Videogames: e’ gia’ online l’odioso gioco sulle violenze di Londra

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Spunta in rete un videogame basato sulle rivolte e le violenze di Londra. Per vincere bisogna saccheggiare, incendiare, seminare violenza e sfuggire dalla polizia. Un gioco di cattivo gusto che però non sembra impressionare gli internauti. Che sembrano non comprenderne la gravità

Londra è stata devastata per giorni dai "London riots", le rivolte che per giorni hanno sconvolto la capitale londinese. Bande di giovani hanno assaltato negozi, incendiato auto, seminato violenza. Le immagini – come era inevitabile – sono finite su internet quasi in tempo reale. Potenza della rete.

A pochi giorni dalla fine delle violenze, mentre ancora ci si interroga (fu teppismo o rivolta sociale?) ed in contemporanea con le prime sentenze relative a quei giorni, su internet compare un vidoegame che non mancherà di sollevare polemiche: il titolo è semplicemente "London Riots" e l’incipit lascia basiti: "Scontrati con la polizia e porta la furia della tua gang per le strade di Londra". Le spiegazioni del cosidetto tutorial (ovvero le istruzioni per giocare) non sono da meno: prendi le molotov cliccando qui, incendia le auto della polizia cliccando qua. Attento a no farti arrestare, o il gioco finisce.

Incitazioni alla violenza ed all’odio verso la polizia condiscono a vario titolo il susseguirsi del breve videogame, che si gioca su internet gratuitamente, accedendo semplicemente al browser. Ospitato in una delle più grandi community dove sviluppatori e game designers mettono in mostra le loro fatiche, il videogame non sembra aver troppo turbato gli animi.

Tra i commenti solo un utente prevede "polemiche sul fatto che sia male fare un gioco sulle violenze di Londra". Neppure l’invito del programmatore a saccheggiare incendiare e seminare terrore per battere ogni livello", o la vicinanza temporale a fatti tanto dolori, sembra impensierire tutti gli altri, che si concentrano invece sui comandi scomodi, la difficoltà sbilanciata, suggerimenti sulla grafica.

La condanna di una idea tanto malsana è naturale e fin troppo facile. Quello che è più difficile è capire cosa c’è dietro. L’unica cosa che davvero ci auguriamo e che lo stupido gioco sparisca presto dalla rete senza lasciare spazio alle solite noiose polemiche sulla presunta bontà o cattivera di Internet. Internet è un mezzo, come tale non è ne buono ne cattivo, tutto dipende dall’uso che se ne fa.

(VG)

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