Falso allarmismo in Italia per il batterio E. Coli

Il caso sospetto di un turista tedesco in Trentino, le analisi sul salame di cervo 'incriminato' ieri in Toscana e risultate negative, dilaga la psicosi per il batterio di Escherichia Coli che arriva dalla Germania Nord. Il ministro Fazio rafforza i controlli su prodotti e confezioni

Avevamo messo in guardia dalla psicosi. Nel nostro piccolo, noi di Ecoseven.net, abbiamo usato molta prudenza, per questo non avevamo segnalato subito il caso sospetto di E. Coli del turista tedesco ricoverato nell’ospedale di Merano in Trentino Alto Adige. Subito dopo qualche ora, ci si è accertati del fatto che il turista non aveva contratto il virus del batterio killer che in questi giorni sta spaventando tutta l’Europa. Così come il Ministero della Salute, tramite l’Istituto Superiore di Sanità di Roma, ha smentito che il salame di cervo originario della Toscana presentasse traccie del batterio E. Coli. L’Austria a tal proposito aveva lanciato solo poche ore fa un’allerta comunitaria.

Insomma, in soli due giorni abbiamo assistito alla seconda e alla terza smentita, dopo le prime analisi sui cetrioli dai quali è partita la psicosi. L’Istituto Superiore di Sanità ci tiene a precisare che l’allarme sulle verdure è del tutto infondato (ricordiamo che solo in una settimana il Made in Italy, secondo le stime di Coldiretti, ha subito danni per mancate vendite di circa 20 milioni di euro), così come non devono essere usati antibiotici per un eventuale cura contro il potente batterio. In queste ore, inoltre, il Ministro della Salute Fazio ha garantito anche il rafforzamento dei controlli non solo sui prodotti ma anche sulle confezioni e sui rivestimenti per alimentari. (mig)

 

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