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Grana padano ‘dop’, l’Ue ufficializza nuove norme di produzione

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Sono state inserite nella Gazzetta ufficiale dell’Ue le modifiche al disciplinare di produzione del prodotto caseario che è uno dei simboli del nostro prodotto italiano nel mondo, il Grana padano ‘dop’: maggiori indicazioni anche sull’etichettatura, in modo da garantire sempre più trasparenza nella produzione e al consumatore finale

Il Grana Padano “DOP” diventa un prodotto caseario ancora più “caratteristico”. È stato infatti aggiornato dalla Commissione europea il disciplinare che ne prevede la produzione, l’individuazione geografica e l’etichettatura. Dal 18 giugno, giorno in cui le nuove norme sono stato pubblicate sulla Gazzetta ufficiale dell’Ue, è stato, ad esempio, ampliato a cinque comuni della provincia di Bolzano (Anterivo, Trodena, Lauregno, Proves, Senale-San Felice) il territorio in cui l’alimento può essere prodotto. Alcune novità riguardano anche la certificazione d’origine del Grana. Sono stati introdotti dei parametri analitici che consentiranno di garantire l’origine del prodotto attraverso analisi specifiche, attraverso un meccanismo che prevede i riscontri incrociati delle analisi relative agli isotopi, agli amminoacidi e al contenuto di lisozima. Sul versante etichettatura viene introdotto l’uso della “placca di caseina”. Di fatto una dicitura, recante la scritta “Grana Padano”, l’anno di produzione e un codice alfanumerico, che identifica in maniera univoca ogni singola forma al fine di garantire una sempre maggiore e più accurata tracciabilità del prodotto, a tutto vantaggio delle verifiche sulla qualità del medesimo e a garanzia del consumatore. Inoltre vengono inserite le diciture “Riserva” e “Oltre 16 mesi”. Le nuove norme che regolano la produzione del “Grana”, secondo il ministero delle Politiche agricole e i Consorzi che hanno chiesto l’aggiornamento, garantiranno una sempre maggiore trasparenza e genuinità del prodotto. Di conseguenza, una piena tutela del consumatore.

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