Dall'agricoltura alla biomedicina. A che punto e' il dibattito sugli Ogm

Scettici da sempre ma prevenuti mai, conviene sempre prestare attenzione agli sviluppi della ricerca scientifica, spesso foriera di buone notizie, sempre utile a capire meglio il mondo che ci circonda. Il dibattito divide, ma davvero gli Ogm sono sempre da evitare?

Scettici da sempre ma prevenuti mai, conviene sempre prestare attenzione agli sviluppi della ricerca scientifica, spesso foriera di buone notizie, comunque di cultura utile a capire il mondo che ci circonda. Nel caso degli organismi geneticamente modificati, il discorso si apre nel 1983 con le piante agricole per farne di più resistenti contro le aggressioni di insetti o del clima. Oggi però scopriamo che si sono fatti passi avanti in direzioni inaspettate.

C’è chi ritiene che sia un argomento tabù, c’è chi invece (scienziati in primis) asserisce che addirittura i prodotti da OGM siano più sostenibili di altri naturali, proprio perché non implicano uso di pesticidi. Insomma mentre il confronto resta ancora aperto ed il nostro Paese continua a vietare coltivazioni che utilizzino semi OGM, scopriamo che altrove la ricerca procede. Si passa così dallo sviluppo di genetiche adatte a climi torridi e terreni desertici, fino alla creazione di piante che danno frutti resistenti più a lungo nel tempo. Il meccanismo è quello di intervento e di modifica di un solo gene nelle decine di migliaia presenti. L’esperienza degli studiosi che sanno dove e come intervenire, esclude dunque la possibilità che si possa dar vita, per esempio, alla fragola-pesce. Una ipotesi che non è nemmeno da potersi prendere seriamente in considerazione, insomma, perché la possibilità di trasferire geni tra organismi diversi è legata al linguaggio comune del codice genetico.

Comunque ad oggi per ciò che ne sappiamo si continua a studiare applicazioni in agricoltura per rendere le piante resistenti a insetti, virus, funghi e batteri, siccità, climi rigidi o caldi, terreni salini. L’ultima frontiera, molto interessante, della ricerca sugli OGM, è in materia di fotosintesi. Sembra infatti che la sua azione sulla pianta possa eliminare quelle sostanze e quei principi attivi che conosciamo come cause di allergie e tumori. Passiamo quindi dall’ambito agricolo alla biomedicina. In questo senso le piante potrebbero un domani essere delle bio-fabbriche in grado di depurare terreni contaminati o veicolare vaccini in grado di salvare milioni di vite umane. Di fronte a questi numeri forse tutti saremmo disposti a ritrattare in materia di OGM.

(Vincenzo Nizza)
 

 

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