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Ebola: per evitare contagio, Arabia vieta pellegrinaggio alla Mecca

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Le autorità Saudite hanno adottato misure preventive per impedire la diffusione dell’ebola e negato il visto a 7.200 musulmani provenienti da Sierra Leone, Guinea e Liberia

 

L’ebola minaccia l’Hajj, il pellegrinaggio annuale a La Mecca che si tiene il 3 ottobre. Ed è per questo che le autorità saudite hanno adottato misure preventive e negato il visto a 7.200 musulmani provenienti da Sierra Leone, Guinea e Liberia. Si teme, infatti, che il virus possa colpire in un Paese dove le temperature diurne sono alquanto elevate.

Il divieto, però, non è stato ben accolto dai cittadini di Sierra Leone, Guinea e Liberia. In particolare, in Sierra leone il 70 per cento dei sei milioni di abitanti è di fede musulmana: il Governo, quindi, ha chiesto di concedere i visti ai propri connazionali. Le autorità di Freetown hanno proposto test per individuare l’Ebola per ogni pellegrino diretto a La Mecca, ma Riad ha respinto l’offerta. ‘Il governo saudita avrebbe dovuto trovare il modo per aiutare i fedeli musulmani a rispettare i loro obblighi verso Allah. Ma ci hanno abbandonato. L’Ebola ci ha privato di tutto, anche dei nostri doveri religiosi’, commenta l’imam della moschea di Freetown Sheik Lamin Juana, 55 anni, anche lui costretto a cancellare il suo pellegrinaggio.

‘Il nostro governo avrebbe dovuto convincere le autorità saudite che era possibile fare test agli aeroporti per individuare casi sospetti’, denuncia un aspirante pellegrino, Siradio Diallo, originario della Guinea. In Liberia invece, il divieto è stato visto come un modo per proteggere i musulmani dal virus. ‘L’Ebola è un virus molto pericoloso. E’ giusto sospendere i visti come misura precauzione’, ha detto il presidente del Consiglio, lo Sheikh Kafumba Konneh, alla Dpa.

gc

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