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Scuole italiane ed Europee: si respira aria non buona

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Scuole poche sicure, anche per l’aria che si respira: è troppo inquinata anche nelle scuole italiane

 

 

 

Nemmeno a scuola (almeno in quelle europee) si respira aria pulita. I nostri piccoli, complici i doppi vetri uniti , l’assenza di ventilazione, le aule densamente popolate, la vicinanza a strade trafficate e i problemi di pulizia, sono a contatto con micropolveri sottili (Pm 2.5), radon, ma anche benzene, anidride carbonica e formaldeide.

 

 

A lanciare l’allarme è Sinphonie, una ricerca finanziata dall’Ue e che in Italia ha monitorato l’aria che si respira in due scuole della Sicilia (Palermo), due della Toscana (Pisa) e due della Lombardia (Milano). La fotografia che ne viene fuori non è delle migliori: lo studio ha rilevato che l’85% degli scolari europei è esposto a micropolveri sottili in concentrazioni superiori a 10 microgrammi per metro cubo, valore guida medio annuo raccomandato dall’Oms, la metà è esposto a quantità eccessive di radon e un quarto a troppo benzene, sempre facendo riferimento ai parametri Ue e Oms.

 

 

Non solo. Sempre secondo lo studio, il 60% dei bambini è esposto a valori elevati di formaldeide, senza contare una presenza significativa di anidride carbonica. Respirare troppi inquinanti significa un maggiore rischio di soffrire di sintomi legati a malattie respiratorie e di certo non aiuta chi un problema lo ha già: l’8% degli scolari soffre di asma, il 9% di allergie nasali e il 17% di eczema. E il 3,6% dei bambini, poi, ha avuto un attacco di asma a scuola.

 

 

Ovviamente, ‘i problemi sono diversi a seconda dei Paesi, dell’età e tipologia degli edifici, della posizione della scuola e anche delle abitudini, ad esempio se i bimbi rimangono tutto il giorno nella stessa classe o se si spostano’, commenta Piersante Sestini, docente di malattie respiratorie all’Università di Siena e fra gli autori della ricerca.

gc

 

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