La verità sulle prime pitture rupestri

I ricercatori hanno scoperto che è stato l'uomo di Neanderthal a realizzare i primi disegni nelle caverne

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Uno studio pubblicato sulla rivista «Science» ha spiegato che è stato l'uomo di Neanderthal e non l'homo sapiens a creare una serie di disegni trovati nelle caverne della Spagna e risalenti a 64.000 anni fa. È la prima volta che gli uomini di Neanderthal vengono accreditati come pittori rupestri ed è anche la prima volta che si decreta che le loro opere siano le più antiche pitture rupestri conosciute.

Utilizzando una datazione radioattiva avanzata, gli scienziati hanno stabilito che i dipinti, realizzati in tre caverne separate, sono molto più antichi di quanto si pensasse originariamente e che sono stati creati almeno 20.000 anni prima che gli esseri umani moderni arrivassero in quell'area.

E così è cambiata d'improvviso tutta la visione che si aveva degli uomini di Neanderthal, che si pensavano più stupidi e meno intraprendenti degli uomini moderni. Le opere d'arte rupestri dimostrano, invece, che le specie erano creative e che riuscivano a mantenere viva sia una certa cultura che l'arte con cui essa si accompagnava. I Neanderthal sono anche noti per aver usato artigli e ossa d'aquila per creare dei loro particolari gioielli con cui abbellivano i vestiti – per dire.

Gli sforzi precedenti per determinare l'età di queste pitture rupestri sono stati complicati dalle limitazioni della tecnologia di datazione. Il metodo più comune, infatti, funziona esclusivamente con la materia organica: usare il decadimento radioattivo dell'uranio come parametro richiede una grande quantità di materiale da datare, qualcosa che non è possibile in scoperte rare e delicate come la prima arte umana rupestre umana.

Solo grazie al fatto che hanno utilizzato un nuovo metodo di datazione, gli scienziati sono riusciti a fare questa scoperta – hanno dovuto solo grattare via la crosta della pittura rupestre e poi portare quei campioni in laboratorio per la datazione.