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	<title>Viaggiare &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Agrigento si prepara a vivere un anno da protagonista come Capitale Italiana della Cultura 2025.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jan 2025 14:08:13 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Siti Unesco]]></category>
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					<description><![CDATA[Scopriamo la nuova identità visiva e la campagna &#8220;Lasciati abbracciare dalla Cultura&#8221;. Agrigento si prepara a vivere un anno da protagonista come Capitale Italiana della Cultura 2025. Recentemente, presso la sede del Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi, è stata presentata la nuova identità visiva e la campagna di comunicazione intitolata &#8220;Lasciati abbracciare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-245202" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2025/01/agrigento2-1024x746.jpg" alt="" width="1024" height="746" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2025/01/agrigento2-1024x746.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2025/01/agrigento2-300x219.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2025/01/agrigento2-768x559.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2025/01/agrigento2-1536x1119.jpg 1536w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2025/01/agrigento2.jpg 2000w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<h2>Scopriamo la nuova identità visiva e la campagna &#8220;Lasciati abbracciare dalla Cultura&#8221;.</h2>
<p><span id="more-245200"></span></p>
<p class="p2">Agrigento si prepara a vivere un anno da protagonista come <strong>Capitale Italiana della Cultura 2025</strong>. Recentemente, presso la sede del Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi, è stata presentata la nuova identità visiva e la campagna di comunicazione intitolata &#8220;Lasciati abbracciare dalla Cultura&#8221;.</p>
<p class="p2">Il messaggio della campagna è già visibile su testate giornalistiche nazionali e in luoghi di grande affluenza turistica, come le stazioni ferroviarie di Milano e Roma.</p>
<p class="p2">Inoltre, un video promozionale è stato trasmesso sui principali canali televisivi nazionali, aumentando la visibilità dell&#8217;iniziativa.</p>
<p><strong>Guarda il video</strong> https://agrigento2025.org/</p>
<p>La campagna è stata realizzata dalle società Qubit Italy e Carmi e Ubertis Milano,<br />
selezionate tramite un bando pubblicato dal Parco Archeologico.</p>
<p>Durante la conferenza stampa, il direttore del Parco Archeologico, Roberto Sciarratta, ha sottolineato l&#8217;importanza di questa campagna per colmare eventuali ritardi nella promozione del territorio, ringraziando la Regione Siciliana e il presidente Renato Schifani per il sostegno fornito. L&#8217;assessore alla Cultura del Comune di Agrigento, Costantino Ciulla, ha sottolineato come questo riconoscimento rappresenti un&#8217;opportunità di rilancio e riscatto per l&#8217;intera provincia, esprimendo la volontà di guardare al futuro con ottimismo.</p>
<p>Il sindaco di Agrigento, Franco Miccichè, ha dichiarato: &#8220;Sarà un anno intenso di iniziative, avvenimenti e tante occasioni di valorizzazione e promozione del nostro inestimabile patrimonio storico, artistico, paesaggistico e culturale&#8221;. Ha inoltre lanciato un appello ai cittadini, alle istituzioni e alle associazioni locali affinché collaborino per rendere Agrigento all&#8217;altezza di questa prestigiosa designazione.</p>
<p><strong>La Fondazione Agrigento 2025 ha annunciato che il programma ufficiale degli eventi </strong><strong>sarà presentato a Roma il prossimo 14 gennaio</strong>, alla presenza del Ministro della Cultura, Alessandro Giuli. Tra le anticipazioni, sono previste collaborazioni con il Museo Egizio e i Musei Vaticani, oltre a spettacoli e attività culturali. Inoltre, il 18 gennaio, Agrigento avrà l&#8217;onore di accogliere il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.</p>
<p><strong>La nuova identità visiva di Agrigento 2025</strong> si ispira alle <strong>quattro radici di Empedocle</strong>: acqua, terra, aria e fuoco. Questi elementi, fondamentali per la vita, sono rappresentati nel logo ufficiale attraverso simboli stilizzati e colori specifici, formando insieme la lettera &#8220;A&#8221; di Agrigento. Il design è stato curato da due studi internazionali di design, Qubit Italy e Carmi e Ubertis Milano, con l&#8217;obiettivo di riflettere le relazioni, le trasformazioni culturali e l&#8217;eredità straordinaria del luogo.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2025/01/logo-unesco-agrigento.png" alt="" width="213" height="97" /></p>
<p>Agrigento si appresta dunque a vivere un anno ricco di eventi e iniziative, con l&#8217;obiettivo di lasciare, oltre il 2025, una città più interessante e consapevole del suo valore culturale, grazie al contributo di tutti i cittadini e alla comunicazione positiva che accompagnerà questo percorso.</p>
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		<title>Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025: una celebrazione di storia, arte e rinascita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jan 2025 10:04:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Siti Unesco]]></category>
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					<description><![CDATA[Preparati a scoprire una città che unisce passato, presente e futuro in un abbraccio senza tempo. Agrigento, la città dei templi e delle suggestioni senza tempo, si prepara a vivere un anno straordinario come Capitale Italiana della Cultura 2025. Questa prestigiosa nomina, assegnata dal Ministero della Cultura, rappresenta non solo un riconoscimento del suo straordinario [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-245131" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2025/01/agrigento-1024x628.jpg" alt="" width="1024" height="628" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2025/01/agrigento-1024x628.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2025/01/agrigento-300x184.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2025/01/agrigento-768x471.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2025/01/agrigento-1536x942.jpg 1536w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2025/01/agrigento.jpg 2000w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<h2>Preparati a scoprire una città che unisce passato, presente e futuro in un abbraccio senza tempo.</h2>
<p><span id="more-245130"></span></p>
<p class="p2">Agrigento, la città dei templi e delle suggestioni senza tempo, si prepara a vivere un anno straordinario come <strong>Capitale Italiana della Cultura 2025</strong>. Questa prestigiosa nomina, assegnata dal Ministero della Cultura, rappresenta non solo un riconoscimento del suo straordinario patrimonio storico e archeologico, ma anche un&#8217;opportunità unica per rilanciare il territorio attraverso arte, innovazione e sostenibilità.</p>
<h3>Un patrimonio universale</h3>
<p class="p1">Situata nel cuore della Sicilia, Agrigento ospita una delle aree archeologiche più importanti del mondo: la Valle dei Templi, dichiarata Patrimonio dell&#8217;Umanità dall&#8217;UNESCO. Questo sito, con i suoi maestosi templi dorici, testimonia la grandezza della Magna Grecia e attira ogni anno migliaia di visitatori da tutto il mondo.<br />
La nomina a Capitale della Cultura 2025 arriva come un coronamento di secoli di storia, ma anche come stimolo per trasformare Agrigento in un centro di innovazione culturale.<br />
L&#8217;obiettivo non è solo quello di celebrare il passato, ma di proiettare la città verso il futuro, rendendola un laboratorio di sperimentazione artistica e sociale.</p>
<h3>Il Programma culturale: tradizione e innovazione</h3>
<p>Per il 2025, Agrigento sta pianificando un ricco calendario di eventi che abbracciano arte, musica, teatro e letteratura. Tra le iniziative più attese:</p>
<ul>
<li><strong>Mostre ed eventi immersivi</strong>: esposizioni di opere d&#8217;arte che dialogano con il paesaggio archeologico, sfruttando tecnologie come la realtà aumentata per far rivivere la storia in modo innovativo.</li>
<li><strong>Festival internazionali</strong>: collaborazioni con artisti e intellettuali di fama mondiale per mettere Agrigento al centro del panorama culturale globale.</li>
<li><strong>Laboratori e percorsi educativi</strong>: attività dedicate ai giovani per sensibilizzarli sul valore del patrimonio culturale e ambientale.</li>
<li><strong>Progetti di rigenerazione urbana</strong>: riqualificazione di spazi pubblici per creare luoghi di incontro e di scambio culturale.</li>
</ul>
<h3>Agrigento e la sostenibilità</h3>
<p>Uno degli aspetti chiave del progetto per il 2025 è l&#8217;impegno verso la <strong>sostenibilità ambientale e sociale</strong>. L&#8217;intera programmazione sarà orientata a minimizzare l&#8217;impatto ecologico degli eventi, promuovendo pratiche di turismo responsabile e l&#8217;uso di energie rinnovabili. La città punta a diventare un esempio di come cultura e sostenibilità possono convivere, offrendo ai visitatori un&#8217;esperienza autentica e rispettosa dell&#8217;ambiente.</p>
<h3>Un&#8217;opportunità per l&#8217;intera Sicilia</h3>
<p>La nomina di Agrigento a Capitale Italiana della Cultura rappresenta anche una straordinaria occasione per l&#8217;intera Sicilia. L&#8217;evento stimolerà il turismo, l&#8217;economia e la coesione sociale, rafforzando l&#8217;immagine dell&#8217;isola come meta culturale di eccellenza. Il coinvolgimento di altre città siciliane nel programma culturale consentirà di valorizzare il ricco mosaico di tradizioni e bellezze che caratterizzano la regione.<br />
Il 2025 sarà un anno indimenticabile per Agrigento e per tutti coloro che avranno il privilegio di vivere questa esperienza unica. La città si prepara ad accogliere il mondo con il suo straordinario patrimonio e la sua visione per il futuro, dimostrando che la cultura è il motore più potente per la rinascita e lo sviluppo.<br />
Agrigento ti aspetta: preparati a scoprire una città che unisce passato, presente e futuro in un abbraccio senza tempo.</p>
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		<title>I borghi più belli d’Italia: Campania</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jul 2024 06:00:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Campania la terra fertile amata dagli antichi Romani La Campania, terra fertile amata dai Romani e angolo tra i più affascinanti d’Italia. Molte anime la compongono, tante qualità la celebrano. Tra i punti più caratteristici della regione emerge senza dubbio la Costiera Amalfitana, splendida terrazza paesaggistica che si affaccia sul mare offrendo i suoi incantevoli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-108073" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/06/amalfi-coast-1989245_1280-e1624518394795.jpg" alt="atrani campania" width="800" height="450" /></h3>
<h2>Campania la terra fertile amata dagli antichi Romani</h2>
<p><span id="more-108070"></span></p>
<p>La Campania, terra fertile amata dai Romani e angolo tra i più affascinanti d’Italia. Molte anime la compongono, tante qualità la celebrano. Tra i punti più caratteristici della regione emerge senza dubbio la Costiera Amalfitana, splendida terrazza paesaggistica che si affaccia sul mare offrendo i suoi incantevoli contorni naturali.</p>
<p><strong>Questa meravigliosa cornice viene arricchita dalla presenza di alcune piccole località dalla sorprendente armonia e bellezza.</strong></p>
<h3>Borghi in Campania, Furore</h3>
<p><strong><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/furore/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Furore</a>,</strong> piccolo borgo, terra di contadini e pescatori, circondato dal mare azzurro, sempre presente e da bellissime vedute di ulivi, di vigne terrazzate sul profilo dei monti e di pergolati di limoni con le reti tese sui pali.</p>
<p>Furore rappresenta il respiro di una civiltà sul ciglio di una rupe pendente sul mare, il suo famoso Fiordo, identità centrale del piccolo borgo. Ne offre piena testimonianza l’<strong>Ecomuseo del Fiordo</strong>, non un semplice parco naturale, ma un luogo modellato dal lavoro dell’uomo, situato nei pressi delle antiche fabbriche di produzione della carta e della calce e dei vecchi mulini, che si articola in tre itinerari: Percorsi botanici, Vie del cinema, Muri d’autore.</p>
<p><strong>Dal ponte del Fiordo di Furore, inoltre, il primo sabato di luglio, ha luogo la Coppa del Mediterraneo, campionato mondiale di tuffi dalle grandi altezze.</strong></p>
<p>E il Fiordo di Furore è candidato, con l’intero vallone, a diventare “Oasi naturale regionale”, mentre è già completato, invece, il recupero dei sentieri che salgono su per la collina o discendono verso il  mare e che consentono di passeggiare tra agavi e fichi d’India, lungo i versanti obliqui della montagna.</p>
<p>Ma Furore è anche “il paese che non c’è”, uno sparso abitato, dove le case non stanno una accanto all’altra, ma spuntano da costoni di roccia, presentandosi con oltre cento “muri d’autore”, murales e sculture che fanno di Furore un “paese dipinto”.</p>
<p><strong>Muri in cerca d’Autore</strong>, infatti, è il raduno di pittori di murales che avviene la prima settimana di settembre. Sette giorni di performance di pittura murale in cui l’arte viva aperta ai fermenti della società e alla fruizione immediata dona a Furore una propria identità di museo a cielo aperto.</p>
<h4>Cucina</h4>
<p><strong>Un altro monumento di questo borgo è il suo piatto tipico, ovvero totani e patate, inventato dal contadino-pescatore per sfamare la numerosa famiglia.</strong></p>
<p>In caso di necessità, infatti, al pesce bastava aggiungere qualche patata. Una cucina che cattura e mescola profumi di terra e di mare come il <strong>migliaccio, la minestra maritata</strong>, e la caponata che si aggiungono agli altri piatti tradizionali serviti nei numerosi ristoranti del luogo.</p>
<p>A queste particolarità si aggiungono gli edifici storici di pregio che possono essere considerati, nel vallone interno del borgo, i due mulini e le due fabbriche di carta, interessanti esempi di archeologia industriale che utilizzavano la forza motrice dell’acqua.</p>
<p>E poi le quattro chiese, le uniche altre emergenze architettoniche come quelle di San Giacomo, Sant’Elia, San Michele e Santa Maria, con i cupolini maiolicati dei loro campanili e gli affreschi recentemente venuti alla luce.</p>
<h3>Borghi in Campania, <strong>Conca dei Marini.</strong></h3>
<p><strong>Restando ancora nel paradisiaco ambiente della costiera si incontra <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/conca-dei-marini/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Conca dei Marini.</a></strong></p>
<p>Un borgo diviso in due che presenta in alto, adagiate sulla collina, case imbiancate a calce, sparse tra gli orti, gli uliveti e le terrazze di limoneti che scendono a mare, mentre in basso, le casette a filo d’acqua che si specchiano in una piccola baia. Tutti i luoghi del borgo sono collegati dalle tipiche <strong>“scalinatelle”</strong> che fanno strada tra i profumi delle erbe aromatiche.</p>
<p>Questa piccola località è chiamata anche <strong>“Conca dei gradini</strong>” ed invita a romantiche passeggiate, salendo le “scalinatelle” che portano verso il cielo, da cui si può osservare il mare dall’alto. La passeggiata più panoramica è quella che dal <strong>sentiero “delle cinque essenze</strong>”, ovvero la vite, il limone, l’ulivo, il carrubo e il melograno, conduce alla <strong>chiesa di Sant’ Antonio</strong>, poi a quella di San Michele e quindi a una piccola cappella sacra posta ai margini di una roccia.</p>
<p><strong>Anche le chiese sono in posizione panoramica e tra queste emerge quella di San Pancrazio, di cui si ha notizia dal 1362, caratterizzata da ulivi tutt’intorno e palme sul sagrato.</strong></p>
<p>Proprio nell’uliveto, la leggenda ambienta gli incontri delle <strong>janare</strong>, le donne che per la loro dimestichezza con riti, erbe e filtri magici erano considerate streghe. Alle janare, inoltre, è dedicato il <strong>Carnevale di Conca dei Marini</strong> che si svolge a febbraio ed esattamente il sabato che precede il martedì grasso.</p>
<p>Belvedere sul mare e di lontana origine duecentesca, la <strong>chiesa di Sant’Antonio</strong>, in realtà dedicata a San Giovanni Battista, ha un’armoniosa facciata e un campanile con volta a cuspide ricoperta da piastrelle maiolicate, mentre l’<strong>ex convento di Santa Rosa</strong>, invece, con l’annessa chiesa di Santa Maria di Grado, diventa sempre più visibile man mano che si procede verso Amalfi.</p>
<p>Il convento fu eretto a strapiombo sul mare nel 1681 per volontà di suor Rosa Pandolfi, appartenente a una ricca famiglia locale. Qui le monache domenicane colloquiavano con Dio.  Erano monache di clausura e in questa dimora avevano trovato il loro anticipo di paradiso.</p>
<p>Una pace interiore così intensa che permise di creare, nelle cucine del convento, la <strong>sfogliatella di Santa Rosa</strong>, uno dei dolci più noti della pasticceria napoletana. Un dono prezioso ed un dolce ricordo che viene celebrato il 2 agosto di ogni anno.</p>
<p>Ma i piaceri della tavola comprendono anche le pennette con i <strong>pomodorini “a piennolo</strong>”, cioè sistemati, dopo la raccolta, a campanile, in modo da essere appesi in luogo asciutto e ombreggiato per una migliore conservazione, gli <strong>spaghetti al sugo di gambero rosso del corallo</strong>, la zuppa di pesce di scoglio, il <strong>coniglio alla foglia di limone</strong>, e <strong>l’ortica di mare</strong>, un’alga preparata come una frittella, reperibile sono in estate.</p>
<p><strong>Un altro luogo da visitare è sicuramente la Grotta dello Smeraldo, scoperta nel 1932 e annidata nella baia di Conca.</strong></p>
<p>Una zattera o una piccola imbarcazione accompagna i visitatori in questo fantastico tempio verde, attraversato da fili di luce, popolato di stalagmiti, figure e bassorilievi rocciosi, opera dell’acqua nei millenni.</p>
<p>L’antica torre di guardia di Capo di Conca, detta <strong>torre Bianca</strong> se ne sta isolata sul promontorio con la sua imponente forma quadrangolare e la sua funzione difensiva che già nel Cinquecento scrutava i pirati saraceni, ma che venne poi  usata fino a cinquant’anni fa anche come minuscolo cimitero.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-108073" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/06/amalfi-coast-1989245_1280-e1624518394795.jpg" alt="atrani campania" width="800" height="450" /></p>
<h3>Borghi in Campania, <strong>Atrani</strong></h3>
<p><strong>Il viaggio prosegue per <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/atrani/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Atrani </a>un luogo dove le case, la gente, il mare trovano profonde correlazioni con i loro legami antichi.</strong></p>
<p>Qui sono nati i profumi della cucina, l’uva appassita al sole, i fichi insaporiti con spezie.</p>
<p>Atrani, vicinissimo ad Amalfi, è il borgo costiero che meglio ha conservato la sua struttura originaria, risalente al medioevo, fatta di vicoletti, archi, cortili, piazzette e le caratteristiche “scalinatelle”.</p>
<p>Atrani, infatti, al tempo delle repubbliche marinare, era abitata dalle famiglie più nobili di Amalfi. E qui i Dogi erano incoronati e seppelliti. La visita al borgo inizia quindi dalla <strong>chiesa di San Salvatore de Birecto,</strong> dove avveniva l’incoronazione delle massime autorità governative, a cui veniva solennemente posto sul capo il berretto (birecto) dogale.</p>
<p>La chiesa è antichissima, nonostante le successive modifiche in stile neoclassico.  Fondata nel 940, contiene una balaustra marmorea a lastre rettangolari massicce che risale alla fine dell’XI secolo e che mostra altorilievi di stile bizantino e figure antropomorfiche di derivazione longobarda.</p>
<p>Sulle pendici del monte si trova, invece, la <strong>collegiata di Santa Maria Maddalena</strong>, sorta nel XIII secolo come ringraziamento degli atranesi alla Madonna per averli liberati dai predoni saraceni. La cupola maiolicata e la torre campanaria a pianta quadrata sono diventate il simbolo del panorama urbano di Atrani.</p>
<h3>Accanto alla chiesa si trova la <strong>grotta di Masaniello</strong>, al di sotto della quale è situata la casa materna del celebre capopopolo napoletano, costruita in cima a 500 scalini.</h3>
<p>La bellezza di Atrani si contraddistingue nella coreografia che la spiaggia gli disegna intorno e nell’intrico di abitazioni, poste l’una sull’altra, che lo fa somigliare a un presepe, soprattutto la sera quando le luci sono accese.</p>
<p>Proprio all’interno del piccolo borgo ha luogo il <strong>Corteo storico delle Repubbliche Marinare</strong>, che si svolge ogni quattro anni il 4 giugno e, il Giovedì santo, si celebra la famosa <strong>Via Crucis con i Battenti</strong>, uomini incappucciati e vestiti con lunghe tuniche bianche che si percuotono il petto in segno di penitenza.</p>
<h3>La cucina atranese riprende quella napoletana, fa uso di pesce e frutti di mare e di ricette antiche tramandate di madre in figlia.</h3>
<p>Gli ingredienti principali, oltre al pesce, sono i formaggi freschi provenienti dalle colline come mozzarelle, fior di latte e provole.</p>
<p>Specialità del luogo è <strong>“o’ sarchiapone</strong>, zucca lunga verde ripiena di carne macinata, ricotta, pane raffermo, mozzarella, parmigiano e salsa di pomodoro, da accompagnare con un vino rosso secco e corposo, come un Furore o un Tramonti</p>
<p>Deliziosi ad Atrani sono anche i dolci come <strong>“o’ bocconotto</strong>”, scrigno di pastafrolla, ripieno di amarene e di una morbida crema pasticcera, la cassata o i dolci al limone, che qui si chiama “<strong>sfusato amalfitano”</strong> ed è senza dubbio il più pregiato del Mediterraneo.</p>
<p>Tra i liquori ricavati da antiche ricette contadine non è celebre solo il limoncello, ma anche il nocino e il fragolino, il finocchietto, deliziosi profumi che ricordano salottini settecenteschi. Per non parlare di altre delizie come i <strong>“passolini</strong>”, uva appassita al sole e conservata in un cartoccio di foglie di limone legate con un sottile giunco.</p>
<h3>Borghi in Campania, <strong>Albori</strong></h3>
<p><strong>Poco distante <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/albori/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Albori</a>, frazione di Vietri sul Mare.</strong></p>
<p>Un borgo che appare sospeso tra mare e montagna, incastonato in un angolo del monte Falerio, sopra il tratto più meridionale della rocciosa Costiera Amalfitana, nella luce abbagliante del Golfo di Salerno,</p>
<p>Albori è una miniatura dell’eterno richiamo del Mediterraneo, un insieme di case colorate di fronte al mare, addossate le une alle altre e strette tra viuzze e vicoletti.  Costruite in base alla strategia difensiva degli arabi, le abitazioni si interrompono in uno slargo dove, ancora oggi, la sera, si ritrovano gli abitanti.</p>
<p><strong>Qui, in posizione più appartata, a 300 metri d’altitudine, si respira l’aria dei tempi antichi.</strong></p>
<p>Lo sguardo abbraccia le verdi pendici del monte Falerio, dove è bello passeggiare tra cappelle votive dedicate ai santi protettori e panorami che includono sempre l’infinito azzurro del Tirreno.</p>
<p>Il mare è un  punto di riferimento, una visione, a cui si lega la <strong>Marina di Albori</strong>, breve tratto di costa amalfitana tra Vietri e Cetara, con una piccola e suggestiva spiaggetta su cui si affaccia una vecchia torre di avvistamento, ma basta voltare le spalle e ci si trova circondati da una rigogliosa vegetazione.</p>
<p>Nel periodo invernale, infatti, quando la navigazione non era possibile, gli abitanti si dedicavano all’agricoltura, coltivando quel poco di terreno che riuscivano a strappare alla montagna.</p>
<p><strong>La felice combinazione di mare e monte è dunque la caratteristica di Albori, che non è nemmeno priva di tesori d’arte.</strong></p>
<p>Al centro del borgo, infatti, tra bianche case a terrazze e logge sormontate da cupolette, in una piccola piazza con gradoni sorge la <strong>chiesa dedicata a Santa Margherita</strong>, giovane martire di Antiochia. Al suo interno si possono ammirare pregevoli affreschi di scuola napoletana, di cui fu esponente illustre il decoratore barocco Francesco Solimena.</p>
<p>Poco distante la splendida Vietri, luogo suggestivo che presenta in ogni angolo del centro storico botteghe e negozietti che affollano le stradine, mentre le maioliche, incastonate nelle pareti dei tortuosi vicoli, sembrano rincorrersi con i loro motivi verdi e celesti disegnati su fondo bianco, come a ricordare le antiche tradizioni artistiche bizantine e islamiche.</p>
<p>I reperti della ceramica vietrese sono raccolti nel <strong>Museo della Ceramica</strong> allestito nella torretta di <strong>villa Guariglia</strong>, edificio storico in frazione Raito sulla strada per Albori, che  documenta modi e stili di lavorazione della maiolica, di cui Vietri è uno dei massimi centri in Italia.</p>
<p>A pochi passi da questo, sempre a Villa Guariglia ha sede anche il <strong>Centro di Studi Salernitani</strong>, luogo di documentazione storica sulla celebre Scuola medica salernitana, fiorente centro culturale all’epoca della dominazione normanna.</p>
<p>Il menù tipico di Albori prevede le <strong>penne “alla cuppitiello”</strong> con salsa di verdure di stagione, le pietanze a base di pesce insaporite da succo di limone amalfitano, le <strong>“palle di ciuccio</strong>”, caratteristiche crocchette di patate agrodolci, tutto accompagnato da vini di produzione locale.</p>
<p>Lasciando questo territorio incantevole si raggiunge un altro luogo ricco di fascino come la zona costiera del Cilento.</p>
<h3>Borghi in Campania, <strong>Castellabate</strong></h3>
<p>Qui si scopre <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/castellabate/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Castellabate</a>, un piccolo borgo fondato dall’abate Costabile, un asceta che faceva penitenza e studiava i misteri divini, divenuto in seguito il santo patrono del borgo e celebrato il 16 e 17 febbraio con due giorni di festa.</p>
<p>Fu proprio Costabile, nel 1123, a posare la prima pietra che portò alla costruzione del <strong>Castello</strong>, non solo luogo di culto, ma anche centro economico e sociale di rilievo, dal momento che proprio da un’intuizione dell’abate partì una riforma fondiaria portata a compimento dal Beato Simeone.</p>
<p>Questi affidò ai contadini la terra chiedendo in cambio solo l’impegno alla bonifica e alla coltivazione. Ben presto il territorio paludoso e malarico tornò all’antica vocazione marinara dei commerci e della pesca.</p>
<p>Proprietari terrieri e piccoli armatori trovarono, così, i mezzi per arricchire Castellabate di palazzi, chiese, ville e giardini che si inseriscono in stradine, vicoletti, archi,  dove domina la pietra grigia, si rincorrono senza soluzione di continuità, ora volgendo le spalle alla luce intensa ora spalancandosi sul verde del pendio che digrada verso il mare splendente in uno degli angoli più suggestivi della costa del Cilento.</p>
<h3>Castellabate è un esempio di Medioevo di mare che trova, appunto, piena espressione nel Castello.</h3>
<p>La fortezza, che aveva lo scopo di proteggere la popolazione e i traffici marittimi dalle incursioni dei Saraceni, appare ancora solida e imponente. Le mura, con le quattro torri angolari rotonde poste a presidio dei punti cardinali, racchiudevano all’interno abitazioni, magazzini, forni e cisterne.</p>
<p>Dal Castello si raggiunge in poco tempo la <strong>Basilica di Santa Maria de Giulia</strong>, la cui facciata cinquecentesca è affiancata da una torre campanaria modulata su quattro piani, mentre un altro luogo di culto, proprio di fronte alla Basilica, è la piccola <strong>chiesa del Rosario</strong> della seconda metà del Cinquecento.</p>
<p>Alle due estremità del borgo, <strong>villa Principe di Belmonte e villa Matarazzo</strong>, nella frazione costiera di Santa Maria, preannunciano il fascino che poi si svela nella ragnatela di strette stradine che conducono alla piazza rettangolare, da cui si gode il panorama della vallata che scende verso il mare.</p>
<p><strong>Ai piedi del borgo medievale, il golfo tra Punta Licosa e Punta Tresino è uno dei tratti più belli della costiera.</strong></p>
<p>In particolare, <strong>la baia di Ogliastro Marina e l’isola di Licosa</strong> sono tra le zone meglio conservate del Cilento costiero e costituiscono un caposaldo della storia ambientalistica italiana. Un tratto di mare avvolto da macchia mediterranea, distese di pini di Aleppo e coltivazioni di vite e ulivi.</p>
<p>Ritornando verso Salerno, invece, inizia la scoperta dei borghi dell’entroterra campano.</p>
<h3>Borghi in Campania, <strong>Summonte</strong></h3>
<p><strong>In particolare, nella provincia di Avellino, si presenta <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/summonte/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Summonte </a></strong></p>
<p>Un luogo in cui è possibile apprezzare lo sviluppo armonico tra natura ed evoluzione tecnologica nell’ottica della valorizzazione delle risorse naturalistiche e delle antiche vestigia.</p>
<p>Summonte rientra nel Parco del Regionale e nella Comunità Montana del Partenio e, come suggerisce il nome,  il comune irpino si trova in posizione panoramica al cospetto del Monte Vallatrone a 1.511 metri ed alle pendici del Partenio.</p>
<p>Arrivare a Summonte a 750 metri di altitudine, significa non solo scoprire le suggestioni del centro storico e del percorso ambientale, ma anche <strong>dissetarsi direttamente alle fonti d’acqua sorgiva purissima</strong>, percorrere incantevoli sentieri di trekking, rigenerarsi sostando in caratteristici rifugi montani e assaporare prodotti locali.</p>
<p>Qui è sviluppata soprattutto la produzione di torroni e cioccolata, ma non mancano salumi come le soppressate di maiale e di cinghiale e altri prodotti derivati dalla pastorizia, che qui mantiene ancora un carattere tradizionale.</p>
<p><strong>Altri prodotti ricercati sono la marmellata di castagne, il miele, i funghi e il tartufo nero.</strong></p>
<p>In ottobre, infatti, la <strong>Sagra della Castagna del Partenio</strong> è un evento che richiama migliaia di turisti, mentre i piatti da richiedere nei ristoranti sono le tagliatelle ai funghi porcini o al tartufo nero e la <strong>montanara</strong>, pizza fritta dal gusto unico.</p>
<p>Accanto ai numerosi edifici religiosi, va segnalata la Torre Medioevale, che fu edificata dagli Angioini sui ruderi di un castello normanno/svevo che sorgeva al centro di un borgo fortificato con funzione di presidio territoriale.</p>
<p>La <strong>Torre Angioina</strong> è costruita interamente in conci di pietra calcarea sbozzati e malta a base di calce, sabbia mista a lapillo e pietra macinata.</p>
<h3>Tra gli spazi esterni al castello, inoltre, acquista particolare rilevanza la superficie della cosiddetta “platea”.</h3>
<p>La sistemazione dell’area ha portato alla realizzazione di una cavea, un teatro all’aperto che con una sequenza di gradinate che si alternano ad una serie di passaggi in pietra, si sviluppano concentricamente e finiscono intorno ad un piccolo palco in legno. In tale struttura durante tutto l’anno si tengono spettacoli teatrali, concerti di musica classica e presentazioni di opere letterarie.</p>
<p>Il centro storico di Summonte si sviluppa lungo tre direttrici viarie e presenta degli archi pittoreschi e delle stradine lastricate, mostrando allo stesso tempo le fontane, gli edifici signorili ed il maestoso tiglio secolare, che domina la piazza centrale.</p>
<p>La <strong>chiesa di San Nicola di Bari</strong>, probabilmente costruita sulle spoglie di una preesistente chiesa, presenta l’attuale impianto che risale al XVII secolo ed è frutto dell’intervento barocco.  L’interno è a tre navate, di cui quella centrale più alta, scandite da pilastri ornati da paraste e capitelli ionici ed archi a tutto sesto. A completare l’impianto architettonico due grandi angeli in cartapesta del 1700 che reggono ciascuno un candelabro.</p>
<p><strong>Vicino alla chiesa di San Nicola si trovano la Congrega del SS. Rosario ed il campanile.</strong></p>
<p>Quest’ultimo, a pianta pressoché quadrata, presenta la cella del primo ordine incorporata nei volumi edilizi e funge da passaggio tra la chiesa piccola e gli ambienti di sacrestia della chiesa grande.</p>
<p>La Congrega del SS. Rosario, risalente al 1600, è caratterizzata dalla presenza di un coro ligneo intagliato dell’epoca con sedili e spalliere di pregevole fattura arricchiti da motivi classici e naturalistici.</p>
<p>Il comune di Summonte, al fine di creare condizioni di sviluppo sostenibile del territorio, ha avviato da tempo, insieme al Parco Regionale del Partenio, una serie di iniziative finalizzate alla valorizzazione e tutela del territorio.</p>
<p><strong>In tale ottica si inserisce il “percorso ambientale Summonte – Campo San Giovanni” che consente di ammirare e apprezzare le bellezze naturali che connotano il territorio comunale.</strong></p>
<p>Concepito come palestra naturale, il sentiero è lungo 6 km e tutto percorribile a piedi: dai 750 metri d’altitudine del borgo si arriva ai 1224 del rifugio Forcetelle.</p>
<p>Un’iniziativa diretta a rendere particolarmente salutare e piacevole la pratica degli sport all’aria aperta a minimo impatto ambientale, quali attività fisica a corpo libero, ciclismo in mountain bike, equitazione, escursionismo, nordic walking.</p>
<p>L’Area Parco, di cui Summonte fa parte, inoltre, è caratterizzata da altrettanti  sentieri, che partendo dai centri urbani, si sviluppano tra i boschi di castagno e faggio e conducono a luoghi dalla valenza naturalistica rilevante. L&#8217;aria buona, il verde, le sorgenti, la tranquillità, il panorama, sono tutti elementi che contraddistinguono questo luogo affascinante.</p>
<h3>Borghi in Campania, <strong>Nusco </strong></h3>
<p><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/nusco/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nusco</a> invece, appare come uno sciame bianco.</p>
<p>Un dolce mucchio di case che si incuneano, si sommano, in un intreccio di pietra e calce sospeso tra cortine di nebbia.</p>
<p>La montagna scende in contrafforti e declivi su Nusco, adagiata a 914 metri sullo spartiacque appenninico delle valli dell’Ofanto e del Calore, nel cuore dell’Irpinia e, nei colori e nelle atmosfere, rende inesauribile questo paesaggio.</p>
<p>Terra di radicate tradizioni e memorie, Nusco è compatta e discreta nella sua architettura, silenziosa e dinamica nella vita quotidiana. Raccolta nei suoi piccoli caseggiati, Nusco ha come fulcro l’imponente e regale <strong>campanile</strong>, alto 33 metri ed incarnazione della cristianità che qui diventa identità, legame di sangue con <strong>Amato, il santo patrono</strong>, e primo vescovo di Nusco, a cui è dedicata la maestosa cattedrale.</p>
<p>Del nucleo originario risalente al XI secolo restano tracce nella cripta romanica, che sotto le sue volte a crociera custodisce le ossa del santo.</p>
<p><strong>L’interno si presenta a tre navate con cappelle laterali ed è databile XIII-XVI secolo.</strong></p>
<p>Alla piazza della cattedrale, che ospita anche il seminario vescovile edificato nel 1760, si accede con un percorso che parte dall’antica <strong>Porta Superiore</strong>, sormontata dai pochi ruderi del castello longobardo, e si distende attraverso tre vie, tutte confluenti nella piazza, che costituiscono il tracciato dell’abitato medievale.</p>
<p>Passeggiando nel centro storico, è facile imbattersi in portali in pietra, stemmi nobiliari, balconi in ferro battuto, archi, volte, piazzette, gradinate e vicoli acciottolati. Si tratta di un assetto architettonico che, nella sua semplicità come nei suoi momenti di enfasi, sembra vigilare affinché la memoria storica non si consumi del tutto in queste contrade.</p>
<p>A ricordare gli antichi splendori sono i palazzi nobiliari delle famiglie che hanno abitato ed amministrato Nusco, mentre tra gli edifici religiosi occorre ricordare almeno la <strong>chiesa della Santissima Trinità</strong>, con i suoi affreschi di epoca medievale, e la <strong>chiesa di San Giuseppe</strong>, dalla bella facciata tardo barocca.</p>
<p><strong>All’interno del borgo, la terza settimana di gennaio di ogni anno, si celebra Sant’Antuonu, ovvero la notte dei falò.</strong></p>
<p>Fuochi propiziatori, i <strong>santantuoni</strong> sono il piccolo incantesimo di una tradizione mai spenta, che con il calore delle fiammate augura di riscaldare il cuore degli uomini, mentre il santo patrono si festeggia alla fine di maggio.</p>
<p>Queste sono sempre ottime occasioni per degustare i deliziosi prodotti tipici, tra cui i primi piatti a base di pasta fatta in casa, condita con sugo di agnello o ragù o accompagnata da legumi.</p>
<p><strong>Da ricordare, per la speciale lavorazione, gli gnocchi (cicalucculi), le tagliatelle (lagane) e i ravioli, per i quali si utilizza una speciale ricotta prodotta in luogo.</strong></p>
<p>Un’altra eccellenza del luogo riguarda la produzione di salumi e insaccati ottenuti da carne suina e basata su tradizionali lavorazioni artigiane, mentre presso gli agricoltori del luogo è possibile reperire prelibati legumi, come fave, ceci, fagioli, utilizzati in cucina sia come piatto unico sia come accompagnamento a piatti di pasta fatta a mano.</p>
<h3>Borghi in Campania, <strong>Monteverde</strong></h3>
<p><strong>Si arriva poi a<a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/monteverde/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Monteverde </a>che sorge su un colle nell’alta valle dell’Ofanto.</strong></p>
<p>Una terra di confine a due passi dalla Lucania e dalla Puglia, che vede ,all’orizzonte, il Gargano che si affaccia sul Mare Adriatico.</p>
<p>Monteverde, però, le acque le ha anche in casa e sono quelle del <strong>lago artificiale di San Pietro</strong>, dove si svolge il <strong>Grande Spettacolo dell’Acqua</strong>, dal 27 luglio al 25 agosto.</p>
<p>Un evento suggestivo in cui, tutte le sere, il lago artificiale di San Pietro esplode di luci, suoni, danze e giochi d’acqua dedicati a Gerardo Maiella, il santo del popolo.</p>
<p>Il centro storico, arroccato intorno al castello, si adegua alla morfologia del luogo, più volte sconvolto dai terremoti, e conserva l’originario tessuto urbano dei paesi irpini d’altura, con le strette viuzze a gradoni per raccordare i dislivelli delle cerchie stradali.</p>
<p><strong>L’aggregazione a schiera delle abitazioni lungo la serie concentrica di vicoli, archi e scalinate che seguono l’andamento del colle, ha donato compattezza al borgo.</strong></p>
<p>Il castello, costruito in pietra locale sbozzata e lavorata, è stato adattato e ampliato nel XV secolo dagli Aragonesi sul torrione innalzato dai Longobardi a difesa dei confini del ducato di Benevento.</p>
<p>Dotato di quattro torrioni cilindrici posti agli angoli di una struttura a pianta irregolare, è stato trasformato da fortezza a residenza signorile nel 1744 dai baroni Sangermano che vi hanno aggiunto l’ala destra.</p>
<p>Nelle stradine lastricate, l’attenzione è spesso catturata dagli edifici d’interessante fattura della borghesia terriera ottocentesca, come i palazzi Pelosi e Spirito, abbelliti da artistici portali.</p>
<p><strong>Per ciò che riguarda i luoghi di culto, il principale è l’ex cattedrale dedicata a Santa Maria di Nazareth.</strong></p>
<p>Sovrastata dal castello, si presenta nelle forme barocche del 1728, ma il primo impianto risale al XIV secolo.  L’ultimo restauro, seguito al terremoto del 1980, ha svelato strutture romaniche, mentre all’interno sono conservati dipinti di scuola napoletana del Seicento, statue lignee e altari di età compresa tra il XV e il XVIII secolo.</p>
<p>La <strong>chiesa di Santa Maria del Carmine</strong>, settecentesca, era annessa al convento dei Carmelitani soppresso nel 1652 con una torre campanaria con bifore gotiche del 1888, mentre sono più piccole la <strong>chiesa di Sant’Antonio</strong> del XVII secolo e la <strong>chiesetta rurale di San Rocco</strong> all’ingresso del borgo, di cui non sfugge il recente restauro.</p>
<p>Il borgo è rinomato per gli insaccati di carne suina, quali soppressata, salsiccia e capocollo, e per i prodotti caseari dell’allevamento bovino brado, come caciocavallo, scamorza, ricotta, formaggio fresco e stagionato. Ad accompagnare queste prelibatezze ci pensa il robusto vino di uve Aglianico e Sangiovese che risulta un perfetto abbinamento anche con carni bianche e rosse, tra cui la testina di agnello con le patate, tipica pietanza del periodo pasquale.</p>
<p>Formaggi, caciocavalli, soppressate, capicollo, prosciutto, salsicce, preparati ancora artigianalmente come in passato sono i protagonisti ed il punto di forza ed esaltazione dei sapori della cucina tradizionale di <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/zungoli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Zungoli</strong></a>.</p>
<p>Un altro piccolo borgo campano dove le feste paesane ripropongono la riscoperta e il recupero delle tradizioni, riaffermano la religiosità e le antiche credenze popolari e fanno rivivere antiche usanze e riscoprire i sapori genuini della civiltà contadina.</p>
<p><strong>Pascoli e allevamenti garantiscono la genuinità di gustosi piatti di carne di agnello, di coniglio, di polli e di maiale.</strong></p>
<p>Per anni, a Zungoli, si è tenuta a settembre la <strong>Festa della Transumanza</strong>, evento in cui venivano venduti animali e formaggi eccellenti come il celebre caciocavallo podolico che profuma di bosco.</p>
<p><strong>Settembre, andiamo, è tempo di migrare</strong>, invece, è il titolo dell’itinerario di turismo sportivo e culturale lungo le vie verdi della transumanza, proposto dal 2002. A cavallo, in mountain bike o facendo trekking si può percorrere il sentiero originario del Regio Tratturo Pescasseroli-Candela, attraversando in sette tappe le province dell’Aquila, Isernia, Campobasso, Benevento, Avellino e Foggia.</p>
<p>Ma tra le altre particolarità di Zungoli spicca il suo <strong>castello normanno</strong> costruito nell’XI secolo, fornito fino all’epoca aragonese di quattro torri cilindriche poste agli angoli e corrispondenti ai quattro punti cardinali, mentre il <strong>convento di San Francesco dei Frati minori</strong> riformati è stato costruito sulle fondamenta della chiesa di S. Cataldo crollata a seguito del sisma del 1456.</p>
<p>Il convento sorge ai piedi dell’abitato, fuori le mura e risale alla seconda metà del XVI secolo. Di particolare pregio la piccola chiesa adiacente, restaurata recentemente, con la Madonna dell’Incoronata protettrice dei pastori e dei tratturi.</p>
<h3>Borghi in Campania, <strong>Savignano Irpino</strong></h3>
<p><strong>E poi<a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/savignano-irpino/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Savignano Irpino</a> un centro abitato circondato da campi fertili coltivati a grano e a fieno e ricoperti di uliveti e vigneti che testimoniano la sua storica vocazione agricola.</strong></p>
<p>Un paese ricco di storia, di arte e tradizioni, dove tempo libero e relax convivono, grazie a tranquille passeggiate nel centro storico e piacevoli escursioni nella natura pura e silenziosa. Da queste parti si trova l’area della <strong>sorgente Rifieto</strong>, in contrada Licese, alle pendici del Monte Sant’Angelo, circondata da un bosco di 12 ettari, ricco di conifere, querce e fauna selvatica.</p>
<p>Anche qui, nella stessa area della sorgente, veniva praticata la transumanza: le mandrie di mucche, provenienti da Montella, arrivavano nei pascoli adiacenti, consentendo la produzione del caciocavallo podolico.</p>
<p><strong>Nel centro storico di Savignano Irpino, invece, emerge il castello Guevara.</strong></p>
<p>Fondato in epoca longobarda tra VII e VIII secolo come opera difensiva e trasformato in fortezza dai Normanni nel XII secolo, fu in seguito adibito a palazzo signorile durante la dominazione dei Guevara.</p>
<p>L’antico ingresso del paese è caratterizzato da <strong>Porta Grande</strong>, collocata sul lato sud della nuova cinta muraria, realizzata nel XVI secolo in seguito all’ampliamento del rettangolo tra il castello e la chiesa Madre.</p>
<p>Anche la <strong>Chiesa di San Nicola Vescovo</strong> si trova nella parte sud del centro storico e risale al XVI secolo. La facciata neoclassica è una rilettura dello stile romanico, mentre l’interno a tre navate si fa apprezzare per le due file di pilastri in pietra viva, lavorata a scalpello, per il battistero del 1514 e per la cappella di Sant’Anna, recentemente restaurata.</p>
<p>Il punto più panoramico del centro storico è la così detta <strong>Tombola</strong>, nome che deriverebbe dalla piccola tomba in cui fu sepolto il normanno Sarolo Guarna, giustiziato nel 1193 per essersi ribellato a Tancredi d’Altavilla.</p>
<p><strong>Palazzo Orsini</strong>, odierna sede del Municipio, aveva in origine funzione di ospedale e rifugio per i pellegrini e fu costruito nel 1727 dal cardinale Orsini, poi Papa Benedetto XIII.</p>
<p><strong>La fontana Angelica, invece, convoglia in paese l’acqua del Monte Sant’Angelo che sgorga dalle bocche di tre papere in ghisa.</strong></p>
<p>Completata nel 1912, oggi ha solo funzione ornamentale, ma in passato era affollata dalle donne che ogni giorno vi si recavano a prendere l’acqua con un fazzoletto in testa per riparare il capo dal secchio.</p>
<p>Ma la vera arte e tradizione di questo borgo si ritrova nella pasta fatta a mano. Ogni anno le mamme e le nonne del paese si prodigano nella realizzazione di decine di chili di orecchiette, cucinate nella famosa <strong>Sagra delle Orecchiette</strong>, tra le più antiche d’Irpinia, che ha luogo nella prima decade di agosto da oltre quarant’anni e permette la degustazione di questo piatto tipico condito con il classico ragù di carne o nella più moderna versione delle <strong>“orecchiette tricolore”,</strong> con pomodorini, rucola e parmigiano.</p>
<p>Tra le altre delizie tipiche sono assolutamente da provare la <strong>“colazione savignanese</strong>” con patate e peperoni fritti, la zuppa di soffritto di maiale e <strong>“la ciambott</strong>”, una zuppa di zucchine, patate, fagiolini e sedano.</p>
<h3>Borghi in Campania, <strong>Montesarchio</strong></h3>
<p><strong>Il tour tra i borghi della Campania si conclude nel territorio di Benevento con <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/montesarchio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Montesarchio.</a></strong></p>
<p>Qui, la prima cosa che colpisce il viaggiatore, è lo splendido panorama del paese che avvolge la collina, sovrastata dalla Torre e dal Castello.</p>
<p>Proprio il castello è ricco di soluzioni architettoniche che abbracciano un periodo di circa 1000 anni. Dall’impianto longobardo, è stato rimaneggiato durante i vari secoli dalle diverse dominazioni che hanno lasciato in esso segni distinguibili. Nel <strong>Castello</strong> ha sede il <strong>“Museo Nazionale del Sannio Caudino”</strong> e, oltre ad una esposizione permanente di reperti archeologici, si può visionare la mostra “Rosso Immaginario” arricchita da tecnologie digitali.</p>
<p>Il <strong>Racconto dei vasi di Caudium</strong>, ambientato nelle celle del carcere borbonico del Castello di Montesarchio, attraverso la narrazione di storie, miti ed eroi, propone un viaggio nell’affascinante mondo di immagini dipinte sui crateri di produzione greca rinvenuti nella necropoli di Montesarchio.</p>
<p><strong>La Torre è il punto di forza delle mura che circondavano il paese.</strong></p>
<p>In origine torre di avvistamento, poi, bastione difensivo l’odierna configurazione risale agli ultimi anni del XV secolo e come il castello è attribuibile allo stesso architetto reale Francesco di Giorgio Martini.</p>
<p>Nella Torre si può ammirare, sempre con l’arricchimento di tecnologie digitali, il celebre <strong>“vaso di Assteas”</strong>, contenitore dall’ampia capienza, utilizzato durante i banchetti per mescolare il vino puro con l’acqua e le spezie.</p>
<p>Il <strong>Latovetere</strong> è un abitato che nasce fortificato in epoca Longobarda e al suo interno è visibile una delle poche chiese ancora esistenti che risale all’VIII secolo. Il centro urbano mantiene ancora la sua topografia originaria e le due porte, quella orientale e quella occidentale, un insieme architettonico sormontato dalla più moderna <strong>abbazia di San Nicola </strong>risalente al XIII secolo.</p>
<p><strong>Il Lato Nuovo, invece, è di epoca Normanna e conserva una delle porte e un tratto delle mura dello stesso periodo.</strong></p>
<p>In questo quartiere si può visitare il <strong>Santuario della SS. Trinità</strong>, con la sua originale statua rappresentante il mistero trinitario.</p>
<p>Nel <strong>Convento dei Frati Francescani Conventuali</strong> si possono ammirare pitture su tavola del XIV secolo, nonché lunette affrescate che sovrastano le porte di ingresso, mentre il <strong>Convento delle Clarisse</strong> è da annoverare per il suo passeggiatoio sotto il tetto, utilizzato dalle suore di clausure.</p>
<p>Il <strong>Borgo San Francesco</strong> si caratterizza per la presenza del palazzo comunale, ex convento francescano.</p>
<p>Al suo interno un ampio chiostro e un monumentale ingresso barocco che accede ai piani superiori. Adiacente al palazzo comunale sorge la <strong>chiesa di San Francesco</strong> con impianto degli inizi del 1300, mentre aggiunta alla vecchia facciata mediante arcate se ne presenta una nuova attribuita a Vanvitelli.</p>
<p>Sopra l’architrave centrale della porta d’ingresso vi sono tre stemmi angioini, mentre sull’architrave stesso vi è una lunetta a basso rilievo sullo stile della Robbia, in cui è raffigurata una crocifissione, un’annunciazione e San Ludovico da Tolosa.</p>
<p>In <strong>Piazza Umberto I</strong> sorge il secentesco <strong>Palazzo D’Avalos</strong> con annessa cappella gentilizia, oggi parrocchia, intitolata alla Madonna della Purità e a San Leone Magno.</p>
<p>Nell’interno della chiesa, una notevole immagine della Madonna della Purità sbalzata in rame del maestro ramaio montesarchiese Pasquale Ianniello, un Cristo del pittore montesarchiese Servodio e un quadro rappresentante la Madonna di Pompei della pittrice Frida Ciletti.</p>
<p><strong>“I giorni del Borgo”, nella prima decade di settembre, rappresentano una serie di eventi che rendono vive le tradizioni popolari e culturali del paese.</strong></p>
<p>E proprio in queste circostanze si può gustare la cucina “montesarchiese” ricca di piatti tradizionali e antiche pietanze come i <strong>cazzarielli con la carne di capra</strong>, i <strong>lavanelli e ceci</strong>, il <strong>paparulo mbettonato</strong>, a cui si aggiungono altri prodotti  di eccellenza del borgo che possono essere individuati tra le selettive produzioni ortofrutticole.</p>
<p>Tra queste emergono i vigneti del rinomatof <strong>Aglianico</strong>, vino denso, persistente, di colore rosso cupo con profumi di more selvatiche e mirtilli, e della preziosa <strong>Falanghina</strong>, vino di colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, profumi di pera matura, note floreali di gelsomino e di ginestra, entrambi due celebri eccellenze dell’enologia italiana.</p>
<p><em><strong>Alessandro Campa</strong></em></p>
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		<title>I borghi più belli d’Italia: Puglia</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Jul 2024 08:00:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Puglia, tradizioni sempre vive di una regione eterogenea e dalla grande accoglienza Il tacco d’Italia, un territorio che si affaccia sull’Adriatico e tende una mano verso Oriente, quasi abbracciando idealmente nuove culture ed orizzonti. La Puglia, luogo dalla forte accoglienza e dalle tradizioni sempre vive, regione eterogenea caratterizzata da piccole località che ne rappresentano le [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 align="center"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-112205" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/07/otranto-2447733_1280-e1626999081614.jpg" alt="puglia otranto" width="800" height="535" /></h3>
<h2 style="text-align: left;" align="center">Puglia, tradizioni sempre vive di una regione eterogenea e dalla grande accoglienza</h2>
<p><span id="more-112200"></span></p>
<p align="justify">Il tacco d’Italia, un territorio che si affaccia sull’Adriatico e tende una mano verso Oriente, quasi abbracciando idealmente nuove culture ed orizzonti. La Puglia, luogo dalla forte accoglienza e dalle tradizioni sempre vive, regione eterogenea caratterizzata da piccole località che ne rappresentano le sue caratteristiche.</p>
<h3 align="justify">Borghi in Puglia, Vico del Gargano</h3>
<p align="justify">La scoperta dei borghi pugliesi inizia nella parte settentrionale, a metà strada tra la Foresta Umbra e il mare, dove si incontra <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/vico-del-gargano/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-size: medium;"><b>Vico del Gargano</b></span></a>il centro storico più affascinante di questa porzione di Puglia, col suo reticolo di edifici in stato di semi-abbandono, ma dall’incredibile ricchezza di portoni, stemmi, scalinate e comignoli.</p>
<p align="justify">Questi merletti di pietra trionfante e queste volte a crociera che sembrano sorreggere il cielo, devono la loro permanenza allo svuotamento del borgo, all’emigrazione. Poco alla volta, con fatica, Vico del Gargano cerca di recuperare la sua bellezza, che non è solo quella della pietra scolpita, ma abbraccia anche la natura circostante, le colline di uliveti, agrumeti e pini d’Aleppo.</p>
<p align="justify"><strong>Due sono i motivi che rendono pregevole un soggiorno a Vico.</strong></p>
<p align="justify">Una spiaggia, la <strong>Calenella</strong>, che ha mantenuto purezza e godibilità uniche in tutto il Gargano. E soprattutto la <strong>Foresta Umbra</strong>, meraviglioso polmone verde di 4 mila ettari, parte del Parco Nazionale del Gargano. Una vera foresta sul mare, con un’incredibile varietà di flora e fauna e con numerosi sentieri che si snodano attraverso le sue aree più belle.</p>
<p align="justify">Il tradizionale rapporto tra mare e campagna si nota anche nei piatti e qui, in particolare, il pesce è apprezzato in abbinamento con le verdure, mentre una specialità tipica è il <strong>magliatello</strong>, cioè la carne di capretto e, tra i dolci, l’<strong>ostia piena</strong>, un croccante di frutta, mandorle e miele.</p>
<p align="justify">Ma il ruolo di primo piano viene giocato dai celebri <strong>agrumi di Vico</strong>, facili da acquistare direttamente dai contadini durante una passeggiata per il borgo. Le arance e i limoni adornano anche la suggestiva processione che attraversa il paese il 14 febbraio, in occasione delle celebrazioni per San Valentino.</p>
<h4 align="justify">Un altro coinvolgente rito religioso è la Messa Pazza che ha luogo il Venerdì Santo.</h4>
<p align="justify">Durante questa cerimonia le confraternite, vere depositarie dell’anima del paese, sfilano già dal primo mattino, visitando le chiese e portando in processione la statua lignea del Cristo Morto custodita nella <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di San Giuseppe</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, </span></span>nel quartiere Terra, mentre la più importante del borgo è la <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa Madre della Beata Vergine Assunta</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> c</span></span>on il suo portale in pietra e gli undici altari interni, fondata su un’altura ai cui fianchi si assiepano le case dei rioni Civita e Casale.</p>
<h3 align="justify">Borghi in Puglia, Pietramontecorvino.</h3>
<p align="justify"><strong>Lasciato il mare, il viaggio prosegue nell’entroterra foggiano con <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/pietramontecorvino/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Pietramontecorvino</a> .</strong></p>
<p align="justify">Qui l’aria pungente dell’inverno porta l’odore della legna che arde nei camini, mentre il vento d’estate emana, dai vicini monti, il profumo delle ginestre.</p>
<p align="justify">Edificata intorno all’anno Mille su uno sperone di roccia tufacea, nel Sub Appennino Dauno settentrionale, la <strong>Terravecchia</strong>, questo il nome del centro storico di Pietramontecorvino, è caratterizzata da un impianto urbanistico ad anello, con una rete di vicoli stretti che offre panorami d’effetto sulle colline circostanti.</p>
<p align="justify"><strong>Una volta entrati nella Terravecchia si comprende come l’abitato e il paesaggio appaiano uniti in un unico disegno.</strong></p>
<p align="justify">Le case sono inerpicate sulla roccia, in parte scavate nel tufo e in parte fondate su di esso, serrate tra loro, ma circondate dalla bellezza paesaggistica della Daunia tra campagne assolate di vigneti e uliveti.</p>
<p align="justify">Il complesso monumentale del borgo è costituito dalla torre normanna, dal Palazzo Ducale e dalla chiesa madre, presentandosi come un incredibile “fuori scala” rispetto al tessuto delle abitazioni. Proprio la maestosa <span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa, dedicata a Santa Maria Assunta</b></span></span></span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, è la più antica di Pietramontecorvino.</span></span></span></span></p>
<p align="justify">Documentata dal 1328, fu probabilmente costruita alla fine del XII secolo e la testimonianza del primo nucleo costruttivo è l’antico presbiterio, d’impianto gotico, che ora corrisponde alla zona dell’ingresso principale.</p>
<p align="justify">Collegato alla chiesa mediante un corridoio che sovrasta l’ingresso del cortile ecco il <strong>Palazzo Ducale</strong>, di cui non si conosce la data esatta di costruzione, nonostante presenti uno stemma angioino sul soffitto dell’Arco Ducale.</p>
<p align="justify"><strong>Il palazzo, da cui si erge la torre normanno-angioina alta 30 metri, occupa una superficie di circa 2.500 mq e su via Port ’Alta raggiunge i 15 metri di altezza.</strong></p>
<p align="justify">L’ingresso principale, sormontato da un mascherone, immette nel salone di rappresentanza., mentre l’ala più importante è quella esposta a sud che si sviluppa su tre piani.</p>
<p align="justify">Superata Port’ Alta ci si incammina per la strada che attraversa in senso orizzontale l’intero borgo e ne costituisce la spina dorsale, da cui si diramano le altre stradine che permettono di raggiungere tutto il quartiere e di coglierne gli aspetti più suggestivi.</p>
<p align="justify">A settembre tre giorni di eventi artistici, teatrali, gastronomici e di festa in costumi medievali celebrano, nel cuore dell’antico borgo, l’inizio dell’autunno con <strong>Suoni, sapori e colori di Terravecchia</strong>.</p>
<p align="justify">Quale migliore occasione per assaggiare gli ottimi salumi, con il capecolle al primo posto, grazie alla lavorazione della carne secondo i metodi <strong>tradizionali</strong>, oppure <strong>rechetèlle </strong>o <strong>cecatille</strong>, paste fresche fatte in casa, con sugo di carne. Da non dimenticare, poi, l’olio extravergine d’oliva e il vino, che qui è il celebre Cacc’e mitte della zona di Lucera.</p>
<h3 align="justify">Borghi in Puglia, Alberona</h3>
<p align="justify">Si arriva ad <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/alberona/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Alberona</a> il cui vero volto si rivela nella sapiente geometria di vie, vicoli e archi, in dialetto spórte, del centro storico.</p>
<p align="justify">Da qui si distendono strade che salgono verso la parte alta del paese, quasi a inseguire la luce e l’azzurro che accendono il suo cielo.</p>
<p align="justify">Ad ogni passo si scopre un portale, un’insegna, uno scorcio, che rievocano la storia di questo feudo nobile dove si respira l’aria del sud. Un viaggio nella fede, nella memoria e nell’arte, quello che compie chi arriva in questo angolo della Daunia, adagiato nel verde dell’Appennino e nel refrigerio di innumerevoli sorgenti.</p>
<p align="justify">Le risorse climatiche e paesaggistiche di Alberona sono il delizioso contorno di un centro storico che è stato segnato dalla presenza dei Templari, i leggendari monaci guerrieri. A Piazza Civetta si viene accolti dalla neogotica <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Chiesa di San Rocco</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> per proseguire, attraversato il corso principale, verso la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Chiesa Madre,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> eretta proprio dai Cavalieri Templari. </span></span></p>
<p align="justify">Percorrendo le strette viuzze del borgo, dove si ammirano portali e stipiti artisticamente incisi, si arriva all’<strong>arco Calabrese</strong> che risale al XIV secolo, l’unico arco ligneo della zona, conservato intatto nel tempo. Proseguendo attraverso il centro storico, si sale verso la Chiesa di San Giuseppe del XVI secolo, importante per il portale in stile gotico e per la presenza di un interessante altare in pietra.</p>
<p align="justify">Oltre al centro urbano, denso di simboli e presenze, Alberona ha interessanti richiami naturalistici, come le aree boschive di Tuoro, Mezzana, Argario e Guerrana, ricche di flora e fauna.</p>
<p align="justify"><strong>Un luogo particolare è il “canale delle teglie”, con le sue piccole cascate, le pareti levigate dall’acqua, l’intrico di liane.</strong></p>
<p align="justify">Un ‘altra opportunità per conoscere appieno questo borgo viene offerta dalle celebrazioni di San Giuseppe, il 19 marzo, con processione e Palo della Cuccagna, una tradizione che ha origini medievali e da quelle per Sant’Antonio Abate, il 17 gennaio.</p>
<p align="justify">Una festa caratteristica per i fuochi, intorno ai quali si consuma la notte tra folclore, danze e gastronomia, nel cui menu locale non può mancare il bollito, lo spezzatino di agnello e uova e cicorie.</p>
<p align="justify">Altre gustose specialità sono cicatèddhe e tròcchele p&#8217;a scardèddhe, tajinèddhe p&#8217;u sanghe dòce e p&#8217;i cice,, frettecèddhe p&#8217;i patane e carne a&#8217; cciopparèddhe; piatti a base di pasta fatta in casa con verdure, legumi o con sugo di carne.</p>
<h3 align="justify">Borghi in Puglia, Roseto Valfortore</h3>
<p align="justify"><strong><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/roseto-valfortore/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Roseto Valfortore</a> già nel nome emana profumo di rose e fiori.</strong></p>
<p align="justify">Adagiato su uno scosceso pendio della valle del Fortore, il borgo di Roseto si presenta ben conservato, come un piccolo scrigno di ricordi dell’arte locale degli scalpellini.</p>
<p align="justify">L’opera degli scapellini rosetani rappresenta il patrimonio artistico più importante del paese. Portali, colonne, bassorilievi sono stati realizzati da maestri che per secoli hanno lavorato la pietra della locale cava, situata a sud del borgo.</p>
<p align="justify">L’impianto urbanistico è di derivazione medievale e le viuzze si lasciano percorrere passo dopo passo in tranquillità, accogliendo i profumi e gli scorci di verde del vicino bosco <strong>Vetruscelli</strong>. Non potrebbe essere diverso, per un paese che prende nome dalla rosa canina e che le rose, oltre ad averle nello stemma, le coltiva anche lungo la strada principale.</p>
<p align="justify"><strong>La grande quantità di fiori e il tartufo nero che abbonda nei boschi fanno di Roseto la “città del miele e del tartufo”.</strong></p>
<p align="justify">Una denominazione di cui questo borgo dell’Appennino Dauno si fa vanto e che contribuisce alla considerazione in cui è tenuta la sua gastronomia, ricca di cibi semplici e genuini.</p>
<p align="justify">I vicoli del centro storico di Roseto partono tutti da<strong> Piazza Vecchia</strong>. Sono disposti secondo una tecnica di costruzione longobarda: a uno più largo su cui si affacciano le scalinate delle abitazioni, si alterna uno più stretto che funge da raccoglitore di acqua piovana.</p>
<p align="justify"><strong>Adiacente alla piazza Vecchia sorge maestosa la chiesa Madre, costruita dal feudatario Bartolomeo III Di Capua nel 1507.</strong></p>
<p align="justify">Da ammirare la balaustra, scolpita in pietra locale da artisti rosetani, mentre di fronte al lato sinistro della chiesa si nota il Palazzo Marchesale, anch’esso voluto da Bartolomeo III.</p>
<p align="justify">Il borgo è interessante, ma è la natura a dettar legge a Roseto, che conserva un ambiente di elevato pregio per la diversità biologica e paesaggistica. Risale, inoltre, al 1338 il primo mulino ad acqua, al quale ne seguirono altri, rimasti in funzione fino a qualche decennio fa.</p>
<p align="justify">Si tratta di splendidi esempi di architettura rurale, alcuni dei quali oggi perfettamente restaurati. Proprio nei locali dei Mulini ad Acqua si trova il <strong>Museo di Arte Antica</strong>, un esempio della lunga storia del borgo, ricco di attrezzi, testimonianze, utensili di epoche passate</p>
<h3 align="justify">Borghi in Puglia, Bovino</h3>
<p align="justify">Spostandosi verso il confine tra Puglia e Campania, ecco<a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/bovino/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Bovino</a> una località che, nel corso dei secoli, ha svolto un ruolo strategico nei collegamenti tra Adriatico e Tirreno.</p>
<p align="justify">Tracce del suo passato sono visibili nel borgo antico, distrutto e ricostruito più volte, che si caratterizza per l’interessante struttura urbanistica. Qui si ammirano ampi tratti della pavimentazione in pietra di fiume, volte a botte in mattoncini, palazzetti nobiliari e le caratteristiche corti.</p>
<p align="justify">Le casette bianche, le scalinate ripide dei vicoli, la verde campagna circostante completano il quadro, caratterizzato da un senso della storia, che qui appare infinita: come dimostrano i resti di mura di cinta romane nel rione Portella, i mosaici, le statuette di Ercole e i numerosi reperti custoditi nel <strong>Museo Civico </strong>che ha sede a Palazzo Pisani.</p>
<p align="justify">Un luogo, quest’ultimo, in cui si svolge l’<strong>Estate Bovinese</strong> con musica, cinema e mostre d’arte che termina il 29 agosto con la festa patronale della Madonna di Valleverde e il corteo della Cavalcata storica.</p>
<p align="justify"><strong>Sulla sommità di un colle, invece, si erge maestoso il castello o Palazzo Ducale con la sua torre normanna risalente all’XI secolo.</strong></p>
<p align="justify">Opera del conte normanno Drogone, il castello fu poi ampliato da Federico II di Svevia e nel Seicento trasformato in palazzo gentilizio dai duchi di Guevara.</p>
<p align="justify">Nei suoi saloni dalle volte a cassettoni e nel suo giardino pensile, hanno trovato ospitalità Torquato Tasso, Giovan Battista Marino, Maria Teresa d’Austria. Nel Palazzo Ducale è allestito anche il <strong>Museo Diocesano </strong>che consente di visitare le sale più belle della residenza dei Guevara. La collezione comprende il tesoro della cattedrale, ossia quadri, sculture, vasellame in oro e argento.</p>
<p align="justify">Il centro storico di Bovino svela altri tesori come la neoclassica<strong> chiesa Santa Maria delle Grazie</strong> e l’antichissima <strong>chiesa di San Pietro,</strong> interessante esempio di architettura romanica con elementi bizantini innestati su residui romani.</p>
<p align="justify">La<strong> chiesa di San Marco</strong>, inaugurata ne 1197, conserva dello stile bizantino la lunetta che sormonta il portale e custodisce le monumentali tombe di alcuni vescovi che hanno retto l’antichissima diocesi di Bovino, mentre si erge maestosa la<strong> Cattedrale</strong> sulla cui facciata, nel 1231, il maestro Zano, proveniente dalla Gallia, impresse il primitivo stile gotico che inaugurò la stagione del romanico in Puglia.</p>
<h3 align="justify">Borghi in Puglia, Locorotondo</h3>
<h4 align="justify">Una volta conosciute le località del territorio foggiano si va alla scoperta di un borgo particolare nella provincia di Bari.</h4>
<p align="justify">Un piccolo viaggio conduce a <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/locorotondo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Locorotondo </a>dove le case che profumano di calce, poggiate sulla splendida pavimentazione in pietra locale hanno un’altra particolarità, ovvero i loro tetti spioventi, chiamati cummerse.</p>
<p align="justify"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-112202" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/07/locorotondo-4714220_1280-e1626998872926.jpg" alt="" width="800" height="529" /></p>
<p align="justify">La bianca Locorotondo è il più bel balcone della Murgia dei Trulli, un ambiente fiabesco dai contorni mediterranei. I caratteristici tetti aguzzi fanno svettare in alto le facciate delle case, che all’interno presentano ambienti dalle tipiche volte a stella.</p>
<p align="justify">Il piccolo nucleo antico di Locorotondo sembra sospeso tra sogno e realtà con il bianco della calce che avvolge ogni cosa, fa da abbagliante sfondo alle architetture barocche in pietra locale ed esalta le macchie di colore intenso dei balconi fioriti.</p>
<p align="justify">Dal suo belvedere si ammira un mosaico di piccoli vigneti segnati da muretti a secco, macchie di bosco mediterraneo e argentei uliveti che circondano trulli, masserie e chiesette rurali, spesso dirute, sempre con la tipica copertura a cummerse.</p>
<h4 align="justify">Nel borgo storico non ci sono particolari emergenze architettoniche, ma tutto è grazioso, intimo e dona un senso di ordine e di rispetto, contornando i piccoli scrigni di fede e arte.</h4>
<p align="justify">Dalla<strong> piazza Vittorio Emanuele</strong>, dove due grandi pilastri ottocenteschi individuano l’antica <strong>Porta Napoli,</strong> si articola il percorso lungo il quale si trovano il <strong>Palazzetto del Comune</strong>, ora biblioteca Comunale, e il barocco Palazzo Morelli dallo splendido portale.</p>
<p align="justify">Più avanti, la chiesa Madre, dedicata a San Giorgio ed eretta tra il 1790 e il 1825 sul sito di altri tre precedenti edifici dedicati allo stesso santo. Accanto a questa si trova la chiesetta dell’<strong>Annunziata</strong>, sorta su un oratorio del 1633, che conserva all’interno alcune statue di legno e cartapesta.</p>
<p align="justify">A San Giorgio è anche dedicata la festa patronale del 22-23 aprile. Un evento che risale almeno al Seicento ed una cerimonia del dono che suggella la devozione popolare al santo, il cui culto fu introdotto nella Murgia dai Longobardi.</p>
<p align="justify">L’estate poi è tempo del<strong> Locus Festival</strong>, rassegna di musica con concerti negli angoli più suggestivi del borgo e della Sagra delle Gnumerèdde Suffuchète, la prima domenica d’agosto. Proprio quest’ultimo rappresenta il piatto del borgo con involtini di trippa d’agnello, legati con le budella dell’animale e cotti a lungo in tegami di terracotta.</p>
<p align="justify">E poi altre specialità come le immancabili orecchiette, la pasta fresca più conosciuta della cucina pugliese, la carne al fornello, cotta in forni a carbone a cui si aggiunge la secolare vocazione vitivinicola del borgo che ha favorito la produzione di vini bianchi di elevata qualità, come il famoso Bianco Locorotondo doc.</p>
<h3 align="justify">Borghi in Puglia, Cisternino</h3>
<h4 align="justify">Proseguendo il viaggio verso il sud della Puglia e restando affascinati dalle particolari costruzioni locali si arriva a <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/cisternino/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Cisternino</a></h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-112204" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/07/puglia-887177_1280.jpg" alt="" width="800" height="537" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/07/puglia-887177_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/07/puglia-887177_1280-300x201.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/07/puglia-887177_1280-768x516.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p align="justify">Un territorio dalla suggestione spirituale ed esoterica testimoniata dal passaggio, nel corso dei secoli, di santi e illuminati che vi hanno trascorso lunghi periodi di penitenza e preghiera e dall’origine misteriosa dei trulli con strani simboli sulla cupola conica.</p>
<p align="justify">Le orme lasciate nel vento dai cacciatori paleolitici, dai messapi, dai romani, dai monaci basiliani, dagli eremiti, dai califfi, hanno permesso di far nascere a Cisternino un festival interreligioso chiamato Suoni Sacri del Pianeta che, tra luglio e agosto, propone canti sacri da Oriente a Occidente nell’ emozionante cornice della valle dei trulli.</p>
<p align="justify">A Cisternino è suggestiva anche l’osmosi tra spazi interni ed esterni, dove ci si può affacciare e creare luoghi di aggregazione e condivisione. Un esempio di architettura spontanea in cui non viene seguito un piano prestabilito, ma rapporti umani da tessere tra le case imbiancate a calce e i vicoli stretti, tra gli archi e i balconi fioriti.</p>
<p align="justify">Nel borgo, invece, gli edifici storici di maggior pregio sono la <strong>torre normanno-sveva,</strong> alta 17 metri ed eretta nell’XI secolo dai Normanni, poi ricostruita in larga parte sul finire del XIV e rimaneggiata più volte nelle epoche successive e la <strong>chiesa di San Nicola</strong>, nota come chiesa Madre, edificata nel XII secolo sulla precedente chiesa basiliana dell’VIII secolo, di cui oggi restano le fondazioni.</p>
<p align="justify">Molto importante per il culto locale è la<strong> Chiesetta romanica della Madonna d’Ibernia</strong>, sorta intorno al 1100 nel periodo della formazione del casale di Cisternino.</p>
<p align="justify"><strong>La chiesa incorpora i resti di un preesistente cenobio basiliano costruito non distante da un precedente tempio pagano dedicato alla dea della fertilità Cibele.</strong></p>
<p align="justify">Al suo santuario viene portato in dono, nelle feste primaverili, lo stesso dolce, il chïrrùchele (dal latino auguraculum, dono propiziatorio), che i fanciulli pagani offrivano a Cibele per propiziarsi la fecondità.</p>
<p align="justify">Ma Cisternino è particolarmente nota anche per le <strong>macellerie del centro storico</strong>, connesse con le osterie. All’aperto, su tavoli di legno e con una bottiglia di vino, si consuma la carne comprata al banco e cucinata sul momento, preceduta o seguita da friselle e, cacio-ricotta, altre specialità del luogo.</p>
<h3 align="justify">Ancora più a sud si presenta l’incantevole Salento e si scopre un paesino come <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/otranto/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Otranto</a> da millenni una città porto ed il punto più a oriente d’Italia.</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-112205" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/07/otranto-2447733_1280-e1626999081614.jpg" alt="" width="800" height="535" /></p>
<p align="justify">L’antica città messapica fu greca, romana, bizantina, gotica, normanna, sveva, angioina, aragonese, sempre in costante dialogo con il mare. Attraverso le grandi istituzioni monastiche, gli insediamenti rupestri e gli anacoreti, ha aperto la porta alla Grecia, alla chiesa d’Oriente, alla luce di Bisanzio.</p>
<p align="justify">Una luce che ogni anno splende con l’<strong>Alba dei Popoli</strong>, suggestivo Capodanno che si festeggia per le vie del borgo salentino. Un luogo dalle spiagge di sabbia bianca e dall’acqua cristallina che lambisce i bastioni in cui è racchiuso il centro storico.</p>
<p align="justify">A sud della città, la strada litoranea segue i contorni di una costa alta e frastagliata, incontaminata e selvaggia, dalle lussureggianti pinete e che si estende per chilometri e chilometri, mentre nelle giornate più limpide è possibile intravedere le montagne dell’Albania, distanti 70 miglia.</p>
<p align="justify">Interessante anche il panorama urbano di questa cittadina murata in cui si entra attraverso la <strong>porta Alfonsina</strong>, che con le torri della cinta muraria, la <strong>Duchesca</strong> e la <strong>Ippolita</strong>, offre un esempio di architettura militare, frutto della nuova fortificazione della città realizzata dagli aragonesi dopo la devastazione turca del 1480.</p>
<h4 align="justify">Ma di gran pregio è sicuramente la “signora di Otranto”, la bellissima cattedrale espressione massima del romanico pugliese.</h4>
<p align="justify">Nel suo sobrio scrigno di pietra paglierina, dove all’esterno risaltano lo splendido rosone di stile gotico-arabo e il portale secentesco, racchiude un interno a tre navate, scandito da quattordici colonne in granito sormontate da capitelli romanici.</p>
<p align="justify">Nell’abside della navata destra sono custoditi i resti degli 800 abitanti massacrati dai saraceni nel 1480 per non aver voluto rinnegare la fede cristiana. Sono i <strong>Beati Martiri di Otranto</strong> che vengono ricordati e celebrati ogni anno tra il 12 e il 15 agosto.</p>
<p align="justify">Il pavimento della chiesa è ricoperto da un meraviglioso mosaico nel quale si distinguono tre grandi aree: l’albero della vita che va dalla navata centrale alle due laterali, il pavimento musivo, dal transetto fin sotto l’altare e le figure disposte intorno all’antico altare circolare.</p>
<h4 align="justify">Un altro elemento distintivo è il Castello Aragonese.</h4>
<p align="justify">Fatto costruire da Ferdinando d’Aragona inglobando le fortificazioni sveve e i miglioramenti dei turchi che avevano occupato la città per più di un anno nel fatidico 1480. Cinto da un fossato, il castello presenta una pianta pentagonale, tre torrioni cilindrici e, sul lato mare, un affilato bastione a lancia.</p>
<p align="justify">I resti dell’<strong>abbazia di San Nicola di Casole</strong>, invece, si trovano poco distanti dal centro di Otranto. All’antico cenobio basiliano del XII secolo, distrutto dai turchi nel 1480, si arriva percorrendo la litoranea per Santa Maria di Leuca.</p>
<p align="justify">La presenza monastica a Otranto fu rafforzata dall’arrivo di monaci al seguito dell’esercito di Bellisario che s’ispiravano all’insegnamento di San Basilio ed erano dunque la radice di quello che sarebbe diventato il monachesimo italo-greco. Oggi poco rimane di quello che è stato un grandioso monumento, oltre che un centro di cultura preziosissimo, i cui manoscritti sono conservati nei più importanti musei del mondo.</p>
<h3 align="justify">Borghi in Puglia, Presicce</h3>
<h4 align="justify">Spostandosi nell’entroterra e quasi verso la punta dello stivale si incontra <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/presicce-acquarica/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Presicce.</a></h4>
<p align="justify">Una località dove si concentra tutto il sapore del sud e la terra rossa del Salento con i suoi ulivi dai tronchi contorti e i muretti a secco accoglie a braccia aperte chiunque abbia compiuto questo intenso viaggio per arrivare fin qui.</p>
<p align="justify">A Presicce l’autenticità dei luoghi si può ammirare entrando nel centro storico ed inoltrandosi nel bianco labirinto di spazi in cui si alternano palazzetti nobiliari e cinquecentesche case a corte, dove uomini e animali vivevano in simbiosi, e l’architettura era fatta per consentire alla comunità di svolgere le proprie funzioni.</p>
<p align="justify">Gli stretti vicoli confluiscono negli slarghi scoperti in cui sono posti il pozzo e la pila, il lavatoio in pietra per lavare i panni, e generalmente le corti hanno doppia uscita.</p>
<h4 align="justify">A Presicce ogni palazzo ha il suo giardino o cortile, e il suo frantoio ipogeo.</h4>
<p align="justify">Sotto la città barocca, infatti, si nasconde un’altra città, quella della fatica, quella dei <strong>frantoi ipogei</strong> o “trappeti”, interessanti esempi di archeologia industriale. Da ottobre a marzo i “<strong>trappetari</strong>” restavano chiusi dentro questi antri sotterranei per la frangitura delle olive, con il mulo che metteva in moto la macina e il torchio per la spremitura delle olive.</p>
<p align="justify">A Presicce tutto ruota intorno all’oro giallo che qui ha gusto intenso, armonioso e fruttato e a cui è dedicata una festa, <strong>I Colori dell’Olio</strong>, il 17, 18 e 19 agosto con degustazioni guidate, visita al borgo e musica popolare. Nel territorio comunale ci sono 23 ipogei, di cui otto nel centro storico ed è possibile visitare quelli di piazza del Popolo, di vico Sant’Anna e di via Gramsci.</p>
<p align="justify">A Piazza del Popolo ha sede anche il <strong>Museo della Civiltà Contadina</strong> che comprende circa 300 suppellettili e attrezzi da lavoro distribuiti in diverse sale tematiche, appartenuti a contadini, maniscalchi, falegnami, fabbri, frantoiani, tessitrici, mentre Presicce in Mostra, la penultima domenica di Luglio e la prima domenica d’Agosto è un evento in cui avviene l’apertura al pubblico dei giardini delle dimore signorili, delle case a corte e dei frantoi ipogei del centro storico.</p>
<p align="justify"><strong>La visita del centro urbano di Presicce potrebbe iniziare da via Roma, dagli uffici comunali ospitati nel convento dei padri carmelitani.</strong></p>
<p align="justify">Nell’attigua <strong>chiesa della Madonna del Carmine</strong>, risalente alla seconda metà del XVI secolo sono pregevoli il coro settecentesco e tre dipinti di Saverio Lilli, pittore pugliese che fu valido interprete della pittura napoletana settecentesca nel Salento.</p>
<p align="justify">La facciata della chiesa madre, dedicata al<strong> patrono Sant’Andrea</strong>, completa nell’eleganza della pietra e nella sobrietà delle decorazioni la bellezza barocca di piazzetta Villani. La colonna votiva che svetta davanti alla chiesa Madre con la statua di Sant’Andrea in cima, è stata posta dai principi Bartilotti agli inizi del Settecento e la balaustra che la circonda è sormontata da quattro figure femminili incarnanti le virtù cardinali.</p>
<p align="justify">Proprio a Sant’Andrea è dedicata la festa patronale del 29-30 novembre in cui, la sera prima, si fa un grande falò in piazza chiamato “la focareddha”, seguito dai fuochi d’artificio, mentre durante la Novena del Santo Patrono, dalle quattro del mattino sino all’alba, il tipico tamburello della pizzica salentina suona per le strade del paese secondo un’antica tradizione.</p>
<h4 align="justify">Continuando a vistare Presicce, in Corso Italia, il neogotico Castello Arditi è frutto della trasformazione subita nel 1924 dall’originaria struttura settecentesca.</h4>
<p align="justify">Anche il <strong>Palazzo Ducale</strong>, in piazza del Popolo, ha subito modifiche di primo Novecento, evidenti nella merlatura neoguelfa, mentre non rimane nulla dell’antico fortilizio di metà Cinquecento.</p>
<p align="justify">La principessa Maria Cito Moles ha però lasciato la <strong>Cappella dell’Annunziata </strong>e il bellissimo <strong>giardino pensile</strong>, realizzati durante la ricostruzione del 1630. Il giardino, ricco di piante ornamentali, si articola su differenti altezze raccordate da rampe e scalinate, e ha al centro una fontana a forma di conchiglia. Gli agrumeti e le palme nei giardini rappresentano una particolarità di questo borgo, diventando luoghi d’incontro degli abitanti nelle sere estive ed incamerando la luce che li rende rigogliosi.</p>
<h4 align="justify">La terra di Leuca è ricca di bellezze paesaggistiche e artistiche, di folclore e di prelibatezze gastronomiche.</h4>
<p align="justify">In particolare, il Salento possiede una tradizione artigianale antichissima, proveniente dalle popolazioni che si sono succedute sul suo territorio.</p>
<p align="justify">Le abili mani degli artigiani modellano vasi, piatti, ciotole di terracotta, seguendo tecniche tramandate nei secoli, fin dai tempi dei Messapi. La lavorazione del ferro, del rame battuto, del legno d’ulivo, del giunco, della paglia e della pietra leccese ha ricevuto negli ultimi tempi notevole impulso.</p>
<h4 align="justify">Diverse botteghe artigianali sono presenti anche in un’altra piccola meraviglia come <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/specchia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Specchia</a> considerata tra i centri storici più interessanti del Salento.</h4>
<p align="justify">Situato in una posizione strategica che domina la pianura sottostante, il borgo di Specchia presenta strette stradine interrotte da rampe di scale che racchiudono un nucleo abitativo frutto di un’architettura spontanea che ha avuto origine nel XVI e XVII secolo, e che è giunta quasi intatta sino a nostri giorni.</p>
<p align="justify">Molto interessante la <strong>chiesa di San Nicola</strong>, edificata nel IX-X secolo e nel 1587 restaurata ed adattata al rito latino, come ricordato dalla lapide posta sulla facciata. Era di rito greco anche la <strong>chiesa di Sant’Eufemia</strong>, la cui abside è disposta verso oriente, secondo l’uso bizantino, perché da questo punto cardinale sorge il sole, simbolo della divinità di Cristo. La chiesa, databile tra IX e X secolo, è una piccola traccia di medioevo che rivive in questo angolo di Salento.</p>
<p align="justify">Delle antiche mura che cingevano il paese ad occidente rimangono solo pochi frammenti, mentre nelle mura di levante si nota un antico stemma che riproduce un mandorlo che cresce su un cumulo di pietre.</p>
<p align="justify">Il <strong>Castello Risolo</strong> è una struttura fortificata di impianto cinquecentesco, originariamente isolata e ora congiunta ad altre costruzioni tra le quali emergono due torrioni alti e quadrati posti sugli spigoli dell’antica costruzione quadrangolare.</p>
<h4 align="justify">Appartenuto a importanti famiglie, gli interventi di trasformazione da castello a palazzo marchesale, si devono ai marchesi di Specchia sempre tra il XVI e XVII secolo.</h4>
<p align="justify">Ma la parte più suggestiva del borgo è quella dietro il Castello, dove tra scalinate e strade brevi e strette, tra i vicoli e le corti, si svolge la vita della gente, quasi sempre all’aperto e contornata di eventi e manifestazioni culturali di vario genere.</p>
<h3 align="justify">Borghi in Puglia, <strong>Maruggio</strong></h3>
<p align="justify">L’itinerario tra i borghi pugliesi si conclude nella provincia di Taranto e affacciandosi sul mar Ionio dove si incontra <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/maruggio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Maruggio</strong></a> il cui fascino si allarga nello splendore del suo paesaggio, dominato da possenti ulivi secolari, e caratterizzato da Masserie, maestosi Trulli e muretti a secco che costeggiano.</p>
<p align="justify">Il centro storico del borgo, un tempo chiamato <strong>Terra Murata</strong> perché racchiuso nelle mura medievali, oggi è ribattezzato “Sciangài” in dialetto locale, per quel dedalo di vie strette e tortuose, su cui si affacciano antiche dimore, imbiancate a calce e arricchite da balconate rinascimentali di rara bellezza.</p>
<p align="justify">Le logge e le facciate dei palazzi storici, che recano importanti testimonianze della presenza a Maruggio dei Templari e dei Cavalieri di Malta, sorgono intorno alla splendida <strong>Chiesa Madre SS. Natività di Maria Vergine</strong>, edificata nel 1400 dai Cavalieri di Malta, usando integralmente il carparo, la pietra estratta direttamente dalle cave salentine, il cui colore giallo dipinge di oro tutto il borgo antico.</p>
<p align="justify">Della stessa epoca è il Palazzo del Commendatore che fiancheggia la piazza principale del paese, in fondo alla quale c’era la cosiddetta Porta Grande.</p>
<p align="justify"><strong>Più volte rimaneggiato, conserva al piano terra dei piccoli frantoi.</strong></p>
<p align="justify">I Cavalieri di Malta realizzarono anche la <strong>Chiesa di San Giovanni</strong> fuori le mura, in onore del loro Patrono, con annesso un piccolo ospedale oggi completamente scomparso. Altro storico monumento di indiscussa importanza è il <strong>Convento dei Frati Minori Osservanti</strong>, oggi sede del comune. Al suo ingresso l’incantevole chiostro con il suo maestoso portico, articolato in venti arcate divise da pilastrini ottagonali e impreziosite da 28 lunette con affreschi seicenteschi.</p>
<p align="justify">A poca distanza dal centro storico si trova il<strong> lido di Campomarino di Maruggio</strong>, piccola località turistica balneare. La costa maruggese offre spiagge prevalentemente sabbiose, arricchite da un mare cristallino e dalle bellissime dune, la cui altezza arriva fino a 12 metri sul livello del mare.</p>
<p align="justify">Le <strong>Dune di Campomarino</strong><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">,</span></span> individuate come Sito di Interesse Comunitario, si sono originate tra 7500 e 3500 anni fa, sono fra le meglio conservate in Italia e hanno sviluppato una rigogliosa macchia mediterranea, con una vegetazione arbustiva di ginepro, lentisco, rosmarino e timo.</p>
<p align="justify">Gli aromi tipici del territorio rappresentano anche l’ingrediente principale della tradizione gastronomica maruggese, strettamente legata alla locale produzione agricola e alla pesca.</p>
<p align="justify">Con gli ortaggi locali si preparano piatti tipicamente pugliesi, fra cui melanzane ripiene, pipaluri spritti, fiori di zucchina fritti. Due prodotti da forno esclusivi di Maruggio sono “<strong>le Puddiche”</strong> e “<strong>li Pezzuri</strong>”.</p>
<p align="justify">Le Puddiche sono un tipico pane speziato preparato in tutte le case nel periodo pasquale con un impasto di acqua, farina e olio con chiodi di garofano, cannella e pepe.</p>
<p align="justify"><strong>Li “Pezzuri” invece sono dei calzoni cotti al forno.</strong></p>
<p>Ogni piatto della cucina maruggese si accompagna ai pregiati vini locali, dei vitigni di “Malvasia nera”, probabilmente importata dai Cavalieri di Malta e di “Primitivo” pregiato vino dall’armonia unica di colori, profumi e sapori, particolarmente rigogliosi grazie alla vicinanza del mare.</p>
<p align="justify">Maruggio, inoltre, offre anche una serie di festività religiose ed eventi, specialmente nel periodo estivo, che lo rendono, dal punto di vista culturale, un’interessante meta in cui soggiornare. Dopo la <strong>festa dei Santi Patroni</strong> “<strong>San Giovanni e San Cristoforo</strong>” , il 13 e 14 Luglio, Maruggio e Campomarino ospitano una serie di manifestazioni, tra cui il “<strong>Raduno Nazionale delle piccole bande</strong>” con la presenza di numerose associazioni bandistiche provenienti da tutto il Sud d’Italia, la “<strong>Strada dei Saperi e dei Sapori</strong>” e il “<strong>Primitivo Jazz Festival</strong>”, appuntamenti imperdibile che si svolge tra arte, cultura e musica con varie esposizioni di oggetti della tradizione contadina e mostre allestite tra i vicoli e le corti del centro storico.</p>
<p><em><strong>Alessandro Campa</strong></em></p>
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		<title>I borghi più belli d’Italia: Sicilia</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Jun 2024 10:10:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ricca di storia e antiche vestigia Affascinante isola ricca di storia e antiche vestigia. Un ingresso speciale conduce alla scoperta della Sicilia dalla città di Messina. E proprio in questa provincia si possono scoprire dei piccoli ed incantevoli tesori nascosti che vanno a descrivere in modo completo questo lembo di terra affacciato sul Mediterraneo. Il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 align="center"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-115855" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/08/cefalu-3749526_1280.jpg" alt="cefalù sicilia" width="800" height="529" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/08/cefalu-3749526_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/08/cefalu-3749526_1280-300x198.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/08/cefalu-3749526_1280-768x508.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3 style="text-align: left;" align="center"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ricca di storia e antiche vestigia</span></span></h3>
<p><span id="more-115812"></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Affascinante isola ricca di storia e antiche vestigia. Un ingresso speciale conduce alla scoperta della Sicilia dalla città di Messina. E proprio in questa provincia si possono scoprire dei piccoli ed incantevoli tesori nascosti che vanno a descrivere in modo completo questo lembo di terra affacciato sul Mediterraneo.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il viaggio nei borghi siciliani inizia da </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/castroreale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Castroreale</b></span></span></a><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> paesino di tremila abitanti svettante su vallate e colline di una parte della Sicilia accarezzata dal Mar Tirreno. </span></span></span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Castroreale offre in ogni suo angolo una sintesi di arte e natura. Se si distoglie lo sguardo dai monumenti, questo corre subito agli splendidi panorami circostanti, come quello su Capo Milazzo e le isole Eolie che si ammira dal belvedere di </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Piazza delle Aquile.</b></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Alla bellezza di un paesaggio dolce e cangiante, fatto di pendii e crinali, corrisponde un prezioso assetto urbano. Portali bugnati del XVI e XVII secolo, balconi su mensole in pietra frutto del lavoro secolare di lapicidi locali e poi le tribune dorate delle chiese, le sculture di pregio, i preziosi arredi sacri del Museo parrocchiale: sono le testimonianze del suo passato di città alleata dei re aragonesi, che Castroreale custodisce con cura.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sul fianco orientale del </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Duomo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> una lapide del 1693 sormontata da tre aquile di marmo ricorda i privilegi concessi a Castroreale da Filippo IV di Spagna. Il portale che si apre lì accanto è di gusto tardo manieristico siciliano, così come lo è l’altro elegante portale marmoreo che si apre su piazza Duomo. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La chiesa, eretta nel primo trentennio del Seicento e dedicata all’Assunta, conserva al suo interno notevoli opere d’arte, tra cui risaltano subito agli occhi l’elegante statua marmorea di Santa Caterina di Antonello Gagini, autore anche di un’acquasantiera e della scultura di Santa Maria di Gesù. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Percorrendo il corso Umberto I si arriva alla </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa della Candelora,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> risalente alla fine del XIV</span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">secolo, che probabilmente era la cappella del castello di Federico II d’Aragona. Il portalino di tipo durazzesco e la cupoletta in stile arabo sono le sopravvivenze originarie della chiesa. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Al suo interno si ammira la grandiosa tribuna di legno</span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">dell’altare maggiore, riccamente intagliata e indorata d’oro zecchino, magnifica espressione dell’artigianato artistico messinese in epoca barocca.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Su </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Piazza Peculio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, invece, si affacciano il monte di Pietà, fondato nel 1581 dalla confraternita di San Leone con finalità assistenziali, e la fiancata meridionale della </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa del Santissimo Salvatore</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, eretta verso la fine del Quattrocento nel cuore della Giudecca, il quartiere ebraico, e successivamente ingrandita e ornata di stucchi barocchi. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ma a Castroreale è necessario soffermarsi ad ammirare altri due importanti edifici sacri.</span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>La chiesa di Santa Marina</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, costruita nel periodo normanno-svevo, che unisce elementi di gusto romanico locale con decorazioni barocche e ingloba strutture appartenenti al sistema di fortificazione aragonese. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">E poi l’adiacente </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di Sant’Agata</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, attestata già nei primi anni del secolo XV e ampiamente rimaneggiata nel 1857, che custodisce, oltre alla devozionale immagine seicentesca del Cristo Lungo, una splendida Annunciazione di Antonello Gagini. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A Castroreale la sacralità si manifesta anche in estate con la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Festa del Cristo Lungo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. La liberazione del paese dal colera nel 1854, attribuita al Santissimo Crocifisso, è ricordata portandone in processione il simulacro in cartapesta e a grandezza naturale.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il Cristo, montato su un legno alto 12 metri, viene inalberato e condotto nel pomeriggio del 23 agosto nella chiesa Madre, dove rimane esposto fino al pomeriggio del 25, quando viene restituito, sempre in processione, alla chiesa di Sant’Agata. Le operazioni di inalberamento e abbassamento del Cristo richiedono la maestria dei “forcinari” e dei portatori della “vara”.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Agosto è anche il mese di altri eventi come </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Castroreale Jazz,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> rassegna nata nel 2000 che ospita artisti di livello nazionale e internazionale e di </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Passeggiata Notturna</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, visita guidata del borgo tra danze, musica, degustazioni.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sempre nello stesso mese, in più, ha luogo la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sagra del Biscotto Castriciano</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Chiamato anche il “biscotto della badessa”, perché ideato, secondo tradizione, dalle monache del convento delle Clarisse, è il dolce per eccellenza del borgo con aroma di semi di anice e una ricetta gelosamente custodita dai produttori locali. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Esiste in due versioni: quella dura, adatta a essere inzuppata nella granita o nel vino dolce, e quella morbida, farcita con nutella o marmellata. Una nota salata viene invece offerta dagli imperdibili maccheroni di grano duro fatti in casa, conditi con ragù di maiale, oppure “alla norma” con melanzane e una spolverata di ricotta salata.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A</span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/san-marco-dalunzio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b> San Marco d&#8217;Alunzio</b></span></span></a> <span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">si va a </span></span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">lezione di storia dell’arte.</span></span></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Si visita un museo a cielo aperto racchiuso in questo antichissimo paese della provincia di Messina, alto sui Nebrodi, dai quali domina la costa tirrenica da Cefalù a Capo d’Orlando.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Rovine di un tempio ellenistico, ruderi normanni, affreschi bizantini, vasi greci d’argento a rilievo. Da qui sono passati tutti e le pietre di marmo rosso di San Marco raccontano la storia millenaria di un paese che, anche nelle murature più ordinarie, rivela materiali di architetture di epoche diverse, in una commistione culturale che è il fascino stesso della Sicilia.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nella parte più alta dell’abitato si scorgono i ruderi del </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>castello di San Marco</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, fatto edificare da Roberto il Guiscardo a partire dal 1061 sui resti di una fortificazione preesistente. Fuori delle mura, prima di entrare nel centro storico, si nota in posizione isolata la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di San Marco</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, costruita sopra il tempio di Ercole risalente al IV secolo a.C. e del quale non restano che pochi blocchi in pietra tufacea.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tra le chiese ancora presenti sul territorio, San Teodoro, chiamata anche </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Badia piccola</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, è sorta nel XVI secolo sui resti di una cappella bizantina, ha pianta a croce greca e ciascun braccio quadrato termina in una cupoletta. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>monastero delle Benedettine</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, edificato nel 1545, è stato di recente ristrutturato per accogliere il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Museo della Cultura e delle Arti Figurative Bizantine e Normanne</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che si articola in tre sezioni, Archeologia, Arti figurative bizantino-normanne e Medioevo nei Nebrodi.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’unità archeologica comprende reperti ceramici e un ricco lapidario di epoca greco-romana, e vanta tra i pezzi più interessanti un’ara sacrificale dedicata ad Augusto, mentre la sezione sulle arti figurative bizantino-normanne è posta nell’ex chiesetta detta dei “Quattro Santi Dottori della chiesa d’Oriente” per degli affreschi che raffigurano questi personaggi della chiesa orientale.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La parte sul Medioevo nei Nebrodi custodisce alcuni reperti e una ricca documentazione iconografica sui principali aspetti dell’architettura, della scultura, delle arti minori e della cultura dell’intera area nebroidea fino al XIV-XV secolo.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa della Madonna Annunziata</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, situata all’inizio del paese come a guardia dell’abitato, fu costruita probabilmente sui resti di un tempio pagano ma nel corso dei secoli ha subito diverse trasformazioni, alcune delle quali sono documentate da affreschi bizantini ritrovati sotto l’intonaco dei muri. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ma a San Marco d’Alunzio non ci sono solo edifici sacri, ma anche eventi carichi di spiritualità, come la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Festa del Crocefisso di Aracoeli</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, l’ultimo venerdì di marzo. Il crocefisso è portato in processione da 33 </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>babbaluti,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> incappucciati e vestiti con un saio blu, secondo una tradizione che si ripete dal 1612.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nel pomeriggio il Cristo viene posto nel </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>sapurcu</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, un mausoleo allestito con drappi rossi e gialli e illuminato da centinaia di candele, che rappresenta il Pretorio di Pilato e che da terra si innalza fino alla cupola della chiesa dell’Aracoeli.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A questa segue la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Festa dei Santi Patroni San Marco Evangelista, San Nicola di Bari e San Basilio Magno</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, dal 30 luglio al 2 agosto. Vari eventi si susseguono, tra cui la processione di San Basilio con decine di torce (ceri alti un metro ornati di basilico, fiori, nastri e foulard) portate dai devoti che precedono e seguono la vara e la benedizione e distribuzione ai fedeli delle collure, ciambelline di pasta azzima. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’anima di </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/montalbano-elicona/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Montalbano Elicona</b></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> va cercata nell’antico borgo, tornato a vivere con un progetto comunale di recupero che lo ha trasformato in albergo diffuso, un vero e proprio Medieval Resort.</span></span></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sono circa cinquanta le casette del centro storico, distribuite in un dedalo di viuzze, ognuna di varie dimensioni e diversa tipologia, che sono state ristrutturate e restaurate nel rispetto dell’atmosfera e dell’architettura medievale.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le casette sono state destinate a campus universitari e a case albergo, in cui, dal 2008 si svolge l’</span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>International Summer School</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> aperto a studenti italiani e stranieri che, tra luglio e agosto, fanno rivivere l’antico borgo. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un giro nel centro storico di questo incantevole paesino conduce in un’atmosfera arcana, in cui si viene piacevolmente confusi dalla miriade di vicoli che si intrecciano fra loro formando un affascinante labirinto.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’elemento storico architettonico più significativo di Montalbano Elicona è il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>castello</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che domina un tessuto urbano medioevale irregolare e tortuoso. Edificato su preesistenze bizantine e arabe, il castello è costituito in alto da un fortilizio normanno-svevo e in basso dal palatium fortificato svevo-aragonese. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Al re Federico II d’Aragona si deve invece la ricostruzione dell’edificio e la sua trasformazione da fortezza in residenza reale per i soggiorni estivi. Grazie alla ristrutturazione operata dal re aragonese, il castello di Montalbano è una delle opere più unitarie e armoniose del medioevo siciliano. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il castello, oggi, viene utilizzato per mostre e convegni, ma è anche sede del </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Museo delle Armi Bianche</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> Unico nel meridione, è articolato in tre sezioni e copre, con intento didattico, un periodo storico che va dal X al XVI secolo, offrendo, nell’insieme, la spettacolare visione di una imponente sala d’armi. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il luogo di culto più prossimo al castello è la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di Santa Caterina</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, la cui facciata mostra un bel portale in stile romanico. Eretta intorno al 1300, conserva all’interno una pregevole statua marmorea della santa poggiata su un prezioso basamento a bassorilievo, attribuita alla scuola del Gagini.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Dal </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>belvedere Portello</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> si abbracciano con lo sguardo le vette dei Nebrodi, il capo Milazzo e le isole Eolie. A piedi o a cavallo, lungo suggestivi sentieri, torrenti o laghetti di acque limpide, il territorio di Montalbano offre piacevoli escursioni naturalistiche alla scoperta di paesaggi di grande fascino e di misteriose testimonianze di antiche civiltà. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un notevole interesse etno- antropologico viene rappresentato dai </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>cùbburi,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che potrebbero essere delle postazioni militari di un sistema di comunicazione Ionio-Tirreno, ma più verosimilmente rifugi silvo-pastorali di età preromanica, veri capolavori di ingegneria rurale in grado di garantire un’efficace difesa dal freddo.</span></span></p>
<p align="justify">
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">E all’antico mondo contadino e pastorale è legata anche la tradizione gastronomica di Montalbano Elicona.</span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> Sono innanzitutto ottimi i prodotti della pastorizia: la ricotta, fresca e salata, i formaggi e le provole, queste ultime, autentico capolavoro dell’arte casearia, presentate anche sotto forma di figure animali come i cavalluzzi di tumma. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">E così pure i dolci a base di nocciole, di lavorazione artigianale, che arricchiscono i pranzi e le cene. Unici in tutta l’isola sono i </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>biscotti a ciminu</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, cioè con i semi di anice, dal gusto forte e particolare, legati alle festività pasquali.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Una cucina fatta di elementi semplici e nello stesso tempo genuini, ricchi di sapori e profumi, come la pasta e fagioli, le fave a maccu e i maccheroni. Piatti comuni che diventano speciali grazie all’aggiunta di alcuni ingredienti come il finocchio selvatico e a </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>scurcilla</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, la cotica di maiale, nella pasta e fagioli, oppure </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>u sutta e suvra</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> (lardo e carne) e ricotta al forno grattugiata nei maccheroni al sugo di maiale. Per i secondi piatti si prediligono, in genere, gli arrosti di carni ovine e caprine.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Lasciando la costa tirrenica la strada si contorce sempre di più in un susseguirsi di tornanti, finché si apre alla vista un paese di pietra allungato su un costone roccioso che sbuca dai boschi.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’impressione di essere finalmente nel cuore dei monti, a </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/novara-di-sicilia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Novara di Sicilia</b></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> è netta.</span></span></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">E non solo d’inverno, quando il lento fioccare della neve imbianca gli spioventi tetti di tegole di cotto e le cime dei campanili. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Patria dei mitici Ciclopi, Novara ha accolto nell’abbazia il sommesso pregare dei monaci e, nei tortuosi vicoli, il transito degli animali da soma, facilitato dal minimo salto di rottura fra un gradino e l’altro.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’immagine del paese viene dalle strade in basole di pietra, dai portali del Duomo e delle altre chiese, dalle mensole e dai supporti sottostanti degli antichi palazzi, tutte opere realizzate tra il ‘500 e il ‘700. Ma qui si può ancora vedere qualche </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>cannizza</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> sulla quale vengono messi ad essiccare al sole fichi, pomodori e altri prodotti della terra.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’uso della pietra, che sul territorio affiora un po’ ovunque, testimonia l’importanza dell’arte dello scalpellino che si tramandava di padre in figlio. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’arenaria è stata utilizzata nelle costruzioni civili e con elaborazioni di grande pregio in quelle religiose, dove sono presenti anche molti elementi architettonici realizzati in cipollino, un’altra pietra locale, rossa e marmorea. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nel borgo si è avviato da qualche tempo il recupero delle lavorazioni artigianali (scalpellini, ebanisti e fabbri) che erano state abbandonate.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In un incantevole scenario naturale a valle di un imponente sperone di roccia si erge la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Rocca Salvatesta</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, che raggiunge i 1340 m. Oggi ne restano i ruderi, ma conserva immutata la propria bellezza. Dalla cima si gode l’ampiezza della vallata che scende verso il mare: spingendo lo sguardo sino all’orizzonte si vedono le isole Eolie.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La via Dante Alighieri collega l’area del Castello al sottostante </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Duomo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> del XVI secolo, raggiungibile anche percorrendo la via lastricata che inizia dalla piazza principale. La chiesa presenta una bella facciata monumentale con un’ampia scalinata; l’interno è a tre navate delineate da colonne monolitiche in pietra. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nella parte bassa del borgo si trova invece la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa monumentale di San Giorgio Martire</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, secentesca, oggi adibita ad auditorium, presenta sulla facciata principale un gioco di rimandi con il colonnato interno su cui poggiano i tetti. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ancora più suggestiva la cinquecentesca </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di Sant’Antonio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, che conserva il portale in stile normanno e la torre campanaria a guglia, sontuosa e finemente decorata, oltre a custodire statue lignee e dipinti su tela.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nel periodo di Carnevale, Novara di Sicilia è caratterizzata da un evento particolare come il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Gioco del Maiorchino</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, che ha inizio il 17 gennaio e consiste nel lanciare una ruzzola di cacio, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>a maiurchèa</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, lungo un percorso predeterminato, da parte di squadre contendenti.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il gioco culmina nella </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sagra del Maiorchino</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, il martedì grasso, con la preparazione della ricotta che viene consumata in serata insieme ai maccheroni conditi con sugo di maiale e cosparsi di maiorchino grattugiato. Novara, appunto, è nota per </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>il maiorchino</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, un particolare formaggio pecorino stagionato da più di otto mesi, le cui forme hanno 10-12 cm di spessore, 35 cm di diametro e un peso di 10-12 kg.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il Festino di Mezz’agosto, invece, ha luogo dal 14 al 16 agosto, con la tradizionale processione notturna dell’Assunta, prima patrona del borgo. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La vara dell’Assunta, illuminata da 142 candele, pesa una tonnellata e viene portata a spalla da oltre 30 uomini.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il piatto tradizionale del festino di mezz’agosto è la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>pasta ‘ncasciada</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> condita con ragù di vitello e castrato, polpette sbriciolate, melanzane, uova e pan grattato. Un altro piatto tipico, dal bel nome di </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>lempi e trori</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> (lampi e tuoni), è preparato con fagioli, cicerchia, granoturco, lenticchie e grano bolliti e conditi.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Altre specialità sono la ricotta infornata, le provole, le nocciole e squisiti dolci come </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>u risu niru</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, riso mescolato a nocciole tostate con aggiunta di cacao, caffè, buccia d’arancia candita e cannella</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>, i cassatelli</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, frolle con impasto di fichi secchi, miele, cannella, nocciole, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>a pignurada</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, un impastato di frolla tagliata a dadini e fritta e </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>i “diti d’apostolo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">”, uno speciale cannolo di ricotta con l’involucro di pasta ricoperto di glassa.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Arrivati a</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/savoca/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Savoca</a> </b></span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">si intuisce che le pietre millenarie, i conventi, le piante e il mutevole paesaggio, hanno una voce: raccontano storie affascinanti che emergono dal polveroso passato.</span></span></span></span></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Come quella dell’origine normanno-saracena del borgo, che prenderebbe il nome dall’arabo sabak, che significa unire, perché i saraceni avrebbero riunito in un unico mandamento i castelli della zona.</span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">E per capire il mistero di questo posto basta alzare lo sguardo verso ciò che resta del </span></span></span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>castello dei Pentefur,</b></span></span></span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> i mitici fondatori di Savoca, una comunità di probabile origine fenicia che si stanziò, in epoca imprecisata, sul colle che ancora ne porta il nome.</span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Aveva ragione Leonardo Sciascia a dar credito al detto popolare secondo cui Savoca ha sette facce. Da qualsiasi parte si guardi, infatti, l’orizzonte offre scenari sempre nuovi: dall’azzurro del mar Ionio all’aspra costa calabra, dai verdi monti Peloritani all’Etna maestoso, dalle cisterne scavate nella roccia alle case separate da strapiombi dove attecchiscono il cappero e la ginestra. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sette panorami tutti diversi offerti da un borgo che accoglie tra le sue strade lastricate con blocchi di basalto di pietra lavica, le case restaurate con i tetti di coppi siciliani, i portali e le finestre in pietra locale. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Dalla trecentesca porta della città, costituita da un arco a sesto acuto in pietra locale, si accede al centro storico, dove subito si incontrano </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>l’antico Municipio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo Archimandritale</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, di cui rimangono poche vestigia. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di San Michele</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, di epoca anteriore al 1250, era anche il luogo di culto del castello, caro agli Archimandriti. Sul prospetto spiccano due bellissimi portali in stile gotico-siculo con archi in pietra arenaria.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di San Nicolò</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, impropriamente detta di Santa Lucia poiché custodisce la statua della patrona di Savoca risale all’inizio del XIII secolo e apparteneva anch’essa all’Archimandrita. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Costruita su un massiccio spuntone di roccia, sembra protesa sul vuoto.</span></span></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ma il più importante monumento di Savoca è la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa Madre del XII secolo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, alla cui giurisdizione erano soggette tutte le altre chiese, urbane e rurali, del territorio. A tre navate con capitelli in stile romanico, ma la costruzione originaria risale al periodo normanno. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Qui c’era la cattedra dell’Archimandrita: sul soglio ligneo, che si conserva ancora, è effigiato lo stemma archimandritale. Recentemente sono affiorati affreschi murali tardo-medievali riconducibili all’iconografia bizantina: un dipinto raffigura San Giovanni Crisostomo, il padre della chiesa cristiana d’Oriente. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il luogo si fa apprezzare per gli itinerari naturalistici. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>percorso del mito</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> è collegato al Museo Comunale e si snoda, a partire dal Pizzo di Cucco, tra viottoli, antiche trazzere e colline dove abbondano i segni della civiltà contadina: casolari di pietra, recinti e pagliai dei pastori.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>percorso storico,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> consiste nelle visite guidate ai monumenti, alle chiese e ai musei del centro storico, tenendo sotto osservazione le “sette facce di Savoca”, i sette diversi punti panoramici del borgo medievale. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il terzo fine settimana di novembre ha luogo </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Savoca Sapori</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, mostra mercato dell’enogastronomia e dell’artigianato locali, con degustazione di prodotti tipici. Tra le specialità da gustare sicuramente rientrano le tagliatelle di pasta fresca fatte a mano, condite con finocchietto selvatico e ragù di maiale, sono la prima delizia che offre Savoca. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In alternativa, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>i maccarruna</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, maccheroni di pasta fresca con le cotiche di maiale, solo in estate sostituite dalle melanzane e, tra i secondi, la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>tagghiata,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> una grigliata di carni suine e ovine di produzione locale.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Solo qui, la famosa granita siciliana al limone è servita con la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>zuccarata,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> il biscotto locale. Savoca, poi, fa uno speciale </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>pane cunzatu</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, condito con olio di oliva, peperoncino e origano, e a </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>cuzzola,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> pasta fresca a lievitazione naturale, fritta in olio di oliva e arrostita sul carbone. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tra cielo e mare</span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/castelmola/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b> Castelmola</b></span></span><b> </b></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">è la vertigine della visione.</span></span></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Entrano nel suo campo visivo, in un tripudio di fichi d’India, il maestoso Etna con i paesi aggrappati alle sue pendici, la costa ionica, il golfo di Giardini-Naxos, lo stretto di Messina e le coste calabre.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un occhio vigile sul mare, le spalle alla montagna, il cuore dentro un castello in rovina.</span></span><b> </b><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Con le sue viuzze che si intersecano e si incontrano nella piazza principale, Castelmola rivela subito l’insediamento medievale. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">I colori delle abitazioni variano dal giallo al beige e al rosa antico, i tetti a falde inclinate portano ancora i coppi “alla siciliana”. L’antico arco che segna l’ingresso nel paese è rimasto isolato dopo la costruzione di </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>piazza Sant’Agostino</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> nel 1954. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Proprio la piazza, realizzata a mosaico in pietra bianca lavica, restituisce l’atmosfera siciliana nei marciapiedi alberati in cui sono collocati i sedili in pietra e i belvedere dai quali l’occhio spazia su Taormina. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di Sant’Antonino</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, riadattata ad Auditorium comunale, è in realtà molto antica e si affaccia sulla piazza, su cui si presenta anche lo storico </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Caffè San Giorgio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, fondato nel ’700 dai monaci e adibito a taverna. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Presso l’Auditorium comunale, ad agosto e settembre, va in scena </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>l’Opera dei Pupi</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, lo spettacolo teatrale che rievoca le imprese dei paladini francesi contro i Saraceni affonda le radici nella storia e nella tradizione popolare siciliane.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ma un’altra particolarità risiede anche nel Caffè San Giorgio: l’invenzione, da parte di Don Vincenzo Blandano, del </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>vino alla mandorla</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, che veniva di solito offerto in segno di benvenuto su per il colle di Mola. Pane casereccio, maccheroni fatti in casa, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>cuddure </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">(ciambelle pasquali fatte con le uova),mostarda, fichi secchi con le noci, vino, olive e capperi, sono gli altri prodotti di questa terra generosa.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Si procede la visita di questo borgo arrivando in </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>piazza Duomo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> per vedere la chiesa Madre, che nel 1934 ha ricoperto di nuove forme i precedenti stili che vanno dal romanico al gotico. All’interno vi sono quattro altari marmorei posti uno di fronte all’altro e una statua lignea della Maddalena della scuola del Bagnasco. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sulla scorciatoia che porta a Taormina si incontra la piazzetta-belvedere con la piccola </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di San Biagio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, semplice e umile, la prima sorta a Castelmola dopo l’arrivo di San Pancrazio a Taormina per portarvi la religione cristiana.</span></span></p>
<p align="justify">
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Castelmola è anche </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Città degli Artisti</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tutto l’anno, infatti, artisti di levatura nazionale e internazionale sono invitati a trascorrere un periodo a Castelmola, in case del centro storico trasformate in atelier e laboratori, in cambio del dono di una o più opere che andranno a costituire la collezione del Museo d’Arte Contemporanea.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il viaggio tra i borghi siciliani prosegue verso sud con </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/castiglione-di-sicilia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Castiglione di Sicilia</b></span></span> </a><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">il cui cuore si nasconde tra</span></span></span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> la neve dell’Etna mista a fiumi di lava e il gorgogliare delle acque dell’Alcantara nelle loro gole.</span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un territorio che è sintesi dei quattro elementi: la terra delle campagne, l’acqua dell’Alcantara, il fuoco del vulcano e l’aria di mezza montagna. L’abitato di Castiglione è posto su una collina che domina la sponda sud del fiume Alcantara e si presenta dunque come un tipico centro d’altura, con le case disposte lungo un ripido pendio. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nel punto più alto si confrontano le sedi del potere civile e religioso. Si arriva in salita ad una piazzetta, intitolata a Sant’Antonio, in uno dei quartieri più antichi di Castiglione, quello dei </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Cameni.</b></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In quest’area sono sparsi alcuni dei più importanti edifici civili, come i palazzi Camardi, Imbesi, Sardo. Da piazza Lauria si scende lungo la via Federico II per visitare la chiesa di San Marco di origine normanna e poi si sale una ripida scalinata che conduce ai ruderi di una fortificazione dello stesso periodo, o più probabilmente bizantina, chiamata </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Castelluccio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sempre da piazza Lauria una panoramica strada conduce verso la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>basilica della Madonna della Catena,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> la chiesa più importante del paese. Iniziata nel 1655, è preceduta da una bellissima scalinata e presenta una monumentale facciata barocca realizzata da Baldassarre Greco.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Più avanti, posto su una rupe d’arenaria, il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>castello di Ruggero di Lauria</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> è di quasi certa origine normanno-sveva. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La sua importanza nelle epoche passate è tale da aver dato il nome al paese. Uscendo dal borgo e prendendo la via San Vincenzo, si trova un’altra fortificazione: un torrione cilindrico noto come </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Cannizzu </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">risalente al XII secolo e simbolo della città di Castiglione</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Poco più a ovest, in direzione di Randazzo e in aperta campagna, si trova una delle più interessanti testimonianze dell’architettura bizantina siciliana, la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>cuba di Santa Domenica</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. Le cube sono le cappelle erette da monaci basiliani tra il VII e il IX secolo e quella di Castiglione, del VII secolo, è a croce greca con pianta quadrata. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nel comune di Castiglione ricade la maggior parte del </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Parco regionale fluviale dell’Alcantara</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, uno dei più importanti fiumi siciliani, che prende il nome dall’arabo al-Quantarah, “il ponte”, a indicare il ponte romano in pietra lavica nei pressi di Calatabiano, ammirato dai conquistatori arabi. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le profonde voragini note come le </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>“gole dell’Alcantara</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">” sono dunque blocchi di basalto scavati dall’acqua, somiglianti a un canyon.</span></span></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le colate laviche uscite dalla bocca dei vulcani un milione d’anni fa, le creste dentellate che formano le pareti rocciose a forte pendenza e le acque freddissime del fiume, hanno contribuito alla fama di queste gole alte fino a 50 metri.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ad agosto Castiglione e i suoi Sapori invita tutti a gustare le specialità gastronomiche locali, dai maccheroni con ragù di maiale e ricotta al forno alle </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>fave a maccu</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> o alla carne che si cuoce rigorosamente alla brace, sia essa di maiale, capretto o agnello. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tra i favolosi dolci del luogo sono da ricordare almeno le frittelle di ricotta fresca chiamate </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>sciauni</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, mentre </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>l’Etna Doc </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">si presenta come il vino prodotto del borgo. Nero, robusto e caldo: il vino figlio del vulcano non può essere che così. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Superando Catania ed addentrandosi nell’ entroterra isolano si trova invece </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/militello-in-val-di-catania/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Militello in Val di Catania</b></span></span></a></h4>
<p align="justify"><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Dove l</span></span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">a chiesa Matrice dedicata a San Nicolò e al Santissimo Salvatore è ricca di tesori artistici, argenti, stampe, sculture, dipinti, esposti per la maggior parte nel Museo San Nicolò realizzato nei suoi sotterranei.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La chiesa di Santa Maria della Stella, sorta dopo il terremoto del 1693, custodisce il sarcofago di Blasco II Barresi e due importanti opere del Quattrocento: la Natività, una ceramica di Andrea della Robbia, e il Ritratto di Pietro Speciale, bassorilievo attribuito a Francesco Laurana.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sono due le feste patronali: quella del Santissimo Salvatore, il 17 e 18 agosto e quella di Santa Maria della Stella, il 7 e 8 settembre). Si svolge in agosto e settembre il MIFF (Militello Independent Film Fest), rassegna annuale di cinema. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ottobre è invece il mese della Sagra della Mostarda e del Fico d’India, un’occasione per degustare il fico d’India e i suoi derivati (mostarda, succhi, marmellate, dolci) e altri prodotti tradizionali, come le cassatiddine, la pipirata, la mostarda secca e i biscotti.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Proseguendo nella parte nord dell’entroterra siciliano si arriva a </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/troina/"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Troina</b></span></span></a><span style="color: #0000ff;"><u><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, </span></span></u></span><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">nella provincia di Enna.</span></span></span></span></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Qui è sicuramente da visitare la </span></span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Pinacoteca civica</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> Istituita nel 2016 e ubicata all’interno dei suggestivi ambienti medievali della </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Torre Capitania</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La prestigiosa collezione, della quale fanno parte alcuni importanti dipinti rinvenuti nelle chiese locali, comprende opere di autori di primissimo piano fra i quali Scipione Pulzone, Rosa da Tivoli e gli eredi della bottega di Antonello da Messina. Spicca fra tutti un “Ritratto di Paolo III Farnese” di Tiziano, unica opera a sud di Napoli del Vecellio.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’ </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Antiquarium archeologico</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, invece, è stato istituito nel 2015 e espone alcuni tra i più importanti reperti ritrovati nelle campagne di scavi nel territorio troinese. I reperti più antichi risalgono all’eneolitico e riguardano gli oggetti della vita quotidiana di una fattoria preistorica. Di grande valore anche i corredi funebri delle necropoli di età ellenistica e altri reperti di età romana, bizantina e araba.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Di grande importanza anche il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Museo della fotografia di Robert Capa,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> a Palazzo Pretura, ed espone 62 foto inedite del più grande fotoreporter di guerra di tutti i tempi, acquistate dalla Fondazione Famiglia Pintaura all’International Center of Photography di New York. Riguardano scene di guerra e di vita quotidiana e sono state scattate da Capa nell’estate 1943 durante la conquista angloamericana della Sicilia.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Chiesa di Santa Lucia</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> si trova nel quartiere omonimo e venne fondata nel XVI secolo. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il muro meridionale della chiesa è un frammento della cinta muraria, caratterizzata da strutture a scarpe e da allineamenti basamentali realizzati da grossi blocchi squadrati provenienti dalla fortificazione ellenistica. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b> Chiesa di San Silvestro monaco</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, invece è il luogo di culto più importante per il borgo di Troina in quanto vi sono sepolte le spoglie mortali del santo patrono. Costruita nel 1625 dai basiliani per ospitare i monaci del cenobio di Sant’Elia, custodisce la statua in marmo bianco di San Silvestro, riferibile alla scuola del Gagini</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Proprio al santo patrono è dedicato il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Festino di San Silvestro</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, un ciclo di manifestazioni religiose che si svolge ogni anno a Troina da metà maggio alla prima settimana di giugno. Inizia con due antichissimi pellegrinaggi ricchi di simbolismi a piedi e a cavallo e si conclude con la processione del simulacro ligneo quattrocentesco di San Silvestro.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un altro evento tipico è la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sagra della vastedda co sammucu</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che i svolge ogni anno a metà giugno e celebra la più prelibata eccellenza gastronomica del territorio. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La “vastedda co sammucu” è una focaccia ripiena con salame e formaggio tipici arricchita dalla fragranza dei fiori di sambuco.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tra i prodotti dell’artigiano locale, inoltre, spiccano i manufatti in ferro battuto e in legno intarsiato, l’arte di ispirazione monastica del ricamo e la realizzazione dei tradizionali tammura (tamburi) con pelle conciata.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Per gli amanti della natura e delle attività all’aria aperta non può mancare una escursione nel lago Sartori e nei </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>boschi dei Nebrodi</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. Luoghi meravigliosi, ricchi di vegetazione, di colori e suoni della natura, di aria pulita e di silenzio che faranno immergere il visitatore in un’atmosfera magica.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/sperlinga/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b><span style="font-family: Times New Roman, serif; font-size: medium;">Sperlinga</span> </b></a><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">invece</span></span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> tutto è cominciato nelle grotte.</span></span></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Fin dalla preistoria la parete rocciosa che sovrasta il paese è stata scavata dall’uomo per ricavarne rifugi che nel tempo sono diventati abitazioni. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Oggi le grotte hanno porte, finestre, alcune addirittura balconi e restano a testimoniare le antiche civiltà che hanno scelto questo luogo come dimora. Tra i Nebrodi e le Madonie, quasi al centro della Sicilia, sorge un </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>castello </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">in parte scavato in una gigantesca mole d’arenaria dai Siculi a partire dal XII secolo a.C., e in parte costruito sulla stessa roccia intorno all’anno Mille.</span></span></p>
<p align="justify">
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Fra i castelli rupestri della Sicilia, quello di Sperlinga è sicuramente uno dei più affascinanti. Al suo interno nel 1282, all’epoca dei Vespri Siciliani, si asserragliò una guarnigione francese resistendo all’assedio per un anno. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Oltrepassato quello che doveva essere il ponte levatoio, si entra in una serie di ambienti che portano nel cuore del castello, dove l’ingegno dell’uomo si fonde con la bellezza della natura: la roccia diventa ora scuderia, capace di ospitare decine di cavalli, ora officina per i metalli, oppure magazzino per le derrate. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un altro spettacolo è dato dall’”</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>aggrottato</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">”: tutto il fianco del castello che si riversa sul paese è interamente “traforato” da una cinquantina di grotte artificiali, scavate dall’uomo in tempi lontanissimi. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Collegate le une alle altre da stradine e scalini anch’essi ricavati dalla rupe, costituiscono, nel loro insieme, un suggestivo borgo rupestre. Ognuna, al suo interno, si è trasformata in umile abitazione, con una o due stanze al massimo che ancora recano i segni dei millenni trascorsi lì dentro. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ai piedi del castello si trova la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa della Mercede</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, dove si conserva un pregevole crocifisso ligneo che un tempo era posto nella chiesa interna della rocca. La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa Madre</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, a navata unica e molto semplice, fu fatta costruire dal principe Giovanni Natoli a partire dal 1597. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ai piedi del castello si trova il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Museo etno-antropologico</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In un’ampia grotta di 165 mq sono esposti, divisi per cicli produttivi, gli oggetti del lavoro contadino e di uso domestico. Sempre nello stesso luogo, il 16 agosto, si svolge la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sagra del Tortone</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, una manifestazione dove si degusta il casereccio tortone, espressione di una genuina tradizione culinaria, insieme al vino locale e tra le bancarelle dei prodotti dell’artigianato.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sperlinga, infatti, è conosciuta in Sicilia per le produzioni artigianali, come le antiche </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>frassate,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> variopinti tappeti tessuti a mano su vecchi telai in legno. Vi si lavorano, inoltre, la canna, il salice e l’olivastro per costruire ceste, il giunco per le fiscelle, contenitori per ricotta e formaggi, e la ferula per </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>i furrizzi</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, i caratteristici sgabelli contadini.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nella stessa data viene celebrato il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Corteo Storico delle Dame dei Castelli di Sicilia</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. Un evento che rievoca l’episodio del 1282, quando, durante i Vespri Siciliani, una guarnigione francese nel castello rupestre di Sperlinga resistette all’assedio per un anno. Al corteo delle dame, accompagnate da sbandieratori, musicisti e figuranti, partecipa una ventina di Comuni siciliani sede di castelli. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A poca distanza si raggiunge il territorio palermitano dove si scopre </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/gangi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Gangi</a> </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">una cittadina dalle origini mitiche che tramuta la roccia in arte e sembra sorgere direttamente dalla pietra.</span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nella Sicilia che fu agricola, nell’aria fresca e montana delle Madonie, Gangi si presenta con il colore della pietra che dà volto a centinaia di case strette le une alle altre. Così appare Gangi con l’Etna maestoso sullo sfondo che, per un inganno ottico, sembra vicinissimo. Magie che si evidenziano nei vicoli medievali del centro storico, dov’è custodito un grande patrimonio architettonico e artistico.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La cinta muraria trecentesca racchiudeva la parte alta della città, quella che ancora oggi conserva gli edifici più significativi. La parte più bassa si sviluppa sulle vie in salita, ripide e strette, che conducono al centro storico, le cui strade seguono curve di livello parallele e decrescenti. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nella città alta la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di San Paolo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, edificata nel XVI secolo, presenta una semplice facciata in pietra, arricchita da un portale secentesco ornato di bassorilievi. Su </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Corso Umberto I</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> si affacciano i palazzi più belli, come l’ottocentesco </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Palazzo Mocciaro</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> con i suoi saloni affrescati, in uno dei quali si trova un tondo con la rappresentazione pittorica della Gangi dell’epoca.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Piazza del Popolo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> è dominata dalla trecentesca </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>torre dei Ventimiglia</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> con la sua elegante sequenza di bifore gotico-catalane. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Era una torre di avvistamento, trasformata in torre campanaria durante la costruzione della chiesa Madre. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Accanto a questa la secentesca chiesa Matrice accoglie nel lato sinistro del presbiterio con la grande tela del Giudizio Universale di Giuseppe Salerno, che si firmava lo </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>“Zoppo di Gangi”</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. Un capolavoro di visionarietà barocca che prende a modello il Giudizio eseguito da Michelangelo per la Cappella Sistina. Da qui si arriva in breve alla </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa del Salvatore</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, con guglia moresca del campanile, per vedere il crocefisso ligneo di Fra’ Umile da Petralia e l’Ascesa al Calvario di Giuseppe Salerno.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Molto importante e particolare l’“</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Itinerario Gaginiano</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">” che coinvolge quattro Comuni delle Madonie ed è il percorso migliore per avvicinarsi non solo alle opere della dinastia artistica dei Gagini e delle loro botteghe di scultura, ma anche ai giacimenti culturali, al paesaggio naturale e all’ambiente e di questo territorio. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ma Gangi non è solo arte e cultura. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Anche qui la gastronomia gioca un ruolo di primo piano. Il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>caciocavallo di Gangi</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> è un formaggio pecorino di primo o secondo sale, stagionato e con grani di pepe</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il menu gangitano inizia con </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>la pasta ccu maccu</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, ditaloni conditi con purea di fave verdi, e prosegue con il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>castrato al forno con patate</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, ovvero carne d’agnellone cotta al forno e aromatizzata con vino rosso, rosmarino e spezie.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’alternativa è un piatto di Quaresima, il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>baccalà fritto con contorno di finocchietto selvatico</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. Anche i dolci rispettano le tradizioni: a Natale la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>cucchia,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> pasta frolla ripiena di mandorle, uva passa e fichi secchi, mentre in estate e autunno </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>i mastacuttè</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, biscotti di farina, zucchero e succo di fichidindia.</span></span></p>
<h4 align="justify"><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/petralia-soprana/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Petralia Soprana</b></span></span></a> <span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">è un borgo che dai suoi tre belvedere domina buona parte della Sicilia.</span></span></span></span></h4>
<p align="justify"><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Si tratta del </span></span></span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>belvedere di Loreto</b></span></span></span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, che comprende nello sguardo l’Etna e, in senso orario, Enna, Caltanissetta e la vallata del fiume Imera, quello </span></span></span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>del Carmine </b></span></span></span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">che offre il panorama della Sicilia occidentale verso Palermo, e quello di </span></span></span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>piazza Duomo</b></span></span></span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che volge a est verso Gangi abbracciando l’Etna sullo sfondo.</span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nell’arroccato centro storico con vista sui campi, gli artigiani che producevano tappeti con gli antichi telai, i contadini e i pastori che rifornivano il borgo di verdure, formaggi e salsicce, i frati francescani, come frate Umile, che scolpivano crocifissi, rispondevano alle leggi di un mondo che non esiste più, ma che a Petralia sembra ancora incredibilmente vicino.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Da </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>piazza San Michele</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, che ha al centro una fontana circolare e prende nome dalla secentesca chiesa dedicata al santo, si arriva in </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>piazza del Popolo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, frutto della ristrutturazione del 1929. Sulla piazza si affacciano il neogotico </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo municipale</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, un tempo convento dei Carmelitani e il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo Pottino dei marchesi di Eschifaldo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> con la sua fuga di stanze al piano nobile e affreschi ottocenteschi. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Si arriva poi in </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>piazza Frate Umile</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> dedicata al frate cappuccino Umile Pintorno da Petralia, autore dal 1623, l’anno della peste nera in Sicilia, di 33 crocifissi scolpiti in legno che si trovano sparsi in Italia meridionale e all’estero. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Percorrendo una stradina si arriva nella scenografica </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>piazza Duomo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, su cui si affaccia la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa Madre dedicata agli Apostoli Pietro e Paolo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">All’esterno ha un colonnato che le corre lungo un fianco ed è racchiusa tra un campanile di epoca normanna e un campanile settecentesco. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il comune di Petralia Soprana è interamente compreso nel </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Parco delle Madonie</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, 40mila ettari di natura protetta in territorio per lo più montano, dove campi coltivati si alternano a pascoli e, solo in minima parte, alla macchia mediterranea. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nella </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>frazione Raffo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> una grande miniera di salgemma fornisce ancora oggi il celebre “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>sale di Sicilia”. </b></span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un luogo in cui è presente un’area espositiva di sculture di salgemma a cui, ogni due anni ad agosto è dedicata la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Biennale Internazionale di Scultura del Salgemma</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, accompagnata dalla Sagra del Sale.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un altro evento particolare è il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Matrimonio Baronale</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, la notte di Ferragosto. Una rievocazione storica con sfilata in abiti del Settecento e itinerario gastronomico. Qui la cucina è contadina e mediterranea. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In particolare si apprezzano le minestre: </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>lenticchie aromatizzate con i finocchietti selvatici</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> verdure selvatiche come la cicoria e la borraggine che acquistano gusto grazie all’altitudine. Quando queste verdure sono cucinate insieme si ottiene la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>virdura maritata</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tra i formaggi, spiccano il pecorino, fresco o stagionato, il caciocavallo e la ricotta fresca. Le carni allevate nel territorio sono quelle di bovino di razza meticcia, ovino, mentre sono molto gustose le salsicce, compresa quella asciutta. Di vecchia tradizione i dolci, come </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>u risu duci</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, la natalizia </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>cucchia,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> l’a</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>ceddu</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che invece è pasquale e i biscotti alla cannella </span></span></p>
<h4 align="justify"><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/geraci-siculo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Geraci Siculo</b></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, adagiato sulla schiena rocciosa di un colle, ha una struttura urbanistica di strade strette e tortuose, vicoli e cortili, dove ancora è evidente l’impronta medievale.</span></span></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La visita al borgo inizia dal </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>bevaio della Santissima Trinità</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, fatto costruire dal marchese Simone Ventimiglia sulla base di un rettangolo di 20 metri di lunghezza con due fontane laterali in pietra. Da lì si percorre l’acciottolata </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>via Biscucco</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> per arrivare al castello di probabile origine bizantina, che sotto i Ventimiglia divenne una fortezza militare. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di Sant’Anna</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, la cappella palatina dei Ventimiglia, dove era custodito sin dal 1242 il teschio di Sant’Anna, invece domina sulle rovine, sugli angoli mozzati delle torri e gli squarci nelle feritoie, </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Percorrendo le viuzze medievali si arriva al </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzetto nobiliare in Largo Greco</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e infine in </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>piazza del Popolo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, il salotto di Geraci, su cui si affacciano la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa del Collegio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa Madre di Santa Maria Maggiore,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> consacrata nel 1495 ma di realizzazione più antica, come si desume dal portale della metà del XIV secolo.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sentieri montani si aprono a poca distanza dal borgo, inserito anch’esso nel Parco Regionale delle Madonie.</span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> Le montagne sono incise da profondi canaloni e presentano guglie rocciose, canyon, tra cui è spettacolare </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>quello di Gonato</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, sul versante di Castelbuono e Geraci, e le caratteristiche grandi doline (“quarare”) della zona centrale del massiccio. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La ricorrenza religiosa più sentita dai geracesi è il Santissimo Crocifisso, ogni 3 maggio. Una lenta processione in cui ogni devoto a piedi scalzi porta un cero, in segno di ringraziamento per le grazie ricevute.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ogni sette anni, invece, la terza domenica di luglio, si svolge la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Cavalcata dei Pastori</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che consiste in una sfilata a cavallo che parte dall’abitazione del “cassiere”, il più anziano e autorevole tra i pastori, un tempo il capo della comunità, e termina nella chiesa Madre dopo aver percorso le vie del paese. Montando cavalli riccamente bardati e indossando i costumi tradizionali, i cavalieri portano in offerta i </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>cavaddruzzi</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e i </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palummeddri</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, animaletti di caciocavallo da loro stessi realizzati.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Proprio i formaggi, tra cui ricotta, caciocavallo e primosale ripieno di acciughe salate alla brace vengono ancora prodotti nei </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>“marcati”,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> luoghi dove i pastori rinchiudono gli armentie danno vita a queste prelibatezze. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Solo a Geraci, inoltre, cresce un fagiolo verde largamente usato in cucina, ad esempio con un sugo di carne e patate nel piatto che si chiama a </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>pittrina ca fasola</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. Ma oltre a questo meritano una menzione altri piatti a base di carne, come gli squisiti </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>sasizunedda ca addauro</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, ovvero polpette di carne tritata avvolti in foglie d’alloro, e di formaggio, tra cui la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>tuma con le acciughe</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e la tuma con lo zucchero. Tra i dolci spiccano quelli di mandorle chiamati </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>serafineddi e vuccunetta</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, nonché le cassate, biscotti di pasta frolla con ripieno di marmellata di zucca o di fichi secchi.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il viaggio prosegue in direzione del mare scoprendo la meravigliosa </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/cefalu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Cefalù</b></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> dove vivono leggende che incrociano culture diverse e incontrano la storia</span></span>.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-115855" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/08/cefalu-3749526_1280.jpg" alt="cefalù sicilia" width="800" height="529" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/08/cefalu-3749526_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/08/cefalu-3749526_1280-300x198.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/08/cefalu-3749526_1280-768x508.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il pluralismo culturale qui si spiega anche col fatto che il popolo di questa città è profondamente legato al mare, ne sente il respiro, il profumo e la sua apertura verso il molteplice e l’inconsueto.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>cattedrale</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> è l’asse su cui ancora ruota l’intera città storica, inserita in un contesto ambientale di grande fascino, tra il vasto orizzonte marino e il tozzo monte cui è addossata. Rimane un mistero il motivo per cui Ruggero II volle edificare una chiesa così imponente, destinata a diventare anche il suo mausoleo in questa piccola città. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ma il re normanno eresse qui il suo capolavoro: tanto grande da uscire quasi dal campo visivo, severo nel blocco compatto delle due torri e prezioso per il caldo colore dorato delle cortine murarie e lo sfavillio dei mosaici all’interno. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La cosa straordinaria è che il tempio normanno, condizionato da prescrizioni liturgiche bizantine, fu realizzato da architetti e maestranze islamiche, presenti ancora in Sicilia nell’ambito di quel linguaggio culturale che legava l’isola alle regioni del nord Africa. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’interno della cattedrale è dominato dal solenne ritmo del colonnato e dall’immagine incombente del Cristo Pantocratore nel catino dell’abside, tutto a mosaici su fondo oro, con scritte in greco e latino, di pregevolissima fattura bizantina. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Lasciata questa imperiale meraviglia si va alla scoperta delle altre bellezze della Cefalù medievale, tra cui </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo Maria</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> in piazza Duomo e </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>l’osterio Magno</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> in Corso Ruggero. Quest’ultimo edificio, risalente al XIII secolo, fu probabilmente costruito su una struttura preesistente, identificata, secondo una falsa tradizione, con la residenza di re Ruggero. Di proprietà dei conti Ventimiglia, conserva due belle bifore duecentesche e una trifora trecentesca ed è oggi adibito a spazio espositivo. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A Cefalù è straordinaria anche la tradizione gastronomica, fatta di sapori e prodotti genuini, anche certificati: olio Dop, vino Doc, pasta del “granaio di Sicilia”, formaggi tipici, carni di qualità allevate nei pascoli madoniti, diverse specialità di pasticceria. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Cefalù ha il profumo del mare, e dal mare trae origine gran parte dei piatti tipici. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ma la regina della cucina è a base di carne: </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>la pasta ’a taianu</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> (pasta al tegame) è una golosa e poetica unione di sapori e profumi</span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">condita con ragù, carne e melanzane fritte e piatto forte della </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Festa del SS. Salvatore.</b></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Quest’ultimo, santo patrono a cui è dedicata la cattedrale, viene celebrato dal 2 al 6 agosto con liturgie, processioni, luminarie, musica e mercato, elementi principali della festa più importante di Cefalù, al cui interno trova spazio da tempo immemorabile un rito laico, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>la ‘Ntinna a mare.</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> Si svolge il 6 agosto ed è una gara d’equilibrio: bisogna conquistare una bandiera posta all’estremità di un palo sospeso sull’acqua dalla banchina del molo e cosparso di sego e sapone.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Continuando sulla costa siciliana affacciata sul Tirreno si conosce la provincia trapanese con un borgo affascinante come </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/erice/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Erice</b></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-115856" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/08/castle-3430266_1280.jpg" alt="erice sicilia" width="800" height="468" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/08/castle-3430266_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/08/castle-3430266_1280-300x176.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/08/castle-3430266_1280-768x449.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il monte su cui sorge è stato, in tempi remoti, sede del culto di una dea della fecondità deputata anche all’amore. Afrodite per i Greci, Venere Ericina per i Romani, una dea che dal monte Eryx – punto di riferimento per i naviganti – proteggeva chi andava per mare</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ciò che resta oggi dell’antico castello di Venere è opera dei Normanni che per la sua costruzione reimpiegarono probabilmente il materiale proveniente dal tempio della Venere Ericina. Il castello era recintato da torri collegate fra loro da due cortine merlate e da un ponte levatoio. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Accanto alle torri si trova </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>il Balio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, bellissimo giardino all’inglese da dove si gode un panorama che comprende da una parte la costa tirrenica del golfo di Trapani, dalla particolare forma a falce, e il monte Cofano, dietro il quale si intravede la punta di San Vito lo Capo. Sull’altro, versante, invece si scorgono il porto di Trapani con le sue saline, le isole Egadi e l’isola di Mozia fino a Mazara del Vallo. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Da </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Porta Trapani </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">si apre il corso Vittorio Emanuele che porta alla piazza centrale. Lungo il corso, e nelle viuzze intorno, sfilano le facciate barocche dei palazzi e le emergenze principali, dalla </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di San Martino,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> di probabile origine normanna e rifatta alla fine del Seicento, all’impianto urbanistico medievale che circonda la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di Sant’Albertino degli Abbati</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, pure secentesca.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Al centro del reticolato medievale si trova il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>complesso di San Pietro</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> con monastero e chiesa tardo trecentesca rifatta nel 1745. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Da via Guarnotti si entra in </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>piazza San Domenico</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, da dove ci si immette in via Cordici per raggiungere </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>piazza Umberto</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, su cui si affacciano il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Municipio, la Biblioteca Comunale e il Museo Antonio Cordici.</b></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Costeggiando il retro di palazzi del Sei-Settecento si arriva alla </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa Madre,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che sta di fronte alle mura ciclopiche del periodo elimo-fenicio databile intorno al VIII-VII secolo a.C. Eretta nel 1314 per volere del re Federico d’Aragona che si rifugiò a Erice durante la guerra del Vespro, presenta un campanile quadrangolare con bifore che aveva funzione di torre di avvistamento, </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Una delle tipicità di Erice sono i </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>dolcetti “di riposto</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">”, ripieni di conserva di cedro, rifiniti dalle artigiane pasticcere che si tramandano la ricetta appresa dalle suore del convento di clausura di San Carlo. E ancora i mostaccioli, le paste volanti, i biscotti al latte fanno bella mostra di sé nelle pasticcerie per il piacere degli occhi e del palato.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Altra eccellenza del borgo è l’olio extravergine d’oliva certificato dalla Denominazione di origine protetta (Dop) Valli Trapanesi e i vini a Denominazione di origine controllata (Doc) ricavati da vitigni autoctoni dell’area collinare circostante quali </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Grillo e Inzolia</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che accompagnano i piatti saporiti della cucina ericina e trapanese.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Poco distante </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/salemi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Salemi</b></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> caratterizzato da un </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sistema Museale </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">che vanta un corposo patrimonio artistico.</span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Esso comprende il museo d’arte sacra, il museo archeologico, il museo della mafia, la biblioteca comunale e il centro per il cinema indipendente “Kim”, </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Oltre a prendere parte all’ offerta culturale di Salemi, è gradevole anche fare una passeggiata nel </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Rabato</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, l’antico quartiere arabo, visitare il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Castello Normanno Svevo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, ma anche le </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>aree archeologiche di Mokarta, Monte Polizo e San Miceli.</b></span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">E se tra tanto girovagare dovesse venir fame bisogna provare la “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>busiata”</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> da gustare con diversi sughi e piatto tipico di Salemi. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Da provare anche le “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>alivi scacciati</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">” (olive schiacciate), le “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>milinciani sutt’ogghiu</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">” (melanzane sott’olio) e le sarde a beccafico. I dolci tipici sono quelli con la ricotta, come le </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>“cassatedde” e la sfincia, </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">mentre la tradizione offre</span></span><b> </b><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>buccellato,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> impasto di pasta frolla, a forma di ciambella e farcito con uva passa, mandorle e scorze d’arancia.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Si segnala, inoltre, la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Vastedda della Valle del Belice</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, formaggio di latte di pecora a pasta filata, unico in Italia, prodotto tipicamente nella stagione estiva e ottenuto con latte ovino intero, crudo, ad acidità naturale di fermentazione. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un piccolo viaggio conduce nel territorio di Agrigento e precisamente a </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/sambuca-di-sicilia/"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sambuca di Sicilia</b></span></span> </a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">che racchiude un po’ l’anima di questa splendida regione.</span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le stradine del quartiere saraceno, gli archetti che uniscono le casette dei vicoli, la fitta rete di abitazioni, ma anche i cognomi e gli usi linguistici, richiamano alla mente l’emiro Al-Zabut che, costruendo la sua fortezza, inaugurò quattro secoli di dominazione araba. Poi, sopra il bastione fu costruita la chiesa Matrice e Sambuca acquistò un’altra anima con il colore caldo tipico della pietra arenaria, le chiese barocche, i cortili e le scale di sapore catalano</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Lo sviluppo urbano del paese segue due direttrici: quella araba “dentro le mura”, che si proietta fino a tutto il Cinquecento con l’infittirsi delle residenze attorno alla </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>fortezza di Zabut</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, e quella sei-settecentesca “fuori le mura”, con il palazzo comunale a fare da cerniera.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Lungo </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>corso Umberto I</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> gli edifici signorili, segnati dalla presenza della pietra arenaria e dagli archi passanti che collegano le vie principali ai cortili, si alternano con i luoghi di culto. A metà corso, si segnalano i </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzi Di Leo </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">e la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di San Giuseppe</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> con il suo portale in pietra bianca d’ispirazione chiaramontana. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di Santa Caterina d’Alessandria</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> con il suo opulento apparato decorativo è espressione dell’architettura barocca, esaltata da stucchi, statue allegoriche e colonne tortili. Sempre sul corso si trovano l’ottocentesco </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo Ciaccio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> in pietra arenaria, il bel prospetto della </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa del Purgatorio,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> adibita a Museo d’Arte Sacra e </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo Oddo (o dell’Arpa)</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> ascrivibile al linguaggio classicista della metà del Settecento. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Questo palazzo, sede del municipio, immette in quella che era la “città murata”. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Da qui, infatti, cambia la geografia urbana del paese: le strade si infittiscono, si aggrovigliano, per poi aprirsi in inattesi slarghi irregolari, ritrovandosi all’interno del quartiere arabo, nel cuore antico di Sambuca, in un groviglio disordinato di vicoli, una casbah con case a uno o due livelli e talvolta con scale rampanti esterne, e con le fughe dei tetti in coppi siciliani che declinano l’una sull’altra. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Per restare a Sambuca, il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Monte Genuardo e la Riserva naturale orientata</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> a 1180 m. s.l.m. sono meta di passeggiate e trekking. A oriente di Monte Genuardo corre la valle segnata dai castelli arabi, che controllavano la via dei commerci dal porto di Sciacca sino a Palermo. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Meritano, inoltre, una visita la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>torre di Pandolfina</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> di metà Quattrocento, che si erge a difesa della masseria, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>la torre di Cellaro</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> del XI secolo sulle sponde del lago Arancio e, poco distante, i resti del </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>fortino arabo di Mazzallakkar</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sambuca di Sicilia è anche il luogo dove sono state ideate </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>le minni di virgini</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, i “seni di vergine. La tradizione ne attribuisce il merito ad una monaca del Collegio di Maria, incaricata nel 1725 dalla marchesa di Sambuca di preparare un dolce per il matrimonio del figlio. Fu così che Suor Virginia prese spunto dalle colline che circondano Sambuca e ottenne una pasta con ripieno di crema di latte, cioccolato e zuccata, ricoperta con glassa di zucchero,</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Arrivati nel territorio di Caltanissetta si scopre </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/sutera/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sutera</b></span></span> </a><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">un collare di case di pietra intorno alla rupe gessosa del Monte San Paolino che domina la valle del fiume Platani.</span></span></span></span></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Proprio in questa valle l’isolamento e l’emigrazione hanno custodito uno dei luoghi più belli di Sicilia. </span></span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nelle grotte e negli anfratti formati dai fenomeni carsici si è mossa la civiltà sicana. Negli ipogei restano tracce dei monaci basiliani. Gli Arabi hanno fondato il loro villaggio tra gli spuntoni di roccia, distribuendo i dammusi sotto la rupe gessosa del monte, dall’alto del quale nei giorni limpidi lo sguardo si posa sull’Etna e sul mare di Agrigento. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il villaggio arabo è ancora leggibile nell’impianto urbanistico, soprattutto dall’alto del monte, da dove si ammirano i vecchi tetti di coppi siciliani e l’intrico di stradine tipico di una casbah araba. Da quel modello è derivata la casa contadina siciliana a un solo piano, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>il dammuso</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, con una singola stanza soppalcata, realizzata in gesso.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Il Rabad</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, quartiere all’estremità del paese fondato dagli Arabi intorno all’860 d.C.</span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">era un insieme di case dalle mura di gesso abbarbicate le une alle altre, stretti vicoli, ripide scalinate, bagli e terrazzi. L’insediamento arabo è sepolto sotto i diversi strati edilizi: sulla moschea edificata intorno all’875, il barone Giovanni Chiaramonte nel 1370 innalzò la compatta massa della </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di Santa Maria Assunta,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> ristrutturata nel 1585 e dotata di un elegante portale rinascimentale.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il Rabad durante il periodo natalizio, si trasforma in un presepe Vivente illuminato da torce e falò. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un teatro naturale, con le sue antiche case e le stradine strette, in cui 150 attori fanno rivivere i mestieri della civiltà contadina d’inizio Novecento, tra cantastorie e degustazioni di cibi come li ciciri, lu pani cunzatu, la minestra di maccu e la guastedda.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Da qui, lungo una scalinata di 183 gradini distribuiti in quattro rampe, si sale al </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Monte San Paolino</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, alto 812 metri, sul cui terrazzo Giovanni Chiaramonte nel 1370 fece erigere sulle strutture dell’antico castello bizantino il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>santuario di San Paolino. </b></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Festa di San Paolino, </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">il martedì dopo Pasqua prevede che il reliquiario del santo, un’urna aragonese di finissimo argento del 1498, venga portato in processione dalle confraternite del Sacramento, dello Spirito Santo e di Maria Santissima degli Agonizzanti.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nella collina di San Marco, infine, caratterizzata da roccia gessosa e friabile frantumata in grotte, si ammirano in un anfratto </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>i figureddi,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> affreschi in stile bizantino che rappresentano i quattro Evangelisti, la Madonna e San Paolino, probabile opera di monaci basiliani tra il IV e il VI secolo. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nella provincia di Ragusa si visita </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/monterosso-almo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Monterosso Almo</b></span></span></a> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">che all’interno del centro storico presenta una visione di vecchia Sicilia. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un’atmosfera rurale che affascina e porta in superficie odori e sapori di un territorio bellissimo come la campagna iblea, con i suoi muretti a secco, le sue masserie e i suoi carrubi.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In più a Monterosso si respira aria di montagna e la natura generosa dei dintorni regala panorami e visioni bucoliche. Un borgo pronto a far conoscere i suoi gioielli, a partire dalla vasta </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>piazza San Giovanni,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> chiamata in dialetto u chianu, il piano, in rapporto con l’andamento a saliscendi del borgo, che segue le curve della montagna.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un lato della piazza è occupato dalla </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di San Giovanni Battista</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, posta su un terrazzamento naturale e al termine di un’ampia scalinata che le conferisce un aspetto fastoso e scenografico. Gli altri lati della piazza sono occupati dal secentesco </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo dei baroni Noto</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e da tre edifici ottocenteschi e neoclassici: </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>il municipio, palazzo Sardo e il monumentale palazzo Cocuzza</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A completare la piazza è la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di Sant’Anna</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, appartenente ai frati minori riformati che l’inaugurarono nel 1652. L’origine francescana ha fatto sì che il barocco che la riveste fosse semplice e non sfarzoso. Ai frati apparteneva anche l’attuale circolo di conversazione donato ai cittadini laici, arredato con mobili d’inizio Novecento.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Dopo un paio di curve si arriva in piazza Sant’Antonio, dove si fronteggiano due chiese. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La prima, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>la chiesa Madre</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, ricostruita dopo il sisma del 1693, sorge in cima a un’ampia scalinata e si presenta con una facciata neogotica che vagamente ricorda l’architettura religiosa dell’Italia centrale.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La seconda chiesa, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>dedicata a Sant’Antonio Abate</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, è stata ricostruita dopo il terremoto del 1693 con una facciata abbellita da un portale tardo barocco ad arco spezzato e coronata da un campanile a vela con tre celle aperte e balaustre in pietra </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A pochi km da Monterosso, il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>complesso rupestre delle Grotte dei Santi,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> nell’area di un cimitero cristiano tardo antico in cui si stabilì un gruppo di monaci, custodisce tombe con affreschi paleocristiani, trasformate col tempo in abitazioni. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Altri siti archeologici sono </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>l’ipogeo di Calaforno</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, un sepolcreto di 35 camerette scavato nel calcare e risalente all’età del rame e il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>sito di Monte Casasia</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, dai cui 836 metri si godono panorami intatti e stupefacenti. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A Monterosso, la prima domenica di settembre, si svolge la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Festa di San Giovanni.</b></span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Conosciuta dal 1559, lo spettacolare evento richiama emigrati e turisti che assistono alle due processioni e ai riti di uscita e rientro nella chiesa di San Giovanni del simulacro del santo portato a spalla sulla “vara” e accompagnato dai fedeli con grossi ceri gialli in mano. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il terzo sabato dopo Pasqua, con una sagra dedicata, si celebrano i </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Cavatieddi Monterossani</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, pasta fatta in casa, arrotolata con le dita e condita con sugo</span></span>. <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Seguono nel menu la carne arrostita di cinghiale, agnello o maiale e la salsiccia.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ma in realtà è il pane la specialità di Monterosso. A pasta dura, o condito con olio, sale, origano e formaggio, ha una bontà d’altri tempi. Ci sono anche i pani per le ricorrenze speciali, a forma di seno per la festa di Sant’Agata o di occhi per quella Santa Lucia. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A due passi dalla Valle di Noto, dove arte e cultura sono ancora più visibili, si viene accolti da </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/palazzolo-acreide/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Palazzolo Acreide</b></span></span></a> <span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">dichiarata con altre sette città del Val di Noto “Patrimonio dell’Umanità” per le sue architetture barocche.</span></span></span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>piazza del Popolo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> ecco uno dei gioielli del barocco siciliano, la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di San Sebastiano</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. Ricostruita dopo il terremoto del 1693, presenta una scenografica gradinata e una facciata a tre ordini, opera di Mario Diamanti. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sul lato ovest della piazza, il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo del Comune</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> ha una struttura architettonica classica con intagli decorativi in stile liberty, mentre in corso Vittorio Emanuele il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo Judica</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> ha una facciata in stile barocco con mensoloni e decorazioni ispirati a figure della classicità. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Alla fine del corso, la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa dell’Immacolata</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, dalla sinuosa facciata barocca convessa, custodisce una statua in marmo bianco di Carrara della Madonna col Bambino, capolavoro rinascimentale dello scultore dalmata Francesco Laurana. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ancor più notevole è la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>basilica di San Paolo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> con la sua facciata barocca “a torre”, attribuita a Vincenzo Sinatra, e un prospetto che si presta a bellissimi giochi di luce definendo un indiscutibile capolavoro. La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa dell’Annunziata</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, un altro gioiello del barocco locale, è stata riedificata ad opera di Giuseppe Ferrara dopo il terremoto del 1693, vanta una facciata caratterizzata da quattro colonne tortili binate, e un interno a tre navate con un prezioso altare di marmo. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Da Palazzolo Acreide, inoltre, sono possibili tre itinerari guidati: il primo, archeologico, con visita </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>all’area di Akrai e al Teatro Greco</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, il secondo, sia naturalistico sia archeologico, con visita ai </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>ddieri di Baulì,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> abitazioni scavate nella roccia in periodo bizantino a Baulì, tra Noto e Palazzolo, e alla </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>necropoli di Pantalica</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, con le sue 5mila tombe a grotticella della tarda età del bronzo scavate nella roccia. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il terzo, invece, ha natura etno-antropologica e riguarda la</span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Casa-Museo Antonino Uccello,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> realizzata da Antonino Uccello, studioso di cultura materiale e tradizioni popolari, al pianterreno del palazzo Ferla-Bonelli, in cui sono custoditi gli oggetti della civiltà contadina e le tradizioni silvo-pastorali del territorio.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il tour tra i borghi della Sicilia si conclude a </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/ferla/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ferla</a> </b></span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">dove batte </span></span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">il cuore pulsante della storia in questo piccolo centro della Val di Noto ricostruito dopo il terremoto del 1693.</span></span></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Così questa parte dell’isola, ricostruita nelle esuberanti forme del barocco, è diventata un atlante di architetture preziose ed eleganti. Oggi, nell’impianto urbanistico risultato della ricostruzione settecentesca, risplendono soprattutto le chiese, una più bella dell’altra, poste su un percorso, la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>“via sacra”,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che è un ininterrotto scenario barocco.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Si arriva al borgo attraversando l’altopiano dei Monti Iblei, spesso coltivato a grano e caratterizzato dalla presenza di mandorli, di ulivi e carrubi centenari, mucche al pascolo e una fitta rete di muretti a secco.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il paese accoglie tra i ruderi dei rioni medievali, spesso riutilizzati come stalle o orti, e le vecchie stradine del quartiere Carceri Vecchie da cui, partendo da una chiesa bizantina, si snoda il percorso di sepolcri e grotte. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Via Vittorio Emanuele</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> è la via Sacra, perché lungo di essa si ergono i cinque edifici religiosi del centro storico di Ferla.</span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La prima chiesa che si incontra nella parte meridionale della strada è quella del Carmine </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>dedicata a Santa Maria del Carmelo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e collegata al convento abolito nel 1789. La facciata settecentesca, in conci squadrati di pietra da taglio bianca, presenta due diversi ordini architettonici, dorico e ionico. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Proseguendo lungo il “percorso sacro” si arriva alla </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di San Sebastiano</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, la più grande del paese, eretta dall’architetto siracusano Michelangelo di Giacomo nel 1741 e si presenta con un impianto a tre navate con otto cappelle. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’incontro successivo è quello con </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>la chiesa Madre</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, che reca sul portale l’esemplare più antico dello stemma comunale. Anche qui il prospetto è costituito da due ordini architettonici e l’apparato decorativo interno è ricco di stucchi e sculture. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa seguente, quella di Sant’Antonio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, è la più bella, grazie alla flessuosa facciata barocca costituita da tre corpi concavi, di cui i due laterali sormontati da torri campanarie, mentre l’interno è uno spazio dinamico e inedito per le architetture coeve dell’altopiano ibleo. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Risalendo lungo la via Garibaldi, si raggiunge la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di Santa Maria</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, l’ultima del percorso sacro, che è stata convento nel XV secolo, poi scuola e carcere, e merita una sosta per la presenza di un crocifisso ligneo di Frate Umile da Petralia del 1633.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Alla fine di via Vittorio Emanuele si ha invece un esempio di “nuova frontiera” architettonica nell’edificio che comprende </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>l’ecostazione e la Casa dell’Acqua</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, sintesi di sostenibilità ambientale e innovazione, allestito con materiali riciclati e resi nuovamente funzionali. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ad un km da Ferla, su una balza rocciosa, è stata rinvenuta la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>necropoli di San Martino</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, una serie di sepolcri ipogei di età cristiana all’interno di anfratti già impiegati nell’età del Bronzo. Si tratta di sepolture ad arcosolio e baldacchino, la principale delle quali è nota come </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>“grotta di Dionisio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">” per un’iscrizione rinvenuta, relativa a un importante presbitero locale di nome Dionisio. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ferla non regala solo splendidi edifici di culto, ma anche piccoli capolavori per il palato, come la focaccia casereccia ripiena di bietole selvatiche, pomodorini essiccati e tocchetti di salsiccia, e </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>la salsiccia di suino di Ferla,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> apprezzata in tutta la regione. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ottimi i dolci, dalle </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>cassatine pasquali</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> ripiene di ricotta dolce e cannella, alle </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>sfingi</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, zeppole fritte nell’olio e condite con miele o zucchero. Quasi ogni famiglia di Ferla, inoltre, possiede un piccolo appezzamento di terreno in cui coltiva l’ulivo, fonte dell’eccellente olio extravergine degli Iblei.</span></span></p>
<p align="justify"><a name="_GoBack"></a><em><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Alessandro Campa</span></span></strong></em></p>
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		<title>I Borghi più Belli d’Italia: Sardegna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Jun 2024 10:00:35 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[alessandro campa]]></category>
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					<description><![CDATA[Isola dall’anima orgogliosa e tenace, ricca di piccoli borghi che raccontano affascinanti tradizioni La meravigliosa Sardegna, isola dall’anima orgogliosa e tenace, presenta una serie di piccoli borghi tra loro differenti e che raccontano le vicissitudini di un luogo ricco di gusto, tradizioni e paesaggi incredibilmente affascinanti. L’abbraccio del mare rappresenta il punto di partenza per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-125189 size-full" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/04/sardinia-3552441_1280-e1636042019767.jpg" alt="sardegna" width="800" height="450" /></p>
<h3>Isola dall’anima orgogliosa e tenace, ricca di piccoli borghi che raccontano affascinanti tradizioni</h3>
<p><span id="more-93588"></span></p>
<p>La meravigliosa <a href="https://www.ecoseven.net/viaggiare/itinerari/ricomincio-da-te-italia-itinerario-di-viaggio-la-sardegna/">Sardegna</a>, isola dall’anima orgogliosa e tenace, presenta una serie di piccoli borghi tra loro differenti e che raccontano le vicissitudini di <strong>un luogo ricco di gusto, tradizioni e paesaggi incredibilmente affascinanti</strong>.</p>
<h4>L’abbraccio del mare rappresenta il punto di partenza per scoprire alcune di queste località.</h4>
<p>E proprio nel mare che si mostra <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/carloforte/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Carloforte</strong></a>, l’unico centro abitato della piccola isola di San Pietro, nell’estrema parte occidentale d’Italia.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-93589" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/04/sardinia-4899398_1280-e1617284991577.jpg" alt="carloforte sardegna" width="800" height="533" /></p>
<p>Carloforte, isola nell’isola, è l’esempio di una <strong>comunità marinara aperta ai traffici</strong> e capace di sintetizzare le diverse culture del Mediterraneo, dai remoti fenici e cartaginesi ai naviganti greci, fino ai liguri tunisini, che vi hanno lasciato l’ultima e definitiva impronta.</p>
<p>La parte più recente dell’abitato è stata costruita in una stretta lingua sabbiosa, mentre il centro storico risale al primo periodo della colonizzazione, tra il 1738 e il 1780, costituito dai rioni di Castello, Calcinate e Cassebba e caratterizzato da stradine tortuose e gradinate.</p>
<p>Salendo dal mare verso il <strong>quartiere Castello</strong> ci si ritrova in un labirinto di vie, di strade strette, una diversa dall’altra. Le case, hanno il sapore del Mediterraneo con colori che rievocano la patria ligure o quella terra d’Africa rimasta come origine inconscia della popolazione.</p>
<p>Un insieme di sfumature e tonalità che conduce fino alle mura di cinta, o a ciò che rimane delle fortificazioni costruite a inizio Ottocento per proteggere il paese dalla violenza dei pirati. La cinta muraria chiude in un abbraccio protettivo il nucleo abitativo originario in cui, nel 1728, si insediarono le prime famiglie di tabarchini  e che qui costruirono una serie di edifici simbolici, tra cui il possente forte Carlo Emanuele, oggi adibito a <strong>Museo Civico Casa del Duca</strong>.</p>
<h4>L’ ingresso principale del borgo è l’arco di via Solferino, racchiuso tra antiche case, balconi e ballatoi.</h4>
<p>Pian piano ci si addentra nel rione <strong>Calcinate,</strong> la  parte più tipica del paese, il cui nome deriva dai forni da calce presenti qui in passato, in un saliscendi che riserva inaspettate sorprese.</p>
<p>Seguendo il profumo di salsedine si arriva sul lungomare, in prossimità del quale si trovano l’appariscente palazzo Rombi, settecentesca dimora del console francese, e il cinema-teatro Cavallera,  Sul lungomare i pescatori hanno i loro magazzini in cui continuano a rattoppare le reti e, quelli più anziani, a intrecciare le nasse.</p>
<p>Al di fuori del centro si presentano paesaggi marini di notevole bellezza con calette, insenature, scogliere e grotte sul mare. Da visitare la vicina isola di Sant’Antioco, collegata con il traghetto Carloforte-Calasetta, poco conosciuta, ma con un mare che non ha nulla da invidiare a quello della Costa Smeralda.</p>
<h4>Carloforte, però, è anche luogo di prodotti tipici ed eventi.</h4>
<p>Il tonno rosso pescato con la tonnara fissa di Carloforte, tra le più antiche del Mediterraneo, è il prodotto locale per eccellenza. Il <strong>tonno alla carlofortina</strong>, infatti, è il piatto principe di una cucina mediterranea che ha forti ascendenze liguri e arabe.</p>
<p>Decine di ricette gravitano intorno al tonno e, dalla Liguria, la cucina tabarchina ha mantenuto la presenza del pesto, delle focacce e della farinata. Tra i primi piatti si ricordano quindi  <strong>i cassulli cu pestu e i curzetti</strong>. Il <strong>Girotonno</strong>, poi, ad inizio giugno, è un evento speciale dedicato a questo gustosissimo pesce.</p>
<p>Quattro giorni di incontri culturali ed enogastronomici, musica e spettacolo, convegni e dibattiti, per esplorare il magico mondo delle tonnare, compreso l’antico, emozionante e crudele rito della mattanza.</p>
<p>Uomini, storie e sapori sulle rotte del tonno è una rassegna che, oltre a celebrare il tonno di qualità, si presenta come momento di confronto con le tradizioni culturali e culinarie degli altri Paesi in cui il tonno fa parte della tradizione gastronomica.</p>
<p>Da non perdere è anche la <strong>Sagra del Cous-cous</strong>, con la degustazione del tipico piatto maghrebino nella variante carlofortina, fatta di sole verdure, e preparato da casalinghe locali nei tre giorni della manifestazione, durante la quale si svolge anche una mostra mercato enogastronomica e dell’artigianato.</p>
<p>Ritornando sulla terraferma si raggiunge <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/sadali/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Sadali</strong> </a> l’unico paese in Sardegna ad avere come patrono San Valentino, festeggiato non il 14 febbraio, ma il 6 ottobre, nella stagione più prospera per i raccolti secondo le abitudini agropastorali locali.</p>
<h4>La <strong>chiesa di San valentino</strong> è sicuramente il monumento più importante di Sadali.</h4>
<p>La prima costruzione risale al V e VI secolo e gli ultimi lavori di restauro, svolti nel 1996, hanno portato alla luce una fornace romana utilizzata per la cottura di laterizi, completamente intatta nel suo interno.</p>
<p>Del secondo impianto, trecentesco, restano il grande portone ogivale e le arcate a sesto acuto dell’interno, mentre risale agli anni Sessanta l’ultimo rimaneggiamento, con l’aggiunta del campanile.</p>
<p>Il vecchio mulino ad acqua, alimentato dalla cascata di San Valentino, è l’unico recuperato tra gli otto mulini che erano presenti nel centro storico, tutti costruiti nella seconda metà del Seicento per volere di un nobile, il Reggente Locci, al fine di svolgere il duro lavoro sino ad allora toccato agli asini.</p>
<p>Con il rito di <strong>scuttulai su santu</strong>, “scuotere il santo”, i single si affidano a San Valentino per trovare l’amore, ma a Sadali l’evento principale, e che apre ufficialmente il Carnevale,  è <strong>Is Foghidonis</strong>,  un viaggio tra riti ancestrali.</p>
<p>I fuochi accesi in onore di Sant’Antonio e San Sebastiano riscaldano la notte di Sadali, accompagnati da performance itineranti di teatro, musica e danza. E rispettando le tradizioni della Barbagia, in questa occasione,  la maschera tipica degli Urtzos fa la sua prima apparizione.</p>
<p>Ogni prima domenica di agosto, invece, una sagra viene dedicata ad uno dei piatti tradizionali della Barbagia, come <strong>Is culurgionis</strong>, una specie di raviolo con cuore di patate, menta, aglio e pecorino fresco, dalla forma a mezzaluna dovuta alla chiusura dei bordi con le dita.</p>
<h4>Si prosegue nel territorio di Nuoro con il borgo di <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/atzara/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Atzara</strong></a>, dove mente, mani e cuore riassumono lo spirito di questo villaggio sulle pendici occidentali del Gennargentu.</h4>
<p>La mente considera ancora prezioso e intoccabile l’antico tessuto urbano di origine aragonese che caratterizza i rioni del centro storico, dove sono presenti piccole abitazioni in granito e trachite, materiali che esaltano la bellezza di finestre e balconi, come si nota passeggiando per i rioni <strong>Su Fruscu, Sa Montiga ‘e Josso</strong>, i più antichi.</p>
<p>L’uso dei conci in granito e trachite accomuna le architetture non solo delle abitazioni del centro, ma anche delle chiese e delle strutture megalitiche come il nuraghe Abbagadda che, con i resti di alcune domus de janas, sepolture preistoriche scavate nella roccia, completano il patrimonio archeologico del territorio.</p>
<p>Le mani sono quelle che intagliano il legno, tessono tappeti e arazzi su vecchi telai, lavorano le vigne del Mandrolisai e realizzano costumi come quelli che a inizio Novecento incantarono i pittori spagnoli della scuola «costumbrista» e che ancora indossano le anziane.</p>
<p>Il cuore è quello della gente di questo angolo di Barbagia, accogliente, orgogliosa delle tradizioni e del suo vino che consacra l’amicizia.</p>
<p>L’interesse acceso su Atzara è dato da un’aura artistica che si intreccia con la pittura e l’arte tessile vitivinicola. Più di un secolo fa, in questo paese dimenticato in fondo alla Barbagia, arrivarono pittori spagnoli che a Roma, in occasione del Giubileo del 1900, si erano imbattuti nei bellissimi costumi femminili e maschili della delegazione di Atzara.</p>
<p>Oggi, il <strong>museo Antonio Ortiz Echagüe</strong>, nato per diffondere la conoscenza della pittura in Sardegna e i movimenti artistici quali la “scuola di Atzara”, ospita un centinaio di opere collegate all’arrivo dei pittori costumbristi spagnoli nei primi anni del Novecento</p>
<p>Chicharro e Ortiz fecero scuola tra le vigne e le cantine, aprendo la strada a una sorta di accademia. Su queste colline sorse un cenacolo al quale presero parte alcuni importanti pittori isolani come Antonio Ballero, Giuseppe Biasi, Carmelo Floris, Mario Delitalia, mentre in seguito arrivarono Antonio de Castillo e Aurelio Galeppini, il celebre disegnatore di Tex.</p>
<h4>Il museo è anche il punto di partenza per scoprire il centro storico, per un’immersione nei colori e nella luce delle campagne amate dagli artisti.</h4>
<p>Attraversata la strada principale, si raggiunge una vasta piazza ad anfiteatro su cui si affaccia la <strong>chiesa di San Giorgio</strong>, documentata già nel 1205 e consacrata nel 1386, di forma rettangolare, con navata unica, facciata in pietra e campanile a vela.</p>
<p>Procedendo sulla via San Giorgio in breve si arriva in piazza Sant’Antioco, dove sorge l’edificio più importante di Atzara, la <strong>chiesa parrocchiale di Sant’Antioco</strong> in stile pisano-aragonese con interno gotico, impostato su eleganti archi a tre navate.</p>
<p>Magnifico il rosone aragonese finemente ornato, mentre la facciata, tutta in trachite, è di forme sarde, e l’interno custodisce due altari di legno opera di intagliatori locali, una statua lignea della Vergine, che risale al XVI secolo, e argenterie cinquecentesche.</p>
<p>Su vicoli e piazzette si affacciano i <strong>magasinos</strong>, cantine private dove, tra botti in castagno, soffitti con travi in rovere e pavimenti in terra battuta, gli abitanti accolgono le persone con una bottiglia di Mandrolisai o di Moscato.</p>
<h4>Ad Atzara, recentemente, è stato istituito il sentiero naturalistico “<strong>Le Vie dei Vigneti” (Is Camminos de Is Bingias).</strong></h4>
<p>Le prime vigne si scorgono appena fuori del paese, insieme con i boschi di roverelle e sughere.  Il vino, invece, rappresenta ancora l’elemento principale dell’economia di Atzara e, a differenza delle altre aree della Barbagia, qui non si produce solo il Cannonau.</p>
<p>Le sue uve vengono unite con un sapiente dosaggio a quelle dei vitigni Monica e Bovale, quest’ultimo giunto in Sardegna con la dominazione aragonese, per dar vita al <strong>Mandrolisai</strong>, un vino Doc di colore rosso rubino, ricco di sfumature e dal gusto secco e ben strutturato. Tra gli altri prodotti di Atzara spiccano i pregiati tappeti e, sempre più rari, gli antichi costumi dai colori vivaci, indossati ormai solo dalle anziane, col particolare copricapo chiamato tiaggiòla.</p>
<p>Il vino è anche protagonista di una sagra, la seconda domenica di maggio, in cui si celebra il prodotto principe di Atzara, l’eccellente Mandrolisai, in concomitanza con i riti religiosi per Sant’Isidoro.</p>
<p>E poi le <strong>Cortes Apertas</strong>, la terza decade di novembre, dove nei cortili (cortes) del centro storico le dimostrazioni della lavorazione del ferro, del legno, del formaggio, del pane, dei dolci, rinviano all’antica civiltà rurale.</p>
<p>Le particolarità culinarie di Atzara si possono riassumere in <strong>sa tumballa</strong>, un primo di pasta al forno in cui si uniscono pipe rigate, formaggio, uova, pan grattato e su ghisau (sugo con cubetti di carne di maiale e zafferano).</p>
<p>Quanto ai secondi piatti, la scelta è tra <strong>s’ortau</strong>, composto da salsiccia di maiale con milza, cuore e polmoni, pomodoro secco e prezzemolo, e sa <strong>pudda prena</strong>, piatto unico composto da gallina, uova e pesto di fegato, pomodori secchi, lardo, prezzemolo e zafferano, mentre tra i dolci si ricordano <strong>is bucconettes</strong> a base di mandorla, e <strong>su gattou</strong> con mandorle e zucchero.</p>
<h4>Il territorio di Nuoro ospita anche <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/posada/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Posada</strong> </a>un borgo che offre diverse attrattive per chiunque voglia immergersi nella natura più incontaminata e nella tradizione più profonda.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-125188 size-full" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/04/posada-5914680_1280-e1636041935531.jpg" alt="" width="800" height="532" /></p>
<p>Il delta del Rio Posada, infatti, e tutta la sua rete di canali e stagni, offre meravigliosi paesaggi naturali, in cui è possibile svolgere numerosi sport tra cui trekking, mountain bike, kayak, pesca sportiva e amatoriale.</p>
<p>La rigogliosa piana che circonda il borgo è continuamente irrigata e arricchita dal Rio Posada, che garantisce una costante produzione di ortaggi e frutti di rara qualità e interamente esenti da agenti inquinanti.</p>
<p>La tradizione culinaria di Posada, unita alla particolare fertilità del suo territorio, esalta al meglio il gusto e il sapore dei piatti di un tempo, tra cui, quello che caratterizza meglio l’immagine del borgo è sicuramente <strong>s’Aranzada</strong>, un dolce di difficile preparazione che solo mani sapienti riescono a realizzare e che conserva inalterata da secoli la sua ricetta originale.</p>
<p>Una passeggiata attraverso gli stretti e colorati vicoli è d’obbligo tra scorci incantevoli in cui il verde della rigogliosa piana e il celeste del mare che si fonde con il cielo offrono in ogni angolo dell’antico borgo degli scenari mozzafiato.</p>
<p>La vasta pianura dominata dal borgo riporta ai tempi antichi attraverso i Nuraghi e le Tombe dei Giganti disseminati tra le campagne, mentre il <strong>Castello della Fava</strong> domina imponente su tutto il paesaggio, e, insieme alla <strong>Chiesa di Sant’Antonio</strong>, rimanda al Medioevo, epoca che vide una fiorente rinascita e ascesa economica e politica del borgo di Posada.</p>
<h4>La scoperta dei borghi sardi continua nella parte nord dell’isola, dove si trova un’affascinante località come <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/bosa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Bosa</strong></a>.</h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un borgo fondato dai marinai e dai mercanti fenici, la cui intera vita si svolge sull’acqua. Bosa è un luogo dal fascino strano, incerto tra fiume e mare, dai colori indefinibili, dai sentimenti forti e ben radicati nella propria cultura.</p>
<p>L’acqua immobile del fiume Temo, infatti, attraversa Bosa, le barche ancorate, le vecchie concerie ottocentesche, i colli intorno e, dall’altra parte, la marina. Nel contrasto tra acqua dolce e salata, Bosa è riuscita a far convivere il pastore col pescatore, le reti a maglie larghe di quest’ultimo con le piccole reti del ricamo femminile cui ancora si dedicano le donne anziane sulla soglia di casa.</p>
<p>L’insediamento odierno ha origine dal <strong>castello dei Malaspina</strong>, fortezza militare costruita nel 1112, al cui interno si trova la <strong>chiesetta di Regnos Altos</strong> con interessanti affreschi  italo-provenzali del XIV secolo.</p>
<p>Il Castello domina il colle intorno al quale si è sviluppato il borgo medievale che corrisponde al <strong>quartiere Sa Costa</strong>, caratterizzato da un intreccio di vicoli che seguono le curve del colle, uniti da scalinate in trachite, in cui si mescolano abitazioni povere e edifici di pregio, in un amalgama urbano che è tra i più originali della Sardegna.</p>
<h4>Gli abitanti sono persone pazienti, dedite ad un artigianato del ricamo e della filigrana in oro, che necessita di gesti antichi.</h4>
<p>Questa comunità è cresciuta accumulando tesori, tra palazzi, chiese, opere d’arte e i profumi della Malvasia ricavata dai vigneti assolati, quasi nascosta nelle cantine nella parte bassa di Sa Costa, dove oggi si può degustare.</p>
<p>Nelle stradine di Sa Costa, durante il secondo fine settimana di settembre, si celebra la <strong>festa di Nostra Signora di Regnos Altos</strong>.  Alla vigilia di questa le viuzze vengono addobbate dagli uomini con frasche, canne e bandierine, mentre le donne, negli spiazzi e nei vicoli che conducono al castello, allestiscono dei piccoli altari (altarittos), ornati di fiori e preziosi ricami, sui quali poggia il simulacro della Vergine.</p>
<p>Il salotto buono del borgo è <strong>Sa Piatta</strong>, ossia il corso Vittorio Emanuele dove, vicino al Ponte Vecchio, si trova la <strong>cattedrale dell’Immacolata</strong> risalente al XV secolo, ma ricostruita ai primi dell’Ottocento, con decorazioni pittoriche di Emilio Scherer.</p>
<p>Da vedere anche la <strong>chiesa del Carmine</strong> con annesso convento, oggi sede del Comune, edificata nel 1779 in stile barocchetto piemontese. Nella penombra dell’interno risplendono i preziosi marmi policromi dell’altare maggiore, risalenti al 1791, e della cappella della Madonna di Mondovì.</p>
<p>Dirigendosi verso il mare, sulla sponda opposta del fiume, di fronte al borgo medievale di Sa Costa, si affaccia il <strong>quartiere conciario di Sas Conzas</strong>, il complesso architettonico della Bosa ottocentesca, splendido esempio di archeologia industriale.</p>
<p>Arrivati a <strong>Bosa Marina</strong>, restano da visitare la <strong>chiesa di Stella Maris</strong>, completata nel 1689, in cui sono fusi elementi gotico-catalani e forme rinascimentali, e la grande <strong>torre Aragonese dell’Isola Rossa,</strong> che sorveglia l’ampia spiaggia ed è un esempio di architettura militare del Cinquecento.</p>
<p>Poco distante da Bosa si presentano meravigliose spiagge come quelle di <strong>Cumpoltittu , Porto Alabe e Porto Foghe</strong>, mentre da Magomadas a Tresnuraghes la costa è impervia, ma molto affascinante, con scogli che si alternano a spiaggette.</p>
<p>A pochi chilometri da Bosa, lungo la strada per Alghero, si trova il <strong>sito archeologico S’Abba Druche</strong>, testimonianza di un insediamento abitativo che va dall’epoca nuragica all’età romana imperiale, mentre nei dintorni si trovano anche le <strong>Domus de Janas di Coroneddu</strong> e la necropoli ipogeica di Chirisconis.</p>
<h4>Proseguendo nella parte nord della Sardegna, ed in particolare nel territorio di Sassari, ecco <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/castelsardo/#1480496816106-48a7f6ef-54ab" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Castelsardo</strong> </a>un borgo che ha cambiato nome ad ogni dominazione.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-125189 size-full" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/04/sardinia-3552441_1280-e1636042019767.jpg" alt="" width="800" height="450" /></p>
<p>Fondato nel 1102 dalla famiglia ligure dei Doria col nome di Castel Genovese, fu chiamato Castell’Aragonese nel 1448 dagli Spagnoli che, dopo averlo conquistato, gli concessero il privilegio di diventare “città regia” e fu infine ribattezzato Castelsardo nel 1769 dai governanti sabaudi.</p>
<p>Gli insediamenti nel territorio di Castelsardo risalgono, però, a molto prima del medioevo, addirittura al neolitico, come testimoniano i numerosi nuraghi eretti nell’area circostante e le Domus de Janas.</p>
<p>Una di queste, la <strong>Roccia dell’Elefante</strong>, così chiamata per il particolare aspetto che nel tempo le hanno dato gli agenti atmosferici, risale all’età del Rame ed ha di fronte il <strong>nuraghe Paddaggiu</strong>, appartenente all’ultima fase dell’età nuragica e ancora ben conservato.</p>
<p>Un’altra testimonianza di questo periodo è il <strong>nuraghe Ispighia</strong>, situato nell’omonima località in posizione strategica sopra la vallata del fiume Frigianu.  Lo specchio di mare sul quale si affaccia Castelsardo è compreso nei parchi nazionali dell’Asinara e dell’Arcipelago della Maddalena.</p>
<p>Il territorio interno e il centro storico, invece, conservano l’impianto risalente alla sua fondazione avvenuta nel 1102, caratterizzato da innumerevoli scalini, un labirinto di stradine su cui si affacciano le tipiche abitazioni sviluppate in verticale, gli slarghi in pietra e le piazzette</p>
<p>Arroccato su un grande promontorio affacciato sul mare, Castelsardo con il suo <strong>quartiere della Cittadella,</strong> vale a dire il labirinto di stradine contorte dell’antico borgo, che offre una visione di gran fascino.</p>
<h4>Il Castello, che oggi ospita il <strong>Museo dell’Intreccio Mediterraneo</strong>, è anche sede di convegni e di eventi culturali.</h4>
<p>Il museo è dedicato alla particolare attività artigianale delle donne di Castelsardo, che si dedicano ad intrecciare cesti.</p>
<p>E proprio l’arte dell’Intreccio Mediterraneo richiama nel borgo circa 80 mila visitatori l’anno, una cifra notevole che pone questo museo al secondo posto in Sardegna per numero di presenze, preceduto solo dal Compendio garibaldino dell’Isola di Caprera.</p>
<p>Nelle giornate più limpide lo sguardo spazia dalla Corsica all’Asinara, oppure si posa proprio sulle donne che, sull’uscio di casa, con un’abilità tramandata nei secoli, si dedicano ad intrecciare cestini, chiacchierando nel loro musicale dialetto, che raccoglie le influenze linguistiche dei dominatori genovesi, aragonesi e corsi.  I pescatori più anziani, invece, costruiscono con il giunco le nasse, una sorta di cestini conici utilizzati per la pesca dell’aragosta.</p>
<p>E gli <strong>spaghetti con l’aragosta,</strong> con i ricci e, in generale, tutti i piatti a base di pesce descrivono la cucina di Castelsardo. Il periodo migliore per gustare i ricci è quello invernale, da gennaio a marzo, mentre per le aragoste è preferibile attendere l’estate, poiché nel periodo più freddo occorre rispettare il fermo biologico.</p>
<h4>Un insieme di culture che ha prodotto, alla fine, un’armoniosa sintesi che costituisce la vera peculiarità di questo borgo.</h4>
<p>Non solo nella lingua, ma anche nella gastronomia, nel folclore e nell’originale artigianato artistico si ritrova il frutto di questi incroci culturali mediterranei.</p>
<p>Tra i monumenti più importanti di Castelsardo spicca la <strong>cattedrale di Sant’Antonio Abate</strong>, patrono della città, visibile dal mare anche da diverse miglia, grazie al suo campanile in maioliche colorate. La chiesa¸ sorta nel 1503, conserva uno dei più preziosi retabli della Sardegna, realizzato dal “Maestro di Castelsardo”.</p>
<p>L’opera, anteriore al 1492, è composta di quattro elementi di polittico dipinti combinando tempera e olio su tavola con fondo d’oro, rivelando l’abilità dell’artista di padroneggiare il linguaggio figurativo fiammingo, che dà moltissima importanza alla luce.  All’interno della chiesa si ammirano anche arredi di pregio, quali gli altari settecenteschi scolpiti nel legno di ginepro.</p>
<p>Poco oltre, si trova la <strong>chiesa di Santa Maria</strong>, sede della Confraternita di Santa Croce, dalla quale prendono avvio le antichissime sacre rappresentazioni della Settimana Santa.   La chiesa custodisce alcuni notevoli tesori, come la Pieddai, una statua di legno policromo raffigurante la Madonna, e soprattutto il crocefisso ligneo del “Cristo Nero”, il più antico della Sardegna, realizzato dai benedettini nel Trecento.</p>
<p><em><strong>Alessandro Campa</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>I borghi più belli d’Italia: Friuli Venezia Giulia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Jun 2024 06:00:04 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[borghi d'Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[Il viaggio nei borghi friulani tra storia ed eventi Terra di confine, crocevia di popoli e culture. I piccoli borghi del Friuli Venezia Giulia raccontano questo territorio, la sua storia e gli eventi più caratterizzanti, descrivendone appieno le sue peculiarità. Il viaggio nei borghi friulani inizia nella zona di Gorizia, quasi al confine con la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 align="center"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-112550" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/07/fagagna-2362010_1280.jpg" alt="friuli venezia giulia " width="800" height="533" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/07/fagagna-2362010_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/07/fagagna-2362010_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/07/fagagna-2362010_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h2 style="text-align: left;" align="center">Il viaggio nei borghi friulani tra storia ed eventi</h2>
<p><span id="more-112547"></span></p>
<p align="justify">Terra di confine, crocevia di popoli e culture. I piccoli borghi del Friuli Venezia Giulia raccontano questo territorio, la sua storia e gli eventi più caratterizzanti, descrivendone appieno le sue peculiarità.</p>
<h3 align="justify">Il viaggio nei borghi friulani inizia nella zona di Gorizia, quasi al confine con la Slovenia, dove si incontra <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/gradisca-di-isonzo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Gradisca d&#8217;Isonzo. </a></h3>
<p align="justify">Una cittadina dall’aria asburgica curata e accogliente e che dona un gran senso di libertà. Sono quattro i periodi di Gradisca: il quattrocento veneto, il seicento austriaco, l’ottocento asburgico e il novecento italiano.</p>
<p align="justify">Concepita dalla <strong>Repubblica di Venezia</strong> come baluardo contro le incursioni turche, fu edificata dagli architetti della Serenissima come un borgo fortificato con strade larghe che si intersecano ad angolo retto e che vanno a formare un tessuto edilizio regolare, suddiviso in compatti isolati di case.</p>
<p align="justify">Del periodo più antico di Gradisca restano la <strong>Casa dei Provveditori veneti,</strong> ora sede dell’Enoteca Regionale e il <strong>Palazzo del Fisco</strong>, chiamato anche <strong>Palazzo Coassini</strong>, edificato a partire dal 1479. Tra la seconda metà del XVI secolo e il primo quarto del XVII viene costruito <strong>Palazzo Strassoldo</strong>, prototipo per numerose altre dimore nobiliari edificate a <strong>Gradisca</strong> nel corso del sei-settecento.</p>
<p align="justify">Il governo dei <strong>principi di Eggenberg</strong>, tra il 1647 e il 1717, rappresenta il periodo d’oro di Gradisca, che conosce un notevole sviluppo economico, civile, demografico ed urbanistico, mentre tra il 1650 e il 1750 vengono edificati quasi tutti i palazzetti nobiliari che ancora oggi caratterizzano il centro storico.</p>
<p align="justify">Entro la fine del XVII secolo erano probabilmente già terminati <strong>Casa de’ Portis</strong>, <strong>Casa de’ Salamanca</strong>, <strong>Casa Wassermann</strong>, e uno degli edifici più importanti della cittadina, <strong>Palazzo de’ Comelli-Stuckenfeld</strong>, severo e massiccio, che prende in prestito da Palazzo Strassoldo le caratteristiche della facciata.</p>
<p align="justify">Durante il governo del <strong>Della Torre</strong> prende forma anche <strong>Palazzo Torriani</strong>, la residenza gradiscana della casata nobiliare, splendida villa suburbana che sta tra il palazzo di città e la dimora di campagna. L’edificio, ora sede del municipio, è senz’altro il più importante di Gradisca, d’ispirazione palladiana e che può esser letto come avamposto della cultura veneta nel Friuli orientale.</p>
<p align="justify">A Palazzo Torriani ha sede il Documentario della Città, in cui è stato concepita in modo originale la “sala di lettura” di luoghi espositivi a cielo aperto, il punto da cui partire per abbracciare con lo sguardo della storia le case e i palazzi, le mura e le garitte inaccessibili.</p>
<p align="justify">In queste varie fasi si riassume la storia di Gradisca. Un borgo fortificato d’origine tardo-quattrocentesca che, in seguito all’abbattimento di un tratto delle mura difensive, si è aperto al verde del parco e alla piana friulana.</p>
<p align="justify">La “<strong>Spianata</strong>”, centro della vita sociale della cittadina, nell’800, attraeva i forestieri con parate militari di austriaci a cavallo e concerti della <strong>Società Filarmonica</strong>, ma dopo la guerra avvenne la graduale trasformazione che fece diventare Gradisca una cittadella residenziale dall’aspetto signorile ricca di caffè di tradizione asburgica.</p>
<p align="justify">La sosta al caffè, il rito del bicchiere di vino all’Enoteca o in una delle tante osterie, la degustazione di un piatto locale sono dei piccoli piaceri che si manifestano in questo grazioso borgo friulano, cerniera tra mondi diversi, latino, germanico, slavo in cui si fondono, in un paesaggio di grande bellezza, tradizioni che sono patrimonio di tutta la civiltà europea.</p>
<p align="justify">E per restare in tema di piaceri sono sicuramente da provare gli ottimi salumi e formaggi, mentre tra i primi ecco la jota, una sostanziosa zuppa a base di fagioli, patate, cotenne, costine di maiale affumicate e crauti.</p>
<p align="justify">Tra i classici della cucina isontina ci sono le trippe, il baccalà e, nella stagione fredda, il cotechino, che qui si chiama “musetto”, servito con le rape acide. Tutte specialità accompagnate dal tesoro di queste terre, la fertile pianura bagnata dall’Isonzo, che ha per centro Gradisca e che produce vini che rientrano nella <strong>Doc “Isonzo del Friuli”</strong>. Il meglio è dato dai rossi, come il robusto <strong>Cabernet</strong>, il fragrante <strong>Merlo</strong>t e il corposo <strong>Refosco</strong>.</p>
<p align="justify">I dolci, invece, a Gradisca rivestono un ruolo importante e, su tutti, lo strudel di mele e la gubana. Quest’ultima contiene in un involucro di pasta una farcitura a base di noci, zibibbo, uvetta, pinoli, cioccolato, e viene servita a fette irrorata con grappa.</p>
<h3 align="justify">Poco distanti vi sono Gorizia, ricca di tesori d’arte, Aquileia, la seconda Roma e l’incredibile <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/palmanova/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Palmanova </a>che rappresenta un vero e proprio gioiello ed uno dei più riusciti e unici capolavori dell’architettura militare veneziana.</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-112558" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/07/dogendom-3632506_1280.jpg" alt="" width="800" height="611" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/07/dogendom-3632506_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/07/dogendom-3632506_1280-300x229.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/07/dogendom-3632506_1280-768x587.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p align="justify">La sua forma a stella, con nove punte tutte uguali, è infatti un inno alla perfezione e simmetria urbanistiche. La struttura, progettata e poi realizzata con grande maestria ingegneristica, si componeva di bastioni, cortine, e rivellini. Tra queste è presente un fossato e una rete di gallerie sotterranee, alcune visitabili, che permettevano alle truppe di muoversi tra le varie linee.</p>
<p align="justify">La simmetrica disposizione dei moduli architettonici e delle fortificazioni, insieme all’impianto urbanistico radiale con al centro la maestosa Piazza d’Armi, cuore pulsante della fortezza, rendono Palmanova perfettamente rispondente ai caratteri di città ideale teorizzati nell’ambito della cultura del Rinascimento.</p>
<p align="justify">L’accesso alla città, che avviene attraverso le tre porte, era pensato anche per permettere al visitatore, una volta oltrepassata la cerchia muraria, di godere immediatamente di uno scorcio profondissimo</p>
<p align="justify">Con un solo sguardo è infatti possibile raggiungere direttamente il cuore di <strong>Palmanova</strong>, <strong>Piazza Grande</strong>, sulla quale si affacciano i principali monumenti: il <strong>Duomo Dogale</strong>, con la sua facciata baroccheggiante, uno dei più illustri esempi dell’architettura veneta nel Friuli Venezia Giulia, il <strong>Palazzo del Provveditore Generale</strong>, altro simbolo del potere civile, oggi sede del Municipio e la Loggia della Gran Guardia, che ospitava il corpo di guardia a tutela del provveditore.</p>
<p align="justify">Da queste parti, un evento sicuramente degno di nota è <strong>A.D. Palma alle Armi</strong> il primo weekend di settembre. Si tratta della rievocazione storica italiana con il più alto numero di partecipanti in abito storico. Un fine settimana durante il quale va in scena la storia della fortezza, tra picchieri, moschettieri, soldati e popolo, nei giorni febbrili che ricordano le Guerre Gradiscane contro gli Asburgo.</p>
<p align="justify">Di grande rilevanza anche l’Unesco Cities Marathon, l’unica maratona al mondo che collega tre siti appartenenti al <strong>Patrimonio Mondiale dell’Unesco: Cividale del Friuli</strong>, antica capitale longobarda, Palmanova, città fortezza a stella a nove punte e Aquileia, centro dalle importanti vestigia romane, che distano esattamente 42,195 chilometri, la lunghezza classica della maratona.</p>
<h3 align="justify">Restando sempre nella provincia di Udine ecco <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/strassoldo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Strassoldo.</a></h3>
<p align="justify"><strong>Frazione di Cervignano del Friuli </strong>che presenta subito i due castelli posti su un’isola, circondata dal fiume Taglio e dalle sue derivazioni, e che preservano all’interno mobili antichi, quadri e cimeli familiari, mentre i loro parchi di risorgiva sono tra i più suggestivi del Friuli.</p>
<p align="justify">Questi furono creati nel Settecento con il prosciugamento delle paludi circostanti, che fino a quel momento servivano da elemento di difesa. Il parco del Castello di Sopra racchiude aiuole ricche di rose cinesi, antiche e inglesi e rare essenze rare, un gazebo di palme, una orangerie, pozzi e alberi secolari.</p>
<p align="justify">Il parco del Castello di Sotto, invece, si fonde con la campagna e il bosco circostanti, e l’acqua di fontane, pozzi, laghetti e peschiere costituisce una naturale quinta scenica alle statue e alle specie rare. I castelli sono di proprietà privata e non sempre visitabili. Aprono al pubblico, in date variabili, per alcuni eventi tra cui Castelli Aperti, In Primavera: Fiori, Acque e Castelli e In Autunno: Frutti, Acque e Castelli, quando si possono ammirare decorazioni scenografiche e prodotti artigianali.</p>
<p align="justify">Un altro luogo da non perdere è Villa Vitas, costruita dal ramo dei conti Strassoldo – Chiasottis verso la fine del Seicento, da visitare in abbinamento ad una degustazione dei vini della tenuta, dato che Strassoldo è anche il nome di un vino prodotto da Villa Vitas, dove la superficie vitata è stata riorganizzata secondo sistemi di moderna concezione.</p>
<h3 align="justify">Continuando a scoprire il territorio di Udine si arriva a <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/clauiano/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Clauiano</a>, frazione di Trivignano Udinese un borgo rurale che rappresenta l’eleganza della semplicità e il fascino di un ambiente di altri tempi.</h3>
<p align="justify">Una località che mantiene nel suo insieme una precisa identità, dove a parlare sono ancora piéris e clàps le pietre e i sassi, il decoro e l’ambizione dei portali e gli ambienti della vita contadina, il fogolâr, e il foledôr, il granaio, e le molte e piccole tracce lasciate dalla storia, non quella delle grandi architetture e dei grandi eventi, ma quella dettata dalle impellenti necessità della vita quotidiana.</p>
<p align="justify">Gli edifici religiosi sono due. Poco fuori del borgo, appartata, sorge la chiesa di San Marco, di origini trecentesche, ma ampiamente rimaneggiata nel XVI secolo che presenta tracce di affreschi della prima metà del XV secolo.</p>
<p align="justify">La chiesa di San Giorgio, invece, nell’aspetto attuale risale al XVIII secolo, ma l’origine è più antica. A pianta longitudinale, è composta di un’aula rettangolare e abside poligonale con notevole fonte battesimale cinquecentesco attribuito a Pietro da Carona.</p>
<p align="justify">Soprattutto intorno alla chiesa sono localizzati gli edifici più antichi che risalgono al XV secolo e vanno a formare il nucleo storico di Clauiano. Più numerose sono le costruzioni del XVII e XVIII secolo, la cui tipologia è essenzialmente quella della tipica casa friulana: il fronte principale sulla strada, uno splendido portale in pietra e la corte interna.</p>
<p align="justify">Ogni casa ha la sua storia, che è bello conoscere visitandola. Gli elementi decorativi di pregio sono il tipico focolare con cappa e camino dalle forme venete, il colonnato della loggia, la colonna in pietra che sorregge il portico davanti alla stalla, i caminetti del granaio con cui si riscaldavano gli ambienti dove erano allevati i bachi da seta.</p>
<p align="justify">Casa Gardellini, del XV secolo, considerata la più vecchia del borgo, conserva sulla facciata una decorazione bianca e rossa con motivi a losanga. Villa Ariis rappresenta un tipico complesso padronale di ambito veneto-friulano del XVIII secolo, composto dall’abitazione, dai rustici annessi e da un grande orto cintato da una muraglia merlata con due colonne in pietra.</p>
<p align="justify">Villa Manin è una pregevole dimora nobiliare settecentesca della pianura friulana. Appartenuta a uno dei più importanti casati della Serenissima, era un grande centro produttivo, come rivelano i fabbricati che dovevano servire all’attività agricola, tra i quali il foledôr, l’enorme tinaia a lato dell’abitazione padronale.</p>
<p align="justify">A Clauiano si va anche per cantine, a degustare i vini bianchi e rossi con il marchio Doc “Friuli Aquileia” mentre tra gli eventi spiccano Pensieri e Sapori, tra aprile e maggio, in cui avviene la presentazione di opere di scrittori di origine friulana, incontri con gli autori e degustazione di vini e prodotti tipici del territorio e Immaginare il tempo.</p>
<p align="justify">Quest’ultimo è un concorso artistico, finalizzato alla selezione di 12 immagini che andranno a comporre il calendario dell’anno successivo, è riservato ai giovani artisti. La selezione delle illustrazioni si svolge nel borgo durante l’ultimo fine settimana di settembre e durante questa occasione le antiche case rimangono aperte ed ospitano degustazioni, spettacoli teatrali e musicali, esposizioni artistiche ed artigianato.</p>
<h3 align="justify"><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/fagagna/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Fagagna</a> invece è un luogo che rimane nel cuore, con le sue osterie, i due castelli e le chiese.</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-112550" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/07/fagagna-2362010_1280.jpg" alt="fagagna" width="800" height="533" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/07/fagagna-2362010_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/07/fagagna-2362010_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/07/fagagna-2362010_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p align="justify">Un paese vivo, dalle grandi potenzialità, che in realtà è costituito da sette antiche e distinte borgate che lo sviluppo edilizio degli ultimi decenni ha compattato in un unico centro abitato.</p>
<p align="justify">Partendo dal Palazzo Municipale, si può salire al colle del castello attraverso una vecchia strada selciata, via Cecconaia. In cima si trovano il Palazzo della Comunità, sede amministrativa e giudiziaria della Comunità di Fagagna dagli inizi del XVI secolo al 1797, e i ruderi del castello, la cui parte più antica risale all’XI secolo.</p>
<p align="justify">Merita una visita il Castello di Villalta, anche solo dall’esterno perché è proprietà privata, che si erge in mezzo alla campagna con la sua torre e le mura merlate almeno dal 1216, quando compare per la prima volta nelle cronache come feudo della nobile famiglia dei Villalta.</p>
<p align="justify">Imboccando poi un’altra strada selciata, via Salizzada, si arriva alla Pieve di Santa Maria Assunta, costruita su preesistenze paleocristiane nel XIII secolo e con il suo campanile che timidamente appare dietro il colle del castello che ha vegliato per secoli sulle vicende del borgo.</p>
<p align="justify">Dalla Pieve si incontra una casa-forte del XIV secolo e si giunge infine al Museo della vita contadina, ospitato in Cjase Cocèl, una tipica dimora friulana di campagna del XVII secolo. Qui è d’obbligo una lunga sosta perché si tratta del museo più vivo, vero e completo della civiltà rurale in Italia.</p>
<p align="justify">Sono stati ricreati tutti gli ambienti della memoria friulana, dalla cucina con il fogolâr alla camera da letto al granaio. Colpiscono gli odori: di stalla per la presenza degli animali, di mosto perché si fa il vino, di carbone nella fucina, il profumo del pane nel forno e della farina nel mulino. Vi sono le merlettaie, la filatrice, il mugnaio, il fabbro e un bicchiere di vino che attende il visitatore all’osteria</p>
<p align="justify">In questo museo, a gennaio, ha luogo la Festa del Norcino, giornata dedicata alla valorizzazione dei prodotti tipici della norcineria friulana e dei loro artefici. Poi a metà luglio, nel cortile di Cjase Cocèl, si rianima la vecchia trebbiatrice per rivivere la trebbiatura della segale e del frumento nella Giornata della Trebbiatura. A novembre, invece, ecco la Festa della Zucca, dedicata ai bambini che intagliano maschere stravaganti e che vuole ricordare anche le generose zucche del luogo</p>
<p align="justify">Ma un altro evento importante è anche la Corsa degli Asini, la prima domenica di settembre. La manifestazione più nota del Comune è nata nel 1891. Un tempo compagno di fatica dell’uomo nei lavori campestri, l’asino torna protagonista in una delle rare feste che ormai gli sono dedicate.</p>
<p align="justify">La corsa si svolge nella piazza del capoluogo. La domenica seguente, il Palio dei Borghi assegna lo stendardo all’asino che ha vinto la gara, dopo una rappresentazione teatrale che vede impegnati i borghi Centro, Paludo, Riolo e Piç.</p>
<p align="justify">Fagagna dista pochi chilometri da San Daniele dove l’aria che scende dalle Alpi Carniche incontra quella che sale dall’Adriatico e beneficia i gustosi prosciutti. Trionfano, dunque, i salumi e le ricette tradizionali del maiale come brovada e muset, ovvero rape bianche inacidite e cotechino, verze e salsicce e il pestât , lardo con verdure e aromi, che accompagna il brasato o la minestra di fagioli.</p>
<p align="justify">Un altro prodotto gastronomico è il celebre formaggio di Fagagna, erede della tradizione delle latterie turnarie. La latteria sociale di Fagagna è stata, nel 1885, tra le prime strutture cooperative del Friuli. Oggi sono due i caseifici che continuano ad assicurare la qualità di un formaggio prodotto solo con latte crudo, non pastorizzato, dal gusto inconfondibile grazie alle erbe presenti nel fieno dei prati intorno a Fagagna.</p>
<h3 align="justify">Si prosegue per <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/venzone/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Venzone</a> un borgo caratterizzato da un’interessante doppia cerchia di mura del XIII secolo.</h3>
<p align="justify">Un ampio fossato circonda la prima cinta di mura che forma un terrapieno su cui è costruita la seconda, intercalata da torri a sezione rettangolare.</p>
<p align="justify">Appena fuori dalla cittadina fortificata è possibile godersi il panorama esplorando i sentieri del Parco naturale delle Prealpi Giulie o passeggiando attraverso l’antico sentiero celtico che collega le quattrocentesche chiesette che contornano il paese in un ambiente unico e accogliente.</p>
<p align="justify">Entrando nel borgo dalla Porta di sotto, invece, si trova immediatamente Casa Marcurele l’edificio più antico edificato nel XI secolo in stile romanico con bifore in bassorilievo. Successivamente, procedendo verso nord, ecco il trecentesco Palazzo degli Scaligeri e il Palazzo Zinutti, edificio duecentesco con elegante ballatoio con parapetto in ferro battuto e portone barocco.</p>
<p align="justify">Il Duomo romanico-gotico del ‘300 non può essere tralasciato in quanto è considerato il monumento della restaurazione post terremoto. Consacrato nel 1338 dal patriarca di Aquileia Bertrando ha la pianta a croce a T, composta da una navata longitudinale e da un ampio transetto.</p>
<p align="justify">Nel sagrato anteriore del Duomo si trova la Cappella di San Michele costruita nel 1200, attuale sede delle Mummie di Venzone. La loro storia risale al 1647, quando venne alla luce la mummia del “gobbo”, la prima di una quarantina estratte dalle tombe del Duomo.</p>
<p align="justify">Tutte le altre risalgono al XVIII e XIX secolo. Nel 1845 dalla Cripta furono traslate nella Cappella superiore. Dai ruderi della Rotonda di San Michele, crollata per il terremoto del 6 maggio 1976, dei 21 corpi mummificati ne furono estratti 15 sostanzialmente integri. Attualmente le mummie visibili sono 5, esposte nuovamente nella Cripta della Cappella cimiteriale di San Michele.</p>
<p align="justify">La mummificazione naturale delle salme qui esposte si deve a particolari condizioni ambientali che si sono verificate in alcune tombe nelle quali si sviluppa l’Hypha bombicina Pers., una muffa che ha la proprietà di disidratare i tessuti inibendone la decomposizione.</p>
<p align="justify">Un altro sito interessante è Palazzo Orgnani-Martina dove ha luogo la Mostra permanente Tiere Motus. Storia di un terremoto e della sua gente che guida il visitatore lungo le tappe significative del percorso iniziato il 6 maggio 1976 che ha portato il Friuli ad essere quello di oggi.</p>
<p align="justify">L’insolito titolo coniuga le espressioni di due lingue nobili e antiche proprie della storia di queste terre: il friulano Tiere (Terra) e il latino Motus (Moto). Tiere come significato di identità, di profonde emozioni e di un alto senso di appartenenza alla terra e alla cultura friulane. Motus come intenso richiamo alle origini ed alla storia madre, ma soprattutto alla forza di un popolo di superare due millenni di vicende umane e di eventi naturali ostili.</p>
<p align="justify">L’Orcolat, la terrificante creatura che nella tradizione popolare impersona il terremoto, si ridesta grazie a tecniche di realtà virtuale. Le sale espositive del primo piano riportano, con un ordine inizialmente cronologico e poi tematico, i momenti cruciali dal terremoto alla ricostruzione.</p>
<p align="justify">Si conclude con una sala dedicata alla memoria in un viaggio multimediale nella grande quantità di documenti (audio, video, testi, immagini) prodotti al tempo del terremoto e che si arricchisce giorno per giorno.</p>
<p align="justify">Continuando a camminare attraverso il centro storico di Venzone ci si imbatte in Casa Calderari, XIV secolo e si arriva in Piazza Municipio, dove emerge il Palazzo Comunale, edificio gotico costruito ai primi del 1400, restaurato ai primi del 1500 e dotato della torre dell’orologio, le cui facciate esterne sono decorate con una serie di stemmi delle più antiche nobili famiglie venzonesi</p>
<p align="justify">La cittadina di Venzone ospita ogni anno diverse sagre e manifestazioni popolari, spettacoli teatrali ed eventi sportivi e culturali. Tra questi va ricordato Venzone ti aspetta! Una rassegna di spettacoli e concerti che hanno luogo tra giugno e agosto, mentre a dicembre si svolge l’Antica Sagra di Santa Lucia e Sapori a Venzone con li Tripis dal Turo, piatto tradizionale della manifestazione. In tale occasione tutti i locali preparano le trippe già dal primo mattino</p>
<p align="justify">Un’altra specialità tipica di Venzone è il formaggio, caratterizzato da una produzione casearia molto varia che ne offre diverse tipologie. Tra i più freschi spiccano le caciotte semplici od aromatizzate, il tenero caseretta e la ricotta fresca. Più stagionati e tradizionali sono invece i classici Montasio e Latteria Venzone, a cui si aggiungono delle vere e proprie particolarità, come i Sot la Trape di Refosco o di Verduzzo, formaggi affinati nella vinaccia ed invecchiati oltre diciotto mesi ed il Vençionut, con aromi erbacei per l’aggiunta di petali di fiori di calendula.</p>
<h3 align="justify">Proseguendo il viaggio tra i borghi friulani si arriva a<a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/sappada-vecchia-plodn/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Sappada </a>un paese nato dal legno e con un’architettura tradizionale molto ben conservata.</h3>
<p align="justify">Si tratta della cosiddetta struttura “a Blockbau”, tipica della cultura tedesca, con case quasi interamente di legno, a travi orizzontali incastrate agli spigoli e poggianti su un basamento in pietra.</p>
<p align="justify">A questa tipologia corrispondono molte abitazioni anche quelle di più recente costruzione o restaurate nelle borgate Mühlbach, dove ha sede il Museo Etnografico, Cretta, con la Casa-museo della Civiltà Contadina, e Cima Sappada. Quest’ultima si trova a quasi 1300 metri di quota in posizione panoramica sulla valle e conserva una Blockhaus di fine Settecento perfettamente mantenuta.</p>
<p align="justify">Tra le borgate, Cima Sappada è quella che presenta il maggior numero di sopravvivenze architettoniche del Sei e Settecento, tra cui una casa padronale in muratura e la chiesetta di Sant’Osvaldo con portico aperto ai lati come negli edifici religiosi della Carnia.</p>
<p align="justify">Tutte le borgate, inoltre, sono disseminate di chiesette, crocifissi, opere pittoriche e segni sacri, così come di fontane, ogni frazione ha la sua, e di piccole cappelle, la più antica delle quali è in borgata Bach, mentre in borgata Granvilla è da vedere la chiesa parrocchiale di impronta barocca settecentesca, con una pala d’altare del 1802 di Joseph Renzler.</p>
<p align="justify">Le baite e rifugi del borgo propongono tutti la tipica cucina sappadina che, d’impronta germanica, predilige il burro fuso e i salumi e i formaggi affumicati prevalgono su quelli conservati col sale. In più, abbinata alla polenta, la ricotta acida insaporita con erbe aromatiche è presente in molti piatti della tradizione, anche come ripieno nei ravioli “pizzicati”.</p>
<p align="justify">Il Carnevale è l’appuntamento più atteso dell’inverno e si svolge in più tappe: la Domenica dei Poveri, la Domenica dei Contadini e quella dei Signori. Il mascheramento è totale e nessuno scopre il volto durante la festa. La maschera guida è il Rollate, un personaggio imponente, vestito con un pellicciotto di montone scuro e con pantaloni a righe orizzontali ricavati dalla tela che serviva a coprire gli armenti in inverno.</p>
<h3 align="justify">Spostandosi nella zona di Pordenone si visita <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/poffabro/." target="_blank" rel="noopener noreferrer">Poffabro</a>, frazione di Frisanco.</h3>
<p align="justify">Qui la fantasiosa architettura spontanea che sposa la pietra e il legno si intreccia con le voci del bosco e il mormorio delle acque, costituendo il fascino del borgo.</p>
<p align="justify">Poffabro è un’opera umana unica, incastonata nella natura intatta e silenziosa del Friuli pedemontano. Poffabro e la sua “forza magica” risiedono nell’effetto incantatore delle pietre tagliate al vivo e dei balconi di legno, elementi architettonici schietti e austeri, che danno un senso di intimità e raccoglimento nelle corti racchiuse su se stesse, a cui si accede attraverso uno stretto arco.</p>
<p align="justify">Nemmeno il terremoto del 1976 è riuscito a scalfire le case in pietra locale a tre o quattro piani, con i profondi ballatoi di legno a vista, caratterizzati dalle protezioni laterali sviluppate in verticale, unite tra di loro come in cerca di protezione.</p>
<p align="justify">Il bello del borgo sta proprio nella sua assenza di palazzi pomposi e signorili e nell’umile realtà di pilastri, scale e archi in sasso, in armonia perfetta con la natura circostante. La chiesa di San Nicolò è prima di tutto il segno di un’innegabile fede, rivendicata attraverso le dimensioni anomale rispetto a quelle degli altri edifici del paese. La fisionomia attuale della chiesa, con la sua maestosa facciata bianca, si delineò già a fine Seicento, ma fu spesso oggetto di restauri e rifacimenti, a causa delle frequenti scosse di terremoto.</p>
<p align="justify">Da Poffabro si diramano numerosi sentieri di montagna per passeggiate ed escursioni nei boschi che sono alla portata di tutti. Il territorio del Comune rientra in parte nel Parco Regionale delle Dolomiti Friulane, ricco di straordinari paesaggi.</p>
<p align="justify">Nel vicino abitato di Andreis in Val Cellina si possono ammirare i “dalz”, splendidi esempi di architettura spontanea rurale, case in sasso con i ballatoi in legno ad assi orizzontali e rivolti a sud, usati un tempo per farvi essiccare mele e pannocchie, e oggi per esibirvi i fiori della valle.</p>
<p align="justify">Un prodotto tipico presente nel borgo sono le scarpeti di Poffabro, pantofoline in velluto lavorate a mano dagli ultimi artigiani e che si possono osservare e acquistare durante la mostra dell’artigianato locale tutti i giorni nel periodo estivo e natalizio.</p>
<p align="justify">Un altro evento suggestivo è Poffabro, presepe tra i presepi che presenta nell’incantata atmosfera invernale del borgo un centinaio di composizioni sulla Natività. I presepi sbucano da finestre, cortili e ballatoi vegliati dalle grandi sagome bianche di pastori e angioletti poste sui balconi imbiancati dalla neve insieme a composizioni di fiori e frutta.</p>
<p align="justify">La prima domenica di settembre è tempo di Paesi Aperti, manifestazione cultural-gastronomica frutto del gemellaggio tra i comuni di Frisanco e di Andreis. Mostre di fotografia, laboratori artistici, musica tradizionale, ricostruzioni di antichi mestieri costituiscono il menu culturale, mentre quello più propriamente culinario consiste nella realizzazione di ricette come quelle della morja accompagnata da polenta, o dello scopeton, oltre alle trippe e ai dolci fatti in casa.</p>
<p align="justify">Quella di Poffabro è una cucina povera, ma impreziosita dalle erbe aromatiche di montagna, quella delle valli del Pordenonese. Tipico è il frico, formaggio di salamoia fritto in padella, ottimi gli insaccati e infine la pitina, tradizionale impasto di carne macinata e aromatizzata che viene conservata affumicata e può essere consumata cruda o cotta.</p>
<h3 align="justify">Un’altra piccola frazione è <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/toppo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Toppo di Travesio</a> poco più di 400 anime, è uno di quei posti da scoprire con calma e con fiducia, un borgo rurale, tra i meglio conservati della collina pordenonese.</h3>
<p align="justify">Fin dal XIII secolo il borgo di Toppo si compone di due nuclei distinti, separati dal letto del rio Gleria: il primo, a oriente, s’identifica con i masi di Toppo, le attuali via Fornace e via Nazario Sauro e l’altro, a occidente, è la borgata di Pino ai piedi del castello, corrispondente alle attuali via Verdi e via Castello.</p>
<p align="justify"><a name="_Hlk76322872"></a> Punto di partenza per la conoscenza del territorio della media collina pordenonese compreso tra il fiume Tagliamento a est e il torrente Meduna a ovest, è il Palazzo Toppo-Wassermann. Questo, divenuto centro culturale per l’intero territorio, offre alla conoscenza di tutti il patrimonio storico e paesaggistico di questi luoghi, ospitando mostre temporanee e l’esposizione dei reperti archeologici del castello dei feudatari di Toppo.</p>
<p align="justify">Il Palazzo Toppo-Wassermann sorge ai piedi del castello, nella borgata di Pino, chiamata anche “dei Martins”, dal nome degli antichi proprietari del maso originario da cui si è sviluppato nel Cinquecento questo interessante esempio di dimora signorile di campagna. Rimaneggiato nel Settecento, il palazzo era sede amministrativa per gli affari della famiglia Toppo e, insieme, luogo di villeggiatura.</p>
<p align="justify">Dal cortile si accede alla cappella gentilizia di San Girolamo. Al suo interno due dipinti settecenteschi, l’acquasantiera longobarda risalente al Mille e la statua di Santa Lucia in pietra dipinta, attribuita a un lapicida medunese del Quattrocento.</p>
<p align="justify">Da palazzo Toppo Wassermann inizia il percorso dei masi che conduce alla scoperta degli originari nuclei del borgo. Nel piazzale antistante al palazzo si osserva un edificio secentesco con arco d’ingresso, un tempo residenza estiva dei Conti di Spilimbergo.</p>
<p align="justify">Diversi sono gli edifici in sasso di Borgo Martins, come il maso che s’incontra salendo lungo via della Colonia. Poco oltre, sulla sinistra, inizia la carrabile che porta al castello. Gli imponenti resti del castello dominano la piana e l’abitato di Toppo dalle pendici del monte Ciaurlèc, e sono visitabili con un percorso guidato.</p>
<p align="justify">Il maniero è uno dei più importanti esempi di architettura fortificata del Friuli del XII-XIV secolo, grazie al suo buono stato di conservazione e al fatto che non ha subito mutamenti dopo il XV secolo.</p>
<p align="justify">Il nucleo centrale del fortilizio, delimitato da una cerchia di mura dall’andamento poligonale, racchiudeva la possente torre-mastio di epoca feudale. Al suo interno gli scavi archeologici hanno portato alla luce l’impianto di una zecca clandestina che coniava monete false, veneziane e carinziane, nel primo trentennio del XIII secolo.</p>
<p align="justify">Qui, nel capoluogo, è d’obbligo la visita a uno dei più rilevanti cicli pittorici rinascimentali del Friuli, custodito nell’antica Pieve di San Pietro rinnovata nell’Ottocento in stile neoclassico. Si tratta degli affreschi di Giovanni Antonio de Sacchis detto “il Pordenone”, un artista che rivaleggiò niente meno che con Tiziano. Formatosi in ambiente veneto, il Pordenone è pittore complesso, dalle influenze molteplici che vanno da Giorgione a Michelangelo.</p>
<p align="justify">Un evento degno di nota da queste parti è Settembre in villa – Portoni Aperti, ad inizio settembre. Una decina di case friulane in Borgo Martins e in via della Fornace aprono le loro porte ai visitatori. Il cuore della manifestazione è il palazzo dei conti Toppo-Wassermann, intorno al quale sono allestiti i chioschi con mercatino, enoteca e prodotti tipici, tra cui risalta il formaggio salato della Val Cosa, cremoso, morbido, maturato in una particolare salamoia di acqua, sale, latte e panna, conservata in tini di larice.</p>
<h3 align="justify">Un altro borgo figlio di contadini, tagliapietre e cestai è <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/polcenigo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Polcenigo</a> che i suoi abitanti chiamano semplicemente al borc, «il borgo», in friulano occidentale.</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-112551" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/07/houses-6152665_1280.jpg" alt="" width="800" height="533" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/07/houses-6152665_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/07/houses-6152665_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/07/houses-6152665_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p align="justify">Polcenigo è un intreccio di elementi naturali ed umani ed è attraversata e accarezzata dalle acque, siano esse i ruscelli in cui si lavavano i panni, i torrenti che scendono dalle montagne, le acque di risorgiva, o il fiume Livenza che serpeggia tra prati e boschi.</p>
<p align="justify">Questo territorio ricco di sorgenti e corsi d’acqua, è da scoprire poco a poco e con ritmi lenti. Molte le cose da vedere, a cominciare dal Parco rurale di San Floriano, in località San Giovanni, che si estende su una superficie di 40 ettari ed è l’unico esempio di parco naturale e rurale in Italia. Si distingue per la varietà di flora e fauna, i prati a pascolo permanente e l’allevamento di animali.</p>
<p align="justify">Il Livenza è l’habitat naturale della trota, che diviene la prelibatezza culinaria più rappresentativa di Polcenigo, mentre un altro prodotto tipico è il thést, il cesto in vimini o in giunco prodotto dai cestai riprendendo una tradizione locale e al quale, il primo fine settimana di settembre, è dedicata una sagra ed una mostra dei prodotti tipici e dell’artigianato.</p>
<p align="justify">La visita al borgo, invece, può cominciare dal castello che sorge in cima a una collina da cui domina l’intera vallata. Come posto di avvistamento, tradizione vuole che sia stato assegnato nell’<strong> 875</strong> da <strong>Carlo il Calvo</strong> a un suo luogotenente.</p>
<p align="justify">Come castello, per quattro secoli resistette a guerre e invasioni. Distrutto da un incendio, fu ricostruito tra il 1738 e il 1770 come villa veneta dall’architetto veneziano Matteo Lucchesi e fu connesso al borgo di sotto tramite una scalinata di 365 gradini in pietra.</p>
<p align="justify">La piazza è dominata da <strong>Palazzo Fullini</strong>, una delle dimore signorili cinque – secentesche che impreziosiscono Polcenigo, che apparteneva alla famiglia Fullini che nel Seicento acquistò il titolo di conte dalla Repubblica di Venezia.</p>
<p align="justify">Proseguendo lungo via Gorgazzo si trova <strong>Palazzo Scolari-Salice</strong>, una dimora gentilizia del XVI secolo ristrutturata nel rispetto dell’originaria tipologia. Il bel giardino ottocentesco all’italiana del palazzo è addossato alla collina e vi si accede mediante un ponte che attraversa un torrente.</p>
<p align="justify">Situata tra il borgo e il castello, la chiesa di San Giacomo in origine era la chiesa di uno dei primi conventi francescani del Friuli, già esistente nel 1262. Al suo interno convivono elementi di varie epoche, come il portale cinquecentesco, l’armonioso interno settecentesco e affreschi trecenteschi.</p>
<p align="justify">Le forme attuali della chiesa di San Lorenzo, di fondazione duecentesca, risalgono in buona parte a lavori di restauro compiuti tra il 1890 e il 1908. L’interno, a navata unica, ospita un tabernacolo e un altare del portogruarese Giovanni Battista Bettini del XVIII secolo e una pala seicentesca della Trinità di Tiziano Vecellio detto il “Tizianello”, discendente dell’omonimo pittore cadorino.</p>
<h3 align="justify">Un piccolo mondo antico si può ammirare a <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/valvasone-arzene/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Valvasone Arzene</a>.</h3>
<p align="justify">Sorto a ridosso di un guado del Tagliamento, ha conservato la sua anima rurale cresciuta intorno al castello e racchiusa nelle dimore urbane cinquecentesche, nel Borgo delle Oche e nelle chiesette di campagna.</p>
<p align="justify">La visita al borgo inizia dal Palazzo Comunale, costruzione signorile d’aspetto settecentesco che si affaccia sulla piazza Mercato inglobando precedenti strutture medievali. Di fronte, <strong>Palazzo Martinuzzi-Dulio</strong> non nasconde la sua impronta rinascimentale veneziana sotto la ristrutturazione del 1846. Tornando indietro, il signorile Palazzo Fortuni mostra la sua scenografica facciata secentesca posta di fronte alla chiesa dei Santi Pietro e Paolo, di cui si ha notizia dal 1355, quando accanto esisteva un ospedale per i viandanti. Consacrata nel 1497, la nuova chiesa conserva gli affreschi di Pietro da Vicenza che in parte ricoprono più antiche pitture a fresco trecentesche</p>
<p align="justify">Proseguendo si arriva all’ex convento dei Domenicani, uno dei luoghi di più antica memoria di Valvasone: alla chiesa, terminata intorno al 1355, fu affiancato un convento consacrato nel 1500 dopo il saccheggio dei turchi.</p>
<p align="justify">Poi il Duomo, voluto dai cittadini e dai notabili di Valvasone nel 1449 e consacrato solo nel 1484, presenta una facciata neogotica di fine Ottocento, che nasconde all’interno tesori delle età più antiche, soprattutto l’organo ancora funzionante di <strong>Vincenzo de Columbis</strong>, una delle più belle opere d’arte dell’intero Friuli.</p>
<p align="justify">L’unico organo del Cinquecento veneziano ancora esistente in Italia, i cui meravigliosi timbri risuonano principalmente in primavera durante Concerti d’Organo, la rassegna organistica che ha luogo nel <strong>Duomo di Valvasone</strong>.</p>
<p align="justify">Si può quindi entrare nel castello, un vasto complesso che domina con la sua mole la piazza del borgo, che appare il frutto di stratificazioni successive. In un salone al piano terra decorato con fregi cinquecenteschi si trova un delizioso teatrino del Settecento, mentre è possibile uscire dalla piazza attraverso la torre portaia e raggiungere il <strong>Borgo Alpi</strong> chiamato anche <strong>Borgo delle Oche</strong> per la sua vocazione agricola.</p>
<p align="justify">Durante la seconda settimana di settembre il borgo è palcoscenico di Medioevo a Valvasone, una rievocazione storica in costume contornata da cene fiabesche, degustazioni nelle taverne e creazioni degli artigiani, i quali utilizzano l’evento per mostrare i loro lavori.</p>
<p align="justify">Al confine col Veneto, nella bassa pianura friulana, si incontra<strong><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/sesto-al-reghena/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Sesto al Reghena</a> </strong>dove campi coltivati lungo l’antica strada romana annunciano la terra degli abati, ricca di verde e di acque.</p>
<p align="justify">Verso la metà dell’VIII secolo, nell’ultima fase dell’età longobarda, tre fratelli fondarono l’abbazia benedettina di Santa Maria di Sesto, che dalle rive del Reghena avrebbe diffuso potere, spiritualità e arte.</p>
<p align="justify">La torre campanaria segnala all’orizzonte la presenza dell’abbazia, una delle più importanti istituzioni monastiche del Friuli. Vi si accede passando sotto la rinascimentale torre Grimani, una delle sette che difendevano le mura dove fino al Settecento vi era il ponte levatoio.</p>
<p align="justify">L’edificio in mattoni a sinistra è l’antica cancelleria abbaziale, sede della giurisdizione civile dalla fine del XI secolo. A destra la residenza degli abati, oggi sede municipale, è una costruzione rinascimentale sulla cui facciata si conservano gli stemmi affrescati di cinque abati commendatari.</p>
<p align="justify">Sul lato est di <strong>Piazza Castello</strong>, il <strong>Palazzo degli Abati</strong> forma un prospetto continuo con una loggetta a due piani e con il portico d’accesso al vestibolo della chiesa di Santa Maria. Si passa quindi all’atrio romanico, diviso in tre navate da pilastri quadrangolari di mattoni, che conserva un notevole lapidario che va dall’epoca romana all’età moderna.</p>
<p align="justify">L’interno della chiesa abbaziale presenta un notevole apparato di pitture a fresco in cui spiccano quelle della zona presbiteriale, eseguite intorno al secondo e terzo decennio del XIV secolo da pittori padovani della <strong>scuola di Giotto</strong>.</p>
<p align="justify">Nella cripta situata sotto il presbiterio, ricostruita nel 1914 e scandita da volte a crociera impostate su colonne marmoree si conservano gli altri tesori dell’abbazia. Uno è la quattrocentesca Pietà, o Vesperbild, scultura devozionale di provenienza germanica in pietra arenaria verniciata a olio che concentra su di sé tutto il dolore del mondo, con gli occhi della Madonna persi nel vuoto, invecchiata sotto il suo velo bianco.</p>
<p align="justify">L’altro, sempre nella cripta dell’abbazia, è uno dei pezzi pregiati dell’arte longobarda dell’VIII secolo, l’urna di Sant’Anastasia, nel cui marmo è rappresentato il mistero della croce fiorita intorno alla quale scoppia la vita, simboleggiata dalle stilizzazioni tipiche longobarde.</p>
<p align="justify">Specchi d’acqua, polmoni di verde, rinaturalizzazioni e opere dell’antica civiltà agraria caratterizzano i dintorni. I 13 ettari dei Prati Burovich sono una rara testimonianza delle sistemazioni agrarie rurali che interessarono la pianura veneto-friulana fra XVIII e XIX secolo con prati stabili ricchi di essenze arboree e floreali autoctone.</p>
<p align="justify">Sexto ‘Nplugged, è la manifestazione estiva più importante del borgo. Ambientata nel complesso abbaziale, l’evento musicale percorre strade alternative, ma non contrapposte, rispetto al posto in cui si svolge. Artisti d’avanguardia e internazionali adattano il loro repertorio al luogo, che amplifica le emozioni verso il pubblico che ascolta.</p>
<h3 align="justify">Il viaggio tra i borghi friulani si conclude a <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/cordovado/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Cordovado </a></h3>
<p align="justify">Un paesaggio di quiete agreste, in cui si espandono delle attività e delle costruzioni che non hanno deturpato la serena bellezza del centro storico</p>
<p align="justify">Tra il Tagliamento e il Livenza, c’è questo piccolo angolo di pianura friulana che non rinnega la sua storia, che insegue le belle acque correnti, i profumi e i colori di una campagna ottocentesca disseminata di casali e borghi e coperta di vigneti.</p>
<p align="justify">La Cordovado medievale si concentra dunque nell’area castellana, al cui interno trovano spazio alcune interessanti costruzioni come l’antica Casa del Capitano, l’elegante Palazzo Agricola dalle forme rinascimentali con ampie arcate e trifora, ed infine Palazzo Freschi Piccolomini, che sorse a fianco dell’antico castello con facciata caratterizzata da un ampio portone d’ingresso</p>
<p align="justify"><strong>Palazzo Beccaris Nonis</strong>, invece, spicca nel “borgo nuovo”, con la mole imponente cinquecentesca designato dal nome delle due famiglie che lo vollero e che poi lo abitarono. <strong>Palazzo Cecchini</strong>, oggi sede della Biblioteca, è lascito dell’ingegnere ferroviario e filantropo <strong>Francesco Cecchini</strong>, che alla comunità ha conferito anche l’immobile oggi utilizzato come scuola materna.</p>
<p align="justify">Il <strong>Duomo di Sant’Andrea</strong> è l’antica pieve concordiese che fu profondamente rimaneggiata o rifatta nel tardo Quattrocento. Originariamente ad aula unica, nel Seicento le furono addossate in maniera armonica due navate. L’interno contiene ancora molte parti e suppellettili in legno che rendono l’atmosfera della parrocchiale di campagna degli ultimi secoli.</p>
<p align="justify">A Cordovado fa riferimento il primo <strong>“Parco letterario”</strong> dedicato allo scrittore Ippolito Nievo, autore delle Confessioni di un italiano, opera fondamentale del Risorgimento che segna il passaggio dal romanzo storico al romanzo sociale, e che il pronipote dello scrittore ha istituito in diverse località del Paese.</p>
<p align="justify">Le suggestioni letterarie offrono lo spunto per andare alla ricerca dei luoghi dell’entroterra friulano che hanno ispirato Nievo, dalla Fontana di Venchieredo, a un miglio da Cordovado, ai Mulini di Stalis, dal vecchio Duomo al Castello. Tutti luoghi scelti dall’autore per ambientarvi le vicende d’amore di Leopardo e Doretta, Lucilio e Clara o quelle più romanzesche dello Spaccafumo e di Bruto Provedoni.</p>
<p align="justify">E proprio lo Spaccafumo è il nome che ha preso il dolce artigianale che Cordovado ripropone da alcuni anni, fatto con fichi secchi, uvetta, nocciole, pinoli, mandorle e miele. Il piatto forte di Cordovado, invece, è il lengal, la lingua di maiale insaccata con la carne di cotechino, che viene consumata, insieme con le patate e i fagioli, nella antica sagra della frazione Suzzolins.</p>
<p align="justify"><a name="_GoBack"></a> <em><strong>Alessandro Campa</strong></em></p>
<p align="justify">
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		<title>I borghi più belli d’Italia: Lombardia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Jun 2024 21:30:02 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[borghi d'Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[Paesaggi differenti ed incantevoli allo stesso tempo Un’economia fiorente, paesaggi differenti ed incantevoli allo stesso tempo. Una serie di borghi che testimoniano questi elementi e le vicende storiche che li hanno attraversati. La Lombardia vanta così delle splendide località da scoprire piano piano. A partire dal sud della regione, nel mantovano, dove si trova San Benedetto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: left;" align="center"></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-122802" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/tremezzo.jpg" alt="" width="800" height="490" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/tremezzo.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/tremezzo-300x184.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/tremezzo-768x470.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h3 style="text-align: left;" align="center"><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Paesaggi differenti ed incantevoli allo stesso tempo</span></span></strong></h3>
<p><span id="more-122796"></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un’economia fiorente, paesaggi differenti ed incantevoli allo stesso tempo. Una serie di borghi che testimoniano questi elementi e le vicende storiche che li hanno attraversati. La <a href="https://www.ecoseven.net/viaggiare/itinerari/ricomincio-da-te-italia-itinerari-di-viaggio-tra-le-regioni-della-penisola-la-lombardia/">Lombardia</a></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> vanta così delle splendide località da scoprire piano piano.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A partire dal sud della regione, nel mantovano, dove si trova </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/san-benedetto-po/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>San Benedetto Po</b></span></span></a> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">in un paesaggio dove i rumori della vita produttiva si perdono nei silenzi della campagna, costellata di oratori, ville abbaziali, caseifici e corti agricole.</span></span></p>
<p align="justify">
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La preziosa opera di bonifica dei monaci è ancora visibile nelle idrovore monumentali e storiche.</span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">D’altra parte, se qui si è creata l’agricoltura più importante d’Italia, è stato grazie all’opera laboriosa dei monaci che hanno bonificato e coltivato il territorio consentendo produzioni d’eccellenza.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Si entra in San Benedetto dall’ingresso del </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>monastero di Polirone</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, che conserva i cardini dell’antico portale, e ci si trova nella maestosa piazza, rimasta intatta nelle dimensioni che aveva nel medioevo. La basilica abbaziale accoglie con la sua imponenza e la meravigliosa architettura che disegnò il genio di Giulio Romano, tra il 1540 e il 1545, adottando soluzioni originali per far convivere i diversi stili architettonici in un insieme raffinato e omogeneo. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nell’ambiente tra il transetto e la sagrestia si trova la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>tomba di Matilde di Canossa</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, un sarcofago in alabastro sorretto da quattro leoncini di marmo rosso. Antecedente alla morte della contessa è </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>l’oratorio di Santa Maria</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, tra la fine del XI e la metà del XII secolo, che è stato adattato alla chiesa maggiore nel momento della sua riedificazione.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La visita al complesso monastico prosegue nel </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiostro dei Secolari</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, il luogo dove venivano accolti i pellegrini, gli ospiti e i forestieri, caratterizzato da tre fasi costruttive: una anteriore al XV secolo, un’altra databile 1475 e infine quella del 1674, epoca di costruzione del scenografico scalone realizzato da Giovan Battista Barberini. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Salendo lo scalone secentesco, si accede al </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Museo Civico Polironiano.</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, è uno dei maggiori musei etnografici d’Italia,</span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">con oltre diecimila oggetti e collezioni che riguardano i mestieri legati al fiume Po, l’artigianato, l’arte e la devozione popolare.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un luogo di sicura suggestione è il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiostro di San Simeone</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> in stile tardogotico, databile tra il 1458 e il 1480, dove si trovava il giardino dei semplici con le erbe medicinali per curare i malati. Il terzo chiostro, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>dedicato a San Benedetto</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e adiacente a un fianco della basilica, fu ricostruito intorno al 1450 nell’ambito del rinnovamento architettonico di Polirone sostenuto da Guido Gonzaga. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A chi ama incantarsi davanti a un cielo stellato, è riservato </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>l’Osservatorio astronomico</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, in frazione Gorgo, con terrazza per osservazioni e telescopio computerizzato per il puntamento automatico degli oggetti celesti. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il Comune di San Benedetto Po organizza annualmente numerosi eventi e manifestazioni, in particolare ogni prima domenica del mese ha luogo </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Amarcord</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, mercatino delle cose di un tempo, antiquariato, collezionismo ed oggettistica a cui seguono la tradizionale </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sagra dell’Asparago</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> il secondo fine settimana di maggio, occasione per celebrare questa prelibatezza coltivata in zona sin dal tempo dei monaci benedettini, e la tradizionale </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sagra del Nedar</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> (anatra) il primo fine settimana d’ottobre.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">I piatti forti di San Benedetto Po riassumono la tradizione culinaria mantovana, presentata dai tortelli di zucca e dagli agnoli in brodo. Tipico del borgo </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>il salame cotto sotto la cenere</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, che si può gustare nei ristoranti su ordinazione. Ottimi gli insaccati, accompagnati da mostarde, parmigiano reggiano e vino lambrusco mantovano, mentre il vanto delle pasticcerie e dei panifici di San Benedetto è la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>torta di tagliatelle.</b></span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/pomponesco/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Pomponesco</b></span></span> </a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">c’ è solo una piazza e nient’altro.</span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Una piazza «gonzaghesca, simmetrica, teatrale» che riassume in sé l’immaginario padano. Nelle ovattate nebbie invernali, questa piazza sembra un miraggio sorto nella palude del Po e dal sogno di un principe Gonzaga che qui ha creato la sua piccola contea. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La planimetria delle vie rispecchia l’intervento urbanistico programmato da Giulio Cesare Gonzaga sul finire del XVI secolo. La distruzione del castello gonzaghesco, ad opera dei Francesi a fine Settecento, ha lasciato vuota la piazza, delimitata a nord dalle scuderie, gli unici edifici sopravvissuti dell’antica struttura.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>piazza XXIII Aprile</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> è rimasta sostanzialmente inalterata dal Seicento e interamente circondata da costruzioni con portici, un tempo abitate dai cortigiani e dalle loro famiglie. Sulla piazza si fronteggiano, con le loro torri campanarie, il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo comunale</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa arcipretale di Santa Felicita e dei Sette Fratelli Martiri. </b></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La visita a </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo Cantoni</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, appartenuto a una delle più importanti famiglie israelite del paese, si prolunga al piccolo cimitero ebraico dove riposa lo scrittore Alberto Cantoni, la cui originalità fu messa in luce da Benedetto Croce, Luigi Pirandello e Riccardo Bacchelli. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>ciclovia del Po</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, in particolare l’itinerario che si sviluppa lungo la sponda sinistra del Po verso la confluenza con l’Oglio, consente di pedalare tranquilli su strade arginali chiuse al traffico, tra filari di pioppi e voli di candide garzette, immersi nel maestoso silenzio del fiume che scorre accanto. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Se ci si trova da queste parti a metà agosto, dopo lunghe pedalate o passeggiate, ci si può fermare alla </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Festa del Luadèl</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. Un prodotto locale, una sorta di pane a pasta sfoglia con strutto detto “la schiacciatina dei poveri”, nonostante sappia esaltare al massimo grado i profumi dei salumi, in primo luogo la spalla cotta, e dei formaggi morbidi cui si accompagna.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le altre specialità vanno dai cappelletti in brodo, con il particolare ripieno a base di stracotto di carne bovina, ai tortelli di zucca alla mantovana con mostarda di mele cotogne e amaretti, ma sono tipici anche i </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>maltagliati con fagioli e brodo di verdure</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></p>
<h4 align="justify"><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/sabbioneta/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sabbioneta </b></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">rappresenta il sogno di un principe. Una città “ideale”, a misura d’uomo, creata dal nulla nella seconda metà del Cinquecento da Vespasiano Gonzaga.</span></span></h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-122798" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/sabbioneta.jpg" alt="" width="800" height="531" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/sabbioneta.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/sabbioneta-300x199.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/sabbioneta-768x510.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Questo microscopico mondo sembra slegato dall’ambiente rurale che lo circonda. Un lembo di terra bagnato dal Po e dall’Oglio, che un principe-mecenate ha immerso nella dimensione onirica del Rinascimento </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sabbioneta è il capolavoro di una sola volontà, che ha realizzato il suo spazio teatrale su misura a cui si accede da </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>porta Vittoria</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e si svolta in via dei Serviti per arrivare alla </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa dell’Incoronata</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, che ospita il mausoleo di Vespasiano con la statua in bronzo del duca realizzata da Leone Leoni. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Pochi passi e si arriva in </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>piazza Ducale</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, delimitata a sud da un portico ad arcate che culmina a ovest nello scorcio angolare del </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Palazzetto del Cavalleggero</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, e a nord dalla </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa dell’Assunta</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, iniziata nel 1578</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Occupano i lati corti della piazza il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo della Ragione</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, antica dimora della Comunità e del vicario ducale, e il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo Ducale</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, centro della vita pubblica del piccolo Stato di Sabbioneta e primo tassello dell’ambizioso programma architettonico di Vespasiano Gonzaga. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">I soffitti sono di legno intagliato e rivestito d’oro, come quello della </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sala del Duca d’Alba</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che ha affreschi attribuiti a epigoni di Giulio Romano. La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sala degli Imperatori</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> presenta un soffitto scolpito e dorato e raduna gli stemmi lignei dei casati Gonzaga, Colonna e Aragona, mentre </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>la Galleria degli Antenati </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">espone ventuno ritratti a bassorilievo degli avi di Vespasiano.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Da piazza Ducale si raggiunge </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>il teatro all’Antica</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, primo esempio in Europa di teatro stabile. Il meraviglioso edificio porta la firma di Vincenzo Scamozzi, già artefice del Teatro Olimpico di Vicenza. L’elegante esterno è a due ordini: l’inferiore presenta portale e finestre contornati da un liscio bugnato, il superiore ha nicchie e finestre scandite da lesene doriche. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Palazzo Giardino</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> era la villa suburbana del principe, annunciata dalla colonna di Pallade Atena, con statua di età adrianea. Nelle sale del piano nobile si dispiega la cultura letteraria di Vespasiano, supportata sul piano iconografico dall’apparato decorativo del cremonese Bernardino Campi.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ogni prima domenica del mese eccetto gennaio e agosto si svolge il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>mercatino del piccolo antiquariato, degli oggetti d’epoca e dell’artigianato artistico</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che ha luogo nella Galleria e nelle piazze principali di Sabbioneta.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">I piatti sono quelli tradizionali mantovani. Tra i primi, si ricorda il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>sorbir d’agnoli</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, ovvero agnolini in brodo di carne con qualche goccia di Lambrusco di Sabbioneta IGT, il vino ideale per accompagnare anche i famosi tortelli di zucca mantovani. I secondi vedono in prima fila lo stracotto d’asino e in qualche ristorante si trova anche il luccio in salsa.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tipici di Sabbioneta sono i </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>biscotti filòs</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, fatti con strutto e menta o praline di cioccolato. La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>torta sbrisolona</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> qui è presentata “alla vecchia maniera”, con le nocciole al posto delle mandorle e con la farina di grano duro al posto di quella di mais.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il nucleo storico di</span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/grazie/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b> Grazie, frazione di Curtatone</b></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> è rappresentato dal </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>santuario della Beata Maria Vergine delle Grazie</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e dagli edifici posti sul perimetro della piazza antistante. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il santuario, in posizione rialzata sui canneti del Mincio, ha il fiume che gli scorre alle spalle e la facciata rivolta verso il borgo. Iniziato nel 1399 e consacrato nel 1406, è in stile gotico lombardo, ingentilito da una loggia composta di tredici archi a tutto sesto sostenuti da quattordici colonne. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Varcata la soglia della chiesa, si è colti da stupore profondo. Una folla di statue ex-voto sembra protendersi verso lo spettatore dalle nicchie in cui sono collocate. Ci sono le nobildonne, ma anche una figura femminile con cappello di paglia chiamata, per l’aspetto dimesso, “la miseria delle Grazie”</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il tutto fa pensare a una Wunderkammer, uno di quei musei eclettici del Cinque e Seicento, dove gli oggetti erano contenuti in armadi o appesi alle pareti e al soffitto, come il coccodrillo impagliato d’inizio Quattrocento, segno del demonio che fugge davanti alla Madonna.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La parte più antica è quella delle abitazioni a schiera in </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>via Madonna della Neve</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, nelle quali si riconosce la cellula originaria che diede luogo nel tempo alle varie tipologie edilizie. Case di pescatori, dunque, e case sorte dalla chiusura dei portici che contornavano la piazza.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In piazzetta Madonna della Neve ha sede il Museo dei Madonnari, che illustra i soggetti e le tecniche pittoriche usate dai madonnari, conserva fotografie e filmati dei concorsi svoltisi a Grazie dal 1973 e le opere pittoriche dei più grandi artisti del gessetto, come il californiano Kurt Wenner.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Lasciato questo presepe dei miracoli in cui si intrecciano fede, suggestione ed istinti profondi, si scende verso il fiume, da dove il santuario, che i pellegrini e i Gonzaga raggiungevano più in barca che via terra, appare come una visione di linee tondeggianti e slanciate sul ciglio di una vasta distesa di canneti.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In prossimità di Rivalta, il Mincio, scendendo dalle colline del Garda rallenta il suo corso: si allarga e si divide in più tronchi fino a impaludarsi a valle di Mantova. Il fiume si snoda fra canneti e praterie di carice, in una vasta zona umida estesa per circa 1450 ettari, che costituisce la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Riserva Naturale Valli del Mincio.</b></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Antichissima fiera delle Grazie </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">è conosciuta ormai in tutto il mondo e ogni anno riesce a far vivere momenti unici. Un evento all’insegna dell’innovazione, attenta come sempre agli aspetti tradizionali e popolari. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Protagonista assoluta l’arte effimera dei gessetti, con i circa 150 Madonnari che tra la notte del 14 e il tramonto del Ferragosto danno vita ad immagini e a quadri di ispirazione religiosa sul sagrato del Santuario mariano.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>concorso dei Madonnari</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> è di certo il momento tra i più attesi della fiera d’agosto. Migliaia di persone, il giorno dell’Assunta, si riversano nel piccolo borgo adagiato sul lago, per recarsi in visita alla Madonna, nel suo Santuario e poi dar vita ad una tradizione dal sapore antico. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Grazie è un piccolo borgo, ma con tanti ristoranti dove provare il famoso </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>luccio in salsa</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, piatto principe di una cultura gastronomica legata ai cibi di terra della tradizione contadina e ai cibi d’acqua dolce dei pescatori.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Oggi il vanto di Grazie è il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>fiore di loto</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che nei mesi di luglio e agosto fa la sua lussureggiante apparizione sul Lago Superiore. Il loto è stato importato dall’Oriente nel 1921 da una naturalista mantovana.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Arrivati a </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/castellaro-lagusello/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Castellaro Lagusello, frazione di Monzambano</b></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> si entra in un’altra dimensione, quieta e bucolica. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il borgo fortificato di Castellaro si specchia nel suo laghetto a forma di cuore e vi si accede dal lato settentrionale attraverso un’ampia porta che era dotata fino al Settecento di un ponte levatoio. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un’alta torre quadrata, detta dell’orologio, sovrasta la porta a sua protezione. Subito si incontra, inoltrandosi fra le rustiche case, la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa barocca dedicata a San Nicola</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> in cui è custodita una Madonna in legno del Quattrocento.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Dai vicoletti laterali, in cui regna un silenzio rotto solo dallo zampettare delle galline nei cortili, si giunge alla piazzetta terminale su cui si affaccia l’ottocentesca </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>villa Arrighi</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, che ingloba un fortilizio padronale con mura di cinta a merli guelfi e bifore, dalle quali si gode una bella vista sul lago e la campagna circostante.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La villa è la trasformazione del preesistente castello feudale e incorpora la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesetta gentilizia di San Giuseppe</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che, ultimata nel 1737, conserva alcuni dipinti del Seicento. La chiesa si apre sull’esterno, sulla piazzetta dalla quale si accede allo specchio d’acqua scendendo una breve scalinata.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le colline moreniche, per i non faticosi saliscendi, sono ad altissima vocazione ciclistica e infatti lungo il fiume è stato istituito un percorso ciclabile che attraversa belle campagne coltivate e disseminate, nella zona intorno a Monzambano, di oratori: una forma di arte e devozione popolare realizzata da famiglie private o dall’intera comunità.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sempre a Monzambano, l’ultimo fine settimana di luglio, si svolge l’evento </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Vino in Castello</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, mentre la terza domenica di settembre ha luogo la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Festa dell’Uva</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e la</span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Rievocazione Storica al Castello.</b></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Monzambano, infatti, è zona di vini Doc: </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Tocai</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> (bianco) e </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Merlot</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> (chiaretto e rosso) si accompagnano ai piatti della cucina locale di chiara impronta mantovana. Un altro prodotto, anche questo culinario, è il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>salame artigianale</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, noto per la particolare concia (con una purea di aglio e spezie) e onorato con una Sagra.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Proseguendo nella provincia di Brescia, principalmente sulla sponda lombarda del lago di Garda, si visita il territorio di </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/gardone-riviera/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Gardone Riviera</b></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che comprende una fascia collinare, sistemata in passato a gradoni su cui si coltivano la vite e l’ulivo.</span></span></p>
<p align="justify">
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La Gardone pre-dannunziana era una stazione climatica di fama internazionale, grazie alla clientela nordica e mitteleuropea, soprattutto austriaca, che veniva a trascorrere l’inverno sulle miti sponde del Garda.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Gardone è turisticamente la più nota e la prima, in ordine di tempo, fra le stazioni di villeggiatura gardesane. Il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Savoy Palace</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> è la prima testimonianza della Gardone della Belle Epoque. Costruito nel 1906 in stile secessionista viennese, è uno dei tre Grand Hotel storici. Gli altri due sono il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Grand Hotel Fasano </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">e il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Grand Hotel Gardone</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> del 1883, il primo albergo di fama mondiale del Lago di Garda, fondato da Luigi Wimmer, lo “scopritore” di Gardone. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Da vedere, sul lungolago, progettato nel 1909 come Kurpromenade della stazione climatica, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Villa Acquarone,</b></span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Villa Turati</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, e la scenografica </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Villa Alba</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, con la sua monumentale scalinata. In collina, il borgo più intatto è </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Gardone Sopra</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, dove si trovano il palazzo Comunale, la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa settecentesca di San Nicola</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e il Vittoriale.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Vittoriale degli Italiani</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, donato allo Stato italiano nel 1930, è l’ultimo capolavoro di Gabriele D’Annunzio, che trasformò in sua ultima dimora e qui visse dal 1921 al 1938. Ogni ambiente di questa monumentale casa-museo assume un valore simbolico, rappresentato dai numerosissimi oggetti che affollano le stanze.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Decorate anche con motti, frasi enigmatiche, citazioni letterarie, le stanze sono frutto della creatività di D’Annunzio. Il Vittoriale è anche spettacolo: il suo Teatro all’aperto, infatti, in grado di ospitare 1.500 persone, è sede ogni estate di una prestigiosa rassegna di prosa, balletto, operetta, cabaret e musica.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Meravigliosi parchi con piante ed essenze mediterranee circondano le ville e gli alberghi in stile liberty, coppedè o déco di Gardone. Il Giardino Hruska, appartenuto al medico e botanico Arturo Hruska che vi raccolse oltre 2mila esemplari diversi di piante, dal 1989 è diventato il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Giardino Botanico della Fondazione Andrè Heller.</b></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Questo si estende su una superficie di circa 10.000 mq. e comprende centinaia di piante e fiori provenienti da tutti i continenti. Ne è proprietario l’artista austriaco Andrè Heller che l’ha trasformato in un luogo in cui l’arte dialoga con l’ecologia. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Continuando sulla stessa sponda del lago si incontra </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/tremosine-sul-garda/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Tremosine sul Garda</b></span></span></a> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">arrivare quassù, dove il mondo dell’altopiano dialoga con il lago, e le atmosfere alpine incontrano quelle mediterranee.</span></span></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;altitudine del comune è compresa fra i 65 metri e i 1976 metri s.l.m. La frazione capoluogo del municipio, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Pieve</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, si trova ad un&#8217;altezza di 414 metri s.l.m. mentre Vesio, la frazione più abitata, si trova invece a 626 metri s.l.m. Tra le altre frazioni, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Campione del Garda</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> è quella che si trova all&#8217;altitudine più bassa e si affaccia direttamente sul Lago di Garda. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Arrivati a Pieve, il panorama si apre. Posta sullo strapiombo roccioso, Pieve è il capoluogo di altre diciassette piccole frazioni sparse sullo splendido altopiano, che costituiscono il comune di Tremosine, uno dei più vasti della provincia di Brescia. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nel borgo è piacevole percorrere le stradine della parte alta e più antica, con la parrocchiale settecentesca dal bel campanile, che è ciò che resta della pieve romanica demolita intorno al 1570. Proseguendo, dal sagrato della chiesa in pochi passi si arriva in </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>piazza Cozzaglio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, da dove si ammira un meraviglioso panorama sul lago e sul Monte Baldo. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Inserito nel </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Parco Alto Garda bresciano</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, l’ambiente naturale si presenta molto vario: i piccoli nuclei abitati sono incastonati tra vallette, pianori ricoperti di olivi, prati, pini. Numerose le mulattiere che, snodandosi dolcemente lungo i fianchi delle montagne, portano in quota, nei luoghi che, fino al 1918, segnarono il confine con l’Impero Austro-Ungarico.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ma restano ancora luoghi da scoprire, come la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesetta di Pregasio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, iniziata nel 1564, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>l’eremo di San Michele</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> nella omonima valle, e l’unica frazione a lago, Campione, con l’ex villaggio operaio, il palazzo Archetti e la chiesa di Sant’Ercolano.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Moltissimi gli itinerari per escursionisti e amanti della mountain-bike, che possono sfruttare la rete delle mulattiere e dei sentieri sparsi nell’entroterra verso la Valle di Ledro. Si possono praticare il trekking, il nordic-walking, il canyoning e, al porto, nella frazione di Campione, anche windsurf, kite-surf e vela.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Fra sentieri, prati e boschi si possono fare anche passeggiate gastronomiche come avviene a giugno con le </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Cinque Miglia del Ghiottone</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. Un evento nel corso del quale ogni borgo visitato propone un piatto tradizionale. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">E tra questi risaltano i </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>tortelli di Tremosine alla polenta cùsa</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, preparata con farina nera, formaggio e burro. Da ottobre ad aprile molti ristoranti propongono lo spiedo, da accompagnare con polenta e vino rosso. Con la polenta si mangiano anche il capretto e il coniglio, mentre tra i dolci si ricorda </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>lo spongadì</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>formaggella di Tremosine</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> è, insieme al Garda, l’ottimo risultato della trasformazione del latte munto nelle stalle e nelle malghe. Prodotti naturali del versante bresciano del Parco Alto Garda, oltre ai formaggi, sono anche il miele e l’olio extravergine, ricavato a freddo con la molitura delle olive e la pressatura meccanica della pasta. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">E poi ecco </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/bienno/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Bienno</b></span></span> </a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">dove forza e compattezza si leggono nell’impianto urbanistico rimasto inalterato nel tempo, con stretti vicoli e corti acciottolate che si insinuano tra le possenti mura in pietra degli edifici medievali. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Due sono i principali itinerari di visita del borgo. Il primo parte da via Artigiani per andare alla scoperta del </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Vaso Re</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> lungo il percorso disegnato dall’acqua. La storia industriale del borgo si fa concreta man mano che si incontrano i luoghi che l’hanno segnata: le antiche fucine ora Scuola di Fucinatura, l’opificio secentesco della </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Fucina Museo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e il secentesco </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Mulino Museo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, capace di produrre, con le macine di pietra mosse dall’acqua del Vaso Re, dell’ottima farina da polenta. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il secondo itinerario si sviluppa nel centro storico di Bienno. Salendo lungo via Contrizio si incontra il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo Simoni Fè</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, il cui nucleo originario risale al XV secolo. Poco oltre c’è la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>torre Avanzini </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">del 1075, a fianco della quale una stretta via conduce alla piazza su cui si affaccia la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di Santa Maria Annunciata</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, costruita nel XV secolo tra i vicoli stretti e le alte case.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Si giunge dunque in piazza Castello con l’antica </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>torre Mendeni</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e, continuando la salita, si passa sotto un’altra torre più minuta rispetto alle precedenti. All’apice di via Castello si trova la secentesca </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa parrocchiale</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> circondata da un ampio sagrato e dedicata ai Santi Faustino e Giovita, le cui statue si trovano in due nicchie in alto. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Per gli amanti della montagna, Bienno è un’ottima base di partenza per le escursioni, sia in estate, quando è bello raggiungere il Lago della Vacca a quota 2000 metri, da cui parte l’Alta via dell’Adamello, sia in inverno, quando gli appassionati di sci alpinismo trovano diverse possibilità di divertimento.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Bienno è un museo all’aperto dove secoli di storia hanno depositato forme architettoniche ancora leggibili. Per questo il comune ha predisposto un percorso di 14 pannelli illustrativi sull’itinerario </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>“Il racconto delle pietre</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">” che si snoda tra i palazzi del borgo e che consente di individuare le diverse tipologie edilizie che nel tempo si sono sovrapposte ed intersecate a Bienno. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il ferro è il prodotto attorno al quale si è sviluppato l’antico abitato. Nel 2008 è stato costituito “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>L’ecomuseo del Vaso Rè e della Valle dei Magli</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">” con l’obiettivo di mantenere in vita e rendere fruibile l’enorme patrimonio culturale del territorio legato alla millenaria arte della forgiatura. Tuttora operano in paese abili artigiani capaci di manipolare il ferro sotto i colpi del maglio.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un’abilità che viene manifestata ancora di più durante la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Mostra Mercato dell’Artigianato e dell’Antiquariato,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> l’ultima settimana di agosto. Si svolge nel borgo medioevale, reso fatato dalla luce delle torce, una delle più importanti manifestazioni della valle, cui partecipano centinaia di espositori. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tipica della zona è la polenta, da accompagnare alle pietanze a base di carne e cacciagione: gustosissima è quella con la farina prodotta dalle macine in pietra del mulino seicentesco. Il dolce tradizionale è la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>spongada</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, una soffice focaccia di farina, uova, burro, zucchero, sale, latte, lievito.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">I </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>casunsei,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> invece, sono una sorta di ravioli ripieni e conditi con burro fuso, salvia e formaggio, sono squisiti, specie se i latticini vengono dagli alpeggi estivi sui monti attorno a Bienno. Ottima, infatti, è la produzione casearia con latte di malga.</span></span></p>
<h4 align="justify"><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/monte-isola/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Monte Isola</b></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> sorge dalle azzurre acque del lago d’Iseo, ed è contemporaneamente montagna, lago e isola, con le gradazioni di colore offerte dagli ulivi e dai castagni.</span></span></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le undici frazioni che compongono il Comune hanno ognuna la sua storia, e quelle sul monte sono diverse da quelle sul lago, a partire dalla pietra con cui sono fatte le case: bianca e calcarea per quelle di monte, pietra di Sarnico per quelle verso la riva.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In mezzo al lago spuntano due isolette minori, San Paolo e Loreto, così piccole da non poter ospitare che una villa ciascuna, circondata di cupe conifere. Di Monte Isola, l’isola più grande dei laghi europei chiamata “la Capri del nord”, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Siviano</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, a 250 metri d’altitudine, è da sempre il capoluogo. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Si sbarca sul pontile, nella frazione Porto, e davanti ad un grappolo di case antiche si ammirano la chiesetta e la cinquecentesca </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>villa Solitudo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. Salendo per una lunga e stretta stradina, dai gradini in pietra di Sarnico consunti, si giunge al centro dell’abitato, dove l’imponente </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>torre Martinengo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> domina la piazza del municipio. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Siviano, in fondo, non è che un grandioso castello medievale trasformato con l’aggiunta di alcune fabbriche. Affacciato sul lago, con le sue case con archi, loggette, stipiti di pietra e abbellite dai fiori, è il regno degli inviti seducenti.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Si raggiunge </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Masse</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, a 400 metri d’altitudine, per una vecchia strada di acciottolato bianco che parte dal centro di Siviano. Belle le case in pietra e la piazzetta con la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa quattrocentesca di San Rocco,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> restaurata nel seicento.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’abitato di Masse è quello che si è meglio conservato. Le case hanno il carattere della montagna, con muri in grossi blocchi di pietra locale, gli affacci rivolti verso le corti interne e il basso rustico sottoportico in pietra.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Peschiera Maraglio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, un tempo abitata quasi interamente da pescatori, sembra fatta per vivere più all’aperto che dentro le abitazioni. Il lungolago, dove ancora sostano le barche, era tutto ricoperto di reti esposte al sole. Le case fiorite di gerani, gli stretti vicoli collegati da archi e scale che sempre riconducono al lago, l’odore del pesce che sta essiccando, ne fanno un luogo di fascino.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A Peschiera, dominata dalla mole del </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>castello Oldofredi</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, vi sono diversi edifici di notevole interesse architettonico, come </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>casa Erba</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, rivolta verso il lago con il suo portico di cinque arcate. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sensole,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> golfo del sole, non conosce i rigori invernali, per il clima mite e la bellezza dei dintorni, ed è forse la località più artistica dell’isola, celebrata da pittori e poeti.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Senzano</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, piccolo paese che si trova sulla strada per Cure, è possibile visitare la piccola </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa dedicata a San Severino.</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> Con i suoi 500 metri d’altezza, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Cure</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> è la frazione più elevata, accovacciata ai piedi del santuario della Madonna della Ceriola. I suoi abitanti si dedicano all’agricoltura e conservano ancora le tradizioni del mondo rurale.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Santuario della Madonna della Ceriola</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> è un luogo di religioso silenzio nel punto più alto dell’isola, a 600 metri, da dove si gode la più bella vista del lago d’Iseo, come dall’albero maggiore di una nave. Il Santuario, bianco com’è, sembra una perla incastonata nel verde dei pascoli e nel cielo azzurro. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sotto, sui versanti della montagna, gli fanno da corona le undici frazioni di Monte Isola, quasi avvolte dal manto di protezione della Madonna della Ceriola. Ricco di ex voto, il santuario potrebbe essere uno dei più antichi luoghi di culto mariani in Italia, sorto agli albori del cristianesimo sul luogo di un tempietto dedicato a divinità pagane delle selve.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A Montisola non ci sono automobili. Niente rumore, niente smog, niente stress. Tutti a piedi o in bicicletta. Un consiglio è zaino in spalla e camminate che conducono verso i sentieri solitari che costeggiano il lago o salgono verso i poggi.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">E dopo un po’ di fatica si viene ricompensati gustando le prelibatezze del luogo. Il menù comincia con un antipasto che comprende il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>salame di Montisola</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, sarde e cavedano essiccati con polenta, aule con cipolle oppure in carpione, e prosegue con un risotto al pesce persico o con una pasta al sugo di pesce di lago. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Per i secondi, si può scegliere tra il pesce di lago al forno o fritto, e la carne in umido, accompagnato dalla polenta cotta nei tradizionali paioli di rame. Il salame cotto e il cotechino sono invece cucinati con la verza. Dolci tradizionali sono i </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>fritulì,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> una sorta di frittelle con le mele, le ciambelle e le crostate di frutta. Il vino è naturalmente quello della Franciacorta.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Dagli ulivi di Monte Isola si ricava un pregiato olio extravergine d’oliva Dop, dalle particolari proprietà organolettiche, usato per le sue virtù anche come medicinale. Un altro prodotto di vanto è il salame, confezionato manualmente nella frazione di Cure secondo un rito che si ripete identico da secoli, tra gennaio e febbraio, con luna calante. Un’altra tradizione locale è </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>l’essiccamento del pesce</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, con tecniche tramandate nel tempo che permettono di ottenere un prodotto degno di raffinati palati. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A poca distanza, ma nel territorio bergamasco, ecco </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/lovere/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Lovere </b></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">la cui vita, oscillante tra il suo incantevole lago e un artigianato siderurgico, si è sviluppata senza fratture per secoli.</span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Lovere ha cercato di non compromettere questo delicato equilibrio tra la bellezza del paesaggio e la realtà industriale e produttiva, aprendosi all’arte e ospitando sul suo territorio realtà insospettabili in un centro di dimensioni ridotte. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Dopo aver viaggiato tra i monti e le valli bergamasche e bresciane si arriva, improvvisamente a Lovere. Il tessuto urbano si è sviluppato in funzione del suo territorio, stretto tra lago e montagna, e si presenta come un grande anfiteatro. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il vero spirito di Lovere, città lacustre, è nel suo originario anfiteatro, composto da palazzi costruiti con buon gusto e perfetto senso architettonico, che fanno da secoli degna cornice e splendida corona alla </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>piazza del Porto</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, o piazza 13 Martiri, che è una delle più belle del lago d’Iseo </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Dalla piazza, attraversando </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>il rione delle “beccarie</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">”, si sale per il centro storico e si arriva in </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>piazza Vittorio Emanuele,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> dove l’orologio della vecchia torre civica scandisce il passare del tempo. In questa piazza, racchiusa tutt’intorno da splendidi edifici, confluiscono tutte le vie piccole e strette del borgo medievale.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sul lungolago fa bella mostra di sé il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo Tadini</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. Sede dell’</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Accademia di Belle Arti </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">istituita dal conte Luigi Tadini nel 1828, fu costruito in forme neoclassiche su disegno dell’architetto Salimbeni tra il 1821 e il 1826.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>galleria Tadini</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> è uno dei musei più importanti d’Italia. Ospita una splendida collezione di opere di scuola lombarda e veneta del XV e XVI secolo, tra cui quadri di Lorenzo Veneziano, di Jacopo Bellini, di Domenico Tintoretto e del Parmigianino. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sempre presso l’Accademia Tadini hanno luogo i </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Concerti di Musica da Camera</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, ciclo annuale di concerti, iniziato nel 1927, che propone un’ampia rassegna di concertisti di livello internazionale e mostre di pittura di artisti nazionali ed internazionali.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Proseguendo per il lungolago, dominato dalle belle facciate di numerose ville e palazzi, tra cui il cinquecentesco </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo Marinoni</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>villa Milesi</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> con il suo parco, appena passata la piazza si risale e ci si trova di fronte all’imponente </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>basilica di Santa Maria in Valvendra</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, edificata tra il 1473 e il 1483, periodo di particolare espansione economica per Lovere.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Dalla Val Camonica e dalla Val Seriana, ma anche dalla pianura bresciana, arrivano molte varietà di formaggio e la farina di granturco macinata a pietra. Specialità della zona sono i salumi, tra cui </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>la salciccia di castrato, la soppressa e il musetto. </b></span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Arrivati a Bergamo si visita </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/borgo-santa-caterina/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Borgo Santa Caterina</a>, </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">quartiere della città. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Vivacissima giorno e notte e ricca di attività, Santa Caterina è una sorta di città nella città, che non gode di affascinanti dimore e palazzi, ma possiede uno spirito di bottega che si è mantenuto ancora oggi. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il borgo rimane casa di giovani laboratori e di alimentari locali. Nel Novecento Santa Caterina fu definita il borgo dei fornai e ciò non si allontana dall’assetto attuale, considerando che solo nella via ne sono presenti tre, in cui farsi travolgere dal profumo di pane o farsi incuriosire dalla pasta fresca.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La ricchezza e varietà dei capolavori permanenti, tra cui gli importanti corpus dei pittori Lorenzo Lotto e Giovan Battista Moroni, sono arricchiti da diverse mostre provvisorie per mantenere vivo l’interesse artistico dei concittadini, oltre che dei turisti.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La Chiesa e il chiostro medievale a pianta quadrata del </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>monastero dei Celestini</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, risalgono al ‘300 e si ergono inaspettati in mezzo ad edifici moderni. Le linee architettoniche e la struttura semplice rispecchiano i canoni dell’Ordine benedettino lontano dagli sfarzi.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Parco Suardi</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> è lo spazio verde da non farsi sfuggire. Inaugurato nel 1950, è costellato di giochi e attrazioni per bambini e percorso da ampi vialetti, ideali per una passeggiata romantica. Qui si staglia un’epigrafe dedicata a tre esponenti della poesia dialettale: sullo sfondo dei loro versi arguti la storia del Borgo e dei suoi abitanti, luogo di vita e di socialità per artisti e cittadini.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>L’Accademia Carrara di Bergamo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> si trova proprio nel Borgo Santa Caterina ed è uno dei musei più importanti d’Italia. L’Accademia ha un ricco patrimonio, costituito da opere di tipologie diverse. La raccolta più significativa è quella dei dipinti, che abbraccia un ampio arco cronologico, dal Rinascimento alla fine dell’Ottocento. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A dipinti e sculture, protagonisti del percorso di visita, si aggiungono una ricca collezione di disegni e stampe e preziosi nuclei di arti decorative: bronzetti, medaglie, ventagli, porcellane, peltri, argenti e oreficerie. I fondi antichi dell’archivio e della biblioteca storica completano il patrimonio museale.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Uno degli eventi religiosi e popolari più amati dai bergamaschi è la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>festa dell’Apparizione</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, che si celebra il 18 agosto, con spettacolari fuochi d’artificio, cena sociale lungo la via Santa Caterina e processione che culmina di fronte all’Accademia Carrara.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Altro evento estivo è rappresentato dai </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>venerdì del Borgo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. Tra giugno e luglio, per quattro venerdì sera consecutivi, il borgo di santa Caterina si chiude al traffico e si popola di mercatini, laboratori per bambini, musica, spettacoli, mentre bar e ristoranti si trasferiscono in strada.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">I </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>casoncelli</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> sono il piatto tradizionale, pasta fresca e ripiena di carne, che nasce per riutilizzare gli avanzi bovini e suini. Il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>biscotto del Bigio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, invece, è nato a San Pellegrino Terme, ma è stato riprodotto con la stessa ricetta dal 1934 e rivenduto solo da selezionati locali. Si tratta di un frollino dorato profumatissimo, ammaliante e intenso al palato</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Lasciata la città di Bergamo si procede in direzione nord dove si scopre </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/gromo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Gromo </b></span></span></a></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un villaggio nell’alta Valle Seriana che fu presidio di ricche miniere di ferro, poi sede di libero Comune e quindi luogo di smistamento verso i mercati europei di armi bianche, forgiate dai poderosi magli mossi dal suo torrente. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’acqua è stata la sua ricchezza e la sua rovina. Ne ha plasmato le forme nelle ere preistoriche, ha portato energia e guadagno alle sue botteghe, e cancellato con una inondazione tutte le sue fucine, un giorno di novembre del 1666.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Vedere Gromo dall’alto dei pascoli e delle mulattiere, con le </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>piode</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, i tetti d’ardesia, che la ricoprono come un duro e uniforme manto protettivo, non è sufficiente. Bisogna entrarci, in questo paese di montagna, e visitarlo con calma, per scoprire non solo la felice combinazione degli elementi (acqua, legname, aria buona) ma anche le ricchezze artistiche custodite da questa piccola comunità.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La scenografica </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>piazza Dante</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> con il duecentesco </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>castello Ginami</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo Milesi</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> con l’elegante loggiato, la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di San Gregorio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> con la sua pala d’altare secentesca in cui è raffigurato il borgo com’era, sono solo la parte più visibile di un patrimonio che comprende anche le residenze private con portali in pietra locale, i vicoli e le scalinate che percorrono la parte alta del centro storico. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tutti questi elementi rendono l’antico borgo uno dei gioielli della montagna bergamasca. Ma resta ancora da vedere il monumento che meglio esprime la raffinatezza artistica raggiunta da questo borgo della Val Seriana, ovvero la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di San Giacomo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che si trova fuori del centro storico, lungo l’antica via di transito che prosegue verso l’alta valle. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tale collocazione aveva forse lo scopo di rendere la chiesa l’elemento unificante tra il nucleo urbano e le frazioni sparse nel territorio. San Giacomo si presenta al fedele quasi accovacciata, nascosta, e con una sua struttura che si è formata nel corso dei secoli, molto austera nelle sembianze esteriori </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A Spiazzi di Gromo, il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Parco Sospeso</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> consente di osservare la flora e la fauna alpina a 1300 metri di altitudine e di divertirsi utilizzando corde e liane, ponti e reti. Il territorio di Gromo, inserito nel </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Parco delle Orobie</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, è ricco di percorsi escursionistici che uniscono la bellezza del paesaggio alle testimonianze di antiche attività economiche lungo i corsi d’acqua, come cave, miniere, mulini e fucine.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A Gromo riveste particolare importanza la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Processione del Venerdì Santo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che prende luce dai falò che lungo il fiume Serio e sulle pendici dei monti disegnano i simboli della Passione. Per segnare il percorso sono usati come lucerne anche i gusci di lumaca. In questa occasione si mangia la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>maiasa,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> una specie di torta fatta con farina gialla, cipolle e fichi secchi.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">E poi si arriva a </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/cornello-dei-tasso/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Cornello dei Tasso, frazione di Camerata Cornello</b></span></span></a> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">un angolo fuori dal tempo, che non è stato possibile rovinare. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Cornello dei Tasso è una delle località della provincia di Bergamo dove meglio si è conservata la struttura urbanistica medioevale. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il secolare isolamento ha favorito il mantenimento dell’originario tessuto cittadino che è caratterizzato dalla sovrapposizione di quattro diversi piani edificativi. Sul piano superiore corre la via porticata, sovrastata da arcate in pietra, coperta da un soffitto in travi di legno e pavimentata in acciottolato, che costituisce l’elemento di maggior pregio di tutto l’abitato. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sotto il porticato si aprono verso valle gli accessi agli edifici del piano inferiore e si affacciano verso monte le botteghe e le scuderie che nel periodo di maggior sviluppo erano il cuore commerciale del paese. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Separato dal contesto urbanistico è il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo Tasso</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, che sorge su uno sperone di roccia sul lato meridionale del borgo con evidente funzione di guardia verso la valle. Il paese è dominato dall’alto dalla </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, il cui campanile con finestre a bifore è tra i pochi esempi di stile romanico in Val Brembana. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’aspetto più interessante riportato alla luce dai lavori di restauro è il grandioso ciclo di affreschi che ricoprono le pareti interne della cappella nobiliare dei Tasso e che risalgono al XV-XVI secolo. La complessità, la varietà dei temi e il notevole gusto stilistico rendono questo ciclo uno dei più pregevoli tra quanti adornano le chiese della Val Brembana. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un itinerario interessante è quello che si snoda lungo le contrade nelle quali è documentata la presenza di abitazioni dei Tasso. Dal Cornello si sale ai Tassi, quindi al Bretto, con le sue antiche case ancora segnate dagli stemmi dei mastri di posta, la chiesetta che appartenne alla famiglia e, nella valle, i resti del vecchio mulino che per secoli macinò le granaglie dei contadini della zona.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un giro tra le contrade alte porta alla </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Brembella</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e, da lì, attraverso una mulattiera, ai </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Lavaggi</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e al </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>roccolo di Boffalora</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. Poco oltre, si entra nel fitto </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>bosco della Lunga</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e si incontrano i gorghi spumeggianti della Val Secca. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Cornello offre una cucina semplice, a base di prodotti che si fanno apprezzare per l’intensità del gusto e dell’aroma. Il posto d’onore tra i primi piatti spetta ai </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>casonséi,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> grossi ravioli fatti in casa con ripieno a base di pangrattato, formaggio, uovo, aglio e prezzemolo, e conditi con burro e salvia. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Passando alla polenta, accanto alla nota taragna, è tipica della zona la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>polenta cunsada</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, servita appena cotta, a bocconcini, ricoperti di taleggio fresco e conditi con panna e burro fritto con salvia. Prelibato anche il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chisöl</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, un involtino di polenta ripiena di taleggio fresco che viene fatto abbrustolire sulla brace o sul piano della stufa.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tra i prodotti del borgo risalta il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Formai de mut dell’Alta Val Brembana</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. Un formaggio Dop la cui area di produzione corrisponde ai territori di 21 comuni della valle. Se ne distinguono due produzioni: una estiva, ottenuta con il latte degli animali al pascolo, più limitata e dunque più ricercata, e una invernale, proveniente dalle latterie e dalle aziende agricole di fondovalle.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Altri formaggi tipici della Val Brembana sono il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Branzi</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, il cui sapore dolce e delicato viene dalle particolari essenze vegetali presenti nei foraggi della valle, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>l’Agrì, la Formagella, lo Stracchino</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e il Salva, prestigiosi prodotti dell’arte casearia garantiti dal marchio “Prodotti della Valle Brembana”. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Spostandosi verso il Lago di Como si arriva nel borgo di </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/tremezzo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Tremezzo</b></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> in un insieme fantastico di verde, acqua e pietra.</span></span></h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-122802" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/tremezzo.jpg" alt="" width="800" height="490" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/tremezzo.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/tremezzo-300x184.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/tremezzo-768x470.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sono quattro i piccoli borghi interessanti disseminati sul territorio comunale, di cui uno sul lago (</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Bolvedro</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">) e gli altri tre in collina (</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Rogaro, Volesio e Balogno</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">), tutti abbastanza ben conservati con l’acciottolato originario e le facciate in ordine. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">I palazzi, le ville, le filande, certi scorci e tagli di luce, l’odore del lago. Nell’aria si respira qualcosa che fa capire di essere approdato a un nord dolce, mediterraneo, dove il clima fa crescere l’ulivo, la vite e i limoni sui terrazzamenti. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il percorso per conoscere Tremezzo si divide in due parti: camminare tra i vicoli dei borghi in collina e visitare le ville storiche. Partendo da queste ultime, richiede una visita approfondita la celebre </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>villa Carlotta</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> del XVIII secolo, oggi museo con splendido giardino botanico. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Si prosegue con il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>parco di villa Mayer</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, risultato della ristrutturazione, a cura dell’architetto razionalista Pietro Lingeri, di una villa ottocentesca danneggiata da un incendio nel 1919. Bellissimo il parco a lago, in cui Lingeri ripropose il giardino all’italiana di villa Colonna a Roma. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Oggi il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>parco Teresio Olivelli</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> è un’area attrezzata aperta al pubblico, dove è bello passeggiare, bere un bicchiere sulla terrazza della Darsena o prendere il sole vicino alla Tarocchiera. Ma Lingeri, a Tremezzo, è anche autore della particolarissima </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>villa Amila</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, simile a una nave in mezzo agli alberi, posta all’imboccatura del torrente Bolvedro e affacciata sul lago. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Esaurito il giro delle ville, si possono scoprire i borghi in collina. Il percorso più invitante della frazione di Tremezzo è quello che si sviluppa attorno ai </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Portici Sampietro</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, sotto i quali si trovano numerosi locali e negozi di artigianato locale. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sulla riva di fronte all’imbarcadero si incontra la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di San Bartolomeo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. Dell’edificio originale, risalente al XII secolo, restano solo alcune parti della struttura in pietra. Il resto è il frutto di un restauro in epoca barocca. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Da qui attraverso una serie di stradine in acciottolato si possono raggiungere i borghi collinari. Il primo è Rogaro, arroccato in un ambiente incontaminato con una magnifica vista sul lago. Il nucleo antico è costituito da case sei-settecentesche riunite attorno alla piazzetta barocca su cui si affaccia il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>santuario della Madonna degli eremiti</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Unico in Italia a portare il titolo di Madonna di Einsiedeln, o “degli Eremiti”, il santuario ha una storia da raccontare. Con la riforma luterana un gruppo di cattolici svizzeri fuggì dalla confederazione elvetica sconvolta da aspre tensioni religiose e si rifugiò sul lago di Como, portando con sé l’effige della Madonna Nera venerata nell’abbazia di Einsiedeln. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Lungo la stradina che collega Balogno a Volesio è incastonata la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa dei santi Pietro e Paolo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, a struttura romanica preceduta da un portico. Restaurata nel 1732 circa, è ancora in buono stato. Meritano una visita anche tutti gli altri piccoli borghi, che danno al visitatore l’impressione di camminare all’indietro nel tempo, fra case contadine e scorci mozzafiato a picco sul lago.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Dal 2018 Tremezzo è fra i promotori del </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Lake Como Christmas Light </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">un grande evento di luce che trasforma il bacino del lago nel più grande presepe del mondo. Un prolungamento della storica città dei balocchi che ha trasformato il capoluogo Lariano nella capitale del Natale in Lombardia.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La gastronomia lariana è legata ai prodotti che offrivano la terra e il lago. Polenta con farine di mais e di grano saraceno, latticini, zuppe di verdure, pesce. Piatto forte della tradizione è il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>risotto al pesce persico</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. Un risotto all’onda servito con filetti di pesce persico dorati nel burro e aromatizzati con salvia. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Altro piatto da non perdere è la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>polenta uncia</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, la classica polenta di farina mista largamente condita con formaggio, burro fuso e aglio dorato. Nelle cucine della Tremezzina è molto diffuso in stagione l’asparago, prodotto tipico della frazione di Rogaro, storicamente coltivato fra i filari di viti e servito in succulenti risotti o semplicemente bolliti con uova in tegamino, burro fuso e parmigiano.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tra i dolci </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>il paradell</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, frittella rotonda, grande, ripiena di mele, servita con una spolverata di zucchero, e </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>la miascia</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, una prelibatezza con frutta autunnale, pane ammollato nel latte e frutta secca che danno origine a questa particolare torta decorata e profumata con ciuffi di rosmarino.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">E poi </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>il missoltino</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, detto anche misulten. Si tratta dell’agone, pesce di lago essiccato al sole, salato e aromatizzato con alloro, che nella tradizione era conservato per i mesi invernali e servito con fette di polenta grigliate. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Dal lago di Como si procede in direzione Milano e, dopo aver attraversato l’hinterland cittadino, si arriva a </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/cassinetta-di-lugagnano/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Cassinetta di Lugagnano</b></span></span></a> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Come i patrizi veneziani villeggiavano sul Brenta, così le nobili famiglie milanesi trascorrevano le estati lungo il Naviglio, nelle ville settecentesche che costituiscono il grande patrimonio di Cassinetta di Lugagnano. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">I due nuclei urbani di Cassinetta e Lugagnano, situati sulle rive opposte del </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Naviglio Grande</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, sono collegati da un ponte a schiena d’asino. Il ponte sul Naviglio fu ricostruito nel 1862 per facilitare la navigazione sul canale. Accanto è posta la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>statua di San Carlo Borromeo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, realizzata nel 1749 per ricordare la sua breve sosta nel 1584.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Di origine quattrocentesca, ma rimaneggiata nel Settecento è la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di Santa Maria Nascente e Sant’Antonio Abate.</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> Lungo il Naviglio, subito dopo il ponte di Cassinetta, si incontra </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>l’oratorio di San Giuseppe</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, interessante esempio di rococò lombardo costruito nel 1742. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le residenze nobiliari sul Naviglio, appartenute alle più importanti famiglie milanesi (Trivulzio, Visconti, Mantegazza, Parravicini ) sono “case da nobile” utilizzate dai proprietari per effettuare periodici controlli sulla gestione dei terreni da parte degli affittuari e come abitazioni per la villeggiatura. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Villa Negri </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">è la prima dimora storica che si incontra sul Naviglio, sulla destra, appena arrivati a Cassinetta. Costruita nel 1761 dal generale austriaco Dembowski, nel 1875 fu acquistata, con la circostante Cascina Piatti, dall’allora sindaco di Milano Gaetano Negri. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Accanto al ponte, colorata del giallo della Milano settecentesca, appare la neoclassica </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>villa Visconti Castiglione Maineri.</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> Il fronte principale si affaccia all’interno sul doppio giardino all’italiana e all’inglese. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Villa Cattaneo Krentzlin</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, protetta da un muro di cinta e nascosta dagli alberi, si allunga sulla riva del Naviglio subito dopo villa Visconti Maineri.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Villa Castiglioni Nai Bossi</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, l’ultima villa che si incontra sul Naviglio Grande nell’abitato di Cassinetta, risale alla prima metà del Settecento ed è probabilmente opera dello stesso proprietario, l’architetto Carlo Federico Castiglioni. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La più antica e grande dimora patrizia sulla riva destra del Naviglio è </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Villa Birago Clari Monzini</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. Un tempo si collegava al canale tramite un viale alberato di 800 metri che da piazza del Teatro proseguiva oltre il corso d’acqua fino alla grande esedra di villa Gambotto Negri.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Strade asfaltate e poco trafficate, tratti sterrati e piste ciclabili compongono l’anello di 200 km lungo il quale si snoda l’area del </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Parco cicloturistico dei Navigli</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. Basta spostarsi di qualche chilometro da Milano e il rumore dell’acqua che scorre tra i campi coltivati del Parco agricolo Sud e del Parco Ticino accompagna il ritmo della bicicletta, mentre le trattorie lungo la strada invitano a una sosta golosa. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Oltre alla bici, la barca: il Naviglio Grande è un canale navigabile che nasce prendendo acqua dal Ticino nei pressi di Lonate Pozzolo e finisce dopo 50 km nella darsena di Porta Ticinese a Milano. Nato come canale sia irriguo sia navigabile, come gli altri quattro Navigli lombardi (Bereguardo, Martesana, Paderno e Pavese) anche il Naviglio Grande ha accumulato nei secoli un grande tesoro rappresentato da nobili residenze estive, mulini, paesaggi rurali e naturali. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Poco distante </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/morimondo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Morimondo</b></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> dove, quasi novecento anni fa, tutto iniziò dalla colonna ottagonale in pietra che i monaci francesi venuti da Morimond piantarono nelle zolle del Ticino, come atto di fondazione della nuova abbazia.</span></span></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Questo paesaggio di fiume, prati, boschi, risaie e cascine ha ricevuto dai monaci la sua vocazione agricola. E c’è continuità tra i filari di pioppi e l’architettura cistercense che esprime la spiritualità dell’ordine, fatta di preghiera, studio, lavoro e rispetto della natura. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le trame che tessono i fili del mondo mettono insieme il cielo e il mattone rosso di Lombardia, un’agricoltura fiorente e l’abbazia fondata nel 1136 da un gruppo di monaci venuti dalla Borgogna. Con l’abito bianco di lana grezza di pecora, questi edificarono presso le rive del Ticino </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>l’abbazia di Santa Maria di Morimondo.</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> Il monastero ha generato il borgo di Morimondo, e oggi il borgo vuole rigenerare il monastero: non solo l’ha restaurato, ma ne ha fatto proprio il linguaggio. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Una storia lunga secoli, perché il lavoro diretto dei monaci fu la condizione per lo sviluppo dell’agricoltura e la custodia degli ambienti naturali che contraddistinguono il territorio del parco del Ticino.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le poche case del borgo sorto a ridosso dell’abbazia, in corrispondenza delle fattorie e delle </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>grange</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, i centri agricoli del monastero, create dalle bonifiche dei cistercensi, sono state coinvolte nell’azione di recupero. Il risultato è un complesso omogeneo nella calda tonalità del cotto, che si sposa alla perfezione con i cieli sopra il Ticino, il verde di orti, prati e boschi.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ma l’abbazia di Morimondo conserva tutti i caratteri di una bellezza che parla all’anima più che ai sensi, quindi è principalmente architettura monastica, essenziale, basata sulla misticità della luce nel rapporto con l’ombra e della geometria nelle dimensioni degli edifici.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Come tutti i monasteri cistercensi, anche Morimondo presenta una regolare distribuzione degli ambienti intorno al chiostro quadrato. Il porticato ha un lato romanico, appartenente alla primitiva abbazia, e tre rinascimentali, costruiti dai monaci fiorentini. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Si possono visitare tutti gli ambienti: </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>lo scriptorium</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, dove i monaci amanuensi tra il 1170 e il 1210 circa, realizzarono una novantina di volumi miniati, la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sala del Capitolo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, in cui veniva eletto l’abate e si esercitava il governo del monastero e il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>locutorium</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, dove l’abate assegnava gli incarichi.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Meta di gita domenicale dei milanesi, Morimondo è un’oasi verde nell’area più industrializzata e urbanizzata d’Italia. Non c’è niente, intorno, che possa sconvolgere la serenità di una giornata in campagna. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La zona del </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Parco Regionale della Valle del Ticino</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> conserva la sua vocazione agricola: ovunque, cascine con orti e piante da frutto o terreni coltivati a riso, carne e latte a km zero. A Morimondo ci sono 14 cascine, alcune delle quali derivano direttamente dalle grange fondate dai cistercensi, come Fallavecchia, Monte Oliveto, Basiano, Ticinello e Fiorentina, la meglio conservata delle antiche grange, visitabile come fattoria didattica. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Alcune sono diventate agriturismi di qualità con produzioni proprie (cotechino, riso, carni bovine) come la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>cascina Lasso</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, mentre altre associano l’agricoltura alla cultura, ospitando nel fienile o nell’aia le proiezioni della rassegna itinerante </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>“Cinema in cascina”.</b></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ad ottobre </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Morimondo e i suoi Sapori</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> è una rassegna enogastronomica con Festa Contadina che celebra il mais, il riso e le ricette ad essi collegate. La specialità è la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>cassoeula con la polenta</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, piatto tipico lombardo che si ritrova, in realtà, in quasi tutte le trattorie, insieme con i risotti e il brasato.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le fattorie di Morimondo forniscono il latte usato per lo stracchino e il gorgonzola, mentre i salumi che si gustano nelle trattorie sono tutti di produzione locale, tra cui ottimi il cotechino e il salame, crudo e cotto. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Si prosegue verso sud arrivando a </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/fortunago/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Fortunago</b></span></span> </a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">nella provincia di Pavia. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Qui bisogna venire in primavera, quando il bosco è tutto una fioritura di primule, narcisi e pervinche. Pieno di sole, di brezze e di bufere primaverili, questo luogo di antiche pietre rimesso a nuovo incita a una bellezza possibile, conciliabile con le esigenze della modernità. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le facciate tutte in pietra a vista, i serramenti di legno in tinta naturale, la pavimentazione delle strade in mattonelle di porfido, l’illuminazione curata e soffusa, l’attenzione estrema per il verde pubblico, rendono questo paese adagiato sulle colline dell’Oltrepò pavese un perfetto esempio di equilibrio tra modernità e tradizione.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ed è così che a Fortunago rivive con naturalezza e semplicità quel piccolo mondo antico fatto di eventi minimi e di nostalgia per ciò che non c’è più. Passeggiando nel borgo si possono ammirare una torre, che è quel che resta dell’antica rocca, insieme a un tratto di mura. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">C’è poi la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa parrocchiale</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> della seconda metà del Cinquecento, ed un </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Oratorio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> risalente al XVII secolo. Degna di nota è anche la secentesca </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di San Giorgio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, che conserva un trittico a tempera su legno.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Appena sotto la chiesa si notano i resti dell’antico castello con le fondamenta di una torre rettangolare risalente al Quattrocento e alcune tracce di mura. Interessante anche l’attuale municipio che deriva da un’antica casa-forte. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Fortunago è il rifugio ideale per ritrovare emozioni che si credevano perdute. Per fuggire lo stress, ci sono anche i 400 ettari di bosco protetto, con percorsi segnalati e aree di sosta, all’interno di un più vasto territorio collinare con i suoi piccoli borghi, le antiche pievi, i castelli, le strade dei vini e dei sapori dell’Oltrepò pavese.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">E restando in tema di sapori sicuramente da non perdere, a fine luglio, è la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sagra della schita</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, la focaccia locale, mentre il 14 agosto si svolge la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Festa della paciada</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, un’occasione per gustare antichi piatti di questa terra. Il piatto del borgo sono </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>i malfatti</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, prelibatezza vegetariana a base di erbette (in particolare bietole), pane grattugiato, formaggi e uova. Ottimo anche il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>brasato in umido</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> con spezie e vino Bonarda.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Non molto lontano </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/zavattarello/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Zavattarello</b></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> dove si scorge l’imponente rocca che sovrasta il borgo antico aggrappato alla collina. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’esposizione a levante esalta i colori caldi e chiari della pietra arenaria e delle tinte dei muri segnate dal tempo.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Zavattarello è il paese più storico della provincia di Pavia per antichi fatti d’arme. Ma non è solo per </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>il castello</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> del celebre capitano di ventura Jacopo Dal Verme, che merita una visita. Innanzitutto, le pietre millenarie sono incastonate in un ambiente tra i più suggestivi dell’Oltrepò pavese montano, che richiama alla memoria le visioni dei colli umbri o toscani.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ci si trova nella </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Val Tidone</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, anticamente abitata dai Liguri, una vallata sospesa nel tempo, dove la storia si legge ovunque, nel paesaggio agrario modellato dall’uomo come nei castelli, nelle antiche pievi ed abbazie. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La visita a Zavattarello inizia dalla piazza coronata di edifici in pietra, le antiche case di “su di dentro”, com’è chiamato il nucleo medievale che conserva la struttura urbanistica originaria. Il borgo, in parte ancora circondato da mura, è attraversato da una via stretta e sinuosa e da numerosi passaggi costruiti a raggiera verso la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Rocca</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> sovrastante. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tutta in pietra, con uno spessore murario di oltre quattro metri, la rocca titanica con il ricetto fortificato, le scuderie, gli spalti, la chiesa e le sue 40 stanze costituisce un complesso architettonico tra i più interessanti della zona. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tornando nella piazza, è l’arte antica a farsi ammirare nell’</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>oratorio trecentesco di San Rocco</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, dove si segnala uno stupendo altare ligneo del quattrocento. Contrapposta alla rocca, all’altro lato del paese, si trova la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>pieve parrocchiale di San Paolo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, dalla struttura romanica. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Manifestazioni artistiche, musicali, teatrali si svolgono durante il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Luglio Culturale</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, mentre tra piatti e prodotti del borgo spiccano i ravioli di brasato, polenta e </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>selvaggina salmistrata</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>salame crudo </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">e la pancetta di maiale stagionati secondo antiche ricette lombarde.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La scoperta dei borghi lombardi prosegue nella provincia di Cremona visitando </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/castelponzone/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Castelponzone, frazione di Scandolara Ravara</a></b></span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Posto tra il Mantovano, il Cremonese e il Parmense, territori di fiorente agricoltura, il borgo di Castelponzone rappresenta un esempio di recupero della dimensione rurale. A Castelponzone l’intreccio tra agricoltura e borgo è stato talmente forte in passato, da non poter essere rimosso.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Centro fortificato senza più fortificazioni, di sapore rinascimentale, Castelponzone ha rimesso a posto le facciate e ripristinata l’originaria pavimentazione in ciottolato negli </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>strettini</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, i piccoli viottoli che l’attraversano. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il borgo è delimitato dalla strada di circonvallazione che ricalca il tracciato delle antiche mura. La rocca, demolita a fine Ottocento, era circondata da un fossato, il cui tracciato è ancora visibile. All’interno, la struttura urbanistica è caratterizzata da isolati regolari. Delle due porte di accesso rimane quella meridionale col passaggio carraio centrale e tracce degli attacchi del ponte levatoio. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">I portici della via centrale risalgono alla fine del XVI secolo: sotto di essi si aprivano osterie, negozi e botteghe artigiane. La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa parrocchiale, dedicata ai Santi Faustino e Giovita</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, è settecentesca e contiene una Santa Lucia del Genovesino. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un altro edificio storico è la residenza signorile settecentesca conosciuta come “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>la villa”,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> con il suo porticato con architrave poggiante su colonne doriche e la struttura a U. Il resto sono abitazioni rurali che si allineano nei vicoli stretti e negli slarghi, spesso abbellite da balconi e finestre fiorite, immerse nella quiete della Bassa cremonese prossima al Po.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Esiste un immenso patrimonio rurale che è l’immagine di un passato povero ma dignitoso: fienili, stalle voltate, granai, abbeveratoi, dipinti murali, oratori campestri, e naturalmente le case padronali e le dimore dei braccianti. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Questo mondo in via di sparizione lascia un’eco a Castelponzone, dove la fisionomia del territorio rispecchia i segni delle opere di bonifica che hanno garantito terre all’agricoltura strappandole alle paludi..</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sul territorio comunale e nelle zone vicine sono presenti i </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>bodri,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> piccole raccolte d’acqua ferma generate dal Po, nelle aree chiuse delle lanche, quando la piena del fiume si ritira. Sono ambienti ricchi di flora e di fauna che interrompono il paesaggio piatto della pianura padana e sono tipici della campagna cremonese. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il filo verde delle piste ciclopedonali attraversa tutta la zona collegando le testimonianze di architettura rurale, di archeologia idraulica e quelle più prettamente storiche. Vengono, infatti, organizzati percorsi guidati pedonali e ciclabili alla scoperta del territorio. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Si possono distinguere vari itinerari, tra cui quello </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>archeologico</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, dove lungo il tracciato dell’antica via Postumia il paesaggio conserva tracce della centuriazione romana, i cui cardi e decumani si perdono nei campi; quello </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>rinascimental</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">e, in cui la vicina Sabbioneta, città ideale del Rinascimento, e Mantova, capitale dei Gonzaga, sono a poche decine di km.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A questi si aggiunge </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>quello della via Francigena</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. A pochi km dal borgo, infatti, si trovano chiese collegate a questo itinerario medievale, come la gotica pieve di Caruberto e la tardogotica chiesa di San Zavedro a San Giovanni in Croce. E poi </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>l’itinerario delle ville e dei castelli</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, un percorso che tocca alcune ville-castello di costruzione ottocentesca. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La ricca offerta gastronomica locale comprende i </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>marubini,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> un primo piatto composto da tre brodi riuniti di gallina, manzo e salame da pentola, e i </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>tortelli di zucca</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> condivisi con i mantovani di là dell’Oglio. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In particolare i tortelli sono conditi con ragù rosso ai funghi chiodini ed i marubini con crema di lambrusco. Tra i secondi, il cotechino cremonese e il lesso accompagnato dall’immancabile mostarda, mentre dal fiume di latte che esce dalle stalle cremonesi, si ricava un ottimo grana padano. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/soncino/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Soncino</a> </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">è un luogo di acque dal corso instabile che diventate canali, mulini e archeologia industriale.</span></span></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’imponenza delle mura colpisce il visitatore appena arrivato a Soncino. Costruite nella seconda metà del XV secolo, si possono meglio apprezzare percorrendone il circuito esterno: la struttura fortificata si erge alta sul piano della campagna e si sviluppa per due km.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’attuale stato di conservazione permette di osservare la tecnica costruttiva, con l’ordinata tessitura dei mattoni, la serie regolare di torrioni e bastioni e le tre porte (</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>a Sera, a Mattina e di Sotto</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">). La rocca fu costruita in un solo anno, il 1473, mentre l’originale torre cilindrica di sud-ovest deve la particolare struttura al riutilizzo di un preesistente torrione della cinta muraria. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Lasciata la rocca, si prosegue lungo il fossato orientale fino a raggiungere lo spalto delle mura. Questa parte del borgo è ora occupata dal </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>fabbricato dell’ex filanda Meroni</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, che presenta i caratteri eclettici dell’architettura tardo-ottocentesca con la sua alta ciminiera in cotto incombente sulle mura. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Giunti a </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Porta San Giuseppe</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, si entra nel borgo da Contrada Grande, la strada principale. Sul lato orientale si incontra il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo Azzanelli</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> costruito da una famiglia di mercanti arricchitasi con il commercio dei pannilana. Poco oltre, dall’altro lato della strada, il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo Zardina-Cropello</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> è la ristrutturazione tardo-settecentesca dell’antico Ospedale dei pellegrini. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’ultimo percorso all’interno della cinta muraria tocca alcuni dei monumenti più rilevanti del borgo, quali la pieve e</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b> la Casa degli stampatori ebrei</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. Di origini antichissime, tra il VI e il VII secolo, la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>pieve di Santa Maria Assunta</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> è il risultato di numerose trasformazioni dalla fase romanica alla riforma tardo-cinquecentesca. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Fuori del borgo, sorge la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di Santa Maria delle Grazie</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. Iniziata nel 1492 e consacrata nel 1528, grazie al mecenatismo degli Sforza, che l’hanno voluta, racchiude molti tesori d’arte. Di grande valore storico l’affresco dell’Assunzione della Vergine di Giulio Campi, la prima manifestazione manierista di uno dei più grandi pittori del Cinquecento lombardo, influenzato da Giulio Romano.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A Soncino </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>le radici amare</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, dalla forma simile a quella di una carota, si consumano come verdura invernale e si accompagnano, come nella sagra a loro dedicata, a fumanti salamelle e a un buon bicchiere di vino. Ma hanno anche un effetto ipotensivo, purificano il sangue dal colesterolo e, secondo la tradizione locale, producono anche un’azione tonico-digestiva.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">l tour tra i borghi più belli della Lombardia si conclude con </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/gradella/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Gradella, frazione di Pandino</a>,</b></span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">dove, in un paesaggio di risorgive e di paludi bonificate, si entra in una dimensione quasi fiabesca, come se gli antichi boschi che qui sorgevano chiamassero a raccolta il verde, l’acqua, l’ombra, la frescura, il silenzio, i dolci rumori dei campi.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’abitato rurale di Gradella si presenta con le caratteristiche case dipinte in giallo, profilate di mattoni rossi e con le corti comunicanti. Ai margini del borgo emerge </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>villa Maggi</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, già esistente nel XVII secolo, che deve il suo aspetto attuale alle modifiche apportate nel XIX e XX secolo. Al centro di Gradella si erge la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa Parrocchiale</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> costruita a partire dal 1895 e dedicata alla Santissima Trinità e a San Bassiano, </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Da vedere il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>castello Visconteo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, di particolare importanza perché è il meglio conservato tra i castelli costruiti dai Visconti nel XIV secolo. Edificato come luogo di ricevimenti, battute di caccia e incontri conviviali, ha forma quadrata, eleganti porticati ed ampia corte, mentre ogni stanza conserva le pitture volute dai signori di Milano, soprattutto motivi geometrici alternati agli stemmi di famiglia. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La necessità della tutela ambientale, qui, si sposa con la vocazione agricola del territorio, messo a dura prova dalla meccanizzazione e dallo sviluppo intensivo. Di recente è stato istituito il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Parco del Tormo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, allo scopo di preservare l’ambiente naturale lungo le rive di questo fiume. Un altro intervento apprezzabile è la conservazione dei fontanili, formati dalle acque sotterranee che riaffiorano in superficie.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In questa località vi sono alcuni ristoranti nella zona, ospitati in antichi cascinali, in cui si può fare una bella esperienza culinaria grazie ai prelibati </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>tortelli cremaschi</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, preparati con amaretti, spezie ed erbe aromatiche, al </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>foiolo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> cucinato con le verdure e all’irrinunciabile </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>panarone</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">.</span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">un tradizionale formaggio padano dal caratteristico gusto amarognolo, nato proprio a Pandino.</span></span></p>
<p align="justify"><a name="_GoBack"></a><strong> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Alessandro Campa</span></span></strong></p>
<p align="justify">
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		<title>I borghi più belli d’Italia: Calabria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Jun 2024 06:00:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Regione dai molteplici volti e dalla storia che ne ha caratterizzato la sua evoluzione La bellissima punta dello stivale. La Calabria, regione dai molteplici volti e dalla storia che ne ha caratterizzato la sua evoluzione. Un territorio costellato da piccole località, piccole comunità che si fondono insieme all’interno di parchi nazionali, montagne e mare. Il viaggio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: left;" align="center"></h3>
<h3 style="text-align: left;" align="center"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124224" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/castle-6471574_1280.jpg" alt="tropea calabria" width="800" height="460" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/castle-6471574_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/castle-6471574_1280-300x173.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/castle-6471574_1280-768x442.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3 style="text-align: left;" align="center"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Regione dai molteplici volti e dalla storia che ne ha caratterizzato la sua evoluzione</span></span></h3>
<p><span id="more-124219"></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La bellissima punta dello stivale. La <a href="https://www.ecoseven.net/viaggiare/itinerari/ricomincio-da-te-italia-itinerari-di-viaggio-tra-le-regioni-della-penisola-la-calabria/">Calabria</a>,</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> regione dai molteplici volti e dalla storia che ne ha caratterizzato la sua evoluzione. Un territorio costellato da piccole località, piccole comunità che si fondono insieme all’interno di parchi nazionali, montagne e mare. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il viaggio all’interno di questa regione inizia nel suo centro abitato più settentrionale, al confine con la Basilicata, dove nella provincia di Cosenza si incontra </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Rocca Imperiale </b></span></span><u></u></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un borgo in cui si viene accolti dal </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>monastero dei Frati Osservanti</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che ospita al suo interno un coinvolgente </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Museo delle Cere</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che offre una sensazionale e suggestiva atmosfera grazie alla compresenza di elementi di misticità e alla combinazione spettacolare tra il sacro ed il profano. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Numerose sono le personalità che qui vengono rappresentate con ricercata e acuta verosimiglianza a quelli che sono stati le donne e gli uomini simbolo del Novecento italiano. Non mancano poi personaggi popolari che con le loro gesta hanno dato splendore e fama a tutta la comunità. Tra le pareti di quello che un tempo fu luogo di preghiera e di culto, si respira un&#8217;aria trascendentale con le statue che evocano un contatto quasi umano. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La struttura del monastero, invece, non si discosta dal modello classico dell’architettura francescana. Come tutti i conventi dell&#8217;epoca, era dotata di chiostro con cisterna, porticato, celle e chiesa. Sono notevoli qui la semplicità delle linee e il tentativo di qualche bravo frate nel rendere bello e artistico qualche dettaglio come le cornici interne ed esterne della cupola e i capitelli dei pilastri della cisterna.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un altro edificio di culto di grande spessore è la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Chiesa di Santa Maria in Cielo Assunta</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, attuale chiesa madre. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Non ci sono notizie di cappelle nell&#8217;abitato, ma, annessa all&#8217;ospedale, doveva esserci, già nel secolo XIV, quella del Crocifisso. Con l&#8217;andare del tempo ne sorsero diverse: prime fra tutte </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>quella di San Giovanni</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, quattrocentesca e poi, in ordine cronologico, furono edificate </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>quella delle Cesine</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, in campagna e, in ultimo, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>quella della Croce</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, all&#8217;ingresso del paese. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A Rocca Imperiale sono principalmente due gli eventi. Il 19 agosto la mostra d’arte </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Dal tramonto all’alba,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> mentre l’ultima settimana del mese ha luogo </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Il Federiciano</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, festival artistico e concorso di poesia. In inverno l’ultima domenica di Carnevale si festeggia con la sfilata in maschera e la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sagra delle maiatiche</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, frittelle con peperoni secchi. L’offerta gastronomica continua con </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>frizzul ca’ millic</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, maccheroni con sugo e mollica, arrosto di capretto e di maiale, peperoni e melanzane fritte, e </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>muffit, </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">sfogliata con ciccioli di maiale.</span></span></p>
<h4 align="justify"><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/oriolo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Oriolo</b></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> borgo di origine remote, nacque come fortezza a difesa dei cittadini scappati dalle coste per rifugiarsi dalle continue incursioni dei saraceni.</span></span></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Arroccato su uno sperone a circa 450 metri d&#8217;altezza, conserva una struttura medievale con facciate di palazzi nobiliari.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il suo </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Castello</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, principale fortezza del borgo, fu costruito dai Sanseverino, ed era in origine a pianta quadrangolare con corte interna. Anticamente vi si accedeva tramite un ponte levatoio, sostituito in seguito con una scalinata col portale e lo stemma dei Pignone. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Abbandonato durante il periodo barbarico, il castello venne ricostruito nello stesso luogo in epoca bizantina e adornato con affreschi del Seicento. Recentemente restaurato, il castello conserva la vecchia struttura con due torri di guardia e il mastio.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Adiacente a questo spicca la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di San Giorgio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, Chiesa Madre di Oriolo, luogo di culto di origine normanna. La chiesa Madre custodisce reliquie di San Giorgio e di San Francesco da Paola, una collezione d’argenti, statuine del Seicento spagnolo, un settecentesco Ecce Homo in terracotta.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un altro notevole edificio è </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>l’ex-monastero francescano</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che venne costruito a metà Quattrocento a ridosso del borgo. Un luogo depositario della reliquia di S. Francesco di Paola che padre Dionigi Colomba portò dalla Francia, quale dono della regina Caterina dei Medici</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ai margini del centro storico, quasi fuori le mura, fu costruita la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di Santa Maria delle Virtù</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> cui fu annesso un ospedaletto, mentre </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Palazzo Giannettasio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, risalente al 1700, offre ancora la sua bellezza conservando intatto il salone delle feste con soffitti decorati ed una stanza in cui è presente un affresco raffigurante San Giorgio che uccide il drago.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Al pari di molti altri paesi calabresi che hanno una parte disabitata, anche </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/civita/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Civita</b></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> ha le sue crepature e rovine.</span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un borgo fantastico, uno dei 25 comuni arbëreshë della provincia di Cosenza, fondato intorno al 1471 da profughi albanesi che si erano rifugiati in Calabria per sfuggire all’occupazione turco-ottomana dei Balcani.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nel cuore del Parco del Pollino, incastonato tra le rocce per rendersi invisibile alle scorribande dei saraceni, Civita è uno scrigno che custodisce le antiche tradizioni del </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>popolo arbëreshe</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. Civita è uno degli insediamenti meglio conservati della Calabria interna, caratterizzato da una struttura urbanistica fatta di viuzze e slarghi che si intersecano le une negli altri.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le rughe, i vicoli stretti tutti in salita, si dipartono con andamento circolare verso le piazzette che collegano i vari nuclei urbani. Una struttura presente nei tre principali rioni, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sant’Antonio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, il più antico e più affascinante, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Piazza </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">e </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Magazzeno</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che si chiama in albanese <em>gjitonia</em>, termine d’origine greca traducibile con “vicinato”.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>gjitonia </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">ha un significato urbanistico e nello stesso tempo è il nucleo base dell’organizzazione sociale, rappresentando la porzione più piccola del tessuto urbano, costituita da una piazzetta nella quale confluiscono i vicoli. Qui ci si riunisce a ricamare, a conversare, ci si parla dal <em>galti</em>, il ballatoio davanti alla porta d’ingresso. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A Civita sono caratteristici anche i comignoli e le “case parlanti”. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">I comignoli sono quasi delle opere d’arte, che rappresentavano la firma per una nuova casa, di cui diventava il totem, con la funzione non solo di aspirare il fumo dai camini, ma anche di tenere lontano gli spiriti maligni. Sono <strong>una cinquantina i comignoli storici</strong>, costruiti probabilmente tra fine Seicento e inizio Novecento.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Passeggiando per il borgo si incontrano inoltre alcune abitazioni dall’aspetto antropomorfo, le cosiddette </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>case di Kodra</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> o parlanti, una sorta di omaggio al pittore albanese di fama internazionale naturalizzato italiano Ibrahim Kodra. Si tratta di abitazioni molto piccole, con finestrelle, canna fumaria e comignolo, la cui facciata richiama con evidenza la faccia umana.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La parte più antica del paese è il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>quartiere Sant’Antonio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, che ha origini medievali e un tessuto urbano in cui spiccano non solo i comignoli decorati, ma anche forni pensili e logge. Nel centro storico, oltre alla </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>cappella di Sant’Antonio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e a quella </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>cinquecentesca di Santa Maria della Consolazione,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> è da visitare la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di Santa Maria Assunta</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, costruita in stile barocco nella seconda metà del XVI secolo. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’impianto è orientale: guarda verso il sorgere del sole e reca i simboli e le forme della teologia bizantina. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Oggi, infatti, vi si celebra la liturgia bizantina, perché gli albanesi d’Italia sono cattolici di rito greco. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nella chiesa le statue sono sostituite da icone: quelle del Cristo Pantokràtor e della Vergine Odigitria sono state dipinte da Alfonso Caccese, e quelle delle dodici feste dell’anno sono giunte da Atene. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Dal borgo, scendendo oltre 600 gradini, si arriva al </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Ponte del Diavolo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, in un paesaggio rupestre d’intatta bellezza: un canyon con <strong>le gole più lunghe d’Italia</strong> e una parete rocciosa che sembra un fondale teatrale. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’esile e vertiginoso ponte, che in base alla leggenda, solo il diavolo poteva costruire in una posizione così ardua, conduce alle </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>gole del fiume Raganello</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, lunghe 13 km e paragonate, in piccolo, al Gran Canyon del Colorado per l’unicità ambientale e le sculture naturali modellate dal vento.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Visitare Civita significa sicuramente fare una sosta al </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Museo Etnico Arbëreshë</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che raccoglie testimonianze di una cultura minoritaria ma viva, quella dell’etnia arbëreshë, legata alla tradizione religiosa greco-bizantina e al mondo contadino. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il museo presenta diverse sezioni interessanti, come quelle sulla cultura materiale con oggetti della vita quotidiana, e sul </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>costume arbëreshë</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, con splendidi modelli arricchiti di ornamenti in oro.</span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Proprio il costume tradizionale rappresenta per gli italo-albanesi il simbolo di una coscienza etnica collettiva, uno dei legami più forti con il proprio passato. Realizzato in ricchi tessuti di raso e sete naturali dai colori vivaci, ricamati e laminati in oro, il costume arbëreshë è considerato tra i più belli delle raccolte internazionali per la varietà, gli echi orientali e l’austero fasto bizantino.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La comunità arbëreshë, due settimane prima di Carnevale, con il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Prigatorët</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, ricorda i defunti offrendo ai loro parenti e conoscenti grano bollito, mentre durante la Settimana Santa la passione, morte e risurrezione di Gesù sono evocati secondo i riti della liturgia greco-bizantina.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il martedì dopo Pasqua, invece, ha luogo la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Vallja,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> danza etnica di antiche origini, documentata nella cultura illirica e greca, che si svolge nella piazza e nelle strade del borgo per ricordare la vittoria di Skanderberg sui turchi. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Anche la gastronomia locale è un connubio tra tradizioni arbëreshë e la cucina tipica del Pollino. La sapienza delle massaie unita a materie prime di qualità e alla presenza di erbe aromatiche, sforna piatti ricchi di sapore: pasta fatta in casa condita con sugo di capretto, gnocchetti con ricotta pecorina, fettuccine con funghi porcini, agnello e capretto alla civitese con accompagnamento di vino del Pollino.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Circoscrivendo la parte calabra del Parco Nazionale del Pollino e si raggiunge </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/morano-calabro/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Morano Calabro</b></span></span></a></p>
<p align="justify"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124221" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/morano-2047304_1280.jpg" alt="morano calabria" width="800" height="533" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/morano-2047304_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/morano-2047304_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/morano-2047304_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Abbarbicato sul colle, con le case strette le une alle altre, è un borgo che con i suoi 2248 metri costituisce una presenza ineludibile.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La bellezza di Morano sta nella delicata combinazione di arte e bellezze naturali: la pietra degli archi e dei torrioni si sposa con la maestà dei monti circostanti creando uno scenario davvero unico. La maglia urbana, fitta e intricata, fa di Morano uno dei centri storici più suggestivi dell’intera Calabria. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La scoperta di Morano inizia dalla </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di San Bernardino da Siena</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, un gioiello di architettura monastica quattrocentesca in stile tardo-gotico. La facciata è dominata da un bel portale ogivale in pietra gialla, mentre l’interno è mistico e severo come tutti gli ambienti francescani.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Risalendo il quartiere dei Lauri, dove vi era uno stanziamento di monaci bizantini, si raggiunge la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>collegiata di San Nicola</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, costituita da due corpi di fabbrica, il superiore quattrocentesco, ma di aspetto barocco per i rifacimenti tardo-settecenteschi, e l’inferiore di epoca precedente. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Dal rione San Nicola, attraverso archi, sottopassi, viuzze e slarghi che rivelano stupendi scorci paesaggistici, si raggiunge il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>castello di origine normanna</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che risale al XII- XIII secolo, ma ampliato tra il 1515 e il 1546 da architetti napoletani per conto del Principe Sanseverino che lo elesse a propria dimora. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Da lì il passo è breve per la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>collegiata dei Santi Pietro e Paolo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, la chiesa più antica di Morano, risalente all’anno Mille, ma ristrutturata al suo interno in chiave tardo-barocca. Altra chiesa-museo, per l’elevata concentrazione di opere d’arte, è </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>quella di Santa Maria Maddalena</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, con la cupola e il campanile maiolicati giallo e blu visibili da ogni parte del centro storico </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Morano è anche ricca di palazzi gentilizi, costruiti per lo più tra Sette e Ottocento dalle famiglie benestanti. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tra questi il seicentesco </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo Rocco</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, l’elegante </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo Salmena</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo Cozza</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> col suo loggiato angolare e </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo Lauria</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> con il bel portale barocco. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il borgo di Morano ricade all’interno dell’area protetta del Parco Nazionale del Pollino, circa 40 mila ettari, ed è quindi sottoposto a vincolo paesaggistico e ambientale. Da questa, che è la più alta montagna del Sud, nelle giornate più belle è possibile vedere i tre mari, Adriatico, Jonio e Tirreno. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La natura intorno a Morano offre anche prelibatezze come caciocavallo, mozzarella, treccia, ricotta, pecorino, tutti derivanti dalla lavorazione artigianale del latte di pecora autoctona. A questi si aggiungono gli insaccati di maiale e la pasta fatta in casa: la scelta è tra cavateddri (gnocchi), </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>rascateddr</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">i (maccheroni con sugo di salsiccia), </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>lagane</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> (tagliolini) con fagioli o ceci. Tra i piatti esclusivi di Morano c’è lo </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>stoccu e pateni</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, stoccafisso con patate e peperoni secchi.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Proseguendo verso nord, ma nel versante ovest della regione, si incontra </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/aieta/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Aieta </b></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">un borgo dell’Alto Tirreno cosentino che tra mare e montagna, sorprende per il suo raro tocco rinascimentale. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Questo viene offerto dal palazzo nobiliare, accerchiato da stretti vicoli dove si fanno ammirare i portali in pietra scolpiti da maestranze locali. Il borgo di Aieta guarda in alto, alla montagna dove corrono i lupi, al verde abbraccio del Pollino. Da Aieta lo sguardo spazia dalla dolcezza mediterranea del golfo di Policastro e ai rudi contrafforti dell’Appennino, in un bel gioco di contrasti. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Aieta ha origine medievale. Le sue stradine strette e in dislivello riportano agli anni intorno al Mille, quando in queste contrade giunsero gli abitanti della cittadina magnogreca, lucana e poi romana, di Blanda Julia, abbandonata perché esposta alle scorrerie dei corsari saraceni.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il borgo, le cui note di colore dominanti sono il bianco delle facciate e il rosso dei tetti, si stringe intorno al suo edificio più prezioso, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>il palazzo eretto nel XVI secolo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> dai Martirano, ampliato dai marchesi Cosentino e poi venduto agli Spinelli di Scalea. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Uno dei pochi esempi dello stile rinascimentale applicato all’edilizia civile in Calabria. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tra gli edifici religiosi, invece, spicca la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa madre, dedicata a Santa Maria della Visitazione</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, realizzata nel XVI secolo su impianto di età normanna. A 800 metri dal centro storico, nella </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>cappella di San Vito Martire</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> del XVII secolo, con portale ad arco e portico di ingresso, è conservata la statua lignea settecentesca del patrono di Aieta. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nell’</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>area archeologica di Monte Calimaro</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, ad 895 metri s.l.m., una grotta rivela l’antico insediamento di Aieta Vetere. Passaggi secolari di pastori, contadini, legnaioli e carbonai, conducono a boschi di cerri e faggi dove si può incontrare il giglio rosso. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Posto tra mare e montagna, il borgo è collegato, grazie a una bella strada panoramica, ai centri costieri di Praia a Mare e di Diamante. Con facili percorsi di trekking si raggiungono anche i paesi di Papasidero, Laino Borgo e Laino Castello, e con uno più impegnativo la cima del monte Ciagola a 1462 m.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ad Aieta è molto rinomata la Sagra del Prosciutto, il 12 agosto. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un evento che rende bene l’idea della bontà del prosciutto di maiale, che ad Aieta presenta la caratteristica di un gusto un po’ salato. Altri salumi portano in tavola i sapori di questa terra, come la pancetta affumicata (vrina in dialetto locale), la salsiccia, il capocollo e la soppressata, nel cui impasto spicca il pepe rosso.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tra i piatti che offre il borgo sono da gustare i fusilli, una pasta lunga stesa con il ferretto e condita con sugo di carne di capra o di maiale o, all’aietana, con olio, aglio, mollica di pane, acciughe salate e pepe rosso. Tra i secondi, invece, le cotiche di maiale e fagiolini e la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>cossa ‘mbittunata</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, la coscia di castrato o agnello con aglio, peperoncino, prezzemolo, vino bianco e rosmarino.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In direzione sud ecco </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/buonvicino/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Buonvicino</a> </b></span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">in parte montano e in parte dislocato nella valle del fiume Corvino.</span></span></span></span></h4>
<p align="justify"><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il suo territorio arriva quasi a lambire il Tirreno ed è cinto da ulivi secolari nella fascia collinare, profumato dalle verdi cedriere lungo il corso del fiume, incorniciato da magnifici boschi sulle alture.</span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il borgo antico sorge su uno sperone roccioso all’interno del Parco nazionale del Pollino e accoglie in un </span></span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">dedalo di viuzze e scalinate su cui si affacciano portali di buona fattura. Buonvicino, tra le sue particolarità, ha un belvedere in cui è posta la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>statua monumentale di San Ciriaco</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, da dove lo sguardo spazia sul parco marino della Riviera dei Cedri e sul golfo di Policastro.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sull&#8217;impianto medioevale si sviluppano le abitazioni costruite sui dirupi a strapiombo, con archi e supporti dominano nella visione prospettica delle stradine, mentre le case più signorili e i palazzotti portano il segno delle differenti epoche anche attraverso i portali. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nel centro storico sorge il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo De Paola dei baroni di Malvito</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, come degni di nota sono anche i tre palazzi nobiliari attribuiti alla famiglia Cauteruccio. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il primo è abbandonato nella piazzetta XVII Settembre, il secondo, acquisito dal Comune, è ora sede del Museo Arti e Gusto Buonvicino, il terzo, ha dato vita, insieme ad altri immobili, al Borgo dei Greci, il primo Albergo Diffuso del Parco del Pollino.</span></span><span style="font-family: MS Mincho, serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Museo Arti Gusto Buonvicino MAGB</b></span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">espone numerosi attrezzi e strumenti della tradizione contadina: 350 pezzi raccolti e catalogati nel corso di più di 30 anni. Il Museo racchiude la storia del paese in cinque sezioni tematiche: archeologia, arte popolare, arte sacra, arte contemporanea e beni ambientali. Una sala è dedicata a Ippolito Cavalcanti, vissuto a cavallo tra XVIII e XIX secolo, duca di Buonvicino e gastronomo alla corte dei Borboni, autore del Trattato di cucina teorico-pratica contenente più di mille ricette.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Da Buonvicino partono numerosi sentieri naturalistici situati nel Parco Nazionale del Pollino, un’area naturale dove la presenza dell’uomo è rarefatta e il panorama comprende solo verde, spazio, cielo e roccia. Nella </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>valle del Corvino</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> si può visitare la grotta in cui visse da anacoreta San Ciriaco Abate tra il X e l’XI secolo, mentre a valle del villaggio di Serapodolo, nei cui pressi hanno il loro habitat cinquanta tipi di orchidea selvatica, si raggiunge il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sasso dei Greci</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, un antico insediamento di origine ellenica.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Risalendo la montagna, a 800 m d’altitudine si trova il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>santuario della Madonna della Neve</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nel corso degli anni la chiesa è stata ampliata, decorata ed è diventata meta di pellegrini, soprattutto in occasione della festa del 5 agosto. Dalla vetta del monte, dove è posto il Santuario, si gode una vista unica, che spazia dal Golfo di Policastro alla Sicilia e sul verde riposante dei boschi della catena Appenninica, in un fantastico spazio panoramico.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il 4 e il 5 agosto, infatti, si celebra la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>festa dedicata alla Madonna della Neve </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">tra tarantelle e piatti tipici. Segue, a metà settembre, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>la festa patronale</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, in cui San Ciriaco è portato in processione nella valle del Corvino, dove lo si ricorda mangiando fusilli con sugo di carne di capra, baccalà e peperoni fritti, spezzatino e trippa di capra.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nel periodo pasquale la cultura gastronomica si intreccia con quella religiosa: è tradizione trascorrere la Pasquetta nel Parco del Pollino portando con sé pietanze come la pasta al forno, il capretto con patate al forno, la frittata di asparagi, ‘a pizzatua dolce o salata.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A poca distanza si trova </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/altomonte/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Altomonte</b></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che presenta una meravigliosa vista sul Pollino, la piana di Sibari e il mar Ionio. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ma ulteriori sorprese riserva questo luogo dalle antichissime radici fenicie, dove i vini pregiati che avevano attirato i romani, sarebbero poi stati ignorati dai monaci basiliani dediti all’ascetismo. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Una vena orientale aleggia su Altomonte, segnata dalla persistenza del rito greco e dall’impianto urbanistico di derivazione araba, fatto di vicoli ciechi, strade e stradine che si incrociano e si annullano come in una casba. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Con la sua muraglia di case, balconi e ruggini, Altomonte cerca di conservare la bellezza aristocratica e austera che ne fa uno dei centri artistici più importanti della regione. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Altomonte è una cittadina difficile da dimenticare, tutta vicoli e scalinate intorno alla</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b> chiesa della Consolazione</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, il massimo esempio dell’arte gotico-angioina in Calabria. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Adiacente a questa si presenta il Convento domenicano che oggi ospita il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Museo Civico</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, in cui è presente una straordinaria raccolta di opere d’arte provenienti la maggior parte dal Convento e dalla chiesa di Santa Maria della Consolazione. Su tutte spiccano i capolavori dei maestri toscani del Trecento, come il San Ladislao di Simone Martini, commissionato da Filippo Sangineto nel 1326, e le due tavole di Bernardo Daddi, pittore fiorentino seguace di Giotto.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Su </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>piazza Tommaso Campanella</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> è ricordato con un monumento il soggiorno del filosofo di Stilo nel Convento domenicano, costruito a partire dal 1440 e di cui si ammira il chiostro della stessa epoca. Sulla stessa piazza si affaccia palazzo Pancaro, risalente al XVI secolo, una delle più antiche dimore gentilizie. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Lasciata la piazza, si raggiunge piazza Balbia, che nel medioevo era il luogo delle assemblee pubbliche, il cui slargo ospita la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di San Giacomo Apostolo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, di probabile origine bizantina e con interno barocco.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Da piazza Balbia continuando per le stradine tortuose del centro storico si arriva in </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>piazza San Francesco di Paola</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> su cui si affaccia l’omonima chiesa con l’attiguo complesso monastico, ora sede del Municipio, al cui interno si ammira un bel chiostro settecentesco.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A San Francesco di Paola è dedicata la festa patronale che ha luogo la seconda domenica dopo Pasqua, mentre a luglio e agosto si può assistere a </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Festival Euromediterraneo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, rassegna di teatro, danza, musica e arti visive: una delle manifestazioni culturali estive più importanti del sud Italia.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A settembre ecco </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Di… Vino Jazz</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, assaggi itineranti nel borgo antico tra jazz, vino e gastronomia. Ad Altomonte la cucina contadina punta sulla genuinità degli ingredienti. Piatti forti sono le paste fatte in casa, le minestre a base di verdure e legumi, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>la mischiglia</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, composta da nove erbe spontanee cotte insieme. Tipiche del luogo sono le cicerchie, raro legume che sta tra i ceci e i lupini e i </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>zafarani cruschi</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, peperoni essiccati al sole e saltati nell’olio bollente. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Dirigendosi a sud, verso la costa tirrenica, si trova </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/fiumefreddo-bruzio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Fiumefreddo Bruzio </b></span></span></a></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Si accede attraverso la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Porta merlata</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che si apre su piazza del Popolo, dove già si intravedono i vicoli ciottolati in pietra viva, e i cui contorni sono segnati da tre monumenti. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa Matrice di San Michele Arcangelo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, edificata nel 1540 e rimaneggiata nei secoli, si presenta con l’aspetto posteriore al terremoto del 1638 e conserva pregevoli tele di Francesco Solimena e Giuseppe Pascaletti . </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sulla piazza, si affacciano a destra il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo del Barone Del Bianco</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e a sinistra </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>il palazzo Gaudiosi.</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> Proseguendo per via Risorgimento si arriva, passando davanti a </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo Zupi</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, dotato di splendido portale, ai ruderi del castello, costruito nella parte alta del borgo sugli strapiombi del vallone.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Da Largo castello ci si dirige verso </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>piazza Vittorio Veneto</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, il punto focale della vita cittadina, dove fa bella mostra di sé </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo Pignatelli</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, di fattura cinquecentesca e dimora di diversi feudatari. Andando verso Largo Torretta si incontra la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa dell’Addolorata</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, di antichissima origine, XI secolo, ma di aspetto barocco, con pregiati lavori di stuccatori calabri all’interno.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ci si dirige poi verso </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>la Rupe</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> dove sorge la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di San Rocco</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> del XVIII secolo, costruita a pianta esagonale sulla cinta muraria e nei pressi della Porta di mare. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Gli affreschi dell’interno sono di Salvatore Fiume (1980) e rappresentano San Rocco che salva il popolo colpito dalla peste. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Alle spalle del borgo, i rilievi della catena costiera offrono diversi spunti per le escursioni, come la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Grotta dell’Eremita</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> in cima allo sperone della Timpa Badia, dove trovarono rifugio gli asceti in epoca bizantina, e la zona selvaggia della </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Bocca d’Inferno</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. Storia e natura, infine, si incontrano al Fiume di Mare che scorre tra i monti prima di precipitare, creando cascatelle, in una stretta e profonda gola, nei pressi dell’abbazia di Fonte Laurato.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un particolare evento si svolge il 15 agosto, giorno in cui si celebra Santa Maria Assunta. La festa culmina con la distribuzione della “filiciata”, il caratteristico fior di latte posto sulle felci. La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>filiciata</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> è uno squisito piatto a base di formaggio fresco su foglie di felce. Altro piatto tipico è la frittata di patate, da accompagnare con vino rosso, mentre tra i dolci, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>i cuddruri</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> sono fatti con uova, zucchero, cannella e anice.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Attraversando in orizzontale la regione, nella provincia di Crotone si trova </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/caccuri/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Caccuri</b></span></span> </a></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Con un territorio che si sviluppa attorno all&#8217;antico borgo, arroccato su uno sperone di roccia e circondato principalmente da uliveti che costituiscono la principale fonte del reddito agricolo del paese.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il paese è dominato dall&#8217;</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>antico castello medioevale, </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">ai cui piedi si trova la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Villa Comunale</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, un parco suggestivo per le sue rocce calcaree dalle forme insolite, che si stagliano tra il castello e i pini del parco, in cui ha sede il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Municipio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. All’interno del castello, inoltre, è conservata la cappella palatina dall’aspetto tardo-secentesco della ristrutturazione eseguita dalla famiglia Cavalcanti e dipinti della scuola napoletana.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tra ripide salite e discese, tra viuzze e costoni rocciosi, si dipanano strade tortuose interrotte dalle cosiddette &#8220;rughe&#8221;, piazzette verso le quali si rivolge l&#8217;ingresso di ogni casa e che un tempo costituivano luoghi di socialità.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di Santa Maria del Soccorso</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, poco fuori Caccuri, è parte dell’antico convento domenicano realizzato con il contributo dei feudatari che, all’interno dell’edificio, ottengono una cappella gentilizia, come nel castello. Qui i Cavalcanti potevano seguire le funzioni religiose senza mischiarsi alla folla. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>santuario di San Rocco</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, invece, risale al 1908, edificato in occasione di un&#8217;epidemia in onore del Santo Patrono e situato ai margini del centro abitato e in prossimità della “Porta Piccola”, via d&#8217;accesso alle campagne ed uliveti del paese. Nelle vicinanze è situata anche l&#8217;antica via Judeca, un tempo sede di una sinagoga ebraica, come possono dimostrare i bassorilievi presenti</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A San Rocco, appunto, è dedicata anche la festa patronale, dal 14 al 16 agosto, a cui si aggiungono la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Festa d’autunno nel borgo del castello</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, l’ultima settimana d’ottobre e la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Festa del maiale</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, all’inizio di gennaio. Eventi in cui poter gustare una </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>salsa di bianchetti e peperoncino piccante</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, specialità locale comune all’area della Sila e il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>calzone con la sardella</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">E poi </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/santa-severina/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Santa Severina</b></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> borgo che sorge su uno sperone di tufo che domina la vallata del fiume Neto.</span></span></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A testimonianza della dominazione bizantina, rimane il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>quartiere della Grecìa</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, nella zona orientale, praticamente intatto dal punto di vista urbanistico, dove le case sono tutte aggrappate sullo sperone roccioso, quelle delle famiglie più agiate in cima al colle, mentre le altre scavate nella roccia. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Dal IX fino all’XI secolo la città conobbe il periodo di massimo splendore: il battistero, la vecchia Cattedrale, la chiesa di Santa Filomena e altre rovine sparse sul territorio, sono le testimonianze più appariscenti del periodo di Bisanzio. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Battistero</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, cui si accede da una porticina della Cattedrale, è il più antico monumento bizantino della Calabria: realizzato tra VIII e IX secolo, a base circolare con croce greca inserita, in origine era un martyrium e solo più tardi fu adibito a battistero. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa dell’Addolorata</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, risalente ad epoca pre-normanna, sorge sui resti dell’antico vescovado e conserva numerosi elementi della vecchia cattedrale consacrata nel 1036. L’interno a tre navate, edificato nel XVII secolo, custodisce un bellissimo altare barocco. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di Santa Filomena</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, interessante esempio di architettura bizantino-normanna, è una costruzione dell’XI secolo formata da due cappelle sovrapposte a pianta rettangolare, con una cupoletta adorna di colonnine e due portali ogivali normanni.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Lo stesso </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>castello</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, maestoso e imponente, è stato eretto nel 1076 dai Normanni sui resti di una precedente fortificazione bizantina. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Opera militare tra le più complesse e belle della Calabria, è composto da un mastio quadrato, quattrocentesco, con quattro torrioni angolari in corrispondenza dei quali si trovano quattro bastioni sporgenti. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La Cattedrale a nord e il castello normanno a sud sono le due importanti emergenze architettoniche del “Campo”, nome col quale gli abitanti di Santa Severina chiamano la propria piazza, per antica memoria di un suo uso militare. Separati dal castello da un profondo fossato, due spuntoni rocciosi formano un belvedere che si affaccia su un suggestivo scenario che spazia dai monti della Sila al mare Ionio. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>piazza Campo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, inoltre, ha luogo </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>l’Estate Sanseverinese</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, da luglio a settembre, con una serie di manifestazioni musicali, teatrali, cinematografiche e sportive. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A questa si aggiunge, nella seconda decade di settembre, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Suono italiano per l’ Europa</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, stage nel castello e concerti dei musicisti italiani inseriti nella Orchestra Giovanile Europea (European Union Youth Orchestra).</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nel </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Palazzo Arcivescovile</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> ha sede il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Museo Diocesano di Arte Sacra</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, uno dei più interessanti musei di Calabria. Gli oggetti conservati consentono di ricostruire l’importanza di Santa Severina come centro religioso nei vari momenti storici. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Vi è esposto il tesoro della Cattedrale: paramenti, arredi sacri e documenti ecclesiastici, il più antico dei quali è una bolla papale di Lucio III del 1184. Pregevole un dipinto di gusto bizantino dell’VIII-IX secolo raffigurante il volto di Cristo.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sempre nello stesso palazzo si trovano la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Biblioteca e l’Archivio storico diocesano</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che custodiscono un patrimonio inestimabile per la storia dell’intera Calabria. L’Archivio conta centinaia di pergamene e manoscritti che raccontano le vicende della Metropolia bizantina e delle singole parrocchie. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il viaggio nella meravigliosa Calabria prosegue a sud della regione scoprendo un posto incantevole come </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/tropea/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Tropea</a> </b></span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">nel territorio di Vibo Valentia.</span></span></span></span></h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124224" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/castle-6471574_1280.jpg" alt="tropea calabria " width="800" height="460" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/castle-6471574_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/castle-6471574_1280-300x173.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/castle-6471574_1280-768x442.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tropea rappresenta la straordinaria simbiosi tra storia, ambiente, tradizione e patrimonio immateriale. E a questa si aggiunge l’accoglienza solare dei suoi abitanti, risorsa speciale che rinnova il desiderio di ritornare nel borgo risplendente sul mare.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La testimonianza di questo grande retaggio risplende nel centro storico, proteso sul mare, con un pregevole alternarsi di palazzi patrizi con sontuosi portali, chiese dal volto medievale, richiami rinascimentali, lineamenti barocchi e neoclassici insieme ai conventi che mantengono vivo il ricordo del fervore religioso.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’architettura dei palazzi patrizi si articola tra vie suggestive e larghi arieggiati con i sontuosi portali in granito e tufo locale. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le chiese e i conventi offrono una varietà unica in uno spazio di appena sette ettari quadrati.</span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Santa Maria dell’Isola</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> è un antico eremo fondato da monaci ortodossi tra il VI ed il VII secolo poi divenuto santuario benedettino nell’XI secolo Simbolo di Tropea e della Calabria nel mondo, vanta un terrazzo panoramico ed un giardino rigoglioso di macchia mediterranea. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Chiesa Concattedrale</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, fondata dai Normanni nel 1163, racchiude al suo interno </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>l’Icona della Madonna di Romania</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> risalente al XIV secolo e Patrona di Tropea, il Crocifisso Nero del XV secolo e il mausoleo della famiglia Gazzetta del XVI secolo, mentre la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Chiesa del Gesù</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> sfavilla al suo interno di preziosi altari marmorei e di tele settecentesche di pittori calabresi, tra cui spicca la grande tela de “La Natività” di Giuseppe Grimaldi.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nell’antico </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo del Convento delle Clarisse</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> ha sede il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Civico Museo del Mare (MuMaT</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">), suddiviso in tre sale dove sono esposte un’importante sezione paleontologica e mostre di biodiversità marine delle specie attuali del biosistema del Tirreno.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’</span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Archivio privato “Toraldo di Francia</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">” è costituito da 37 pergamene comprese tra il XIV e il XVIII secolo, tra cui privilegi angioini, libri manoscritti di memorie e buste di carteggio della famiglia Toraldo dei secoli XVII-XIX. Nell</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>’Archivio privato “Toraldo Serra</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">” invece, sono presenti altrettante pergamene, atti privati, contabilità e documenti riguardanti la città e del suo territorio. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Davanti la rupe di Tropea, in gruppo o in solitaria, ci si può divertire con il volo in Parasailing, mentre è possibile anche fare escursioni in barca al largo della rupe con vista dei fondali oppure escursioni culturali alla scoperta del borgo fra storia, arte, folclore Laboratori esperienziali nelle cucine delle cuoche del borgo.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Proprio la cucina è caratterizzata dal prodotto principe di questo affascinante borgo calabrese: la cipolla rossa di Tropea. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Fonti storiche e bibliografiche attribuiscono l’introduzione della cipolla nel bacino mediterraneo e in particolare in Calabria, prima ai Fenici e poi ai Greci. Molto apprezzata nel Medioevo e nel Rinascimento, era un prodotto fondamentale per l’alimentazione e per l’economia locale.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">I Macccheroni con Cipolla Rossa di Tropea, infatti sono la specialità del luogo. Una pasta tipica preparata a mano che viene condita con un sugo preparato sobbollendo le cipolle, con l’aggiunta iniziale di pochissima acqua, finché si riducono ad una morbida e consistente crema a cui si unisce, quasi a fine cottura, olio, sale e a piacere, un po’di polvere di peperoncino piccante essiccato.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ancora più a sud, continuando sulla costa tirrenica e verso la punta dello stivale, nella zona di Reggio Calabria si incontra </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/chianalea/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Chianalea</a>, quartiere di Scilla.</b></span></span> <u></u></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Scilla, nell’immaginario collettivo, è legata al mostro creato dalle fantasie dei naviganti ed entrato nella leggenda omerica di Ulisse. Di fronte, là dove Calabria e Sicilia sembrano quasi abbracciarsi, c’è <strong>Cariddi</strong>, l’altro mostro che ingoia le acque e le rivomita, simboleggiando i pericolosi vortici delle correnti marine. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Per preservare questo luogo, in cui gli antichi coloni greci hanno collocato le loro paure e fantasie, non bisogna dunque liberarlo dal mito, ma anzi farlo rivivere ogni volta che si guarda il mare. Solo così è possibile non contaminare le emozioni mediterranee, i colori dell’acqua che cambiano con le ore, tenui all’alba, rossi o violetti al tramonto.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Scilla si estende lungo la costa della Calabria tra il mare Tirreno e le pendici dell’Aspromonte, mentre Chianalea è il vecchio borgo di pescatori, che ancora vive dell’attività antica della pesca. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Passeggiando tra le sue suggestive viuzze è facile incontrare pescatori che, sotto casa, costruiscono le reti per la pesca, apportano piccole riparazioni alle barche o si preparano a partire per affrontare una nuova giornata in mare.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sullo “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Scaro Alaggio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">”, dove i pescatori ancorano le proprie barche per ripararle dalle onde, si impone per armonia architettonica il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo Scategna</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, con il suo doppio ordine di balconi in pietra squadrata disposti su tre piani. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Vicino si trova </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>villa Zagari</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, un edificio del 1933 in stile eclettico. Le antiche fontane, sparse qua e là, le piazze e le chiese, ognuna con la propria storia, gli scogli e le rocce che si frantumano nel mare, offrono un paesaggio naturale di grande bellezza, vigilato dall’austero </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>castello dei Ruffo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, sulla rocca che è la stessa del mostro omerico. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Costruito a scopo militare, l’imponente edificio è stato riadattato ad uso residenziale dal conte Paolo Ruffo che nel 1532 subentrò nel feudo di Scilla ai precedenti signori. Dal castello si gode un meraviglioso panorama che comprende le isole Eolie e la costa siciliana.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In un paese affacciato sul mare il suo prodotto principale non può che venire dallo stesso. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>pesce spada</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, infatti, è il re incontrastato della gastronomia scillana, a cui è dedicata una sagra nel periodo estivo. Qui viene cucinato secondo tradizionali ricette, al forno, in padella o nel sugo dei maccheroni; più sbrigativo, anche se meno consueto, il pesce spada alla griglia. In qualunque modo venga preparato, deve essere accompagnato da un vino del posto, ottenuto dalle </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>uve zibibbo. </b></span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Quasi alla punta della regione ecco </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/bova/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Bova </b></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">un ambiente fatto di luce e silenzio che invita alla calma e alla riflessione. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Chi arriva qui viene accolto in modo semplice e spontaneo da una comunità che non ha smarrito la memoria del suo passato, tanto che i nomi delle strade sono scritti anche in grecanico.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Dal balcone di Bova, posto in posizione panoramica a 850 metri d’altitudine, è possibile abbracciare con lo sguardo tutto l’arco costiero. Il borgo è uno dei centri più importanti dell’isola grecanica della provincia di Reggio Calabria e vanta una lunga storia di cui rimangono molte tracce nell’abitato e negli eventi che si svolgono in questo borgo suggestivo. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tra questi la</span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Paleariza</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, festival di musica tradizionale etnica e grecanica, luglio-agosto, nel cuore della Calabria greca resiste una tradizione viva della musica e della danza che questa importante manifestazione, frutto di un lavoro lungo e rigoroso, ha il merito di far conoscere e valorizzare.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nella </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Pasqua Bizantina</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, invece, dopo la cerimonia religiosa, le palme sono benedette e portate in giro per le vie del borgo. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Su uno scheletro di canne s’intrecciano ramoscelli d’ulivo, che poi vengono ricoperti sino a formare statue antropomorfe a grandezza umana, con le fattezze dell’uomo o della donna. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ad agosto si svolgono anche le esplosive evoluzioni del </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>ballu di lu camiddhu</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, una sorta di macumba mediterranea dove nacchere e tamburelli accompagnano il ballo tarantolato di un uomo imbottito di fuochi d’artificio.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Bovarché</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> è una manifestazione di arti visive, letteratura e poesia che si svolge sempre ad agosto. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Una sorta di laboratorio permanente di documentazione dell’arte contemporanea meridionale, che pone Bova all’avanguardia tra i comuni calabresi per vivacità culturale.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Anche il fiorente artigianato locale si riconduce alla tradizione agro – pastorale e alla cultura “grecanica”, seguendo una lunga tradizione che sopravvive oggi in alcuni settori, come l’intaglio del legno, la lavorazione del vetro e la tessitura.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La materia prima per la <strong>tessitura popolare</strong> è costituita dalla lana, dal lino e soprattutto dalla ginestra, raccolta sulle pendici dell’Aspromonte e lavorata in maniera naturale dalle stesse tessitrici con lunghi processi manuali.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">I prodotti della tradizione agro-pastorale come latte di capra, pomodoro, olio d’oliva, sono la base di prelibatezze come i maccarruni al sugo di capra, i </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>cordeddi con il sugo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, i </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>tagghiarini con i ceci</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>i ricchi di previti con il pomodoro</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, la carne di capra alla vutana. Da gustare infine la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>lestopitta</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, una frittella di farina e acqua, fritta nell’olio e mangiata calda.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tra i vicoli di Bova, inoltre, si presentano molti palazzi gentilizi che testimoniano l’importanza di questo paese. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In genere sono costruiti in pietra e mattoni e arricchiti all’esterno da decorazioni di lesene, cornici e mensole e da splendidi portali d’ingresso. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Da vedere il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo Mesiani-Mazzacuva,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> sorto alla fine del XVIII secolo nei pressi delle antiche strutture difensive della città e destinato dal Comune a diventare un centro culturale sulla Magna Grecia, il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo Nesci Sant’Agata</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> del XVIII secolo che sorge nella piazza principale e il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo Tuscano </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">risalente al XIX secolo nella parte alta del centro abitato, </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In direzione nord, attraversando il Parco dell’Aspromonte, si raggiunge </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/gerace/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Gerace </b></span></span></a></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tra le Serre e l’Aspromonte, l’antica città emerge fra i bagliori argentati degli ulivi e l’azzurro dello Ionio che si intravede in lontananza.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’incredibile concentrato artistico di chiese e palazzi non esaurisce il fascino di Gerace, che si prolunga nelle stradine, nelle piazzette, negli archi, nei ricchi portali, nei muri carichi di storia, riservando splendidi scorci e sorprese qui è là, come le bifore moresche della cosiddetta “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Casa Catalana”</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> o, nel quartiere Borgo.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Qui tutto parla di civiltà che si mescolano, di nobiltà decaduta, di turbolenti addii, di profonda religiosità. Si può andare anche in ordine sparso incontro ai monumenti più significativi, seguendo solo gli umori e le suggestioni che nascono dal puro sguardo. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>cattedrale,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> ad esempio è una meravigliosa opera d’arte, tra le più importanti del Meridione. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Consacrata secondo tradizione nel 1045 e riconsacrata nel 1222 alla presenza dell’imperatore Federico II, ha il fascino dei monumenti dalla vita tormentata tra rimaneggiamenti, cambiamenti di stile e di rito, crolli da terremoto o alluvione. L’interno è diviso in tre grandi navate da una doppia fila di pregevoli colonne di marmo provenienti dai templi della Magna Grecia. Il suo primitivo stile, tra il romanico e il normanno è puro ed essenziale. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">I bagliori barocchi della Gerace secentesca che nella Cattedrale facevano capolino solo dagli altari, esplodono nel fastoso altare maggiore e nell’arco trionfale della </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di San Francesco</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, che per il resto è invece un grandioso edificio gotico del 1252, con splendido portale arabo-normanno. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La luce orientale di Bisanzio, invece, viene emanata dalla </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di San Giovannello</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, piccolo edificio medievale del X secolo ad una sola navata che evoca una spiritualità sommessa e austera, se confrontata con la magnificenza della Cattedrale. Bisanzio è anche dentro gli evanescenti affreschi, l’architettura a navata unica, le sepolture rimescolate nelle tombe della </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa Annunziatella</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, dello stesso periodo di San Giovannello, </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Parla invece di una grecità ancora viva a Gerace la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di Santa Maria del Mastro</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, superbo edificio di impianto bizantino sebbene sorto dopo il consolidamento del potere normanno. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>castello di Gerace </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">è ormai ridotto a rudere. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Vi si arriva salendo dalla chiesa di San Francesco o dalle vie laterali della Cattedrale, e attraversando il “Baglio”, uno spiazzo con vista sulla vallata. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il 26-27-28 luglio ha luogo </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Borgo Incantato</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, prima rassegna internazionale di arte di strada in Calabria che si svolge alla luce delle fiaccole che rischiarano le viuzze dell’antico borgo. Nelle cantine dei vecchi palazzi sono allestiti tavoli di degustazione dei prodotti della gastronomia locale, mentre nelle vie del centro si esibiscono musicisti, giocolieri, funamboli, mangiafuoco e maghi.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il luogo si fa apprezzare per la gastronomia che ha le sue radici nella civiltà contadina e per il clima di alta collina, fresco in estate e dall’aria pura e tersa. La cucina qui comincia dal vino. Il prodotto più noto della zona, infatti, è il leggendario </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Greco di Gerace</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, che si produce a Bianco, ad una ventina di km di distanza. Una prelibatezza che i Greci offrivano come segno di ospitalità, unito al miele. Un vino liquoroso di 17 gradi, ottenuto da uve greco, di colore giallo ambrato, e prodotto in limitate quantità.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il viaggio all’interno dei borghi calabresi si conclude nel pieno entroterra con </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/stilo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Stilo</b></span></span></a></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Se ne sta ritta di fronte al sole, affacciata sull’argentea fiumara, con le sue case erette sulla pietra tufacea, le sue rughe e la sua generosa fierezza. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Baluardo della Calabria bizantina, Stilo ha una storia lunga e misteriosa, iniziata al tempo delle colonie greche nell’Italia meridionale e resa ancor più affascinante dall’insediamento sul suo territorio di numerose “laure” del monachesimo orientale, la cui principale testimonianza è </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>la Cattolica. </b></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un tempietto del IX secolo che ricalca il tipo classico della chiesa bizantina su pianta quadrata e croce greca, con tre absidi rivolte a oriente e cinque cupolette. Qui i monaci basiliani, che in Calabria avevano trovato rifugio dalle persecuzioni, ricercavano il loro ideale di povertà e distacco dal mondo. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ciò che colpisce, all’interno, è soprattutto la luce, quasi folgorante nella parte superiore e tenue nella parte bassa, così da favorire il raccoglimento. L’ambiente emana dolcezza e serenità. Gli affreschi, scoperti dall’archeologo Paolo Orsi nel 1927, sono gli unici esempi di pittura normanna intorno al Mille in Calabria. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Se la Cattolica di Stilo può considerarsi l’esempio perfetto di tempio bizantino in Italia, un altro ricordo lasciato dai monaci è la piccola </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di San Nicola da Tolentino</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, con una dolce cupola a “trullo” e la caratteristica disposizioni degli “embrici”, le tegole, che la ricoprono. Da qui lo sguardo sconfina verso gli infiniti orizzonti del mare e le colline digradanti della vallata dello Stilaro.. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il piccolo convento della </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di San Domenico</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, costruita intorno al ‘600 dai Domenicani, ospitò il frate Tommaso Campanella nei suoi anni giovanili. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Pure barocca e internamente decorata a stucchi, con una bella facciata affiancata da due campanili, è </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>la chiesa di San Giovanni Theresti</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, eretta nel 1625 e dedicata nel 1662 dai monaci basiliani al loro santo, di cui si conservano le reliquie.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Duomo di Stilo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, trecentesco ma variamente rimaneggiato, fu una delle più antiche sedi vescovili della Calabria e presenta almeno tre capolavori: il maestoso portale gotico ogivale, incorniciato da tante colonnine, la scultura in pietra alla destra dello stesso portale, raffigurante due uccelli affrontati e stilizzati di fattura normanna e la tela secentesca Il Paradiso del Battistello, pittore napoletano allievo di Caravaggio.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il 24 giugno ha luogo la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Fiera della Ribusa</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, mercato dell’artigianato e dei prodotti tipici. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A questo segue il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Palio di Ribusa</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, rassegna di spettacoli medievali, la prima settimana di agosto. Una delle manifestazioni estive più seguite della Calabria con rievocazione storica, musica, spettacoli e cucina per le vie del borgo e, l’ultimo giorno, la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Giostra dell’Anello</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> con assegnazione al vincitore del Pallium, un drappo artisticamente lavorato. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Eventi che si trasformano in occasioni per assaggiare la pasta fatta in casa, filata con il “ferro” secondo l’uso antico e condita con sughi dai sapori forti, tra cui ragù alla carne di capra o con una salsa di melanzane ripiene. Le saporite </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>olive “cumbité</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">”, i profumatissimi pomodori secchi, il piccante e candido pecorino, gli insaccati di maiale sono altri gustosi elementi che arricchiscono l’offerta gastronomica di Stilo. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Alessandro Campa</span></span></p>
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		<title>I borghi più belli d’Italia: Marche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 May 2024 06:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro campa]]></category>
		<category><![CDATA[borghi d'Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[Pietre, volti, oggetti e storia Il viaggio alla scoperta dell’incantevole e particolare regione delle Marche inizia nella provincia di Ascoli Piceno con Offida dove le pietre, i volti e gli oggetti che si incontrano sembrano portare felicità e buonumore. Racchiuso dentro le mura castellane del XV secolo, il centro storico di Offida, da qualsiasi punto, offre [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: left;" align="center"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-125230" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/11/montecassino-abbey-1688655_1280.jpg" alt="montecassiano marche" width="800" height="533" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/11/montecassino-abbey-1688655_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/11/montecassino-abbey-1688655_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/11/montecassino-abbey-1688655_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3 class="western" style="text-align: left;" align="center"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Pietre, volti, oggetti e storia</span></span></h3>
<p><span id="more-125226"></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il viaggio alla scoperta dell’incantevole e particolare regione delle <a href="https://www.ecoseven.net/viaggiare/itinerari/ricomincio-da-te-italia-itinerario-di-viaggio-le-marche/">Marche</a></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> inizia nella provincia di Ascoli Piceno con </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/offida/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Offida</b></span></span> </a><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">dove </span></span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> le pietre, i volti e gli oggetti che si incontrano sembrano portare felicità e buonumore. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Racchiuso dentro le mura castellane del XV secolo, il centro storico di Offida, da qualsiasi punto, offre un panorama che spazia dal monte Ascensione alla catena dei Sibillini fino al mare Adriatico, lasciando intravedere nei giorni limpidi anche il Gran Sasso e la Maiella.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La visita inizia dal </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>monumento alla Merlettaia</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, realizzato nel 1983 dallo scultore locale Aldo Sergiacomi, che subito introduce nell’anima del borgo, ricamata sulla pazienza delle donne che lavorano il merletto a tombolo che si ritrova ne </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>I Venerdì d’Estate</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, tra luglio e agosto, una serata dedicata al merletto a tombolo, in cui esposizione di merletti fanno da contorno alle merlettaie al lavoro nel centro storico.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">All’ingresso del paese si trova anche il settecentesco </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>ex Ospedale Civile</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, opera di Pietro Maggi. Da lì si raggiunge in breve </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>piazza del Popolo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, il cuore di Offida, una di quelle piazze italiane che si ricordano a lungo per l’armonia e per l’accostamento naturale di una molteplicità di stili e materiali.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Colpisce subito l’insolita forma triangolare, dovuta al riassetto tardo settecentesco, quando furono demolite alcune strutture ospedaliere e fu costruita sul lato sinistro la nuova </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa della Collegiata</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La facciata della chiesa è un compendio di stili che vanno dal greco-romano al barocco, mentre l’interno è a pianta latina con tre navate. Sul lato principale della piazza si ammira il palazzo Comunale con il portico del XV secolo formato da colonne in laterizio sormontate da capitelli in travertino. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Da qui si accede a una meraviglia nascosta come lo splendido </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>teatro Serpente Aureo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, realizzato nel 1820 su progetto dell’architetto Pietro Maggi e rimodernato nel 1862. Un gioiellino di concezione barocca, uno di quei teatrini all’italiana, con schema a ferro di cavallo e profusione di stucchi e intagli dorati, di cui è ricca la provincia italiana. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La storia e le bellezze di Offida, però, non si esauriscono nella piazza, perché restano sicuramente da vedere le chiese: </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>quella dell’Addolorata</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> del XV secolo, che si trova all’estremità del palazzo Comunale, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>quella del Suffragio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, chiamata anche della Morte per il finto scheletro in legno del Seicento ed infine la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa in stile barocco di San Marco</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> annessa al Convento delle monache benedettine, esistente dal 1655. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ma l’edificio di culto più importante di Offida è la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di Santa Maria della Rocca</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, costruita nel 1330 su una chiesetta di età longobarda. Qui si ammirano i bellissimi affreschi del Maestro di Offida (e degli altri artisti che hanno lasciato il loro segno, come il Maestro Ugolino di Vanne e Frà Marino Angeli, anch’egli monaco pittore.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ricca di manifestazioni, feste e ricorrenze che si susseguono tutto l’anno, Offida è sede di una delle due enoteche regionali delle Marche (l’altra è Jesi), segno dell’importanza che il vino ha per questo territorio. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Enoteca Regionale</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> ospitata nell’ex convento di San Francesco </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Quattro sono le doc</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>: il Rosso Piceno, il Rosso Piceno Superiore, il Falerio dei Colli Ascolani</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e, ultima approvata, l</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>’Offida</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, che testimonia lo sforzo di qualità dei produttori di questo Comune con oltre 1.100 ettari coltivati a vigneto.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La doc Offida valorizza due antichi vitigni bianchi autoctoni, il Pecorino e la Passerina. Il Rosso, invece, è un promettente connubio di Montepulciano e Cabernet Sauvignon.</span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">l’Offida doc è adatto ad accompagnare, se bianco, le olive all’ascolana e i piatti a base di pesce; se rosso, i più saporiti vincisgrassi e il piccione ripieno. Caratteristici della zona il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>mistrà</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, un liquore artigianale efficace come digestivo, e il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>vino cotto</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, ottenuto dalla cottura del mosto e servito con il dolce a fine pasto</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">E la prima domenica di agosto si svolge la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sagra del Chichì Ripieno</b></span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">una focaccia molto saporita, farcita con tonno, alici, capperi e peperoni. Tipici sono anche i funghetti, dolci a base di acqua, zucchero, farina e anice. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tra i primi piatti, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>li taccù</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> sono una sorta di grossi tagliolini impastati unicamente con acqua e farina, cucinati in brodo con soffritto di cipolla e pancetta oppure asciutti con sugo di pomodoro. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Alla cucina povera tradizionale appartengono anche i </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>maccheroncini della trebbiatura</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, che i contadini preparavano in questa fase dei lavori agricoli, e il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>pollo ncipp nciapp</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, che è il re dei secondi piatti offidani: consiste in uno spezzatino rosolato in padella e aromatizzato con aglio e rosmarino. In alternativa, il saporito coniglio in salsa.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tra gli eventi di spessore, da non perdere il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Carnevale Storico</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, dove tra 17 gennaio e martedì grasso si svolgono: lu bov fint (il bue finto), sorta di pacifica corrida con soste mangerecce, e la sfilata dei vlurd, fasci di canne che come un serpente di fuoco attraversano il centro storico.</span></span></p>
<h4 class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In direzione della costa adriatica si incontra </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/grottammare/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Grottammare </b></span></span></a></h4>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un piccolo centro storico raccolto sul ciglio di un colle, che guarda verso il mare come una sentinella ed è raggiungibile tra il profumo degli aranceti e le agavi rigogliose sui pendii </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nel borgo si incrociano due itinerari, quello “sistino” che va alla ricerca dei segni lasciati da Papa Sisto V e quello che si snoda tra le sculture di Pericle Fazzini.</span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Giunti al </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>torrione della Battaglia</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, fortificazione del XVI secolo recentemente recuperata, si entra nel vivo dell’arte fazziniana, perché vi è custodita una collezione di duecentocinquanta opere, tra disegni, bozzetti in bronzo e litografie, che testimoniano il complesso percorso artistico dello scultore e culminano nel bozzetto in argento della celebre Resurrezione della Sala Nervi in Vaticano.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Addentrandosi nelle viuzze del borgo si incontrano la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di San Giovanni Battista</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, dov’è allestito il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Museo Sistino</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> con gli oggetti donati dal pontefice al suo paese d’origine, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>la cinquecentesca chiesa di Santa Lucia</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, costruita per volontà di Sisto V proprio accanto alla sua casa natale, su progetto dell’architetto Domenico Fontana, e il settecentesco </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Teatro dell’Arancio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, anch’esso sapientemente restaurato, che in una nicchia della facciata esibisce una statua del papa realizzata nel 1794 da uno scultore svizzero.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Scendendo verso la Marina si possono ammirare le forme tipiche del liberty e dell’architettura di inizio Novecento che caratterizzano diversi villini, tra cui il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>villino Matricardi-Cola</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> con le sue decorazioni di maioliche, opera di Cesare Bazzani, uno dei massimi architetti del Liberty italiano, e </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>il Kursaal</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, famoso per essere stato, anni fa, uno dei locali notturni più prestigiosi di tutta la costa adriatica. Oggi, invece, è sede del </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>MIC</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211;</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Museo dell’Illustrazione Contemporanea</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il MIC ospita l’esposizione permanente di disegni e fumetti, in prevalenza comico-satirici, con opere originali di alcuni tra i fumettisti e illustratori italiani più conosciuti. A questo si aggiunge il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Museo del Tarpato</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, dedicato alle opere del pittore naif Giacomo Pomili detto “Il Tarpato” e definito anche il Ligabue dell’Adriatico che completa il percorso di valorizzazione della figura di questo incredibile artista. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Se si è inclini alle fantasie romantiche, si può seguire un terzo itinerario, quello lisztiano. A partire dal settecentesco </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo Fenili</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, che ospitò il musicista ungherese, per proseguire nel centro città con la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di San Pio V</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, progettata dall’architetto Pietro Augustoni nel 1779 insieme all’impianto urbanistico della Marina. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">E poi ancora </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo Laureati</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, una delle prime ville della Marina, dove la marchesina Laureati organizzò diversi ricevimenti in onore di Liszt e dove, nell’ottobre 1860, fu ospite il re Vittorio Emanule II. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In estate, per onorare la memoria del maestro ungherese, il prestigioso </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Festival Liszt</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, sorto nel 2003, è diventato un’importante vetrina internazionale per virtuosi e interpreti lisztiani. Nei giorni del festival, i ristoranti del borgo antico preparano cene romantiche a lume di candela per far rivivere i le armonie al chiaro di luna di Franz Liszt.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Anche durante l’inverno non mancano proposte culturali ed appuntamenti di ogni genere. Tra queste la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Fiera di San Martino</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> ha luogo l’11 novembre, una tradizionale fiera popolare diventata un’occasione di festa per migliaia di partecipanti, con espositori, bancarelle e stand.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A Grottammare il prodotto principale non può essere che il pesce. Il porto della vicina San Benedetto del Tronto fornisce grandi varietà di specie tra spigole, orate, rane pescatrici cucinate nei modi più diversi: in guazzetto, all’acquapazza, in brodetto o in gustose fritture di calamari, merluzzetti e zanchette. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ma la vera caratteristica del tratto di mare grottammarese è la piccola pesca artigianale, quella delle retine da posta, nella quali si catturano pesci come triglie, scorfani, piccoli crostacei come le cicale di mare o le mazzancolle, molluschi come lumache di mare, seppie e polpi.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tra le altre specialità che offre il territorio si annoverano sicuramente </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>l’arancio biondo del Piceno</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>l’alloro di Grottammare</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, due coltivazioni che nel corso dei secoli sono diventate caratterizzanti per la zona. </span></span></p>
<h4 class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Muovendosi nell’entroterra ecco </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/montefiore-aso/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Montefiore dell&#8217;Aso</b></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></h4>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un delizioso paese del Piceno, posto in collina tra le valli del fiume Aso e del torrente Menocchia. Il suo orizzonte spazia dai Monti Sibillini al mare, distante solo pochi km. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La visita offre gradevoli scorci e preziose testimonianze del passato storico e artistico del borgo. Dal </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Belvedere De Carolis</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, suggestivo terrazzo panoramico, attraverso la porta Aspromonte si entra nel centro storico e si giunge in </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>piazza della Repubblica</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, il cuore del paese dominato dalla </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>collegiata di Santa Lucia</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La chiesa è completamente rifatta in stile neoclassico, ma le sue origini sono antichissime, tra il III e il V secolo, e vanno ricercate nella pieve che è stata poi ricostruita all’interno delle mura castellane nella seconda metà del XV secolo.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di San Francesco</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, invece, è stata costruita tra il 1247 e il 1303 con i proventi delle elemosine raccolte dai frati. Conserva l’originario stile romanico-gotico nella struttura esterna e nel portale del 1303, custodito in sacrestia. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un piccolo borgo e tre pittori. Montefiore dell’Aso illustra anche la sua parte artistica con tre poli culturali degni di nota. Il primo è il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Polo Museale San Francesco</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, allestito nel chiostro del XIV-XVI secolo annesso alla chiesa di San Francesco, che grazie alla recente ristrutturazione consente di ammirare le opere degli artisti che hanno dato lustro al paese, primo fra tutti Carlo Crivelli.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Poi il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Museo Domenico Cantatore</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che accoglie le opere del pittore e incisore pugliese cui è dedicato con litografie, acqueforti e acquetinte raffiguranti contadini pugliesi, ulivi, nature morte e paesaggi ispirati dalla frequentazione delle contrade picene.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nel </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Museo Adolfo De Carolis</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, invece, è ospitata la collezione di circa 500 opere del celebre artista nato a Montefiore dell’Aso, tra cui 69 bozzetti ad olio realizzati per gli affreschi del Salone dei Quattromila nel palazzo del Podestà di Bologna, e circa 250 disegni, studi e bozzetti donati dalla famiglia di Carlo De Carolis.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La Valle dell’Aso, così come ha conservato il paesaggio, l’arte, la storia, ha gelosamente custodito anche i segreti dell’antica cucina, basata su ingredienti semplici e naturali come legumi, cereali, verdure, olio e maiale per i condimenti e i </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>vini Rosso Piceno, Falerio e Pecorino</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> per accompagnare le gustose prelibatezze. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un esempio è la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Maialata in piazza</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> la settimana di ferragosto. Una sagra di prodotti suini con stand gastronomici, tra cui il più importante è il salame Montefiore’ all’erba. Un prodotto di altissima qualità dove la tritatura delle carni suine è stata eseguita rigorosamente a mano con l’aggiunta di alcuni ingredienti tipici dell’insaccato locale.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">E poi la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Fiera Grande d’Autunno</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> la terza domenica di settembre. Un evento molto antico, risalente al ‘600., un tradizionale mercato di prodotti tipici e artigianali e laboratori didattici di antichi mestieri.</span></span></p>
<h4 class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tra orti e frutteti cui il vento porta l’odore del mare, sorge il villaggio fortificato di </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/moresco/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Moresco</a> </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">chiuso dal profilo di una </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Torre Eptagonale</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che sembra la bizzarra prua di un nave arenata in collina.</span></span></h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-125229" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/11/moorish-1975905_1280.jpg" alt="" width="800" height="533" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/11/moorish-1975905_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/11/moorish-1975905_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/11/moorish-1975905_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">All’altro capo del paese risponde la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>torre dell’Orologio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e in questo gioco di rimandi e messaggi si svolge la vita del borgo. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il castello sembra una sentinella a guardia della campagna, degli orti mediterranei, delle colture della vite e dell’olivo che disegnano un paesaggio quieto e ondulato, al cui orizzonte c’è sempre il mare. Il borgo medievale prende dal castello la sua forma a ellisse e la sua posizione a dominio della verde valle dell’Aso, nota anche per la produzione di frutta.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il profilo che subito identifica Moresco è quello della torre Eptagonale del XII secolo, alta 25 metri, dalla cui sommità lo sguardo spazia, nei giorni limpidi, dal monte Conero al Gran Sasso e fino alle coste albanesi. La grande campana del Cinquecento scandisce ancora i suoi rintocchi ogni giorno, alternandosi con quella della torre dell’Orologio, guardiana del castello eretta a difesa dell’antico accesso.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Fuori dalle mura del borgo sono da visitare il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>santuario della Madonna della Salute</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e, soprattutto, la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di Santa Maria dell’Olmo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, ampliata nel 1521 inglobando l’antica edicola gotica, che la divide in due parti con due differenti altari. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Proprio qui, dopo la messa dell’ultima domenica di aprile ci si incontra a pranzo nel prato dietro la pieve rurale dando vita alla </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Scampagnata alla Madonna dell’Olmo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. La terza domenica di ottobre, invece, si svolge la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Festa della Madonna della Salute</b></span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">l’evento religioso più sentito si conclude con la processione al santuario.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In estate gli eventi caratteristici e storici di Moresco sono la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sagra della Polenta con le vongole</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, 9 e 11 agosto e la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Cena Medioevale</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, il terzo venerdì di luglio. Alla luce delle torce e dei bracieri, personaggi in costume servono nella piazza del borgo una cena preparata secondo ricette di epoca medievale. Musica antica e buona tavola invitano ad immergersi nella cultura di un tempo lontano.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A Moresco, inoltre, si possono conoscere altre specialità gastronomiche. Una è la pesca della Val d’Aso, tra i massimi punti di forza della produzione ortofrutticola della zona. Poi il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>ciauscolo </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">anche noto come il “salame che si spalma” è un altro gustoso prodotto tipico di Moresco. Ed infine la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>“Pizza di Natale</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">” è il dolce natalizio delle massaie di Moresco: gli ingredienti sono fichi secchi, mandorle, noci, farina, zucchero e cacao</span></span></p>
<h4 class="western" align="justify"><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/servigliano/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b><span style="font-family: Times New Roman, serif; font-size: medium;">Servigliano</span> </b></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">è un borgo dalla struttura quadrangolare chiusa e dalle forme neoclassiche con tre porte monumentali di accesso. </span></span></h4>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’impostazione architettonica si rifà al simbolo cristiano della croce, ben visibile nell’incrocio ortogonale delle due vie principali confluenti verso la chiesa collegiata. In Europa ne è un esempio praticamente unico. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Collegiata di San Marco</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> è sicuramente uno dei monumenti da visitare, con il suo organo settecentesco e le reliquie di San Servigliano e di San Gualtiero. Poi il recuperato </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>complesso monastico dei Frati Minori Osservanti con il Santuario di Santa Maria del Piano</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, costruito su resti di villa romana del primo secolo ed infine il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Palazzo Vecchiotti</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, imponente edificio signorile di tre piani con altana.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nel territorio si produce olio di oliva di ottima qualità e vini pregiati, premiati a livello nazionale. Artigiani lavorano il ferro battuto e decorano a mano porcellane a terzo fuoco, mentre tra i prodotti tipici della zona spiccano il serpe di cioccolato ed i celebri </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>vincisgrassi</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, lasagne al forno con ragù e besciamella.</span></span></p>
<h4 class="western" align="justify"><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/torre-di-palme/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Torre di Palme (frazione di Fermo)</b></span></span> </a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">è una delle dieci contrade della città di Fermo, nonché la più antica. </span></span></h4>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Borgo prediletto dai molti villeggianti che ne sanno apprezzare il fascino, Torre di Palme propone scorci urbani incomparabili. Le anguste vie, strette tra le facciate in cotto delle case fiorite di gerani, inquadrano ampie vedute del mare e delle colline circostanti. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Lungo il corso, poco oltre l’antico palazzo priorale, si incontra la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Chiesa gotica di Sant’ Agostino</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, che conserva un pregevole polittico di Vittore Crivelli: trafugato nel 1972, è stato in seguito recuperato e restaurato, pur mancando all’appello tre scomparti della predella.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sempre passeggiando sul corso si giunge alla </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di Santa Maria a Mare</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, le cui strutture murarie recano i segni di varie modifiche subite nel corso dei secoli che non hanno del tutto cancellato l’impianto gotico del tempio. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nel contesto del caratteristico borgo di Torre di Palme si inserisce la passeggiata al </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Bosco del Cugnolo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, un breve e facile percorso che si svolge lungo un tratto di duna fossile del Poliocene vicina al mare, attraverso un piccolo boschetto che rappresenta uno dei pochi lembi residui di vegetazione mediterranea del litorale marchigiano. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La locale vicenda della </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>“Grotta degli amanti</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">“ tra storia e leggenda, contribuisce a rendere più suggestiva questa bella passeggiata. La vicenda che ha dato il nome alla “Grotta degli amanti” si svolse durante le guerre coloniali per la conquista della Libia quando un giovane di nome Antonio ebbe una licenza di pochi giorni per tornare a casa della sua famiglia e dalla promessa sposa Laurina. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Trascorsi i giorni di licenza concessi al giovane militare, i due giovani non ebbero il cuore di lasciarsi e si rifugiarono nella piccola grotta di arenaria scavata nelle pareti tufacee del bosco dove vissero la loro avventura d’amore, mangiarono pane e sarde procurati loro dai vicini pescatori. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Quando poi si diffuse la voce che le autorità stavano cercando Antonio perché disertore, i giovani amanti si rifugiarono nella chiesina silvestre di San Filippo Neri e dopo qualche giorno, divorati del rimorso e sentendosi braccati, piuttosto che separarsi scelsero la morte e si gettarono nel fosso di S. Filippo, strapiombo di 70 metri, legati insieme con lo scialle di Laurina e al polso con la cinta di Antonio. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ogni martedì di luglio e agosto le vie del centro storico del borgo si vestono delle luci e dei colori dei migliori prodotti dell’artigianato locale e non solo, dando vita al </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Mercatino dell’Artigianato</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. La gastronomia locale, invece, rispecchia le tradizioni contadine, utilizzando prodotti genuini. Tra i piatti tipici sono da gustare i tradizionali vincisgrassi, i maccheroncini di Campofilone, il fritto misto e, tra i dolci, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>il ciambellotto della trebbiatura</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></p>
<h4 class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Superando Civitanova Marche ed entrando nella provincia di Macerata si arriva a </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/montecosaro/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Montecosaro</a> </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">che si tiene stretti i suoi tesori d’arte e si gode un panorama che abbraccia il mare, i monti Sibillini e le verdi colline della valle del Chienti,</span></span></h4>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Pochi km dividono il centro storico dal nuovo insediamento di Montecosaro Scalo, che ospita uno dei monumenti più importanti della regione, la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>basilica romanica di Santa Maria a piè di Chienti,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> di probabile origine longobarda.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Con la sua perfetta architettura cluniacense, che incrocia lo stile lombardo e quello borgognone, la chiesa si presenta con lo squisito gioco di volumi della parte absidale esterna. L’elegante campanile a vela sovrastante la parete sud dell’abside, conserva la campana che dal 1425 chiama i fedeli alle funzioni. Sulla via per il centro, la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di San Rocco</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, a pianta ottagonale, conserva magnifici affreschi attribuiti a Simone de Magistris, pittore marchigiano allievo di Lorenzo Lotto. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Delle tre antiche porte, si è conservata solo la duecentesca </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>porta San Lorenzo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> a levante, oggi fusa con </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo Marinozzi</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, mentre le mura di cinta avvolgono il borgo come nel Trecento. Risalendo una via acciottolata si arriva in </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>piazza Trieste</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, e da lì al </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>teatro delle Logge</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, inaugurato nel 1809 e restaurato nel 1874 e nel 2003. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Qui, ad aprile, si svolge il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Premio Internazionale Anita Cerquetti</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che per tre giorni ospita un concorso lirico aperto a cantanti di tutto il mondo e dedicato ad Anita Cerquetti, soprano tra i più grandi di tutti i tempi, che svolge il ruolo di madrina.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sulla piazza si affaccia anche la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>collegiata di San Lorenzo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, costruita nel 1723 sui ruderi dell’antica pieve, di cui resta il campanile romanico del X secolo. Sul lato opposto della piazza, invece, si trova il complesso agostiniano, costituito dal compatto fronte di mattoni della chiesa di Sant’Agostino, che ha cancellato le sue origini duecentesche con la ristrutturazione del 1773, ma conserva un reliquiario dorato e cesellato di raffinata arte bizantina </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nella parte alta del centro storico, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>il parco del Cassero</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, realizzato sui pochi ruderi di un’antica rocca fortificata, è un angolo verde sotto il quale si distende il sereno paesaggio marchigiano, con le infinite fughe di colli che dal Monte Conero raggiungono il Fermano.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il mare a pochi km consente tutte le attività legate alla balneazione, mentre la catena montuosa dei Sibillini, che si scorge dal borgo, è adatta alle escursioni e nel periodo invernale mette a disposizione una cinquantina di km di piste da sci.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Passeggiare Degustando</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, la terza settimana di luglio, rappresenta una passeggiata enogastronomica e culturale organizzata all’interno delle mura del centro storico, con degustazioni di prodotti tipici, artigianato, antiche officine ed esposizione di attrezzi agricoli.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Questa è la terra dei </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>vincisgrassi,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> sorta di lasagne al forno marchigiane fatte con ragù di carne di manzo e maiale, rigaglie di pollo e besciamella. Ma nel borgo si cucinano ancora i cibi della tradizione come </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>il cicerù</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, un grosso raviolo dolce farcito con purea di ceci e mosto, e </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>i frascarelli</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, una polenta di farina di grano preparata in vari modi, il più gustoso dei quali prevede un condimento di salsicce soffritte, passato di pomodori e pancetta di maiale.</span></span></p>
<h4 class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A poca distanza </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/montelupone/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Montelupone</b></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> il borgo “ideale” che sa coniugare passato e futuro</span></span>.</h4>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nella zona esterna sorgono realtà industriali importanti che danno sostanza alla bellezza, portando il borgo ai vertici del benessere. La salubrità dell’aria, le aree verdi, gli itinerari fiabeschi ne disegnano, invece, l’anima ecologica.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Montelupone è uno dei piccoli centri delle Marche che meglio ha conservato le testimonianze della sua ricca storia. Lo si comprende subito osservando le lunghe mura castellane con le quattro porte d’ingresso, e l’originale pavimentazione in pietra del borgo.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sulla splendida piazza-salotto si affaccia il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzetto del Podestà</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> (o dei Priori), edificio trecentesco a forma rettangolare in cui si evidenzia l’influenza lombarda. Parte integrante del monumento è l’imponente torre Civica trecentesca con merlatura ghibellina che accoglie lo stemma più antico della città, l’orologio e la grande campana di bronzo.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">All’interno del piano nobile si trova la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>pinacoteca Civica “Corrado Pellini</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">” che custodisce la preziosa Madonna Immacolata del fiammingo Ernest Van Schaych risalente al 1631, pervasa di accenti devoti secondo i modelli del classicismo bolognese. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Opera ottocentesca dell’architetto Ireneo Aleandri, il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo Comunale</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> si affaccia sulla piazza con il suo loggiato di stile neoclassico. Al suo interno si dischiude il teatro Storico Nicola Degli Angeli, ideato dallo stesso Aleandri ed eseguito nel 1884 da Giuseppe Sabbatini. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Girovagando per le vie del borgo, salta agli occhi la bellezza dei palazzi nobiliari, un tempo residenze di antiche famiglie, con i loro portali, fregi, antichi stemmi e decorazioni pittoriche all’interno.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In particolare, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo Emiliani</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> merita attenzione per il fregio del pittore Biagio Biagetti raffigurante le Quattro stagioni interpretate attraverso il ciclo del grano, dalla semina fino alla produzione del pane.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Uno dei monumenti più significativi è la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di San Francesco</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, eretta nella seconda metà del Duecento e poi rimaneggiata in stile tardo-barocco. Il coro ligneo settecentesco, le quattro statue delle Virtù teologali (1752) e l’organo del 1753 rappresentano la “collezione” di questa chiesa.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nella </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di Santa Chiara</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, antico convento delle Clarisse ridisegnato nel ’700, si ammirano le porte intarsiate dall’ebanista Cristoforo Casari nel 1796 e una pala d’altare di Onofrio Gabriello da Messina.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Gli azzurri campi di carciofo annunciano il prodotto del borgo, ovvero il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Carciofo di Montelupone</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, a cui è dedicata una sagra la seconda domenica di maggio. La manifestazione chiama a raccolta da quasi 50 anni gli amanti del gustoso carciofo locale, re della gastronomia e insieme protagonista della storia di questo paese.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ma un’altra specialità locale è anche il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>miele dei Colli Monteluponesi</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che viene celebrato con </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Apimarche</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> la terza settimana d’agosto. Una mostra mercato di apicoltura e dei prodotti naturali che trae origine dalla fama del miele dei colli intorno a Montelupone. La manifestazione si distingue per la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Serata Medioevale “A Cena con i Priori</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">” e per il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Festival Etnico del Folklore</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></p>
<h4 class="western" align="justify"><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/montecassiano/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Montecassiano</b></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> presenta un medioevo di collina, quieto, discreto, così umano e amorevole.</span></span></h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-125230" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/11/montecassino-abbey-1688655_1280.jpg" alt="montecassiano marche " width="800" height="533" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/11/montecassino-abbey-1688655_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/11/montecassino-abbey-1688655_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/11/montecassino-abbey-1688655_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La sua identità è racchiusa tra le alte mura, edificate a partire dal 1437, che ancora circondano il centro storico. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La struttura urbanistica si sviluppa a vie concentriche che culminano nella piazza centrale. Qui sorgeva il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>castello di Santa Maria in Cassiano</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, già esistente nel 1151. Insieme all’attuale piazza Leopardi, dove si trovava la corte del castello, facevano parte dell’antico nucleo la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>pieve di Santa Maria </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">e il sovrastante </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>terziere fortificato del Girone</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, l’attuale piazza del Girone.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">All’ingresso del borgo sorge </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>l’oratorio di San Nicolò</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che possiede una campana del 1382 e, all’interno, affreschi del Quattrocento di scuola umbro-marchigiana. Superata la merlata Porta di Santa Croce (oggi Cesare Battisti), si sale alla centrale piazza Leopardi dove fa bella mostra di sé il palazzo dei Priori, sede del Comune.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La vicina </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>collegiata di Santa Maria Assunta</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> risale al XII secolo, ma fu ricostruita dai monaci dell’abbazia di Fiastra nel 1234 e modificata in seguito da Antonio Lombardo. Particolare la facciata in cotto con rosone, affiancata da un robusto campanile ornato da terrecotte. L’itinerario prosegue con la vicina </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di San Marco</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, completamente ristrutturata nel Settecento, in cui sono conservati dipinti del secolo XVII e una Raccolta Archeologica ricca di reperti piceni. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">All’interno delle mura cittadine sono stati recentemente recuperati tre cortili storici: il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiostro degli Agostiniani</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, in cui ha sede il Centro di degustazione, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>il giardino di San Giacomo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, angolo di pace e serenità e </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>il cortile del monastero delle Clarisse</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, che vanta un impianto edilizio risalente al XII secolo. Tutti e tre sono a servizio delle taverne in occasione del </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Palio dei Terzieri.</b></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un evento caratteristico che si svolge dalla terza alla quarta domenica di luglio. Organizzato dall’omonima associazione, punta alla riscoperta dell’identità culturale di Montecassiano attraverso la ricostruzione storica di un evento che risale alla metà del Quattrocento. Come allora, si ripropongono giochi e disfide, accompagnati da mercatini tradizionali, degustazione di prodotti tipici in taverne e osterie, sfilate in costume storico.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Festa di Sant’Egidio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, invece, il primo di settembre è sicuramente l’occasione ideale per assaggiare le tagliatelle con la papera, mentre la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sagra dei Sughitti</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, ad ottobre, celebra la specialità locale, una sorta di polenta dolce con mosto, farina di mais e noci, dolce tipico della civiltà contadina</span></span></p>
<h4 class="western" align="justify"><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/treia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Treia</b></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> non ha mai tagliato il suo cordone ombelicale con la terra che riappare nel caldo ocra dei mattoni illuminati dal sole.</span></span></h4>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Terra solida e mistica insieme: attraverso il territorio treiese, vero collegamento tra mondo romano e cristiano, si snoda la Settempedana, via commerciale e militare, ma anche itinerario dello spirito prediletto da San Francesco </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Questa, che si stende tra l’Adriatico ed i Sibillini, è la terra dell’argilla rossa e dei panorami che evocano suggestioni d’infinito non solo leopardiano. Mura duecentesche, torri longobarde, palazzi rinascimentali e neoclassici, un labirinto di suggestivi vicoli e viuzze che sfocia nella magnifica piazza della Repubblica.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un panorama mozzafiato circondato dalla neoclassica </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzina del Valadier</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, sede dell’accademia Georgica, dal </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo Comunale</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e dalla </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di San Filippo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> con il suo Crocifisso del Quattrocento. La cattedrale, invece, progettata da Andrea Vici, allievo del Vanvitelli, custodisce una lunetta del Pagani, una tavola di Giacomo da Recanati ed un busto di papa Sisto V, la cui copia fa parte della collezione del Victoria and Albert Museum a Londra. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>L’Accademia Georgica</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, famosa in tutta Europa, è ancora un centro di cultura grazie al ricco patrimonio librario, archivistico ed artistico. A manoscritti, pergamene, bolle si affianca anche la documentazione degli studi sulla coltura del “maceratino”, vitigno autoctono che è il capostipite del celeberrimo Verdicchio. All’ Accademia, tra l’altro, si devono i primi bollettini metereologici per l’agricoltura ed i primi esperimenti di estrazione dell’olio dai semi. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>calcione di Treia</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, prodotto DOP, tipico del periodo pasquale è un disco di sfoglia tirata al mattarello ripieno di un impasto di farina, uova, pecorino, zucchero, olio. Dolce la pasta esterna, salato il ripieno, è apprezzato come spuntino o dessert. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Per gustarlo anche fritto ed al forno, l’occasione migliore è la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sagra del Calcione</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, il terzo fine settimana di maggio, quando è “innaffiato” con Verdicchio o Vernaccia di Serrapetrona. A Treia un assaggio obbligato sono i vincisgrassi e il ciauscolo, gustoso salame a pasta morbida, mentre l’evento da non perdere è la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Disfida del bracciale</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, che si svolge la prima domenica di agosto</span></span></p>
<h4 class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Procedendo verso sud si incontra </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/san-ginesio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>San Ginesio</b></span></span></a> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> “il balcone dei Sibillini”, per le belle vedute panoramiche, il verde intorno e i tesori all’interno. </span></span></h4>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il suo ampio panorama sulla suggestiva terra delle Marche, così ricco di architetture monumentali, siede sul Piceno a 690 metri di altitudine di fronte alla catena dei Monti Sibillini.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il centro storico del borgo conserva veri e propri monumenti architettonici: </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>la Pieve-Collegiata</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che custodisce molte opere d’arte, si erge maestosa come unico capolavoro marchigiano di romanico e gotico-fiorito nella piazza centrale intitolata ad Alberico Gentili, illustre giureconsulto sanginesino alla corte di Elisabetta I d’Inghilterra e padre del diritto internazionale, autore del famoso “De Jure Belli”. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Quasi contemporanea alla Collegiata è un’altra bellissima </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa romanico-gotica</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, edificata nel 1050 e </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>dedicata a San Francesco</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. L’armonioso portale e l’abside sono le testimonianze più antiche, mentre l’interno a sala, in stile neoclassico, ospita opere pregevoli tra cui un’intensa Crocifissione di scuola riminese-marchigiana.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ancora perfettamente conservato </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>l’Ospedale dei Pellegrini</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> di San Paolo, risalente alla fine del XIII secolo, con i suoi due eleganti ordini di archi in pietra, una delle domus hospitales che davano riparo ai pellegrini in cammino verso Roma o Loreto. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A San Ginesio, le Rievocazioni storiche si concentrano soprattutto in agosto con la settimana di </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>“Medievalia</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">” che inizia con la “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Battaglia della Fornarina</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">” e termina il 15 agosto con l’assegnazione del “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Palio di San Ginesio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">”, il drappo che ogni anno si aggiudica il Rione vincitore del torneo cavalleresco.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La storia che riconduce al nome di San Ginesio lega la cittadina alla tradizione musicale. Il Santo Patrono, infatti, viene iconograficamente rappresentato con un violino in mano, sia negli affreschi del ‘400 che nei dipinti del ‘600.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ecco perché ogni anno, il 24 agosto, si svolge </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>San Ginesio Mimo e Musico</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, concerto di violino e giornata della gratitudine. Il Santo Patrono, invece, viene festeggiato il 25 agosto ed è la festa rumorosa e allegra che conclude ogni anno l’estate ginesina.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A San Ginesio si trovano intatte le più genuine tradizioni culinarie: la pasta fatta in casa, i salumi, i formaggi, il pane, il miele e il vino “San Ginesio doc” sono le specialità del luogo. E da provare il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>“Polentone di San Ginesio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">”, piatto tipico e ormai unico sul territorio perché prodotto con farina di mais quarantino quasi introvabile altrove, condito con sugo composto di cinque carni differenti o in bianco con salsiccia, costate di maiale e funghi.</span></span></p>
<h4 class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La dolce suggestione che traspare dalla parola “borgo” trova conferma a </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/sarnano/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sarnano</b></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></h4>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A guardarlo dall’alto, con la sua struttura ellittica e i tetti rossi che danno il segno della compattezza, il borgo è una meraviglia. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Strade strette e ripide convergono verso piazza Alta dove si affacciano i principali monumenti: </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>il palazzo del Popolo, la chiesa di Santa Maria Assunta, il palazzo dei Priori</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e quello del Podestà.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di Santa Maria Assunta</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, edificata tra il 1265 e il 1286, è sovrastata da un solido campanile, più vecchio di un secolo, mentre la facciata è abbellita da un portale in pietra bianca finemente scolpito. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo del Popolo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, trasformato nel 1831 nello splendido teatro della Vittoria, è stato recentemente restaurato e riportato all’antico splendore. Sono piccoli edifici, il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo dei Priori e il palazzo del Podestà,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che restituiscono l’avvolgente calore della piazza dove, come in tutto il borgo, domina il cotto, dalle colonne ai pilastri, dalla pavimentazione ai muri portanti, dalle decorazioni alle coperture voltate. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nella stagione estiva, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>piazza Alta</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, con la sua particolare acustica e con la sua atmosfera, si trasforma in palcoscenico all’aperto per ospitare manifestazioni e concerti di musica classica che vengono racchiusi all’interno di Sarnano Estate.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La seconda settimana di agosto va in scena il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Palio del Serafino</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, nato come espressione del naturale antagonismo tra le contrade, era una competizione che si svolgeva tutti gli anni nella ricorrenza della festa dell’Assunta; </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Oggi è una delle manifestazioni più belle delle Marche, sia per la rievocazione storica con circa 500 figuranti tra dame e cavalieri, sia per la sfida in sé, che ha per protagoniste le quattro contrade di Brunforte, Poggio, Abbadia e Castelvecchio. Al termine dei giochi la contrada vincitrice riceve lo stendardo raffigurante il Serafino.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Anche questa è terra del </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>ciauscolo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, il “salame che si spalma” tipico dell’entroterra marchigiano. Ma il borgo contribuisce anche al mantenimento delle tradizioni gastronomiche con il più semplice dei prodotti, il pane, che qui si esalta nelle numerose produzioni artigianali che lo vogliono rigorosamente cotto nel forno a legna, così da assumere i profumi unici delle “fascine” dei Monti Sibillini.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ed in questo meraviglioso paesaggio, Sarnano offre un’attrezzata stazione per gli sport invernali con piste di varie difficoltà, impianti di risalita, scuole di sci. Oltre allo sci sui campi del comprensorio </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sassotetto – Santa Maria Maddalena</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, si possono praticare, nella bella stagione, l’equitazione, il trekking e il cicloturismo grazie a una vasta rete d’itinerari escursionistici segnalati.</span></span></p>
<h4 class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Quasi al confine con l’Umbria ecco </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/visso/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Visso</b></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> incantevole centro montano delle Marche.</span></span></h4>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La “perla” dei Monti Sibillini dal passato ricco di storia: le imponenti mura, i balconcini medievali, le case, le torri, i palazzi gentilizi rinascimentali, costituiscono un insieme armonioso e grandioso.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>piazza dei Martiri Vissani</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> è delimitata da eleganti palazzetti quattro-cinquecenteschi e caratterizzata da due strutture architettoniche: </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>la collegiata di Santa Maria e la chiesa di Sant’Agostino.</b></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La collegiata in stile romanico-gotico risale, nel suo impianto originario, al XII secolo ed è sovrastata da un elegante campanile e abbellita da una facciata con un portale trecentesco finemente lavorato.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La chiesa di Sant’Agostino, risalente al XIV secolo, ha una facciata a tre cuspidi con portale e rosone. Oggi sconsacrata, è sede del Museo che raccoglie opere di proprietà comunale ed ecclesiastica provenienti in gran parte dalle chiese del territorio vissano. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Visso, sede del </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Parco Nazionale dei Monti Sibillini</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, è l’ideale punto di partenza per conoscere il mondo aspro e selvaggio di queste montagne, dove nei mesi invernali è possibile praticare gli sport sulla neve, mentre in estate il paesaggio, l’aria pura, le acque sorgive predispongono a serene passeggiate tra i boschi.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Visso, inoltre, eccelle nella lavorazione dei salumi, tanto da essere considerata il contraltare marchigiano di Norcia. Ma tra i sapori robusti e genuini di questa terra ci sono anche i formaggi, da gustare nelle diverse stagionature, la lenticchia e il farro dei Monti Sibillini, il castrato di montagna. E, a completare il menu, i piatti preparati con la trota del fiume Nera e soprattutto con il pregiato tartufo nero.</span></span></p>
<h4 class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nella parte ovest della regione ecco </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/esanatoglia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Esanatoglia</b></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> è un piccolo gioiello nelle Marche più appartate, al confine con l’Umbria.</span></span></h4>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Per la sua forma sottile, allungata, Esanatoglia era anticamente chiamata la città “filetta”. Vista dall’alto, sembra accudita dai sette campanili che percorrono il corso Vittorio Emanuele, l’asse viario principale. Il borgo si dispone come una sorta di fuso, innestato di vie secondarie che portano ai rioni, ognuno con la propria piazzetta. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nella parte più antica svetta con il suo campanile la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>pieve di Santa Anatolia</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. Presenta uno splendido portale in pietra trecentesco e un’epigrafe romana posta sul basamento della torre campanaria che, secondo gli storici, sarebbe la prova di un insediamento romano al tempo delle conquiste di Augusto.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nelle vicinanze, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Palazzo Varano</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, attuale sede del Municipio, conserva una tela interessante come La cacciata dei diavoli da Arezzo e singolari pitture a scialbo raffiguranti una parata di cavalieri della famiglia Varano.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sulla piazzetta Cavour prospettano quattro insigni edifici: il palazzo detto delle Milizie, fortificato nel XIV secolo e un tempo collegato alla rocca del castello con un camminamento, il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo del Podestà</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, il cui pianoterra veniva utilizzato come mercato coperto, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>il palazzo Zampini</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, che ospitava già arredi futuristi di Ivo Pannaggi, unito alla chiesa di Santa Maria, che conserva tracce di affreschi di Diotallevi e la grande tela della Crocifissione dei fratelli De Magistris di Caldarola risalente al 1565.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ad Esanatoglia i piaceri della tavola non mancano. La maestria delle massaie è la base per preparare a mano la pasta all’uovo, che può essere condita anche con un sugo di gamberi di fiume </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>cotiche con i fagioli</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> sono la specialità locale, accompagnate con il pane abbrustolito, generalmente </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>la crescia</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> di farina di grano o di mais, cotta sotto la cenere, e le patate utilizzate per rassodare il sugo. I legumi secchi sono la materia prima per la zuppa di ceci o fagioli, mentre le favorite, dolcetti secchi a base di anice, concludono il pranzo.</span></span></p>
<h4 class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Dirigendosi verso l’entroterra si visita </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/cingoli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Cingoli</b></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> dove si viene subito colpiti, appena entrati nel centro storico, dai colori caldi degli intonaci delle facciate che si susseguono lungo l’arteria principale della città.</span></span></h4>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Cuore di Cingoli è la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>piazza Vittorio Emanuele II</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> su cui si affacciano il Municipio e la cattedrale. Il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo Municipale</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> è costituito da corpi realizzati in epoche successive: la struttura più antica è avvolta dall’edificio in stile rinascimentale voluto nel 1531 dal governatore della città Egidio Canisio da Viterbo, come recita l’iscrizione lungo la cornice del parapetto del secondo piano.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>cattedrale, dedicata a Santa Maria Assunta</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, sorge sul luogo occupato fino al 1615 dalla piccola chiesa di San Salvatore. L’incapacità della pieve di Santa Maria (oggi San Filippo) ad accogliere un sempre crescente numero di fedeli, spinse le autorità ecclesiastiche ad avviare i lavori per la costruzione di una chiesa più grande, inaugurata nel 1654.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A destra della cattedrale si imbocca via Foltrani, su cui gettano ombra i bei palazzi rinascimentali appartenuti alle famiglie della nobiltà cingolana. Poco oltre, scendendo, si apre sulla destra l’ampio piazzale su cui si affacciano la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di San Domenico</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e il connesso convento dell’ordine dei Predicatori. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Continuando lungo via Foltrani, appaiono all’improvviso le mura del </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Monastero Silvestrino di San Benedetto,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> oltre il quale si svela il cinquecentesco palazzo Puccetti. Costeggiandolo, si scende tra le case rinascimentali lungo via dello Spineto che conduce, nel suo concludersi, fuori delle mura cittadine, dove si trova la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di Santa Caterina D’Alessandria</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, risalente al secondo decennio del XIII secolo. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Da via dello Spineto ha inizio una stradina dalla quale si ammira il quartiere della Polisena, il più antico della città, con le sue viuzze scoscese selciate a pietre irregolari e le rustiche casupole non intonacate. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A Cingoli è ottimo l’olio extravergine d’oliva che si produce in località Troviggiano, ma il territorio dona anche una buona qualità di sedani, mentre tra i piatti tipici spiccano la parmigiana di cardi, chiamati localmente gobbi, le tagliatelle al sugo di cinghiale e gli gnocchi all’anatra.</span></span></p>
<h4 class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Non molto distante, nella provincia di Ancona, si visita </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/sassoferrato/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sassoferrato</b></span></span> </a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">in cui l’icona di San Demetrio si presenta come una raffinata opera d’arte bizantina realizzata verso la fine del XIV secolo. </span></span></h4>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un piccolo mosaico su supporto ligneo rivestito in lamina d’argento sbalzata e dorata che fa parte della prestigiosa Raccolta Perottiana di reliquiari bizantini custodita nel Museo Civico.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Museo delle Arti e Tradizioni Popolari</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, invece, è dedicato all’attività agricola, molto sviluppata in questo angolo di Marche, mentre il Museo della miniera di zolfo e il Parco archeo minerario testimoniano l’attività industriale.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In aggiunta nel </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Parco Archeologico di Sentinum</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> sono visibili i resti di un edificio termale in località Civita, di una fonderia e di un altro edificio termale in località Santa Lucia, al di fuori della cinta muraria della città romana.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A Sassoferrato, l’ultimo fine settimana di luglio, rivive la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>battaglia di Sentinum o “delle Nazioni</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">”, che durante la terza guerra sannitica vide i Romani trionfare sui popoli italici coalizzati contro di essi. </span></span></p>
<h4 class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A</span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/offagna/"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b> Offagna</b></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/offagna/"> </a>l’imponente rocca domina un quieto borgo adagiato sui morbidi rilievi dell’entroterra di Ancona, a pochi km dalla riviera del Conero, in una campagna bellissima. </span></span></h4>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Poco tempo è richiesto alla visita del centro storico di Offagna, ma vale la pena soffermarsi sui particolari, osservare con calma, confrontare l’oggi con le cose di ieri. Ad esempio, nella strada principale del borgo, si ammira la finestra triloba ottocentesca appartenente al </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>vecchio Monte di Pietà</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">: sparito questo, è rimasto un segno della passata bellezza.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Altro segno è la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa del Santissimo Sacramento</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> costruita dall’architetto Andrea Vici, approdato a Offagna dopo aver lavorato con il Vanvitelli alla Reggia di Caserta. La chiesa, datata 1787, è un gioiello dello stile neoclassico, apprezzabile per la sua purezza formale e per la sorprendente collocazione all’incrocio tra due strade. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un’altra notevole opera di Andrea Vici è il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>monastero di Santa Zita,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> costruito nel 1767 all’interno delle mura e a dominare la valle, il monastero si presenta come una struttura fortificata ma modesta, in linea con l’austerità che doveva ispirare.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La rocca di Offagna è un caratteristico esempio di architettura militare a cavallo tra Medioevo e Rinascimento. Di forma quadrangolare, poggia su una rupe di tufo e ha la particolarità di un mastio alto cinque piani, intervallato da torri che recintava il borgo.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Restano da vedere due episodi architettonici rilevanti. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Villa Montegallo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, posta su un colle vista mare, poco fuori dal centro storico, deve il suo ampliamento sempre ad Andrea Vici. L’aspetto scenografico della facciata principale e lo splendido giardino all’italiana sul retro, svelano la sua origine di residenza aristocratica per gli ozi di campagna.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Stessa funzione doveva assolvere </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>villa Malacari</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, risalente al 1668 e dotata già all’epoca di magazzini, cantina, frantoio, stalle, prefigurando, così, la sua attuale destinazione di azienda vitivinicola. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’atmosfera già propria delle stradine del centro storico, viene esaltata dalle </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Feste Medievali</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, la terza settimana di luglio, con la presenza di personaggi in costume, quali dame, cavalieri, musicanti, giocolieri, menestrelli, mangiafuoco, cartomanti, soldati e popolani, che passano allegri dalla taverna al mercato e si sfidano in armi.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Per un’intera settimana il paese si trasforma con le rievocazioni storiche che lo riportano alle sue radici, con gli spettacoli calibrati sul repertorio medievale, come il teatro di strada, il dramma sacro, i trionfi carnascialeschi e la comparsa in scena di cantastorie, giullari, danzatrici.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Durante questo evento il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>dolce della Contesa</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> attende i visitatori con la sua antica ricetta che lo vuole accostato al Moretum, vino di more e miele di evidente origine medievale. Altra particolarità gastronomica è la crescia, sorta di piadina cotta sulla brace che si sposa con le foie de campo, un miscuglio di erbe particolari raccolte nei campi intorno al borgo, che vengono bollite, scolate e insaporite in padella con sale, aglio, rosmarino. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Per gli amanti della carne c’è il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>coniglio in porchetta</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, con il suo ripieno di cotica di maiale e di carne e il suo profumo di finocchietto selvatico. Ad accompagnare tutto ci pensano il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Rosso Conero doc e il Conero docg Riserva Grigiano</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, i vini di questa terra generosa. </span></span></p>
<h4 class="western" align="justify"><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/morro-dalba/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Morro d&#8217;Alba</b></span></span></a> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">presenta un monumento architettonico unico in Europa come il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Camminamento di Ronda, detto La Scarpa</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, lungo 300 metri e che percorre tutta la cinta muraria. </span></span></h4>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">I sotterranei del castello, sede del </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Museo Utensilia</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, consentono di conoscere la struttura architettonica profonda del borgo, apprezzare la raccolta ragionata degli strumenti della cultura mezzadrile e vedere la mostra fotografica di Mario Giacomelli.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A questi si aggiunge un monumento importante come la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Chiesa di San Gaudenzio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, straordinariamente luminosa grazie alla pavimentazione originaria in pietra rosa e bianca e alle paraste dorate che decorano il transetto e le colonne.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Presso il Camminamento “La Scarpa” con un apericena-degustazione si caratterizza un pregevole evento estivo come </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Concerti al Tramonto</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. L’altro è </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Calici di Stelle</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, il 10 agosto, con musica, spettacoli e degustazioni del vino Lacrima Doc di Morro d’Alba, del Verdicchio e acquisto dei prodotti tipici.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il terzo weekend di maggio, invece, con </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Cantamaggio,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> vengono rievocati gli antichi canti rituali di questua della tradizione popolare, mentre il terzo fine settimana di ottobre ha luogo la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Festa del Lacrima di Morro d’Alba e Tartufo di Acqualagna</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che vede il connubio tra i due prodotti dell’eccellenza enogastronomica essere il motore per l’elaborazione di piatti che coniugano tradizione ed originalità, nello scenario offerto dalle piazze del borgo</span></span></p>
<h4 class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Arroccato in posizione strategica tra la Marca di Ancona e lo Stato di Urbino, il borgo di </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/corinaldo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Corinaldo</b></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> ha il suo simbolo nelle imponenti mura rimaste praticamente intatte dal Quattrocento. </span></span></h4>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Se ne può percorrere l’intera cerchia, lunga 912 metri, con una suggestiva passeggiata.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La parte più interessante della cerchia muraria è forse quella di porta San Giovanni, in quanto conserva inalterati molti elementi di difesa. L’architettura militare dell’epoca presenta in questo tratto tutto il suo corredo di saettiere, archibugiere, beccatelli, piombatoi e merlature.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tra le torri, spiccano anche </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>quella dello Scorticatore</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> (dove le mura raggiungono i 15 metri di altezza), </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>quella del Mangano e quella del Calcinaro</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, che prendono il nome dalla professione che svolgeva chi vi abitava.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il nucleo urbano del borgo comprende numerosi palazzi gentilizi e notevoli edifici civili e religiosi.</span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tra gli edifici pubblici, sono da vedere il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo Comunale</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, bell’esempio di architettura neoclassica con il lungo loggiato che dà su via del Corso, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>l’ex convento degli Agostiniani</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, costruito nella seconda metà del Settecento e ora utilizzato come albergo e il teatro Comunale intitolato a Carlo Goldoni.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le chiese rivelano tutta la spiritualità del luogo, rinforzata dalla lunga appartenenza allo Stato Pontificio. La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>collegiata di San Francesco</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> ha origini antiche, ma si presenta attualmente nelle forme della ricostruzione secentesca. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>santuario di Santa Maria Goretti</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, con l’ex monastero ora adibito a pinacoteca civica e Biblioteca comunale, ingloba con fattezze settecentesche l’antica </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa medievale di San Nicolò</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. L’interno è un bell’esempio di tarda architettura barocca e custodisce numerose opere d’arte</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Corinaldo, inoltre, è famosa nel mondo cattolico per essere la città natale di Maria Goretti, martirizzata a soli 12 anni nel 1902 e canonizzata nel 1950. La città mantiene viva la memoria della santa bambina sia con il Santuario a lei dedicato che, a poca distanza dal centro, con la casa dove è nata la santa. Una testimonianza di fede, ma anche di cultura contadina, con gli arredi originali e gli strumenti del lavoro ai quali nel tempo si sono aggiunte numerose immagini su Maria Goretti.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il borgo fa parte del Consorzio che si occupa del </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Parco Archeologico di Suasa,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> la città romana sorta nel III secolo a. C. nella valle del fiume Cesano su un’antica via di tramite tra la costa adriatica e i valli appenninici. Il Parco si trova a circa 4 km da Corinaldo, in località Pian Volpello e qui gli archeologi hanno trovato una domus della metà del I sec. a. C. da cui sono affiorati pavimenti a mosaico. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Dall’antipasto al dolce, sono molte le specialità marchigiane che attendono di essere gustate nei ristoranti di Corinaldo, all’interno di suggestivi locali medievali o in piacevoli terrazze al sole. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tra i primi piatti spiccano </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>i passatelli</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, da provare in brodo o asciutti, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>i vincisgrassi</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, gustosa versione locale delle lasagne e la polenta, alla quale Corinaldo ha legato la più famosa delle sue storielle, quella del pozzo. Se tra i secondi c’è un tripudio di carni arrosto, come il coniglio o l’oca al forno, è sui dolci che Corinaldo si distingue.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Solo qui infatti, nel periodo autunnale, si possono trovare le </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>pecorelle</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, piccoli rettangoli di una sfoglia semplice, fatta di farina, olio, zucchero e vino bianco che racchiudono un ripieno ricchissimo di gusto, con mosto ristretto, pangrattato, noci, buccia d’arancia e cannella. Biscotti della tradizione del periodo natalizio, le pecorelle accompagnavano i giocattoli portati in dono ai bambini dalla Befana per l’Epifania.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un altro prodotto degno di nota da queste parti è il rinomato </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Verdicchio dei Castelli di Jesi</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> sulle colline intorno a Corinaldo danno un vino delicato, di colore paglierino tenue, dal sapore asciutto, armonico, ottimo per piatti a base di pesce.</span></span></p>
<h4 class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Lentamente si entra nella provincia di Pesaro- Urbino visitando il borgo di </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/mondolfo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Mondolfo</b></span></span> </a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">un lembo di Marche a balcone sul mare. </span></span></h4>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Salendo dal litorale, il primo incontro è </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>l’abbazia di San Gervasio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, basilica paleocristiana di età barbarica con i pavoni immortali scolpiti sul sarcofago bizantino.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le chiese di Mondolfo sono un libro aperto di storia dell’arte con le figure di Dio e dei santi. La duplice cortina muraria racchiude in questo borgo fortificato l’impronta rinascimentale e barocca, e dai belvedere lo sguardo contempla il mare, l’Adriatico, oltre il quale c’è Bisanzio, l’origine di tutto.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il cuore dell’antico castello è la grande piazza centrale dominata dalla residenza municipale, costruita con la torre civica in stile neogotico del 1931, con mattoni recuperati dall’antica sede comunale distrutta dal terremoto dello stesso anno.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Accanto, la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>parrocchiale di Santa Giustina</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, già attestata nel 1290, fu ristrutturata ed eletta a collegiata da Papa Urbano VIII nel 1635. L’interno a navata unica è tardo barocco e nell’elegante cantoria posta sopra l’ingresso principale, c’è un organo del 1776 di Gaetano Callido, il massimo esponente della scuola organaria veneta del Settecento.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Dal rinascimentale </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo Peruzzi</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> si giunge all’ottocentesco varco di Porta Fanestre e quindi alla prima cerchia muraria, di forma ovale e databile al VI secolo nella sua parte più antica, mentre le attuali mura in laterizio sono del XV secolo. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>bastione di Sant’Anna</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, costruito nella prima metà del Cinquecento in sostituzione della torre danneggiata nell’assedio del 1517, cessata la funzione militare è diventato un giardino all’italiana scandito dalle geometrie delle aiuole segnate dalle siepi in bosso e dalle rose rosse e gialle</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Dal </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Borgo Ospedaletto</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, luogo dell’antico spedale per i pellegrini fuori dalle mura, si arriva alla seconda cerchia muraria, eretta nel Duecento e risistemata nel Quattrocento. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Porta Santa Maria</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> è il varco da superare per raggiungere il complesso monumentale extraurbano di Sant’Agostino. L’insediamento degli agostiniani risale al 1291, ma la chiesa di Santa Maria del Soccorso si presenta in una veste tardo cinquecentesca con rimaneggiamenti interni del Settecento. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Una breve passeggiata porta da Mondolfo alla millenaria sorgente della Fonte Grande, dove nel 1526 c’era già un lavatoio e nei cui pressi sono stati rinvenuti reperti dell’età del rame. Poco oltre, percorrendo una strada ombreggiata dalle querce, si arriva al </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>santuario della Madonna delle Grotte</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> , eretto nel 1682 dalla confraternita della Misericordia. La chiesa si trova al centro del percorso della Valle dei Tufi che collega Mondolfo con Stacciola e San Costanzo, tra boschi, pinete, panorami, colline ricche di flora e il mare a pochi km.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La duplice anima contadina e marina del territorio si riflette nella cucina. Dal mondo agricolo arrivano ricette con protagonista un legume come la fava, e dall’Adriatico il pesce azzurro, il brodetto e i succulenti </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>garagoj </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">(molluschi). </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">I sapori sono esaltati dall’olio e dal vino dei colli mondolfesi.</span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Gli </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>spaghetti al sugo rosso di tonno e alici</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> sono l’interpretazione locale del piatto tipico italiano. Da non perdere le pietanze a base di farina di fava come i “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>tajolini sa la fava</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">”.</span></span></p>
<h4 class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un saliscendi di morbide colline è la via che dal mare porta alla valle del Cesano e al borgo d</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>i <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/mondavio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Mondavio</a></b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, annunciato da lontano dai campanili di San Francesco e della Collegiata. </span></span></h4>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Porta San Francesco</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> è l’ingresso principale del borgo. L’ultimo varco rimasto, dei tre che si aprivano sulla cinta muraria, è ricavato nel </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>torrione della Rocca</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, capolavoro di Mondavio che si integra con il paesaggio circostante.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Voluta da Giovanni della Rovere, fu costruita tra il 1482 e il 1492 dal più grande architetto militare del tempo, il senese Francesco di Giorgio Martini, ed è ritenuta una delle massime espressioni italiane di arte delle fortificazioni. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il mastio ha dieci facce e ingloba la preesistente torre quadrangolare malatestiana che è stata sopraelevata di tre piani. L’ingresso è al terzo piano, nel quarto, nella sala di rappresentanza, è stato ambientato un banchetto storico, mentre nel quinto e ultimo piano è collocata l’armeria.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Terminata la visita al mastio, un passaggio immette in </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>piazza Della Rovere</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> consentendo la vista del fossato e di altre macchine d’assedio. Sulle mura castellane di nord-ovest, mimetizzato tra gli edifici, si apre l’ingresso del piccolo </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>teatro Apollo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> in stile liberty, recentemente restaurato riportando gli affreschi che decorano gli interni.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Una costruzione dalle pure linee rinascimentali, palazzo Giorgi Pierfranceschi, mette in collegamento piazza Della Rovere e piazza del Municipio. Su quest’ultima si affacciano la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa e il chiostro di San Francesco,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> le cui vicende si snodano dal 1292 al 1860, anno di soppressione del convento.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Uscendo dalla chiesa a destra s’incontra il chiostro del convento, con diciotto arcate a tutto sesto e basse volte a crociera. Al piano terra ospita il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>museo civico</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> dove, oltre a tre preziosi incunaboli, sono da vedere un tabernacolo secentesco e, soprattutto, uno splendido ciborio ligneo della stessa epoca, realizzato da Frate Liberale da Macerata in legno di ciliegio e osso.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Dal 13 al 15 agosto la splendida rocca di Mondavio e il centro storico diventano il palcoscenico per la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Rievocazione storica della caccia al cinghiale</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. Una spettacolarizzazione della storia del borgo con gare di tiro con l’arco degli Arcieri Storici di Mondavio, musici e teatranti in costume rinascimentale. </span></span></p>
<h4 class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il centro storico di</span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/pergola/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b> Pergola </b></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">è ricco di testimonianze medievali con costruzioni in pietra, portali a sesto acuto e case-torri, a conferma dell’importanza che la città si conquistò nel tempo.</span></span></h4>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le numerose chiese, ricche d’arte, hanno attribuito alla Città l’appellativo di </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>“Pergoletta Santa</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">” segno di religiosità e forti tradizioni.</span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Chiesa gotica di San Giacomo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, risalente al XII secolo è una delle più antiche: a piante rettangolare, custodisce al suo interno un interessante crocifisso ligneo dei primi del ‘400. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Non lontano, ecco la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Chiesa di San Francesco</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, fondata dai francescani nel 1255 e trasformata nel secolo successivo, è caratterizzata da un bel portale trecentesco a sesto acuto in pietra arenaria. Magnifico il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Duomo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, edificato dai monaci agostiniani a partire dal 1258, che riesce a far convivere lo stile romanico-gotico originario della torre campanaria con l’interno tardo barocco e con la facciata neoclassica.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Barocchi anche gli interni di altre tre Chiese: </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>quella dei Re Magi</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> a Santa Maria dell’Assunta, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>quella di Santa Maria delle Tinte</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>quella di San Biagio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. Non tralasciando la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Chiesa di Santa Maria di Piazza,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> una delle più antiche della città, con affreschi del XV secolo o </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>l’Oratorio dell’Ascensione al Palazzolo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, che custodisce affreschi che rappresentano uno dei momenti più alti della pittura a fresco del Quattrocento marchigiano.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In questo percorso religioso è quasi d’obbligo rivolgere il proprio sguardo verso le antiche “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>porte del morto”</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. Presenti in molte città medievali dell’Italia centrale, hanno origini antiche, probabilmente risalenti agli etruschi. Porte rialzate rispetto al livello stradale, cui erano collegate con gradini retrattili in legno dai quali partiva una scala interna, ripidissima, fino all’ultimo piano.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Porte così anguste da permettere il passo a una sola persona, che avevano scopo prettamente difensivo, poiché, grazie alla loro conformazione, un solo uomo poteva difendere la propria abitazione dagli assalitori. Successivamente, venuta meno la loro funzione difensiva, venivano utilizzate per far uscire, con i piedi davanti, il defunto dalla propria abitazione, e poi prontamente murate di nuovo. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Pergola è inoltre la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>città dei Bronzi Dorati</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, unico esemplare al mondo di gruppo bronzeo dorato d’epoca romana. Le sculture, per imponenza, bellezza e suggestione, non hanno eguali e sono conservate in un museo ricco di singolarità indimenticabili.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Museo dei Bronzi Dorati e della Città di Pergola</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> conserva beni preziosi e unici. Il percorso organizzato come una suggestiva passeggiata tra le vie della città, termina con la visione dei “quattro Bronzi più belli del mondo”, ovvero I Bronzi Dorati da Cartoceto di Pergola, l’unico gruppo di bronzo dorato di epoca romana esistente al mondo. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Accanto all’oro della storia, Pergola vanta altri ori nell’enogastronomia. La città è capitale del tartufo, dal nero al bianco pregiato, che cresce tutto l’anno, e organizza una partecipatissima e ricca </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Fiera Nazionale del tartufo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> nel mese di ottobre. Pergola è anche terra di ottimi vini, come il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Pergola DOC</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, e del visciolato, prodotto dalla visciola (ciliegia selvatica) fatta fermentare col vino rosso.</span></span></p>
<h4 class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Quasi al confine con la Toscana si incontra </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/mercatello-sul-metauro/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Mercatello sul Metauro </b></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">in cui si scopre l’antica </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>pieve di San Pietro d’Ico,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> poi diventata collegiata dei Santi Pietro e Paolo, l’edifico attorno a cui è nato il borgo.</span></span></h4>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le testimonianze della costruzione romanica del X secolo e della ricostruzione gotica del 1363 si leggono solo sulle pareti esterne, mentre la facciata è un rifacimento del 1927 su linee romaniche. L’interno si presenta nelle forme delle radicali ricostruzioni realizzate tra Sei e Settecento, mentre nell’ampia basilica, consacrata nel 1730, spicca la Maria Immacolata dipinta da Raffaellino del Colle, uno degli ultimi allievi di Raffaello Sanzio.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nell’area presbiteriale della chiesa di San Francesco pende dal soffitto il Crocifisso del 1309 di Giovanni da Rimini, allievo di Giotto, uno dei dieci crocifissi gotici più importanti d’Italia, dove la lezione giottesca si mescola con il decorativismo ravennate. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Negli spazi della sacrestia è ospitato il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Museo di San Francesco</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> dove si conservano opere di pittori riminesi del Trecento e scuole locali attive fino al Quattrocento, dall’epoca rinascimentale alla stagione della controriforma e al manierismo.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il nucleo medievale conserva costruzioni due-trecentesche, che in alcuni casi mostrano le caratteristiche porte del morto, smurate solo per il breve periodo necessario all’uscita di un defunto. Nell’edilizia civile, invece, si distinguono il Monte di Pietà fondato nel 1516, con il suo arredo interno originario del Cinquecento, il seicentesco </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo Gasparini</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e il municipio di fine Ottocento.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il prodotto tipico della zona sono </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>i “tacconi</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">”, simili alle tagliatelle, una pasta fatta mano con uova, farina di grano e farina di fave. Luglio è il mese in cui si svolge </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>“Il Palio del Somaro”,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> gara di abilità sui simpatici asinelli che coinvolge tutto il paese in una divertente sfida tra cantoni.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Da Giugno a Ottobre, invece, si svolge il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>festival “Musica e Musica</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">”, un contenitore di peculiarità musicali che spaziano su vari generi, nelle splendide cornici del centro storico e della Chiesa di San Francesco.</span></span></p>
<h4 class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Solitario castello di confine dei duchi di Montefeltro, a cui fu sempre fedele nella contesa con i Malatesta</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>, <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/frontino/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Frontino</a></b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> guarda la valle del fiume Mutino, le cui pietre lastricano le sue vie.</span></span></h4>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Con queste stesse pietre è stato edificato il minuscolo borgo che è il più piccolo comune della provincia di Pesaro e Urbino, ma ricco di architetture rurali e di opere d’arte. Il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>castello </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">che ha respinto i Malatesta e vinto l’assalto di Giovanni delle Bande Nere è arroccato su uno sperone. Alte mura, torri, stradine e piazzette lastricate di ciottoli accolgono chiunque visiti questa graziosa località. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A Frontino la realtà diventa quasi fantastica, richiamando immagini di Medioevo nella torre civica, sentinella del palazzo comunale, nel torrione che presidia le mura castellane, nel nobile e quattrocentesco </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo Vandini</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che, in realtà, indossa lo stile dell’Umanesimo e del Rinascimento. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>convento di Monte Fiorentino</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> risale per tradizione al suo fondatore San Francesco ed è</span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">uno dei conventi più grandi delle Marche, con ampi spazi interni e un grande parco. La sua struttura, posta su un verde poggio, ha subito nei corsi dei secoli restauri e ampliamenti, specialmente nel Seicento.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>monastero di San Girolamo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> fu eretto nel 1500 da don Ghisello, appartenente all’illustre famiglia Vandini, per concessione del vescovo di Montefeltro Luca Melini e con il sostegno dei duchi di Urbino. Luogo suggestivo, circondato da querce secolari, il monastero è stato recentemente restaurato dal Comune, che ne è proprietario e l’ha adibito a turismo, con alloggi, ristorazione e sale convegni. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Frontino appartiene alla </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Comunità Montana del Montefeltro</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e all’area del Parco naturale del Sasso Simone e Simoncello. Protetto alle spalle dal monte Carpegna, il borgo gode di scorci panoramici e della vista su un orizzonte senza fine, che comprende i monti della Luna, del Nerone, dello Strega e del San Vicino.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le campagne, contraddistinte da ripidi pendii e massi di calcare, danno cereali, farine e carni genuine, erbe aromatiche e officinali, frutti di antiche specie. Le vecchie strutture rurali sono oggi in gran parte adibite a dimore ricettive, idonee ad accogliere turisti.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Dai boschi viene il tartufo nero a cui è dedicata una sagra il primo fine settimana di agosto. La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sagra del Fagiolo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, invece ha luogo la prima domenica di settembre, mentre tra le specialità locali spicca il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>bustrengo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, un dolce a base di uova e latte</span></span></p>
<h4 class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Porta dell’aspro Montefeltro orientale, l’abitato di </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/macerata-feltria/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Macerata Feltria</b></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, è diviso in due parti.</span></span></h4>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In alto, il nucleo alto-medievale del castello, di origine longobarda; in basso, la parte tardo-medioevale e rinascimentale, chiamata “borgo” o “Mercatale”, perché il suo ampliamento nel Cinquecento avvenne sull’area del vecchio mercato. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il borgo offre subito le sue bellezze tra cui il settecentesco </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>teatro dei Condòmini</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, che dell’edificio originario conserva la sola facciata, il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo Antimi Clari</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> con annessa cappella gentilizia, e il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo Gentili Belli</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> collegato alla grande filanda, bell’esempio di archeologia industriale ottocentesca. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nella zona circostante sorgono il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>mulino delle Monache</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, di origine cinquecentesca, originariamente appartenuto alle Clarisse, e un casino rurale. Tutta l’area rispondeva alle esigenze dello sviluppo agrario e industriale del Montefeltro nel XIX secolo.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Risalendo il corso Battelli fino all’inizio di via Antimi si arriva alla </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di Santa Chiara</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, un tempo parte di un ricco convento fondato alla fine del Cinquecento, e oggi interessante anche per il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Museo di Archeologia Industriale.</b></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Allestito nei sotterranei della chiesa di Santa Chiara, presenta una serie di attrezzature perfettamente funzionanti che provengono da alcune officine meccaniche dei primi anni dell’Ottocento. Per salire al castello, si percorre in automobile la via Europa oppure si ritorna a piedi in via Antimi fino all’incrocio con corso Battelli e s’imbocca la ripida via Gaboardi fino alla Porta del Borgo di Fuori.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Lungo il percorso si incontra la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di San Francesco</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, di origine trecentesca come il suo bel portale e ciò che rimane dell’antico convento, all’interno del quale è stato ricavato lo spazio per il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Museo della Radio d’Epoca</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Collocato nel salone dell’ex convento di San Francesco, è frutto della donazione del collezionista Carlo Chiuselli. Comprende un centinaio di radio prodotte in Italia, Germania, Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti tra gli anni Venti e Sessanta, restaurate e perfettamente funzionanti.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Una menzione importante merita </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>l’area archeologica di Pitinum</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, oggetto di campagne di scavo nel 1990-97 che hanno rivelato una necropoli medievale e un’area di edificazione romana del periodo repubblicano. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Al centro dell’area si trova la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>romanica pieve di San Cassiano</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, risalente al XI secolo, con impianto basilicale a tre navate, che custodisce una notevole statua marmorea di San Sebastiano del XV secolo e numerosi frammenti architettonici alto-medioevali nella muratura interna e esterna</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Della necropoli medievale restano alcune tombe visibili nel muro nord della pieve, mentre altre sei sono state ricostruite fedelmente nel museo civico. Al limite sud dell’impianto urbano della città romana è emerso un edificio con caratteristiche termali. Recenti scavi hanno portato alla luce ulteriori tratti del decumano e un agglomerato di fabbricati residenziali del periodo repubblicano.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A Macerata Feltria la filosofia è quella del kilometro zero e vale per le carni di razza marchigiana, romagnola e chianina; per i formaggi e i salumi, tra i quali la porchetta marchigiana; per i prodotti del bosco come funghi e tartufi; per le coltivazioni di zafferano e per i vini.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Da queste parti la specialità è la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>torta con uva secca e noci</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, considerata un tempo il pane dei poveri perché fatta con ingredienti che i contadini avevano sempre in casa: noci, uvetta, zucchero, farina e olio.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Restando nello storico territorio del Montefeltro, nella valle del fiume Conca, al confine tra Marche e Romagna, c’è un piccolo borgo di strade strette come </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/monte-grimano-terme/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Monte Grimano Terme</b></span></span></a> .<u></u></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Dall’impianto urbano a chiocciola, il centro storico è stretto tra un dirupo di quasi trecento metri sopra la vallata, e l’antico castello, di cui rimane la torre civica. Alta 18 metri, questa torre risalente alla prima metà del Quattrocento, è il monumento simbolo di Monte Grimano.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">All’inizio dell’abitato si erge la dimora secentesca della famiglia Massaioli, oggi </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo Comunale.</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> A metà tra residenza nobiliare e villa di campagna, mantiene la scalinata d’accesso al primo piano, il camino e, nel seminterrato, strutture a volta e il pozzo-neviera degli antichi proprietari.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il “salotto buono” del borgo è </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>piazza Garibaldi</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, che registra la presenza centrale e isolata della torre civica dopo l’eliminazione ottocentesca di case e manufatti fatiscenti. Non è circondata da palazzi incongrui per stile e altezza e, pertanto, è utilizzata per manifestazioni culturali e musicali, grazie anche all’ottima acustica.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>torre Civica</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> non ospita solo mostre ma anche tre sale di lettura che rappresentano il cuore del progetto </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>“LiberaLibri</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">” e si aggiungono agli altri venti punti di book-crossing (letteralmente “far viaggiare un libro”) sparsi sul territorio comunale sotto forma di casette di legno o collocati presso gli esercizi commerciali. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Terme di Monte Grimano</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, che fanno parte del Centro Salute Erbavita, sfruttano acque alcaline, salsobromoiodiche e sulfuree conosciute già nel medioevo e provenienti dalle pendici del monte San Paolo. Questa altura di 900 metri, in parte inserita nel </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Parco Simone e Simoncello del Monte Carpegn</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">a, è ricca di boschi e di pascoli, e offre un panorama su tutta la costa adriatica da Cesenatico a Pesaro e sulla catena degli Appennini.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A Monte Grimano Terme si producono e vendono le carni di razza marchigiana, si coltiva il pregiato tartufo nero e non mancano vino e olio biologici. La specialità del borgo, infatti, è rappresentata dalle tagliatelle al tartufo, realizzate con tartufi coltivati in loco. Anche i secondi piatti a base di carne sono apprezzabili perché la materia prima proviene dalle aziende locali.</span></span></p>
<h4 class="western" align="justify"><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/montefabbri/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Montefabbri, frazione di Vallefoglia</b></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> è un borgo che lascia di stucco.</span></span></h4>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Non solo perché bello, ma letteralmente perché nella pieve custodisce le scagliole, cioè le decorazioni in stucco più antiche delle Marche.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La vera sorpresa del borgo, infatti è la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>pieve di San Gaudenzio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, sorta probabilmente tra VII e VIII secolo e dedicata al primo vescovo di Rimini martirizzato nel 360 circa. La chiesa è ricca di marmi, ha una cripta del XII secolo dove sono custodite le spoglie di Santa Marcellina e una quattrocentesca torre campanaria alta 25 metri.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Torre </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">ha anche una particolarità: quattro campane con le note sol, la, si re. Un suono meraviglioso, al quale non può contribuire la prima campana, custodita in parrocchia per il suo eccessivo peso.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le colline intorno a Montefabbri offrono la possibilità di passeggiate tra querce dorate e leggere foschie in autunno, l’aria frizzante dell’inverno, quando è bello stare al riparo al fuoco del camino, e l’incredibile profusione floreale della primavera, che porta ginestre, papaveri, margherite, narcisi.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il territorio offre un ottimo olio extravergine di oliva ed è ricco di vigneti da cui si ricava una doc interessante, quella dei Colli Pesaresi, da vitigni Sangiovese e Montepulciano, mentre il prodotto tipico del luogo è la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>crescia</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, una sorta di panettone salato a base di formaggio pecorino, che si accompagna con salumi locali, uova sode e vino dei Colli Pesaresi.</span></span></p>
<h4 class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il tour tra i borghi marchigiani si chiude in un luogo incantevole. Un borgo che ha raccontato una storia resa ancora più affascinante dal Sommo Poeta. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ed ecco </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/gradara/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Gradara.</b></span></span></a></h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-125237" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/11/gradara-3007074_1280.jpg" alt="" width="800" height="533" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/11/gradara-3007074_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/11/gradara-3007074_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/11/gradara-3007074_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Oggi vuole celebrare il mito di Francesca come eroina dell’emancipazione femminile, simbolo della passione che tutto vince, icona per eccellenza del bacio, della poesia, della bellezza e dell’amore eterno dedicandole manifestazioni, mostre ed eventi di grande rilievo culturale.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sono tanti gli appuntamenti, ma sicuramente tra questi spiccano manifestazioni che caratterizzano più di altri il calendario turistico/culturale. A febbraio ci si può immergere nelle atmosfere romantiche di </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Gradara d’Amare</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, un’occasione speciale dedicata a tutti gli innamorati per celebrare i loro sentimenti.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’evento da non perdere è </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Assedio al Castello</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, ovvero la rievocazione storica che si tiene a luglio del terribile assedio del 1446 quando le famiglie Sforza e Montefeltro mossero guerra alla famiglia Malatesta </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>The Magic Castle Gradara</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, ad Agosto, è sicuramente un evento ideale per farsi trasportare dentro un meraviglioso racconto e dove ritrovare un luogo magico, tra personaggi fantastici e storie coinvolgenti con serate dedicate all’immaginazione ed allo stupore</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il calendario annuale si chiude con </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Castello di Natale</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, ovvero la magia del Natale che illumina l’incantevole castello di Gradara. Dalla nobile accoglienza preparata da dame e cavalieri del presepe vivente rinascimentale ai concerti di musica antica, dai canti natalizi alle soavi movenze delle danze medievali.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ma Gradara è anche il suo antico borgo racchiuso da una cinta muraria lunga circa 700 metri e intercalata da 14 torri quadrate, merlate e a gola interna. Il suggestivo percorso denominato Camminamenti di Ronda costituisce oggi una delle principali attrattive turistiche per ammirare l’esterno della Rocca in tutto il suo splendore, godere il panorama delle dolci colline marchigiane e nello stesso tempo perdersi oltre l’orizzonte del mare Adriatico.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">All’ombra della suggestiva </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Rocca di Gradara</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> si è sviluppato nei secoli anche un patrimonio naturalistico di sorprendente ricchezza che attende solo di essere esplorato. Il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Bosco di Paolo e Francesca</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> rappresenta oggi un habitat notevole in quanto ospita numerose varietà botaniche forestali e vicino si trova il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Teatro dell’Aria</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, un parco di educazione ambientale interamente dedicato all’antica arte della falconeria. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sul territorio di Gradara si trova il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>progetto “Oltre le mura</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">” un percorso museale a cielo aperto di Street Art finalizzato alla creazione di opere d’arte contemporanea e riqualificare così alcuni spazi urbani. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il soggetto delle opere è Francesca da Rimini rivisitata in chiave moderna dalla peccatrice dantesca a donna/angelo fino a diventare simbolo di libertà individuale e del diritto irrinunciabile delle donne di scegliere senza costrizioni chi amare, moderna icona della parità di genere e della libera scelta.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Varcata la porta d’accesso con l’imponente </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Torre dell’Orologio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> ci si può perdere tra i vicoli del paese curiosando tra le tante botteghe d’artigianato alla ricerca di oggetti unici ed esclusivi, oppure ci si può sedere in una delle tante tradizionali osterie per degustare i prodotti tipici di un territorio ricco di profumi e sapori </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Specialità tipica di Gradara sono i “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Tagliolini con la Bomba</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">”, un piatto della tradizione contadina con un nome curioso che deriva dalla modalità di preparazione. Ad iniziare da un soffritto di olio cipolla e lardo (o pancetta grassa) che nel frattempo vede cuocere dei tagliolini in acqua e sale.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Una volta scolata l’acqua in eccesso, si lascia comunque il piatto un po’ brodoso e si versa nella pentola il lardo e la cipolla soffritti, aggiungendo del pepe. L’effetto dell’olio caldo versato nell’acqua provoca una grande quantità di vapore, e per questo motivo sono chiamati Tagliolini con la Bomba.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le tipiche trattorie e i ristoranti di Gradara offrono un’ottima cucina marchigiano-romagnola, dove è possibile gustare piatti di entrambe le tradizioni gastronomiche. Le piccole dimensioni, quasi sempre familiari, delle osterie garantiscono una cucina rigorosamente casalinga e sana. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le ottime carni che provengono dall’entroterra marchigiano, i vini di ottima qualità, l’olio dei numerosi frantoi presenti nella zona e le sapienti mani delle donne e degli uomini in cucina rendono piacevole anche per il palato la permanenza a Gradara.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Amor piada</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> è la piada marchignola da assaporare passeggiando tra le vie del borgo di Gradara, frutto della passione e della tradizione del territorio mostra un “cuore antico” per la sua forma romantica realizzata con pregiate farine prodotte in queste terre di confine. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><strong><em><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Alessandro Campa</span></span></em></strong></p>
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