Acqua, un'agenda comune per la ricerca

Ripensare la ricerca sull’acqua ed orientarla verso una prospettiva comune. E’ questa la raccomandazione dell'Unione Europea, per un'economia più intelligente

Acqua. In Europa le infrastrutture idriche stanno diventando sempre più vulnerabili a causa di diversi fattori tra cui l'invecchiamento, i danni da scavi, l'insufficiente manutenzione e il troppo carico. Le perdite d'acqua dai sistemi di alimentazione in tutta Europa oscilla dal 5% al 40% in alcune zone. Nonostante questo dato, però, il settore idrico europeo ha una grande importanza economica con un tasso di crescita del 5% e un fatturato di circa 80 miliardi di euro l'anno, che rappresenta circa un terzo del mercato mondiale dell'acqua.

Il riorientamento della ricerca sull’acqua per raggiungere gli obiettivi di Europa 2020 verso un'economia più intelligente, più sostenibile e più inclusiva sta rafforzando la base di conoscenze scientifiche e tecnologiche essenziali per affrontare la risoluzione dei problemi. Ma mentre si cerca di definire le agende strategiche di ricerca, il risultato degli studi in ambito locale, regionale e nazionale da un'immagine dell'Europa frammentata. Infatti dato che la maggior parte del territorio europeo rientra tra quella serie di bacini trasfrontalieri, la collaborazione tra stati è obbligatoria per raggiungere la massa critica necessaria in termini di competenze, attività e capacità istituzionali utili a promuovere un uso più efficace del potenziale di ricerca. Ecco perchè la Commissione Europea raccomanda e incoraggia tutti gli Stati membri di sviluppare un programma operativo con una comune agenda di ricerca strategica dove identificare e scambiare le informazioni e i dati, rafforzare gli esercizi di previsione comune e garantire il coordinamento e lo sviluppo di sinergie.

(Chiara Palmieri)

 

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