Un festival di musica fatto di legno riciclato

Alcuni studenti americani di architettura hanno costruito la sede per un rassegna musicale, riciclando 160 cassette per mele

Il Pickathon Music Festival che si è tenuto a Happy Valley, in Oregon, ad agosto, ha ospitato una sede temporanea progettata dalla Portland State University School of Architecture, secondo criteri di sostenibilità. Il progetto fa parte di una serie di diversificazioni di design di questa costruzione conosciuta come «Treeline Stage»: è dal 2014, infatti, che la scuola si occupa di costruire palco e dintorni per questo festival, ogni volta in maniera diversa. Il primo era stato realizzato da pallet di legno per spedizioni e dopo ci sono stati tubi di cartone, legnami, capriate in legno – ogni volta un diverso materiale da costruzione.

Quest'anno, il design è stato immaginato a partire dai fiori del melo e i materiali utilizzati sono stati proprio i contenitori del frutto, nello specifico, un totale di 160 cassette in legno, precedentemente utilizzate per la raccolta delle mele da un produttore di frutta del Pacifico nord-occidentale. Grazie a queste cassettone sono state costruite delle torri, che arrivavano ad essere di 12 metri nel loro punto più alto e che offrivano ampio spazio per tutto, dalle apparecchiature audio a un'area dietro le quinte – inoltre anche lo spazio per venditori di cibo e quello per i posti a sedere del pubblico sono stati realizzati con le cassette. Infine, lo sfondo naturale del palcoscenico, un'area in cui il prato incontrava il bosco, aggiungeva un'atmosfera organica, naturale e anche un po' mistica alla struttura.

Il festival ha ospitato 65 gruppi diversi su sei palchi e un totale di 18 gruppi ha suonato sul Treeline Stage.
Ogni torre era composta da 15-30 cassettone, impilate strategicamente per assomigliare a grappoli pentagonali di fiori, che proiettavano ombre molto artistiche sia durante il giorno, grazie alla luce naturale, che durante la notte, grazie a delle luci a LED colorate incorporate nella struttura.
Alla fine del festival, le cassette delle mele sono state restituite all'azienda donatrice, per essere utilizzate di nuovo per il trasporto e la conservazione del frutto, il che significa che nessun materiale è andato sprecato.

 

 

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