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Da Giampilieri a Saponara, l’alluvione a Messina due anni dopo

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Messina e la sua provincia in appena due anni hanno conosciuto due terribili alluvioni che sono costate la vita a più di quaranta persone. In un territorio dalla difficile orografia una urbanizzazione tutt’altro che sostenibile ha prodotto questi risultati. Che ancora non conoscono soluzione

Con l’aggravarsi dell’ennesima “emergenza” per l’alluvione di Messina tornano alla memoria un nome ed un luogo simbolo: Giampilieri.

La piccola frazione del Comune di Messina fu devastata nel 2009 da una alluvione che causò frane e crolli di edifici, e che alla fine costò la vita a 39 persone. Per giorni le televisioni ed il web ci hanno mostrato le immagini dei sopravvissuti che chiedevano aiuto dai tetti, dei fiumi di fango, dei soccorsi.

Il simbolo di questa nuova tragedia, causata ancora una volta dal dissesto idrogeologico, è Saponara. Questa volta siamo in provincia di Messina, nell’entroterra, da Giampilieri bisogna percorrere circa 40km lungo la A20, sebbene in linea d’aria la distanza sia molto minore.

A Saponara ieri fiumi di fango hanno inondato palazzi e strade, e si sono portati via 4 vite. Il brogliacci del cronista sembra la fotocopia di quello del 2009: forti piogge, frane, strade e ferrovie interrotte, intervento della protezione civile, conta dei morti.

In un territorio (Messina e la sua provincia) che è fortemente antropizzato nonostante la complicata situazione orografica, nemmeno un spillo può essere conficcato nel terreno a caso, e due alluvioni che nel giro di 2 anni costano la vita a più di 40 persone denunciano una urbanizzazione spesso selvaggia, sicuramente non sostenibile.

A 2 anni dall’alluvione Giampilieri aspetta ancora i soldi destinati alla ricostruzione, e le opere di messa in sicurezza non sono mai iniziate. Pastoie burocratiche, errori tecnici, una gestione del territorio tutta da inventare.

Gli abitanti della piccola frazione hanno ormai riposto tutte le loro speranze nella Madonna di Giampilieri, che sarebbe apparsa ad una famiglia nel 1989 dopo la miracolosa lacrimazione di una statua bronza del Cristo. E’ stata preferita perfino a San Nicola di Bari, il cui culto è largamento diffuso nella zona.

Per Saponara, senza aspettare 2 anni ed una nuova alluvione, il santo a cui voltarsi è Santo Pietro, cui è dedicata la chiesetta del paese.

(VG)

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