Spiagge italiane, indagine Legambiente: 670 rifiuti ogni 100 metri

La classifica degli "orrori" che deturpano le nostre spiagge

Qual è lo stato di salute delle nostre spiagge? Una domanda che è logico porsi all’inizio della stagione estiva, quando iniziamo a pregustare l'idea di lunghe giornate in riva al mare... Legambiente, tra aprile e maggio, ha condotto una ricerca, “Beach Litter 2017”, nell'ambito di Spiagge e Fondali Puliti - Clean Up The Med, campagna realizzata in collaborazione con Cial, La Filippa, Mareblu, Novamont, Sammontana e Virosac.

La situazione, dai dati emersi, appare critica per molti arenili: in 62 spiagge italiane - parliamo di un totale di oltre 200mila metri quadri pari a quasi 170 piscine olimpioniche - sono stati rinvenuti una media di 670 rifiuti ogni 100 metri di spiaggia.

Legambiente sottolinea infine come il 64% dei rifiuti spiaggiati è stato concepito e creato per essere usa e getta.

Cosa si trova sulle nostre spiagge? Soprattutto plastica (84%), poi vetro e ceramica (4,4%), metalli (4%) e per concludere carta e cartone (3%). Il rifiuto più presente sulle spiagge non è portato dai bagnanti: si tratta di reti per la coltivazione dei mitili (sono 11% del totale dei rifiuti). Seguono tappi e coperchi (9,6%) e, al terzo posto, frammenti di oggetti fatti di plastica (9,3%) minori di 50 cm. Immancabili i mozziconi di sigaretta (8,5%), le bottiglie e i contenitori di plastica per bevande (7,7%), i cotton fioc (6,1%); ed ancora: stoviglie usa getta (4,4%), polistirolo (4,4%), bottiglie e contenitori di plastica non per bevande (2,9%) e altri oggetti di plastica (2,8%).

Altro grande classico del rifiuto da spiaggia sono i sacchetti di plastica, rappresentano il 2% del totale dei rifiuti che inquinano le nostre coste.

Legambiente sottolinea infine come il 64% dei rifiuti spiaggiati sia stato concepito e creato per essere "usa e getta".

 

 

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