Manovra. Perche' e' poco ecosostenibile

Salvaguardia del Sistri a parte, la manovra finanziaria che ha ottenuto il primo "si" dal Senato, non porta buone notizie in tema di sostenibilità ed ambiente. Restano invariate la Robin tax per le rinnovabili e lo stop agli abbattimenti di costruzioni abusive

La manovra finanziaria, dopo l’andamento ondivago del Governo, e le tante modifiche apportate tra paletti imposti da Europa e Bce e l’incertezza politica italiana, incassa il primo "si" a Palazzo Madama, e si prepara al voto di Montecitorio.

Una manovra che - anche facendo la tara alle posizioni più politiche che tecniche, piace poco agli ambientalisti. Proviamo a fare il punto ed a capire il perchè. Delle tante modifiche apportate in corso d’opera, una in particolare ha meritato il plauso di quanti si battono per la tutela del territorio e dell’ambiente: la reintroduzione del Sistri.

Il sistema di tracciamento elettronico dei rifiuti fortemente voluto dal Ministro dell’Ambiente Stefnia Prestigiacomo, e che doveva rappresentare una svolta epocale nella lotta alle ecomafie, nel primo testo della manovra era stato cancellato. Si erano poi rincorse voci contradditorie circa l’intenzione di salvaguardarlo. Il salvacondotto per il Sistri è arrivato in extremis con un emendamento approvato in commissione Bilancio del Senato. Sarà in vigore dal 9 febbraio, e le imprese (che lo avevano osteggiato perchè lo consideravano troppo oneroso) avranno il tempo di adattarsi.

Le buone notizie però, sembrano finire qui. Resta infatti la ’Robin tax’ sulle rinnovabili. Nata per le societa’ energetiche, la tassa e’ stata estesa anche ai produttori di fonti pulite. Una decisione che, secondo molte associazione ambientaliste (da Legambiente al Wwf) denuncia una chiara mancanza di strategia in materia. Perchè infatti lo Stato da un lato super-tassa un settore che dall’altro lato sostiene con un sistema di incentivi? Una battaglia, questa delle rinnovabili, che riguarda un settore con un indotto pari a circa 50.000 addetti e che dovrebbe giungere a oltre 150.000 occupati nel 2020.

Sono inoltre più che fondati i timori che la Robin tax finisca per pesare sui contribuenti, visto l’enorme carico fiscale che riversa sull’intero settore energetico, che molto probabilmente costringerà le società energetiche e l’autorità per l’energia ed il gas a rivedere le tariffe.

Infine, la difesa del territorio. Resta la sospensione degli abbattimenti di abitazioni abusive in Campania (60.000 in 10 anni soltanto in questa regione, recondo l’ultimo rapporto Ecomafie) o la reintroduzione del diritto di superficie di 90 anni per le spiaggie. Cosa ancor peggiore negli effetti (a meno di altri colpi di scena) l’introduzione del silenzio assenso per le operazioni edilizie complesse, che rischia di togliere omogeneità agli interventi costruttivi sul territorio, che se portati avanti in manifera disorganica rischiano di aggravare il dissesto idrogeologico e l’abusivismo edilizio.

(VG)

 

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