Esplosione in complesso nucleare nel sud della Francia, ma non ci sarebbero fughe radioattive

Lo scoppio è avvenuto all'interno di un forno del complesso nucelare di Marcoule, a meno di 300 chilometri da Torino. Rassicurazioni dalle autorità francesi: non ci sono fughe radioattive. La situazione in Italia è monitorata da Istra, Vigili del Fuoco e protezione civile

Una esplosione è avvenuta oggi intorno alle 11.45 in un forno del grande sito nucleare francese di Marcoule, nel Sud della Francia. L’incidente, che ha causato un morto e tre feriti, non riguarda una centrale nucleare. Impianti di quel tipo infatti possono essere utilizzati o negli impianti addetti alla preparazione del combustibile nucleare, oppure in quelli del trattamento del combustibile utilizzato. Sull’area al momento è presente un ingente schieramento di Vigili del Fuoco e Polizia.

Il governo francese assicura che "non ci sono fughe radioattive". In un comunicato diffuso dall’Asn (Autorite’ de la Surete’ nucleare) viene affermato che "secondo le prime informazioni, si tratta dell’esplosione di un forno che serviva a fondere rifiuti radioattivi metallici". Secondo un portavoce di Edf, la cui controllata Socodei si occupa del centro di Centraco, "si tratta di un incidente industriale, non un incidente nucleare". L’impianto di Marcoule, dove l’incendio della fornace si e’ sviluppato nella tarda mattinata, e’ utilizzato per il trattamento di scorie ma non sono presenti reattori.
Nella centrale (che fa capo al gruppo Edf) viene prodotto il Mox, un combustibile nucleare che contiene uranio miscelato a plutonio proveniente dalle armi atomiche. La Protezione civile italiana, intanto, ha fatto sapere di aver attivato tutte le procedure per monitorare l’eventuale livello di radioattivita’ sul suolo nazionale, in collaborazione con l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale e con i vigili del fuoco.

L’impianto si trova a meno di 300 chilometri da Torino, ed al momento il dipartimento della Protezione civile è in contatto con l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e con i vigili del fuoco per monitorare e verificare gli eventuali rischi per l’Italia. Per ora, fanno sapere al Dipartimento, le informazioni arrivate dalla Francia non parlano di dispersioni radioattive. Sarà la rete di rilevamento dei Vigili del Fuoco a segnalare eventuali anomalie sul territorio italiano.

(VG)

 

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