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	<title>Geotermica &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Geotermia contro le tempeste</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Nov 2017 15:42:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geotermica]]></category>
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		<category><![CDATA[energia]]></category>
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					<description><![CDATA[In Texas, dopo l&#8217;uragano, i sistemi geotermici hanno dimostrato la loro resilienza, convincendo una volta di più di quanto possano essere preferibili ad altri sistemi Con il recente uragano Sandy, con il Texas intento nel conto dei danni e con le tempeste potenti che hanno continuato a venire giù, gli architetti, gli ingegneri e i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-34956" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/11/images_casa_geotermico.jpg" alt="" width="665" height="500" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_casa_geotermico.jpg 665w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_casa_geotermico-300x226.jpg 300w" sizes="(max-width: 665px) 100vw, 665px" /></p>
<p>In Texas, dopo l&#8217;uragano, i sistemi geotermici hanno dimostrato la loro resilienza, convincendo una volta di più di quanto possano essere preferibili ad altri sistemi</p>
<p>  <span id="more-34957"></span>  </p>
<p>Con il recente uragano Sandy, con il Texas intento nel conto dei danni e con le tempeste potenti che hanno continuato a venire giù, gli architetti, gli ingegneri e i professionisti di ogni campo hanno presto atto una volta di più del fatto che i sistemi <a href="energia/geotermia" target="_blank" rel="noopener noreferrer">geotermici</a>&nbsp;sono i più resistenti e a prova di tempesta tra i sistemi di climatizzazione e riscaldamento disponibili.</p>
<p>Molti non si rendono conto che con un sistema geotermico si elimina la presenza della torre di raffreddamento, della caldaia e del serbatoio del combustibile associato e che, quindi, fuori dal terreno c&#8217;è ben poco che possa essere danneggiato dagli agenti esterni o da eventi climatici straordinari; quel ben poco che c&#8217;è, inoltre, può essere installato molto in alto su un edificio, allontanandolo dalle zone di alluvione.</p>
<p>La resistenza alla tempesta è una delle tante qualità molto apprezzate degli edifici alimentati con la geometria, ma ce ne sono molto altre: l&#8217;eliminazione del rischio di Legionella nelle torri di raffreddamento, per esempio, o l&#8217;annullamento del rumore esterno e l&#8217;ingombro delle apparecchiature; ma anche la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra sul posto, l&#8217;impressionante durata del sistema e una maggiore efficienza energetica.</p>
<p>Tutti i clienti che comprano o migliorano il proprio sistema di riscaldamento e condizionamento vogliono che esso sia in grado di garantire una lunga durata e una minima spesa di manutenzione: poiché molti dei soldi vengono spesi per le torri di raffreddamento e per le torri esterne, i sistemi geotermici sono la soluzione migliore – inoltre, le torri di raffreddamento sono un rischio per la salute e per la sicurezza umana.</p>
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		<title>Frutta tutto l&#8217;anno in mezzo alla neve: il merito è della geotermia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Nov 2017 14:19:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geotermica]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[agrumi]]></category>
		<category><![CDATA[geotermia]]></category>
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					<description><![CDATA[In Nebraska, una serra alimentata con la geotermia riesce a produrre frutta al costo di un dollaro al giorno Non è facile per gli abitanti del Midwest riuscire a mangiare prodotti locali durante l&#8217;inverno viste le temperature raggiunte nella regione, per questo fa notizia che, grazie al progetto di un ex postino, una comunità del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-34877" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/11/images_cover_e.jpg" alt="" width="794" height="592" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_cover_e.jpg 794w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_cover_e-300x224.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_cover_e-768x573.jpg 768w" sizes="(max-width: 794px) 100vw, 794px" /></p>
<p>In Nebraska, una serra alimentata con la geotermia riesce a produrre frutta al costo di un dollaro al giorno</p>
<p>  <span id="more-34878"></span>  </p>
<p>Non è facile per gli abitanti del Midwest riuscire a mangiare prodotti locali durante l&#8217;inverno viste le temperature raggiunte nella regione, per questo fa notizia che, grazie al progetto di un ex postino, una comunità del Nebraska riesca a mangiare limoni, arance, pompelmi, fichi e uva tutto l&#8217;anno. E non solo, la serra che permette questa magia lo fa pesando con una spesa di un solo dollaro al giorno. Come è possibile? Beh, grazie al riscaldamento geotermico.</p>
<p>Russ Finch, questo il nome del postino, ha chiamato la sua struttura «<a href="http://greenhouseinthesnow.com/index.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Greenhouse in the snow</a>», ovvero serra nella neve. In questo momento, le strutture sono arrivate ad essere 17, ma l&#8217;originale, che è stata costruita più di 20 anni fa, è collegata alla sua casa. Finch ha spiegato di aver usato gli agrumi per dimostrare che le coltivazioni erano possibili e che poi ha proceduto inserendo vari tipi di piante e guardando la loro resistenza. Se vivevano, ok, altrimenti le lasciava perdere: ma il punto è che la maggior parte delle piante ce l&#8217;ha fatta.</p>
<p>Il design è quello di una serra Walipini, ovvero una serra sotterranea, il cui pavimento è 4 metri al di sotto della superficie del terreno. Inoltre il tetto è inclinato verso sud per catturare i raggi del sole. Durante la giornata, le temperature nella serra riescono a raggiungere i 27°C; di notte ci pensa la geotermia a combattere il freddo. <br />È proprio perché la serra non dipende dai combustibili fossili che i costi energetici sono diventati così bassi: una cosa davvero molto insolita che permette all&#8217;agricoltore di crescere qualche centinaio di chili di frutta che vende a un mercato locale. La sua attività principale, però, non è la vendita al dettaglio, ma la vendita delle «Greenhouse» che Finch costruisce per 22.000 dollari.</p>
<p>E fa bene! Se aumentassero le strutture di questo tipo, infatti, le emissioni di carbonio causate dal trasporto di frutta e verdura in tutto il paese sarebbero ridotte, con un beneficio non solo sull&#8217;ambiente ma anche sulla salute delle persone, dato che il cibo fresco, coltivato organicamente, contiene più nutrienti e mantiene più sapore.</p>
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		<title>La situazione geotermica in Messico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jan 2016 08:45:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geotermica]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[geotermia]]></category>
		<category><![CDATA[messico]]></category>
		<category><![CDATA[Messico geotermia]]></category>
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					<description><![CDATA[Storengy e Reykjavik Geothermal iniziano gli studi per aiutare lo sviluppo dei progetti messicani di geotermia   Il gruppo francese Engie ha annunciato che la società Storengy, sua consociata e interamente controllata, lavorerà con la società islandese Reykjavik Geothermal per studiare la situazione geotermica in Messico e scovare opportunità energetiche. In seguito alla firma di un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-30364" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/01/images_igallery_resized_ambientetest_pyramid_1093924_960_720-17464-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p dir="ltr">Storengy e Reykjavik Geothermal iniziano gli studi per aiutare lo sviluppo dei progetti messicani di geotermia</p>
<p>  <span id="more-30365"></span>  </p>
<p> </p>
<p dir="ltr">Il gruppo francese <a href="http://www.engie.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Engie</a> ha annunciato che la società <a href="https://www.storengy.com/en/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Storengy</a>, sua consociata e interamente controllata, lavorerà con la società islandese <a href="(http:/www.reykjavikgeothermal.com/">Reykjavik Geothermal </a><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">per studiare la situazione geotermica in Messico e scovare opportunità energetiche. In seguito alla firma di un accordo di cooperazione tra l&#8217;Islanda e i cluster geotermici francesi, le due aziende hanno avviato un programma di cooperazione per applicare e sviluppare licenze di esplorazione geotermica e concessioni in Messico. Engie ha spiegato che l&#8217;energia geotermica è il core business della Reykjavik Geothermal, ma anche la componente essenziale della transizione energetica della quale la società francese intende essere un giocatore chiave.</span></p>
<p dir="ltr">Tutto questo è stato possibile grazie alla riforma energetica avviata dal presidente messicano Enrique Peña Nieto, che offre la possibilità di entrare nel mercato della produzione di energia anche al settore privato. Attualmente, l&#8217;energia geotermica, in Messico, copre 823 MW, praticamente l&#8217;1,3% della capacità elettrica installata nel Paese: solo il 6,5% del potenziale geotermico totale stimato – che corrisponde a 13,4 GW. Il Messico prevede di raggiungere almeno 4,5 GW nel 2030.</p>
<p dir="ltr">Engie ha promesso che la sua alleanza con la Reykjavik Geothermal faciliterà il raggiungimento di questo obiettivo. La scelta di «aiutare» il Messico è data dal fatto che entrambe le aziende sono energicamente presenti nel Paese.</p>
<p dir="ltr">Engie, con un organico di oltre 2.300 dipendenti, è uno dei più grandi operatori privati di distribuzione di gas, in Messico, e si piazza al numero due come distributore di gas naturale. Il gruppo si occupa sia di produzione di energia che di cogenerazione, ma è attivo anche nella distribuzione del gas, dei trasporti e dei servizi energetici.</p>
<p> </p>
<p dir="ltr">Reykjavik Geothermal, invece, ha iniziato ad occuparsi attivamente di energia geotermica in Messico dal 2011, con la partecipazione al progetto Ceboruco nello stato di Nayarit. La società, insieme ai suoi partner, ha vinto uno dei primi permessi di ricerca geotermica assegnati a privati da <a href="http://www.sener.es/inicio/es" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sener</a> nella regione del vulcano Ceboruco (la messa in funzione della prima centrale elettrica a Ceboruco avverrà nel 2018).</p>
<p>EC</p>
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		<title>Geotermia: non solo energia pulita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2015 13:07:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geotermica]]></category>
		<category><![CDATA[benefici a cascata geotermia]]></category>
		<category><![CDATA[benefici geotermia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia pulita]]></category>
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					<description><![CDATA[Non solo energia, ma fonte di benefici a cascata: scopriamo tutti i vantaggi della geotermia   Geotermia: non solo come fonte di energia pulita, ma anche come fonte di benefici a cascata per i Paesi in Via di Sviluppo. La geotermia può essere applicata nel campo dell&#8217;essiccazione del cibo, della pastorizzazione del latte, della sterilizzazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-25232" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/04/images_igallery_resized_ambientetest_images__2_-14862-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm; orphans: 1;" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Non solo energia, ma fonte di benefici a cascata: scopriamo tutti i vantaggi della geotermia</span></span></p>
<p>  <span id="more-25233"></span>  </p>
<p style="margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm; orphans: 1;" align="LEFT"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm; orphans: 1;" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><a href="energia/geotermia" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Geotermia</a>: non solo come fonte di energia pulita, ma anche come fonte di benefici a cascata per i Paesi in Via di Sviluppo. La geotermia può essere applicata nel campo dell&#8217;essiccazione del cibo, della pastorizzazione del latte, della sterilizzazione di prodotti e strumenti. Lo afferma un nuovo rapporto della Fao (&#8216;Uses of geothermal energy in food and agriculture&#8217;), in cui si mette in risalto le &#8216;opportunità nell&#8217;energia geotermica&#8217; per questi Paesi esplorando &#8216;i possibili usi del calore naturale nella produzione e nella lavorazione del cibo&#8217;.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm; orphans: 1;" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Grazie all&#8217;<a href="energia/geotermia" target="_blank" rel="noopener noreferrer">energia</a> geotermica, è possibile incrementare &#8216;la sicurezza alimentare&#8217; dei paesi in via di sviluppo: l&#8217;essiccazione, infatti, può prolungare &#8216;la durata di conservazione di cibi nutritivi quali il pesce e i vegetali, e renderli disponibili tutto l&#8217;anno, anche in tempi di siccità&#8217;.</span></span></p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm; orphans: 1;" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Quali i paesi che potrebbero beneficiarne? Il Messico, l&#8217;Indonesia, le Filippine e vari paesi lungo la Costa Pacifica dell&#8217;America meridionale, ma anche l&#8217;Etiopia e il Kenya nella Valle del Rift in Africa, e le economie in transizione dell&#8217;Europa dell&#8217;est. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm; orphans: 1;" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">gc</span></span></p>
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		<item>
		<title>Quale futuro se si investe sulla geotermia?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/energia/geotermica/quale-futuro-se-si-investe-sulla-geotermia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2015 06:19:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geotermica]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia geotermica]]></category>
		<category><![CDATA[geotermia]]></category>
		<category><![CDATA[geotermia e lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[Geotermia come opportunità di crescita e sviluppo, verso una società low carborn. Prospettive occupazionali per 30.000 lavoratori     Geotermia e futuro: dell’ambiente, dell’uomo e dell’Italia. E’ di tutto questo che si è discusso al convegno ‘Speciale geotermia, il futuro a emissioni zero è già qui”, promosso  da Legambiente e Kyoto Club. I partecipanti si [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-25036" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/04/images_igallery_resized_ambientetest_images-14764-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="EN-US">Geotermia come opportunità di crescita e sviluppo, verso una società low carborn. Prospettive occupazionali per 30.000 lavoratori</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="EN-US"> </span></p>
<p>  <span id="more-25037"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal"><span lang="EN-US"><a href="https://www.ecoseven.net//?p=18546" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Geotermia</a> e futuro: dell’ambiente, dell’uomo e dell’Italia. E’ di tutto questo che si è discusso al convegno ‘Speciale geotermia, il futuro a emissioni zero è già qui”, promosso  da Legambiente e Kyoto Club. I partecipanti si sono chiesti se la normativa che disciplina la produzione di energia da fonte rinnovabile, e geotermica in particolare, sia in grado di tenere il passo dell’innovazione tecnologica. Se le imprese hanno messo in campo modalità di relazione e coinvolgimento con i territori. Se associazioni e cittadini sono realmente disponibili al confronto.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="EN-US">Il dibattito è stato animato da rappresentanti autorevoli delle imprese, delle istituzioni e delle associazioni ambientaliste, tra cui il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, Ermete Realacci (Commissione Ambiente Camera) e Franco Terlizzese (MISE).</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="EN-US">Sotto la spinta della crisi e della necessità di individuare fonti di energia più economiche e sostenibili, l’innovazione tecnologica ha cambiato radicalmente il volto della geotermia. A livello globale il cambiamento si è già consumato e anche in Italia la geotermia di nuova generazione è pronta a spostare l’ago della bilancia del nostro energy-mix verso soluzioni rinnovabili, efficienti e distribuite.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="EN-US">Queste alcune cifre-chiave del comparto geotermico, in Italia e nel mondo:</span></p>
<ul style="margin-top: 0cm;" type="disc">
<li class="MsoNormal"><span lang="EN-US">3.000: gli occupati attuali nel comparto dell’energia geotermica in Italia (indotto escluso). Le imprese del settore sarebbero in grado di dare lavoro a 30.000 addetti, qualora le condizioni di mercato e normative consentissero di sfruttare appieno il potenziale esistente;</span></li>
<li class="MsoNormal"><span lang="EN-US">6.000 GWh: l’<a href="https://www.ecoseven.net//?p=6" target="_blank" rel="noopener noreferrer">energia</a> prodotta in Italia da fonte geotermica, attraverso gli impianti di vecchia generazione (alta entalpia) situati in Toscana. Malgrado l’impiego di questa tecnologia ormai superata per efficienza e impatto ambientale, l’Italia è ancora il primo produttore europeo di elettricità da geotermia;</span></li>
<li class="MsoNormal"><span lang="EN-US">500 MWh<a name="_GoBack"></a>: l’energia prodotta in Italia da fonte geotermica a media entalpia;</span></li>
<li class="MsoNormal"><span lang="EN-US">1,2 milioni: i dispositivi per la produzione di energia da fonte geotermica a bassa entalpia, già presenti in Europa, pari ad una potenza installata di circa 15.000 MW (rapporto JRC);</span></li>
<li class="MsoNormal"><span lang="EN-US">114,4 milioni: i barili di petrolio (17,2  milioni di tonnellate di greggio) equivalenti all’energia geotermoelettrica totale, prodotta nel mondo nel 2010;</span></li>
</ul>
<p class="MsoNormal"><span lang="EN-US">“In pochi, anni fa, avrebbero ritenuto possibile che oltre un terzo dell’energia elettrica prodotta in Italia fosse da fonti rinnovabili. E ancora due anni fa, molti ritenevano necessaria la megacentrale a carbone di Porto Tolle” – commenta Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera – “ Oggi, il nuovo a.d. dell’Enel ha abbandonato quel progetto e annunciato la chiusura di altre 22 centrali vecchie, inefficienti e inquinanti. La sfida di un futuro rinnovabile non può fare a meno dalla geotermia e in particolare non può prescindere dalle opportunità che arrivano dalla geotermia a bassa e media entalpia. Tecnologie più evolute, trasparenza, certezza delle procedure e dei tempi, impianti di piccole e medie dimensioni diffusi su scala territoriale sono una componente essenziale di questa sfida”.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="EN-US">“La geotermia rappresenta una opportunità reale di sviluppo economico sostenibile per il Paese” – sottolinea Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club – “Per concretizzare questa prospettiva, è importante che tutti facciano la propria parte: le imprese nell’operare in maniera responsabile e partecipata rispetto ai territori, i cittadini nell’accettare la sfida del dialogo. E la politica, a cui spetta la definizione di un quadro normativo semplificato e favorevole allo sviluppo di una economia energetica sostenibile”.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="EN-US">“L’innovazione energetica sta procedendo velocemente anche in un settore ‘storico’ delle fonti rinnovabili, come quello della geotermia. Abbiamo l’opportunità di produrre energia pulita da risorse geotermiche a profondità e temperature inferiori rispetto al passato (media e bassa entalpia), attraverso impianti più piccoli, che meglio si possono integrare rispetto ai delicati equilibri del sottosuolo” – aggiunge Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente – “Per rendere possibile questa prospettiva occorre alzare il livello del confronto sulle tecnologie e nei territori, ma anche introdurre procedure trasparenti e efficaci di valutazione che sono nell&#8217;interesse delle comunità e possono consentire di accelerare nella direzione di un sistema energetico sempre più distribuito e a emissioni zero di gas serra”.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="EN-US">In Italia sono in corso di sviluppo 10 progetti pilota per lo sviluppo di impianti geotermici a media entalpia di piccola taglia: dal successo di queste sperimentazioni – che metteranno in moto investimenti privati per circa 400 milioni di euro – dipende la possibilità di rimettere in carreggiata il nostro paese rispetto alle best practice internazionali in fatto di geotermia di nuova generazione.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="EN-US">Tra i progetti più interessanti in fase avanzata di autorizzazione, figura la piattaforma tecnologica proposta da ITW LKW Geotermia Italia, che realizzerà un impianto sperimentale di 5MW a Castel Giorgio (Terni).</span></p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal"><span lang="EN-US">“Grazie ad un sistema chiuso a ciclo binario che esclude il rilascio di emissioni in atmosfera, trasformeremo in energia elettrica i fluidi geotermici ad una profondità di circa 1.000 mt, producendo 40 GWh/anno di energia ‘verde’ da fonte rinnovabile, piuttosto che da combustibile fossile” – commenta Diego Righini, di ITW LKW Geotermia Italia – “Siamo entusiasti di poter contribuire, attraverso questo progetto sperimentale, alla sviluppo della ‘nuova’ geotermia, che il governo ha recentemente riconosciuto come fonte strategica di interesse nazionale. Pensiamo che un movimento di ‘industrializzazione ecologica’ possa prendere le mosse da qui”.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="EN-US">gc </span></p>
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		<title>Energia pulita: a Milano un impianto geotermico per il museo dei bambini</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jun 2014 14:26:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un impianto geotermico per la generazione di aria calda e fredda, e&#8217; stato recentemente installato presso la sede della fondazione Muba &#8211; Museo dei Bambini a Milano Un impianto geotermico per la generazione di aria calda e fredda, è stato recentemente installato presso la sede della fondazione Muba &#8211; Museo dei Bambini, a Milano. Si [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-18545" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/06/images_igallery_resized_energia_geotermia.museo_.bambini.milano-11494-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Un impianto geotermico per la generazione di aria calda e fredda, e&#8217; stato recentemente installato presso la sede della fondazione Muba &#8211; Museo dei Bambini a Milano</p>
<p>  <span id="more-18546"></span>  </p>
<p><span style="line-height: 1.3em;">Un <strong>impianto geotermico</strong> per la generazione di <strong>aria</strong> calda e fredda, è stato recentemente installato presso la sede della fondazione <a href="http://www.muba.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Muba</a> &#8211; Museo dei Bambini, a Milano. Si tratta di un impianto che punta a diminuire i costi energetici di riscaldamento e a ridurre l&#8217;impatto ambientale dell’edificio, sfruttando la falda acquifera che scorre sotto la città. </span></p>
<p>In pratica, il nuovo <strong>impianto</strong> a ‘bassa entalpia’, sfrutta la condizione termica costante del terreno negli strati più superficiali fino ad una profondità di circa 100 metri. Questa proprietà del sottosuolo consente di trasformare il <a href="https://www.ecoseven.net//?p=14904" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>calore</strong></a> e di utilizzarlo come sorgente di riscaldamento in inverno e di condizionamento in estate, attraverso lo scambio termico. L’<strong>acqua</strong> sotterranea utilizzata, ovviamente, non subisce alterazioni chimiche e viene restituita a pochi gradi di differenza a valle. </p>
<p>L’<strong>impianto geotermico</strong>, installato dalla Esco italiana ‘Siram&#8217;, consente quindi alla Museo dei bambini di risparmiare economicamente, visto che l’<strong>acqua</strong> utilizzata per il sistema di riscaldamento viene raccolta dalla falda e non dalla rete idrica comunale. </p>
<p>L&#8217;<strong>impianto geotermico</strong> realizzato presso il Muba, ha inoltre il vantaggio di utilizzare l’<a href="https://www.ecoseven.net//?p=14073" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>acqua</strong></a> (durante tutto l&#8217;anno) a temperature quasi costanti, e particolarmente favorevoli al funzionamento delle pompe di <strong>calore</strong>, in modo da consentire i migliori valori di efficienza energetica.</p>
<p>(ml)</p>
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		<title>La regione Toscana punta alla geotermia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 May 2013 12:27:04 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[geotermia Toscana]]></category>
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					<description><![CDATA[La regione Toscana ed Enel hanno sottoscritto un nuovo Protocollo d’intesa su green economy e geotermia   Il Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, e l’Amministratore delegato e Direttore generale di Enel, Fulvio Conti, hanno sottoscritto questa mattina, presso la sede della Regione a Firenze, un nuovo Protocollo d’intesa che prende spunto dagli sviluppi della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-11842" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/05/images_igallery_resized_ambientetest_geotermia_01-7901-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="111" /></p>
<p class="MsoNormal">La regione Toscana ed Enel hanno sottoscritto un nuovo Protocollo d’intesa su green economy e geotermia</p>
<p>  <span id="more-11843"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal"><span style="line-height: 1.3em;">Il Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, e l’Amministratore delegato e Direttore generale di Enel, Fulvio Conti, hanno sottoscritto questa mattina, presso la sede della Regione a Firenze, un nuovo Protocollo d’intesa che prende spunto dagli sviluppi della geotermia in Toscana per affrontare i temi della green economy e della riduzione dei costi dell&#8217;energia.</span><span style="line-height: 1.3em;"> </span></p>
<p class="MsoNormal">Il documento firmato oggi, che fa seguito all’Accordo Generale sulla <a href="https://www.ecoseven.net//?p=6781"><strong>geotermia</strong></a> del 20 dicembre 2007 e all’Accordo Attuativo del 20 aprile 2009, costituisce un importante passo in avanti per favorire la crescita sociale ed economica dei territori geotermici, sia dell’area tradizionale di Larderello, che di quella amiatina dove, con la nuova centrale di  Bagnore 4, verrà completato il programma di 112 megawatt di nuova potenza prefigurato dall&#8217;Accordo del 2007.</p>
<p class="MsoNormal">Il Protocollo guarda, con particolare attenzione, agli altri usi della <a href="energia/geotermia"><strong>geotermia</strong></a> legati all’utilizzo del calore, per sostenere la nascita di un vero e proprio indotto nel settore termico, con l’opportunità di nuovi insediamenti produttivi nelle aree geotermiche. Rispetto ai già vantaggiosi costi del calore esistenti, Enel Green Power si impegna a ridurre ulteriormente, fino al 20%, il prezzo di cessione del calore e a mettere a disposizione il proprio know how specifico in questa materia.</p>
<p class="MsoNormal">Attualmente, sono cinque i Comuni teleriscaldati (Pomarance, Castelnuovo Val di Cecina, Monterotondo Marittimo, Santa Fiora e Monteverdi Marittimo) e oltre 250 mila i metri quadrati di serre, caseifici e salumifici che utilizzano il calore geotermico per lo svolgimento dell’attività industriale. Il supporto tecnologico di Enel Green Power per lo sviluppo di analoghe iniziative potrà comportare l’impiego di oltre un milione di euro nel prossimo triennio, attraendo imprese e favorendo lo sviluppo di una green economy connessa all&#8217;uso intelligente del calore della terra.</p>
<p class="MsoNormal">Il Protocollo odierno sancisce inoltre il comune impegno per lo sviluppo della ricerca scientifica e dell’alta formazione nel campo dell’innovazione tecnologica nel settore geotermico sia termico, sia elettrico. In particolare, è prevista la creazione di un polo territoriale delle energie geotermiche che, avvalendosi degli Enti locali geotermici e delle realtà già operanti quali il Cosvig (Consorzio Sviluppo Aree geotermiche), il Centro Ricerca Enel, le Università, l’Irpet e il Distretto tecnologico regionale delle energie rinnovabili, trasferisca know how e attivi progetti di ricerca e di alta specializzazione finalizzati alla creazione di Centri di Competenza, sia nei territori geotermici che nell’area sperimentale Enel di Livorno.</p>
<p class="MsoNormal">L’accordo ribadisce anche la volontà di promuovere sinergie per l’utilizzo delle tecnologie per la media o bassa entalpia in campo geotermico, laddove vengano trovati fluidi geotermici tra i 120 e i 150 C° che consentano l’applicazione del ciclo binario o di processi innovativi dal punto di vista tecnologico.<span style="line-height: 1.3em;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><strong>Enel Green Power</strong>, di concerto con le Istituzioni, ha promosso incontri con l’imprenditoria locale per favorire la nascita di un distretto industriale a supporto di questa fonte rinnovabile. Un’attenzione particolare è infatti riservata all’aspetto occupazionale e degli investimenti: la centrale geotermica di Bagnore 4 mobiliterà circa 120 milioni di euro, di cui oltre il 40% avrà una ricaduta locale, con un importante indotto diretto e indiretto. La centrale di Bagnore 4 produrrà 310 milioni di Kwh annui e soddisferà il consumo elettrico di circa 125.000 famiglie toscane.<span style="line-height: 1.3em;"> </span></p>
<p class="MsoNormal">Dal consolidamento della partnership tra la Regione e il Gruppo Enel potranno nascere ulteriori sviluppi anche sui temi della mobilità elettrica e delle smart grids &#8211; oggetto di sperimentazioni già in atto presso il Centro Ricerca Enel di Pisa &#8211; e della produzione energetica da fonti rinnovabili a filiera corta, come le biomasse anche integrate alla geotermia.</p>
<p class="MsoNormal">‘Questo protocollo d&#8217;intesa – ha dichiarato il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi &#8211; non è un punto di arrivo, ma lo start up della collaborazione con Enel a 360 gradi per lo sviluppo della ricerca, dell&#8217;imprenditoria e dell&#8217;occupazione di qualità a partire da territori che da tanti anni forniscono il calore per la produzione di energia elettrica. Vogliamo per prima cosa ridurre al minimo gli impatti ambientali attraverso nuove tecnologie capaci di unire efficienza produttiva e tutela ambientale. Allo stesso tempo vogliamo diversificare l&#8217;uso della geotermia guardando alla cosiddetta filiera del calore di cui parlerà più approfonditamente il prossimo Piano Energia. Basta con l&#8217;essere contro la geotermia. E&#8217; una ricchezza del nostro territorio, vediamo di farne un elemento di crescita e sviluppo per tutti noi così come succede in altri posti del mondo’.<span style="line-height: 1.3em;"> </span></p>
<p class="MsoNormal">‘Quest’anno la Toscana festeggia i 100 anni di vita della produzione industriale di elettricità dalla geotermia, un primato mondiale che pone il territorio ed Enel in una posizione di eccellenza tecnologica – ha dichiarato l’Amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti &#8211; Grazie anche alla proficua collaborazione con il Gruppo Enel, infatti, questo primato si è consolidato in competenze tecnologiche e scientifiche, facendo della geotermia toscana una storia di successo tutta italiana che abbiamo contribuito ad esportare nel mondo. Ancora oggi questa fonte antica, ma sempre capace di rinnovarsi, rappresenta per questa Regione un volano concreto di sviluppo economico e sociale perché è in grado di promuovere investimenti, assicurare occupazione, qualificare imprese, favorendo sempre la sostenibilità ambientale. Come Gruppo Enel abbiamo investito in Toscana, solo negli ultimi 10 anni, poco meno di 3 miliardi di euro, dando lavoro stabilmente a 3200 persone. Contiamo ora di investire, sino al 2017, oltre 850 milioni’.</p>
<p class="MsoNormal">Enel, con <strong>Enel Green Power</strong>, è leader mondiale nell’energia geotermoelettrica, con una esperienza ormai centenaria in Toscana dove, nel 1904 il Principe Ginori-Conti riuscì a trasformare la forza del vapore in energia elettrica accendendo cinque lampadine. Nove anni dopo, nel 1913, entrò in esercizio la prima centrale geotermica a Larderello dove oggi la società di Enel per le fonti rinnovabili gestisce uno dei più grandi complessi geotermici del mondo con 34 impianti per circa 720 MW netti che producono oltre 5 miliardi di kWh l’anno, pari al 26% del fabbisogno regionale e al consumo medio annuo di circa 2 milioni di famiglie italiane, con un risparmio di 1,1 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (TEP). EGP inoltre fornisce calore per riscaldare più di 8.700 utenze domestiche e commerciali e circa 25 ettari di serre.</p>
<p class="MsoNormal"> </p>
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		<title>Geotermia, realizzata la prima mappa dei siti del Sud Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jun 2012 09:25:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una mappa censisce 23 siti di interesse geotermico in Puglia, Calabria, Campania e Sicilia, con lo scopo di ampliare e sfruttare il potenziale geotermico di queste regioni&#160; Il potenziale geotermico italiano è veramente alto e se sfruttato potrebbe portare a 10 mld di risparmi sulla bolletta elettrica. Non poco, in tempo di crisi economica. Le [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-6780" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/06/images_igallery_resized_energia_geotermia16-4957-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Una mappa censisce 23 siti di interesse geotermico in Puglia, Calabria, Campania e Sicilia, con lo scopo di ampliare e sfruttare il potenziale geotermico di queste regioni&nbsp;</p>
<p>  <span id="more-6781"></span>  </p>
<p>Il <strong><a href="http://energia.ecoseven.net/geotermia/in-america-l-energia-geotermica-si-produrra-anche-dall-estrazione-di-petrolio-e-gas" target="_blank" rel="noopener noreferrer">potenziale geotermico</a> italiano</strong> è veramente alto e se sfruttato potrebbe portare a 10 mld di risparmi sulla bolletta elettrica. Non poco, in tempo di crisi economica. Le fonti di energia rinnovabile sono amiche dell’ambiente e del portafoglio. Lo hanno ben compreso sia il Cnr sia il Ministero dello Sviluppo economico, che hanno avviato il <strong>progetto Vigor</strong> (Valutazione del potenziale Geotermico delle Regioni della convergenza) e tracciato una mappa dei siti di interesse geotermico di Campania, Calabria, Puglia e Sicilia.&nbsp;</p>
<p>La prima mappa dei<strong> siti di interesse geotermico</strong> censisce, nell&#8217;ambito del <strong>progetto Vigor</strong>, &nbsp;23 siti totali, che potranno essere sfruttati per ampliare il potenziale utilizzabile di geotermia sul territorio di Campania, Calabria, Puglia e Sicilia, tenendo conto delle specifiche condizioni ambientali.</p>
<p>Nella <strong><a href="http://energia.ecoseven.net/geotermia/energia-per-il-cnr-l-italia-deve-puntare-sulla-geotermia" target="_blank" rel="noopener noreferrer">mappa geotermica</a></strong> sono censiti sia i siti dove sono presenti sorgenti d’acqua idrotermale sia siti che potenzialmente si possono utilizzare per il &#8216;<strong>geoscambio</strong>&#8216;, ossia, l&#8217;energia che si può scambiare con la Terra, immagazzinando l’aria calda dell’estate nei primi metri del suolo, per poi riutilizzarla di inverno per il riscaldamento.&nbsp;</p>
<div>(gc)</div>
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		<title>Energia, con la geotermia si risparmierebbero 10 mld sulla bolletta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jun 2012 14:22:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il potenziale dell’energia geotermica e’ veramente alto: sfruttare le fonti geologiche di calore potrerebbe 10 miliardi di risparmi in bolletta Grazie allo sviluppo della geotermia, la risorsa energetica rinnovabile che sfrutta fonti geologiche di calore, potrebbero arrivare risparmi per 10 miliardi di euro sulla bolletta petrolifera italiana. Lo scenario non è visionario, ma reale. In [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-6750" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/06/images_igallery_resized_energia_geotermica1-4940-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Il potenziale dell’energia geotermica e’ veramente alto: sfruttare le fonti geologiche di calore potrerebbe 10 miliardi di risparmi in bolletta</p>
<p>  <span id="more-6751"></span>  </p>
<p>Grazie allo sviluppo della<strong><a href="http://energia.ecoseven.net/geotermia/energia-per-il-cnr-l-italia-deve-puntare-sulla-geotermia" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> geotermia</a></strong>, la <strong>risorsa energetica rinnovabile</strong> che sfrutta fonti geologiche di calore, potrebbero arrivare risparmi per 10 miliardi di euro sulla bolletta petrolifera italiana. Lo scenario non è visionario, ma reale. In Italia, infatti, la geotermia conta risorse per 500 Mtep (milioni tonnellate equivalenti petrolio), pari a 2,5 volte i consumi annui nazionali di eletricità, che amontano a 185 Mtep. Il potenziale c’è, eppure di questa fonte rinnovabile ne usiamo appena il 3%, coprendo solo il 7% dei consumi annuali.&nbsp;</p>
<p>Ad affermare che grazie allo <strong>sviluppo della <a href="http://energia.ecoseven.net/geotermia/le-isole-eolie-protagoniste-di-una-rivoluzione-energetica-del-mare" target="_blank" rel="noopener noreferrer">geotermia</a></strong> si potrebbe risparmiare così tanto sono i dati emersi durante la tavola rotonda &nbsp;‘Possibile contributo della geotermia di alta temperatura per la produzione di energia elettrica in Italia, fino al 2050, con l&#8217;uso di tecnologie alternative’, promosso a Roma.</p>
<p>Sfruttando la <strong><a href="http://energia.ecoseven.net/geotermia/in-america-l-energia-geotermica-si-produrra-anche-dall-estrazione-di-petrolio-e-gas" target="_blank" rel="noopener noreferrer">geotermia</a></strong>, il nostro Paese potrebbe davvero aprire scenari energetici importanti: essa è tra le risorse rinnovabili la sola che presenta caratteristiche di continuità assoluta e che ha un potenziale enorme in Italia. La produzione di <strong><a href="http://energia.ecoseven.net/news-energia/terremoto-sospeso-il-pagamento-delle-bollette-di-luce-gas-ed-acqua" target="_blank" rel="noopener noreferrer">energia elettrica</a></strong> da fonte geotermica è stata avviata in Italia, primo Paese al mondo, fin dagli inizi del &#8216;900, ma ancora è poco sfruttata. Fino ad oggi il geotermico di alta temperatura viene utilizzato, come anche negli altri Paesi geotermici del mondo, limitatamente ai sistemi idrotermali, che sono scarsamente diffusi, per le loro peculiari condizioni geomorfologiche.&nbsp;</p>
<div>(gc)</div>
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		<title>Rinnovabili, il moto ondoso dell&#8217;Adriatico favorira&#8217; lo sviluppo di energia pulita</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Feb 2012 13:33:09 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[eolico offshore]]></category>
		<category><![CDATA[moto ondoso del Mare Adriatico]]></category>
		<category><![CDATA[rinnovabili]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Mare Adriatico potrebbe diventare nei prossimi 90 anni la culla delle energie rinnovabili, sono stati studiati infatti i moti ondosi dei prossimi decennni. Sono stati calcolati i venti futuri con formule matematiche Alcuni studiosi dell’Istituto di Scienze Marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Venezia) hanno recentemente raggiunto un importante obiettivo scientifico che potrebbe influenzare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-962" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/03/images_igallery_resized_energia_energia-delle-maree-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Il Mare Adriatico potrebbe diventare nei prossimi 90 anni la culla delle energie rinnovabili, sono stati studiati infatti i moti ondosi dei prossimi decennni. Sono stati calcolati i venti futuri con formule matematiche <span id="more-5246"></span> </p>
<p>Alcuni studiosi dell’Istituto di Scienze Marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Venezia) hanno recentemente raggiunto un importante obiettivo scientifico che potrebbe influenzare notevolmente le strategie legate alla produzione di energie rinnovabili del nostro Paese nei prossimi decenni. Nel lavoro vengono infatti “anticipate” le onde che dovrebbero verificarsi all’interno del mare Adriatico nel periodo 2070-2100.</p>
<p>Per raggiungere questo obiettivo, i ricercatori del CNR hanno utilizzato un modello matematico in grado di prevedere il moto ondoso che verrà stimolato dai venti “futuri”, rappresentati a loro volta da un complesso sistema climatico ad alta risoluzione.</p>
<p>Dopo aver “avvalorato” i risultati ottenuti da questo strumento di previsione numerica (attraverso un delicato confronto con i dati riferiti allo stato dell’Adriatico tra il 1965 e il 1994) gli studiosi veneziani sono riusciti, tra l’altro, a concludere che l’altezza media delle onde nell’Adriatico tra il 2070-2100 sarà inferiore di circa il 5-10% rispetto a quella attuale.</p>
<p>Un dato questo, apparentemente insignificante ma che, nel dettaglio, potrebbe fornire ai centri di ricerca e ai futuri investitori, indicazioni utili su dove posizionare e rendere più efficienti i parchi eolici offshore del futuro.</p>
<p>(ML)</p>
]]></content:encoded>
					
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