Una scoperta sull'energia oscura potrebbe rivoluzionare la fisica così come la conosciamo

Nuovi risultati rivelano una discrepanza tra i dati sulla configurazione precedente dell'universo e quella attuale: ciò suggerisce che la materia oscura potrebbe essere in diminuzione

WhatsApp Share

21 Ottobre 2017

Gli scienziati hanno scoperto una mancata corrispondenza tra una mappa del primo universo e le misurazioni dell'universo di oggi: se la disparità rimane anche attraverso le misurazioni future, questa differenza potrebbe riscrivere la fisica. I risultati recenti, parte dell'attuale ricerca sull'energia oscura (The Dark Energy Survey), rivelano come la materia sia distribuita tra 26 milioni di galassie e forniscono anche una delle immagini più chiare e potenti del nostro universo fino ad oggi.

I nuovi dati sono stati confrontati con le immagini prese nel 2013 dal satellite Planck, che mostrano l'universo come era una volta: il confronto ha consentito agli scienziati di guardare l'universo come un sistema in evoluzione e di fare previsioni sul futuro: mentre molti astronomi pensano che l'energia oscura sia una forza costante, questi risultati preliminari sembrano suggerire che potrebbe non esserlo.

Le immagini di Planck mostravano che la materia oscura costituiva il 34% dell'universo, mentre questi nuovi risultati indicano che attualmente rappresenta solo il 26%.

La comprensione della distribuzione della materia ci aiuta a sapere come l'energia oscura e la materia oscura si oppongono l'una con l'altra nel nostro universo. L'energia oscura trascina ogni galassia perché provoca l'accelerazione dell'universo; la materia oscura è la forza opposta, pensano i fisici, quella che spinge le galassie insieme. Se questo è corretto, la materia oscura (che gli scienziati stanno ancora cercando) potrebbe perdere la sua battaglia cosmica per tenere insieme le cose, cambiando la fisica per come la conosciamo.

Gli astronomi sono giustamente riluttanti a giungere a conclusioni eccessivamente drammatiche e affrettate, visto che sarebbero basate esclusivamente su questi dati iniziali e che, da una prospettiva statistica, la variazione tra le versioni dell'universo è lieve. La mancata corrispondenza potrebbe anche scomparire con più dati, indicando che una o entrambe le misurazioni non erano corrette. Ma per ora, visto che questi dati esistono, stanno facendo pensare gli scienziati e noi con loro.