si svolge una volta ogni due anni e prevede la sfilata delle così dette <strong>“casse”,</strong> statue lignee di grande valore conservate negli oratori cittadini ed in questa occasione benedette, insieme alla folla che assiste all’evento.</p>
<p>Tra le fiere popolari, invece si ricordano la <strong>Fiera di San Bartolomeo</strong> del 10 settembre dedicata all’agricoltura e al bestiame e la <strong>Fiera di Santa Lucia</strong> del 13 dicembre, che anticipa l’arrivo del Natale con suggestivi mercatini.</p>
<p>Poco distante <strong>Bergeggi, </strong>un rilievo in bilico tra la montagna ed il mare, tra viottoli tortuosi che scivolano verso la costa o salgono sempre più in alto da dove si può ammirare la Riviera Ligure in tutto il suo splendore.  Così appare Bergeggi, borgata ligure a 110 metri d’altitudine ed immersa in un paesaggio spettacolare. Bergeggi è situata alle pendici del <strong>Monte Sant’Elia</strong>, da dove inizia la passeggiata pittoresca in direzione del mare.</p>
<p>La bellezza dell’ambiente e la ricchezza naturalistica hanno determinato la nascita della <strong>Riserva Naturale Regionale di Bergeggi,</strong> che oltre al nucleo centrale del pase comprende l’omonima isola e la striscia litoranea corrispondente, con una grotta marina e la bella sughereta delle Natte.</p>
<p>La cittadina presenta, però, altre sorprese culturali e artistiche come la <strong>chiesa parrocchiale di San Martino di Tours</strong>, custode di un prezioso dipinto del XVI secolo raffigurante la Madonna del Rosario. Altro edificio di culto è la <strong>cappella di Santo Stefano</strong>, nascosta tra la vegetazione sui colli dietro il borgo.</p>
<h4>I <strong>forti di Santo Stefano e San Giacomo</strong> sono gli esponenti dell’architettura militare di Bergeggi.</h4>
<p>Anticamente, il paese era dominato dal forte di Monte Sant’Elia di cui rimangono solo alcune parti, mentre risale all’Alto Medioevo la <strong>torre costiera d’Ere</strong>, che serviva ad avvistare eventuali nemici in avvicinamento.</p>
<p>I momenti di festa a Bergeggi si traducono negli eventi della tradizione enogastronomica. Uno di questi è la <strong>Sagra del Vino Nostralino</strong>, che si svolge nella piazza del paese a metà giugno e comprende la premiazione del miglior vino presentato e viene accompagnata da una degustazione imperdibile di prodotti vinicoli e culinari deliziosi. Un altro è la <strong>Sagra dei Saraceni</strong>, che ha luogo la seconda metà di luglio e offre la possibilità di assaggiare le prelibatezze più caratteristiche della città, prima di assistere ai giochi e agli spettacoli serali.</p>
<h4>Proseguendo lungo la Riviera di Ponente si arriva a<strong> Noli, </strong>una delle poche località marinare in cui la tradizione della pesca si mantiene viva come un tempo, secondo ritmi e usanze di una volta.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-66875" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Noli_-_panoramio_1-scaled-e1600174802424.jpg" alt="" width="800" height="530" /></p>
<p>Una cittadina pittoresca e affascinante racchiusa all’interno di un’insenatura sottile. Un centro caratterizzato da viuzze strette e tortuose, spesso sovrastate da archetti in pietra e decorate da balconi pieni di fiori.</p>
<p>Tra le vie e le piazzette di Noli oggi si possono ammirare monumenti di grande valore storico come la <strong>chiesa di San Paragorio</strong> che costituisce una delle costruzioni più antiche della zona. Per ciò che riguarda le architetture civili vale la pena menzionare la torre del palazzo del comune e il seicentesco palazzo <strong>Viale- Salvarezza</strong>, che conserva tuttora parte della decorazione esterna originaria.</p>
<h4>Le strutture militari più interessanti di Noli sono <strong>il Castello di Monte Ursino</strong> e la <strong>Fortezza dell’Eremo di Capo Noli</strong>.</h4>
<p>Ma non solo testimonianze storiche e artistiche. Visitare Noli vuol dire anche essere circondati dalla natura e vivere all’aria aperta. Si presentano infatti una serie di percorsi e sentieri che dalla costa conducono sulle alture che sovrastano il paese. Vale la pena esplorare anche <strong>l’altopiano delle</strong> <strong>Maine,</strong> che si estende da Noli a Finale Ligure, costituito da una grande pineta intervallata da splendidi vitigni.</p>
<p>Anche qui l’estate è grande periodo di eventi. Si inizia il 29 giugno con la <strong>festa dei Santi Pietro e Paolo </strong>nella borgata di Voze, mentre la seconda domenica di luglio si festeggia Sant’Eugenio e il 31 luglio Sant’Ignazio. L’ultima domenica di agosto si celebra la <strong>festa dei Santi Anna e Gioacchino</strong> e la seconda domenica di settembre l’estate si conclude con la famosa <strong>regata dei rioni di Noli</strong>.</p>
<h4>Da non perdere<strong> Finale Ligure, </strong>che un po’ si distende verso le onde e un po’  si arrampica verso le alture interne.</h4>
<p>Finale Ligure si compone di tre frazioni, che in passato costituivano tre località differenti. Sul mare ecco <strong>Finalmarina,</strong> ripopolata negli ultimi tempi grazie ai tanti visitatori estivi. Poi <strong>Finalpia</strong>, sempre sulla stessa costa ma di impianto più antico. E infine la dolce <strong>Finalborgo</strong> dal cuore medievale. Un borgo incorniciato dalla cinta muraria quattrocentesca e dominato dagli imponenti <strong>castelli di Govone e di San Giovanni</strong>. Monumento più interessante di Finalborgo è la <strong>Basilicata Collegiata di San Biagio</strong>, mentre nella frazione di Finalmarina la <strong>Collegiata di San Giovanni Battista </strong>viene considerata tra i migliori esempi di arte barocca in Liguria.</p>
<p>Gli amanti di storia antica possono ammirare i vari ponti romani di Finale Ligure, nel piccolo borgo di Verzi, appartenuti all’antica via romana che attraversava la Val Ponci. Alcuni di loro ancora oggi restano ben conservati e tra questi il <strong>Ponte delle Fate</strong> sorge accanto alle grotte omonime. Alle passeggiate per il centro si possono alternare soste sulla spiaggia. A Finale Ligure la costa si compone di intervalli di arenili di sabbia soffice a calette rocciose</p>
<h4>Tra gli eventi da non perdere a Finale Ligure si annovera sicuramente il Carnevale.</h4>
<p>Il secondo weekend di luglio si svolge il <strong>palio delle Compagne Finalesi</strong>, una gara tra gli Arcieri della Torre del Diamante campioni di ogni Rione. L’ormai consolidata giostra di tiro con l’arco antico porta all’assegnazione del Palio alla Compàgna vincitrice che lo custodisce fino all’edizione successiva. A fine agosto <strong>il Viaggio nel medioevo</strong>, che come suggerisce il nome rievoca le atmosfere magiche del tempo con sfide a tema, spettacoli e dimostrazioni di antichi mestieri.</p>
<h4>Ci si dirige direttamente verso <strong>Albenga.</strong></h4>
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<p>Celebre per le sue torri edificate a cavallo tra il XII ed il XIII secolo dalle famiglie ricche della città, come simbolo di potere e di prestigio. Di solito affiancano le case nobiliari e valgono alla città ligure l&#8217;appellativo della città delle 100 torri, nonostante no corrisponda al numero reale delle torri presenti ad Albenga.</p>
<p>Un’altra caratteristica di Albenga è il suo <strong>Battistero Paleocristiano</strong>, situato nel cuore del centro storico e molto vicino al vecchio palazzo del comune e alla <strong>cattedrale di San Michele Arcangelo</strong>, al cui interno è custodito un monumentale organo a canne.</p>
<p>La spiaggia di Albenga è una distesa di sabbia ampia dai fondali sono bassi e sabbiosi e adatti anche ai bambini. Poco distante dalla costa si trova <strong>l&#8217;Isola Gallinara</strong> che fa parte, assieme a tutta l’area circostante, della <strong>riserva naturale regionale dell’isola di Gallinara</strong>, visitabile solo ed esclusivamente attraverso escursioni e tour.</p>
<h4>Subito dopo ecco<strong> Alassio</strong>, uno dei centri turistici più ferventi della Riviera di Ponente della Liguria.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-66877" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Alassio_142926063-scaled.jpeg" alt="" width="2000" height="1330" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Alassio_142926063-scaled.jpeg 2000w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Alassio_142926063-300x200.jpeg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Alassio_142926063-1024x681.jpeg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Alassio_142926063-768x511.jpeg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Alassio_142926063-1536x1022.jpeg 1536w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<p>Frequentata in particolare durante i mesi estivi e considerata una delle mete più ambite dagli amanti del mare e delle spiagge. Alassio riserva molte sorprese durante una passeggiata lungo le vie del suo centro storico ricco di chiese come la <strong>Collegiata di Sant’Ambrogio</strong>, risalente all’XI secolo, dove svetta il campanile cuspidato romano-gotico. Un altro complesso religioso meritevole di visita è <strong>l’Oratorio di Santa Caterina d’Alessandria</strong> posto a fianco della collegiata.</p>
<p>Di un certo interesse artistico è anche la <strong>Chiesa di Santa Maria Immacolata,</strong> la cui costruzione è legata ad un voto fatto dalla popolazione di Alassio alla Madonna durante un’incursione piratesca. Splendidi edifici nobiliari arricchiscono il patrimonio architettonico di Alassio, in particolare il <strong>Palazzo Brea</strong> visibile nel centro storico e il <strong>Palazzo Scofferi</strong>, risalente al XVIII secolo, dove al suo interno si può ammirare un crocifisso attribuito allo scultore fiammingo Jean de Boulogne,</p>
<h4>Ma la vera chicca è il “<strong>Muretto di Alassio”,</strong> un muro decorato con piastrelle colorate dove sono state incise le firme autografe di personaggi celebri.</h4>
<p>Oltre mille tavolette impreziosiscono la struttura realizzata lungo Corso Dante Alighieri. L’opera, realizzata nel 1953, fu ideata da Mario Berrino insieme allo scrittore Ernest Hemingway.</p>
<p>A poca distanza si trova<strong> Cervo, </strong>un borgo che ha conservato nel tempo le sue peculiarità e uno dei luoghi più visitati in Liguria. La scoperta di Cervo inizia addentrandosi nel centro storico. Si varca la <strong>porta Marina della Montà</strong>, che delimitava a sud le mura del castello, e salendo si trova <strong>Palazzo Morchio</strong>, dal portale in ardesia in stile genovese e oggi sede del Municipio.</p>
<p>Raggiungendo la parte piana di Cervo si scopre la <strong>chiesa di San Giovanni Battista</strong>, edificata dai pescatori di corallo e per questo motivo anche denominata “dei corallini”. Lo stile barocco e i marmi presenti al suo interno la rendono una meraviglia da visitare. Al tramonto la sua facciata rivolta verso il mare assume sfumature che la colorano di rosa e oro regalando un effetto quasi surreale.  In piazza Santa Caterina sorge il <strong>castello dei Clavesana</strong> costruito nel XVII secolo e le cui sale ospitano il Museo etnografico</p>
<p>Passeggiare tra le strette vie di Cervo è sicuramente un’attività piacevole, perché si ha la possibilità di scoprire botteghe e piccoli esercizi che offrono prodotti locali come l’olio extravergine di oliva prodotto con i frutti degli ulivi che crescono alle spalle dell’abitato. A questi si aggiunge il Vermentino, vino bianco che nasce dall’uva dei vigneti adiacenti, e poi il pesce pescato giornalmente.</p>
<h4>Cervo è anche il punto di partenza di alcuni sentieri molto affascinanti.</h4>
<p>Salendo lungo il <strong>Sentiero Liguria</strong> si raggiunge il <strong>Colle di Cervo</strong> e la cima a Villa Colla. Da qui si gode di uno dei migliori panorami della Liguria, che spazia a 360 gradi da <strong>Capo Mele a Capo Berta</strong> comprese tutte le valli e i monti circostanti</p>
<p>Dal 1964, a Cervo, si svolge il <strong>Festival internazionale di musica da camera</strong>. La nascita di questo evento si deve all’intuizione del violinista ungherese Sandor Vegh che notò nella facciata concava della chiesa di San Giovanni Battista una caratteristica architettonica che rende l’acustica perfetta. Questa manifestazione richiama spettatori da tutto il mondo: nelle sere estive circondati da uno scenario da favola ci si può far trasportare dalle note di musicisti di fama mondiale.</p>
<h4>Un’altra destinazione caratteristica è<strong> Diano Marina.</strong></h4>
<p>Spicca tra i paesi costieri per la suggestiva fusione tra il turchese del suo mare e l’oro del suo splendido litorale, mentre le abitazioni del borgo si nascondono nella macchia mediterranea, tra coltivazioni di basilico, pomodori, fiori e olive. Proprio agli ulivi è legata la tradizione turistica di Diano Marina, poiché a fine Ottocento il paese divenne un importante centro di commercio dell’olio in questa zona costiera.  La spiaggia del borgo di Diano diventa la protagonista assoluta della bella stagione ligure. Lunga più di tre chilometri e costituita da granelli di sabbia dall’incantevole tinta dorata.</p>
<p>Tra acque cristalline ed un entroterra dalle mille sorprese, il centro storico di Diano Marina racchiude numerosi luoghi di interesse da esplorare. Tra le attrazioni di Diano Marina una delle più interessanti è il <strong>Palazzo della Cultura</strong>, che sorge proprio al centro di una piccola area verde ed ospita tutto l’anno mostre, convegni, concerti ed incontri culturali. Il Palazzo dispone anche di una Biblioteca e di un Museo Civico, <strong>il MARM</strong>, custode di esposizioni dedicate all’archeologia ed alla storia rinascimentale davvero di valore.</p>
<p>Tra le strutture militari di Diano Marina che meritano una visita ci sono il Forte Sant’Elmo, un forte a picco sul mare di Capo Berta, nato con funzioni difensive e diventato poi abitazione privata. Ulteriore testimonianza del valore strategico-difensivo della zona è il cannone di Diano Marina, risalente al XVI secolo e simbolo della città, fa parte di un complesso sistema di bastioni, torri e villaggi murati che un tempo presidiavano l’arco ligure dagli attacchi nemici.</p>
<h4>Durante un soggiorno a Diano Marina sono molte le specialità locali da poter gustare.</h4>
<p>Ad esempio, la <strong>focaccia salata, i testaroli al pesto o i fagioli</strong>, cucinati in molte squisite ricette. Diano Marina è la città dell’olio e bisogna assaggiarlo quando ci si trova da queste parti. Sono imperdibili anche i vini DOC, come il Vermentino della Riviera Ligure di Ponente DOC o il Pigato, coltivati dalla terra e dal sole della Liguria in modo eccellente.</p>
<h4>Si arriva a <strong>Imperia</strong>, città dalle due anime, <strong>Oneglia e Porto Maurizio</strong>.</h4>
<p>Il centro ottocentesco di Oneglia ha il suo cuore in <strong>Piazza Dante</strong>, luogo di riferimento della città da cui si diramano le vie principali dell’abitato. Piazza Dante è sovrastata dal palazzo del “Cremlino”, l’ex palazzo comunale di Oneglia, ed è circondata da una fila di portici in stile neoclassico.</p>
<p>Il <strong>porto di Oneglia</strong> è delimitato da due moli. Il molo che si estende maggiormente, detto appunto <strong>“molo lungo</strong>” è percorribile a piedi e vi sono attraccate le piccole imbarcazioni dei pescatori. Il secondo molo, detto “<strong>molo corto”</strong> per raffronto col primo, non è aperto al pubblico perché viene usato per il carico e scarico delle merci e ospita due imponenti gru, ricordo della prosperità economica basata sulla pesca di cui godeva Oneglia.</p>
<p>Sulla banchina di Oneglia, sotto i portici di <strong>calata Cuneo</strong>, si trovano le pescherie e tutti i ristoranti tipici che durante il periodo estivo si riempiono di turisti desiderosi di assaggiare le specialità locali. Tra queste non può mancare la famosa <strong>piscialandrea</strong>, o pizza all’Andrea, una specie di pizza condita con pomodoro, capperi, olive, aglio, pasta di acciughe e origano e così nominata perché pare fosse particolarmente gradita all’ammiraglio Andrea Doria, che nacque a Oneglia nel 1466.</p>
<p>Alle spalle del porto è presente il <strong>centro storico di Oneglia</strong>, con il mercato coperto di generi alimentari, le vecchie case dei pescatori e piazza San Giovanni, luogo di ritrovo amato e molto frequentato da tutti gli abitanti di questo tratto caratteristico di Imperia.</p>
<h4>Al confine est sono presenti i resti della settecentesca cinta muraria, mentre sulla collina delle Cascine svetta <strong>Villa Grock</strong> fatta edificare dal clown svizzero Adrien Wettach, in arte Grock.</h4>
<p>Una splendida villa in stile liberty, con un rigoglioso e ampio giardino arricchito da un laghetto con un isolotto centrale.</p>
<p>La manifestazione più importante di Oneglia è sicuramente la <strong>festa di San Giovanni</strong>, il 24 giugno, ma gli eventi collaterali iniziano circa una settimana prima. Nell’area della banchina vengono organizzati stand con espositori locali, nel grande piazzale alla base del molo lungo viene allestita un’area con grandi capannoni dove la sera è possibile cenare con le specialità tipiche. Durante tutta la settimana sono tante le attività e gli eventi culturali che vedono protagonista la città e che culminano il giorno di San Giovanni, con le funzioni sacre e la tradizionale processione lungo le vie cittadine.</p>
<h4>Arroccato sul promontorio del Parasio si presenta il centro storico di <strong>Porto Maurizio</strong>.</h4>
<p>Un intricato labirinto di stradine e vicoli e dall’alto dei suoi belvedere il borgo medievale offre un’ampia e magnifica vista sul golfo. Il Parasio è ricco di monumenti e palazzi antichi, ma il <strong>Duomo di San Maurizio</strong> rappresenta una meta importante. Si tratta della chiesa più grande di tutta la Liguria e splendido esempio di stile neoclassico. Oltre a questo meritano anche una visita Le <strong>logge di Santa Chiara</strong>, adiacenti al convento delle suore di clausura, che offrono scorci panoramici incantevoli e <strong>la casa natale di San Leonardo da Porto Maurizio</strong>, patrono di Imperia.</p>
<h4>Ai piedi del Parasio, affacciati sul mare, si trovano <strong>Borgo Marina</strong> e <strong>Borgo Foce</strong>, ricchi di numerosi ristoranti e locali serali.</h4>
<p>Da Borgo Marina si può percorrere a piedi la splendida “<strong>Passeggiata degli innamorati”,</strong> che si snoda a picco sul mare e raggiunge Borgo Foce, tipico agglomerato di case di pescatori con il porticciolo e le spiaggette di ciottoli.</p>
<p>L’evento che ha reso famosa Imperia a livello internazionale è la <strong>manifestazione delle vele d’epoca</strong> che si svolge a Borgo Marina ogni due anni nel mese di settembre e ospita una competizione di barche a vela antiche provenienti da tutto il mondo.</p>
<p>La manifestazione si alterna con un altro evento di altrettanto interesse, la manifestazione dei <strong>Motoryacht d’Epoca a Oneglia</strong>. Tutto l’anno si svolgono numerose manifestazioni di forte attrattiva come “Sole e Vento” con le sue gare di aquiloni, le notti in Borgo e la “Notte Bianca di Bollicine”.</p>
<h4>Non molto lontano da Imperia, una località davvero singolare è <strong>Bussana Vecchia, </strong>un borgo dove si respira arte in ogni angolo.</h4>
<p>Distrutta da un violento terremoto alla fine dell’Ottocento, questa località si è svuotata poco a poco. Per moltissimi anni Bussana Vecchia rimase quindi senza abitanti, diventando un vero e proprio borgo fantasma</p>
<p>Bussana vecchia trovò nuova linfa vitale negli anni Cinquanta, grazie ad un gruppo di artisti, filosofi e artigiani che ristrutturarono le antiche case sorte intorno al castello, trasformandole nelle loro nuove residenze e in studi artistici. Così il borgo, tra laboratori a cielo aperto, osterie e negozi colorati, ha ripreso vita e ancora oggi i viaggiatori ne subiscono il grande fascino</p>
<h4>Passeggiare per Bussana Vecchia è un’esperienza unica per chi ha l’animo artistico e chi cerca mete sempre nuove e poco conosciute.</h4>
<p>Una località di certo tra le più apprezzate dai viaggiatori che vanno sempre alla ricerca di luoghi abbandonati o recuperati. Le antiche rovine recuperate di Bussana Vecchia sono bellissime da vivere. Bastano poche ore per scoprire tutto il borgo e ammirarlo tra ristorantini e caffetterie dove è possibile incontrare e chiacchierare con i molti artigiani e artisti che animano la cittadina.</p>
<p>Le vie di questa antica località, tra fiori e rampicanti che incorniciano le antiche case in sasso, sono colme di tocchi artistici, come dipinti, murales, sedie colorate appese al muro trasformate in fioriere o statue incastonate nella cinta muraria. Anche le botteghe e i negozi degli artisti sono piccoli gioielli restaurati in cui perdersi ore ed ore per scoprire sculture, oggetti intagliati e creazioni uniche</p>
<h4>Poi<strong> Sanremo, </strong>conosciuto ai più per il Festival della Canzone Italiana.</h4>
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<p>Ma oltre al festival c’è altro da scoprire. Sanremo è una città che merita di essere vissuta e scoperta, a cominciare dal suo centro storico conosciuto come <strong>La Pigna,</strong> il cuore antico, ovvero il primo nucleo originario di Sanremo. Affacciata sul mare, è formata da vecchi tetti grigi, rossi e coppi che si affacciano su terrazzi in fiore. Poi vicoli, piazzette e carrugi, fontane in pietra e ripide scalinate che s&#8217;insinuano sotto gli archi e che mantengono vivi i segni del passato medievale della città.</p>
<h4>Sulla cima del colle che sovrasta il centro storico di Sanremo si trova il <strong>Santuario di Nostra Signora della Costa.</strong></h4>
<p>In Piazza San Siro, invece, ci si trova di fronte alla prestigiosa cattedrale dove è presente la <strong>statua della Madonna del Rosario del Maragliano</strong>. Da non perdere una visita al <strong>Palazzo Borea d’Olmo</strong> nel cuore della città, sede del Museo Civico e dall&#8217;alto del <strong>Monte Bignone</strong>, a circa 1300 metri si può godere di una vista spettacolare su tutto il golfo.</p>
<p>Lungo quella che è conosciuta come la <strong>Riviera dei fiori</strong>, proprio perché qui c&#8217;è una lunga e proficua tradizione della loro coltivazione, Sanremo è famosa anche per altri eventi significativi come la <strong>corsa ciclistica Milano-Sanremo</strong>, il <strong>Premio Tenco ed il rally di automobilismo</strong>.</p>
<p>Da Sanremo si fa una breve tappa nell’entroterra visitando<strong> Apricale, </strong>un borgo arroccato in maniera scenografica su un pendio verticale che conserva vicoli medievali, chiese e un bellissimo castello. Tutto intorno, a circondarlo, una corona di pendii verdeggianti, di fasce sostenute da muretti a secco, di uliveti e boschi di castagno.</p>
<h4>Apricale è davvero uno dei borghi fortificati meglio conservati della Liguria.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-66879" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Apricale_BW_2-scaled.jpg" alt="" width="2000" height="1333" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Apricale_BW_2-scaled.jpg 2000w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Apricale_BW_2-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Apricale_BW_2-1024x683.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Apricale_BW_2-768x512.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Apricale_BW_2-1536x1024.jpg 1536w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Apricale_BW_2-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<p>Basta poco e si è già tra i ripidi vicoli, le scale e i gradini, incuneati fra case in pietra addossate l&#8217;una all&#8217;altra. <strong>Piazza Vittorio Emanuele</strong> sembra un teatro, con due palcoscenici contrapposti, quelli dei sagrati della chiesa parrocchiale e quelli dell&#8217;oratorio di San Bartolomeo, che si ergono su un terrapieno sorretto da arcate. Il palcoscenico naturale della piazza Vittorio Emanuele, infatti, a partire dal 1990, ha trovato una nuova ragion d&#8217;essere con le rappresentazioni del <strong>Teatro della Tosse di Genova</strong>, che ogni agosto sposta ad Apricale attori e registi e per mettere in scena uno spettacolo a stazioni sempre nuovo, che dalla piazza si allarga alle strette vie del paese.</p>
<p>Sopra la <strong>chiesa parrocchiale dedicata alla Purificazione della Vergine</strong>, in posizione dominante, c&#8217;è il <strong>Castello della Lucertola</strong>, con la parte inferiore di una torre quadrangolare del XII secolo che fa da basamento al campanile cinquecentesco della chiesa, su cui si arrampica, protesa nel vuoto, la bicicletta pensata dall&#8217;artista Sergio Bianco e divenuta un simbolo di Apricale.</p>
<p>Tra i resti del Castello anche alcune parti delle mura esterne, alcune opere di difesa inglobate in una casa privata, un giardino pensile di inizio XX secolo su cui s&#8217;affacciano gli ambienti del <strong>Museo della storia di Apricale</strong>, che illustra la storia del paese attraverso memorie e documenti storici, materiali archeologici, cimeli e curiosità, organizzati in sezioni tematiche. La visita inizia dal piano rialzato e si snoda attraverso le stanze del castello. Una di esse espone una rassegna fotografica delle manifestazioni nel borgo e nel castello.</p>
<h4>E poco distante <strong>Dolceacqua</strong> il piccolo villaggio sulle colline dell’entroterra ligure.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-66880" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Dolceacqua_BridgeCastle-scaled.jpg" alt="" width="2000" height="1632" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Dolceacqua_BridgeCastle-scaled.jpg 2000w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Dolceacqua_BridgeCastle-300x245.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Dolceacqua_BridgeCastle-1024x836.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Dolceacqua_BridgeCastle-768x627.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Dolceacqua_BridgeCastle-1536x1253.jpg 1536w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Dolceacqua_BridgeCastle-2048x1671.jpg 2048w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<p>La parte più antica, ai piedi del <strong>Monte Rebuffao</strong>, è dominata dal <strong>Castello dei Doria</strong> ed è chiamata dagli abitanti ‘Terra’. Quella più moderna, chiamata ‘Borgo‘ si sviluppa sulla riva opposta, ai lati della strada che sale la valle.</p>
<p>Il <strong>Ponte Vecchio</strong> è il simbolo di Dolceacqua. Claude Monet che visitò il borgo per due volte definì il ponte medievale un “gioiello di leggerezza”. Un capolavoro di armonia e di eleganza di forme, con un solo arco a tutto sesto di circa 32 metri di luce. Con i ruderi e il torrione centrale che testimoniano la tenacia dei suoi abitanti, il Castello dei Doria domina il borgo dall’alto e regala una vista mozzafiato della vallata.</p>
<p>Benché il borgo medievale sia piuttosto piccolo, sono numerosi gli edifici da visitare. Nella piazza della zona antica c’è la <strong>parrocchia di Sant’Antonio Abate</strong> del ‘400 che ingloba una torre angolare quadrata delle antiche mura, divenuta la base del campanile. All’ingresso del paese c’è la <strong>Chiesa di San Giorgio, </strong>costruita nell’XII secolo in forme romaniche, trasformata poi in epoca gotica e barocca. La cripta accoglie tuttora le tombe di Stefano Doria e di Giulio Doria.</p>
<p>Se si vuole ammirare il borgo dall’alto, basta raggiungete <strong>l’Alta Via dei Monti Liguri</strong>, accessibile in pochi minuti dalla parte nuova del villaggio. Lungo il percorso si può incontrare anche la piccola <strong>Chiesa di San Bernardo</strong>, famosa per i suoi affreschi medievali.</p>
<h4><strong>Ventimiglia </strong>rappresenta l<strong>’</strong>ultima tappa dell’itinerario in Liguria prima del confine con la Francia.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-66881" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/ventimiglia-coast-ligurian-coast-liguria-sea-mediterranean-roofs-houses-city.jpg" alt="" width="880" height="660" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/ventimiglia-coast-ligurian-coast-liguria-sea-mediterranean-roofs-houses-city.jpg 880w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/ventimiglia-coast-ligurian-coast-liguria-sea-mediterranean-roofs-houses-city-300x225.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/ventimiglia-coast-ligurian-coast-liguria-sea-mediterranean-roofs-houses-city-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 880px) 100vw, 880px" /></p>
<p>Un animo antico si fonde con un temperamento. Queste le due anime di Ventimiglia, separate dal corso del <strong>fiume Roia</strong> che taglia in due la città e fa da specchio alle strutture medievali da un lato e agli edifici moderni sulla riva opposta.</p>
<p>Una cittadina da conoscere lentamente, muovendosi a piedi nella serie di stradine del centro storico. La <strong>Cattedrale dell’Assunta</strong> è una delle costruzioni religiose più affascinanti, eretta su un antico tempio pagano precedente e custode di pregiate opere d’arte. Il ricordo dell’età medievale qui è sempre presente, ma per chi volesse andare ancora più indietro nel tempo può visitare il <strong>Museo Archeologico Gerolamo Rossi</strong>, dove sono conservati materiali romani rinvenuti negli scavi che hanno portato alla luce grandi quantità di sculture, oggetti della vita quotidiana e corredi funerari.</p>
<h4>Da vedere anche i <strong>Giardini Botanici di Villa Hanbury</strong>, realizzati nel XIX secolo ed in cui sono presenti alcune specie di piante esotiche.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-66882" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Fale_-_Giardini_Botanici_Hanbury_in_Ventimiglia_-_474-scaled-e1600176100941.jpg" alt="" width="800" height="600" /></p>
<p>I giardini oggi vengono curati dall’Università di Genova che li rende rigogliosi e accoglienti per i visitatori.</p>
<h4>Protagonisti immancabili da queste parti sono i fiori, amati e curati con particolare attenzione, come   in tutte le località della Riviera dei Fiori.</h4>
<p>Intorno al 20 febbraio, per esempio, l’inverno viene colorato dai fiori e piante in occasione di una fiera a tema, mentre la seconda domenica di giugno si tiene la famosa “<strong>Battaglia dei Fiori</strong>”. Per l’occasione una schiera di grandi carri , addobbati con le più belle specie floreali, si sfidano tra loro e con la folla.  Chi preferisce i piaceri della cucina invece può partecipare alla <strong>Fiera di San Secondo</strong> che si svolge alla fine di agosto e  ha origini medievali.</p>
<p>Oltre a giocattoli e numerosi souvenir, le bancarelle della festa offrono dolciumi tipici della zona, tra cui le famose castagnole.</p>
<p><strong><em>Alessandro Campa</em></strong></p>
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		<title>RICOMINCIO DA TE, ITALIA: ITINERARI DI VIAGGIO TRA LE REGIONI DELLA PENISOLA. L’ ABRUZZO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2020 18:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro campa]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
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		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[itinerari di viaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[L’Abruzzo come non l’avete mai visto. Un territorio accogliente dall’anima rustica e dai sapori memorabili Un desiderio di rinascita. La voglia di ripartire dalle piccole abitudini quotidiane, ma anche di realizzare scelte più ragionate ed impegnative. Tra queste l’organizzazione di un viaggio, di una vacanza o di un semplice weekend per staccare la spina. Quest’anno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-66301" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/La_baia_di_Fossacesia_Marina_coi_Trabocchi_-_panoramio-scaled-e1599569150985.jpg" alt="" width="800" height="534" /></h3>
<h3>L’Abruzzo come non l’avete mai visto. Un territorio accogliente dall’anima rustica e dai sapori memorabili</h3>
<p><span id="more-66292"></span></p>
<p><strong>Un desiderio di rinascita</strong>. La voglia di ripartire dalle piccole abitudini quotidiane, ma anche di realizzare scelte più ragionate ed impegnative. Tra queste l’organizzazione di un viaggio, di una vacanza o di un semplice weekend per staccare la spina.</p>
<p>Quest’anno l’approccio al turismo sarà diverso, ma non per questo meno coinvolgente e stimolante.</p>
<p>Da situazioni difficili, a volte, possono nascere occasioni inaspettate. Ancora di più se si vive in Italia che, con la sua immensa varietà, offre degli scenari incantevoli.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>ABRUZZO</strong></p>
<h4>Abruzzo. Paesaggi inaspettati e momenti intensi da vivere lentamente.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-66296" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/800px-Vista_aerea_del_centro_storico_di_Teramo.jpg" alt="" width="800" height="519" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/800px-Vista_aerea_del_centro_storico_di_Teramo.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/800px-Vista_aerea_del_centro_storico_di_Teramo-300x195.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/800px-Vista_aerea_del_centro_storico_di_Teramo-768x498.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h4>Il viaggio in Abruzzo inizia da <strong>Teramo, </strong>nella parte settentrionale della regione<strong>. </strong></h4>
<p>Racchiusa tra la catena montuosa del Gran Sasso e il mare Adriatico, Teramo presenta alcune influenze delle popolazioni che la dominarono. Prima fra tutte la <strong>Necropoli di Ponte Messato</strong>, sito archeologico risalente all’età del ferro.</p>
<p>Il periodo romano, invece, è rappresentato dai resti dell’anfiteatro, delle terme e di alcune ville, tra cui la più interessante è la <strong>Domus del Leone</strong> con il suo splendido mosaico. Una pregevole opera di architettura religiosa è la <strong>Chiesa di San Berardo</strong>, patrono della città, che si trova su <strong>Piazza dei Martiri della Libertà,</strong> una delle più belle del centro, in cui è possibile ammirare anche il Palazzo Vescovile e il seminario.</p>
<p>Un edificio dal fascino indiscutibile è il <strong>Borgo medievale</strong>. A dispetto del nome il borgo, iniziato nel 1889, presenta molti stili diversi fusi tra di loro dando origine a un complesso di grande fascino.</p>
<p>Le bellezze culturali della città vengono accompagnate da altrettanti eventi, come il <strong>Festival della Follia</strong> a settembre, una serie  di manifestazioni culturali sul tema della follia. A Maggio, invece, una rassegna di cinema, danza, teatro e musica presenta il <strong>Maggio Fest</strong>.</p>
<h4>Ma non si può lasciare Teramo senza aver provato alcune delle sue specialità culinarie.</h4>
<p>Ad esempio le <strong>Virtù teramane</strong>, una minestra di verdure e legumi, storica specialità gastronomica dal sapore unico e particolare. Nelle grandi occasioni, invece, il protagonista è il <strong>timballo di scrippelle</strong>, una sorta di crepes molto sottili, disposte in strati e farcite con spinaci, uova, dadini di formaggio carciofi o zucchine. Tra i dolci da provare i <strong>cagionetti </strong>ripieni di castagne, cioccolata e mandorle e i <strong>pepatelli,</strong> le zeppole fritte con la crema.</p>
<h4>Da Teramo si scopre lentamente la costa adriatica abruzzese partendo da <strong>Giulianova. </strong></h4>
<p>Località composta da un nucleo storico situato in collina ed un lido affacciato sul mare. Un elegante centro balneare dalla fine sabbia dorata, circondato da un lungomare in cui sfilano pini e palme.</p>
<p>Tra i luoghi d’arte da ammirare figura il <strong>Duomo di San Flaviano</strong>. Simbolo della città, in passato aveva un’importante funzione urbanistica, grazie alla sua cupola originariamente coperta di tegole di maiolica azzurro-verde che rendevano la chiesa ben visibile anche dal mare.</p>
<p>Il <strong>Santuario della Madonna dello Splendore</strong>, luogo di culto e devozione popolare. Da circa cinque secoli Giulianova onora con solenni festeggiamenti la Madonna dello Splendore, protettrice della città. In questo modo si ricorda l’apparizione avvenuta il 22 aprile di un anno compreso tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento. La festa si chiude circa una settimana dopo con il suggestivo rientro del simulacro nel Santuario, accompagnato da una processione notturna, illuminata da fiaccole e accompagnata da canti.</p>
<p>Molto caratteristici sono i <strong>“caliscendi</strong>” installati lungo il molo sud del &#8220;porto vecchio”. Si tratta di strutture in legno finalizzate alla piccola pesca che dagli scogli si sporgono sul mare, tradizionali luoghi di ritrovo per cittadini e turisti e meta ideale per romantiche passeggiate.</p>
<p>E poi il lungomare monumentale, caratterizzato da colonne in travertino che terminano con lampioni. Percorrendolo in direzione Nord è possibile imbattersi in splendidi edifici Liberty come la Villa Paris-Costantini e la Villa Gasbarrini,</p>
<p>La visita a Giulianova può dirsi conclusa dopo aver provato il <strong>Brodetto di pesce alla giuliese</strong>, proposto negli originali cocci di terracotta. La sua bontà è caratterizzata anche dalla modalità di cottura, che consiste nell’amalgamare i pesci solamente scuotendo il tegame sulla fiamma.</p>
<h4>Si prosegue per <strong>Roseto degli Abruzzi, </strong>chiamato anche “Lido delle Rose”, importante località balneare della riviera abruzzese.</h4>
<p>Bassi fondali e ampie spiagge presentano questa piccolo gioiello della costa adriatica. Ma oltre al mare, anche la collina rappresenta un aspetto insolito e ugualmente affascinante.</p>
<p>Il territorio, infatti, si completa con <strong>l’antico borgo collinare di Montepagano</strong>. Percorrendo le sue stradine fatte di ciottoli, ancora oggi sono ben visibili le tracce delle antiche fortificazioni e delle quattro porte d’ingresso al piccolo centro collinare. Da qui, inoltre, si gode di uno splendido panorama circolare dall&#8217;Adriatico al Gran Sasso.</p>
<p>La natura, poi, si esprime nella <strong>Riserva Naturale del Borsacchio</strong>, area protetta di incontaminata bellezza, caratterizzata dalla presenza di dune e tratti di macchia mediterranea, habitat naturale di rare specie di uccelli e meta di amanti degli ambienti selvaggi.</p>
<h4><strong>Silvi, </strong>invece, è la località marina più a sud della costa teramana, a pochi chilometri dal confine con la provincia di Pescara.</h4>
<p>Luogo adatto ad un turismo di tipo familiare e a misura di bambino, grazie ad un mare dai fondali bassi e sabbiosi.</p>
<p>A ridosso delle spiagge, le dolci colline ospitano il borgo medievale di <strong>Silvi Alta</strong>. Qui si è mantenuto in gran parte l’assetto urbanistico originario con un’unica strada centrale dalla quale si sviluppa la fitta rete di vicoli e viuzze. Dal suo spettacolare belvedere si gode di un panorama unico che spazia dalle vette del Gran Sasso d&#8217;Italia al promontorio del Conero delle vicine Marche, fino al profilo delle Isole Tremiti.</p>
<p>Una particolarità da vedere è la <strong>Torre di Cerrano</strong>, posta al confine con il comune di Pineto. Rappresenta uno degli avamposti difensivi edificati dagli spagnoli nel XVI secolo lunga tutta la costa abruzzese. In seguito a lavori di ristrutturazione, attualmente è sede dell&#8217;<strong>Area Marina Protetta del Cerrano. </strong></p>
<h4>A pochi chilometri da Pineto ecco <strong>Atri,</strong> che conserva incredibili tesori d&#8217;architettura ed arte.</h4>
<p>A cominciare dalla meravigliosa cattedrale al cui interno è possibile ammirare il ciclo di affreschi di Andrea De Litio, autentico capolavoro del Rinascimento abruzzese.</p>
<p>Ma questo paesino è famoso anche per altre due specialità che soddisfano il palato. Qui è possibile assaporare il famoso <strong>formaggio pecorino</strong> ottenuto da latte intero crudo con caglio d&#8217;agnello oppure provare una serie infinita di  <strong>prodotti a base di liquirizia</strong>, qui lavorata e prodotta sin dall’epoca romana.</p>
<h4>Si arriva quindi a<strong> Pescara.</strong></h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-66297" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Pescara.jpg" alt="" width="800" height="477" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Pescara.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Pescara-300x179.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Pescara-768x458.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Una città dinamica e contemporanea attraversata dall’omonimo fiume, che rappresenta il centro abruzzese di riferimento per il commercio e per i servizi. Un simbolo della città di recente inaugurazione è il <strong>Ponte del Mare,</strong> che con i suoi 466 metri di lunghezza, è il più grande ponte ciclo-pedonale d’Italia. A questo si aggiunge un altro ponte, quello <strong>Ennio Flaiano</strong>, intitolato al grande scrittore e giornalista pescarese, ultima imponente infrastruttura realizzata per collegare le due sponde del fiume, destinata al transito veicolare e ciclo-pedonale.</p>
<h4>Pescara ha dato i natali al grande poeta Gabriele D’Annunzio.</h4>
<p>E proprio qui, infatti, è presente il <strong>Museo casa natale Gabriele D&#8217;Annunzio</strong>. Allestito al primo piano della sua casa, è composto da nove sale e conserva arredi, mobili d&#8217;epoca e oggetti dello scrittore e della sua famiglia. La <strong>Cattedrale di San Cetteo</strong>, invece, ospita la tomba di Luisa D’Annunzio, madre del poeta, ed un dipinto del Guercino, il San Francesco, donato dallo stesso d&#8217;Annunzio.</p>
<p>I reperti e le testimonianze della vita abruzzese si possono visitare nel <strong>Museo delle genti d’Abruzzo</strong>, che ha sede nei locali rimasti della fortezza di Pescara, un tempo utilizzati come prigioni per detenuti politici e patrioti.</p>
<p>Nel capoluogo abruzzese la storia e la cultura lasciano spazio alle specialità gastronomiche. Tre cose sono assolutamente da provare<strong>, i celebri arrosticini, il brodetto di pesce alla Pescarese ed il Parrozzo</strong>. Quest’ultimo è proprio il tipico dolce pescarese, formato da una pasta battuta (detta anche pasta montata) con aggiunta di farina di mandorla, cotto al forno e infine ricoperto da cioccolato fondente.</p>
<p>Un dolce tradizionale, scuro in superficie e giallo all’interno, che da sempre è accostato alla degustazione dell&#8217;<strong>Aurum</strong>, liquore alle arance tipico abruzzese, oppure ad altri liquori tipici come <strong>il Centerbe, la Genziana o la Ratafia</strong>.</p>
<h4>Proseguendo sulla costa si incontra<strong> Francavilla al Mare.</strong></h4>
<p>Un centro dalle antichissime origini che, a fine Ottocento, divenne punto di riferimento per la cultura italiana e internazionale grazie alla figura dell’eclettico pittore <strong>Francesco Paolo Michetti</strong> e al suo “Cenacolo”. Un centro di ritrovo e di incontro per intellettuali e artisti, i cui frequentatori abituali furono Gabriele D’Annunzio, gli scrittori Eduardo Scarfoglio e Matilde Serao e il musicista Francesco Paolo Tosti. A Michetti è dedicato un museo che ha sede nei locali dello storico <strong>Palazzo San Domenico</strong>, ex sede comunale della città alta.</p>
<p>Oltre alle spiagge di Francavilla al Mare, un altro luogo da vedere è il <strong>Palazzo Sirena</strong>, segno rappresentativo della predisposizione artistica e balneare della località. Ricostruito nel dopoguerra, è stato in seguito ampliato nella parte che guarda il mare e ha portato alla costruzione di un grande Auditorium destinato a spettacoli, concerti e manifestazioni culturali.</p>
<p>Anche qui i piatti tipici a base di pesce regnano sulla tavola, come le <strong>seppie ripiene</strong> accompagnate da un <strong>vino Trebbiano o Pecorino d’Abruzzo</strong>. Tra i dolci è necessario menzionare <strong>la cicerchiata</strong>, tipica del periodo del Carnevale. Friabile, delicato, profumato, un dolce che si presenta composto da palline dorate di pasta fritta legate insieme dal miele. A questo dolce si usa dare la forma di una ciambella, ma si può trovare anche la porzione singola a forma di piccolo cumulo.</p>
<h4><strong>Ortona</strong> è un’altra tappa da non perdere sulla costa abruzzese<strong>. </strong></h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-66298" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Castello_aragonese_di_Ortona-scaled-e1599568461442.jpg" alt="" width="800" height="459" /></p>
<p>Il suo lungo litorale, dopo un primo tratto di spiaggia ampia e sabbiosa a nord, nelle località <strong>Lido Riccio e Lido dei Saraceni</strong>, diventa un susseguirsi di insenature, baie, scogliere e promontori a picco sul mare. Qui si presentano spiagge più intime come <strong>Punta Ferruccio e Punta Acquabella</strong>. Lungo questo tratto ha inizio la suggestiva e peculiare “<strong>Costa dei Trabocchi</strong>”.</p>
<p>Il trabocco è una macchina da pesca tipica delle coste abruzzesi, molisane e garganiche, originariamente usata per la pesca a vista.  Consentiva ai pescatori di svolgere il proprio lavoro senza preoccuparsi di andare a largo. La piattaforma del trabocco si estende verso il mare dove l’acqua ha una sufficiente profondità per calare le reti dalle antenne.</p>
<p>Con le trasformazioni ambientali ed economiche degli anni successivi, i trabocchi conservano un valore affettivo per le popolazioni locali e suggestivo per i visitatori. Tantissimi trabocchi abruzzesi sono visitabili o sono stati convertiti in ristoranti,</p>
<h4>Ortona presenta ancora alcuni monumenti splendidi da visitare.</h4>
<p>La zona più antica è il quartiere medievale di <strong>Terravecchia</strong> in cui spicca la Cattedrale di <strong>San Tommaso Apostolo</strong>. Una meravigliosa testimonianza del passato è il <strong>Castello Aragonese</strong>, a picco sul mare e con un bel giardino interno. La bella passeggiata orientale percorre il <strong>Palazzo Farnese</strong> costruito nel XVI secolo e oggi sede del museo dedicato al pittore Basilio Cascella.</p>
<p>Ad Ortona bisogna assaggiare la deliziosa cucina. Tra i primi piatti tipici la <strong>pasta al sugo di &#8220;pelosi&#8221;</strong> ossia di granchi, mentre tra i secondi le &#8220;<strong>pallotte casce e ove</strong>&#8221; (polpette a base di formaggio, uova e pangrattato) e la <strong>grigliata di &#8220;fegatazzi</strong>&#8221; (salsicce di fegato).</p>
<h4>Si prosegue verso sud arrivando a <strong>Vasto, </strong>un borgo con una storia antichissima, situato su un golfo a forma di mezzaluna dalla sabbia chiara e dai fondali poco profondi.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-66300" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Vasto_Punta_Penna__Punta_Aderci.jpg" alt="" width="1600" height="1197" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Vasto_Punta_Penna__Punta_Aderci.jpg 1600w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Vasto_Punta_Penna__Punta_Aderci-300x224.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Vasto_Punta_Penna__Punta_Aderci-1024x766.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Vasto_Punta_Penna__Punta_Aderci-768x575.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Vasto_Punta_Penna__Punta_Aderci-1536x1149.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>L&#8217;ampio golfo della spiaggia di Vasto è impreziosito da un originale monumento che caratterizza questa incantevole parte della costa abruzzese.</p>
<p>Su uno scoglio di Scaramuzza, dal 1979, si erge elegante questo <strong>“monumento alla bagnante</strong>”. Mezza tonnellata di peso e tre metri e sessanta di altezza dedicati alla bellezza femminile, omaggio a tutte le donne. L&#8217;opera, fusa nel bronzo, è stata realizzata dallo scultore abruzzese Aldo D&#8217;Adamo. Da lontano sembra proprio una ragazza con i capelli raccolti che si sistema il costume da bagno prima di tuffarsi nelle acque cristalline del mare.</p>
<p>A Vasto si possono ammirare ben tre castelli, il <strong>Castello Caldoresco e il Castello di Miramare</strong>, da cui si può godere una bellissima vista sul mare sottostante, e poi  il <strong>Castello Aragona</strong>, oggi adibito a ristorante. Da non perdere il <strong>Palazzo d’Avalos</strong>, sede del museo archeologico, della pinacoteca e del museo del costume. La passeggiata continua fino alla <strong>Loggetta Amblingh</strong>, uno dei luoghi più romantici di Vasto a picco sul mare, in cui a volte lo sguardo può spaziare fino alle Isole Tremiti e il Gargano.</p>
<h4>La vera meraviglia naturale è rappresentata dalla <strong>Riserva Naturale di Punta Aderci</strong>, un’area protetta di 285 ettari con alcune spiagge splendide dalla sabbia finissima, come quella di <strong>Punta Penna.</strong></h4>
<p>Nella riserva si trova anche il trabocco di punta Aderci e qui, nel mese di ottobre, ha luogo il <strong>Paranza Parade Party</strong>, con una rievocazione storica della <strong>scabica</strong>, un tipo di pesca storico non più praticato, stand gastronomici e visite guidate ai trabocchi.</p>
<p>Un capitolo a parte merita l’enogastronomia. Il più famoso dei piatti vastesi è <strong>il brodetto</strong>, una zuppa di pesce da provare nei vari ristoranti della costa, magari in un trabocco-ristorante direttamente sul mare. Ma la cucina di Vasto offre anche piatti di terra, con largo utilizzo di carni ovine, salumi, il più noto dei quali è la <strong>ventricina vastese</strong>.</p>
<p>Il percorso sulla costa abruzzese si chiude con<strong> San Salvo, </strong>ultimo paese della costa al confine con il Molise, che con le sue spiagge dalla sabbia sottile, caratterizza la località come meta particolarmente apprezzata sulla costa.</p>
<h4>Non solo mare, ma anche piccoli tratti di archeologia e arte.</h4>
<p>Come la <strong>chiesa di San Giuseppe</strong>, considerata il monumento principale della cittadina che accoglie le <strong>reliquie di San Vitale</strong>, patrono della città, la cui festa si celebra il 27 e 28 aprile. Durante la festa patronale si possono assaggiare le <strong>sagne fatte con farina</strong> portata nelle tradizionali &#8220;some&#8221;, <strong>la tradizionale pipizzera</strong>, composta da diverse pagnottelle di pane azzimo attaccate ad un&#8217;asta decorata con nastri e carta colorata.</p>
<p>Altro luogo da visitare è il <strong>Parco Archeologico del Quadrilatero</strong>, dove ospita al suo interno il Museo Civico “Porta della Terra” che raccoglie e presenta alcuni dei reperti provenienti dal territorio di San Salvo ed in particolare dall’area del Quadrilatero.</p>
<p>A questo si aggiunge <strong>il Museo dell’Abbazia ed il Centro di Documentazione dell’Ordine Benedettino Cistercense, </strong>dove sono raccolti reperti e documenti riguardanti le presenze benedettine nell’Abruzzo meridionale, con particolare riferimento all’abbazia cistercense dei Santi Vito e Salvo. Nel Museo è conservata anche una copia fotografica del <strong>Chronicon Casauriense</strong>, la fonte più importante per la ricostruzione della storia medievale abruzzese.</p>
<p>Lasciata la costa inizia la scoperta dell’entroterra abruzzese. Partendo da Vasto, percorrendo la strada inversa, ci si muove in direzione nord.</p>
<h4>Si arriva quindi a <strong>Fossacesia, </strong>adagiata su dolci colline che si affacciano sull’Adriatico, nel cuore della Costa dei Trabocchi.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-66301" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/La_baia_di_Fossacesia_Marina_coi_Trabocchi_-_panoramio-scaled-e1599569150985.jpg" alt="" width="800" height="534" /></p>
<p>Qui si trova il litorale roccioso di <strong>Punta Cavalluccio</strong>, splendido tratto di costa ben conservato e reso ancora più suggestivo dalla presenza dei trabocchi.</p>
<p>La cittadina di Fossacesia si presenta con un caratteristico centro storico, dove è possibile ammirare la <strong>Chiesa Parrocchiale</strong>, di antica fondazione assieme alle opere di alcuni artisti locali. Interessante è anche <strong>l’Abbazia di San Giovanni in Venere</strong>, una delle più importanti e grandiose abbazie d’Abruzzo, edificata nel XII secolo, che conserva al suo interno numerosi affreschi medievali. Sparse per il centro diverse fontane tra cui la <strong>Fonte di Venere</strong>, di origine romana visibile sotto le mura dell’Abbazia.</p>
<p>Tra la primavera e l’estate una serie di eventi e sagre si svolgono a Fossacesia, durante i quali si ha la fortuna e di assaggiare le specialità gastronomiche locali come la <strong>minestra di crostacei e patate, la frittura di paranza, il brodetto di pesce e gli arrosticini di carne di pecora.</strong></p>
<h4>Poco distante <strong>Lanciano. </strong></h4>
<p>Una località dall’importante retaggio storico e dal patrimonio culturale che trova la sua massima espressione nella ricchezza architettonica degli edifici religiosi, tra cui la <strong>Basilica della Madonna del Ponte</strong> resta il più importante.</p>
<p>Nella <strong>chiesa di San Francesco</strong>, invece, è conservata la testimonianza del più antico <strong>miracolo eucaristico</strong> del mondo cattolico. Intorno all&#8217;anno 700 nella chiesa di San Legonziano un monaco basiliano dubitò della reale presenza di Cristo nell&#8217;Eucarestia.</p>
<p>Durante la messa l&#8217;ostia e il vino consacrati si trasformarono in carne e sangue. Le due reliquie, 5 gocce di sangue coagulato e una sottile membrana di carne, sono conservate rispettivamente in un ostensorio d’argento di scuola napoletana e in un’ampolla di cristallo, poste nel secondo tabernacolo dell’altare monumentale.</p>
<h4>Le antiche tradizioni danno vita ad una serie di caratteristici eventi. La rievocazione storica del <strong>Mastrogiurato</strong> è un esempio singolare.</h4>
<p>L’evento si svolge dall’ultima domenica di agosto alla prima domenica di settembre. Cene e fiere medievali, concerti di musica antica, spettacoli teatrali, cavalieri e combattenti, anticipano il Corteo Storico che si celebra la prima domenica di settembre con la solenne cerimonia di investitura del Mastrogiurato.</p>
<p>Altri tipi di manifestazioni hanno comunque un forte richiamo presso la popolazione. Tra queste risaltano la <strong>Fiera dell’Agricoltura</strong>, l’estate musicale frentana e <strong>l’International Festival of Baroque</strong> Music. Tutti eventi nei quali poter assaggiare la cucina lancianese e le sue specialità come <strong>il brodo di cardone, il baccalà coi peperoni e il bocconotto e il fegato alla lancianese</strong>.</p>
<h4>Da qui ci si dirige verso il <strong>Parco Nazionale della Majella</strong>.</h4>
<p>Il magnifico Parco copre un’area totale di 74.095 ettari, con il Massiccio della Majella che si presenta come il più alto degli appennini subito dopo il Gran Sasso, e il Monte Amaro con i suoi 2793 metri di altezza è la sua cima più alta.</p>
<p>Il fenomeno del carsismo caratterizza il Parco. L’acqua scorrendo sulle rocce calcaree che la costituiscono ne amplia le naturali fratture creando grotte. Un’ altra peculiarità è quella degli eremi, più di venti in tutta la zona, costruiti nei luoghi più impervi della montagna Il parco ha una fauna ricchissima con camosci, lupi, cervi e anche alcuni esemplari di orso marsicano.</p>
<p>Il parco è luogo ideale di attività da effettuare in base al periodo dell’anno.  In primavera e in estate si ha la possibilità di svolgere escursioni a piedi, in mountain bike o a cavallo. Per quanto riguarda l’escursionismo a piedi, ci sono oltre 120 sentieri in tutto il territorio del parco, ben segnalati e con diversi gradi di difficoltà.</p>
<p>Per trekking più lunghi sono stati studiati quattro percorsi tematici di vari chilometri, il Sentiero dello spirito, <strong>il Sentiero del Parco, il Sentiero della libertà e il Sentiero delle Capanne in pietra</strong>. In autunno ed inverno la Majella lascia spazio agli sport invernali, tra sci alpino e di fondo, oppure comode escursioni con racchette da neve in un’atmosfera suggestiva.</p>
<h4>Segue <strong>Guardiagrele</strong>, una delle sedi del Parco Nazionale della Majella.</h4>
<p>La <strong>“città di pietra</strong>” narrata da Gabriele d’Annunzio nel “Trionfo della morte”. Un borgo dall’incantevole storia antica, evidenziata dalle architetture del centro, tra stretti vicoli, case vecchie e torri millenarie.</p>
<p>Il cuore identitario di Guardiagrele, però, è l’artigianato. In particolare quello orafo che aveva come suo massimo esponente Nicola da Guardiagrele. Ancora oggi, nel caratteristico centro storico, si possono visitare le botteghe di ferro battuto, legno tornito, rame lavorato e altri splendidi manufatti.</p>
<p>I risultati di queste pregiate lavorazioni trovano riscontro nella <strong>Mostra dell’artigianato artistico abruzzese,</strong> appuntamento fisso nel mese di agosto. A questa seguono una serie di celebrazioni religiose come la <strong>festa di San Nicola Greco</strong> a maggio e <strong>la festa di San rocco e Santa Maria</strong> del Popolo a ottobre. Occasioni speciali in cui gustare le dolcezze che offre Guardiagrele, torroni, amaretti, marzapane, ma soprattutto <strong>le sise delle monache</strong>, paste fresche di pan di spagna farcite di crema e cosparse di zucchero a velo.</p>
<h4>Proseguendo in direzione sud si arriva a <strong>Fara San Martino</strong>.</h4>
<p>Anche questa località sorge nel cuore del Parco nazionale della Maiella, ed è il borgo dell’acqua e della pasta. Un grazioso paesino di origine medievale, in cui merita senz’altro una visita l’antico <strong>quartiere di Terravecchia</strong>, al quale si accede attraverso la Porta del Sole.</p>
<p>La bellezza più selvaggia, però, si presenta fuori dall’abitato. La natura più autentica si scopre visitando le <strong>Sorgenti del Fiume Verde</strong>, dalle acque pure e cristalline, e <strong>le Gole di S. Martino</strong>, così aspre e imponenti che incutono timore a chi le percorre per la prima volta.</p>
<p>Appena oltre la forra si trovano i resti del <strong>Monastero di San Martino in Valle</strong>, gioiello benedettino incastonato nella roccia. Il Monastero è stato riportato alla luce rimuovendo i detriti che lo nascondevano, svelando uno spettacolo di storia, arte e fede. Sono visibili i resti del cancello con il quale i monaci avevano facoltà di chiudere l’accesso alla valle.</p>
<p>Identità centrale di Fara San Martino è la pasta. Questa rappresenta la specialità gastronomica per eccellenza. Grazie alle sorgenti di acqua pura, si produce una pasta ottima e il borgo è sede di importantissime industrie e laboratori artigianali. Tra le specialità si aggiungono anche l’olio extravergine d’oliva, il pecorino, e la ricotta.</p>
<h4>Sempre in direzione sud si trova <strong>Pescocostanzo.</strong></h4>
<p>Borgo compreso nel Parco Nazionale della Maiella, al centro di un sistema di altipiani carsici conosciuto come <strong>Regione degli Altipiani Maggiori d&#8217;Abruzzo</strong>, tra immensi e silenziosi pascoli.</p>
<p>Pescocostanzo si presenta come un piccolo centro storico che racchiude elementi di importanza storica, artistica e culturale. A partire dalla <strong>Basilica di Santa Maria del Colle</strong>, uno dei templi più interessanti della regione per i raffinati elementi artistici che custodisce al suo interno. Poi l’ex monastero di Santa Scolastica, oggi noto come <strong>Palazzo Fanzago</strong>, uno dei maggiori esempi di barocco in Abruzzo.</p>
<p>Al suo interno <strong>il Museo del merletto a tombolo</strong>. Al primo piano sono esposti i lavori dell&#8217;artigianato artistico locale come ferro battuto, legno intagliato, oreficeria, pietra lavorata, mentre al secondo piano i lavori storici, merletti antichi provenienti da collezioni private e da corredi ecclesiastici.</p>
<p>Lungo la strada che collega Cansano con Pescocostanzo, in un lungo pianoro che si apre ai piedi dei monti della Majella, si incontra il <strong>bosco di Sant’Antonio</strong>, una delle più belle faggete d’Abruzzo.  Considerato in età classica un lucus, cioè una foresta sacra dedicata a Giove, oggi è Riserva Naturale.</p>
<p>Al margine meridionale del bosco si distingue un’antica costruzione con un piccolo campanile a vela. Si tratta dell&#8217;<strong>eremo di Sant&#8217;Antonio da Padova</strong>, una suggestiva cappella rurale oggetto di forte devozione e meta di numerosi pellegrini. A questo si aggiunge la <strong>Grotta-Eremo di San Michele Arcangelo</strong> che si apre a 1.266 metri, ai piedi di una rupe che s&#8217;affaccia sul Quarto Grande, alle pendici del monte Pizzalto.</p>
<p>A Pescocostanzo la cucina è il risultato delle attività agricole e pastorali praticate con dedizione da intere generazioni. Durante l’inverno, tra i primi piatti, spicca <strong>la polenta condita con carne di maiale soffritta o con ragù di castrato</strong>. In primavera, invece, si prediligono le minestre con verdure di montagna (orapi e cicoria selvatica) o con legumi.</p>
<h4>Poi<strong> Rivisondoli, </strong>sempre nella Regione degli Altipiani Maggiori d’Abruzzo.</h4>
<p>Una località che ha consolidato negli anni il proprio nome come centro di vacanza estiva e stazione sciistica tra le più importanti in Abruzzo. Gli impianti di risalita e le piste di Monte Pratello formano con <strong>l’Aremogna e Pizzalto di Roccaraso </strong>un grande comprensorio nel panorama dello sci in Italia.</p>
<p>Da visitare il borgo fortificato, ancora ben identificabile, con la presenza di una cinta muraria e le case che si affacciano su un sistema fatto di stradine e scalinate. Nel nucleo storico molto suggestiva la <strong>Chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari</strong>, con la sua facciata rossa di mattoni e finiture in pietra bianca.</p>
<p>Rivisondoli è nota anche per il <strong>presepe vivente</strong>, una manifestazione unica nel suo genere che si tiene ogni anno il 5 gennaio, realizzata in un suggestivo ambiente montano. Come noti sono anche i suoi prodotti, principalmente caseari, come <strong>caciocavalli, mozzarelle, pecorini, scamorze, ricotte</strong>.</p>
<h4>Segue la vicina<strong> Roccaraso, </strong>località turistica dell&#8217;Appennino Abruzzese, situata a 1250 metri.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-66302" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/67037_Roccaraso_AQ_Italy_-_panoramio_1-scaled-e1599569488777.jpg" alt="" width="800" height="598" /></p>
<p>Una prestigiosa stazione adatta al turismo montano, grazie al suo patrimonio naturalistico e alle notevoli attrezzature sciistiche e sportive.</p>
<p>Roccaraso, infatti, propone un bacino sciistico con trenta modernissimi impianti a fune, centodieci chilometri di piste perfettamente innevate, ideali per lo sci di fondo, lo sci escursionistico e lo snowboard. Una meta ideale anche in estate con le grandi aree verdi circostanti che permettono escursioni nella natura incontaminata.</p>
<h4>Poco distante <strong>Castel di Sangro, </strong>località posta a 793 metri che conserva un’architettura tipica del medioevo e del rinascimento.</h4>
<p>Nella parte più alta del paese, che viene chiamata <strong>&#8220;Colle San Giovanni,” </strong>si trova il castello medievale, costruito nell&#8217;XI secolo sui resti di fortificazioni preesistenti.</p>
<p>Da vedere la<strong> Basilica di Santa Maria Assunta</strong>, chiesa principale del paese dalla maestosa facciata di pietra a vista. A questa si aggiunge la <strong>Chiesa di Maria Maddalena </strong>ed ex convento, una struttura edificata sul luogo di un antico Asilo per pellegrini. L&#8217;ex convento è sede del <strong>Museo internazionale della pesca a mosca e del War Museum.</strong> Poi <strong>Palazzo De Petra</strong>, dimora storica che oggi ospita la <strong>Pinacoteca Patiniana</strong> dedicata al pittore Teofilo Patini.</p>
<h4>Merita anche una visita il <strong>Borgo medievale di Roccacinquemiglia</strong>, frazione di Castel di Sangro.</h4>
<p>Arroccata su uno sperone roccioso presenta i ruderi ed il campanile della Chiesa di S. Giovanni, le mura ciclopiche e le rovine del Monastero benedettino.</p>
<p>A Castel di Sangro sono svariate le prelibatezze culinarie. Dai maccheroni alla chitarra, alla polenta, alle zuppe con verdure locali. A cui segue l’agnello arrosto, alla brace o nella tipica ricetta con cacio e ova, mentre la carne di maiale si consuma anche insaccata e trasformata in salsicce, di carne e di fegato, o in salami, lonze e prosciutti.</p>
<h4>Da qui ci si può muovere direttamente verso il <strong>Parco Nazionale d’Abruzzo</strong>.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-66303" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Parco_Nazionale_dAbruzzo_Lazio_e_Molise_-_panoramio-scaled-e1599569678842.jpg" alt="" width="800" height="600" /></p>
<p>Il più antico Parco nazionale d’Italia che si estende su 50.500 ettari e interessa anche il Molise e il Lazio. La parte abruzzese ne ricopre i tre quarti del territorio ed è caratterizzata da valloni aperti, gole impervie e grandi dorsali montuose.</p>
<p>In questo contesto paesaggistico si inserisce una ricca biodiversità. Una vegetazione che nelle zone più basse è dominata da lecci, biancospini e rose selvatiche fino a salire sulle vette in cui regnano le faggete vetuste a quasi duemila metri d’altitudine. Per ciò che riguarda il mondo animale, l’orso bruno marsicano è il simbolo del Parco, seguito a sua volta dal camoscio d’Abruzzo e dal lupo appenninico.</p>
<p>Il Parco propone oltre 150 itinerari escursionistici e una decina di sentieri-natura, con possibilità di praticare trekking, escursioni a piedi, a cavallo e in mountain bike, mentre i laghi circostanti sono perfetti per canoa e windsurf e ideali per il birdwatching.</p>
<h4>Uno dei laghi più importanti nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo è proprio <strong>il lago di Barrea.</strong></h4>
<p>Realizzato artificialmente nel 1950, mediante lo sbarramento del fiume Sangro, ha una lunghezza di circa 5 km e una larghezza media di 500 metri. In qualunque stagione dell’anno è il luogo ideale per vivere in armonia con la natura incontaminata in un ambiente salubre e suggestivo.</p>
<p>Lungo le sponde del lago ci sono percorsi pedonali e ciclabili ed è possibile trovare anche aree di sosta e un punto ristoro con una piccola spiaggia, chiamato <strong>“La Gravara</strong>”, luogo ideale per fare il bagno, prendere il sole o fare un giro in pedalò. Sul lago di Barrea, inoltre, si affacciano tre graziosi borghi, quali Barrea, Villetta Barrea e Civitella Alfedena.</p>
<p><strong>Barrea,</strong> un borgo fortificato posto ad un&#8217;altitudine di 1.060 metri, dalle stradine acciottolate, le case in pietra, le antiche chiese e i palazzi circondati da una cinta difensiva. Dal <strong>Castello Medievale</strong> si gode un’incantevole vista panoramica della zona che affaccia sullo splendido lago.</p>
<p>Il castello, oggi, è anche utilizzato come sede per gli eventi culturali del paese. A questo segue <strong>Lo Studio,</strong> un convento-fortezza unico nel suo genere, edificato nell’anno Mille dai monaci benedettini.</p>
<p>Da visitare è anche la <strong>Necropoli arcaica di Colleciglio</strong>, risalente al VI-VII secolo a.C., rappresenta la testimonianza più antica di forme di culto dei morti nel territorio. I reperti rinvenuti durante gli scavi alla necropoli sono conservati <strong>nell’Antiquarium della Civilità Safina</strong> in esposizione permanente.</p>
<h4>Protagonista della tavola è l<strong>’orapo</strong>, una specie di spinacio selvatico che cresce nei prati di montagna su cui hanno pascolato le pecore.</h4>
<p>Viene utilizzato nelle zuppe o accompagnato con gli gnocchi. A questo segue la <strong>muscischia,</strong> carne di pecora essiccata, mentre le specialità di carnevale sono le <strong>Scarcioffl’</strong>, dolce cosparso di zucchero, e la <strong>cicirchiata </strong>di palline d&#8217;impasto a forma di ciambella tenuto insieme da miele.</p>
<p>Poco distante ecco<strong> Villetta Barrea, </strong>nel cuore verde delle montagne abruzzesi, immerso del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Un incantevole borgo che sviluppa attorno ad un castello del 1300 eretto nella parte alta del paese. Ogni angolo, vicolo e scorcio del centro storico raccontano la storia e la quotidianità del piccolo centro abruzzese.</p>
<p>Percorrendo i vicoli e le caratteristiche piazzette si incontrano la <strong>Chiesetta di San Sebastiano</strong>, nel rione Castello, l’antica <strong>Chiesa di Santa Maria Assunta</strong> di cui oggi rimangono i ruderi, la <strong>Chiesa di San Michele Arcangelo,</strong> che sorge nella località dove fu una volta il monastero benedettino.</p>
<h4>Tra le architetture civili si erge la <strong>Torre medioevale</strong>.</h4>
<p>Una delle più antiche costruzioni del borgo e che ospita oggi al suo interno il “<strong>Museo della Chiesa di Santa Maria Assunta</strong>” e che custodisce i diversi pezzi di arredo dell’antica chiesa distrutta dal terremoto della Marsica del 1915.</p>
<p>Nelle immediate vicinanze del paese si trova il cosiddetto <strong>Baraccone,</strong> fabbricato del XIX secolo, esempio di architettura rurale. Caduto in disuso e abbondonato è stato trasformato nel <strong>museo della Transumanza,</strong> luogo di studio e di documentazione del fenomeno della pastorizia transumante, in cui è possibile prendere parte al laboratorio didattico del gusto e del paesaggio.</p>
<p>Anche qui gli orapi sono gli elementi principali della cucina, a cui viene dedicata una sagra l’ultima domenica di luglio. Da assaggiare anche il tradizionale <strong>cucenegle,</strong> carne di pecora vecchia cotta con molta acqua e sale, <strong>le patate alla ngorda e la trota al vino bianco</strong>.</p>
<h4>Praticamente a due passi si trova<strong> Civitella Alfedena, </strong>uno dei borghi medievali più piccoli dell’Abruzzo.</h4>
<p>Passeggiare tra i vicoli strettissimi e le antiche case in pietra di Civitella Alfedena vuol dire lasciarsi avvolgere da un fascino magico e antico.</p>
<p>Il nucleo storico custodisce ancora architetture del passato come la <strong>Torre cilindrica</strong>, parte di ciò che resta del castello e la <strong>Chiesa di San Nicola</strong>, caratterizzata da un esterno medievale e dall’ambiente interno in stile barocco dedicata al santo dato il legame con la Puglia, meta dei pastori transumanti.</p>
<p>Ma Civitella Alfedena non incanta solo per la sua bellezza urbanistica.  Anche il territorio che lo circonda è a dir poco incantevole. Ai suoi piedi si presenta il meraviglioso lago di Barrea, mentre alle sue spalle <strong>l’Anfiteatro della Camosciara</strong>, che con le sue creste frastagliate è molto simile in aspetto e struttura alle montagne dolomitiche alpine.</p>
<h4>Si circonda il parco e sul lato ovest si trova <strong>Opi, </strong>un piccolo borgo circondato da un paesaggio montano di grande fascino.</h4>
<p>Opi ha due punti panoramici da cui lo sguardo spazia per le distese della Valle del Sangro, <strong>il Belvedere La foce,</strong> posto in cima al paese, e <strong>il Belvedere di Piazza dei Caduti</strong>.</p>
<p>Nella parte più antica dell’abitato si presenta una stretta gola scavata dal fiume Sangro, dove si trova il <strong>Museo del Camoscio</strong> con accanto l’area faunistica. Oltre al palazzo seicentesco, attuale sede del municipio, a Opi sono da considerare due edifici religiosi. Il primo è la chiesa di <strong>Santa Maria Assunta,</strong> situata a metà strada tra il nuovo centro e il nucleo storico. Il secondo è la <strong>cappella di San Giovanni Battista</strong>, collocata nei pressi della piazza principale, edificata in epoca barocca.</p>
<p>Sulla tavola non mancano vini, insaccati, dolci, e altre prelibatezze che raccontano il grande legame che da sempre unisce la comunità locale con la terra. Ed ecco la <strong>“pecora al cotturo”</strong><strong>, </strong><strong>le “sagne e ceci”</strong>, ma anche ricotte, scamorze e caciocavalli. I dolci delle feste, a base di farina uova e mandorle, assumono un nome diverso a seconda della ricorrenza: <strong>il &#8220;capitone&#8221; è tipico di Natale, l'&#8221;agnello&#8221; di Pasqua, &#8220;la lepre&#8221; per la nascita del primo nipotino.</strong></p>
<h4>Segue<strong> Pescasseroli, </strong>il centro più importante del Parco Nazionale d&#8217;Abruzzo, situato in una conca all&#8217;ingresso dell&#8217;Alta Valle del Sangro.</h4>
<p>Qui si trova il <strong>Centro visita del Parco,</strong> una struttura di informazione ed educazione ambientale che espone materiali e documenti relativi alla fauna abruzzese e all&#8217;assetto geologico del territorio</p>
<p>Il Centro visita comprende il <strong>Museo Naturalistico</strong>, che introduce alla conoscenza del Parco attraverso plastici, pannelli luminosi e mostre tematiche. Il <strong>Giardino appenninico</strong>, rappresentativo della flora appenninica, mostra le più belle e vistose fioriture del Parco e uno stagno didattico. Il <strong>Parco Faunistico</strong>, area attrezzata nella quale è possibile osservare esemplari della principale fauna del Parco. Gli animali ospiti del Centro Visita non sono stati catturati in libertà, ma sono stati trovati feriti o con problemi tali da non consentire loro di vivere allo stato selvatico</p>
<p>Da queste parti inizia il <strong>tratturo Pescasseroli-Candela</strong>. Con i suoi 211 chilometri è il terzo tratturo più lungo dell&#8217;Italia meridionale e nacque in epoca imperiale come via militare che utilizzavano le legioni romane. Poi, a partire dal medioevo, divenne un percorso pastorale della transumanza dai monti abruzzesi al Tavoliere delle Puglie.</p>
<h4>Sul versante orientale del Parco si procede pe<strong>r Scanno, </strong>un luogo incantato che si aggrappa ad uno sperone di roccia.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-66305" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/abruzzo-1410815_1280-e1599569820477.jpg" alt="" width="800" height="533" /></p>
<p>La strada che sale a tornanti e che conduce al paese è splendida. Il centro storico si presenta come un groviglio di stradine, vecchie case, fontane, piazze e palazzi signorili. Tutto questo forma la <strong>“ ciambella”</strong>, il percorso ideale ad anello così comunemente chiamato dai locali, che parte dalla <strong>chiesa parrocchiale di Santa Maria di Scanno</strong>.</p>
<p>Si prosegue per l’ <strong>ex chiesa del Purgatorio o delle Anime Sante</strong>, interdetta al culto e utilizzata per iniziative culturali, sede dell’Auditorium Guido Calogero. Poi la <strong>porta della Croce</strong>, realizzata probabilmente nel XV secolo durante l’ampliamento dell’abitato verso sud a rappresentare una vera e propria porta d’accesso al paese. Unica porta rimasta dopo l’abbattimento dell’antica cinta muraria.</p>
<h4>Una tappa necessaria meritano le botteghe artigiane, in particolare quelle orafe e i laboratori di merletti a tombolo.</h4>
<p>E per restare in tema di tradizioni bisogna citare <strong>il Catenaccio</strong> (in dialetto Ju Catenacce). Una rievocazione storica che si tiene annualmente il 14 agosto. Si tratta di un corteo nuziale che accompagna la sposa prima in chiesa e dopo nella casa dello sposo novello.</p>
<p>Solo una coppia celebra il proprio Matrimonio durante la rievocazione, mentre amici e parenti sfilano in corteo in coppie secondo l&#8217;ordine di parentela o d&#8217;amicizia, indossando il costume festivo tradizionale di Scanno tra nastri colorati stesi ai lati delle viuzze. La festa termina in Piazza della Madonna della Valle dove si balla <strong>la spallata</strong>, simile alla quadriglia, assaporando dolci tipici di Scanno.</p>
<h4>Proprio tra i dolci, il più rappresentativo è  <strong>ju mastacciuole</strong> (mostacciolo).</h4>
<p>Tradizionali le <strong>manzule ratterrate</strong> del periodo natalizio, gli amaretti e le ferratelle. Ma spazio anche a prelibatezze salate. Nel periodo invernale si prediligono <strong>j frescheriell</strong>, un tipo di polenta bianca amalgamata con fagioli, cavolo verza, patate e soffritto d’aglio. Nel periodo pasquale è consuetudine preparare <strong>ju zuppettone</strong>, una zuppa con brodo di carne di capretto o agnellino, uova e formaggio pecorino grattugiato. Il pecorino, nelle varietà classico, tenero di Scanno e Gregoriano, la ricotta classica e scorza nera, le ricottine al fumo di ginepro, il caciocavallo sono formaggi dal gusto unico che riflettono aromi e profumi dei pascoli del luogo. .</p>
<h4>Nelle vicinanze si presenta <strong>il lago di Scanno</strong>, il maggiore bacino di formazione naturale in Abruzzo, con il profilo a forma di un cuore.</h4>
<p>Occupa una vasta conca di 922 metri di quota e quando il livello dell’acqua è al massimo il lago raggiunge i 36 metri di profondità. Da decenni è meta di un turismo ambientale attratto dalla bellezza dei luoghi e del clima, con bagnanti lungo le sue rive o in pedalò sulle sue acque, ma anche da sportivi appassionati di surf e canoa. Il colore delle sue acque, tendenzialmente verde, è dovuto alla presenza di alghe e micro alghe nonché al riflesso della vegetazione circostante</p>
<p>Superato il lago si incontra la <strong>Riserva naturale regionale delle Gole del Sagittario</strong>, una delle più belle dell’Abruzzo, da scoprire rigorosamente a piedi. La millenaria erosione delle acque del fiume Sagittario ha dato vita a un canyon spettacolare. Le gole del Sagittario, appunto, sono un&#8217;area naturale meravigliosa che si estende per circa 400 ettari e si snoda tra rupi altissime, sorgenti cascate, ponti e corsi d’acqua color smeraldo.</p>
<h4>Nella riserva si snodano alcuni sentieri tracciati.</h4>
<p>Dalle <strong>Sorgenti del Cavuto</strong> gli escursionisti possono camminare verso il pittoresco <strong>borgo di Castrovalva</strong> per poi proseguire verso il <strong>Sentiero degli Aceri</strong>. Seguendo la strada per Castrovalva, invece, si raggiunge il Colle San Michele, dove si erge una chiesetta che svetta dai suoi 800 metri. La riserva è riconosciuta anche come <strong>Parco Letterario “D’Annunzio”</strong> in quanto durante l’anno si organizzano visite e programmi culturali con letture, eventi musicali e teatrali sia nel centro storico del paese sia lungo le gole.</p>
<h4>Poco distante si visita <strong>Anversa degli Abruzzi, </strong>un antico borgo medievale a 604 metri di altitudine.</h4>
<p>Il paese è caratterizzato da una cinta esterna di case costruite sopra dirupi su cui emergono i ruderi del <strong>Castello Normano</strong>. Da visitare la <strong>Chiesa di San Marcello</strong>, la parrocchiale dedicata al patrono del paese, con una facciata caratterizzata dal portale in stile tardo gotico.</p>
<p>Poi <strong>Castrovalva</strong>, unica frazione del comune, disposta in posizione dominante di fronte ad Anversa, sul lato destro delle Gole del Sagittario. Qui, nel 1929, <strong>l&#8217;artista olandese Maurits Cornelis Escher</strong> realizzò una litografia dal cos detto &#8220;girone Escher&#8221;, l&#8217;ultimo tornante prima dell&#8217;ingresso al paese, dove è possibile osservare il borgo dalla stessa prospettiva ritratta.</p>
<p>Ad Anversa bisogna assaggiare la squisita <strong>ricotta affumicata</strong>, seguita dal <strong>capretto cacio e uovo</strong> e i dolci natalizi come pizze fritte e ceci ripieni.</p>
<h4>Si prosegue per<strong> Bugnara.</strong></h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-66306" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/View_of_Bugnara_at_sunset.jpg" alt="" width="700" height="525" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/View_of_Bugnara_at_sunset.jpg 700w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/View_of_Bugnara_at_sunset-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Un piccolo paese dalla tipica forma a triangolo caratteristica del Medioevo, con le case di pietra attaccate l’una all’altra ed i vicoli stretti e ripidi che, salendo verso l’alto, conducono al vertice da cui domina <strong>il Palazzo Ducale</strong>.</p>
<p>Il resto del castello è stato trasformato in sede residenziale nel XVIII secolo, con corte interna. La struttura è costituita da tre livelli, il piano nobile residenziale, quello terreno e l’interrato di servizio con fondaci, pozzi e vasche in muratura per la conservazione di olio e grano.</p>
<p>La visita a Bugnara prosegue con la <strong>Chiesa del Santissimo Rosario</strong>, in stile tardo barocco si affaccia sull’omonima piazza. E sempre sulla stessa piazza una fontana a muro, in pietra del XV secolo, fra gli esempi più raffinati di questa tipologia in Abruzzo.</p>
<h4>Da qui si va in direzione <strong>Sulmona, </strong>la città di Ovidio, a cui è dedicata una statua in piazza XX settembre.</h4>
<p>A questa si aggiunge la <strong>Cattedrale,</strong> eretta dove sorgeva un tempio di Apollo e di Vesta che a Sulmona avevano particolare culto. Poi il <strong>complesso dell’Annunziata</strong>, più ricco e importante monumento cittadino, formato dall’unione del Palazzo dell’Annunziata con l’adiacente chiesa. Un insieme di singolare bellezza per la fusione di diversi stili, dal gotico al barocco. All’interno del palazzo dell’Annunziata si vista il <strong>Museo civico</strong>, che comprende una sezione archeologica con reperti romani, una seziona medievale e moderna e una mostra permanente dell’artigianato abruzzese.</p>
<p>Sulmona è caratterizzata da alcune tipicità che si mostrano sia negli eventi che nei prodotti. Tra gli eventi, a fine luglio si svolge la <strong>Giostra Cavalleresca.</strong> Una manifestazione che rievoca con estrema fedeltà le atmosfere medievali e con i partecipanti che al galoppo danno prova delle loro abilità. Un evento accompagnato dal corteo storico, una sfilata in costume medievale che attraversa le principali vie della città e coinvolge tutta la popolazione con le sue eleganti dame e i coraggiosi messeri.</p>
<p><strong>La Madonna che scappa in piazza</strong>, invece, è la più caratteristica manifestazione religiosa che si svolge a Sulmona.  Un evento che rievoca la Resurrezione di Cristo con una funzione unica nel suo genere. In uno dei lati di piazza Garibaldi è visibile la statua del Cristo Risorto. Dalla parte opposta, all’interno della Chiesa di San Filippo si trova la Madonna vestita a lutto. I due discepoli di Gesù, San Pietro e San Giovanni, vanno a vicenda a bussare alla porta della chiesa per darle la notizia della resurrezione del figlio.</p>
<p>Al terzo tentativo la Madonna esce e percorre con passo incerto e cadenzato la distanza tra la chiesa e il centro della piazza, ancora incredula e sconvolta dal dolore. Giunta a metà della Piazza, riconosce il Figlio risorto che l’attende. A questo punto inizia una corsa sfrenata, durante la quale le cade il mantello nero del lutto, le resta indosso il vestito verde, il colore della primavera, simbolo di lieti auspici mentre un volo di colombi si libra nel cielo accompagnato da scoppi di mortaretti.</p>
<h4>Tra i prodotti tipici di Sulmona regnano <strong>i confetti</strong>.</h4>
<p>Una tradizione di antichissime origini e una vera delizia per il palato. Il confetto tipico è composto da un’anima di mandorla intera sgusciata e pelata, rivestita da strati di zucchero e/o di cioccolato. Forma e dimensioni del confetto varieranno in tal caso in funzione dell’anima, così come il rivestimento potrà essere liscio o a superficie rugosa.</p>
<p>Se ne possono contare oltre cinquanta tipi differenti, alcuni tradizionali come i cannellini, altri di recente invenzione come le perle e le fedi, molto richieste da giovani sposi o innamorati. Legando confetti di colore e forme diversi con fili di seta si creano composizioni di fantasia.</p>
<h4>A Sulmona un altro prodotto è <strong>l’aglio rosso</strong>, tra i più pregiati d’Italia, diverso dall’aglio comune per colore e dimensione e con un leggero sapore piccante.</h4>
<p>Si caratterizza per l’elevata conservabilità, ma soprattutto per l’aroma particolarmente intenso. Impiegato in massima parte per il consumo fresco, ma i suoi utilizzi sono innumerevoli in tanti piatti tradizionali della cucina abruzzese.</p>
<p>Si prosegue per<strong> Corfinio, </strong>le cui antichissime origini la resero capitale della <strong>Lega Italica</strong> durante la guerra sociale contro Roma nel XV secolo. Durante i due anni di guerra la città fu un centro assai vitale. Qui, infatti, venne coniata la prima moneta degli insorti, con la legenda &#8220;ITALIA&#8221;, nome con il quale Corfinium venne poi ribattezzata.</p>
<p>Ad agosto nel paese si celebra la rievocazione della nascita della &#8220;Lega Italica&#8221;, durante la quale viene allestito il mercato storico nel borgo con antiche botteghe, prodotti enogastronomici e artigianali. Corfinio, inoltre, rappresenta una meta molto importante e famosa per gli amanti di archeologia. Nell’antico borgo medievale si trova <strong>Palazzo Trippitelli</strong>, che ospita attualmente il <strong>Museo Civico Archeologico “Antonio De Nino</strong>”, all’interno del quale sono conservati ed esposti i reperti venuti alla luce nelle campagne archeologiche di scavo condotte nella città e nel suo territorio.</p>
<h4>Il percorso continua verso nord in direzione del parco nazionale del Gran Sasso.</h4>
<p>Ma prima di arrivarci risulta interessante fare altre tappe. Una di queste è <strong>Calascio</strong>, borgo di origini normanne, sulle cui montagne che sovrastano il paese, ancora oggi svettano la rocca e i ruderi del castello costruiti nella tipica architettura difensiva. Per gli appassionati di cultura e di storia, ideale per scoprire il borgo e i suoi dintorni è <strong>l’itinerario medievale </strong>che parte con la visita alla Rocca. Quest’ultima, con i suoi quasi 1.500 metri di altitudine, è il castello più alto d’Italia e uno dei più alti d’Europa. <strong>La Rocca</strong>, restaurata e consolidata alla fine del XX secolo, è stata diverse volte set cinematografico di film ed è oggi un’importante meta turistica.</p>
<p>Tra i monumenti più importanti del centro abitato spiccano le chiese. Il <strong>Convento di Santa Maria delle Grazie o chiesa di San Francesco </strong>custodisce al suo interno una tela dipinta da Giulio Bradeschini risalente al XVI secolo. Da visitare anche la <strong>chiesa di San Nicola</strong>, interessante per il suo portale cinquecentesco e per le statue di terracotta del XVII secolo. .</p>
<p>La cucina del borgo di Calascio è caratterizzata da piatti realizzati con prodotti legati alla terra.  Un piatto tipico è la <strong>zuppa di lenticchie servita con quadratini di pane fritto in olio di oliva</strong>. Ma le lenticchie vengono anche cucinate con le patate o le salsicce.</p>
<h4>Segue<strong> Santo Stefano di Sessanio, </strong>un centro storico ad alta quota immerso nel silenzio di un paesaggio incantato<strong>. </strong></h4>
<p>Situato nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga. Il suo nucleo urbano è interamente costruito in pietra calcarea bianca e i tetti in coppi creano una visione armoniosa per chi guarda il paese dall’alto.</p>
<p>Ma ciò che rappresenta di più Santo Stefano è la sua <strong>lenticchia</strong>. Un prodotto di altissima qualità, appartiene a una qualità rara, che si coltiva solo nei terreni aridi di alta montagna tra i 1200 e i 1450 metri. Ottime da gustare, sono la base di piatti tradizionali che raccontano la storia di questo territorio nei sapori e nei gesti antichi della cucina.</p>
<h4>Poi <strong>Barisciano, </strong>ad un’altitudine di 940 metri, situato alla base di un monte coronato dai ruderi di una cinta fortificata.</h4>
<p>La <strong>Montagna della Fajèta</strong> lo divide dall&#8217;altopiano di Campo Imperatore. Un paese pieno di storia, di memorie, di tradizioni, con la presenza di ampie piazze ed importanti monumenti. Nel centro urbano risaltano la <strong>chiesa Parrocchiale di San Flaviano, la chiesa della S.S. Trinità, quella di S. Maria di Valleverde </strong>e, più lontano, immerso nel verde, <strong>il convento di S. Colombo. </strong></p>
<p>Centro climatico altamente panoramico, che nel corso dell’anno offre un variegato programma di attività e manifestazioni. Nel mese di giugno ospita &#8220;<strong>L&#8217;Altra Fiera&#8221;</strong> rassegna sul turismo, artigianato e prodotti tipici dell&#8217;Abruzzo.</p>
<p>Ed ecco il <strong>Parco nazionale del Gran Sasso</strong> che con suoi 150.000 ettari di estensione rappresenta uno dei parchi più grandi d’Italia. Il suo territorio ha caratteri prettamente montani, dagli scenari quasi alpini, ed è costituito da due distinti gruppi montuosi, il massiccio del Gran Sasso d’Italia e il gruppo ad esso soprastante, i Monti della Laga.</p>
<p>Il Gran Sasso ospita <strong>il ghiacciaio del Calderone</strong>, l’unico dell’Appennino nonché il più meridionale d’Europa, ed è affiancato a sud dall’altopiano di Campo Imperatore, una sterminata landa carsica d’alta quota fra i 1.600 e gli oltre 2.000 metri.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-66307" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/Parco_nazionale_del_Gran_Sasso_Settembre_2013-e1599570177321.jpg" alt="" width="800" height="519" /></p>
<p>Nel Parco vive oltre un quinto dell’intera flora europea, e più di un terzo del patrimonio floristico italiano. Non manca poi la grande fauna, in particolare quella delle specie di rilevante interesse naturalistico. Tra queste il camoscio d’Abruzzo, oggi presente con oltre cento individui; il lupo appenninico, con una popolazione di oltre trenta esemplari. Di recente ha fatto la sua ricomparsa anche l’orso bruno marsicano, a riprova del forte impegno profuso dall’Ente Parco nella tutela e nella valorizzazione di un territorio straordinario e unico. Un legame tra natura e presenza umana rappresenta una caratteristica all’interno del Parco. E ne sono testimonianza gli innumerevoli, antichi e splendidamente conservati paesi e castelli sparsi nel suo territorio.</p>
<h4>Da qui si procede in direzione <strong>L’Aquila.  </strong></h4>
<p>Il terremoto dell&#8217;Abruzzo ha colpito L&#8217;Aquila nel cuore del suo centro storico. Adesso che alcuni dei monumenti sono stati restaurati e che le uniche strade chiuse sono quelle occupate dai cantieri, i motivi per partecipare e testimoniare la difficile rinascita di una città sono molteplici.</p>
<p>La visita a L’Aquila può iniziare dal suo centro storico, partendo da partendo da <strong>piazza Battaglione degli Alpini</strong> dove c&#8217;è la Fontana luminosa e dove il Gran Sasso spunta con la sua mole inconfondibile nel panorama tra le sculture di bronzo. Da qui si percorre <strong>Corso Vittorio Emanuele</strong>, il salotto dell&#8217;Aquila, fino ad arrivare ai <strong>Quattro Cantoni</strong>, il punto centrale della città.</p>
<p>Si prosegue verso <strong>Piazza San Bernardino</strong> con la vista sui tetti e con la Basilica di San Bernardino. Da <strong>costa Masciarelli</strong> si scendono i gradini che portano a <strong>piazza Duomo</strong>, e da qui si arriva alla <strong>fontana delle 99 cannelle ed al Museo Nazionale d&#8217;Abruzzo</strong>. Girando a sinistra dalla Villa Comunale ci si immette in viale di Collemaggio, su cui si affacciano eleganti abitazioni liberty fresche di restauro. Passeggiando lungo il viale alberato si raggiunge la <strong>Basilica di Collemaggio</strong>.</p>
<h4>Proprio qui si rinnova ogni anno <strong>il rito solenne della Perdonanza</strong>.</h4>
<p>Una cerimonia dall’ importanza straordinaria, che risiede nel messaggio di pace, solidarietà e riconciliazione che da oltre 700 anni diffonde tra gli uomini. Pietro Angelerio, anacoreta, scortato da re Carlo II d’Angiò e suo figlio Carlo Martello, abbandonò l&#8217;eremo di Sant’Onofrio al Morrone per essere incoronato Papa col nome di Celestino V il 29 agosto del 1924. La stessa sera concesse l&#8217;indulgenza plenaria ai fedeli.</p>
<p>Da allora, il 28 e il 29 agosto di ogni anno a L’Aquila si rinnova il rito solenne della Perdonanza grazie al quale quanti confessati e sinceramente pentiti, dalla sera del 28 agosto fino alla sera del giorno 29, festa di san Giovanni Battista, avessero visitato devotamente la basilica di Collemaggio, avrebbero ricevuto contemporaneamente la remissione dei peccati e l’assoluzione dalla pena, concessione riservata fino ad allora solo ai più ricchi in cambio di consistenti elemosine o ai crociati in procinto di partire per la Terra Santa.</p>
<p>L&#8217;indulgenza concessa da Papa Celestino V fu formalizzata in una bolla concessa alla Città dell&#8217;Aquila, a seguito della quale viene aperta la Porta Santa della Basilica il 29 agosto di ogni anno. La pergamena è conservata nella cappella blindata della Torre del Palazzo Civico e viene esposta per un intero giorno in occasione della Perdonanza. La sera del 29 agosto, dopo la chiusura della Porta Santa, la bolla torna al Palazzo Civico accompagnata da un corteo.</p>
<h4>Lasciata L’Aquila si procede in direzione del<strong> Parco Regionale Sirente</strong>&#8211; <strong>Velino</strong>, nome caratterizzato dai due massicci montuosi che lo compongono.</h4>
<p>Il Parco regionale del Sirente – Velino presenta una superficie totale di 54.361 ettari, fatti di canyon, grotte, massicci montuosi, borghi incantati. Tra le imponenti catene montuose, <strong>l’Altopiano di Campo Felice, i Prati del Sirente e l’Altopiano delle Rocche </strong>offrono infinite possibilità di escursioni</p>
<p>Ogni momento è buono per visitare il parco. In inverno come meta per gli sport sulla neve, in estate per le escursioni a piedi, cavallo e bicicletta, mentre in autunno per osservare come la natura si prepara a dormire tra mille colori.</p>
<h4>Il parco offre davvero moltissimo ai visitatori, iniziando dalle bellissime <strong>Gole di Celano</strong>.</h4>
<p>Qui si ha la possibilità di inoltrarsi in un canyon affrontando un percorso semplice e alla portata di tutti.  Altra escursione da non perdere è quella alle <strong>Grotte di Stiffe</strong>, nella zona di San Demetrio ne’ Vestini che rappresentano un esempio unico in Italia di un fenomeno carsico chiamato risorgenza attiva. Si tratta, infatti, di cavità formate da un fiume sotterraneo e che fuoriesce in superficie. La zona da visitare è splendida con cascate d’acqua fino a 25 metri, laghetti, stalattiti e stalagmiti.</p>
<p>Per chiunque sia interessato a svolgere particolari attività all’interno del parco, alcune aziende offrono la possibilità di partecipare ad attività come la raccolta dello zafferano e del tartufo o insegnano i segreti della raccolta di erbe preziose per la salute e il loro utilizzo.</p>
<h4><strong>Rocca di Mezzo </strong>è uno degli ingressi del Parco<strong>. </strong></h4>
<p>Situato a 1329 metri di altitudine e posta al margine nord-orientale dell&#8217;Altopiano carsico delle Rocche, presenta un abitato diviso in tre zone. Il <strong>Borgo</strong>, di origini medievali, è il nucleo più antico del paese, composto da case, rimesse in pietra, vicoli ripidi. La <strong>Morge,</strong> che presenta molti scorci suggestivi e il <strong>Nuovo incasato</strong>, eretto nel Novecento, con alcuni raffinati edifici pubblici, come il vecchio Municipio, e privati, fra cui la Villa Cidonio.</p>
<p>Da visitare anche la <strong>Chiesa di San Lorenzo</strong>, parrocchia di borgo Terranera. Molto antica, ma oggi ha un aspetto settecentesco, con facciata semplice a tetto spiovente. Di largo richiamo per la zona sono anche alcune feste caratteristiche, tra cui la più nota è quella del Narciso, il fiore che nel mese di maggio fiorisce tra le erbe dell&#8217;altipiano.</p>
<p>Da assaggiare il formaggio pecorino classico, ma soprattutto quello aromatizzato al tartufo, alle noci e allo zafferano. A questo aggiungere la grande offerta di mostarde e confetture di rosa canina.</p>
<h4>Segue <strong>Ovindoli</strong> situato a 1375 m di altitudine, dal versante della Marsica è la naturale porta d’accesso al vasto altopiano carsico delle Rocche.</h4>
<p>Il paese conserva alcuni motivi di interesse artistico e storico del passato, tra cui la <strong>Chiesa della Vergine, la Porta Mutiati</strong>, ad arco gotico che costituiva l’accesso al borgo fortificato. Oppure la <strong>Villa imperiale di San Potito</strong>, in località Piana dei Santi. Un ritrovamento di una grande villa romana probabile residenza estiva di patrizi e imperatori, grazie agli scavi in zona condotti a partire dagli anni’80.</p>
<p>Ma Ovindoli è principalmente un’attrezzata località ricercata sia per soggiorni estivi che invernali. Nel periodo estivo sono varie le opportunità di svago tra sentieri per escursioni a piedi e a cavallo, percorsi per mountain bike, parapendio e freeclimbing. In inverno si possono effettuare sci di fondo, sci alpino ed escursionistico. Una destinazione della montagna abruzzese davvero interessante, ricca di eventi nel corso delle stagioni.</p>
<p>E dopo questa attività viene sicuramente fame. Allora bisogna provare i maccheroni con sugo di castrato o salsiccia, la <strong>polenta all’abruzzese con pancetta, salsiccia e cipolla, gli immancabili arrosticini di pecora, il coniglio con le lumache e le fave con il guanciale.</strong> E per concludere le  ferratelle farcite con marmellata d’uva o miele.</p>
<h4>Poco distante<strong> Campo Felice</strong>, che si inserisce nella bellezza degli Appennini.</h4>
<p>Una moderna stazione sciistica nel cuore montuoso dell’Abruzzo. Il paese, con la vicina Ovindoli, forma il comprensorio delle Tre Nevi. Un paesaggio delimitato da montagne tutte alte più di 2000 metri con neve presente da novembre ad aprile. Tra le vette più suggestive si presenta quella di <strong>Monte Rotondo</strong> che nelle giornate più limpide regala una visuale eccezionale sul Gran Sasso, sul Sirente e sul Velino.</p>
<p>Qui si presentano una serie di piste con discese adatte sia gli sportivi più esperti che ai principianti. Tra le più importanti <strong>la pista delle Aquile</strong>, cha dalla cima di monte Rotondo scivola a valle coprendo un dislivello di oltre 600 metri. Ma questo è un luogo ideale anche per chi pratica snowboard. Nell’attrezzatissimo snowpark sono concesse le evoluzioni più bizzarre, ma è anche presente il luogo adatto per gli amanti dello sci nordico con un anello lungo una decina di chilometri che si sviluppa sull’altopiano. Spettacolare è anche la pista per le ore notturne, che grazie all’illuminazione delle torri- faro consente di sciare anche dopo il tramonto.</p>
<p>L’aspetto più noto di Campo Felice è s legato all’inverno, ma anche durante l’estate si possono scoprire un paradiso di sentieri in cui poter praticare escursioni a piedi, a cavallo o in mountain bike, immersi nel verde e respirando l’aria salubre di montagna.</p>
<h4>Si prosegue verso sud arrivando ad <strong>Avezzano</strong> capoluogo della Marsica circondato dalle montagne.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-66308" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/mount-velino-1759404_1280.jpg" alt="" width="1280" height="853" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/mount-velino-1759404_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/mount-velino-1759404_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/mount-velino-1759404_1280-1024x682.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/mount-velino-1759404_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>La storia architettonica della città è legata a due eventi che la devastarono in epoca piuttosto recente: il terremoto del 1915 e i bombardamenti della seconda guerra mondiale. A causa di questi eventi la città appare piuttosto moderna, nonostante ci sia molto da vedere nel territorio.</p>
<p>A partire dai siti archeologici come i <strong>cunicoli di Claudio</strong>, che si estendono per oltre cinquemila metri lungo la <strong>Piana del Fucino</strong>, splendida testimonianza del genio ingegneristico romano. Nella zona nord Avezzano si trova la <strong>Villa Roma</strong>na, composta da una zona rustica ed una residenziale con dei bei mosaici, resti di terme e tombe. A pochissimi chilometri da Avezzano, da non perdere la visita al <strong>sito archeologico di Alba Fucens</strong>, antica città romana situata a 1000 metri di altezza.</p>
<p>Edifici appartenenti a periodi successivi sono invece il <strong>Castello Orsini- Colonna</strong> del XV secolo, oggi restaurato e sede di spettacoli e della <strong>Pinacoteca di arte Moderna</strong>, e la <strong>Villa Torlonia</strong>, il bellissimo giardino romantico di tre ettari che circonda la villa con un laghetto artificiale, una bella neviera e il Padiglione Torlonia in stile liberty in legno, oggi sede del <strong>Museo di Arte contadina e pastorale</strong> di Avezzano.</p>
<h4>Nei dintorni di Avezzano gli amanti della natura non possono perdere la <strong>Riserva naturale guidata Monte Salviano, </strong>all’interno della quale può essere praticato, oltre l’escursionismo, anche il parapendio e il trail running.</h4>
<p>Particolari eventi ad Avezzano si svolgono nel mese di Aprile, con i <strong>Focaracci,</strong> fuochi accesi in tutto il paese in onore della Madonna di Pietraquaria, la santa protettrice a cui gli abitanti sono molto devoti e alla quale viene dedicata una processione.  Intorno a questi fuochi si eseguono canti e balli popolari. Nel periodo tra aprile e maggio, la rassegna teatrale dialettale è un modo curioso per conoscere la cultura di Avezzano.</p>
<p>A tavola agnello e pecora sono i tipici protagonisti per la carne, mentre è da provare la <strong>pasta alla pecorara,</strong> anellini di pasta fresca conditi con un ragù di verdure e la tipica ricotta di pecora. E poi tra i dolci le ferratelle, i mostaccioli e i <strong>nucci atterrati</strong>, ovvero gustosissime mandorle caramellate.</p>
<h4>Si prosegue per<strong> Tagliacozzo, </strong>una località ricca di storia che può essere visitata attraverso tutti i suoi luoghi.</h4>
<p>Per cogliere l’essenza del borgo, occorre arrivare nel suo cuore antico. Proseguendo verso l’interno, si incontrano case, palazzi, chiese vicoli e strade in un concentrato di tradizioni e tipicità.</p>
<p>Da visitare <strong>la Chiesa e monastero dei Santi Cosma e Damiano</strong>, il complesso più antico e ricco di memorie. L’annesso monastero ospita le monache di clausura e custodisce un quadro detto <strong>Volto Santo.</strong> Poi il <strong>Santuario della Madonna dell&#8217;Oriente</strong>, situato su una collina posta ai piedi del monte Aurunzo, dista circa due chilometri dal centro urbano. Annesso a questo si presenta il <strong>Museo Orientale</strong>, che presenta antichità egiziane, orientali, etiopiche ed un&#8217;interessante raccolta numismatica e filatelica, oltre che alcuni arredi sacri e rare icone bizantine</p>
<p>Il <strong>Palazzo Ducale</strong>, nel centro urbano, è la perla del patrimonio artistico di Tagliacozzo. La caratteristica del palazzo è quella di avere due piani architettonicamente molto diversi: il primo presenta uno stile tardo gotico, il secondo uno stile rinascimentale. Molti gli elementi che testimoniano la bellezza di questo edificio, tra cui le sale ornamentali, i dipinti, gli scaloni.</p>
<p>Numerosi e interessanti sono gli eventi che caratterizzano l’attività culturale della cittadina in ogni periodo dell&#8217;anno. La <strong>Festa del Volto Santo</strong>, celebrata annualmente la domenica successiva alla Pasqua, il prestigiosissimo <strong>Festival Internazionale di Mezza Estate</strong> ad agosto e le tradizionali feste patronali.</p>
<p>Proprio durante le feste si ha l’occasione di assaggiare le specialità locali, <strong>come la polenta con salsicce e spuntature </strong>servita nelle <strong>sciffellete</strong>, particolari piatti di legno, e agnello cacio e uova.  E poi i dolci della tradizione, tra cui i biscotti<strong>, cavallucci e palombelle</strong>, confezionati dalle monache di clausura del monastero benedettino per la Festa del Volto Santo. A cui si aggiungono mostaccioli al cioccolato, biscotti con semi d’anice, ciambelle al vino o con glassa di zucchero.</p>
<h4>Il viaggio in Abruzzo si conclude a<strong> Sante Marie, </strong>località da cui inizia un affascinante percorso di 100 km, tra borghi medievali, natura incontaminata e vecchie mulattiere tra Abruzzo e Lazio.</h4>
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<p>Si tratta del <strong>Cammino dei Briganti</strong>. Le strade che fanno parte di questo cammino furono percorse circa 150 anni fa dai <strong>briganti della Banda di Cartòre</strong>, comandata dal brigante Berardino Viola, ma anche quella degli uomini fedeli a Carmine Crocco e al generale spagnolo José Borjes.</p>
<p>Il percorso, che si può intraprendere in totale autonomia, parte da Sante Marie e prosegue verso Valdevarri e Nesce, nel Lazio. Si torna in Abruzzo facendo tappa a Cartore, a Santa Maria in Valle, a Rosciolo, a Magliano de’ Marsi, a Casale Le Crete, fino a tornare di nuovo a Sante Marie Il cammino è percorribile tutto l’anno, durante la stagione invernale conviene munirsi di ciaspole per la possibile neve.</p>
<p>Come per tutti gli altri cammini, a partire da quelli religiosi, anche il Cammino dei Briganti ha la sua credenziale, denominata in questo caso <strong>salvacondotto,</strong> su cui raccogliere i timbri che certificano l&#8217;avvenuto percorso.</p>
<p><em><strong>Alessandro Campa</strong></em></p>
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