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	<title>News &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Capi bianchi ingialliti &#8211; Come rimediare?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 11:59:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[capi ingialliti]]></category>
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					<description><![CDATA[Stendere il bucato al sole è un gesto naturale e a impatto zero, ma con i capi bianchi ingialliti possono svelare una sorpresa sgradevole: invece di splendere, la maglietta o la camicia tornano dal filo con un&#8217;antipatica sfumatura giallastra. È un problema tipicamente estivo, quando il sole è più intenso e si stende all&#8217;aperto più [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-319695 size-large" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/04/Capi-ingialliti-dal-sole-1024x683.webp" alt="capi bianchi ingialliti" width="1024" height="683" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/04/Capi-ingialliti-dal-sole-1024x683.webp 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/04/Capi-ingialliti-dal-sole-300x200.webp 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/04/Capi-ingialliti-dal-sole-768x512.webp 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/04/Capi-ingialliti-dal-sole.webp 1535w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Stendere il bucato al sole è un gesto naturale e a impatto zero, ma con i capi bianchi ingialliti possono svelare una sorpresa sgradevole: invece di splendere, la maglietta o la camicia tornano dal filo con un&#8217;antipatica sfumatura giallastra. È un problema tipicamente estivo, quando il sole è più intenso e si stende all&#8217;aperto più spesso. La buona notizia è che, nella maggior parte dei casi, i capi bianchi ingialliti dal sole si possono recuperare con metodi semplici, economici e rispettosi dei tessuti. In questa guida vediamo perché succede e, soprattutto, come farli tornare bianchi.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Perché i capi bianchi ingialliscono al sole</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Capire la causa dei <a href="https://www.ecoseven.net/casa/eco-soluzioni/come-trattare-capi-ingialliti-e-ingrigiti/" target="_blank" rel="noopener">capi bianchi ingialliti</a> aiuta a scegliere il rimedio giusto. L&#8217;ingiallimento da sole dei capi bianchi dipende da più fattori che spesso agiscono insieme.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il primo è l&#8217;esposizione diretta e prolungata ai raggi UV, che possono alterare le fibre dei tessuti e farle virare verso il giallo, soprattutto sui capi in cotone lasciati ad asciugare a lungo nelle ore più calde. Il secondo, molto comune, è la combinazione tra sole e <strong>residui invisibili</strong>: tracce di sudore, deodorante o detersivo non risciacquato bene reagiscono con la luce e il calore, fissandosi sul tessuto come aloni gialli, tipicamente su colletti e ascelle. Anche un eccesso di detersivo o di ammorbidente, paradossalmente, lascia residui che con il sole ingialliscono.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Conoscere questa dinamica suggerisce già metà della soluzione: un buon risciacquo e l&#8217;evitare l&#8217;esposizione nelle ore di punta prevengono gran parte del problema.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">I rimedi naturali per far tornare bianchi i capi</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Prima di ricorrere a prodotti aggressivi, vale la pena provare alcuni rimedi naturali, economici e delicati sui tessuti. Sono spesso sorprendentemente efficaci sui capi non troppo compromessi.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il <strong>bicarbonato di sodio</strong> è il più versatile: sciolto in acqua tiepida (circa un cucchiaio per litro) crea un bagno in cui lasciare i capi in ammollo per qualche ora prima del normale lavaggio. Aiuta a ravvivare il bianco e a neutralizzare gli odori.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il <strong>succo di limone</strong>, grazie alla sua azione sbiancante naturale, è un altro alleato: si può aggiungere all&#8217;acqua di ammollo oppure tamponare direttamente sull&#8217;alone, sfruttando — con cautela — proprio la luce solare come attivatore. Per i bianchi resistenti, un ammollo in acqua e succo di limone seguito da una breve esposizione al sole può dare ottimi risultati.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">L&#8217;<strong>aceto bianco</strong>, aggiunto al risciacquo (circa mezzo bicchiere), scioglie i residui di detersivo e ammorbidente che favoriscono l&#8217;ingiallimento, e ravviva il candore senza rovinare le fibre. Il <strong>percarbonato di sodio</strong>, infine, è uno sbiancante a base di ossigeno molto efficace e comunque più ecologico della candeggina: sciolto in acqua calda, agisce sulle macchie ostinate rispettando i tessuti.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">I rimedi più decisi per i casi ostinati</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Quando l&#8217;ingiallimento è marcato e i metodi delicati non bastano, si può salire di intensità, sempre con qualche accortezza.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Gli <strong>smacchiatori all&#8217;ossigeno attivo</strong> (i prodotti &#8220;oxy&#8221; da banco) sono un buon compromesso tra efficacia e delicatezza, adatti anche ai capi colorati a fianco dei bianchi. La <strong>candeggina delicata</strong> va usata come ultima risorsa e solo su cotone bianco resistente, mai su lana, seta o capi delicati, molto diluita e con un risciacquo abbondante: è efficace ma aggressiva, e un uso eccessivo finisce per indebolire le fibre. In alternativa esistono gli <strong>sbiancanti ottici</strong> specifici per bucato, formulati proprio per ravvivare i bianchi.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Un consiglio trasversale: qualunque metodo si scelga, è bene fare sempre una prova su un angolo nascosto del capo e rispettare le indicazioni dell&#8217;etichetta di lavaggio.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Come prevenire l&#8217;ingiallimento da sole</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Prevenire è più facile che recuperare, e bastano poche abitudini. La prima è <strong><a href="https://www.ecoseven.net/energia/fotovoltaico/un-ombrellone-che-ci-rinfresca-grazie-al-sole/" target="_blank" rel="noopener">non esporre i capi bianchi al sole diretto</a> nelle ore centrali</strong>: meglio stenderli al mattino presto o nel tardo pomeriggio, oppure all&#8217;ombra in un punto ventilato, dove asciugano altrettanto bene senza ingiallire.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Stendere i capi <strong>al rovescio</strong> protegge la parte esterna dai raggi diretti. È poi fondamentale <strong>lavare bene prima di stendere</strong>, assicurandosi che sudore, deodorante e detersivo siano completamente risciacquati: sono questi residui, più del sole in sé, a fissare il giallo. Infine, dosare correttamente il detersivo ed evitare l&#8217;eccesso di ammorbidente riduce i residui che con il calore tendono a ingiallire.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">In sintesi</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><a href="https://olimpiahome.it/blogs/detergenza/capi-ingialliti-verita-su-cause-prevenzione-rimedi?srsltid=AfmBOoowGao6xVWqxHTa6lkdO953Y3DjqTgAipUDfwi5r63wkHXZFeyi" target="_blank" rel="noopener">I capi bianchi ingialliti dal sole</a> non sono una condanna: nella maggior parte dei casi tornano candidi con rimedi semplici come bicarbonato, limone, aceto bianco o percarbonato, riservando candeggina e sbiancanti più decisi ai casi ostinati e ai soli tessuti resistenti. Ma la mossa più intelligente è prevenire: stendere nelle ore giuste, al rovescio e all&#8217;ombra, e risciacquare bene i capi prima di metterli al sole. Così il piacere di asciugare il bucato all&#8217;aria aperta resta intatto, senza brutte sorprese gialle.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">FAQ  &#8211; Domande Frequenti</h2>
<h3 class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Perché i capi bianchi ingialliscono al sole?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Per l&#8217;azione dei raggi UV sulle fibre e, soprattutto, per la reazione tra sole e residui invisibili di sudore, deodorante o detersivo non ben risciacquato, che si fissano come aloni gialli. Anche l&#8217;eccesso di detersivo e ammorbidente contribuisce.</p>
<h3 class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Come far tornare bianchi i capi ingialliti dal sole con rimedi naturali?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Bicarbonato di sodio sciolto in acqua tiepida per un ammollo, succo di limone come sbiancante naturale, aceto bianco nel risciacquo per sciogliere i residui e percarbonato di sodio per le macchie più ostinate. Sono metodi efficaci e delicati sui tessuti.</p>
<h3 class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il limone fa tornare bianchi i vestiti ingialliti?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Sì, il succo di limone ha una naturale azione sbiancante. Si può aggiungere all&#8217;acqua di ammollo o tamponare sull&#8217;alone, sfruttando con cautela la luce solare come attivatore. Per i bianchi resistenti dà ottimi risultati.</p>
<h3 class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Si può usare la candeggina sui capi bianchi ingialliti?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Solo come ultima risorsa e soltanto su cotone bianco resistente, mai su lana, seta o capi delicati. Va usata molto diluita e con risciacquo abbondante, perché un uso eccessivo indebolisce le fibre. Meglio preferire sbiancanti all&#8217;ossigeno attivo.</p>
<h3 class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Come evitare che i capi bianchi ingialliscano al sole?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Stenderli al mattino presto o nel tardo pomeriggio, oppure all&#8217;ombra in un punto ventilato, meglio se al rovescio. Soprattutto, lavarli bene risciacquando via sudore e detersivo e dosare correttamente i prodotti, perché sono i residui a fissare il giallo.</p>
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		<title>Ecopelle screpolata: riparare il divano per prolungarne la vita</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/casa/news-casa/ecopelle-screpolata-riparare-divano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Accetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 10:06:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Molti divani in ecopelle sviluppano graffi, screpolature o piccoli strappi con l&#8217;uso. Prima di sostituire il mobile, è possibile valutare interventi mirati che ripristinano l&#8217;aspetto e prolungano la vita del rivestimento. Questa guida indica come pulire, distinguere i danni e scegliere il rimedio più adatto. In breve Pulire il divano, valutare se il danno è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure><img decoding="async" style="width: 100%; height: auto;" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/ecopelle-screpolata-riparare-divano.webp" alt="dettaglio di ecopelle screpolata su un divano" /></figure>
<p>Molti divani in ecopelle sviluppano graffi, screpolature o piccoli strappi con l&#8217;uso. Prima di sostituire il mobile, è possibile valutare interventi mirati che ripristinano l&#8217;aspetto e prolungano la vita del rivestimento. Questa guida indica come pulire, distinguere i danni e scegliere il rimedio più adatto.</p>
<h2>In breve</h2>
<p>Pulire il divano, valutare se il danno è superficiale (graffi o secchezza), da riparare con prodotti emollienti o coloranti; per screpolature usare un kit specifico per ecopelle; per strappi inserire una toppa e usare colla per sintetici o rivolgersi a un tappezziere se il danno è esteso.</p>
<h2>Valutare il danno: cosa osservare</h2>
<p>Distinguere tre tipi di problemi è il primo passo:</p>
<ul>
<li>Graffi superficiali e secchezza della finitura.</li>
<li>Screpolature o scrostature della vernice o dello strato superficiale.</li>
<li>Strappi o lacerazioni che arrivano allo strato di tessuto o alla fodera interna.</li>
</ul>
<p>La scelta del metodo dipende dall&#8217;entità: rimedi emollienti funzionano sui segni leggeri; i kit di riparazione servono per crepe; le toppe e la colla servono per strappi.</p>
<h2>Pulizia e test preliminare</h2>
<p>Prima di ogni intervento pulire la superficie con un panno morbido leggermente umido e un detergente neutro adatto ai materiali sintetici. Rimuovere polvere, residui e tracce di grasso.</p>
<p>Effettuare un test su una zona nascosta prima di applicare oli, creme, coloranti o colle: così si verifica il colore e la reazione del materiale.</p>
<h2>Trattamenti per graffi e segni leggeri</h2>
<h3>Prodotti emollienti</h3>
<p>Se la pelle sintetica appare secca, massaggiare con piccole quantità di crema idratante specifica per sintetici o con un olio leggero (applicato con moderazione). Lavorare con movimenti circolari fino ad ammorbidire la superficie. Evitare eccessi che possono macchiare o alterare la finitura.</p>
<h3>Colorazione e rifinitura</h3>
<p>Se il graffio rimane visibile, utilizzare un colorante compatibile per ecopelle della stessa tonalità. Applicare poco prodotto, lasciare asciugare e lucidare con un panno morbido per uniformare la superficie.</p>
<h2>Riparare screpolature e scrostature</h2>
<p>Per crepe nella finitura senza lacerazione sottostante, i kit di riparazione per pelle sintetica contengono riempitivi e smalti che livellano la superficie. Procedere per strati sottili lasciando asciugare tra le applicazioni e seguire le istruzioni del produttore.</p>
<p>Dopo l&#8217;asciugatura, lucidare con un panno per ridurre il contrasto cromatico rispetto al resto del rivestimento.</p>
<h2>Riparare strappi: toppe e colla</h2>
<p>Materiali utili: kit di riparazione per ecopelle, colla per materiali sintetici, una toppa di tessuto con grana simile, forbici, e una spatola o applicatore.</p>
<p>Procedura consigliata:</p>
<ul>
<li>Sollevare con cura i lembi dello strappo e potare le parti irregolari.</li>
<li>Inserire sotto lo strappo una toppa che faccia da base uniforme.</li>
<li>Applicare la colla sui margini interni e premere i lembi contro la toppa fino a fissaggio.</li>
<li>Rimuovere l&#8217;eccesso di colla e rispettare i tempi di asciugatura indicati.</li>
</ul>
<p>Precisione e pazienza migliorano il risultato estetico: scegliere una toppa dal colore e dalla grana simili rende la riparazione meno visibile.</p>
<h2>Consigli pratici e precauzioni</h2>
<ul>
<li>Usare solo prodotti indicati per ecopelle o pelle sintetica: colle e solventi non adatti possono peggiorare il danno.</li>
<li>Applicare oli o creme gradualmente per evitare aloni o macchie.</li>
<li>Lavorare in ambienti ben ventilati e seguire le istruzioni dei kit riparatori.</li>
<li>Testare sempre il colorante su una zona nascosta prima della stesura definitiva.</li>
</ul>
<h2>Quando rivolgersi a un professionista</h2>
<p>Affidare il lavoro a un tappezziere o a un restauratore è consigliato se il danno è esteso, interessa imbottitura o struttura, o quando l&#8217;aspetto estetico finale è particolarmente importante. Un intervento professionale offre maggiore durata e una finitura più uniforme rispetto al fai-da-te nei casi complessi.</p>
<h2>Implicazioni pratiche e sostenibilità</h2>
<p>Riparare un divano in ecopelle riduce rifiuti e costi rispetto alla sostituzione. Anche interventi semplici migliorano l&#8217;aspetto e posticipano la necessità di acquisti nuovi. Valutare sempre la qualità del materiale e l&#8217;entità del danno prima di scegliere tra riparazione e sostituzione.</p>
<h2>FAQ rapida</h2>
<p>Scorri la sezione FAQ per risposte veloci su prodotti consigliati, durata delle riparazioni e rischi comuni.</p>
<h2>Conclusione</h2>
<p>Un divano in ecopelle screpolato non è necessariamente da buttare. Con una corretta valutazione, pulizia e i prodotti giusti si possono risolvere molti problemi: dai segni superficiali alle crepe. Per strappi importanti o danni strutturali, rivolgersi a un professionista garantisce risultati più duraturi.</p>
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		<title>A Parigi, arte e architettura per sostenere l&#8217;accoglienza</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/casa/news-casa/a-parigi-arte-e-architettura-per-sostenere-l-accoglienza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Mar 2018 05:17:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[costruzioni]]></category>
		<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[parigi]]></category>
		<category><![CDATA[ponti]]></category>
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					<description><![CDATA[Nella capitale francese sono state proposte delle costruzioni modulari simili a lanterne da sistemare sotto alcuni ponti della metro per dare rifugio ai migranti Lo studio di design 1week1project&#160;ha proposto un modo creativo per affrontare la crisi dei rifugiati in corso a Parigi, dove si stima che migliaia di persona non abbiano alloggi in cui [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-35848" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/03/images_Parigi_ponti.jpg" alt="" width="800" height="500" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_Parigi_ponti.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_Parigi_ponti-300x188.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_Parigi_ponti-768x480.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Nella capitale francese sono state proposte delle costruzioni modulari simili a lanterne da sistemare sotto alcuni ponti della metro per dare rifugio ai migranti</p>
<p>  <span id="more-35849"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio di design <a href="https://www.1week1project.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">1week1project</a>&nbsp;ha proposto un modo creativo per affrontare la crisi dei rifugiati in corso a Parigi, dove si stima che migliaia di persona non abbiano alloggi in cui poter dormire in maniera serena. Il progetto si chiama «<a href="https://www.1week1project.org/2018/02/19/illumine-paris/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Illumine Paris!</a>»&nbsp;e consiste in una serie di rifugi modulari simili a lanterne che potrebbero fornire alloggi temporanei sotto i ponti della capitale.</p>
<p style="text-align: justify;">Costruite con materiali riciclati, queste strutture cilindriche potrebbero anche essere utilizzate per altri scopi – dalla vendita al dettaglio fino a uno spazio performativo – e inoltre illuminerebbero la città di notte, rendendola ancora più attraente. </p>
<p style="text-align: justify;">Anche se è ancora nella fase ideativa, «Illumine Paris!» è un&#8217;idea davvero interessante, che mira a riqualificare le aree meno utilizzate delle città per renderle spazi funzionali, artistici e adattabili, in particolare si parla delle aree al di sotto della linea metropolitana che, se non utilizzate in questa maniera, rimangono assolutamente vuote. Inoltre, c&#8217;è da mettere in conto anche il messaggio politico di accoglienza che mai come in questi mesi sta davvero mancando: è importante che l&#8217;approccio di una città e di un popolo sia di assistenza e di creatività, che ogni cosa faccia parte di un tentativo di inclusione – in questo senso è molto interessante che questi spazi possano essere ugualmente usati sia dai parigini che dai rifugiati. </p>
<p style="text-align: justify;">Le lanterne sono fatte di una tela di polipropilene trasparente riciclata che viene avvolta attorno a un tubo di bambù a spirale elicoidale di 4 metri di larghezza e 7 metri di altezza. Una corda legata al centro del telaio modulare può essere legata per ancorare la struttura al pavimento.</p>
<p style="text-align: justify;">I progettisti ritengono che questo progetto possa essere utilizzato per una programmazione diversificata, visto che, come detto prima, se ne possono ricavare diverse cose: alloggi temporanei, spazi di coworking, lampade per illuminare spettacoli e manifestazioni, bagni pubblici, negozi e tutto quello che può venire in mente alle persone e all&#8217;amministrazione cittadina.</p>
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		<title>La polvere di stelle arriva fino a noi</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/casa/news-casa/la-polvere-di-stelle-arriva-fino-a-noi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Nov 2017 14:50:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[Designer]]></category>
		<category><![CDATA[Povere di stelle]]></category>
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					<description><![CDATA[Due designer olandesi stanno raccogliendo la polvere di stelle dai tetti per poterla utilizzare Molti nemmeno se lo immaginano ma, ogni anno, dalle 37.000 alle 78.000 tonnellate di polvere di stelle cadono sulla superficie terrestre. Si tratta di una polvere costituita da micrometeoriti che riescono ad attraversare l&#8217;atmosfera terrestre e arrivare fino a noi.&#160; Per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-35105" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/11/images_polvere_di_stelle_design.jpg" alt="" width="889" height="593" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_polvere_di_stelle_design.jpg 889w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_polvere_di_stelle_design-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_polvere_di_stelle_design-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 889px) 100vw, 889px" /></p>
<p>Due designer olandesi stanno raccogliendo la polvere di stelle dai tetti per poterla utilizzare</p>
<p>  <span id="more-35106"></span>  </p>
<p>Molti nemmeno se lo immaginano ma, ogni anno, dalle 37.000 alle 78.000 tonnellate di polvere di stelle cadono sulla superficie terrestre. Si tratta di una polvere costituita da micrometeoriti che riescono ad attraversare l&#8217;atmosfera terrestre e arrivare fino a noi.&nbsp;</p>
<p>Per la prima volta qualcuno – ovvero due designer olandesi – ha deciso di raccogliere questo materiale raro dai tetti dei Paesi Bassi. Si chiamano <a href="http://kirstievannoort.nl/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Kirstie van Noot</a>&nbsp;e <a href="http://www.xandravandereijk.nl/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Xandra van der Eijk</a>&nbsp;le due designer e sono in esplorazione di varie modalità in cui usare questi mini-meteoriti, preziosa risorsa letteralmente caduta dal cielo.</p>
<p>Kirstie e Xandra ritengono che la polvere di stelle potrebbe diventare una nuova possibilità in un mondo che sta rapidamente dando fondo alle proprie risorse naturali, un&#8217;alternativa al fatto che sia tutto ciò che è indispensabile che ciò che ci sembra meramente necessario viene preso senza remore dalla terra, creando molti danni alla sopravvivenza delle specie con cui condividiamo questo pianeta e anche alla nostra.</p>
<p>Per recuperare la polvere di stelle, la coppia di artiste prima raccoglie il materiale dalle grondaie dopo le piogge e dai tetti delle case; poi incenerisce tutto e usa dei magneti per estrarre le particelle per un&#8217;ispezione e infine procede allo studio della forma e della composizione di queste particelle, per identificare quali di queste vengono dallo spazio.</p>
<p>Recentemente, le due designer hanno esposto in una mostra la polvere di stelle – una mostra dal titolo <a href="http://www.dutchinvertualscollected.nl/product/as-above-so-below/#.WejS2Ndl_IX" target="_blank" rel="noopener noreferrer">As above, so below</a>&nbsp;ovvero: «come sopra, così sotto» – al <a href="http://www.londondesignfestival.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">London Design Festival 2017</a>. La mostra comprendeva sia la polvere di stella sia un solido cubico in materiale meteoritico.</p>
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		<title>Orto invernale? Ecco cosa piantare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Sep 2017 08:33:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Clima mite e piogge favoriscono la crescita di queste primizie. È un ottimo momento per dedicarsi all&#8217;orto L’orto è bello anche quando la bella stagione se ne va: sono molti i prodotti che possiamo seminare ora per assaporarli durante l’autunno e l’inverno. A volte basta un piccolo orto di qualche metro quadrato per togliersi grandi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34476" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/09/images_cosa_piantare_in_autunno.jpg" alt="" width="745" height="483" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_cosa_piantare_in_autunno.jpg 745w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_cosa_piantare_in_autunno-300x194.jpg 300w" sizes="(max-width: 745px) 100vw, 745px" /></p>
<h3>Clima mite e piogge favoriscono la crescita di queste primizie. È un ottimo momento per dedicarsi all&#8217;orto</h3>
<p><span id="more-34477"></span></p>
<p>L’orto è bello anche quando la bella stagione se ne va: sono molti i prodotti che possiamo seminare ora per assaporarli durante l’autunno e l’inverno. A volte basta un piccolo orto di qualche metro quadrato per togliersi grandi soddisfazioni!</p>
<p>Settembre e ottobre, grazie al clima mite e all’abbondanza delle piogge, sono certamente i mesi ideali per la semina di varietà a ciclo colturale corto o medio-corto come <strong>spinaci, cime di rapa, ravanelli, rucola, valeriana, insalate e radicchi</strong>. La coltivazione di queste specie vegetali non richiede particolare cura e nel giro di poche settimane consente di ottenere un buon raccolto senza particolare sforzo.<br />
E l’autunno ci regala anche l’opportunità di piantare verdure crucifere (denominate anche Brassicacee) come <strong>verze, cavoli neri e alcune varietà tardive di cavolfiori e broccoli</strong> che possono essere mantenuti in coltivazione anche fino a dicembre</p>
<p>Bio Aksxter, produttore di fertilizzanti biologici, suggerisce una buona regola da applicare negli orti autunnali e invernali: “far ruotare le colture in modo da evitare che una specie ricada nella stessa posizione precedentemente occupata”.</p>
<p>Inoltre ricordiamo che durante l’inverno, date le temperature più basse, si riduce l’attività microbiologica del terreno e rallenta di conseguenza lo sviluppo di quei processi indispensabili alla formazione della fertilità. Un terreno poco fertile si presenta, in genere, anche mal strutturato e compatto; condizione che favorisce il ristagno d’acqua e la presenza di eccessiva umidità, deleteria anche in inverno.</p>
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		<title>Come si legge correttamente un contatore dell’acqua?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Aug 2017 08:27:19 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[acqua]]></category>
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		<category><![CDATA[contatore]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono due modelli di contatore dell&#8217;acqua da apparamento: vediamo come funzionano Prendiamo in esame i due modelli da appartamento: quelli meccanici con un contatore a rulli e quelli elettronici con un display digitale. Come spiega Qundis,uno dei principali player nel settore dei misuratori e dei sistemi per la contabilizzazione del calore e dell’acqua, nel [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34340" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/08/images_come_leggere_contatore_acqua-rotated.jpg" alt="" width="680" height="1024" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/08/images_come_leggere_contatore_acqua-rotated.jpg 680w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/08/images_come_leggere_contatore_acqua-199x300.jpg 199w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px" /></p>
<p>Ci sono due modelli di contatore dell&#8217;acqua da apparamento: vediamo come funzionano</p>
<p>  <span id="more-34341"></span>  </p>
<p>Prendiamo in esame i due modelli da appartamento: quelli meccanici con un contatore a rulli e quelli elettronici con un display digitale.</p>
<p>Come spiega Qundis,uno dei principali player nel settore dei misuratori e dei sistemi per la contabilizzazione del calore e dell’acqua, nel caso dei contatori dell’acqua meccanici, il conteggio del consumo per ogni m³ d’acqua viene costantemente contato in avanti. Per questa ragione la lettura deve essere effettuata esattamente il giorno di riferimento (ad esempio, il 31 dicembre). Qualora sul contatore fosse installato un modulo radio, il giorno di riferimento gli impulsi di conteggio verrebbero trasmessi via radio direttamente al fornitore di servizi di misurazione. Per un ulteriore controllo, però, è sempre consigliabile leggere fisicamente la posizione numerica del contatore nel giorno di riferimento. </p>
<p>I contatori dell’acqua elettronici, invece, visualizzano di default sul proprio display il volume cumulativo (il valore di consumo annuo, che viene visualizzato in metri cubi con tre decimali dopo la virgola) alternato ad un test su un segmento (offrendo una visualizzazione che garantisca che tutti i segmenti del display funzionino correttamente). Facoltativamente il loop di visualizzazione è in grado di visualizzare ulteriori parametri di funzionamento e di servizi, per esempio il giorno di riferimento, la portata o il numero di verifica.</p>
<p>Differenze di misurazione tra la posizione numerica del contatore dell’edificio e i valori di consumo cumulativi riportati dal contatore del singolo appartamento sono all’ordine del giorno. Sono riconducibili, per esempio, a perdite su certi tratti di tubature, rubinetti di uso comune non conteggiati, portate minime o differenti classi di precisione o una diversa posizione di installazione dei contatori dell’acqua. Il limite di differenza di misurazione per i contatori dell’acqua tollerato per legge è di ± 5%. Questo fatto comunque, non influisce negativamente sugli inquilini poiché è una differenza che si riscontra in tutti gli appartamenti. I contatori dell’acqua da appartamento servono unicamente per una equa ripartizione dei costi. Per il conteggio finale del reale consumo dell’immobile in base alle unità di costo, vengono poi presi in considerazione i valori di consumo del contatore dell’acqua principale.</p>
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		<title>Mangiar sano: il boom dei piccoli elettrodomestici &#8220;salutari&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jul 2017 09:24:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[centrifuga]]></category>
		<category><![CDATA[dieta vegetariana]]></category>
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					<description><![CDATA[Frullatori, centrifughe, vaporiere: gli italiani cercano sempre di più elettrodomestici per cucinare in maniera sana Nell’ultimo anno è aumentato l’interesse degli italiani per tutti quei piccoli elettrodomestici considerati “salutari”. Alcuni, ad esempio, permettono di cuocere con meno grassi e apportare più vitamine e fibre nella dieta “Si è passati, infatti, da un 5% del 2015 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34267" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/07/images_Estrattori-di-succo-e-centrifughe.jpg" alt="" width="820" height="500" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_Estrattori-di-succo-e-centrifughe.jpg 820w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_Estrattori-di-succo-e-centrifughe-300x183.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_Estrattori-di-succo-e-centrifughe-768x468.jpg 768w" sizes="(max-width: 820px) 100vw, 820px" /></p>
<p>Frullatori, centrifughe, vaporiere: gli italiani cercano sempre di più elettrodomestici per cucinare in maniera sana</p>
<p>  <span id="more-34268"></span>  </p>
<p>Nell’ultimo anno è aumentato l’interesse degli italiani per tutti quei piccoli elettrodomestici considerati “salutari”. Alcuni, ad esempio, permettono di cuocere con meno grassi e apportare più vitamine e fibre nella dieta</p>
<p>“Si è passati, infatti, da un 5% del 2015 sulle vendite totali del nostro sito, ad un 20% registrato sulle vendite del 2016. Cosa ha portato a quest&#8217;impennata improvvisa? Ci siamo interrogati sulle cause del fenomeno, andando ad analizzare caso per caso, quali siano i prodotti più gettonati per cucinare e mangiare in modo sano”, spiegano dal team di <a href="http://www.qualescegliere.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">qualescegliere.it</a>, portale italiano che aiuta gli utenti nella scelta d’acquisto, con recensioni di prodotti, guide all’acquisto, confronti.</p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=12415" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il centrifugato di zenzero e mela e’ buono e veloce da preparare, ideale per depurare l’organismo e prepararlo all’estate</a>.</p>
<p>In italia il tema “dieta” è sempre più presente nel dibattito pubblico e le ricerche su Google lo confermano.<br />Facciamo un esempio: la dieta cosiddetta “detox”, basata su un regime alimentare temporaneo, della durata solita di 2-3 giorni, che ha lo scopo di disintossicare il corpo eliminando le tossine in favore della rigenerazione della pelle e di un buono stato di salute generale del corpo. Questa dieta si basa prevalentemente sull&#8217;assunzione di cibi liquidi, come centrifugati e frullati. Ciò spiega perché sia registrato, nello stesso periodo in cui è aumentato in rete il volume di ricerca per la dieta disintossicante, un considerevole aumento d&#8217;interesse per prodotti come gli estrattori di succo, le centrifughe e i frullatori, tutti dispositivi che consentono di creare succhi e smoothies a base di frutta e di verdura.</p>
<p>“L’ultimo dei piccoli elettrodomestici da cucina che si è distinto nella nostra ricerca &#8211; spiega qualescegleire.it &#8211; è la vaporiera, un prodotto relativamente recente, che si è guadagnato una buona fetta di mercato e che, negli ultimi tempi, attira molta più attenzione anche nei nostri utenti. Come si evince dal grafico che segue, infatti, gli acquisti di questo apparecchio sono cresciuti già dal 2015, aumentando del 3% tra tutti i prodotti venduti sul nostro sito nell&#8217;ultimo anno”.</p>
<p>In Italia si è verificata negli ultimi anni un&#8217;impennata di interesse verso le diete e di acquisti di quei piccoli elettrodomestici che possono aiutare a seguirle al meglio. Ma cosa giustifica questo fenomeno?<br />Le spiegazioni possono in realtà essere molteplici e differenti: dall&#8217;aumento dell&#8217;interesse verso nuovi regimi alimentari, quali la dieta vegetariana e vegana, all&#8217;esigenza di tornare in forma e mangiare in maniera salutare. Tutti temi, comunque, indici di una nuova e ampia sensibilità che gli italiani hanno sviluppato per il tema dell&#8217;alimentazione sana.</p>
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		<title>Lavorare da casa? Ecco i fattori che possono far diminuire il rendimento</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/casa/news-casa/lavorare-da-casa-ecco-i-fattori-che-possono-far-diminuire-il-rendimento/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jul 2017 09:44:25 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro da casa]]></category>
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					<description><![CDATA[Telelavoro: i pro e i contro Sono sempre di puù gli italiani che lavorano da casa. Il telelavoro è comodo, permette di rispermiare tempo, evitare il traffico e conciliare i tempi professionali con gli impegni della nostra vita privata. Con la diffusione delle nuove tecnologie, sempre più lavori possono essere svolti da remoto: bastano un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34190" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/07/images_Lavorare_da_casa.jpg" alt="" width="800" height="483" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_Lavorare_da_casa.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_Lavorare_da_casa-300x181.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_Lavorare_da_casa-768x464.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Telelavoro: i pro e i contro</p>
<p>  <span id="more-34191"></span>  </p>
<p>Sono sempre di puù gli italiani che lavorano da casa. Il telelavoro è comodo, permette di rispermiare tempo, evitare il traffico e conciliare i tempi professionali con gli impegni della nostra vita privata. Con la diffusione delle nuove tecnologie, sempre più lavori possono essere svolti da remoto: bastano un computer e una connessione internet.</p>
<p>Ma un nuovo studio di Spaces, che offre spazi di lavoro condiviso, realizzato su un campione di oltre 1.000 italiani, ha rivelato le criticità del telelavoro.</p>
<p>Per il 40% degli italiani il principale problema del lavoro da casa consiste nelle distrazioni che che impediscono di concentrarsi; tra gli altri svantaggi c&#8217;è la percezione di isolamento di cui risente anche la vita sociale (27,8%).&nbsp;Le distrazioni più frequenti derivano principalmente dalla presenza dei famigliari o dei coinquilini (44%), seguite dalla preoccupazione di dover svolgere le faccende domestiche approfittando della presenza in casa (25,9%), o dall’interazione con i social network (17,6%).</p>
<p>Inoltre, il 32% degli intervistati va in media due o tre volte al giorno ad aprire il frigorifero. Un italiano su 10 riconosce di andare in cucina più volte di quanto vorrebbe.</p>
<p>Sia che la voriate a casa, sia che lavoriate in ufficio, <a href="benessere/10-consigli-per-sistemare-la-scrivania-e-lavorare-meglio%20" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ecco come organizzare il vostro luogo di lavoro per stare meglio e concentrarvi</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Caring Wood House: una casa contro il cambiamento climatico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Jul 2017 09:26:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[bioedilizia]]></category>
		<category><![CDATA[Caring Wood House]]></category>
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		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio]]></category>
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					<description><![CDATA[Un prototipo di casa geometrica e rinnovabile irrompe nel pittoresco panorama della campagna inglese per compensare tutti gli sprechi energetici e le emissioni di anidride carbonica Ci vivono tre diverse generazioni sotto il tetto di questa particolarissima casa progettata dalla Macdonald Wright Architects e dal Rural Office for Architecture. Questa tenuta moderna, che è stata [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34180" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/07/images_Caring_Wood_House.jpg" alt="" width="945" height="633" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_Caring_Wood_House.jpg 945w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_Caring_Wood_House-300x201.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_Caring_Wood_House-768x514.jpg 768w" sizes="(max-width: 945px) 100vw, 945px" /></p>
<p>Un prototipo di casa geometrica e rinnovabile irrompe nel pittoresco panorama della campagna inglese per compensare tutti gli sprechi energetici e le emissioni di anidride carbonica</p>
<p>  <span id="more-34181"></span>  </p>
<p>Ci vivono tre diverse generazioni sotto il tetto di questa particolarissima casa progettata dalla <a href="http://macdonaldwright.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Macdonald Wright Architects</a> e dal <a href="http://www.ruralofficeforarchitecture.co.uk/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Rural Office for Architecture</a>. Questa tenuta moderna, che è stata chiamata Caring Wood House, è infatti una casa multigenerazionale, alimentata a energia solare e pensata per utilizzare meno energia possibile: praticamente «una risposta carbon neutral al cambiamento climatico».</p>
<p>Situata su 34 ettari di colline nel Kent, Caring Wood House si trova su un terreno precedentemente utilizzato da serre agricole. Per essere costruita ha dovuto affrontare una grande sfida: soddisfare il PPS 7, un documento di programmazione che controlla rigorosamente le abitazioni che si vogliono costruire nella campagna inglese, richiedendo che i progetti siano innovativi, che contribuiscano ad elevare gli standard di progettazione nelle aree rurali, che riflettano concetti architettonici notevoli e tutta una serie di altri criteri.</p>
<p>Gli architetti di Caring Wood hanno ottenuto con successo l&#8217;approvazione del Dipartimento grazie alla loro strategia di progettazione a emissioni zero che include nella pianificazione di piantare 25.000 alberi autoctoni che assorbiranno circa 25.000 tonnellate di anidride carbonica nei prossimi 40 anni. Inoltre la tenuta è anche fortemente ispirata alle storiche <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Oast_house" target="_blank" rel="noopener noreferrer">oast house</a>, tipiche case della zona, da cui vengono i tetti angolari rivestiti con 150.000 mattoncini fatti a mano, provenienti dal Sussex.</p>
<p>Da lontano, la casa sembra comprendere una serie di edifici indipendenti: in realtà, gli edifici sono tutti interconnessi alla base e sono disposti intorno a un cortile centrale condiviso che permette il raffreddamento passivo in estate. Gli edifici sono costruiti con delle strutture incrociate di legno a strati, sono alimentati da energia solare e riscaldati con una pompa di calore geotermico. L&#8217;acqua piovana viene raccolta e riutilizzata anche in loco.</p>
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		<item>
		<title>10 trucchi per sopravvivere all&#8217;afa delle notti estive</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jul 2017 08:04:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[caldo]]></category>
		<category><![CDATA[dormire]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
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					<description><![CDATA[È davvero possibile fare a meno dell&#8217;aria condizionata quando fa talmente tanto caldo che non ce la facciamo a dormire? I condizionatori, lo sappiamo, sono un grande problema per l&#8217;ambiente: consumano moltissima energia – e quindi consumano moltissimo anche le nostre tasche. Ecco un po&#8217; di suggerimenti per non farsi abbattere dal caldo estivo, combattendo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34120" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/07/images_Caldo_letto_dormire_estate.png" alt="" width="638" height="425" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_Caldo_letto_dormire_estate.png 638w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_Caldo_letto_dormire_estate-300x200.png 300w" sizes="(max-width: 638px) 100vw, 638px" /></p>
<p>È davvero possibile fare a meno dell&#8217;aria condizionata quando fa talmente tanto caldo che non ce la facciamo a dormire? </p>
<p>  <span id="more-34121"></span>  </p>
<p>I condizionatori, lo sappiamo, sono un grande problema per l&#8217;ambiente: consumano moltissima energia – e quindi consumano moltissimo anche le nostre tasche. Ecco un po&#8217; di suggerimenti per non farsi abbattere dal caldo estivo, combattendo senza l&#8217;aiuto della climatizzazione artificiale.</p>
<ol>
<li>La scelta del cotone: niente raso, seta o altri tessuti, le lenzuola di cotone leggero (egiziano, per esempio) e di colore chiaro sono traspiranti ed eccellenti per favorire la ventilazione e il flusso d&#8217;aria nella camera da letto.</li>
<li>Mettere le lenzuola nel congelatore per qualche minuto prima di dormire: ovviamente dentro un sacchetto di plastica. Non durerà tutta la notte, ma sicuramente darà una bella tregua dal caldo.</li>
<li>Usare la borsa dell&#8217;acqua calda: mettendola in freezer prima dell&#8217;uso, però!</li>
<li>Metodo egiziano: immergere un lenzuolo o un asciugamano in acqua fredda, strizzarlo e poi usarlo come coperta – ovviamente sopra a un altro panno asciutto, per non entrare in contatto diretto con l&#8217;acqua.</li>
<li>Meno vestiti possibili, ma non stare nudi: è sempre meglio che il sudore non rimanga sul nostro corpo, ma venga assorbito da una superficie esterna.</li>
<li>Nel caso di caldo terribile, costruire un condizionatore fai da te: mettere una ciotola piena di ghiaccio davanti a un ventilatore. Il flusso d&#8217;aria raccoglierà l&#8217;acqua fredda dalla superficie gelata mentre si scioglie e la nebulizzerà nell&#8217;aria.</li>
<li>La solitudine: dormire da soli è il modo migliore per stare alla giusta temperatura.</li>
<li>Farsi una doccia calda: anche se può sembrare assurdo, questo metodo abbatte la differenza di temperatura tra il corpo e l&#8217;aria, facendoci sudare meno.</li>
<li>Spegnere tutte le luci e tutti i dispositivi elettronici: le lampadine e i piccoli elettrodomestici emettono calore.</li>
<li>Raffreddare un&#8217;intera stanza appendendo un lenzuolo bagnato davanti a una finestra aperta: il vento che soffia abbasserà rapidamente le temperature.</li>
</ol>
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