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2 marzo: 119 anni fa venne scoperta la radioattività

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Accadeva nel lontano 2 marzo 1896: grazie alla scoperta di Antoine Henri Becquerel, si iniziò a parlare di radioattività

 

Era il 2 marzo 1896, esattamente 119 anni fa, quando Antoine Henri Becquerel scopriva la radioattività. Lo scienziato francese, che si avvicinò alla scienza sulle orme del padre e del nonno, si accorse per primo dell’esistenza di un fenomeno naturale che, se governato o indotto artificialmente, poteva essere una valida risorsa per la chimica e per la medicina. In caso contrario, veniva a costituire un pericolo letale per l’uomo.

A portare Becquerel a scoprire la radioattività è una scoperta precedente: quella dei raggi X nel 1895, da parte di Wilhelm Conrad Röntgen. Da questo momento il Nostro francese si dedicò a esperimenti sulle relazioni esistenti fra raggi X e fluorescenza. Partì osservando la fluorescenza dei minerali di uranio che, esposti alla luce solare, erano in grado di impressionare una lastra fotografica in carta nera, posta nelle vicinanze. Lo stesso fenomeno, scoprì lo scienziato, si era verificato con il cristallo e la lastra chiusi in un cassetto: la cosa era dovuta  alla presenza di radiazioni invisibili sui minerali di uranio.

Antoine Henri Becquerel comprese quindi che la radiazione era un evento naturale e non necessariamente indotto da una fonte di energia esterna, sia essa luce solare o altra fonte artificiale. Espose i risultati dei suoi studi all’Accademia francese delle Scienze, il 2 marzo del 1896. Una data importante: si inizio a parlare in Fisica di radioattività, originata dalla disintegrazione, spontanea o provocata, di un nucleo atomico con conseguente emissione di radiazioni elettromagnetiche. 

Un grande contributo alla scienza e alla medicina.

gc 

2 marzo, radioattività

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