ULTIMA ORA:
Post title marquee scroll
Antibiotici nemici del microbioma intestinale, l'impatto può durare fino a 8 anni: lo studio-Iran, il ruolo della Russia: Mosca svela le tattiche per colpire Usa e Paesi del Golfo-Attacchi a radar e basi Usa, ecco come l'Iran cambia la guerra-La dieta per invecchiare senza malattie, i cibi per arrivare 'sani' a 70 anni: lo studio-Iran, Trump: "Abbiamo vinto, guerra risolta dopo un'ora"-Champions, Bayer Leverkusen-Arsenal finisce 1-1 tra le polemiche. Cos'è successo-Energia, Marcello Di Caterina (Alis): "Bene apertura Von der Leyen su Ets ma ora sospensione per settore marittimo"-Champions, oggi Real Madrid-Manchester City - La diretta-Champions, oggi Psg-Chelsea - La diretta-Orlandi-Gregori, da presidente Commissione lettera a prefetto di Roma su scavi Casa del Jazz-Logistica, Ausserdorfer (A22): "Confermiamo impegno Autobrennero per mobilità sostenibile e intermodalità"-Teatro Sannazaro distrutto, Giuli: "Lo compra lo Stato"-Ferrovie, Strisciuglio (Trenitalia): "Momento decisivo per il rilancio del settore"-'Campus visivo', a Tor Vergata visite gratuite per studenti a basso reddito-Cerno: "Insulti a me e Diaco 'gay di destra', dove sono ora gli attivisti Arcobaleno?"-Fiere, Santori (Made in Italy Community): "Raccontiamo al mondo l’Italia che produce e innova"-Fiere, Casilli (Casilli Enterprise): "Investire in tecnologie sostenibili e applicabili su larga scala"-Iran, l'armatore d’Amico: "Navi in zona di guerra? Solo con scorta militare. Tensioni svuotano Suez e gonfiano prezzi"-Fiere, Pavanetto (Regione Veneto): "Verona e il Veneto capaci di attrarre investimenti e tavoli di confronto"-Iran, Perego: "Raggiunti gli obiettivi Usa cerchino soluzione politico-diplomatica"

No al pizzo. Il racconto di un agricoltore che si e’ ribellato alla mafia

Condividi questo articolo:

Sono numerosi i produttori e gli imprenditori che hanno difeso il loro lavoro e la loro azienda dalla mafia, dicendo no al pizzo

 

Ribellarsi al pizzo e tenere lontana la criminalità organizzata dal lavoro nei campi e nelle industrie, dai negozi di famiglia e dalle imprese che danno lavoro a diversi dipendenti. E’ questo l’impegno vero e concreto di numerosi cittadini di Addio Pizzo, che ogni giorno lottano contro la mafia. Ed è questo quello di cui si è parlato a Volkonsky, presso la residenza dell’ambasciatore britannico Christopher Prentice, dove si è tenuta la presentazione della versione inglese della Guida per il Consumatore Critico Antiracket  “Pago chi non paga”, alla presenza del vice-ministro del Ministero dell’Interno Filippo Bubbico e delle maggiori autorità italiane. La guida “Pago chi non paga” raccoglie nomi e indirizzi di cittadini che hanno detto no al pizzo, che hanno denunciato e si sono ribellati al sistema mafioso, proteggendo lavoro e prodotti della loro terra.

Tra chi ha detto no al pizzo anche Mario Caniglia, che ha raccontato ‘Nasco contadino e divento imprenditore per necessità. A 11 anni lavoravo già la terra, seguendo i ritmi della natura, del sole, della pioggia, della semina e dei frutti che crescono ogni anno.  Nel ’79 andai a Milano, in un momento di crisi, per vendere il mio raccolto di arance. Ci arrivai fiducioso ed in  effetti le cose andarono bene. Non solo vendetti il mio raccolto, ma mi furono richieste altre arance.  E così mi trasformai in un imprenditore: allargai il capannone per la lavorazione ed assunsi altri operai. Negli anni, da un ettaro di agrumeto sono passato a 60, con oltre 60 operai. Un giorno, i ritmi della vita furono travolti. Una telefonata cambiò tutto. Un uomo mi intimò di pagare 500 milioni, minacciando di uccidere me e la mia famiglia. ‘

‘Non presi in considerazione quella richiesta – continua Mario Caniglia – non avrei mai pagato il pizzo. Decisi, invece, di denunciare tutto ai Carabinieri e le conseguenze non si fecero attendere. Nel 1998, i mafiosi spaccarono 500 quintali di angurie, lasciando su ognuna di esse un taglio a segno di croce. Mi distrussero un deposito di attrezzi e portarono via tutto quello che c’era. Ma non mi arresi neppure in quel momento. E alla fine gli estorsori furono arrestati. Vivo sotto scorta da allora, era il 2 febbrario del 1999’.

 

Questo articolo è stato letto 66 volte.

agricoltura, arance, mafia, Pago chi non paga, pizzo

Comments (23)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Ecoseven è un prodotto di Ecomedianet S.r.l. Direzione e redazione: Lungotevere dei Mellini n. 44 - 00193 Roma
Registrazione presso il Tribunale di Roma n° 482/2010 del 31/12/2010.redazione@ecoseven.net