Come combattere le specie aliene di pesci? Mangiandole

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Cosa sono le specie aliene e perché sono un problema serio

Secondo un rapporto dell’ISPRA l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, a settembre 2021 le specie aliene presenti nel Mar Mediterraneo erano circa 280.

Una specie diventa invasiva quando inizia a diffondersi in aree in cui precedentemente non era presente, abitandole e colonizzandole. I ricercatori credono che il vettore principale di trasporto siano i traffici marittimi. Le navi commerciali trasportano le acque di zavorra, quelle utilizzate per bilanciare la nave quando non è carica e che vengono rilasciate nei porti quando attraccano per effettuare un nuovo carico. Alcuni organismi si attaccano alla chiglia e si staccano in posti lontani da quelli di origine.

Una volta inserite nell’ambiente, la specie aliena causa diversi danni: all’habitat distruggendolo, alle specie autoctone mangiandole o ingerendo tutto il loro cibo, alle persone in quanto hanno ripercussioni anche sull’economia che gira intorno all’ecosistema marino.

Il Mediterraneo sta diventando una delle aree più accoglienti per pesci e specie tropicali a causa del surriscaldamento globale che sta alzando i livelli di temperatura del mare.

Alcune specie possono essere piuttosto innocue per l’ambiente, come l’ostrica del Pacifico. Tuttavia, altri possono avere effetti disastrosi.

Le specie aliene di pesci pericolose

Il pesce palla del Mar Rosso (fu un caso nel Salento nel 2017), per esempio, è altamente velenoso per l’uomo e non può essere mangiato. Sono predatori aggressivi che sono anche noti per distruggere le reti da pesca in modo da arrivare all’interno e cibarsi.

E se vengono catturati in una rete con altri pesci, li attaccheranno e li avveleneranno, rovinando l’intero pescato.

Anche il pesce leone (o scorpione) è diventato un problema nel Mediterraneo e sono state effettuate diverse battute di caccia subacquea per diminuirne la popolazione.

Ma anche alcune alghe possono variare il comportamento dei pesci autoctoni: per esempio i saraghi che ingerendole diventano meno aggressivi.

Uno dei più problematici è il granchio blu

La prima segnalazione di questo granchio molto bello ma altrettanto pericoloso è del 1948 e si è insediato soprattutto nell’Adriatico. Arriva dall’Atlantico Occidentale e causa un’enorme quantità di danni: taglia le reti dei pescatori, sminuzza distruggendoli i letti di alghe, mangia il cibo di altri pesci e anche i pesci stessi.

In un’intervista su Vice alle Mariscadoras, una start up di Rimini che si pone come obiettivo quello di farci mangiare le specie aliene, Giorgia Cannarella riporta una risposta molto interessante della public relations manager dell’azienda, Alice Pari.

La cattura delle specie aliene viene vista come accessoria e non ha mercato. Noi glielo creiamo, collaborando anche con numerosi chef. Al momento il nostro obbiettivo, anche se suona un po’ ambizioso, è inserire il granchio blu nella dieta mediterranea.

Questa specie non ha predatori nel Mediterraneo e con l’innalzamento delle temperature ha trovato il suo habitat ideale. Per cui l’idea che hanno avuto queste ragazze potrebbe essere un buon modo per arricchire la nostra dieta scoprendo sapori nuovi e aiutando l’ambiente a rimanere equilibrato.

Luna Riillo

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