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Canalizzazione e cementificazione: la causa di esondazioni e allagamenti

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Basta una pioggia abbondante perche’ fiumi e torrenti esondino, ma continuiamo ancora a canalizzare e a cementificare

 

Pioggia, grandine e subito frane e allagamenti: anche questa volta alla prima ondata di maltempo ci siamo fatti trovare impreparati. A rimproverare cittadini e amministrazioni è il Wwf Italia, che ha dichiarato: ‘Ancora una volta i fiumi esondano e ci si trova impreparati e increduli. Negli ultimi 60 anni 3660 persone hanno perso la vita a causa di frane e alluvioni e il costo complessivo dei danni a seguito di questi eventi è superiore ai 52 miliardi di euro. C’è stata una sequenza incredibile di eventi calamitosi che hanno colpito e continuano a colpire l’Italia in questi ultimi decenni’. Ciò nonostante ‘si continua a ‘canalizzare’ e cementificare i corsi d’acqua, a non garantire la manutenzione ordinaria di sponde e argini, a impermeabilizzare il territorio e a ‘consumare suolo’ al ritmo di oltre 90 ettari al giorno’.

 

La colpa di esondazioni e allagamenti, secondo alcuni organi di stampa, è degli ambientalisti, che  si oppongono agli abbattimenti delle nutrie (Myocastor coypus) che costruendo le tane lungo le sponde dei corsi d’acqua provocherebbero il franamento di argini e difese spondali. Ma, ribatte il Wwf, il fenomeno è ‘tutto da dimostrare soprattutto lungo il bacino del Po e dei suoi affluenti, dove gli argini sono generalmente ‘armati’ con lastre di cemento e diaframmi che vanno nel sottosuolo fino a 10/20 metri per cui le nutrie difficilmente possono scalfirli, a meno che ci siano dei cedimenti non gestiti’. L’associazione ambientalista, infatti, è convinta che non serve trovare di volta il volta un capo espiatorio , ma ‘occorre dare applicazione alle direttive europee su Acque (2000/60/Ce) e alluvioni (2007/60/Ce), istituendo le Autorità di distretto (previste fin dal 2006 dal Dlgs.152/2006), favorendo una diffusa azione di rinaturazione sul territorio e riattivando un’efficace manutenzione ordinaria’. Ed è necessario anche che ‘la gestione e la manutenzione dei corsi d’acqua e del territorio risponda a criteri ecologici e naturalistici e non consideri meramente gli aspetti idraulici dei fiumi considerandoli dei semplici ‘tubi’ in cui l’acqua deve scorrere il più velocemente possibile’.

gc 

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