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Siria: tutta la verita’ sulla distruzione delle armi chimiche nel Mediterraneo

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Dove saranno smaltite le armi chimiche che arrivano dalla Siria? Qual è il costo ambientale dell’operazione? Quali rischi per Gioia Tauro?

 

È salpata dalle coste della Virginia alla volta di Gioia Tauro la nave statunitense MV Cape Ray, su cui saranno distrutte circa 600 tonnellate di armi chimiche del regime siriano. La nave arriverà a Gioia Tauro tra circa due settimane e qui verranno trasferite a bordo decine di container, contenenti gas velenosi e agenti nervini, tra cui sarin e gas mostarda, provenienti, sempre via mare, dalla Siria. 

Che fine faranno queste sostanze velenose? Verranno affondate nel Mar Mediterraneo, come molti dicono?  Quanto sarà pericolosa l’operazione?

Per scoprire la verità sulla distruzione delle armi chimiche siriane nel Mar Mediterraneo, Ecoseven.net ha intervistato Antonio Palazzi, membro dell’USPID – Unione scienziati per il disarmo.

Professor Palazzi, le armi chimiche che arrivano dalla Siria, dove verranno smaltite?

Innanzitutto non sono armi, ma sostanze pericolose utilizzate per le armi. Queste sostanze saranno rese innocue e smaltite sulla nave laboratorio MV Cape Ray che arriva dall’America, che contiene un reattore enorme.

La sostanze non saranno quindi smaltite nel mar Mediterraneo?

Assolutamente no. Le sostanze verranno distrutte solo sulla nave laboratorio in acque internazionali ancora non precisate. Non ci sarà alcun pericolo per il mare. Dal 1997, anno in cui è stata siglata la convenzione per le armi chimiche, diversi Paesi che detenevano tali armi hanno distrutto il tutto attraverso due diversi processi: o attraverso l’incenerimento o attraverso l’idrolisi. In questo caso sarà effettuata l’idrolisi: le sostanze chimiche pericolosissime saranno aggredite da soda caustica ad una temperatura di 80-90 gradi e saranno scomposte in sostanze più semplici, molto meno pericolose. Il processo è stato fatto migliaia di volte sulla terra ferma, questa volta è stato scelto di fare questa operazione su una nave in acque internazionali per motivi politici e perché nessun Paese del Mediterraneo avrebbe potuto smaltire queste sostanze pericolose.

Che fine faranno queste sostanze a cui darà vita il processo di idrolisi?

Saranno trasportate, molto probabilmente, in Germania e Gran Bretagna, i due Paesi che si sono offerti di incenerire il tutto.

Ha un costo ambientale questa operazione?

No, nessun costo ambientale. Per il mare non cambierà nulla: le sostanze non verranno gettate in mare e quindi non inquineranno le acque.

Ci sono dei rischi per Gioia Tauro, il paese dove verrà caricata la nave laboratorio?

No, non c’è nessun pericolo. Queste sostanze arrivano in dei container sigillati. Vorrei aggiungere che questa operazione è un fatto storico: si è riusciti, in pochissimi mesi, a far partecipare la Siria alla convenzione sulle armi chimiche, a censire tutti i luoghi dove questo Paese le deteneva, a distruggerli e a trasportare le sostanze chimiche pericolose fuori dalla Siria per essere neutralizzate e distrutte. Il ruolo piccolo dell’Italia, in una operazione di questo genere, dovrebbe essere solo un onore.

Per quanto tempo  i gas velenosi e gli agenti nervini stazioneranno a Gioia Tauro?

 

Circa due giorni, il tempo di trasferire i container sulla nave laboratorio. Ma Gioia Tauro non corre alcun pericolo, i container sono sigillati. 

gc 

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