In Sardegna i pescatori fanno da guida ai turisti e salvano le tartarughe

Un percorso del gusto che porta in tavola le specie ittiche poco conosciute valorizzandole attraverso ricette che utilizzano le essenze tipiche locali, il lavoro di una cooperativa in Sardegna che non fa solo pesca, ma anche turismo e aiuta a preservare le tartarughe della costa

 
 
Portare sulle tavole specie ittiche poco conosciute utilizzando le essenze del posto e al contempo salvare le tartarughe spiaggiate o catturate accidentalmente.
 
 
 
La cooperativa Ittica Nora, a Pula in provincia di Cagliari, unisce l’attività di pesca alla salvaguardia ambientale. “Abbiamo in concessione la laguna demaniale di Nora”, spiega ad Ecoseven il presidente della cooperativa aderente a Federcoopesca Giuseppe Ollano.“E abbiamo costituito negli anni un centro di educazione ambientale” oggi accreditato Infea, la rete nazionale che collega fra loro tutti i centri  di educazione ambientale. All’interno della cooperativa vengono proposti programmi relativi all’ecosistema marino e lagunare sia al pubblico scolastico che ai turisti che vengono già a visitare il sito archeologico di Nora.
 
 
 
L’obiettivo è quello, spiega ancora Ollano, “di valorizzare la produzione ittica e l’attività naturalistica attraverso il recupero delle tartarughe nel tratto di costa tra Pula e Porto Scuso”. Come anche previsto dalla legge regionale sulla conservazione della fauna marina. L’attività di pesca lagunare riguarda specie tipiche delle acque salmastre, come orate, spigole, saraghi e anguille. Ma anche vongole, telline, granchi e crostacei.
 
 
“L’intenzione – spiega ancora il presidente della cooperativa – è creare un percorso del gusto per accorciare la filiera e portare sulle tavole le specie ittiche considerate minori e meno valorizzate rispetto a quelle canoniche. Questo attraverso ricette che vanno ad utilizzare le essenze tipiche del luogo”. (Nereo Brancusi)

 

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