Due hotel spaziali potrebbero aprire già nel 2021

Bigelow Aerospace ha annunciato una nuova iniziativa che si concentrerà sul marketing e sulla gestione di due moduli spaziali in cui risiedere

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07 Marzo 2018

Bigelow Aerospace, fin dalla sua fondazione – avvenuta nel 1999 –, si è sempre occupata della costruzione di moduli spaziali gonfiabili che potessero fornire un habitat per gli umani in un'orbita terrestre bassa, ma solo da poco la società ha lanciato la Bigelow Space Operations (BSO), un'impresa spinoff dedicata al marketing e alla gestione di questi habitat spaziali gonfiabili, che potrebbero essere utilizzati come hotel spaziali.

Secondo un comunicato stampa di BSO, il primo obiettivo dell'azienda è quantificare il mercato delle stazioni orbitanti – spenderanno milioni di dollari solo nel 2018 per illustrare le opportunità disponibili a livello globale, nazionale e aziendale.
BSO commercializzerà e gestirà i due habitat spaziali gonfiabili B330 che Bigelow intende lanciare entro il 2021. Sia il B330-1 che il B330-2 sono progettati per l'orbita terrestre bassa, e ciascuno è in grado di ospitare fino a sei persone all'interno dei suoi 330 metri cubi di spazio espandibile.
Ognuno dei due habitat è grande quasi un terzo del volume della Stazione Spaziale Internazionale e costa molto meno: l'azienda ritiene che questa accessibilità all'orbita terrestre bassa potrebbe aiutare le nazioni straniere a far partire i propri programmi spaziali.

Ovviamente, l'intento è anche quello di far diventare questi spazi degli hotel spaziali per la crescente economia spaziale della orbita terrestre bassa e, visto che tutte le altre aziende si stanno concentrando sulla costruzione di veicoli spaziali per portare le persone in un viaggio vicino alla Terra, la Bigelow Aerospace potrebbe avere davvero un primato occupandosi di farcele rimanere.
Se ci pensiamo, l'unica cosa migliore del fare viaggi nello spazio è quella di sostare in degli hotel che galleggiano nello spazio. E potrebbe veramente succedere.