Per combattere l'inquinamento dobbiamo conoscerlo

Arriva un nuovo sensore che permetterà di misurare con precisione l'inquinamento atmosferico

Gli scienziati concordano sul fatto che l'inquinamento atmosferico causi la morte di molte persone ogni anno, ma hanno difficoltà a sapere quante. Ora, grazie alla nuova tecnologia dei sensori sviluppata presso la svedese Chalmers University of Technology, l'individuazione dell'inquinamento atmosferico e il calcolo dei suoi effetti potrebbero diventare molto più semplici.

Questo nuovo nano-sensore ottico rileva le concentrazioni di biossido di azoto fino al livello delle parti per miliardo. Il concetto che sta alla base di questa tecnologia è un fenomeno chiamato plasmone, che ha a che fare con l'oscillazione del plasma in fisica. Gli scienziati usano questi sensori per rilevare nanoparticelle metalliche illuminate che assorbono determinate lunghezze d'onda della luce, con le quali possono misurare l'inquinamento.

Il gruppo di ricerca universitario ha collaborato con la società Insplorion – fondata da Christoph Langhammer, un professore di Fisica della Chalmers – per portare i sensori fuori dal laboratorio, nelle strade di Göteborg.
I sensori sono già stati installati sul tetto di un enorme centro commerciale della città e saranno presto posizionati anche lungo il percorso di una galleria ferroviaria locale che sta per essere costruita.

I sensori, inoltre, possono anche essere calibrati per misurare altri gas e possono quindi aspirare a poter dare opportunità anche a misurazioni di altro tipo: sono molte, infatti, le aziende e le università dentro e fuori la Svezia che si sono già messe in contatto con gli sviluppatori per capire se i nanosensori potrebbero essere utili anche per i loro obiettivi.

 

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