Giovani e alimentazione: se a decidere non sono i genitori

Una ricerca rivela come le abitudini alimentari dei genitori non influenzino più i figli, per la presenza di diversi e molteplici fattori. E se fosse un male? La famiglia dovrebbe avere più spazio nell'educazione alimentare dei più giovani

Secondo alcuni scienziati, i giovani dovrebbero mangiare in famiglia, poiché i gusti dei genitori sono fondamentali. Altri ritengono che l’influenza della famiglia sia relativa, superata da quella di attori diversi.
In particolare, questa tesi è appoggiata da una ricerca della Johns Hopkins University (sezione Center for Human Nutrition ), diretta dal professor Youfa Wang e pubblicata sul "Journal of Epidemiology and Community Health".
Gli studiosi hanno usato come base diversi studi sull’argomento, tutti pubblicati nel periodo 1980-2009. L’indagine si è focalizzata sulla relazione tra alimentazione dei figli con i genitori in generale, poi sui singoli rapporti (alimentazione madre-figlia, alimentare padre-figlio, ecc). Infine, sono stati presi in considerazione i casi particolari per le diverse aree del mondo ed i cambiamenti, avvenuti nel corso degli anni.
In conclusione, è emerso come l’influenza nutrizionale dei genitori sui figli è debole e strutturata da diversi fattori, tra cui singoli cibi, Stato di provenienza e rapporti intefamiliari. In più, col passare del tempo la tendenza s’indebolisce sempre più.
In più, tali osservazioni sono sostenute da altre indagini, che mostrano come l’associazione tra alimentazione dei padri e quella dei figli sia debole e limitata.
Secondo il professor Wang, "Probabilmente questo fenomeno è legato al fatto che le abitudini alimentari delle persone giovani sono influenzate da molti fattori complessi e l’ambiente famigliare è solo uno di questi con un ruolo limitato. Piuttosto che concentrarsi solo sui genitori, sarebbe utile dare maggiore attenzione all’influenza di altri fattori sulle abitudini alimentari dei ragazzi come la scuola, i cibi locali e l’influenza dei coetanei nonché le politiche alimentari dei governi e quelle che regolano le scelte delle mense scolastiche".
Al fine di far mangiar bene i giovani, il capo-ricercatore promuove così un sistema globale. Il suo prevede di affiancare il messaggio delle famiglie con l’azione delle autorità e dei produttori più importanti, in modo da non trascurare nessuno spazio o momento della vita alimentare degli adolescenti.

 

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