Se Barbie si scopre ambientalista: svolta o trovata pubblicitaria?

La bambola più famosa del mondo, attentissima al cambiamento dei tempi dal 1959 ad oggi, si trasferisce in una casa totalmente ecocompatibile, con pannelli fotovoltaici ed elettrodomestici di classe A. Difficilmente basterà a far dimenticare le critiche per le scelte di materiali molto poco eco

Anche Barbie diventa ecocompatibile e portatrice di valori ecologici, o almeno ci prova. La bambola più venduta al mondo, la più amata dalle più piccole (ma anche dalle non più giovanissime), messa in commercio per la prima volta nel 1959, ora abiterà in una casa dotata di pannelli fotovoltaici sui tetti e composta da materiali a chilometro zero.

L’azienda produttrice, la Mattel Inc., più volte attaccata da Greenpeace per i materiali usati per il packaging del giocattolo (sembra, infatti, che per gli involucri venga usato legno proveniente dalle foreste pluviali indonesiane dove trovano rifugio specie a rischio di estinzione, come la tigre di Sumatra), ha lanciato, alla presenza delle tantissime fan e della stampa americana, un concorso per professionisti per la progettazione della nuova casa eco friendly della storica biondina in miniatura.

A vincere sono state due giovani progettiste, una cinese e una croata, entrambe diplomate ad Harvard, che presentando la loro “Aia Barbie Dream House” si sono aggiudicate un premio di mille dollari, subito devoluti ad una scuola di design di Filadelfia. Un progetto reale, con tanto di rendering illustrativi, che sorge su una spiaggia di Malibu e si sviluppa su tre piani, per complessivi 4.881 mq, con ampie vetrate ed ogni confort possibile immaginabile: biblioteca, spazio per gli animali, palestra e stanza per la meditazione.

Completa di un sistema di irrigazione delle piante a basso impatto, pavimenti in bambù, pitture senza composti organici volatili ed elettrodomestici di classe A, la sontuosa dimora per la fashion victim di plastica per ora rimarrà sulla carta.

L’obiettivo, allora? Avvicinare le nuove generazioni all’architettura e all’ecologia, come dicono, o semplice tentativo di riscatto nei confronti degli ambientalisti? Fatto sta che il tutto ha fatto da sfondo al lancio sul mercato americano della nuova e sempre più perfetta “Barbie Architetto” (con tanto di tubo per i progetti e caschetto di sicurezza per le visite in cantiere).


(Fla Do)

 

 

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