Bolivia: la natura ha i suoi diritti civili

Una legge, chiamata 'Legge della Madre Terra' riconoscerà all'ambiente ed agli ecosistemi un complessi di diritti del tutto simili ai ciritti civili di ogni persona. Succede in Bolivia, dove la deforestazione e gli interessi economici hanno ferito l'Amazzonia. Fino a questa voglia di riscatto

In Bolivia, paese per due terzi coperto dai paesaggi tropicali dell’Amazzoni, il concetto di ’difesa della natura’ cambia, si evolve. E lo fa per legge. Il paese Sudamericano infatti riconoscerà all’ambiente dei veri e propri diritti civili. La proposta è denominata Legge della Madre Terra e verrà discussa mercoledì alle Nazioni Unite sulla base della Dichiarazione Universale dei Diritti della Madre Terra. Visto l’ecosistema ha un inestimabile valore, che molti forse disconoscono o si ostinano a disprezzare per interessi di natura economica, il governo boliviano ha deciso di battersi per una disciplina stringente e innovativa.

Patricia Siemen, direttore esecutivo del Centro di Giurisprudenza della Terra, ha dichiarato: “Prima o poi deve succedere che si garantisca all’ambiente una tutela dal punto di vista legale. Deve essere un interesse primario per gli uomini, che fanno parte del mondo naturale“. I più scettici guardano alla conservazione ambientale come un’utopia, ma in moti credono che a fare la differenza sia la volontà civile e politica. E che quella intrapresa dai boliviani possa essere la strada giusta.
 
La Bolivia possiede un territorio molto ricco di risorse di vario genere, tra miniere e vegetazione. Spesso e volentieri è stata “violentata” dalla deforestazione e dallo sfruttamento selvaggio, non senza esiti disastrosi (così come è avvenuto per tanti altri Paesi dell’America del Sud). La voglia di riscattarsi, dunque, nasce spontanea.

(VG)

 

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