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	<title>News &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
	<lastBuildDate>Thu, 11 Jun 2026 15:25:28 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Green jobs più richiesti: quali sono e dove formarsi nel 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 15:15:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Prima Pagina | Le energie del saper vivere]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Green Economy]]></category>
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					<description><![CDATA[La transizione ecologica non è soltanto una questione ambientale: è diventata una delle più grandi trasformazioni del mercato del lavoro degli ultimi decenni. Le aziende cercano figure capaci di guidare il cambiamento verso la sostenibilità, e spesso faticano a trovarle. Per chi sta scegliendo un percorso di studi, valuta una riqualificazione o vuole dare un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-319733 size-large" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/greenjobs-piu-richiesti-1024x683.webp" alt="green jobs più richiesti 2026" width="1024" height="683" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/greenjobs-piu-richiesti-1024x683.webp 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/greenjobs-piu-richiesti-300x200.webp 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/greenjobs-piu-richiesti-768x512.webp 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/greenjobs-piu-richiesti.webp 1536w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">La transizione ecologica non è soltanto una questione ambientale: è diventata una delle più grandi trasformazioni del mercato del lavoro degli ultimi decenni. Le aziende cercano figure capaci di guidare il cambiamento verso la sostenibilità, e spesso faticano a trovarle. Per chi sta scegliendo un percorso di studi, valuta una riqualificazione o vuole dare un senso diverso alla propria carriera, i green jobs più richiesti rappresentano oggi una delle scommesse professionali più solide e lungimiranti.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">In questa guida vediamo quali sono le professioni verdi su cui punta il mercato italiano, quali competenze servono davvero, e soprattutto <strong>dove formarsi e dove cercare</strong> queste opportunità, con una selezione di risorse, portali e programmi seri, italiani ed europei. L&#8217;obiettivo non è darti l&#8217;ennesima lista astratta, ma strumenti concreti per orientarti.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Perché conviene puntare sui green jobs: i numeri</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Prima di vedere le singole professioni, vale la pena capire le dimensioni del fenomeno, perché spiegano perché questa non è una moda ma una tendenza strutturale.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">I dati italiani più autorevoli arrivano dal <a href="https://www.unioncamere.gov.it/csr-comunicazione/news-di-csr/cosa-e-quali-sono-i-lavori-green-piu-richiesti-anche-quelli-del-futuro" target="_blank" rel="noopener">rapporto GreenItaly di Fondazione Symbola e Unioncamere</a>. Secondo il rapporto, in Italia sono già 3,1 milioni i lavoratori in ambito green, mentre 432mila imprese hanno investito negli ultimi cinque anni per diventare più sostenibili. Non si tratta quindi di un settore di nicchia, ma di una fetta consistente dell&#8217;occupazione nazionale. <span class="inline-flex" data-state="closed"><span class="relative transition-colors h-full max-w-[180px] overflow-hidden px-1.5 inline-flex items-center font-small rounded-full border-0.5 border-border-300 bg-bg-200 group-hover/tag:bg-accent-900 group-hover/tag:border-accent-100/60"><span class="text-nowrap text-text-300 break-all truncate font-normal group-hover/tag:text-text-200">Unioncamere</span></span></span></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">E la domanda è destinata a crescere. Secondo Unioncamere, nel 2024 circa 1,9 milioni di nuove assunzioni in Italia riguardavano profili green, pari al 34% del totale, e la richiesta è destinata a salire fino a 4 milioni di professionisti con competenze green e digitali entro il 2029. <a href="https://www.a2a.it/magazine/energia-per-il-tuo-business/green-jobs-ecco-le-6-competenze-piu-richieste-nel-mondo-del-lavoro" target="_blank" rel="noopener">Le competenze verdi sono ormai richieste</a> in circa il 70% delle professioni tecniche.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">C&#8217;è inoltre un punto cruciale per chi cerca lavoro: molte di queste figure sono difficili da reperire. Le professioni verdi più richieste oggi in Italia riflettono una ricerca di figure concrete e ad alta evoluzione tecnica, come installatori fotovoltaici, elettricisti evoluti e tecnici dell&#8217;efficienza energetica. Tradotto: <a href="https://www.greenreport.it/news/interviste/61510-green-job-ecco-quali-sono-i-lavori-verdi-piu-richiesti-in-italia-e-le-competenze-che-mancano" target="_blank" rel="noopener">in molti di questi ruoli</a> ci sono più posti che candidati qualificati, e questo è esattamente ciò che rende una scelta professionale strategica.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">I green jobs più richiesti in Italia</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><a href="https://www.ecoseven.net/lavoro/fiere-zeroemission-2026-confronto-imprese-ricerca-istituzioni/" target="_blank" rel="noopener">Le professioni verdi non sono tutte uguali</a>: spaziano dal lavoro tecnico-manuale a ruoli manageriali e digitali. Ecco le categorie su cui il mercato italiano sta puntando con più forza.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Tecnici e installatori delle rinnovabili.</strong> Sono oggi tra i profili più ricercati in assoluto. Installatori di impianti fotovoltaici, tecnici per le pompe di calore, manutentori di impianti eolici: la spinta degli incentivi e della transizione energetica ha reso queste figure preziose e spesso introvabili. Sono mestieri accessibili anche senza laurea, con formazione tecnica mirata.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Tecnici dell&#8217;efficienza energetica ed energy manager.</strong> L&#8217;energy manager è la figura responsabile dell&#8217;uso razionale dell&#8217;energia in azienda, incaricata di ridurre sprechi e consumi. Per le imprese a consumo energetico elevato la sua nomina è in certi casi obbligatoria, il che garantisce una domanda stabile.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Manager e specialisti della sostenibilità (ESG).</strong> Il sustainability manager definisce e attua la strategia di sostenibilità di un&#8217;azienda, misurandone gli impatti ambientali, sociali ed economici. È una figura sempre più centrale, spinta dagli obblighi di rendicontazione ESG che coinvolgono un numero crescente di imprese.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Ingegneri e progettisti green.</strong> Ingegneri energetici, ingegneri ambientali, progettisti di bioedilizia: figure che uniscono competenza tecnica e know-how ambientale, richieste in edilizia, industria e infrastrutture.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Esperti di economia circolare e gestione rifiuti.</strong> Tecnici del riciclo, specialisti del recupero materiali, esperti di valutazione di impatto ambientale (VIA/VAS): l&#8217;economia circolare è uno dei pilastri della transizione e genera professioni specializzate.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Mobility manager e specialisti della mobilità sostenibile.</strong> Figure che organizzano e promuovono la mobilità alternativa nelle aree urbane e aziendali, dal bike sharing alle flotte elettriche.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Profili &#8220;ibridi&#8221; green + digitale.</strong> È la tendenza emergente più importante. Il fabbisogno riguarda anche analisti e specialisti di reti, data scientist, esperti di cybersecurity e tecnici IoT, chiamati a gestire sistemi di monitoraggio, smart grid, analisi dei consumi e manutenzione predittiva degli impianti. Come sottolineano gli esperti, siamo nel pieno delle &#8220;transizioni gemelle&#8221;, quella ecologica e quella digitale, sempre più intrecciate.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Quali competenze servono davvero</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Una cosa che il mercato chiede con insistenza è la combinazione di competenze tecniche e trasversali. Il rapporto Unioncamere stima che una larga parte dei lavoratori dovrà possedere competenze digitali, con centinaia di migliaia di professionisti cui sarà richiesto un mix di competenze digitali di base, uso di metodi matematico-informatici e gestione di soluzioni innovative. <span class="inline-flex" data-state="closed"><a class="group/tag relative h-[18px] rounded-full inline-flex items-center overflow-hidden -translate-y-px cursor-pointer" href="https://www.enciclopediambiente.com/2026/03/11/quali-sono-i-green-jobs-richiesti-in-italia-il-rapporto-di-unioncamere/" target="_blank" rel="noopener"><span class="relative transition-colors h-full max-w-[180px] overflow-hidden px-1.5 inline-flex items-center font-small rounded-full border-0.5 border-border-300 bg-bg-200 group-hover/tag:bg-accent-900 group-hover/tag:border-accent-100/60"><span class="text-nowrap text-text-300 break-all truncate font-normal group-hover/tag:text-text-200">Enciclopediambiente</span></span></a></span></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">In pratica, le competenze più spendibili oggi sono: conoscenza delle tecnologie per le rinnovabili e l&#8217;efficienza energetica, dimestichezza con i protocolli e le certificazioni ambientali, competenze digitali (dalla progettazione all&#8217;analisi dati), e — non ultimo — la capacità di tradurre la sostenibilità in processi concreti. Chi unisce un mestiere tecnico a una buona alfabetizzazione digitale parte con un vantaggio netto.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Dove formarsi: percorsi e certificazioni</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">La formazione per i green jobs segue diverse strade, a seconda del punto di partenza.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Istituti tecnici e ITS Academy.</strong> Per i mestieri tecnici (installatori, manutentori, tecnici energetici), gli ITS Academy sono spesso la via più diretta ed efficace: percorsi post-diploma brevi, molto pratici e con alti tassi di occupazione, costruiti in collaborazione con le imprese del territorio.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Università.</strong> Lauree in ingegneria energetica, ingegneria ambientale, scienze ambientali, oltre ai master sempre più diffusi in sostenibilità, ESG e management ambientale, per i profili manageriali e progettuali.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Formazione professionale regionale e corsi finanziati.</strong> Molte Regioni offrono corsi gratuiti o finanziati per le competenze green, spesso collegati a fondi europei. Vale la pena controllare il portale della propria Regione e i bandi di formazione attivi.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Certificazioni professionali.</strong> Per ruoli come energy manager o esperto in gestione dell&#8217;energia (EGE), esistono percorsi di certificazione riconosciuti che aumentano sensibilmente la spendibilità sul mercato.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">I portali e le risorse dove cercare (Italia ed Europa)</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Veniamo alla parte più operativa: dove cercare concretamente formazione e offerte. Ecco una selezione di risorse serie e attive.</p>
<h3 class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>In Italia:</strong></h3>
<ul class="[li_&amp;]:mb-0 [li_&amp;]:mt-1 [li_&amp;]:gap-1 [&amp;:not(:last-child)_ul]:pb-1 [&amp;:not(:last-child)_ol]:pb-1 list-disc flex flex-col gap-1 pl-8 mb-3">
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2"><strong>EURES Italia / ANPAL</strong> — il portale pubblico per il lavoro, con sezione dedicata anche alla mobilità europea. Utile per offerte e per orientarsi tra i servizi pubblici.</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2"><strong>I portali generalisti con filtro green</strong> — su piattaforme come Indeed e LinkedIn puoi cercare direttamente per ruolo (&#8220;sustainability manager&#8221;, &#8220;tecnico fotovoltaico&#8221;, &#8220;energy manager&#8221;): la maggior parte delle offerte green passa di qui.</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2"><strong>Greenpeace Italia – Lavora con noi</strong> — per chi punta al non profit ambientale, l&#8217;organizzazione pubblica le posizioni aperte nella sezione dedicata.</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2"><strong>Ecomondo – Green Jobs &amp; Skills</strong> — iniziativa che fa da ponte tra domanda e offerta di lavoro green, con focus sul matching tra talenti e imprese. Un punto di riferimento per fiere ed eventi di settore.</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2"><strong>I rapporti di settore</strong> — leggere il rapporto GreenItaly di Symbola e Unioncamere, aggiornato ogni anno, aiuta a capire dove sta andando la domanda prima degli altri.</li>
</ul>
<h3 class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>In Europa:</strong></h3>
<ul class="[li_&amp;]:mb-0 [li_&amp;]:mt-1 [li_&amp;]:gap-1 [&amp;:not(:last-child)_ul]:pb-1 [&amp;:not(:last-child)_ol]:pb-1 list-disc flex flex-col gap-1 pl-8 mb-3">
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2"><strong>EURES</strong> — il portale europeo della mobilità professionale della Commissione UE, con offerte in tutti i Paesi membri e analisi sui posti di lavoro verdi più richiesti. Fondamentale se sei aperto a opportunità all&#8217;estero.</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2"><strong>Green Jobs Tree</strong> — piattaforma europea che mappa i ruoli della sostenibilità e le competenze richieste, settore per settore. Utile soprattutto per orientarsi e capire quali skill sviluppare.</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2"><strong>EPALE (Commissione Europea)</strong> — la piattaforma UE per l&#8217;apprendimento permanente, con workshop e risorse formative dedicate ai green jobs e alla transizione di carriera verso il verde.</li>
</ul>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Come orientarsi: qualche consiglio pratico</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Se vuoi muoverti in questo settore, alcuni principi aiutano a non disperdere energie.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Parti dalle tue competenze attuali e chiediti come &#8220;tingerle di verde&#8221;: spesso non serve ricominciare da zero, ma aggiungere una specializzazione green a ciò che già sai fare. Un elettricista che si certifica sul fotovoltaico, un informatico che si specializza in smart grid, un comunicatore che impara la rendicontazione ESG valgono molto sul mercato.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Privilegia le competenze concrete e verificabili: certificazioni, corsi con stage, esperienze pratiche. In un settore giovane, dove molti si improvvisano, dimostrare competenza reale fa la differenza. E tieni d&#8217;occhio le &#8220;transizioni gemelle&#8221;: più riesci a unire il green al digitale, più la tua figura diventa rara e ricercata.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Infine, informati alla fonte. I rapporti istituzionali, i portali pubblici e gli osservatori di settore raccontano dove sta andando la domanda con mesi di anticipo rispetto al sentire comune. Anticipare una tendenza, nel lavoro, è spesso il vantaggio decisivo.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Scegliere un green job non significa solo trovare un&#8217;occupazione, ma allineare il proprio lavoro a un modello di sviluppo più rispettoso dell&#8217;ambiente. È il modo in cui il &#8220;saper vivere&#8221; entra anche nella dimensione professionale: fare bene il proprio mestiere e, allo stesso tempo, contribuire a un futuro più sostenibile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Domande frequenti (FAQ)</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Quali sono i green jobs più richiesti in Italia?</strong> Tra i più ricercati ci sono i tecnici e installatori delle energie rinnovabili (soprattutto fotovoltaico), i tecnici dell&#8217;efficienza energetica e gli energy manager, i sustainability manager ed esperti ESG, gli ingegneri energetici e ambientali, gli specialisti dell&#8217;economia circolare e i profili ibridi che uniscono competenze green e digitali. Molte di queste figure sono difficili da reperire, il che aumenta le opportunità per chi si forma adeguatamente.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Servono una laurea per lavorare nella green economy?</strong> Non sempre. Per molti mestieri tecnici, come installatore fotovoltaico o tecnico dell&#8217;efficienza energetica, sono sufficienti percorsi tecnici mirati come gli ITS Academy o la formazione professionale. Per i ruoli manageriali, progettuali o di ricerca (sustainability manager, ingegnere energetico) sono invece generalmente richieste laurea e specializzazioni.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Dove posso cercare offerte di lavoro green?</strong> Puoi usare i portali pubblici come EURES (sia italiano sia europeo), i portali generalisti come Indeed e LinkedIn filtrando per ruolo, le sezioni &#8220;Lavora con noi&#8221; delle organizzazioni ambientali come Greenpeace, e iniziative dedicate come Green Jobs &amp; Skills di Ecomondo. A livello europeo, EURES e Green Jobs Tree sono punti di riferimento utili.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Quanto crescerà la domanda di green jobs nei prossimi anni?</strong> La domanda è in forte crescita. Secondo Unioncamere, la richiesta di professionisti con competenze green e digitali in Italia è destinata a salire fino a circa 4 milioni entro il 2029. A livello europeo, le stime dell&#8217;Organizzazione Internazionale del Lavoro parlano di milioni di nuovi impieghi legati agli obiettivi climatici entro il 2030.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Quali competenze sono più richieste per i green jobs?</strong> Le più spendibili sono le competenze tecniche legate a rinnovabili ed efficienza energetica, la conoscenza dei protocolli e delle certificazioni ambientali, e le competenze digitali (progettazione, analisi dati, IoT). La combinazione di competenze &#8220;verdi&#8221; e digitali — le cosiddette transizioni gemelle — è quella che rende un profilo più competitivo.</p>
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<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><em>ATTENZIONE!!! Le informazioni su dati occupazionali, percorsi formativi e risorse contenute in questo articolo hanno finalità orientativa e divulgativa. Per scelte di formazione o carriera, verificate sempre requisiti e condizioni aggiornati presso gli enti e i portali ufficiali indicati.</em></p>
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		<title>Apre in Cina il gigantesco aeroporto internazionale di Pechino-Daxing</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Oct 2019 16:11:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[aeroporto]]></category>
		<category><![CDATA[aeroporto internazionale di Pechino-Daxing]]></category>
		<category><![CDATA[architettura ecocompatibile]]></category>
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		<category><![CDATA[pannelli fotovoltaici]]></category>
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		<category><![CDATA[risparmio energetico]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[terminal]]></category>
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					<description><![CDATA[Zaha Hadid Architects completa l&#8217;aeroporto futuristico a risparmio energetico di Pechino In Cina ha aperto ufficialmente l&#8217;aeroporto internazionale di Pechino-Daxing, un futuristico centro di transito progettato dalla Zaha Hadid Architects con il terminal più grande del mondo – che si estende su 700.000 metri quadrati. Perfettamente integrato nella rete di trasporto in espansione della città, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-38517" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_URG_Aeroporto_Pechino.jpg" alt="" width="809" height="402" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_URG_Aeroporto_Pechino.jpg 809w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_URG_Aeroporto_Pechino-300x149.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_URG_Aeroporto_Pechino-768x382.jpg 768w" sizes="(max-width: 809px) 100vw, 809px" /></p>
<p>Zaha Hadid Architects completa l&#8217;aeroporto futuristico a risparmio energetico di Pechino</p>
<p>  <span id="more-38518"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">In Cina ha aperto ufficialmente l&#8217;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Aeroporto_Internazionale_di_Pechino-Daxing" target="_blank" rel="noopener noreferrer">aeroporto internazionale di Pechino-Daxing</a>, un futuristico centro di transito progettato dalla <a href="https://www.zaha-hadid.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Zaha Hadid Architects</em></a> con il terminal più grande del mondo – che si estende su 700.000 metri quadrati.</p>
<p style="text-align: justify;">Perfettamente integrato nella rete di trasporto in espansione della città, il nuovo aeroporto è definito da incredibili curvature, una fortissima illuminazione diurna interna e sistemi di risparmio energetico, che includono pannelli fotovoltaici e un impianto di raccolta dell&#8217;acqua piovana. Entro il 2025, l&#8217;aeroporto dovrebbe accogliere 72 milioni di viaggiatori ed è previsto per un&#8217;ulteriore espansione per arrivare a poter servire fino a 100 milioni di passeggeri e 4 milioni di tonnellate di merci all&#8217;anno.</p>
<p style="text-align: justify;">Situato a 46 chilometri a sud del centro di Pechino, nel distretto di Daxing, l&#8217;aeroporto internazionale è stato creato per alleviare la congestione nell&#8217;aeroporto già esistente della capitale. L&#8217;aeroporto offre collegamenti diretti con Pechino (incluso un treno espresso di 20 minuti), nonché con la rete ferroviaria nazionale ad alta velocità e i servizi ferroviari locali, per un facile accesso alle regioni. Il terminal presenta un <em>design</em> compatto e radiale per supportare un numero massimo di aeromobili e ridurre al minimo le distanze dal centro dell&#8217;edificio.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel <a href="https://www.zaha-hadid.com/2019/09/26/beijing-daxing-international-airport-inaugurated/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">comunicato stampa</a>, gli architetti hanno spiegato che «facendo eco ai principi dell&#8217;architettura tradizionale cinese, che organizzano spazi interconnessi attorno a un cortile centrale, il <em>design</em> del terminal guida tutti i passeggeri senza soluzione di continuità attraverso le relative zone di partenza, arrivo o trasferimento verso il grande cortile al suo centro».</p>
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		<title>Treni a idrogeno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Nov 2017 16:09:17 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Idrogeno]]></category>
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		<category><![CDATA[treno]]></category>
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					<description><![CDATA[In Germania si costruiranno e metteranno in uso 14 treni a idrogeno entro il 2021 Mentre va avanti il passaggio dai motori diesel all&#8217;energia pulita, la società di ingegneria tedesca e francese Alstom&#160;ha firmato un accordo con la Germania che vedrà la costruzione di una serie di treni a idrogeno che entreranno in servizio a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-35193" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/11/images_treno_idrogeno.png" alt="" width="1045" height="653" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_treno_idrogeno.png 1045w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_treno_idrogeno-300x187.png 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_treno_idrogeno-1024x640.png 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_treno_idrogeno-768x480.png 768w" sizes="(max-width: 1045px) 100vw, 1045px" /></p>
<p>In Germania si costruiranno e metteranno in uso 14 treni a idrogeno entro il 2021</p>
<p>  <span id="more-35194"></span>  </p>
<p>Mentre va avanti il passaggio dai motori diesel all&#8217;energia pulita, la società di ingegneria tedesca e francese <a href="http://www.alstom.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Alstom</a>&nbsp;ha firmato un accordo con la Germania che vedrà la costruzione di una serie di treni a idrogeno che entreranno in servizio a partire dal 2021.</p>
<p>Alstom ha dichiarato che costruirà 14 treni senza emissioni, denominati Coradia iLint, che possono percorrere 1.000 chilometri con su un serbatoio pieno di idrogeno e raggiungere una velocità massima di 140 km / h.</p>
<p>L&#8217;accordo e il successivo annuncio sono arrivati all&#8217;incirca nello stesso periodo in cui si stavano svolgendo discussioni sul cambiamento climatico a Bonn, in Germania. Durante questi colloqui, quasi 200 paesi si sono riuniti nel tentativo di migliorare i loro piani per il cambiamento climatico e sviluppare un accordo globale sul clima.</p>
<p>«Questa giornata rappresenta una vera svolta nel trasporto ferroviario e un grande cambiamento verso un sistema di mobilità pulita», ha dichiarato Gian Luca Erbacci, vicepresidente senior per l&#8217;Europa presso Alstom. «Per la prima volta in tutto il mondo, un treno regionale passeggeri alimentato a idrogeno sostituirà i treni diesel, generando emissioni zero con le stesse prestazioni di un normale treno regionale e un&#8217;autonomia fino a 1.000 km».<br />I veicoli alimentati a idrogeno emettono solo vapori d&#8217;acqua durante il funzionamento, questo li rende un&#8217;alternativa incredibilmente ecologica al diesel, che non produrrà emissioni nocive e non peggiorerà la situazione del riscaldamento globale.</p>
<p>È diventato evidente che le persone vogliono investire nelle celle a combustibile a idrogeno e questo non solo perché i costi sono minori ma anche perché è un approccio meno pericoloso per il nostro ambiente.</p>
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		<title>Una tazzina di caffè nel serbatoio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Nov 2017 13:44:33 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Bus]]></category>
		<category><![CDATA[Bus a caffè]]></category>
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					<description><![CDATA[Esiste un piano per gli autobus di Londra: sostituire il diesel con un biocarburante a base di caffè Nonostante il fatto che gli inglesi preferiscano il tè, i loro autobus si riempiranno di caffè. La start-up inglese Bio-bean, la Shell&#160;e la Argent Energy&#160;hanno unito le forze per riempire gli autobus a due piani di Londra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35159" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/11/images_Bus_a_caffe_Londra.jpg" alt="" width="780" height="439" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Bus_a_caffe_Londra.jpg 780w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Bus_a_caffe_Londra-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Bus_a_caffe_Londra-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 780px) 100vw, 780px" /></p>
<p>Esiste un piano per gli autobus di Londra: sostituire il diesel con un biocarburante a base di caffè</p>
<p>  <span id="more-35160"></span>  </p>
<p>Nonostante il fatto che gli inglesi preferiscano il tè, i loro autobus si riempiranno di caffè. La start-up inglese <a href="http://www.bio-bean.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Bio-bean</a>, la <a href="http://www.shell.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Shell</a>&nbsp;e la <a href="https://argentenergy.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Argent Energy</a>&nbsp;hanno unito le forze per riempire gli autobus a due piani di Londra con un nuovo combustibile innovativo basato sul caffè. La Bio-bean ha già prodotto 6.000 litri di carburante, una quantità in grado di alimentare un autobus cittadino per un anno intero.</p>
<p>La produzione di questo carburante viene raccontata da Bio-bean sul suo sito: l&#8217;azienda raccoglie fondi di caffè ovunque, dai piccoli bar alle catene di Starbucks, dalle università alle fabbriche di caffè istantaneo; li porta nei suoi impianti dove li sottopone a un processo di essiccazione e poi ne estrae questo «petrolio» di caffè. L&#8217;olio estratto successivamente viene miscelato con altri grassi e altri oli per creare il biocarburante «B20», che viene ulteriormente mischiato con il diesel tradizionale.</p>
<p>Questo nuovo preparato offre una riduzione del 10-15% delle emissioni di CO2 rispetto al diesel puro e impedisce il rilascio di qualsiasi metano che si sarebbe verificato se i fondi fossero stati inviati in discarica. Inoltre, il mix di oli non richiede un motore specializzato: può essere utilizzato con qualsiasi bus diesel, rendendo facile il passaggio da un carburante all&#8217;altro.</p>
<p>Secondo le stime di Bio-bean, la Gran Bretagna produce quasi 500.000 tonnellate di caffè all&#8217;anno, sufficienti per alimentare un terzo dell&#8217;intera rete di trasporti di Londra. Al momento, l&#8217;impianto di biogas ha la capacità di riciclare 50.000 tonnellate di fondi all&#8217;anno, ma il fondatore dell&#8217;azienda, Arthur Kay, spera di ridimensionare il progetto. <br />Kay, infatti, ha gli occhi puntati sugli Stati Uniti dove il consumo di caffè è più alto di qualsiasi altra parte del mondo – ci si attesta sulle 400 milioni di tazze al giorno. <br />Chissà cosa riuscirebbe a fare con tutti quei fondi&#8230;</p>
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		<title>Singapore vieta l&#8217;arrivo di nuovi veicoli privati sulle strade</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Nov 2017 11:29:15 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[auto]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità]]></category>
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					<description><![CDATA[Il piano governativo dell&#8217;anno prossimo congela le automobili e fa spazio al trasporto pubblico Singapore, uno dei paesi con la più alta densità di popolazione del mondo, ha annunciato che verrà bloccato il numero delle automobili private che possono circolare sulle strade l&#8217;anno prossimo, mentre verrà aumentato il numero di veicoli utilizzati per il trasporto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35152" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/11/images_Auto_blocco_Singapore.jpg" alt="" width="763" height="509" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Auto_blocco_Singapore.jpg 763w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Auto_blocco_Singapore-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 763px) 100vw, 763px" /></p>
<p>Il piano governativo dell&#8217;anno prossimo congela le automobili e fa spazio al trasporto pubblico</p>
<p>  <span id="more-35153"></span>  </p>
<p>Singapore, uno dei paesi con la più alta densità di popolazione del mondo, ha annunciato che verrà bloccato il numero delle automobili private che possono circolare sulle strade l&#8217;anno prossimo, mentre verrà aumentato il numero di veicoli utilizzati per il trasporto pubblico. Il tasso di crescita di tutte le autovetture e dei motocicli sarà diminuito dall&#8217;attuale 0,25% all&#8217;anno allo zero effettivo a partire da febbraio 2018.&nbsp;</p>
<p>Andando avanti con questa decisione, Singapore, uno dei paesi più ricchi dell&#8217;Asia, sta riuscendo a costruire nuove vittorie sui suoi successi passati. collegati non solo con i limiti di crescita dei veicoli, ma anche con la prevenzione di ingorghi di traffico mostruosi che colpiscono molte altre città della regione.</p>
<p>Singapore, tra l&#8217;altro, è già uno dei posti in cui acquistare un veicolo personale è più esoso, anche a causa del fatto che i proprietari dei veicoli devono acquistare un «certificato di diritto», valido per soli 10 anni, che ha un prezzo medio di più di 30.000 Euro – anche una semplice berlina può arrivare a costare fino a quattro volte di quanto costa da noi. Per questo motivo, a Singapore ci sono solo circa 600.000 automobili private, nonostante una popolazione di oltre 5,5 milioni di persone.</p>
<p>Nel dare l&#8217;annuncio del capitale di crescita, l&#8221;autorità di trasporto locala LTA (<a href="https://www.lta.gov.sg/content/ltaweb/en.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Land Transport Authority</a>) ha dichiarato che più del 12% della superficie del territorio di Singapore è già occupata da strade e che non c&#8217;è molto spazio per l&#8217;espansione dei veicoli privati. Per compensare questo blocco delle auto e la successiva diminuzione del loro numero, il governo di Singapore investirà 24 miliardi di Euro nei prossimi cinque anni per sviluppare e migliorare il suo sistema di trasporto pubblico – ciò include anche la metropolitana che, come molti sistemi ferroviari rapidi nelle grandi città, ha subito dei gravi ritardi.</p>
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		<title>Autobus elettrici in giro per il mondo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Nov 2017 16:08:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[auto elettrica]]></category>
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					<description><![CDATA[I sindaci di 12 città in tutto il mondo hanno firmato impegni per acquistare solo autobus elettrici entro il 2025 Ormai sono molte le persone che guardano al di là dell&#8217;automobile personale, al di là del trasporto individuale, in virtù di un futuro elettrico. È il caso di dodici sindaci – di: Londra, Parigi, Los [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35117" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/11/images_Auto_elettrici.jpg" alt="" width="650" height="347" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Auto_elettrici.jpg 650w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Auto_elettrici-300x160.jpg 300w" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p>
<p>I sindaci di 12 città in tutto il mondo hanno firmato impegni per acquistare solo autobus elettrici entro il 2025</p>
<p>  <span id="more-35118"></span>  </p>
<p>Ormai sono molte le persone che guardano al di là dell&#8217;automobile personale, al di là del trasporto individuale, in virtù di un futuro elettrico. È il caso di dodici sindaci – di: Londra, Parigi, Los Angeles, Copenhagen, Barcellona, Quito, Vancouver, Città del Messico, Milano, Seattle, Auckland e Città del Capo – che si sono impegnati ad acquistare solo autobus elettrici entro il 2025 «per ripulire l&#8217;aria e proteggere i cittadini dalle devastanti conseguenze del cambiamento climatico», ha detto il sindaco di Londra Sadiq Khan.</p>
<p>In realtà, diverse città avevano già intrapreso misure per elettrificare il loro trasporto pubblico – la metro di Los Angeles si era già impegnata ad emissioni zero di transito entro il 2030; inoltre la città ha ritirato il suo ultimo autobus diesel nel 2011 e ha recentemente ordinato veicoli per 95 sostituzioni elettriche.</p>
<p>Di fatto, sostituire gli autobus pubblici convenzionali con modelli elettrici potrebbe avere un impatto molto più significativo sulle emissioni totali rispetto a quello che si potrebbe ottenere sostituendo la maggior parte degli altri veicoli. Gli autobus che sono ancora alimentati dal diesel, oltretutto, producono più anidride carbonica anche rispetto ad altri combustibili, contribuendo in maniera importante al cambiamento climatico globale.</p>
<p>Secondo il <a href="https://www.transportation.gov/r2ze/benefits-zero-emission-buses" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Dipartimento dei Trasporti degli Stati Uniti</a>, sostituire un autobus diesel con uno a zero emissioni è l&#8217;equivalente di eliminare 27 automobili dalla strada.</p>
<p>Il limite sono i prezzi: siccome questi autobus sono molto costosi, i centri urbani hanno questa grande barriera che campeggia tra loro e il passaggio a un&#8217;ampia adozione della tecnologia. Tuttavia, essendo la tecnologia relativamente nuova, la speranza è che molto presto i prezzi comincino a scendere dando la possibilità alle persone, alle città, al mondo di entrare in una nuova era del trasporto pubblico, un&#8217;era molto più pulita della precedente.</p>
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		<title>Hoverbike elettriche per la polizia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Nov 2017 13:01:43 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Dubai]]></category>
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					<description><![CDATA[I poliziotti di Dubai presto potrebbero muoversi «sopra» la città con delle biciclette volanti I futuri pattugliamenti della polizia potrebbero essere condotti in volo, almeno quelli della polizia di Dubai che, a quanto pare, potrebbe sorvolare tra non molto la città a bordo di hoverbike elettriche, ovvero delle biciclette volanti che sembrano grossi droni. Durante [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35081" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/11/images_Dubai-Police-Hoverbike-658x370-44aa73ee5238f420.jpg" alt="" width="658" height="370" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Dubai-Police-Hoverbike-658x370-44aa73ee5238f420.jpg 658w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Dubai-Police-Hoverbike-658x370-44aa73ee5238f420-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 658px) 100vw, 658px" /></p>
<p>I poliziotti di Dubai presto potrebbero muoversi «sopra» la città con delle biciclette volanti</p>
<p>  <span id="more-35082"></span>  </p>
<p>I futuri pattugliamenti della polizia potrebbero essere condotti in volo, almeno quelli della polizia di Dubai che, a quanto pare, potrebbe sorvolare tra non molto la città a bordo di hoverbike elettriche, ovvero delle biciclette volanti che sembrano grossi droni. Durante la settimana della tecnologia (<a href="https://www.gitex.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">GITEX</a>), la polizia di Dubai ha presentato una hoverbike dell&#8217;azienda russa <a href="https://www.hoversurf.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Hoversurf</a>, che può volare a quasi 70 Km/h e a 5 metri da terra, con una possibilità di implementazione del modello Scorpion-3 per rispondere alle emergenze.</p>
<p>Hoversurf Scorpion 3, infatti, è un hoverbike a batteria che ha una durata di circa 25-30 minuti, che può trasportare fino a 300 Kg di peso e che, un giorno, potrebbe davvero permettere ai poliziotti di evitare il traffico durante una circostanza critica.</p>
<p>Hoversurf descrive il suo Scorpion come «un velivolo monoposto che riscopre l&#8217;arte di volare e muoversi, permettendo una soluzione hi-tech basata su un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Quadrirotore" target="_blank" rel="noopener noreferrer">quadrirotore</a>». Le batterie richiedono tre ore per essere caricate, ma potrebbero essere cambiate in modo che la polizia possa continuare i pattugliamenti senza interruzione – a quanto pare la Hoversurf sta già facendo dei test, in questo senso. Oltre alla guida normale, sarà possibile guidare i velivoli anche da remoto.</p>
<p>Qualche giornale ha scritto che si tratta solo di un&#8217;acrobazia pubblicitaria per Dubai, come lo sono stati i <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Jet_pack" target="_blank" rel="noopener noreferrer">jetpack</a>, le moto elettriche dotate di telecamere e i piccoli veicoli autonomi robotizzati che dispongono di software biometrico per la ricerca dei criminali. Staremo a vedere quando e come verranno messe in funzione tutte queste innovazioni.</p>
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		<title>Anche l’aereo diventa elettrico? Per Easyjet decollerà tra 10 anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Sep 2017 08:33:33 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[CO2]]></category>
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					<description><![CDATA[Tra qualche anno per viaggi brevi anche l’aereo potrà dire addio ai combustibili fossili Si parla sempre di più di auto elettrica quando si affronta l’argomento mobilità sostenibile, ma uno dei principali mezzi di trasporto, l’aereo, riuscirà mai ad abbandonare il combustibile fossile? La compagnia inglese Easyjet si è posta il problema e, dopo aver [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34597" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/09/images_aereo_elettrico.jpg" alt="" width="620" height="413" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_aereo_elettrico.jpg 620w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_aereo_elettrico-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></p>
<p>Tra qualche anno per viaggi brevi anche l’aereo potrà dire addio ai combustibili fossili</p>
<p>  <span id="more-34598"></span>  </p>
<p>Si parla sempre di più di <a href="mobilita/auto" target="_blank" rel="noopener noreferrer">auto elettrica </a>quando si affronta l’argomento mobilità sostenibile, ma uno dei principali mezzi di trasporto, l’aereo, riuscirà mai ad abbandonare il combustibile fossile?</p>
<p>La compagnia inglese Easyjet si è posta il problema e, dopo aver siglato un accordo con l&#8217;azienda statunitense Wright Electric per sviluppare un aereo alimentato a batteria, annuncia che in una decina di anni potremmo volare in maniera più pulita.<br />L’opzione elettrica per i velivoli verrà presa in considerazione per le tratte brevi, sotto le 2 ore di viaggio, come Parigi-Londra. <br />Il velivolo elettrico potrà trasportare 120 passeggeri.</p>
<p>Secondo Wright Electric, questi nuovi aerei saranno più silenziosi del 50% rispetto a quelli a reazione e consentiranno un risparmio del 10% sulle spese di acquisto e gestione</p>
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		<title>Trasporto urbano volante? Davvero?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/mobilita/news-mobilita/trasporto-urbano-volante-davvero/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jul 2017 09:12:49 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[auto]]></category>
		<category><![CDATA[Macchine volanti]]></category>
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		<category><![CDATA[veicoli volanti]]></category>
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					<description><![CDATA[Le macchine volanti potrebbero davvero diventare una realtà, ma porterebbero un sacco di problemi che l&#8217;entusiasmo per questa innovazione non fa vedere C&#8217;è molto fermento intorno all&#8217;idea di produrre automobili volanti per i trasporti urbani: taxi (pilotati o autonomi) e veicoli privati che mirano a ridurre i tempi di viaggio e a decongestionare le città: [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34202" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/07/images_Trasporto_urbano_volante.jpg" alt="" width="942" height="527" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_Trasporto_urbano_volante.jpg 942w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_Trasporto_urbano_volante-300x168.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_Trasporto_urbano_volante-768x430.jpg 768w" sizes="(max-width: 942px) 100vw, 942px" /></p>
<p>Le macchine volanti potrebbero davvero diventare una realtà, ma porterebbero un sacco di problemi che l&#8217;entusiasmo per questa innovazione non fa vedere</p>
<p>  <span id="more-34204"></span>  </p>
<p>C&#8217;è molto fermento intorno all&#8217;idea di produrre automobili volanti per i trasporti urbani: taxi (pilotati o autonomi) e veicoli privati che mirano a ridurre i tempi di viaggio e a decongestionare le città: in pratica, droni giganti che ci farebbero volare sopra le strade invece di percorrerle. Infatti, ci sono grandi nomi dell&#8217;industria del trasporto che sono interessati – Uber,&nbsp;Airbus e Toyota, per esempio – e già un gruppo di start-up con prototipi pronti o in cantiere – tra queste: <a href="http://e-volo.com/index.php/en/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">E-volo</a>, <a href="https://www.terrafugia.com/about-terrafugia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Terrafugia</a>, <a href="https://www.aeromobil.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">AeroMobil</a>, <a href="http://www.zee.aero/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Zee.Aero</a> &nbsp;e <a href="http://moller.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Moller International</a>. A Dubai è stato perfino annunciato un servizio di 184 taxi volanti senza conducente che dovrebbe «decollare» già dal mese prossimo.</p>
<p>Eppure, nonostante tutto questo entusiasmo, ci sono delle ragioni per essere scettici.</p>
<p>A partire dal <a href="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/07/www.uber_.com_elevate.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">libro bianco</a>&nbsp;prodotto dalla Uber su questo argomento, in cui si affrontano tutte le tematiche che girano intorno al trasporto urbano volante (dai requisiti per le batterie all&#8217;addestramento dei piloti, dal posizionamento degli snodi per il trasporto alla sicurezza, il rumore e la sostenibilità), Uber stessa ha concluso che le batterie non sono ancora pronte in termini di densità di energia, tempi di carica e ciclo di vita e che i costi sono ancora troppo alti, ma si ritiene che miglioreranno con le economie di scala. Inoltre, si dice che l&#8217;aumento delle tecnologie di pilotaggio faranno diminuire i requisiti che dovranno avere i piloti e che il self-driving farà addirittura eliminare il bisogno dei piloti.</p>
<p>Ecco, il nocciolo del problema è proprio in questo modo di ragionare, praticamente tautologico: questi trasporti saranno economici e sicuri perché sarà inventata una tecnologia che li renderà economici e sicuri.</p>
<p>E le infrastrutture? E l&#8217;impatto sistemico di questi veicoli sul traffico e sullo spazio ambientale nel suo complesso? E i costi per garantire la sicurezza degli aeromobili? Come si ha la sicurezza che dando questa possibilità non si finirà per decongestionare le strade e congestionare il cielo? <br />Insomma, oltre ai progressi tecnologici, ci sono molti altri fattori da valutare prima di gridare al miracolo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Energia: in Italia il gas ha superato il petrolio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jun 2017 09:23:56 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[gas]]></category>
		<category><![CDATA[petrolio]]></category>
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					<description><![CDATA[La dieta energetica del paese cambia, il petrolio arretra L’Italia va a gas, il petrolio non è più la prima fonte energetica del nostro paese. Secondo l’Unione Petrolifera, nel 2016 il gas ha rappresentato il 34,4% della domanda, mente il petrolio si è fermato al 34,2%.Rispetto all’anno precedente il consumo di gas è aumentato del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34064" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/06/images_petrolio_gas_.jpg" alt="" width="700" height="455" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/06/images_petrolio_gas_.jpg 700w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/06/images_petrolio_gas_-300x195.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>La dieta energetica del paese cambia, il petrolio arretra</p>
<p>  <span id="more-34065"></span>  </p>
<p>L’Italia va a gas, il petrolio non è più la prima fonte energetica del nostro paese.</p>
<p>Secondo l’<a href="http://www.unionepetrolifera.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Unione Petrolifera</a>, nel 2016 il gas ha rappresentato il 34,4% della domanda, mente il petrolio si è fermato al 34,2%.<br />Rispetto all’anno precedente il consumo di gas è aumentato del 5% grazie al consumo di 3,4 miliardi di metri cubi in più.<br />Il consumo generale di gas è arrivato a sfiorare i 71 miliardi mi metri cubi, valori analoghi a quelli registrati nel 2001.<br />La domanda di gas è comunque inferire rispetto a quella che si registrò nel 2005, l’anno del picco, quando si consumarono 15 miliardi di metri cubi in più rispetto allo scorso anno.</p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=5243" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ecco si trovano gli impianti di estrazione del petrolio off shore più grandi del mondo.</a></p>
<p>Per quanto riguarda il settore automobilistico, nel 2017 le auto ibride hanno coperto il 2,9% delle nuove immatricolazioni, le elettriche si confermano allo 0,1%, quelle alimentate a GPL e a metano rispettivamente al 6,2% e all’1,5%.</p>
<p>&nbsp;</p>
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