La resilienza della barriera corallina di Singapore

Un nuovo studio ci dà finalmente una buona notizia sulla capacità di recupero e di resistenza delle barriere coralline

Il cambiamento climatico crea svariati problemi alle barriere coralline, lo sappiamo. Con l'aumento delle temperature globali, i ghiacciai del mondo si sciolgono, causando un innalzamento dei livelli del mare e delle temperature degli oceani. Queste condizioni portano a eventi di sbiancamento dei coralli, dove essi diventano bianchi e poi muoiono lentamente, incapaci di sopravvivere nel loro ambiente che cambia.

Poiché si prevede che i livelli del mare globale aumenteranno di circa 0,45 metri entro il 2100, la sentenza per le barriere coralline è che sprofonderanno in acque ancora più profonde, con sempre meno luce e possibilità di salvarsi, visto che più stanno sott'acqua, peggio sono illuminate, e minori sono le loro capacità di produrre cibo – una condizione che ha il potenziale di alterare interi ecosistemi, non solo delle barriere coralline ma anche della vita marina che sostengono.

Eppure, un nuovo studio condotto da un team di ricercatori dell'Università Nazionale di Singapore (NUS) arriva a darci speranze.

Gli scienziati hanno studiato quasi 3000 coralli di 124 specie in due barriere al largo della costa di Singapore (Pulau Hantu e Raffles Lighthouse) che vivono in un'acqua torbida e densa di sedimenti. Anche se la luce raggiunge circa gli 8 metri sotto il livello del mare, sono stati scoperti coralli che prosperano anche più in profondità. In sostanza, questi coralli si sono adattati per sopravvivere in mezzo a condizioni mutevoli, mostrando una resilienza che fa ben sperare per il futuro.
Nella ricerca, pubblicata sulla rivista Marine Environmental Research, gli scienziati spiegano che lo studio di questi coralli potrebbe aiutare a gestire, conservare e salvare anche le altre barriere coralline.

 

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