<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>News &#8211; Ecoseven</title>
	<atom:link href="https://www.ecoseven.net/categoria/ambiente/news-ambiente/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ecoseven.net</link>
	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
	<lastBuildDate>Tue, 23 Jan 2024 12:14:36 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>
	<item>
		<title>I giorni della Merla</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/i-giorni-della-merla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2024 12:14:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ecoseven.net/?p=204333</guid>

					<description><![CDATA[Quali sono e perché si chiamano “i giorni della merla” I giorni della merla, secondo le leggende del folklore italiano da cui il detto trae origine, sono gli ultimi tre giorni di gennaio, ovvero il 29, 30 e 31. Tali leggende hanno radice nel mito di Demetra e Persefone e, quindi, nelle culture latina e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"><i>Quali sono e perché si chiamano “i giorni della merla”</i></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">I giorni della </span><span style="font-size: medium;"><b>merla</b></span><span style="font-size: medium;">, secondo le leggende del folklore italiano da cui il detto trae origine, sono gli </span><span style="font-size: medium;"><b>ultimi tre giorni di gennaio, ovvero il 29, 30 e 31. </b></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Tali leggende hanno radice nel </span><span style="font-size: medium;"><b>mito di Demetra e Persefone</b></span><span style="font-size: medium;"> e, quindi, nelle culture latina e greca. Gli uccelli, infatti, erano visti dagli antichi come </span><span style="font-size: medium;"><b>messaggeri degli dei</b></span><span style="font-size: medium;">.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">La merla, in questo caso, è </span><span style="font-size: medium;"><b>messaggera di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Persefone">Persefone</a></b></span><span style="font-size: medium;"> che la invia per annunciare alla madre Demetra (o Cerere) la sua visita dal regno dell’Ade e, quindi, per preannunciare l&#8217;arrivo della primavera.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Se nei tre giorni, che la tradizione individua come i più freddi dell’anno, la merla usciva dal nido e le temperature erano miti, significava che l&#8217;inverno sarebbe durato a lungo, perché Persefone sarebbe arrivata dopo; se invece faceva veramente molto freddo, l&#8217;inverno sarebbe finito presto e la primavera non avrebbe tardato ad arrivare perché Demetra avrebbe rivisto presto la figlia (Persefone).</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Leggendo il mito nell’ottica della tradizione popolare per le previsioni del tempo a lungo termine, se in quei tre giorni le temperature sono miti l&#8217;inverno durerà ancora a lungo. Se invece fa molto freddo, l&#8217;inverno starà per finire e la primavera non tarderà ad arrivare.</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ambiente: la pianta che si nutre di metalli e bonifica i terreni inquinati</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/ambiente-la-pianta-che-si-nutre-di-metalli-e-bonifica-i-terreni-inquinati/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/ambiente-la-pianta-che-si-nutre-di-metalli-e-bonifica-i-terreni-inquinati/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Mar 2022 07:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[foglie]]></category>
		<category><![CDATA[metalli]]></category>
		<category><![CDATA[metallo]]></category>
		<category><![CDATA[pianta]]></category>
		<category><![CDATA[terreni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=17272</guid>

					<description><![CDATA[&#160; La pianta Rinorea Niccolifera è in grado di mangiare una quantità di metallo migliaia di volte superiore a quella che assorbono normalmente dal terreno le altre specie vegetali Una pianta che si nutre di metalli in grado di bonificare i terreni inquinati. Stiamo parlando di una nuova specie di vegetale scoperta recentemente nelle Filippine [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-141326" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/03/leaf-g162996160_1280.jpg" alt="" width="800" height="533" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/03/leaf-g162996160_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/03/leaf-g162996160_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/03/leaf-g162996160_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h3>La pianta Rinorea Niccolifera è in grado di mangiare una quantità di metallo migliaia di volte superiore a quella che assorbono normalmente dal terreno le altre specie vegetali</h3>
<p><span id="more-17272"></span></p>
<p>Una <strong>pianta</strong> che si nutre di <strong>metalli</strong> in grado di bonificare i <strong>terreni</strong> inquinati. Stiamo parlando di una nuova specie di vegetale scoperta recentemente nelle Filippine e capace di ‘mangiare’ una quantità di <strong>metallo</strong> (in particolare nichel) migliaia di volte superiore a quella che assorbono normalmente dal terreno le altre piante.</p>
<p>La nuova <a href="https://www.ecoseven.net//?p=9774" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>pianta</strong></a>, nello specifico, appartiene alla famiglia delle Violacee ed è stata chiamata  ‘Rinorea Niccolifera’: un nome che riflette proprio la sua capacità di accumulare ingenti quantità di nichel nelle sue <strong>foglie</strong>, dove il <strong>metallo</strong> accumulato raggiunge l’1,8%. Sui possibili utilizzi ‘ambientali’ della <strong>pianta</strong>, si sono ovviamente concentrati alcuni ricercatori dell’Università filippina ‘Los Banos’, appoggiati finanziariamente da un progetto del dipartimento di scienza e tecnologia del Consiglio filippino per industria, l’<a href="https://www.ecoseven.net//?p=6" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>energia</strong></a> e lo sviluppo di tecnologie emergenti. L’obiettivo è quello di impiegare la <strong>pianta</strong> sia per bonificare <strong>terreni</strong> inquinati dal <strong>metallo</strong>, sia per recuperare il nichel dalle foglie per fini commerciali.</p>
<p>La <strong>pianta</strong> ‘Rinorea Niccolifera’ d’altronde è una sorta di &#8216;iperaccumulatore naturale&#8217; di <strong>metalli</strong> pesanti. Una caratteristica, questa, estremamente rara tra le varie specie vegetali. Per maggiori informazioni sullo studio è possibile consultare questo <a href="http://www.pensoft.net/journals/phytokeys/article/7136/rinorea-niccolifera-violaceae-a-new-nickel-hyperaccumulating-species-from%C2%A0luzon%C2%A0island-%C2%A0philippines" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sito</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/ambiente-la-pianta-che-si-nutre-di-metalli-e-bonifica-i-terreni-inquinati/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>139</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Donne e giovani nell&#8217;universo dell&#8217;agricoltura</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/donne-e-giovani-nelluniverso-dellagricoltura/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/donne-e-giovani-nelluniverso-dellagricoltura/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2020 16:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[cibo e territorio]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[PSRN]]></category>
		<category><![CDATA[sensibilità ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità ambientale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ecoseven.net/?p=49632</guid>

					<description><![CDATA[Il PSRN un&#8217;opportunità per tornare alla terra.  Il tema dello sviluppo rurale è ormai da tempo nell’agenda delle politiche europee. Grazie al cofinanziamento del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR), in condivisione con il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali del nostro Paese, è stato possibile dare vita ad un progetto che, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3></h3>
<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-49639" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/field-of-rapeseeds-4910374_1280.jpg" alt="agricoltura" width="800" height="456" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/field-of-rapeseeds-4910374_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/field-of-rapeseeds-4910374_1280-300x171.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/field-of-rapeseeds-4910374_1280-768x438.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3><strong>Il PSRN un&#8217;opportunità per tornare alla terra. </strong></h3>
<p><span id="more-49632"></span></p>
<p>Il tema dello sviluppo rurale è ormai da tempo nell’agenda delle politiche europee.</p>
<p>Grazie al cofinanziamento del <strong>Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale</strong> (FEASR), in condivisione con il <strong>Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali</strong> del nostro Paese, è stato possibile dare vita ad un progetto che, in totale coerenza con le politiche Ue, punta a sostenere le potenzialità dei territori agricoli in tutte le regioni italiane.</p>
<p>Si tratta del <strong>Programma di Sviluppo Rurale Nazionale</strong>, concepito per consentire alle imprese agricole una serie di misure che facilitino e rendano più sostenibile lo sforzo che si deve affrontare in questo tipo di attività.</p>
<p>In questo contesto ha un peso importante la misura relativa alla gestione del rischio (17) e la sottomisura 17.1 che prevede il supporto alla prosecuzione e allo sviluppo del sistema assicurativo agevolato per il raccolto gli animali e le piante.</p>
<p>Anche in termini di risparmio delle risorse idriche vi è grande attenzione agli investimenti irrigui (tema contenuto nella misura 4,3) e, nondimeno, il Programma si estende all’aspetto del miglioramento genetico del patrimonio zootecnico e della biodiversità animale (sottomisura 10.2).</p>
<h4>Non vi è dubbio che lo scenario sia molto cambiato e che la percezione dell’attività agricola oggi sia ben diversa da quella di una volta.</h4>
<p>Il PSRN rientra in questa nuova visione, che mette al centro il potenziale dell’agricoltura prevedendo risorse dedicate, aprendo così la porta per nuove imprese maggiormente tutelate.</p>
<p><strong>A questo cambiamento hanno mostrato grande sensibilità le donne e le nuove generazioni</strong>, che hanno risposto al richiamo della terra in modo sorprendente.</p>
<p>Secondo i dati ISMEA, <strong>L’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare</strong> in seno al Mipaaf, sono oltre 57mila le imprese agricole italiane condotte da persone al di sotto dei 35 anni, mentre 210.402 sono le realtà guidate da donne. Il che equivale rispettivamente al 7,7% e al 28,4% sul totale dell’insieme di imprese iscritte al registro di riferimento a fine 2019.</p>
<h4>Ma non è tutto.</h4>
<p>Sempre secondo il dato Ismea, si è appreso che <strong>la componente giovanile in agricoltura si dimostra la più dinamica con oltre il 15% in più di aziende condotte da under 35 dal 2015 ad oggi</strong>, tutto questo in controtendenza rispetto della flessione del numero di aziende agricole totali (si parla del -2% negli ultimi 5 anni) e di quelle a conduzione femminile (-4%).</p>
<p>Una rilevazione che conferma il concetto sopra anticipato: vi è effettivamente un ritorno in campagna delle nuove generazioni, ma non soltanto in virtù della mancanza o scarsità di alternative in termini di occupazione, quanto piuttosto in relazione al fatto che <strong>vi è un interesse sempre crescente legato alla terra ed all’ambiente</strong>.</p>
<p>Non vi è dubbio che questa ripresa della passione per la terra sia stata potenziata da una <strong>maggiore sensibilità delle giovani generazioni al tema della sostenibilità ambientale</strong> ed anche ad un approccio di maggior consapevolezza riguardo il legame tra cibo e territorio.</p>
<p>Attualmente, quello del<strong>l’ingresso così incisivo dei giovani nel mondo dell’agricoltura è da considerare un valore aggiunto</strong>, perché con la loro modernità e con la naturale inclinazione verso le più sofisticate tecnologie, rappresentano una sorta di volano per lo sviluppo dell’economia in termini di innovazione.</p>
<p>Queste nuove generazioni risultano essere più istruite rispetto ai loro predecessori più anziani: basti pensare che il 51% di capi di azienda giovani ha un diploma e il 16% una laurea, non necessariamente collegata a materie strettamente agronomiche.</p>
<p>Inoltre, una volta che si mettono a capo di un’impresa dimostrano di avere <strong>maggior spirito imprenditoriale</strong>, di mettersi al lavoro su aziende più grandi e di essere molto più in confidenza con l’attitudine di fare rete.</p>
<p>Prova ne sia la capacità che i giovani hanno di convertire per esempio la vocazione di un’azienda agricola, declinandola in diverse attività: sono molte le iniziative imprenditoriali che portano la loro firma, in cui le nuove generazioni hanno saputo interpretare in una chiave innovativa le varie opportunità offerte dal mondo rurale.</p>
<p>Con grande flessibilità, hanno aperto il mondo agricolo alla vendita diretta e, in numero consistente, hanno saputo valorizzare il territorio facendo diventare le aziende stesse una tappa turistico-ricettiva in grado di testimoniare la qualità dei diversi prodotti nei vari agriturismi.</p>
<p>Il <strong>PSRN</strong>, con le misure che ne contraddistinguono l’applicazione pratica, rappresenta a sua volta un valore aggiunto in termini di attrattività attorno alla realtà agricola:  esso ha sicuramente contribuito ha creare le condizioni per trasferire a donne e giovani messaggi positivi in tema di agricoltura, aumentando la fiducia di potersi affacciare a nuove opportunità professionali per il proprio futuro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/donne-e-giovani-nelluniverso-dellagricoltura/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>5</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>PSRN, il vantaggio della gestione del rischio nel pianeta agricoltura</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/psrn-il-vantaggio-della-gestione-del-rischio-nel-pianeta-agricoltura/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/psrn-il-vantaggio-della-gestione-del-rischio-nel-pianeta-agricoltura/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2020 11:20:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[fondo europeo]]></category>
		<category><![CDATA[politiche agricole]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo rurale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ecoseven.net/?p=48906</guid>

					<description><![CDATA[La percezione che nel nostro Paese si ha in tema di agricoltura e sviluppo rurale ha subito negli ultimi decenni una radicale trasformazione. Questo anche in conseguenza di una rapida evoluzione degli eventi prodotta dai grandi cambiamenti del nostro tempo. Se ci si volta a guardare il recente passato, il mondo agricolo evocava quasi esclusivamente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-48908" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/trees-790220_1280.jpg" alt="agricoltura" width="799" height="458" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/trees-790220_1280.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/trees-790220_1280-300x172.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/trees-790220_1280-768x440.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<h3>La percezione che nel nostro Paese si ha in tema di agricoltura e sviluppo rurale ha subito negli ultimi decenni una radicale trasformazione.</h3>
<p><span id="more-48906"></span></p>
<p>Questo anche in conseguenza di una rapida evoluzione degli eventi prodotta dai grandi cambiamenti del nostro tempo.</p>
<p>Se ci si volta a guardare il recente passato, il mondo agricolo evocava quasi esclusivamente immagini di comunità contadine concentrate con sacrificio nel lavoro della terra.</p>
<p>Oggi invece l’agricoltura è diventata “smart”, accende interesse nei giovani in un modo più creativo, stimolando anche la voglia di osare e, perché no, di creare un’attività di impresa.</p>
<p>Il concetto di “smart” riporta al presente ed al futuro: l’agricoltura diventa un comparto intelligente e moderno, sempre più sostenibile e finalmente incentrato sulla tutela dell’ambiente.</p>
<h4>Dedicandosi all’agricoltura si può oggi contare sull’accesso ad alimenti sicuri e di qualità, magari anche diversificati ed a prezzi accessibili.</h4>
<p>Grazie poi all’intervento delle politiche europee, l’agricoltore del terzo millennio è messo in grado di contrastare i cambiamenti climatici e di essere tutelato in termini di esposizione finanziaria.</p>
<p>Un’evoluzione questa, cui ha dato una forte spinta propulsiva proprio il ruolo dell’Europa che, attraverso lo strumento del <strong>Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale</strong> (FEASR) ha contribuito a dare impulso al mondo delle imprese agricole.</p>
<p>Nello specifico, il <strong>Programma di Sviluppo Rurale Nazionale</strong> (<a href="https://www.psrn.it/">PSRN</a>) esprime pienamente lo sviluppo di un percorso virtuoso: esso infatti rappresenta lo strumento attraverso il quale il <strong>Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali</strong> (<a href="https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/202">MIPAAF</a>) sostiene le potenzialità delle zone rurali in tutto il territorio italiano, rispettando le prerogative che traggono origine dalle linee guida europee in merito all&#8217;incentivazione delle attività del settore attraverso misure di agevolazione specifica per varie categorie di investimenti.</p>
<p>Per il sostegno alle zone rurali, sono state identificate le aree di intervento a livello nazionale in alcune misure specifiche come ad esempio gli investimenti irrigui, elemento contenuto nella <a href="https://www.psrn.it/insights/investire-finanziamenti-per-le-infrastrutture-irrigue/">sottomisura 4.3</a>; gli strumenti di gestione del rischio in agricoltura attraverso il supporto alla prosecuzione e allo sviluppo del sistema assicurativo agevolato per il raccolto, gli animali e le piante, <a href="https://www.psrn.it/proteggere-e-stabilizzare/">sottomisura 17.1</a>; il miglioramento genetico del patrimonio zootecnico e della biodiversità animale, <a href="https://www.psrn.it/tutelare/">sottomisura 10.2</a>.</p>
<h4>Una cosa è certa: cambiando l’agricoltura, cambia anche la gestione del rischio.</h4>
<p>Del resto è cosa nota che il reddito agricolo porti inevitabilmente con sé la caratteristica di essere instabile. Ogni anno infatti, almeno il 20% degli agricoltori subiscono una perdita di reddito che equivale a più del 30% del loro reddito medio dei tre anni precedenti.</p>
<p>Inoltre, eventi legati al cambiamento climatico sono in aumento nel mondo e mai come ora i raccolti necessitano di supporti speciali per essere garantiti e/o recuperati nel tempo.</p>
<p>E’ in questo ambito che si possono ben identificare i vantaggi del PSRN, in termini di contributi finanziari per premi di assicurazione e contributi finanziari anche ai fondi di mutualizzazione.</p>
<p>Un sistema che prevede adeguate risorse e che, grazie alla Politica UE, ha reso possibile rivitalizzare a livello nazionale le risorse destinate al settore.</p>
<p>In particolare, con la misura 17 e la <a href="https://www.psrn.it/proteggere-e-stabilizzare/">sottomisura 17.1</a> si è individuato l’unico strumento normativo che possa consentire la tenuta del sistema di gestione dei rischi agevolati.</p>
<p>Cosa che non sarebbe stata possibile sostenere con i soli fondi regionali.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/psrn-il-vantaggio-della-gestione-del-rischio-nel-pianeta-agricoltura/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>7</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>PSRN:SEMINIAMO IL FUTURO DELLE ZONE RURALI</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/seminiamo-il-futuro-delle-zone-rurali/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/seminiamo-il-futuro-delle-zone-rurali/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Feb 2020 17:35:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[fondi europei]]></category>
		<category><![CDATA[imprese agricole]]></category>
		<category><![CDATA[Mipaaf]]></category>
		<category><![CDATA[piani sviluppo rurale]]></category>
		<category><![CDATA[PSRN]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ecoseven.net/?p=48401</guid>

					<description><![CDATA[&#8220;Seminiamo il futuro delle zone rurali&#8221; le opportunità messe in campo dal MIPAAF &#8211; PSRN prima del completo esaurimento dei fondi. Lo scorso 20 febbraio la sede di Eataly di Roma ha ospitato l’evento PSRN: Seminiamo il futuro delle zone rurali, dedicato alla presentazione della campagna di comunicazione del Programma di Sviluppo Rurale Nazionale (PSRN) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-48402 size-full" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/02/MIPAAF-Immagine-orizzontale-PSRN.jpg" alt="Evento lancio campagna PSRN" width="1200" height="628" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/02/MIPAAF-Immagine-orizzontale-PSRN.jpg 1200w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/02/MIPAAF-Immagine-orizzontale-PSRN-300x157.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/02/MIPAAF-Immagine-orizzontale-PSRN-1024x536.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/02/MIPAAF-Immagine-orizzontale-PSRN-768x402.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<h2>&#8220;Seminiamo il futuro delle zone rurali&#8221; le opportunità messe in campo dal <a href="https://www.politicheagricole.it/">MIPAAF</a> &#8211; PSRN prima del completo esaurimento dei fondi.</h2>
<p><span id="more-48401"></span></p>
<p>Lo scorso 20 febbraio la sede di Eataly di Roma ha ospitato l’evento <em><a href="https://www.psrn.it/">PSRN</a>: Seminiamo il futuro delle zone rurali</em>, dedicato alla presentazione della campagna di comunicazione del Programma di Sviluppo Rurale Nazionale (PSRN) 2014/2020, cofinanziato dal Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR).</p>
<p>Il Programma è lo strumento attraverso il quale il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MIPAAF) punta a sostenere e sviluppare le potenzialità delle zone rurali in tutto il territorio italiano.</p>
<p>La nuova la campagna, rivolta ai beneficiari, al grande pubblico e agli stakeholders è stata realizzata con l&#8217;obiettivo di informare sulle opportunità del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale e del suo supporto a favore della sostenibilità economica, ambientale e dell’inclusione sociale.</p>
<p>Alla presenza di un foltissimo pubblico fatto di operatori del settore, giornalisti e studenti l’evento è stata occasione per raccontare ancora una volta le aree di intervento a livello nazionale che trovano attuazione per il PSRN in misure specifiche come ad esempio gli investimenti irrigui, elemento contenuto nella sottomisura 4.3; gli strumenti di gestione del rischio in agricoltura attraverso il supporto alla prosecuzione e allo sviluppo del sistema assicurativo agevolato per il raccolto, gli animali e le piante (sottomisura 17.1), il miglioramento genetico del patrimonio zootecnico e della biodiversità animale (sottomisura 10.2).</p>
<p>Tra gli obiettivi prioritari della campagna, presentata dal MIPAAF nella giornata dello scorso 20 febbraio, vi è  quello di agevolare i beneficiari del Programma nella comprensione della complessa macchina burocratica che regola l’accesso alle misure previste dal PSRN e far conoscere il nuovo sito istituzionale <a href="http://www.psrn.it">www.psrn.it</a>,  luogo privilegiato da cui trarre informazioni sullo stato di attuazione del Programma ed essere coinvolti in piena autonomia nelle procedure di interesse per la propria impresa agricola.</p>
<p>Il lancio della campagna intende soprattutto sollecitare l’attenzione dei beneficiari sul PSRN affinché, in una sorta di sprint finale, essi possano cogliere al volo questa grande opportunità prima del completo esaurimento dei fondi.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/seminiamo-il-futuro-delle-zone-rurali/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>4</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Torna la peste nera in Cina</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/torna-la-peste-nera-in-cina/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/torna-la-peste-nera-in-cina/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Nov 2019 12:56:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[peste nera]]></category>
		<category><![CDATA[peste polmonare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=38688</guid>

					<description><![CDATA[Scoperti due casi di peste polmonare in Cina che fanno preoccupare l&#8217;opinione pubblica Alcuni medici in Cina hanno diagnosticato la peste polmonare a due persone, dice l&#8217;agenzia di stampa statale Xinhua News. Entrambi i pazienti provengono da una regione interna della Mongolia cinese e hanno ricevuto un trattamento adeguato per le loro condizioni presso le [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38687" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/11/images_dicembre_2019_peste.jpg" alt="" width="788" height="473" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/images_dicembre_2019_peste.jpg 788w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/images_dicembre_2019_peste-300x180.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/images_dicembre_2019_peste-768x461.jpg 768w" sizes="(max-width: 788px) 100vw, 788px" /></p>
<p>Scoperti due casi di peste polmonare in Cina che fanno preoccupare l&#8217;opinione pubblica</p>
<p>  <span id="more-38688"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni medici in Cina hanno diagnosticato la peste polmonare a due persone, dice l&#8217;agenzia di stampa statale <a href="https://www.ecoseven.net/(http:/www.xinhuanet.com/english/2019-11/12/c_138549881.htm)" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Xinhua News</a>. Entrambi i pazienti provengono da una regione interna della Mongolia cinese e hanno ricevuto un trattamento adeguato per le loro condizioni presso le istituzioni mediche del distretto cinese di Chaoyang.</p>
<p style="text-align: justify;">La Commissione Sanitaria Municipale di Pechino ha dichiarato che uno dei pazienti è in condizioni stabili, mentre l&#8217;altro è in condizioni critiche.</p>
<p style="text-align: justify;">La peste polmonare, nota anche come «<a href="https://www.ecoseven.net/(https:/it.wikipedia.org/wiki/Peste_nera)" target="_blank" rel="noopener noreferrer">peste nera</a>», si presenta in tre forme: bubbonica, setticemica e polmonare, con ciascuna che prende di mira una parte diversa del corpo. È molto conosciuta per aver ucciso decine di milioni di persone nell&#8217;Europa medievale.</p>
<p style="text-align: justify;">La peste polmonare è la forma più grave di peste, non solo perché prende i polmoni, ma anche perché è di diffusione molto semplice, visto che può passare tra le persone attraverso goccioline d&#8217;aria infette o indumenti e oggetti contaminati. Se non viene trattata, è sempre fatale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie ha scritto sulla piattaforma di social media Weibo che la probabilità che la malattia si diffonda oltre i due pazienti è estremamente bassa, ma in un altro post, che poi è stato cancellato, si diceva che i pazienti hanno cercato per la prima volta il trattamento il 3 novembre, più di una settimana prima che i funzionari confermassero la diagnosi di peste e dieci giorni dopo che uno dei pazienti aveva iniziato ad avere febbre e difficoltà respiratorie, il che significa che non si può dire fino a che punto l&#8217;infezione potrebbe essersi diffusa prima che l&#8217;opinione pubblica fosse avvisata dell&#8217;epidemia .</p>
<p style="text-align: justify;">Il <a href="https://www.ecoseven.net/(https:/www.nytimes.com/2019/11/13/world/asia/plague-china-pneumonic.html)" target="_blank" rel="noopener noreferrer">New York Times</a> ha riportato il commento di una persona su Weibo che ha scritto: «La peste non è la parte più terrificante. Ciò che è ancora più spaventoso è che le informazioni non vengono rese pubbliche».</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/torna-la-peste-nera-in-cina/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>26</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Genova per noi</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/genova-per-noi/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/genova-per-noi/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Nov 2019 14:20:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Genova]]></category>
		<category><![CDATA[Ponte Morandi]]></category>
		<category><![CDATA[ricostruzione area]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=38636</guid>

					<description><![CDATA[Sarà la Stefano Boeri Architetti ad occuparsi della rivitalizzazione dell&#8217;area sotto il ponte che sostituirà il ponte Morandi Un team di progettazione della Stefano Boeri Architetti&#160;ha vinto il concorso per un nuovo progetto urbano che mira a trasformare la Val Polcevera di Genova in un luogo sostenibile, dopo la tragedia che ha colpito la città [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38635" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/11/images_Immagini_ottobre_2019_boeri.jpg" alt="" width="1280" height="853" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/images_Immagini_ottobre_2019_boeri.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/images_Immagini_ottobre_2019_boeri-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/images_Immagini_ottobre_2019_boeri-1024x682.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/images_Immagini_ottobre_2019_boeri-768x512.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/images_Immagini_ottobre_2019_boeri-1200x800.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Sarà la Stefano Boeri Architetti ad occuparsi della rivitalizzazione dell&#8217;area sotto il ponte che sostituirà il ponte Morandi</p>
<p>  <span id="more-38636"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Un team di progettazione della <a href="https://www.stefanoboeriarchitetti.net/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Stefano Boeri Architetti</a>&nbsp;ha vinto il concorso per un <strong>nuovo progetto urbano che mira a trasformare la Val Polcevera di Genova in un luogo sostenibile</strong>, dopo la tragedia che ha colpito la città l&#8217;anno scorso.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/parco-del-ponte-di-genova/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">«Il parco del Polcevera e il cerchio rosso»</a>&nbsp;è uno schema di rigenerazione urbana che includerà la realizzazione di una serie di parchi sotto il ponte progettato da Renzo Piano che sostituirà il ponte Morandi che è crollato il 14 agosto 2018 – una tragedia che ha ucciso 43 persone.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre a rivitalizzare l&#8217;area e a commemorare la recente tragedia, <strong>il progetto promuoverà la progettazione sostenibile attraverso tecnologie rinnovabili, spazi verdi e trasporto non motorizzato</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Progettato in collaborazione con lo studio di architettura <a href="http://www.metrogramma.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Metrogramma</a> di Milano e lo studio olandese di architettura del paesaggio <a href="https://www.ecoseven.net/(https:/www.insideoutside.nl/)" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Inside Outside</a>, il parco del Polcevera includerà una griglia di mobilità sostenibile e un sistema di parchi ed edifici a energia solare che fungeranno da centro di produttività e innovazione per guidare la rivitalizzazione economica dell&#8217;area.</p>
<p style="text-align: justify;">Il «cerchio rosso» invece sarà un percorso circolare sopraelevato (pedonale/ciclistico) che collegherà visivamente e fisicamente i due lati della valle, una «struttura di relazione» che misurerà 1.570 metri di lunghezza, 6 metri di larghezza e 250 metri di diametro e che sarà dotata di una torre del vento alta 120 metri per la generazione e la produzione di energia rinnovabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, saranno inclusi sistemi di raccolta dell&#8217;acqua piovana e ci sarà attenzione alla biodiversità, grazie alle piantagioni e agli spazi che definiranno il paesaggio. Infine un monumento alle vittime del ponte Morandi sarà situato nel cuore del parco – l&#8217;installazione, di Luca Vitone, si chiamerà «Genova nel bosco» e conterrà 43 alberi, uno per ogni vittima perduta.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/genova-per-noi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>185</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Una foresta in uno stadio</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/una-foresta-in-uno-stadio/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/una-foresta-in-uno-stadio/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2019 00:08:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[300 alberi]]></category>
		<category><![CDATA[aree naturali]]></category>
		<category><![CDATA[arte pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Austria]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[deforestazione]]></category>
		<category><![CDATA[For Forest]]></category>
		<category><![CDATA[installazione]]></category>
		<category><![CDATA[installazione artistica]]></category>
		<category><![CDATA[Klaus Littmann]]></category>
		<category><![CDATA[sensibilizzazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=38341</guid>

					<description><![CDATA[In Austria, un artista pianta 300 alberi in un campo da calcio per parlare dello spettacolo della natura e far riflettere su quello che le facciamo ogni giorno Da poco, lo stadio di calcio Wörthersee ospita la più grande installazione di arte pubblica che ci sia mai stata in Austria fino a oggi: il merito [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38340" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Foresta_stadio_CUT.jpg" alt="" width="801" height="404" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Foresta_stadio_CUT.jpg 801w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Foresta_stadio_CUT-300x151.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Foresta_stadio_CUT-768x387.jpg 768w" sizes="(max-width: 801px) 100vw, 801px" /></p>
<p>In Austria, un artista pianta 300 alberi in un campo da calcio per parlare dello spettacolo della natura e far riflettere su quello che le facciamo ogni giorno</p>
<p>  <span id="more-38341"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Da poco, lo stadio di calcio Wörthersee ospita<strong> la più grande installazione di arte pubblica che ci sia mai stata in Austria</strong> fino a oggi: il merito va tutto a <a href="http://www.klauslittmann.com/aktuelles" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Klaus Littmann</a>, un artista svizzero.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto è nato trenta anni fa, quando Littmann vide un disegno dell&#8217;artista e architetto austriaco Max Peintner, che mostrava una strana scena distopica in cui la natura era così distaccata dall&#8217;ambiente che diventava solo una macchia, usata per l&#8217;intrattenimento. Quel disegno lo colpì molto e gli è rimasto in mente per tutto questo tempo, fino a quando il presente di un mondo che perde 7,6 milioni di ettari di foreste ogni anno non lo ha fatto risuonare dentro di lui.</p>
<p style="text-align: justify;">Littmann ammette che, da quando vide per la prima volta quel disegno, sapeva che sarebbe diventato il punto di partenza per qualcosa e infatti, dopo tre decenni, così è stato ed è nata l&#8217;installazione artistica<strong> <a href="https://forforest.net/en/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>FOR FOREST</em><em>: The Unending Attraction of Nature</em></a></strong>. <br />Si tratta di una foresta nativa dell&#8217;Europa centrale conficcata nel mezzo dello stadio di calcio Wörthersee a Klagenfurt, in Austria, con <strong>un totale di quasi 300 alberi piantati </strong>– di cui alcuni arrivano a pesare fino a sei tonnellate.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente, l&#8217;opera si muove intorno alle tematiche ambientali, per <strong>puntare il dito contro i cambiamenti climatici e la deforestazione</strong>, mirando «a<strong> sfidare la nostra percezione della natura e mettere in discussione il suo futuro.</strong> Cerca di diventare un memoriale, ricordandoci che la natura, che così spesso diamo per scontato, un giorno potrebbe trovarsi solo in spazi appositamente designati, come succede già con gli animali negli zoo», ha spiegato lo stesso artista.</p>
<p>La sensibilità del mondo dell&#8217;arte verso la natura e i suoi preoccupanti cambiamenti è cresciuta in questi ultimi anni, coinvolgendo artisti sempre più capaci di lavorare in rete con scenziati e ingegneri, come ha raccontato Ecoseven in uno <a href="https://www.ecoseven.net/canali/speciali/thijs-biersteker-l-eco-artista-che-da-voce-alla-natura.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">speciale</a> dedicato a questo tema.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/una-foresta-in-uno-stadio/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>30</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Germania: sparita nel nulla stazione di ricerca subacquea</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/germania-sparita-nel-nulla-stazione-di-ricerca-subacquea/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/germania-sparita-nel-nulla-stazione-di-ricerca-subacquea/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Sep 2019 20:41:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[furto]]></category>
		<category><![CDATA[Geomar]]></category>
		<category><![CDATA[germania]]></category>
		<category><![CDATA[indagini]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca oceanica]]></category>
		<category><![CDATA[ricercatori]]></category>
		<category><![CDATA[stazione subacquea]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=38285</guid>

					<description><![CDATA[L&#8217;attrezzatura che raccoglieva dati al largo delle coste tedesche è svanita senza lasciare traccia, seminando lo sconcerto tra i responsabili Gli scienziati che monitorano l&#8217;osservatorio di Boknis Eck&#160;hanno notato che i loro feed di dati sono improvvisamente svaniti a fine agosto. Preoccupati, hanno mandato dei sommozzatori a controllare lo stato dell&#8217;attrezzatura e, con sconcerto, hanno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38284" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Stazione_subacquea_URG.jpg" alt="" width="800" height="403" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Stazione_subacquea_URG.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Stazione_subacquea_URG-300x151.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Stazione_subacquea_URG-768x387.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>L&#8217;attrezzatura che raccoglieva dati al largo delle coste tedesche è svanita senza lasciare traccia, seminando lo sconcerto tra i responsabili</p>
<p>  <span id="more-38285"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Gli scienziati che monitorano l&#8217;osservatorio di <a href="https://www.bokniseck.de/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Boknis Eck</em></a>&nbsp;hanno notato che i loro <em>feed</em> di dati sono improvvisamente svaniti a fine agosto. Preoccupati, hanno mandato dei sommozzatori a controllare lo stato dell&#8217;attrezzatura e, con sconcerto, hanno scoperto che l&#8217;<strong>intera stazione di ricerca subacquea era sparita</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori dietro l&#8217;osservatorio, che vengono dal <a href="https://www.geomar.de/en/centre/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">GEOMAR</a>, il centro di ricerca oceanica Helmholtz di Kiel, hanno rilasciato una dichiarazione, chiedendo qualsiasi tipo d&#8217;informazione utile per riuscire a riavere l&#8217;attrezzatura, visto che fino a che non sarà ritrovata e riposizionata, gli scienziati dovranno operare senza quelli che vengono definiti dati assolutamente «inestimabili» riguardo alle condizioni ambientali della zona.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo quanto suggerito da GEOMAR, <strong>una grande tempesta o un animale marino potrebbero aver strappato l&#8217;attrezzatura dalle sue ancore</strong> – un&#8217;attrezzatura che pesa centinaia di chili, tra l&#8217;altro. Tutto quello che è rimasto in posizione è il cavo a fibre ottiche strappato, che serve a trasmettere i dati dell&#8217;osservatorio agli scienziati che ci lavorano. Ma<strong> non si esclude che i colpevoli possano anche essere dei ladri</strong>, delle persone che sapendo quale tesoro si nascondeva in quelle profondità si sono immerse per fare a pezzi la strumentazione della stazione e portarla via.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente, per il momento, qualsiasi tipo di spiegazione è speculativa: non ci sono prove definitive su quello che è accaduto e la scomparsa è stata davvero repentina e troppo misteriosa per pensare ad alcunché.<br />Speriamo che presto arrivi qualche notizia o qualche contributo, che possa aiutare gli scienziati e le forze dell&#8217;ordine a venirne a capo.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/germania-sparita-nel-nulla-stazione-di-ricerca-subacquea/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>180</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quattrocentoquaranta milioni di nuovi alberi in Irlanda</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/quattrocentoquaranta-milioni-di-nuovi-alberi-in-irlanda/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/quattrocentoquaranta-milioni-di-nuovi-alberi-in-irlanda/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Sep 2019 20:10:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltori]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[alberi]]></category>
		<category><![CDATA[associazioni ambientaliste]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[irlanda]]></category>
		<category><![CDATA[riforestazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=38283</guid>

					<description><![CDATA[L&#8217;isola di smeraldo vuole diventare più verde, quindi annuncia un&#8217;enorme piantumazione di alberi nei prossimi 20 anni L&#8217;Irlanda è determinata a combattere i cambiamenti climatici piantando molti alberi: 440 milioni, di cui 70% saranno conifere e il resto a foglia larga, entro il 2040. L&#8217;iniziativa rientra nel più grande obiettivo del paese di diventare carbon [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38282" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Irlanda_URG.jpg" alt="" width="802" height="402" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Irlanda_URG.jpg 802w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Irlanda_URG-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Irlanda_URG-768x385.jpg 768w" sizes="(max-width: 802px) 100vw, 802px" /></p>
<p>L&#8217;isola di smeraldo vuole diventare più verde, quindi annuncia un&#8217;enorme piantumazione di alberi nei prossimi 20 anni</p>
<p>  <span id="more-38283"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Irlanda è determinata a <strong>combattere i cambiamenti climatici piantando molti alberi: 440 milioni</strong>, di cui 70% saranno conifere e il resto a foglia larga, entro il 2040. L&#8217;iniziativa rientra nel più grande obiettivo del paese di <strong>diventare <em>carbon neutral</em> entro il 2050.</strong><br />Nonostante la si chiami «l&#8217;isola di smeraldo» per il suo paesaggio verde, in realtà, l&#8217;Irlanda, con la sua estensione di 84.431 chilometri quadrati, ha la copertura forestale più bassa di tutti i paesi europei – circa l&#8217;11% rispetto alla media di oltre il 30%. Proprio per questo la decisione di piantare nuovi alberi è parsa a molti la risposta migliore da dare a molte questioni.</p>
<p style="text-align: justify;">È da giugno che il governo irlandese dice che inizierà a piantare più alberi per la sua lotta contro i cambiamenti climatici e per ridurre le emissioni di carbonio, ma finora non aveva mai detto quanti alberi avrebbe piantato. Recentemente ha annunciato che l&#8217;obiettivo per <strong>la nuova forestazione è di circa 22 milioni di alberi all&#8217;anno</strong>: un numero specifico, che vuol dire che verranno piantati un totale di 440 milioni di alberi in 20 anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Per far funzionare questa iniziativa, però, l&#8217;Irlanda ha bisogno che siano gli agricoltori, soprattutto, a piantare più alberi sulle loro proprietà, ma questi ultimi non sono molto propensi ad appoggiare quest&#8217;iniziativa, quindi il governo dovrà cercare di fargli cambiare idea, con incontri locali che mirino a ottenere consensi. D&#8217;altra parte, però, non sono solo i contadini a non approvare, ci sono anche molte associazioni ambientaliste che dicono che, invece di piantare nuovi alberi, il governo dovrebbe pensare a elargire fondi per permettere agli agricoltori di riuscire a far crescere quello che è già piantato nelle loro proprietà.</p>
<p>Siamo sicuri che la <a href="https://www.ecoseven.net/ambiente/la-riforestazione-funziona-davvero.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">riforestazione</a> sia il rimedio giusto ai cambiamenti climatici? Ecoseven si è già occupata di questo argomento, attraverso l&#8217;approfondimento di una recente <a href="https://www.nature.com/articles/d41586-019-01026-8" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ricerca</a>, pubblicata su <em>Nature</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/quattrocentoquaranta-milioni-di-nuovi-alberi-in-irlanda/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>210</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
