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	<title>Bioedilizia &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Bioedilizia: abitare in terra cruda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Dec 2021 08:50:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bioedilizia]]></category>
		<category><![CDATA[abitazione ecosostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[bioedilizia]]></category>
		<category><![CDATA[cob]]></category>
		<category><![CDATA[terra cruda]]></category>
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					<description><![CDATA[La tecnica del “cob” per un’abitazione portante totalmente ecosostenibile Viene dal passato l’edilizia naturale che permette di innalzare pareti senza l’impiego di casseforme ottenendo un’abitazione portante totalmente sostenibile. Il suo nome è cob, una vera e propria arte, che coniuga terra cruda con aggiunta di paglia, sabbia, argilla, acqua e altri materiali naturali. Una tecnica [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-131061" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/12/house-1353389_1280.jpg" alt="bioedilizia" width="800" height="533" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/12/house-1353389_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/12/house-1353389_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/12/house-1353389_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3>La tecnica del “cob” per un’abitazione portante totalmente ecosostenibile</h3>
<p><span id="more-131060"></span></p>
<p align="justify">Viene dal passato l’edilizia naturale che permette di <strong>innalzare pareti senza l’impiego di casseforme</strong> ottenendo un’abitazione portante totalmente sostenibile.</p>
<p align="justify">Il suo nome è <i>cob</i>, una vera e propria arte, che coniuga terra cruda con aggiunta di paglia, sabbia, argilla, acqua e altri materiali naturali.</p>
<h4 align="justify">Una tecnica che ha superato la prova del tempo e che oggi gode di una rinnovata passione.</h4>
<p align="justify">Sono più di 10mil anni, infatti, che l’uomo utilizza la terra come materiale di costruzione. In particolare, fino all’inizio del secolo scorso il<i> cob</i> è stata una delle tecniche più usate al mondo.</p>
<p align="justify">Tutt’ora almeno un quarto della popolazione mondiale vive in edifici di terra cruda e l’utilizzo della terra per costruire abitazioni è presente in tutti e 5 i continenti.</p>
<h4 align="justify">Oltre al <i>cob </i>esistono anche altre tecniche di costruzione in terra cruda:</h4>
<ul>
<li>
<p align="justify">l’<i>adobe</i>, mattoni di terra pressati e asciugati al sole</p>
</li>
<li>
<p align="justify">il <i>pisè</i>, muri di terra cruda passata tra due casseforme</p>
</li>
</ul>
<p align="justify">Gli ambienti costruiti o intonacati in terra sono particolarmente accoglienti e confortevoli, massicci e con notevole massa termica &#8211; l’argilla ha proprietà igroscopiche (regola naturalmente l’umidità presente nell&#8217;ambiente) &#8211; e, cosa non da poco, in caso di ristrutturazione o demolizione ci liberano dall’annoso problema dello smaltimento dei materiali.</p>
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		<title>Alloggi sostenibili post-Coronavirus</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2020 06:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bioedilizia]]></category>
		<category><![CDATA[alloggi sostenibili]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[parigi]]></category>
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					<description><![CDATA[I progettisti propongono alloggi sostenibili in risposta ai cambiamenti di stile di vita causati dalla pandemia di Coronavirus In risposta a come il COVID-19 ha rimodellato le nostre vite, soprattutto dal punto di vista di chi ha dovuto trasformare la propria abitazione anche in luogo di lavoro, lo studio di architettura BELEM di Parigi ha proposto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-59028" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/blue-2375119_1280.jpg" alt="alloggi sostenibili" width="799" height="438" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/blue-2375119_1280.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/blue-2375119_1280-300x164.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/blue-2375119_1280-768x421.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></h3>
<h3>I progettisti propongono alloggi sostenibili in risposta ai cambiamenti di stile di vita causati dalla pandemia di Coronavirus</h3>
<p><span id="more-59027"></span></p>
<p>In risposta a come il COVID-19 ha rimodellato le nostre vite, soprattutto dal punto di vista di chi ha dovuto trasformare la propria abitazione anche in luogo di lavoro, lo studio di architettura <a href="https://www.studiobelem.com/">BELEM </a>di Parigi ha proposto <a href="https://www.studiobelem.com/aula-modula">Aula Modula</a>, uno schema concettuale di alloggi urbani che possa accogliere sia vita che lavoro e che enfatizzi flessibilità, comunità e sostenibilità.</p>
<p>Oltre a fornire spazi di lavoro individuali per le configurazioni da smart working, <strong>Aula Modula offrirebbe anche molti spazi verdi come mezzo per riportare la natura in città.</strong></p>
<p>Pensato per un mondo post-Coronavirus, <strong>il progetto è un&#8217;evoluzione dei tradizionali modelli occidentali di architettura e urbanistica</strong> che sono rimasti invariati per anni e non tengono conto della diminuzione del verde nelle città, dell&#8217;aumento dei tempi di percorrenza e delle comodità offerte da Internet.</p>
<p>«Aula Modula sceglie di liberarsi dagli standard e dai codici delle abitazioni tradizionali», hanno spiegato gli architetti nella descrizione del progetto: «<strong>riporta un ambiente naturale in città, promuovendo nuovi spazi condivisi e interazioni sociali tra i suoi residenti</strong>».</p>
<p>Oltre a fornire uffici domestici individuali in ciascun appartamento, infatti, <strong>il complesso abitativo/lavorativo include l&#8217;accesso comune a un cortile centrale e a delle terrazze per promuovere un senso di comunità</strong> – sia sociale che professionale – tra residenti e lavoratori.</p>
<h4>Gli architetti propongono di costruire principalmente con il legname per ridurre l&#8217;impronta di carbonio del progetto.</h4>
<p>Prevedono, inoltre, tetti verdi irrigati con acque reflue trattate, una serie di orti terrazzati e una serra comune riscaldata con energia termica recuperata dall&#8217;edificio. <strong>Gli appartamenti si troverebbero in cima a un mix di servizi al dettaglio e ricreativi</strong>, come negozi di alimentari, birrerie artigianali e centri yoga.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Simboli di inquinamento che diventano soluzioni abitative sostenibili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2020 18:30:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bioedilizia]]></category>
		<category><![CDATA[green]]></category>
		<category><![CDATA[Oceano]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme petrolifere]]></category>
		<category><![CDATA[soluzioni abitative]]></category>
		<category><![CDATA[trivellazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Le vecchie piattaforme petrolifere offshore vengono reinventate come case autosufficienti Il mondo è alla ricerca di soluzioni abitative sostenibili che possano soddisfare le esigenze di una popolazione in crescita: per questo, la società di design XTU Architects, con sede a Parigi, ha svelato un design concettuale che trasformerebbe le vecchie piattaforme petrolifere in case che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-51942" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/04/sunset-4200523_1280.jpg" alt="piattaforme petrolifere" width="798" height="426" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/04/sunset-4200523_1280.jpg 798w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/04/sunset-4200523_1280-300x160.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/04/sunset-4200523_1280-768x410.jpg 768w" sizes="(max-width: 798px) 100vw, 798px" /></h3>
<h3>Le vecchie piattaforme petrolifere offshore vengono reinventate come case autosufficienti</h3>
<p><span id="more-51941"></span></p>
<p>Il mondo è alla ricerca di<strong> soluzioni abitative sostenibili</strong> che possano soddisfare le esigenze di una popolazione in crescita: per questo, la società di design <a href="https://www.xtuarchitects.com/">XTU Architects</a>, con sede a Parigi, ha svelato un design concettuale che trasformerebbe le vecchie piattaforme petrolifere in case che funzionano con<strong> impianti futuristici sostenibili</strong>.</p>
<p>Il progetto, che si chiama X_Lands, riuscirebbe, in questo modo, non solo a f<strong>ornire alle persone case energeticamente autosufficienti</strong>, ma trasformerebbe anche un simbolo globale di inquinamento in un modello di sostenibilità.</p>
<p>In un mondo futuro perfetto in cui una volta per tutte avremo posto fine alle trivellazioni, <strong>l&#8217;oceano del pianeta sarà pieno di piattaforme petrolifere grandi e inutili</strong> che avranno raggiunto la fine dei loro cicli di vita.</p>
<p>È proprio a quel momento che si rivolge lo sguardo dei designer di XTU Architects, che hanno pensato di <strong>reinventare uno scopo per queste imponenti strutture marine</strong>.</p>
<p>Le piattaforme petrolifere offshore non operative potrebbero potenzialmente fornire una soluzione molto interessante per risolvere l&#8217;<strong>imminente crisi delle abitazioni</strong>, affrontando al contempo anche i cambiamenti climatici.</p>
<p>Essendo di dimensioni enormi, le strutture galleggianti potrebbero essere facilmente adattate per soddisfare una varietà di esigenze. In particolare, il concetto X_Lands prevede<strong> unità abitative a forma di bolla coperte di vegetazione</strong>, in modo da offrire un&#8217;atmosfera naturale e salutare per i residenti.</p>
<p>Queste soluzioni abitative futuristiche sarebbero <strong>attrezzate per generare la propria energia pulita tramite impianti solari ed eolici</strong> e per creare comunità completamente autosufficienti dal punto di vista delle risorse idriche. Inoltre, le case fornirebbero ai residenti spazi per il giardinaggio, per poter coltivare autonomamente il proprio cibo.</p>
<p>Accettereste di andarci a vivere?</p>
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		<title>Il Tempio della cacca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2020 12:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bioedilizia]]></category>
		<category><![CDATA[costruzione]]></category>
		<category><![CDATA[escrementi umani]]></category>
		<category><![CDATA[fiori]]></category>
		<category><![CDATA[giardino]]></category>
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					<description><![CDATA[In Lettonia, una costruzione raccoglie escrementi umani per trasformarli in un giardino sul suo tetto. Il laboratorio lettone di progettazione e costruzione Zeltini ha creato un progetto davvero bizzarro: un «tempio della cacca». La nostra. Si tratta di una dependance in legno che raccoglie i rifiuti umani per fertilizzare un giardino che si trova sul [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-49752" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/kot-2508857_1280.jpg" alt="cacca" width="795" height="410" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/kot-2508857_1280.jpg 795w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/kot-2508857_1280-300x155.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/kot-2508857_1280-768x396.jpg 768w" sizes="(max-width: 795px) 100vw, 795px" /></h3>
<h3>In Lettonia, una costruzione raccoglie escrementi umani per trasformarli in un giardino sul suo tetto.</h3>
<p><span id="more-49751"></span></p>
<p>Il laboratorio lettone di progettazione e costruzione <a href="https://www.zeltini.com/en">Zeltini</a> ha creato un progetto davvero bizzarro: un «tempio della cacca». La nostra.</p>
<p>Si tratta di una dependance in legno che raccoglie i rifiuti umani per fertilizzare un giardino che si trova sul suo stesso tetto.</p>
<p>Costruito sulla proprietà del fondatore di Zeltini, Aigars Lauzis, in Lettonia, <strong>il progetto celebra li scarti biologici del nostro corpo</strong> e, allo stesso tempo, aumenta la consapevolezza dei benefici del compost di rifiuti umani come potenziale sostituto dei fertilizzanti di origine animale.</p>
<p>Il «Tempio della cacca» – noto anche come <a href="https://www.zeltini.com/en/product/z-bioloo/">Z-BIOLOO</a> – è stato prodotto come parte della missione dello studio di design per migliorare il mondo con progetti sostenibili.</p>
<p>Rivestito in legno annerito per mescolarsi nel paesaggio, il moderno edificio presenta un bagno di compostaggio <strong>Biolan</strong> che <strong>separa automaticamente i liquidi dai solidi per trasformare gli escrementi umani in compost</strong>.</p>
<h4>Una volta pronto, il compost viene utilizzato per concimare sia il giardino sul tetto che il campo adiacente.</h4>
<p>Questo bagna, inoltre, rende indimenticabile l&#8217;esperienza che si può fare al suo interno, visto che presenta un&#8217;ampia vetrata che permette di avere una bellissima vista sul paeseggio mentre si espletano le proprie funzioni.</p>
<p>Nella dependance <strong>è stato installato anche un camino con un chiusura cinetica girevole per far uscire gli odori sgradevoli</strong> e contribuire ad accelerare il processo di compostaggio.</p>
<p>Allo stesso tempo, <strong>un secondo camino con un ventilatore elettrico attira la piacevole fragranza dei fiori cresciuti sul tetto</strong> nell&#8217;edificio per introdurre continuamente nella costruzione un nuovo flusso di ossigeno.</p>
<p>Le pareti esterne sono isolate per offrire temperature confortevoli e stabili tutto l&#8217;anno.</p>
<p>Il progetto è stato progettato e costruito da Aigars Lauzis e Andis Veigulis per circa 3.000 euro di spesa e vuole dimostrare che, con 7 miliardi di persone presenti su questo pianeta, non abbiamo bisogno degli animali per concimare la terra.</p>
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		<title>Cemento vivente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Feb 2020 15:52:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bioedilizia]]></category>
		<category><![CDATA[autorigenerante]]></category>
		<category><![CDATA[Batteri]]></category>
		<category><![CDATA[calcestruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[fotosintetici]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli scienziati creano un calcestruzzo che può «curare» se stesso. Gli scienziati della University of Colorado (UC Boulder), hanno creato quello che il New York Times definisce un «calcestruzzo vivente», pieno di batteri fotosintetici, che possono crescere e rigenerarsi, proprio come un organismo vivente. Il calcestruzzo è una miscela di gelatina, sabbia e cianobatteri che si [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-39112" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2020/02/images_dicembre_2019_gennaio_2020_crack-695010_1280.jpg" alt="" width="799" height="479" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/02/images_dicembre_2019_gennaio_2020_crack-695010_1280.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/02/images_dicembre_2019_gennaio_2020_crack-695010_1280-300x180.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/02/images_dicembre_2019_gennaio_2020_crack-695010_1280-768x460.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<h3>Gli scienziati creano un calcestruzzo che può «curare» se stesso.</h3>
<p><span id="more-39113"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Gli scienziati della University of Colorado (UC Boulder), hanno creato quello che il <a href="https://www.nytimes.com/2020/01/15/science/construction-concrete-bacteria-photosynthesis.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">New York Times</a> definisce un «calcestruzzo vivente», pieno di batteri fotosintetici, che possono crescere e rigenerarsi, proprio come un organismo vivente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il calcestruzzo è una miscela di gelatina, sabbia e cianobatteri che si raffredda in modo davvero simile a una gelatina di frutta o un pudding</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La struttura risultante, nei test fatti, è stata in grado di rigenerarsi tre volte dopo che i ricercatori l&#8217;avevano tagliata, suggerendo una potenziale svolta nel campo nascente dei materiali autoassemblanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il calcestruzzo vivente, che gli scienziati del Colorado hanno realizzato in collaborazione con la <a href="https://www.darpa.mil/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">DARPA</a>, all&#8217;inizio presenta un colore verde malaticcio che sfuma quando i batteri si estinguono, come racconta una <a href="https://www.cell.com/matter/fulltext/S2590-2385(19)30391-1" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ricerca</a> pubblicata sulla rivista Matter.</p>
<p style="text-align: justify;">«Sembra davvero un materiale Frankenstein», ha dichiarato al New York Times l&#8217;ingegnere della UC Boulder e capo progetto Will Srubar.<br />
Anche se il colore si attenua, comunque i batteri sopravvivono per diverse settimane e possono essere ringiovaniti – con conseguente ulteriore crescita – nelle giuste condizioni.</p>
<p style="text-align: justify;">La DARPA è particolarmente interessata a un materiale autosufficiente che possa essere utilizzato per assemblare strutture in remote aree desertiche, o potenzialmente anche nello spazio.</p>
<p style="text-align: justify;">Se il calcestruzzo vivente può arrivare a quel livello, potrebbe ridurre la quantità – e il peso – dei materiali che le agenzie spaziali dovranno lanciare per effettuare delle costruzioni su altri pianeti.</p>
<p style="text-align: justify;">«Non c&#8217;è modo di trasportare materiali da costruzione nello spazio», ha detto Srubar sempre al New York Times. «Porteremo con noi la biologia».</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Eco-campus a Malaga</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Oct 2019 13:09:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bioedilizia]]></category>
		<category><![CDATA[app]]></category>
		<category><![CDATA[campus high-tech]]></category>
		<category><![CDATA[connessioni digitali]]></category>
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		<category><![CDATA[spagna]]></category>
		<category><![CDATA[Università di Malaga]]></category>
		<category><![CDATA[Università Malaga]]></category>
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					<description><![CDATA[Connettività digitale e sistemi sostenibili per il campus ecologico dell&#8217;università spagnola L&#8217;Università di Malaga,&#160;in Spagna, ospiterà presto la nascita di un campus high-tech,&#160;che ridefinirà il tessuto urbano grazie a sistemi di connettività digitale e all&#8217;uso delle energie rinnovabili. Progettato da Ecosistema Urbano&#160;per rigenerare l&#8217;area sottoutilizzata di Bulevar Louis Pasteur, il progetto non solo migliorerà le [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38541" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Ecocampus_Malaga_cut.jpg" alt="" width="804" height="401" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Ecocampus_Malaga_cut.jpg 804w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Ecocampus_Malaga_cut-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Ecocampus_Malaga_cut-768x383.jpg 768w" sizes="(max-width: 804px) 100vw, 804px" /></p>
<p>Connettività digitale e sistemi sostenibili per il campus ecologico dell&#8217;università spagnola</p>
<p>  <span id="more-38542"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;<a href="https://www.uma.es/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Università di Malaga</a>,&nbsp;in Spagna, ospiterà presto la nascita di un campus <em>high-tech,&nbsp;</em>che ridefinirà il tessuto urbano grazie a sistemi di connettività digitale e all&#8217;uso delle energie rinnovabili. Progettato da <a href="https://ecosistemaurbano.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ecosistema Urbano</a>&nbsp;per rigenerare l&#8217;area sottoutilizzata di Bulevar Louis Pasteur, il progetto non solo migliorerà le infrastrutture della città, ma creerà anche nuovi spazi nelle aree pubbliche in cui potranno svolgersi le attività universitarie quotidiane, comprese le lezioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Con una superficie totale di 21 ettari, il progetto di pianificazione del campus universitario di Malaga si muove intorno a quattro strategie principali: collegare l&#8217;università ai suoi dintorni urbani; creare, ripristinare e migliorare lo spazio verde esistente; consentire agli utenti di visualizzare informazioni in tempo reale e manipolare gli aspetti fisici dello spazio pubblico con la tecnologia; rendere disponibili spazi e dispositivi per riunioni educative nelle aree pubbliche, che possono essere utilizzati da studenti e cittadini locali.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tutto sarà possibile grazie all&#8217;utilizzo di una rete di sensori e di tecnologie interattive – infatti, uno degli aspetti chiave di questo progetto è proprio il suo impegno nell&#8217;uso della tecnologia come mezzo per migliorare l&#8217;interazione tra persone e ambiente, visto che sarà il primo spazio pubblico che gli utenti potranno controllare attraverso un&#8217;applicazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Per ridurre l&#8217;impatto ambientale del progetto, gli architetti hanno proposto di installare pannelli fotovoltaici per alimentare i sistemi di condizionamento bioclimatico del campus, come il raffreddamento per evaporazione e la circolazione geotermica dell&#8217;aria. Verranno inoltre utilizzate strategie bioclimatiche passive, tra cui elementi di ombreggiatura come pareti verdi e tettoie scultoree.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Pratiche di bioedilizia in Malesia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Sep 2018 07:56:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bioedilizia]]></category>
		<category><![CDATA[bioedilizia]]></category>
		<category><![CDATA[malesia]]></category>
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					<description><![CDATA[Il governo sta applicando politiche virtuose, ma il paese ha bisogno di nuovi interventi Sono stati recentemente pubblicati sull&#8217;Australian Journal of Basic and Applied Sciences i risultati di un esperimento promosso dall&#8217;Università Sains Malaysia. Il governo malese è il più forte sostenitore della bioedilizia. Ha introdotto e implementato politiche che hanno incoraggiato lo sviluppo di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-37156" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/09/images_cami-bioedilizia.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/09/images_cami-bioedilizia.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/09/images_cami-bioedilizia-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/09/images_cami-bioedilizia-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Il governo sta applicando politiche virtuose, ma il paese ha bisogno di nuovi interventi</p>
<p>  <span id="more-37158"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Sono stati recentemente pubblicati sull&#8217;Australian Journal of Basic and Applied Sciences <a href="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/09/www.ajbasweb.com_old_ajbas_2017_March_131-139.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">i risultati di un esperimento</a> promosso dall&#8217;Università Sains Malaysia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il governo malese è il più forte sostenitore della bioedilizia. Ha introdotto e implementato politiche che hanno incoraggiato lo sviluppo di tecnologie verdi che aiutano a preservare l&#8217;ambiente. Nonostante questo, l&#8217;edilizia green affronta, in Malesia, diversi grossi ostacoli: non ci sono conoscenze appropriate e competenze pertinenti, le regole sono poche e i regolamenti incompleti.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori, per affermare questo, hanno condotto un sondaggio sui professionisti del settore. L&#8217;indagine si basava sulla compilazione di un questionario e i dati raccolti sono stati valutati tramite software di analisi statistica. Sulla base di queste analisi, i ricercatori hanno individuato quattro ipotesi plausibili (e, quindi, quattro possibili interventi) per spiegare la lenta crescita del settore.</p>
<p style="text-align: justify;">Programmi educativi, linee guida chiare, piani, procedure e regolamenti sono i fattori alla base della problematica. Allo stesso tempo, sono i punti su cui il goveno malese dovrebbe lavorare per dare una risposta efficace al problema.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori hanno concluso che la <a href="casa/bioedilizia.html?highlight=WyJiaW9lZGlsaXppYSJd" target="_blank" rel="noopener noreferrer">bioedilizia</a>&nbsp;in Malesia si trova in una fase embrionale di sviluppo: con un supporto, il settore potrebbe davvero decollare, trasformando il resto dell&#8217;industria delle costruzioni.</p>
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		<title>Un parcheggio che rispetta l&#8217;ambiente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 May 2018 09:12:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bioedilizia]]></category>
		<category><![CDATA[Asti]]></category>
		<category><![CDATA[parcheggio]]></category>
		<category><![CDATA[parco]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
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					<description><![CDATA[Proposto ad Asti un gigante parco circolare sopraelevato che mostra come sia possibile unire l&#8217;amore per l&#8217;ambiente con le necessità urbane È un enorme anello dal tetto verde il progetto che è stato presentato ad Asti e che abbina la costruzione di un parcheggio sopraelevato con la rimessa in sesto di un bellissimo spazio pubblico. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-36311" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/05/images_parcoverdeasti.jpg" alt="" width="800" height="398" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_parcoverdeasti.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_parcoverdeasti-300x149.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_parcoverdeasti-768x382.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Proposto ad Asti un gigante parco circolare sopraelevato che mostra come sia possibile unire l&#8217;amore per l&#8217;ambiente con le necessità urbane</p>
<p>  <span id="more-36312"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">È un enorme anello dal tetto verde il progetto che è stato presentato ad Asti e che abbina la costruzione di un parcheggio sopraelevato con la rimessa in sesto di un bellissimo spazio pubblico. Il progetto, presentato dagli architetti Angelo Salamone e Ilaria Filippi dello studio <a href="http://www.as-does.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">AS-DOES</a>&nbsp;vuole essere un esempio di come una infrastruttura pensata per essere green e rispettare l&#8217;ambiente possa anche essere in grado di creare uno spazio comunitario funzionale e attraente.</p>
<p style="text-align: justify;">AS-DOES ha presentato <a href="http://www.as-does.it/page11.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">questo parcheggio</a>&nbsp;come proposta per un concorso che è stato organizzato dalla <a href="http://www.asp.asti.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Asti Servizi Pubblici SpA</a>&nbsp; e che richiedeva soluzioni per affrontare la riqualificazione di Piazza Campo del Palio ad Asti. Ogni progetto doveva affrontare il tema della rivitalizzazione dell&#8217;area, al fine di renderla più sicura e funzionale per i cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo progetto prevede l&#8217;istituzione di più piani ellittici e funziona come un passaggio coperto con un grande tetto verde per entrare nella piazza, che rimane uno spazio aperto e vitale in cui poter stare per i cittadini ed essere utilizzato per una varietà di scopi – spettacoli, eventi locali, mercati. Il progetto, infatti, è stato pensato proprio per prevedere vasti spazi aperti, oltre alle aree per il parcheggio e agli spazi per le attività commerciali e culturali, tanto che i progettisti hanno incorporato un tetto completamente green per rendere la costruzione più attraente e per fornire ai cittadini non solo un luogo in cui stare all&#8217;aperto con piacevolezza – giocare a pallone, leggere, andare sullo skate –, ma anche un posto in cui gli sarà possibile avere una vista panoramica incredibile sulla bellezza della città.</p>
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		<title>Un grattacielo mangia-carbonio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Dec 2016 09:46:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bioedilizia]]></category>
		<category><![CDATA[bio architettura]]></category>
		<category><![CDATA[bio edilizia]]></category>
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					<description><![CDATA[Il palazzo a torsione per l&#8217;assorbimento di carbonio di Taipei si avvicina al completamento Una torre ecologica ispirata alla struttura a doppia elica del DNA e destinata all&#8217;assorbimento del carbonio: è questo lo straordinario progetto che la Vincent Callebaut Architectures&#160;sta portando avanti subito fuori Taipei, a Taiwan. Situata nel distretto di Xinyi, a pochi isolati [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33061" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/12/images_taipei_pl008.jpg" alt="" width="1327" height="1000" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/12/images_taipei_pl008.jpg 1327w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/12/images_taipei_pl008-300x226.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/12/images_taipei_pl008-1024x772.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/12/images_taipei_pl008-768x579.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/12/images_taipei_pl008-1200x904.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1327px) 100vw, 1327px" /></p>
<p>Il palazzo a torsione per l&#8217;assorbimento di carbonio di Taipei si avvicina al completamento</p>
<p>  <span id="more-33062"></span>  </p>
<p>Una torre ecologica ispirata alla struttura a doppia elica del DNA e destinata all&#8217;assorbimento del carbonio: è questo lo straordinario progetto che la <a href="http://vincent.callebaut.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vincent Callebaut Architectures</a>&nbsp;sta portando avanti subito fuori Taipei, a Taiwan. Situata nel distretto di Xinyi, a pochi isolati dalla <a href="http://www.usgbc.org/projects/taipei-101-tower-0" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Taipei 101 Tower</a>, l&#8217;<a href="http://vincent.callebaut.org/object/130122_taipei/taipei/projects" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Agora Garden Tower</a>&nbsp;di Callebaut – così si chiama – è un palazzo a torsione che sarà pieno di piante, orti e alberi su ogni piano: un quantitativo di verde che lo renderà in grado di assorbire 130 tonnellate di anidride carbonica ogni anno. Ovviamente, oltre a questa funzione, l&#8217;edificio è stato anche costruito per ospitare degli appartamenti – che saranno i più costosi appartamenti di lusso di Taipei, visto che oltretutto si troveranno su uno dei più grandi siti residenziali della città. Costruito principalmente da cemento per la stabilità sismica, il grattacielo di ventidue piani sarà anche composto da club dal respiro panoramico, una piscina, una palestra e un parcheggio per le auto.&nbsp;</p>
<p>La sua forma insolita non trae ispirazione solo dal DNA, si muove anche a partire dai concetti di yin e yang dell&#8217;antica filosofia cinese: di fatto, la torsione dell&#8217;edificio, crea una bella cascata di giardini open-air che offre agli abitanti una vista panoramica e trasversale della città. <br />I paesaggisti della società <a href="http://www.swagroup.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SWA</a>&nbsp;che se ne sono occupati, hanno creato un&#8217;architettura dell&#8217;ambiente che comprende 23.000 alberi piantati tra piani e balconi. Una fusione tra clima, paesaggio e bio-architettura, insomma, che integra sistemi bioclimatici passivi (come l&#8217;illuminazione e la ventilazione naturali o il riciclo dell&#8217;acqua piovana) con le energie rinnovabili (il grande tetto e le tettoie fotovoltaici, l&#8217;automazione per risparmiare energia e gli ascensori che utilizzano azionamenti rigenerativi a risparmio energetico): è questo la Agora Garden Tower.</p>
<p>Il suo completamento è previsto nel settembre del 2017.</p>
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		<title>Metà delle nostre case saranno riscaldate grazie alle rinnovabili entro il 2040</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 May 2016 11:01:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bioedilizia]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[solare]]></category>
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					<description><![CDATA[La domanda di gas naturale si dimezzerà nel corso dei prossimi vent&#8217;anni, riducendo le emissioni di anidride carbonica residenziali di oltre il 75% entro il 2050 Secondo uno studio curato dalla IHS Energy, l&#8217;Europa avrebbe davvero iniziato a muoversi per raggiungere gli obiettivi climatici che sono stati prefissati per i decenni a venire, grazie al [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-31583" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/05/images_Green_House.JPG" alt="" width="821" height="629" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/05/images_Green_House.JPG 821w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/05/images_Green_House-300x230.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/05/images_Green_House-768x588.jpg 768w" sizes="(max-width: 821px) 100vw, 821px" /></p>
<p>La domanda di gas naturale si dimezzerà nel corso dei prossimi vent&#8217;anni, riducendo le emissioni di anidride carbonica residenziali di oltre il 75% entro il 2050</p>
<p>  <span id="more-31584"></span>  </p>
<p>Secondo uno studio curato dalla<a href="https://www.ihs.com/index.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> IHS Energy</a>, l&#8217;Europa avrebbe davvero iniziato a muoversi per raggiungere gli obiettivi climatici che sono stati prefissati per i decenni a venire, grazie al serraggio di alcune normative esistenti.</p>
<p>Attualmente, il settore del riscaldamento è al centro di una maggiore attenzione da parte dei responsabili delle politiche e questo studio della IHS – dal titolo: «Beyond the Flame: The Transformation of Europe’s Heat» – sostiene che la direzione intrapresa potrebbe portare la quota di calore rinnovabile utilizzata nel settore residenziale al 49% rispetto al totale entro il 2040: un&#8217;opportunità enorme sia per quanto riguarda i conti di riscaldamento e raffreddamento sia per la riduzione dei gas a effetto serra.</p>
<p>Lo studio ha valutato una serie di opzioni tecnologiche, nonché le misure di ristrutturazione edilizia in base ai loro costi livellati e alla facilità di installazione negli edifici già esistenti, per individuare le soluzioni più pratiche e convenienti per ridurre il consumo energetico, migliorare l&#8217;efficienza e aumentare la quota di fonti di calore rinnovabili. L&#8217;analisi ha suggerito l&#8217;introduzione di sistemi di riscaldamento ibridi, che combinano una caldaia a condensazione a gas ad alta efficienza con una pompa di calore ad aria: dallo studio è emerso che lo sviluppo di questi sistemi ibridi integrati potrebbe davvero trasformare – senza la necessità di troppi lavori – la fornitura di calore nelle zone d&#8217;Europa in cui il gas è attualmente il combustibile dominante per quanto riguarda il riscaldamento – per esempio: Regno Unito, Germania, Paesi Bassi, Francia e Italia.</p>
<p>Anche se rimane una notevole incertezza circa la forma futura del settore del calore in Europa, è chiaro che il ritmo dei cambiamenti accelererà in futuro e l&#8217;UE sarà sempre più intrecciata con il settore energetico, sia da un punto di vista politico che operativo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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