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Rallenta lo scioglimento dei ghiacciai, ma non abbassiamo la guardia!

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Siamo nella calotta artica. Finalmente qualche buona notizia arriva anche dal rallentamento dello scioglimento dei ghiacciai. Nel prossimo decennio, inaspettatamente rispetto alle previsioni, sembra che assisteremo ad un allargamento della sua superficie totale

Uno studio del NCAR,  National Center for Atmosferich Research, parla di un’analisi effettuata ricorrendo ad una simulazione su computer, con l’utilizzo di un software specifico denominato Community Climate System Model. In buona sostanza attraverso miliardi di calcoli sui processi chimico-fisici che danno luogo al clima del pianeta, si arriva alla simulazione di ciò che potrà realmente avvenire nel tempo.

Questo software sembra essere il più complesso ed affidabile realizzato ad oggi, in grado di elaborare dati sugli ultimi venti anni di stato dei ghiacci per poi offrire risultati in prospettiva. Le previsioni parlano di una decina di anni di stabilità con modeste ma reali crescite di superficie per il ghiaccio dell’Artico.

La spiegazione secondo gli scienziati del NCAR sta nel fatto che oltre che dalle attività umane, la formazione dei ghiacci è condizionata anche da una variabilità atmosferica imprevedibile: la presenza, ad esempio di particolari condizioni di vento, può rallentare o addirittura fermare i processi di fusione, come renderli più rapidi. Quindi uomo e clima sono corresponsabili nei processi di erosione dell’Artico, pur se per l’uomo resta alto il dovere d’impegno verso il risparmio energetico e la diminuzione di emissioni nocive nell’ambiente.

Quello che il computer ha elaborato è pur sempre un modello matematico che, anche se complesso, andrà approfondito ed esaminato meglio. Perché queste notizie non regalino all’umanità ulteriori alibi per proseguire sulla strada dell’inquinamento e dello spreco di risorse. (Vincenzo Nizza)

 

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