Agricoltori soddisfatti della gestione idrica. Ma acqua significa anche energia pulita

L'Anbi ha commissionato una ricerca statistica per fare il punto della situazione sulla rete idrica nazionale gestita dai Consorzi di bonifica. Due agricoltori su tre si ritengono soddisfatti e pensano che i costi siano adeguati. Ma vogliono più irrigazione per il futuro

Due agricoltori su tre sono contenti e soddisfatti della gestione nazionale delle risorse idriche. Sia per quanto riguarda i volumi che per quanto riguarda i costi. Emerge da una ricerca condotta da Swg per conto dell’Associazione nazionale delle Bonifiche italiane, l’Anbi. Il 95 per cento delle aziende agricole interpellate crede che la distribuzione sia “efficiente” mentre per il 66 per cento “i costi sono adeguati”.

Ma dalla ricerca statistica emerge anche che gli agricoltori vogliono più acqua per assicurare l’irrigazione per un periodo più lungo. Anche perché, non solo - come spiega il presidente Anbi Massimo Gargano, di provenienza Coldiretti - “il made in Italy dipende dall’acqua”, ma anche perché - come dice il presidente di Confagricoltura Mario Guidi - con l’agricoltura l’acqua si trasfroma in cibo.

Ma non solo questo. Acqua vuol dire anche energia pulita. I Consorzi di bonifica aderenti all’Anbi mettono a disposizione 180 mila chilometri di canali per la sfida del “mini idroelettrico”, così come i bacini di raccolta idrica per gli impianti fotovoltaici. Perché dall’acqua, in un modo o nell’altro, dipende il futuro.

Nereo Brancusi

 

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