idrossiclorochina

Covid19: funziona davvero l’idrossiclorochina?

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Un nuovo studio spiega che non ci sono ancora evidenze di benefici per quanto riguarda l’uso del farmaco antimalarico idrossiclorochina per combattere il Coronavirus

Secondo un nuovo studio condotto su 96.000 pazienti COVID-19 ricoverati negli ospedali di tutto il mondo, il trattamento con l’idrossiclorochina non offre alcun beneficio per i pazienti, anzi. L’uso del farmaco è collegato ad un aumento nel rischio di gravi complicazioni del ritmo cardiaco che possono concludersi con la morte.

La notizia sorprendente arriva giorni dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto ai giornalisti che stava assumendo il farmaco per scongiurare il Coronavirus. Nonostante i funzionari della sanità pubblica avessero avvertito del fatto che poteva non essere sicuro.

«Questo è il primo studio su larga scala che trova prove statisticamente solide che il trattamento con clorochina o idrossiclorochina non migliora i pazienti con il COVID-19», ha detto in un comunicato stampa Mandeep Mehra, autore principale dello studio pubblicato da poco sulla rivista The Lancet.

«Invece, i nostri risultati suggeriscono che potrebbe essere associato ad un aumentato rischio di gravi problemi cardiaci e ad un aumentato rischio di morte», ha aggiunto Mehra.

Gli scienziati hanno scoperto che, per coloro che hanno ricevuto idrossiclorochina, il rischio di mortalità è aumentato del 34%.

E che, in maniera allarmante, il rischio di sviluppare gravi problemi cardiaci è aumentato del 137% . Più specificamente, il rischio sembra essere associato con un’«aritmia ventricolare de-novo», una condizione in cui il cuore batte troppo velocemente, impedendo al sangue ricco di ossigeno di raggiungere il cervello e il corpo.

Anche se lo studio conferma altri risultati precedenti, tuttavia, i ricercatori osservano che è ancora troppo presto per avere chiaro il rapporto causa/effetto che sussiste tra questo farmaco e i problemi cardiaci – una conclusione del genere potrebbe venire solo da futuri studi randomizzati.

L’idrossiclorochina viene comunemente usata per trattare la malaria e alcune malattie autoimmuni come il lupus, ma non si può ancora dire che abbia effetti positivi nella lotta contro il Coronavirus.

«Gli studi clinici randomizzati sono essenziali per confermare eventuali danni o benefici associati a questi agenti», ha specificato Mehra. «Nel frattempo, suggeriamo che questi farmaci non dovrebbero essere usati come trattamenti per COVID-19 al di fuori degli studi clinici».

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