Pesce, come smascherare le frodi. Se il pangasio viene venduto come cernia...

Frodi commerciali nel mercato ittico. Filetti di pangasio venduti come filetti di cernia, squalo smeriglio venduto come pesce spada. I prezzi aumentano e i pesci non sono più gli stessi di una volta

 

Si fa presto a dire fresco. E soprattutto si fa presto a dire pescato in mare. Basta scriverlo sul cartellino ed è tolto ogni dubbio. Ma spesso il pesce, non è fresco né pescato in mare.  E i cartellini, riportano solo uno degli elementi legali che le pescherie dovrebbero illustrare al pubblico: il prezzo, ovviamente altissimo.

Fosse solo congelato e allevato, il male sarebbe poco. Alcuni gestori del mercato ittico sono molto più furbi. Per guadagnare qualche soldino in più, i filetti di Pangasio (che arrivati in Italia costano solo un euro al Kg) vengono venduti come filetti di Cernia, lo Squalo Smeriglio come Pesce Spada. I prezzi aumentano e i pesci, però, non sono più quelli di una volta.

E non è tutto. Cari consumatori, attenti soprattutto ai “pesci trattati”. Sì, da qualche tempo si sviluppa anche l’estetica del mercato ittico. Della serie un po’ di botulino qui, un po’ di silicone qua, ed il pesce è pronto per essere venduto.

Per donare una nuova lucentezza al pesce pescato qualche giorno prima, i commercianti ittici bagnano il pesce con il perossido di Idrogeno. Per donare un colore rosso acceso al tonno, i promotori dell’industria del pesce usano il monossido di carbonio. Belli all’esterno, ma deteriorati all’interno, i pesci che portiamo a tavola rischiano di portare noi al Pronto Soccorso.

Ma tranquilli, qualche trucco c’è. Leggete sempre le etichette, diffidate se il prezzo è troppo basso, controllate che l’occhio sia lucente e convesso, le branche siano di colore rosso acceso e che il pesce (non congelato),  se preso dalla testa, mantenga rigido il suo corpo. E ovviamente, cosa che vince su tutte, instaurate un rapporto di fiducia con il vostro “pescivendolo”!

(GC)

 

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