Conserve vegetali, ecco il decalogo sulla sicurezza dei prodotti

Il rischio botulino nelle conserve fatte in casa non e' da sottovalutare. Coldiretti divulga dieci regole fondamentali per evitare le pericolose intossicazioni generate dal batterio killer

Le marmellate e gli ortaggi sott’olio preparati in casa sono prodotti a cui occorre fare molta attenzione, perché possono generare la presenza del botulino, un potente tossina, che anche in dosi molto basse può portare a malattia o morte da avvelenamento in poco tempo.
Da Coldiretti arrivano le dieci regole fondamentali da adottare nella preparazione delle conserve ‘fai da te’. Come principio basilare, Coldiretti ricorda che tutti i cibi conservati non cotti e che non siano sufficientemente acidi sono potenzialmente a rischio. Come si devono comportare allora i produttori casalinghi? Ecco i consigli utili.

1. Rispettare le buone prassi igieniche di produzione primaria, come contenute nella manualistica messa a disposizione di Coldiretti e pubblicata anche sul sito del Ministero della Salute.

2. Funghi, olive, peperoni, melanzane e fagiolini sott’olio sono gli alimenti a maggior rischio. Bisogna lavarli per bene evitando la presenza di terra e residui in barattoli puliti, asciutti e con capsula ermetica.

3. L’acidificazione a più di 4,6 pH rende l’ambiente inadatto alla crescita del botulino; l’aceto deve quindi ricoprire per intero il prodotto conservato.

4. È necessario lavare verdure, stoviglie, piani di lavoro e contenitori per limitare o eliminare la presenza del batterio e delle spore. Va evitata inoltre la contaminazione crociata, mantenendo separate le fasi produttive (ad esempio, non riutilizzare contenitori usati per la verdura da pulire per rimetterci poi la verdura lavata).

5. La tossina botulinica viene distrutta alle alte temperature e quindi la sterilizzazione dei cibi in vasetto e in scatola, tramite bollitura per almeno 10 minuti, ne garantisce l’eliminazione. L’acidità, che si ottiene con l’aggiunta di aceto e sale contribuiscono a controllare lo sviluppo del batterio, riducendo quindi la possibilità della produzione delle tossine.6. È importante ricordare che le tossine botuliniche sono tutte termolabili e quindi sono distrutte rapidamente dalla comuni temperature di cottura dei cibi (almeno 80°C per 5 minuti). Per questo si consiglia portare a bollitura le conserve di pomodoro fatte in casa prima di utilizzarle (ad esempio, nella preparazione di un sugo, riscaldandolo adeguatamente).

7. La distruzione delle spore (responsabili della produzione della tossina) richiede trattamenti più drastici, come una sterilizzazione a 121°C per 3-4 minuti che assicura la riduzione delle spore a un valore sufficientemente piccolo da non rappresentare nessun rischio per la salute umana. Una volta aperto il barattolo, il prodotto va conservato in frigorifero per breve tempo.

8. Anche se non costituisce obbligo di legge, consigliamo di indicare a tutela delle imprese, tra le condizioni di conservazione, una durata stabilita (come “conservare in frigorifero una volta aperto, non oltre 7 giorni”).

9. Mantenere la catena del freddo.

10. Buttare prodotti conservati sui quali si hanno dubbi sullo stato di conservazione, che hanno subìto rotture della catena del freddo, o di cui non si ha sicurezza della perfetta conservazione (ad esempio, latte arrugginite, presenza d’aria nei sottovuoto, capsule ermetiche che emettono il caratteristico “click” in seguito a pressione sul tappo o al contrario, capsule “gonfie” a causa di fermentazione batterica, alterazione apprezzabile di aspetti visivi e olfattivi).

La proliferazione del botulino è inoltre riscontrabile - avverte Coldiretti - analizzando le conserve, in particolare: la frutta e gli ortaggi si presentano rancide e con difetti di consistenza; la carne si scurisce; l'odore è alterato (ma non sempre: ci sono ceppi non proteolitici che non producono alcun odore, quindi si raccomanda comunque di fare attenzione); il liquido di conservazione può diventare torbido; la capsula del barattolo si può gonfiare. In tutti i casi in cui l'aspetto o l'odore delle conserve non ci rassicurano, è sempre consigliabile buttarle.

(dp)

 

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