I cibi più contaminati: dai broccoli cinesi alle fragole egiziane, ecco la lista nera

La blacklist messa a punto da Coldiretti con i dati dell'Agenzia europea per la sicurezza alimentare

Importiamo prodotti agricoli da ogni parte del mondo: a volte, per arrivare nel nostro piatto, delle comuni verdure percorrono decine di migliaia di chilometri. E non sempre sono sicuri.

Tra i prodotti da bollino nero troviamo i broccoli cinesi: il 92% dei campioni analizzati sono risultati irregolari per la presenza di residui chimici. Preoccupano anche il prezzemolo vietnamita, irregolare nel 78% dei casi, e il basilico indiano, che non rispetta le norme nel 60% dei casi.

Sono i dati diffusi da Coldiretti nella 'Black list dei cibi più contaminati' che si basa sui dati dell'Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) nel Rapporto 2015 sui Residui dei Fitosanitari in Europa.

Questi dati non sono una novità, soprattutto il triste primato della Cina che anche lo scorso anno ha guidato la classifica dei prodotti alimentari irregolari. I prodotti cinesi sono stati segnalati dall'Unione Europea per la presenza di micotossine, additivi e coloranti al di fuori dalle norme di legge.

Gli allarmi totali per irregolarità lo scorso anno sono stati 2967 e nel 15% dei casi si trattava di prodotti cinesi. Il gigante asiatico nel Frattempo ha quintuplicato le esportazioni di concentrato di pomodoro.

Tra gli altri prodotti segnalati da Coldiretti troviamo:

  • melagrane dall'Egitto (fuori norma nel 33% dei casi)
  • fragole dall'Egitto (fuori norma  nell'11% dei casi)
  • arance dall'Egitto (fuori norma  nell'11% dei casi)
  • peperoncino della Thailandia (fuori norma nel 10% dei casi)
  • Piselli del Kenia ( fuori norma nel 10% dei casi)

I problemi - spiega Coldiretti - riguardano anche la frutta dal Sud America come i meloni e i cocomeri importati dalla Repubblica Dominicana che sono fuori norma nel 14% dei casi per l’impiego di Spinosad e Cypermethrin. E’ risultato irregolare il 15% della menta del Marocco, un altro Paese a cui sono state concesse agevolazioni dall’Unione Europea per l’esportazione di arance, clementine, fragole, cetrioli, zucchine, aglio, olio di oliva e pomodori da mensa che hanno messo in ginocchio le produzioni nazionali. L’accordo con il Marocco - precisa la Coldiretti - è fortemente contestato dai produttori agricoli proprio perché nel Paese africano è permesso l’uso di pesticidi pericolosi per la salute che sono vietati in Europa'.

'Non c’è più tempo da perdere e occorre rendere finalmente pubblici i flussi commerciali delle materie prime provenienti dall’estero per far conoscere anche ai consumatori i nomi delle aziende che usano ingredienti stranieri', ha sottolineato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.

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