Passa al contenuto principale
ULTIMA ORA:
Post title marquee scroll
Il cibo spazzatura nei primi anni di vita può influire sul QI dei bambini-Pulizie creative: soluzioni eco per la cura della casa-Primo caldo, i cosmetici da cambiare: guida pratica per proteggere pelle e look-Tè deteinato con CO2: metodo, benefici e consigli per l'acquisto-7 modi naturali per tenere lontane le zanzare-Uccelli e mammiferi: due strade indipendenti per cervelli complessi-Schiuma isolante sostenibile a base di PLA e cellulosa-Trasformare l’inquinamento in pigmenti non tossici: l’arte di John Sabraw che pulisce i fiumi-Frigoriferi senza elettricità: la rivoluzione fredda delle ecoinvenzioni-Saathi Pads: assorbenti biodegradabili in fibra di banana che uniscono sostenibilità e impatto sociale-Due americani e un Papa: Vance e Rubio tra fede, potere e la corsa alla Casa Bianca-Inter, quanto vale lo scudetto? L'incasso dei nerazzurri con il tricolore-Tumori: in Italia l'immunoterapia sottocute, si somministra in pochi minuti-Prevenzione melanoma, al via campagna Unicoop Firenze e Imi per controllo nei-Russia, più sicurezza e meno contatti: così Putin gestisce l'aumentato rischio attentato-Iran, Trump lancia 'Project Freedom' a Hormuz: Teheran alza livello dello scontro-Mattarella accoglie gli azzurri del tennis al Quirinale e ricorda Zanardi: "Grande spessore umano e sportivo"-Leroy Merlin, con Talent Lab obiettivo 60% manager interni-Rubio a Roma, incontrerà Papa Leone XIV: Vaticano ufficializza-Scudetto Inter, da Amadeus a Tananai: chi c'era alla festa in piazza Duomo
coronavirus punto debole

Anche il COVID 19 ha un punto debole. Gli scienziati hanno scoperto qual è

Condividi questo articolo:

coronavirus punto debole

Gli scienziati hanno scoperto il punto debole del Coronavirus e sono pronti ad attaccarlo per renderlo inerte

Il SARS-CoV-2, ovvero il coronavirus che causa il COVID-19, avrebbe un punto debole secondo quanto raccontato in una ricerca pubblicata sulla rivista ACS Nano ed è lì che gli scienziati vogliono attaccare per batterlo.

Tutto si riduce a una piccola regione proprio accanto alle proteine ​​spike del virus, che si attaccano alle nuove cellule ospiti.

Le proteine spike sono i peplomeri che decorano la superficie del virus nella forma ormai iconica – a punte di corona, appunto – che ben conosciamo.

Gli scienziati della Northwestern University suggeriscono che prendere di mira questo punto debole potrebbe rendere il virus inerte.

In sostanza, quello che succede è che le interazioni microscopiche tra molecole, proteine ​​e cellule si riducono, in sostanza, all’elettrostatica.

Le cariche opposte si attraggono e le cariche simili si respingono, proprio come su un magnete.

Ecco: questa minuscola regione (indicata dagli scienziati come “debole”) del coronavirus, situata a soli 10 nanometri dalla parte della proteina spike e che si deposita sulle cellule di una vittima, ha una carica positiva.

Poiché i recettori sulle nostre cellule che il virus prende di mira hanno una carica negativa, i due vengono uniti da questa forza elettrostatica e creano uno stretto legame che alla fine consente al virus di infettare la cellula.

Questo punto debole si era nascosto in bella vista: 10 nanometri sono incredibilmente piccoli per gli esseri umani, ma sono uno spazio abbastanza grande quando si tratta di interazioni elettrostatiche.

Gli scienziati che hanno annunciato questa scoperta hanno testato il loro lavoro bloccando la regione con una molecola caricata negativamente, che quindi ha impedito al coronavirus di essere in grado di colpire una cellula ospite.

Sfortunatamente, trasformare quella molecola in un vero trattamento richiederà tempo e sarà un lavoro complicato, ma la notizia è davvero interessante.

 

Questo articolo è stato letto 54 volte.

coronavirus, COVID19, punto debole, scienziati

I commenti sono chiusi.