Approvato il 5 per mille per i parchi

Nuove risorse in arrivo per i parchi grazie al 5 per mille

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16 Novembre 2017

I gestori delle aree protette verranno inclusi tra i soggetti che i contribuenti possono indicare quali beneficiari del 5 per mille dell'Irpef. È la novità contenuta in un emendamento al decreto fiscale approvato dalla Commissione bilancio del Senato.

Lo ha reso noto il senatore Massimo Caleo, vicepresidente della commissione
“È una bellissima notizia: in questo modo - afferma - i parchi potranno avere ulteriori risorse per salvaguardare l'ambiente e la biodiversità e fare sviluppo sostenibile. I cittadini avranno un'opzione in più per agire in favore dell'ambiente”.

La riforma della legge 394/1 attende invece ancora il voto finale del Senato. Un appello perché venga approvata rapidamente è stato firmato da 158 amministratori di parchi e politici di enti locali. I firmatari sono 54 tra Presidenti, Vicepresidenti e Commissari di parco, 5 Presidenti di Comunità del parco, 84 Sindaci, 10 Consiglieri di Federparchi, 11 Consiglieri di Ente Parco, 6 Amministratori comunali, 1 Consigliere provinciale, 1 Consigliere regionale e 1 Assessore regionale.

“Il lunghissimo lavoro che ha interessato l'aggiornamento della Legge sui parchi è giunto molto vicino alla conclusione - si legge nell'appello -. L'impianto della legge, costruito al Senato e ritoccato dalla Camera, migliora enormemente il testo vigente e ne aggiorna molti dei contenuti". "Voci di corridoio riportano che il provvedimento non sarebbe ancora licenziato dalla commissione competente e assegnato all'aula perché il Ministero dello Sviluppo Economico non condivide che nel testo sia riportato il divieto di effettuare nuove ricerche ed estrazioni di idrocarburi all'interno dei parchi. Sembra impossibile che questo sia vero! Non possiamo credere che il governo di una democrazia occidentale possa pensare che sia possibile ricercare ed estrarre petrolio all'interno dei parchi!". Per questo, concludono i firmatari, "facciamo appello al governo perché venga velocemente rimosso ogni ostacolo all'approvazione definitiva della riforma" e "sollecitiamo il Senato perché concluda l'ottimo lavoro fatto dal Parlamento italiano in questi anni”.