Acqua potabile. Se siamo informati nessuno puo' darcela a bere

Acqua potabile: conoscere la provenienza e i trattamenti a cui puo' essere sottoposta, ci aiuta a sceglierla con maggiore sicurezza

 

Quando si parla di acqua potabile in Italia, conta più l’orientamento e la scelta soggettiva delle singole famiglie che la conoscenza vera di ciò si porta in tavola. Ecoseven ha trattato a lungo il tema del mercato dell’acqua e non smetterà di farlo, insistendo e sottolineando le qualità e la sicurezza dell’acqua che esce dai nostri rubinetti. Ciò nonostante, per approfondire meglio, abbiamo fatto una ricerca che ci aiuta a capire a cosa servano e se servano davvero procedimenti, filtraggi e trattamenti dell’acqua che consumiamo quotidianamente.

Tra coloro che hanno fiducia e sono consapevoli della bontà e della sicurezza dell’acqua di rubinetto, c’è chi “per prudenza” ricorre a sistemi chimici e fisici per filtrare la propria acqua di casa. Magari per eliminare il calcio, soprattutto per gli effetti a medio e lungo termine sulle proprie tubature domestiche. Sì perché è noto che il calcio sia causa d’incrostazioni nelle tubazioni domestiche, ma la scienza ci dice che lo stesso non sia in grado di nuocere all’organismo. A soggetti con calcoli renali  vengono generalmente sconsigliate acque ricche di minerali e di sali di calcio pur se nessuno studio ad oggi ha dimostrato una correlazione tra calcio assunto ed insorgenza di calcolosi. Alcune ricerche, al contrario, dimostrano piuttosto una relazione inversa. In Thailandia e nel sud est degli Stati Uniti, dove l’acqua ha un ridottissimo contenuto di sali, si registra una incidenza superiore di calcolosi dovuta al calcio.

C’è da sottolineare che nel nostro corpo il calcio è il minerale in assoluto più presente. In un adulto ammonta mediamente a  circa 1200g. La gran parte è contenuta nelle ossa, mentre l’1% è presente nei tessuti molli e nei liquidi extracellulari.  Il calcio risulta quindi essenziale in molti processi che permettono il buon funzionamento dell’organismo umano. Giovani, donne in gravidanza, anziani, tutti hanno bisogno di calcio. E la scienza ci dimostra che sono davvero molto rari i casi in cui il calcio può essere controindicato in una dieta.

Alcune acque contengono una grande quantità di questo minerale. I Livelli di assunzione raccomandati nutrienti, i cosiddetti Larn, indicano che il calcio vada assunto in quantità non inferiore a 1000 milligrammi/giorno. Al contrario, la legge non pone un tetto all’eccedenza del calcio o alla sua massima concentrazione, né per le acque potabili, né per quelle definite minerali naturali.

Insomma il problema non sembra riguardare la salute di chi consuma acqua di rubinetto, ma l’esigenza di “filtrarla” resta per altri motivi, legati a rubinetti, tubature, caldaie domestiche. Esistono in commercio - ed il loro uso è il più diffuso – i cosiddetti filtri al carbone attivo con polifosfati, adatti ad arginare la quantità di Carbonato di Calcio che, precipitando, lascia depositi nel tempo sempre più consistenti su tubature, scambiatori di calore e meccanismi interni alle caldaie. L’efficienza e la portata degli impianti idrici rischia di essere ridotta dal calcare ed in qualche caso compromessa.

E’ bene sapere che il carbonato di calcio “precipita”, ossia si deposita, intorno ai 44° centigradi di temperatura, a causa di un fenomeno legato all’evaporazione ed alla separazione della CO2. Per limitare questi depositi di calcare, i sali di polifosfati disciolti in acqua vanno a sostituirsi alla CO2, inibendo il deposito calcareo.

Il problema più grande, però, sta nella nocività alla salute dei polifosfati, che non possono in ogni caso superare la concentrazione di 5ppm perché l’acqua resti potabile. I filtri a carbone attivo con sali di polifosfati hanno il compito di rimuovere il cloro e allo stesso tempo impedire che il calcare crei danni.

E allora l’acqua del rubinetto può essere poco sicura? Assolutamente no. La notizia buona sta nel fatto che questi filtri sono applicati direttamente sulla tubazione dell’acqua calda, acqua che usiamo a fini sanitari e mai alimentari. La nostra acqua di rubinetto fresca, priva di ulteriori filtraggi che possano semmai danneggiarla più che depurarla, è quindi sempre pronta da bere e controllata sul territorio, periodicamente, dagli organismi sanitari preposti. Ricordiamoci quindi - sempre - di non utilizzare l’acqua calda del rubinetto per preparare cibi, o quale base per tè, tisane, caffé. Meglio scaldare l’acqua fredda, pura e limpida come esce dai nostri rubinetti.

Molte macchine per il caffè ad uso domestico utilizzano speciali filtri contenenti polifosfati che rischiano di contaminare la bevanda. Ciò è possibile perché riescono a eludere la normativa  sull’acqua potabile. Il caffè è considerato un alimento e per legge è soggetto a differenti normative.

Possiamo quindi affermare che dal rubinetto dell’acqua fredda di casa esce un’acqua dalle qualità verificate e controllate, sicura e buona per ogni preparazione alimentare. Il caffè continuiamo a farlo con la classica moka, anche in questo caso a garanzia che i polifosfati non entrino a contatto con il nostro organismo. Se c’è qualcosa che non danneggia l’acqua e quindi l’essere umano, sono proprio i sali minerali naturali ed il calcio che l’acqua stessa contiene per sua natura. E se c’è qualcosa che può convincerci a berla serenamente è conoscerla sempre meglio.

 

(Vincenzo Nizza)

 

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